TURISMO RELIGIOSO- Grazie al consorzio “Contrade di Sardegna”, Pellegrini sulle sponde del Cedrino

di , 13 Gennaio 2009 13:34

Orgosolo, Oliena,  Dorgali, Galtellì e Orosei hanno creato, superando gli atavici campanilismi,  il primo Consorzio di Imprese per offrire Turismo Religioso lungo il fiume Cedrino, in un  insolito itinerario spirituale che si inserisce in questo settore in forte espansione.
VETRINA ROMANA Un’assoluta novità che sarà presentata in occasione del Josp Fest, la prima vetrina internazionale dedicata ai pellegrinaggi religiosi in programma dal 15 al 18 gennaio alla nuova Fiera di Roma, dove sono attesi ben centocinquanta espositori provenienti da tutto il mondo.
A spiegare cosa farà il consorzio Contrade di Sardegna - questo il nome scelto – sono stati i rappresentanti delle associazioni partners nel progetto:Luisa Brotzu per Sinergie di Orgosolo, Gianfranca Salis per Galaveras di Oliena, Stefano Lavra per il Centro di Educazione Ambientale di Dorgali e Anna Cosseddu per la cooperativa sociale Elios di Galtellì (ma della cordata fa parte anche l’associazione culturale Cuncordu di Orosei).
IL PROGETTO Il Cedrino sarà il filo conduttore di un percorso che da Orgosolo, custode delle spoglie della Beata Antonia Mesina, arriva fino ad Orosei, patria dei canti tradizionali della Settimana Santa, passando per le numerose chiese, il collegio e la pinacoteca dei Gesuiti a Oliena, il culto della Beata Maria Gabriella a Dorgali, fino a Galtellì, ex sede vescovile. «L’idea è nata due anni fa – ha spiegato Luisa Brotzu dell’associazione Sinergie di Orgosolo -, quello religioso attualmente è un segmento di mercato poco sviluppato in Sardegna che nasconde molte potenzialità.
A darci la possibilità di partecipare alla fiera di Roma è stato un giovane di Orune, Nino Sanna, che fa parte dell’Opera romana pellegrinaggi, organizzatrice del primo evento del genere in Italia».
SETTORE IN CRESCITA Negli ultimi anni in Italia c’è stata una crescita del 20% del turismo religioso, con punte di 40 milioni di pellegrini diretti nelle storiche mete spirituali nella penisola e all’estero.
«La scelta del nome è caduta su Contrade di Sardegna per la valenza storica di questo termine – ha aggiunto Stefano Lavra del Cea di Dorgali -, che indica un microcosmo molto attivo, centro di aggregazione di piccole realtà: questi cinque comuni hanno delle cose da far conoscere al mondo globale, partendo dagli aspetti religiosi per dare voce al territorio».
Fondamentale è la collaborazione con le parrocchie dei cinque paesi, che hanno dato la loro entusiastica adesione, il Consorzio fungerà da coordinatore del soggiorno religioso, curando tutti gli aspetti organizzativi dell’itinerario in base anche alle esigenze dei turisti.
IL TARGET «Il target a cui ci rivolgiamo non sono solo anziani – ha precisato Gianfranca Salis della cooperativa Galaveras di Oliena -, la caratteristica di questo target di viaggiatori è che ama la tranquillità, il viaggio deve essere progettato con una certa lentezza».
Ai pellegrini sarà data la possibilità di soggiornare in hotel a tre o quattro stelle, ma anche nelle cumbessias.
«Nel nostro paese abbiamo già sperimentato un percorso di tipo religioso – ha aggiunto Anna Cosseddu della cooperativa Elios di Galtellì – abbiamo notato che il 50% dei visitatori sono mossi dal desiderio di visitare luoghi di culto».
Una tendenza che bisogna cogliere per impostare
una proposta turistica che superi la stagionalità.

(fonte e foto: Unione Sarda del 13.01.2008)

15 commenti a “TURISMO RELIGIOSO- Grazie al consorzio “Contrade di Sardegna”, Pellegrini sulle sponde del Cedrino”

  1. marco scrive:

    Avendo ottimi rapporti sia con Martino Corimbi che con Piero Pala ed essendo il mio Blog libero e i commenti di conseguenza, prendo atto da persona pacifica quale sono e da spettatore esterno di questa “tenzone” e mi limito a pubblicare senza commentare. Sui contenuti, per chi lo sente di fare, saranno i lettori a dire la loro.
    Ringrazio sia Martino che Piero che si sono espressi in maniera “forte” ma con la correttezza dialettica di cui sono capaci. A tutti e due: Ciao!

