L’ ALVEO- FORESTA del Fiume Cedrino

di , 23 Gennaio 2007

La disastrosa alluvione della notte del 14.12.2004 i paesi della Baronia non la dimenticheranno mai! Le esondazioni del Fiume amico-nemico Cedrino, chi ha la mezza età, già le ha conosciute più volte quando esso a causa delle piogge torrenziali usciva dal suo letto naturale e l’acqua senza alcun impedimento inondava la pianura distruggendo ogni cosa.

 Mi ricordo che anche allora spuntavano le parti alte degli alberi di alto fusto, gli aranceti quasi non si vedevano più e gli animali ancora vivi venivano trascinati dalla corrente e trasportati fino alla foce.

 Ma allora il letto del fiume era quello che la natura aveva creato e le sue anse seguivano tracciati modellati della vegetazione ai bordi o a seconda dell’altezza degli argini naturali di terra. E quando l’acqua, inesorabilmente, saliva la paura diventava disperazione mista alla consapevolezza di non poter fare nulla a contrastare questa forza della natura. Ed è per questo che tutti gli amministratori baroniesi e gli uomini "che avevano conoscenze altolocate" uniti dal male comune, invocarono la costruzione di un invaso che trattenesse l’acqua a monte scongiurando "per sempre" questi disastri. E fu costruita la Diga di Olai, successivamente le condotte per l’irrigazione e l’alveo fu allargato e protetto da argini artificiali fatti di gabbie metalliche contenenti all’interno massi di pietra.

A lavori finiti il fiume sembrava un piccolo Po, con uno specchio d’acqua limpidissimo e larghissimo che era un piacere vederlo. Il fiume non fece più paura e finalmente il santo Cedrino poteva diventare, nei sogni di qualche amministratore fantasioso e lungimirante , persino teatro di gare amatoriali, ma che dico,anche regionali o nazionali di canottaggio. Come l’idroscalo di Milano!

Ma pian piano, passando qualche anno lo specchio limpido e cristallino si trasformò in una risaia dove al posto del riso crescevano tutte le piante acquatiche. Fino a che esse diventarono alberi fitti e alti per cui scattando una foto all’alveo l’acqua, che prima rifletteva il tramonto, quasi non si vedeva più.

E quando arrivò l’alluvione del dicembre 2004, queste piante hanno sicuramente contribuito a formare nei punti rigidi del corso d’acqua (piloni di ponti e isolette affioranti)le dighe "dei castori" impedendo un normale deflusso con le conseguenze immaginabili. Il problema si potrebbe risolvere?

Certamente! e come? Beh!in tanti modi più o meno costosi fra i quali non sarebbe poi tanto una follia visto che molti la pensano alla stessa maniera:Un taglio controllato dalle auorità competenti eseguito dai cittadini che "come novelli Attila buoni" , previe le giuste precauzioni per la sicurezza , autorizzazioni, con tagli mirati nel periodo giusto, ottenerrebero in molto meno tempo di quel che si crede e con costi sicuramente molto inferiori due risultati: l’alveo pulito e la legnaia ricolma! Può sembrare una soluzione inattuabile?

 Non è possibile? Vabbeh! E’ sicuramente è una provocazione, per un buon fine perchè questo problema venga affrontato e risolto subito! Prima che,Dio non voglia, arrivino altre piogge torrenziali, che peraltro si sono ripresentate anche a dicembre scorso e creando non pochi disagi.

 Chi ha avuto i danni, ripagati in parte dai finanziamenti dello stato e regionali, ha ancora dentro una paura che fa salire, ogni volta che piove più del solito, "l’acqua al cervello".

 E non dorme, non è sicuro e va a vedere, anche di notte, il livello dell’acqua del fiume e non è per niente contento nel vedere una "foresta vergine" dentro l’alveo.

 Bella si, ma nel posto sbagliato!

Un commento a “L’ ALVEO- FORESTA del Fiume Cedrino”

  1. valent.usai scrive:

    Vedo con piacere un interessamento al problema…. Speriamo che sia servito a far si che qualcuno si metta in moto affinchè il fiume cedrino possa nuovamente essere definito tale e che magari torni ad essere lo specchio di un tempo…!!!

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