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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Archivio per Febbraio 2009

 

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La sconfitta elettorale fa riporta il Partito democratico sardo all’estate scorsa, con scambi di accuse neanche troppo velate tra le diverse componenti democratiche.

Chi ne resta fuori è Renato Soru!http://www.rassegna.it/userdata/immagini/foto/130x130/2009/02/franceschini2209img_39420.jpg

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L’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Orosei ha pubblicato giorni fa un bando  per l’attuazione di aiuti economici per alleviare il disagio causato dalla povertà estrema di diverse famiglie.

"Questo bando-afferma l’assessore  Denise Dalu- è stato pubblicato sulla base di di un progetto finanziato dalla Regione con cofinanziamento comunale nell’ambito degli interventi finalizzati alla solidarietà per l’integrazione sociale e favorendo l’autonomia di alcune famiglie e persone in profondo stato di disagio economico mediante un programma per il momento  ancora sperimentale che tende ad assicurare un reddito minimo a queste famiglie disagiate e alle persone in condizione di accertata povertà e interventi di prima accoglienza alle persone senza fissa dimora".
"Questo progetto-continua l’assessore Dalu- mira ad aiutare chi necessita senza cadere però nell’assistenzialismo fine a se stesso. Infatti gli aiuti  verranno corrisposti a fronte di prestazioni specifiche che l’utente dovrà garantire.ad Associazioni o Enti presenti nel  paese e regolarmente riconosciute come tali dal Comune."
Il bando è disciplinato dalla delibera n°040/32 del 22/07/2008
della scorsa  Giunta Regionale e prevede due linee distinte:
a)-sostegno economico alle persone e alle famiglie in condizione di grave deprivazione economica con l’attivazione di percorsi personalizzati di aiuto nella misura massima di 350 euro mensili per un periodo totale di 6 mesi (per un Isee inferiore ai 4500 euro),
b)-iniziative a favore delle famiglie numerose per l’abbattimento dei costi abitativi per nuclei familiari con un carico di cura eccessivo in considerazione del numero dei componenti con l’erogazione di un contributo economico non superiore a 4000 euro annui a famiglia (Isee inferiore ai 12000 euro).
L’avviso di  bando per la realizzazione di
interventi di contrasto delle povertà è stato affisso
presso l’albo pretorio del Comune e in tutti gli esercizi pubblici del paese e chiunque avesse i requisiti richiesti potrà richiederne copia e maggiori informazioni presso l’Ufficio Servizi Sociali.
Le persone interessate potranno presentare entro e non oltre il 31.03.2009 la richiesta di contributo economico presso il Servizo Sociale del Comune di Orosei.
La richiesta deve essere corredata di:
-Certificato ISEE (da richiedere presso il CAF) riferito all’ultimo anno disponibile al momento della presentazione della domanda;
-Copia del documento d’identità in corso di validità.
"Il Comune -conclude l’assessore Denise Dalu- valuterà le richieste alla luce delle disponibilità finanziarie ed erogherà le risorse in relazione alle priorità rilevate in considerazione del reddito accertato, del numero dei componenti della famiglia e della presenza di persone non autosufficienti o disabili. Fra le condizoni di disagio saranno tenute in conto anche l’essere ragazze-madri, disoccupati e anziani oltre i 65 anni"
Il bando è stato affisso presso l’albo pretorio del Comune e in tutti gli esercizi pubblici del paese e chiunque avesse i requisiti richiesti potrà richiederne copia e maggiori informazioni presso l’Ufficio Servizi Sociali.
 (fonte parzialmente tratta da:La Nuova)
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La formula del contributo erogato in cambio di prestazioni occasionali presso Enti o Associazioni riconosciute è stata voluta perchè tale contributo possa essere sentito dai destinatari come un riconoscimento dignitoso di una collaborazione in cui-come dice Denise Dalu- "Tu fai qualcosa per me e io faccio qualcosa per te".
In pratica il soggetto destinatario di tale contributo concorda con l’Ufficio Servizi sociali del Comune un percorso personalizzato di inserimento lavorativo presso Le associazioni sopracitate dove potrà rendersi utile eseguendo lavori per un periodo da concordare a seconda della quantità di contributo da erogare.
 (bozzetto grafico di Marco Camedda)
 

 

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(vignetta mia) Se vi piace potete anche usarla e diffonderla!

Sembrerebbe che l’ipotesi di una centrale nucleare in Sardegna non esista!