  2. freedom scrive:

    Da lontano vi chiedo di riavvicinarvi e di lasciar perdere queste discussioni di “lana caprina” che, e purtroppo la storia ce lo insegna, fanno guadagnare solo gli avvocati. Io, anche se non in profondità, conosco tutti i contendenti, da Piero a Martino passando da tutti gli altri artisti, e conosco la ricchezza ed il valore che VOI potete dare al nostro paese. Io rispetto le vostre reciproche posizioni ma, VI PREGO, non demolite per quisquiglie quanto i vostri sacrifici hanno regalato a me ed a tanti nostalgici della nostra terra. Non fate che, ascoltandovi con il cuore a migliaia di chilometri di distanza, le vostre frasi ed i vostri accordi assumano l’aspetto di una diabolica guerra piuttosto che quello, a me più gradito, del cordone ombilicale che mi lega a tutti voi e alla mia terra e che mai vorrei si spezzasse. Le gradite lacrime da voi provocate non sarebbero più dettate dalla nostalgia ma dalla rabbia.

    Cordiali saluti – freedom.

  3. marco scrive:

    Se il commento di Freedom fosse una petizione sarei il primo firmatario. Chi abita lontano matura una sensibiità per il proprio paese natio che chi abita non riesce ad avere. Dispiace questo grido di dolore di chi vorrebbe leggere del proprio paese solo cose belle, sentire le note attonate della musica e non quelle stonate delle rivalse e successive ovvie difese. E non dico cose romantiche se il mio desiderio, sopratutto in questo momento di sofferenza che sta attraversando Orosei, è quello di vedere due MIEI AMICI sotterrare l’ascia di guerra e fumare il calumet della pace contribuendo a far crescere la solidarietà che oggi è un comportamento fra i più preziosi e necessari. SE NON CHIEDO TROPPO! Ciao.

  4. mcorimbi scrive:

    Salve a tutti,

    sono costretto nuovamente ad intervenire sulla questione “Cuncordu de Orosei” per raccontare l’altra versione che, ovviamente, differisce dalle bugie e menzogne che pieropala ha postato stamattina e che sono la risultante delle meschinità e dell’odio che questo individuo e i suoi pards hanno esternato nei miei confronti applicando la SOLUZIONE FINALE contro chi non favoriva i loro interessi. La mia fortuna è rappresentata da carte e documenti che attestano il lavoro svolto dal sottoscritto in trentacinque anni di attività nel campo della tradizione musicale di Orosei. A pieropala e ai suoi soci, disturba il fatto che, nonostante pressioni forti esercitate in questi anni da lui e dalla sua band, non sia riuscito ad ottenere l’imprimatur legale, visto che hanno falsificato i verbali dell’Associazione facendo credere che sia stato io ad escludere Franco Sannai e Tore Mula dall’Associazione. Se veramente le cose stanno secondo quanto raccontato da pieropala, oggi il problema non si porrebbe, perché qualsiasi tribunale darebbe loro ragione e metterebbe la parola fine al contenzioso. Ma le cose non stanno esattamente così. Questo Signore sa benissimo che il sottoscritto e gli alri componenti del Cuncordu (quello originale)lavorano seriamente sui canti della tradizione religiosa del nostro paese e sa anche che tra noi e loro, dal punto di vista tecnico, c’è la differenza che passa fra deus e su cucu. Non si comprenderebbe altrimenti l’intervento rancoroso e carico d’odio profondo di pieropala o dei suoi soci, ogni volta che il nostro gruppo viene invitato in Sardegna o all’estero in occasione di importanti appuntamenti musicali legati al canto di

    tradizione orale. Visto che questo sarà il mio ultimo intervento su quest’argomento, ricordo a pieropala e ai suoi amici che ad aprile saremo in Polonia per una settimana a Wroclaw e ad agosto in Francia a Tarbes per presentare come CUNCORDU DE OROSEI i canti della “vera tradizione” del nostro paese. Quanto alla mia appartenenza al Gruppo folk di Orosei, sono onorato di averne fatto parte ma, dopo due anni, di aver capito anche che la mia strada era indirizata verso altre mete. Stesso discorso per il gruppo Santa Rughe, nel quale, ancora oggi, ho moltissimi amici ed estimatori del lavoro svolto dal sottoscritto. Torrate chin sos pedes in terra ca non sezis NUDDHA, e ammentàtebos chi su chi oje sezis achendhe, lu depites a MIE.

    Grazie ancora per l’ospitalità.

    Martino Corimbi

  5. Per Orosei scrive:

    Martino Corimbi dice a Piero Pala che le parole sono rancorose e piene di odio ma se si legge bene quello che ha scritto come rancore non è secondo a nessuno e forse è meglio che se scrive ancora lo faccia con meno presunzione e sia più umile. Abbiamo tutti le orecchie buone perr sentire e capire quanto vali tu e il tuo gruppo e quello di Piero Pala. Siete tutti e due bravi e le differenze che tu dici per me non ci sono. Ma bisogna essere bravi come musicisti e anche come uomini per essere apprezzati di più. Ho letto quello che hanno scritto sul Blog e sopratutto quello che ha scrito Freedom che queste frasi cariche di astio fanno solo male al Paese e a chi le scrive. Con rispetto per tutti e due, saluti.

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