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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Archivio per Novembre 2007

Due vispisssimi cagnetti di una simpatia unica al guinzaglio del loro padrone (ma è meglio chiamarlo in questo caso vero amico) mentre stazionano d’estate in una piazza. Si vede che stanno bene, curati, puliti: Esattamente conme dovrebbero essetre trattati.

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IL CRISTO DEL TUTTAVISTA (foto mia)
la statua Bronzea,plastica opera dello scultore spagnolo Pedro Angel Terron Manrique è ubicata nella cima del Monte Tuttavista a Galtellì dominando con la sua maestosità un territorio ben oltre la Baronia.

CONTIENE TUTTI I LINK DAI MIEI ARTICOLI E FOTO SU QUESTO ARGOMENTO!

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E’ proprio vero che ci si rende conto, in modo completo di quanto valgono veramente le persone solo dopo che esse non ci sono più. E passato tanto tempo da quando mio padre (Antonio Camedda) è morto per salire , ne sono sicuro, in quel mondo sereno e soave che è il Paradiso. Ho avuto e avrò tanto tempo per riflettere sul suo percorso di vita che se lo si racconta non sembra quella di un solo uomo ma di tanti messi insieme.
Era innanzituto una persona onestisima ed altruista, impegnata da sempre nel sociale e un uomo anche molto severo che pretendeva moltissimo prima di tutto da se stesso e dagli altri. Per primi i suoi figli!
Provando a raccontare tutto ciò che faceva mi rendo conto che non basterebbe un libro.

La mattina si alzava, verso le cinque e mezzo per entrare in falegnameria dove aspettava un’ora più decente per metere in moto la macchina da lavoro. Era una grande artigiano e anche un pò artista figlio di un grande maestro:mio nonno Costantino. Quando verso le otto entravo in falegnameria per salutarlo, prima di andare a scuola, lo sentivo fischiare e cantare. Era contento del suo lavoro di ogni giorno! I suoi infissi e mobili ancora oggi chi li ha li vanta a dice che non hanno mai difettato e li tiene come piccole opere d’arte.

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DALLA FESTA DI S.MARIA DEL MARE DEL 2005

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CHE STRANI CHE SIAMO NOI SARDI! Popolo di persone caparbie, fiere e ospitali che nel donarsi agli altri raggiungono e spesso oltrepassano, senza volerlo e, i confini del servilismo con perdita di coscienza della propria identità e orgoglio.
L’ORGOGLIO! ecco una parola che si pronuncia spesso e che si usa male! Non quello a tutti i costi ma almeno quello che ci consenta di reagire alle ingiustizie come quella di non essere rappresentati in seno al consiglio europeo. Noi sardi amiamo mediamente la nostra isola in modo viscerale e quando usciamo fuori da essa ne sentiamo in modo struggente questa lontananza e non vediamo l’ora di ritornare.
Ma obiettivamente questo filaccione che ci collega alla nostra Sardegna, quasi un cordone ombelicale, non viene uato quando restando a casa accettiamo supinamente una serie di ingiuste reagendo solo a parole ma non concretizando con fatti una reazione reale che ci consenta di eliminarle.

ED ALLORA! perchè dobbiamo continuare a vivere in queste condizioni?

SVEGLIAMOCI! compresi per primi i nostri rapresentanti politici DI QUALUNQUE PARTITO! Usciamo dal guscio in cui ci siamo fatti passivamente ingabbiare e mi rivolgo sopratutto ai nostri stessi rappresentanti politici (chi non c’entra si escluda)sopratutto quelli che sono attirati dagli odori e allori di Roma e fanno poco, magari per obbedire a lineee imposte fanno poco o niente.

Qualcuno dirà che non è vero!

Ma allora perchè questa situazone del collegio Unico Sicilia-Sardegnao perdura da oltre dieci anni e non si è fatto nulla perchè cambiasse?
fare qualcosa,significa lottare fino ad ottenere un risultato che non è l’araba fenice. Anche chi non è sardo e addiritura anche qualche siciliano ha commentato sulla petizione in corso che ogni popolo ha diritto ad essere rappresento. In proporzione al numero degli abitanti la Sardegna avrebbe dovuto avere due rappresentanti e la Sicilia sette.

Ma realtà è che noi non ne abbiamo neanche uno!

SARDI! per SVEGLIARSI non è mai troppo tardi! E visto che ci definiscono "rocciosi, orgogliosi e caparbi" DIMOSTRIAMOLO CON I FATTI! (sempre legali, si intende!).

Questo strumento della petizione popolare
http://firmiamo.it/sardegnacollegiounicoeuropeo è un inizio DA NON PERDERE! E non ci dobbiamo fermare fino a quando non abbiamo ottenuto ciò che da troppo tempo ci hanno tolto! Essere rappresentati,in una società civile, è un diritto di tutti i popoli che noi sardi dobbiamo volere senza tentennamenti!

SENZA SONNECCHIARE O, ANCORA PEGGIO, CONTINUARE A ESSERE
"DISUNITI" COME SIAMO STATI E SIAMO FINO AD OGGI!


