GALTE-un paese da scoprire

di , 10 Gennaio 2007

Iniziato nel settembre del 2005, andrà avanti lo studio “Galte.. un paese da scoprire” avviato dall’Amministrazione Comunale e reso possibile grazie ai finanziamenti regionali attraverso la legge 26/97 che si prefigge di favorire il recupero delle tradizioni, usi e costumi della Sardegna.

Infatti con un ulteriore finanziamento di 30.000 euro (per la terza annualità),concesso dalla Regione Sarda si potrà completare il lavoro di ricerca, attraverso le interviste alle persone anziane e la registrazione e ripresa delle tradizioni popolari e religiose locali.

Lo scopo di tale ricerca è quello di realizzare una sorta di supporto multimediale, in materia di tradizioni popolari e allo stesso tempo di costituire un archivio di documenti cartacei, fotografie, filmati, registrazioni che raccontino la storia del paese.

Ad oggi sono state ultimate le prime due annualità suddivise in due tematiche principali di cui, la prima ‘Le tradizioni orali’ e ‘La dimensione soprannaturale” e la seconda concentra sui Riti della Settimana Santa.

La terza annualità prevede lo studio sulla vita umana attraverso il racconto delle persone più anziane del paese partendo dal momento della nascita, il battesimo e gli altri sacramenti religiosi, l’adolescenza, il fidanzamento con i suoi rituali severi e rigidi, il matrimonio e per quanto riguarda la donna, la gravidanza e il parto.

Attraverso le interviste, che molto spesso si sono trasformate in vere e proprie chiacchierate con i più anziani, il gruppo di ragazzi e ragazze del paese che stanno lavorando a questo progetto, si sono resi conto dell’esistenza di un abbondante produzione di racconti immaginari o realmente accaduti (era riservato uno spazio particolare a quelli sacri), di canti e ninna-nanna che oggigiorno vanno scomparendo e che erano erano un importante momento della vita comunitaria.

E hanno evidenziato che ogni momento era buono per incontrarsi , dalla preparazione del pane alla spigolatura, alla vendemmia, alla raccolta delle olive, al momento del riposo al fresco delle sere estive.

“Confermando -afferma il sindaco Renzo Soro- dell’esistenza di una tradizione tutta sarda parallela a quella italiana di fiabe per bambini, ci è rimasta particolarmente impressa ‘Maria Chisinera’, la Cenerentola sarda dove la protagonista ,nella versione galtellinese portava la mucca al pascolo. E la scarpetta, non veniva persa ad un ballo ma all’uscita dalla messa”. “Ciò che è emerso dalla nostra ricerca -continua Soro- è che, oltre ai tenores, ampiamente conosciuti, alle ninna nanne, canzoni e filastrocche di ogni genere, particolare rilevanza avevano i mutos,, prerogativa degli uomini, e sos attitos, cantati esclusivamente dalle donne ai propri cari sul letto di morte. Soprattutto dalle interviste rivolte alle donne è risultato che anche in ambito religioso si sono scoperte e recuperate alcune preghiere di uso quotidiano. E per quanto non poteva essere compreso dalla ragione i racconti parlavano anche di magia, esseri fantastici, sogni premonitori, malefici e rimedi tradizionali alcuni dei quali tipo “sa michina de s’ocru malu” ,per togliere il malocchio”.

Sono state fatte ricerche anche sulla Settimana di Pasqua seguita dalle due Confraternite presenti a Galtellì, sul cerimoniale della domenica delle Palme dove priori e le prioresse delle rispettive Confraternite iniziano la raccolta di sas partes (derrate alimentari e denaro), necessari per l’allestimento di sa Suchena, letteralmente l’ultima cena di Cristo con gli Apostoli che ha luogo la notte del Giovedì Santo.

La ricerca ha anche abbracciato la storia de “S’Incontru” del giorno di Pasqua dove si rievoca l’incontro tra la Madonna e il figlio risorto. “Sono soddisfatto -afferma Renzo Soro- che la nostra richiesta di finanziamento per la terza e conclusiva annualità, abbia superato la rigida selezione indetta dall’Assessorato Regionale alla Cultura e che ha premiato solo quattro comuni della provincia di Nuoro fra cui Galtellì.

Questa somma ci consentirà anche di realizzare il supporto multimediale per presentare al paese il lavoro svolto che rappresenterà una importante pagina della storia della vita e delle tradizioni locali. Il lavoro delle prime due annualità e stato presentato tempo fa con successo nella prestigiosa sede dell’università di Siena in una iniziativa svolta in collaborazione con il circolo culturale sardo. ”

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