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Una mia vignetta del 1985 per
un importante settimanale in Sardegna!
Cambiano i simboli ,cambiano i costumi , cambiano i colori, le formazioni, i piatti di portata…
...ma la minestra ha sempre lo stesso sapore indecifrabile
per noi elettori
che continuiamo a berla, a sputarla, a riberla ,
a risputarla e così via dicendo fino a quando molti di noi
-io non ancora- decidono di non volerla bere più!
(Leggi astensionismo per disamore)
Marco Camedda

L’argomento Puc,nell’ultimo consiglio comunale ha dato vita ad un dibattito lungo e acceso dove il sindaco Giovanni Porcu e il suo capogruppo Francesco Congiu da una parte e la coppia di minoranza Michele Battacone e Giovanna Obinu dall’altra, si sono affrontati in un duro e serrato duello oratorio.
«Per rendere approvabile il Puc adottato dalla vecchia amministrazione lo scorso marzo – ha esordito nella sua lunga esposizione il vice sindaco Sandro Delussu – mancano la bellezza di 21 documenti".
"Questo è quanto ci hanno detto in Regione lo scorso gennaio i funzionari dell’assessorato all’Urbanistica. Mancanze progettuali che noi adesso ci stiamo facendo carico di sanare e che contiamo di risolvere in buona parte durante una conferenza di servizi già in programma con i tecnici regionali per la fine del mese entrante».
Non manca solo la valutazione ambientale strategica (VAS) dunque, ma molto di più, e i tempi sembrano destinati ad allungarsi.
Il sindaco Giovanni Porcu ha inoltre ufficializzato la volontà della sua amministrazione di inserire nel Puc una nuova zona industriale mantenendo ancora però il mistero sulla sua ubicazione.
Ambio dibattito hanno scaturito anche gli altri punti in agenda: la composizione delle commissioni consiliari, la regolamentazione dei consigli comunali, i criteri per le concessioni di sovvenzioni e contributi, la gestione degli impianti sportivi, l’approvazione del Plus per l’anno 2009 e la concessione in comodato d’uso gratuito per 99 anni all’Enel di 36 metri quadrati di terreno comunale per la realizzazione di una cabina elettrica per il rione di Sa Serra.
Detto che solo l’assessore Fiorella Porcu è riuscita a strappare l’unanimità per l’approvazione del Plus 2009 (previsto il raddoppio degli investimenti per il segretariato sociale a favore delle persone più disagiate), tutti gli altri punti sono stati approvati a maggioranza con l’esclusione di quello sui contributi e sovvenzioni sul quale la minoranza si è astenuta.
Fortemente osteggiate dall’opposizione le decisioni della maggioranza di allargare le commissioni consiliari anche a figure estranee al consiglio comunale e di stabilire un tempo massimo di dieci minuti per gli interventi in aula dei consiglieri. Via libera infine, tra aspre polemiche, anche alla cabina Enel per Sa Serra.
(Fonte: La Nuova)
I danni causati dall’alluvione dello scorso novembre sono arrivati anche alla Bit di Milano conclusasi domenica scorsa. A fare la triste scoperta e a saggiarne i primi contraccolpi i due più noti imprenditori turistici di Orosei:
 Piero Loi, contitolare con i fratelli della Iti Hotels, e Michela Mastio, storica icona del turismo oroseino, presenti con i loro alberghi alla più famosa fiera delle vacanze italiana.
«L’aria che tira per la prossima stagione delle vacanze in Sardegna è in generale piuttosto tiepidina- sottolinea infatti Piero Loi - «Detto questo per il comparto turistico di Orosei le cose rischiano di complicarsi a causa degli strascichi lasciati sul territorio dall’alluvione.
Mi riferisco in particolar modo all’interruzione della statale 125 causata dal crollo del ponte di Sa Minda che di fatto isola le strutture ricettive di Cala Liberotto da quelle del paese e viceversa.
Io personalmente continuo ad avere forti dubbi sul suo ripristino in tempi utili per l’avvio della stagione e molti tour operator potrebbero optare per altre sedi di vacanza più agevoli.
Ritengo dunque che la posa immediata di un ponte provvisorio sia la soluzione più auspicabile». ».
Sulle previsioni di un turismo fortemente condizionato dalla crisi e dai danni collaterali creati al territorio oroseino dalle alluvioni concorda anche tzia Michela Mastio.
«A Milano tutti conoscevano alla perfezione la situazione di Orosei».
«Il ponte di Sa Minda - dice ancora – era famoso quasi quanto il Duomo! Il nostro sforzo più grande non è stato quello di convincere i tour operator della bontà delle nostre strutture o delle nostre offerte, ma quello di rassicurali che troveranno strade e spiagge come l’anno scorso. Purtroppo il tempo per riparare i danni è davvero poco e il rischio di perdere parecchie prenotazioni all’ultimo momento è alto».
Peraltro il solito alto gradimento per il “prodotto Orosei”
e le consuete note di criticità.
«La Sardegna piace ma rimane cara nel contesto concorrenziale del bacino del Mediterraneo – spiega Piero Loi -. Speriamo che la lanuova politica regionale sul Turismo dia maggiori stimoli al settore. Altro che tassare i turisti: bisogna incentivarli a venire. Su questo fronte potrebbe rivelarsi positiva la nuova rotta low cost che questa estate collegherà l’aeroporto di Olbia con la Francia».
Un gran risultato sarebbe comunque eguagliare i dati della scorsa stagione.