Settantuno anni fa (15.agosto 1936) moriva a Roma la scrittrice nuorese Grazia Deledda, interprete appassionata dei miti e dei simboli del mondo barbaricino e della Sardegna arcaica, fantastica e moderna. Pietra miliare della nostra tradizione letteraria, fu insignita del premio Nobel nel 1927.Grazia Deledda
In occasione dell’ottantesimo anniversario del prestigioso riconoscimento, il mondo accademico e intellettuale sardo ha deciso di renderle omaggio con un nuovo ciclo di appuntamenti convegnistici che vedono insieme le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università di Cagliari e Sassari e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.
CAGLIARI: "Dalla quercia del Monte al Cedro del Libano. Le novelle di Grazia Deledda": questo il titolo del convegno in programma a Cagliari, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia , dall’8 al 10 novembre. Il titolo suggerisce che ad essere preso in esame sarà tutto l’arco della produzione deleddiana: dalla fase di formazione nuorese al momento più maturo del periodo romano. Dalle prove d’esordio, dunque, dove la sua Nuoro col suo luogo simbolo, il Monte Ortobene, la "selvaggia e pittoresca montagna sovrastante il paese natìo", appare come sfondo per racconti e luogo di un’adolescenza idealizzata: "Racconti sardi" (1894), "L’ospite" (1897), "Le tentazioni" (1899).
Da qui al trasferimento nel 1900 nella capitale dove la attende una febbrile attività letteraria che darà vita a una trentina di romanzi e numerosissime novelle, la cui ultima raccolta, "Il Cedro del Libano", è uscita postuma nel 1939. Opere in cui la Sardegna è ancora riferimento per ricordi, memorie, descrizione di spazi e luoghi che esulano da un contesto geografico per assumere connotati universali e aprirsi, per linguaggio, stile e composizione, alla modernità.
Galtellì: Chiesa di S.Pietro
Quella di Cagliari è la seconda tappa di un percorso culturale sulle tracce dell’autrice di "Canne al Vento"ambientato a Galtellì , "Elias Portolu" e "L’Incendio nell’oliveto". Un itinerario partito con il convegno a Sassari di metà ottobre e che culminerà a dicembre (dal 7 al 10) a Nuoro, patria della poetessa, con una quattro giorni fitta di appuntamenti. Nel capoluogo barbaricino i maggiori scrittori sardi contemporanei si confronteranno con le tematiche e il linguaggio di Grazia Deledda: fra gli altri Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Salvatore Niffoi, Giorgio Todde e Milena Agus.
Il convegno cagliaritano pone invece come perno centrale il mondo della novellistica, da esplorare in tutte le sue forme, contenuti e ambientazioni: il carattere antropologico, l’immagine dell’isola raccontata ai non sardi, i paesaggi metropolitani, i miti e i simboli della Sardegna più arcaica, fino alle intuizioni più moderne. Temi e aspetti utili a sottolineare come le novelle siano parte importante e non trascurabile della produzione della scrittrice.
La tre giorni di Cagliari chiama a raccolta prestigiosi studiosi nostrani e internazionali: fra questi Giovanna Cerina (che ha raccolto tutte le novelle deleddiane in sei volumi usciti nel 1996 per la Ilisso), Sandro Maxia, Gonaria Floris e Giovanni Pirodda dell’Università di Cagliari, Birgit Wagner dell’Università di Vienna, Nicolò Mineo dell’Università di Catania, Maria Teresa Navarro dell’Università di Madrid, Margherita Heyer-Caput dell’Università della California, Margherita Marras dell’Università di Avignone. Si comincia giovedì 8 alle 15:30 con i saluti delle autorità e gli interventi dei primi relatori. I lavori proseguiranno per tutta la giornata di venerdì 9 per chiudersi nella mattinata di sabato 10. <!– –> <!– –>

E’ partita da oggi la petizione on line per l’ottenimento del diritto alla rappresentanza al Parlamento Europeo…
…. in rappresentanza della Sardegna presso il Parlamento Europeo costituisce una annosa battaglia più volte portata avanti da Enti, deputati e personalità politiche, purtroppo, forse per la poca convinzione o per altri motivi poco noti, senza successo.
L’attuale legge, la 18/79 prevede, nella Tabella A, che vi sia un collegio insulare costituito dalla Sicilia e dalla Sardegna; Questa associazione consente ai Siciliani, che sono più numerosi dei sardi con una proporzione di 4 a 1, di eleggere tutti e otto i rappresentanti spettanti a tale collegio, negando di fatto, matematicamente, l’elezione di propri rappresentanti alla Sardegna.

Con questa petizione vorremmo chiedere la costituzione di un nuovo collegio costituito dalla sola Sardegna, scindendo l’attuale collegio o creandone uno nuovo;
Considerando le proporzioni tra tutti i collegi e il numero abitanti alla Sardegna potrebbero spettare 2 rappresentanti e ciò rappresenterebbe un passo storico per la rappresentanza della nostra isola nel parlamento Europeo.