«Ma non sarà facile - avverte infine tzia Michela Mastio – anche perché prima di giugno difficilmente le strutture entreranno a regime». La crisi insomma, e del resto c’erano pochi dubbi, non risparmierà neanche l’industria del turismo.

(Fonte:La Nuova)- (Foto mie)

 

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Pensionati alla disperazione a Galtellì. Lo denuncia il sindaco Renzo Soro che nei giorni scorsi ha ricevuto una delegazione di pensionati che lamentava la decurtazione di circa 800 euro dalla pensione Inpdap per trattenute non meglio specificate sul cedolino rilasciato dall’ufficio postale.
«Da informazioni attinte dall’ufficio relazioni con il pubblico Inpdap di Nuoro – sottolinea Renzo Soro – mi e stato comunicato che l’istituto si è attenuto alle disposizioni ministeriali delle Finanze. Un modo come un altro per fare cassa. Ma ancora una volta a carico dei deboli e di chi forse non troverà nessuno che li rappresenterà nei palazzi romani».
Tanti pensionati dovranno chiedere aiuti ai propri parenti poiché con queste decurtazioni dalle pensioni sfioreranno a malapena 550 euro mensili, un importo che a stento può garantire la sussistenza e le difficoltà maggiori arrivano quando bisogna pagare le bollette.

Sulla questione sono stati annunciati
immediati provvedimenti da parte del sindaco:
«Oltre ad esprimere tutta la mia amarezza per la situazione- prosegue Soro- manifesterò anche la mia viva protesta, che già da ieri mattina è stata formalizzata all’Inpdap e al ministero competente.
Purtroppo, oltre a queste ingiuste decurtazioni, attuate senza alcun preavviso formale e senza prevedere alcuna forma di rateizzazione, con la finanziaria del 2009 sono stati assegnati al comune di Galtellì ben 68.000 euro di fondi in meno rispetto a quelli assegnati nell’anno precedente.
"Sicuramente il mancato gettito da parte dei contribuenti del ceto medio alto per l’eliminazione dell’Ici ha costretto il governo ha tagliare risorse alle autonomie locali. Inoltre mi e stato comunicato dalla segreteria amministrativa dell’istituto comprensivo scolastico che a fronte di un finanziamento annuale di 70.000 euro, da quest’anno la Pubblica istruzione ne erogherà appena 20.000, con un taglio netto di 50.000 euro».
  (Fonte: Unione Sarda)

 

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Torna il servizio dei Blog di Tiscali  dopo un black-out generale durato da venerdi a pochi minuti fa a causa di un  guasto di grosse dimensioni nella sede operativa di "Sa Illetta" a Cagliari e riparato dai tecnici Tiscali in tempi record.

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Incominceranno domani con un veglione mascherato nel salone del Centro sociale gli appuntamenti carnevaleschi di Galtellì organizzati quest’anno dai ragazzi della leva ’82 comitato SS Crocifisso, dai soci del centro commerciale naturale Borgo Ospitale in collaborazione il Comune, con l’assessorato provinciale al Turismo e con la partecipazione della scuola materna, del gruppo Folk Tradizioni Popolari e del Tenore Santu Cristos, delle associazioni culturali Sonu e Campanari, della consulta giovanile e dei giovani del centro sociale.
Dopo i balli di sabato sera, domenica 22 la festa si sposterà nella piazza padre Pio dove alle 15 prenderà il via la sfilata di carri e maschere che si concluderà in piazza SS. Crocifisso con balli sardi accompagnati dal tenore Santu Cristos e con una degustazione di dolci tipici, vini locali e assaggi di costillas de porcu alla brace.
Martedì grasso 24 febbraio alle 15, al Centro sociale, Carnevale dei bambini.
Sabato 29 alle 21 altro veglione in maschera sempre al Centro sociale mentre domenica 1 marzo è in programma la seconda sfilata di carri allegorici con partenza alle 15.30 da piazza padre Pio con la partecipazione delle maschere tradizionali S’Urtzu e sos Bardianos di Ula Tirso a piazza del SS. Crocifisso dove verrà allestita una Pentolaccia con animazione, e verranno distribuite fumanti porzioni di ava chin lardu.
 
Carrasecare Garteddesu
 PROGRAMMA CARNEVALE GALTELLINESE  2009

Sabato 21 febbraio:

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Orosei: 21 feb. 2009-ore 18,00 presso la sala conferenze di Su Probanu:
Anche quest’anno la Coop. Progetto Sociale nell’ambito delle attività del Centro di Aggregazione Sociale ripropone i gruppi di dialogo con i genitori per confrontarsi sul difficile, ma bellissimo compito di fare il enitore. Gli incontri saranno guidati da esperti del settore. Si parte con la presentazione del libro Garibaldi in catene" tracce educative per genitori in cammino;  del quale allego la locandina con la preghiera se possibile di pubblicizzare.
Davvero Grazie!!!
Maria Burrai

 


Tutte le "migliori" poesie  del "sommo poeta" Perandria!

Il governatore ha riconosciuto la sconfitta: "Si vince anche con un voto In più e bisogna rispettare il verdetto. Credo e crederò nel nostro progetto"

"Conta chi ha preso un voto in più e lo ha preso la coalizione di centrodestra e Ugo Cappellacci: di questo bisogna avere rispetto". Lo ha detto Renato Soru rispondendo ai giornalisti che lo incalzavano sui motivi della sconfitta.

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Scrutinate 1632 sezioni. Il voto al Presidente: Cappellacci al 51.87%, Soru al 42.93%. Per quanto riguarda i voti di lista il divario aumenta : 56.67% per il centrodestra contro il 38.67% del centrosinistra. L’ex governatore ha ammesso la sconfitta a metà scrutinio e ha chiamato Cappellacci per gli auguri.

Per il centrodestra un risultato al di sopra delle attese

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Il 23 febbraio prossimo si terrà il Consiglio comunale sul Puc. Ad annunciarlo è il primo cittadino Giovanni Porcu rintuzzando le polemiche con l’opposizione. La contestazione della minoranza è sul fatto che il paese è sprovvisto del piano urbanistico.
«Avevamo richiesto – spiega il capogruppo di opposizione Giovanna Obinu – la convocazione già dallo scorso gennaio ma ad oggi non c’era stata data nessuna risposta».
Un mese fa il vicesindaco Sandro Delussu aveva dichiarato che il piano urbanistico non sarebbe stato pronto prima della primavera prossima perché ancora sprovvisto della valutazione dell’impatto ambientale.
Ma secondo i consiglieri di minoranza, questo tipo di certificazione non comporterebbe la mancata approvazione, perciò c’è stata l’ennesima sollecitazione di convocazione con un documento che è stato inviato anche all’attenzione del Prefetto «per rimarcare il concetto che la discussione – spiega Obinu – deve svolgersi nelle appropriate sedi».
«La motivazione di una non imminente convocazione – precisa Giovanni Porcu – stava nel fatto che in questo periodo non era presente il segretario comunale.All’ordine del giorno non ci sarà, comunque, l’approvazione del Puc perché non sono stati allegati ancora tutti i documenti necessari, sebbene gran parte del piano sia già a disposizione».
«L’atteggiamento fin ora tenuto dal sindaco e dalla sua composizione politica – ribadisce la minoranza – appare contraddittorio, soprattutto se rapportato alle numerose interviste e dichiarazioni sull’argomento».
Lo scontro vero e proprio su un argomento così delicato si svolgerà inequivocabilmente dai banchi dell’aula consiliare.
(fonte:Unione Sarda)

Fini apre….Matri chiude!

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La Sardegna oggi 15 e domani 16 febbraio ritorna al voto carica di speranze per eleggere il quattordicesimo Consiglio regionale della sua storia autonomistica. Dopo i comizi conclusivi dei leader nazionali dei partiti, e gli ultimi fuochi della campagna elettorale, saranno i cittadini a esprimere il loro parere sui cinque candidati in campo, anche se la sfida principale è quella tra il governatore uscente Renato Soru per il centrosinistra e Ugo Cappellacci per il centrodestra. Gli altri contendenti sono il segretario regionale e consigliere uscente Peppino Balìa per il Partito Socialista, il leader di Indipendentzia Repubrica de Sardigna Gavino Sale e Gianfranco Sollai per Unidade Indipendentista.

IL CORPO ELETTORALE
Sono chiamati alle urne un milione 473 mila 54 elettori, di cui 721.432 maschi e 751.622 femmine. Per la prima volta nella storia le elezioni si svolgono prima della scadenza naturale del mandato a causa delle dimissioni dell’ex presidente, presentate il 25 novembre 2008 e diventate efficaci trenta giorni più tardi.
Nelle 1.796 sezioni si può votare oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Subito dopo inizierà lo scrutinio da cui uscirà fuori il nuovo governo regionale.
Durante le operazioni di voto resteranno aperti gli uffici comunali elettorali per permettere agli aventi diritto di ritirare le tessere non consegnate o di ottenere i duplicati, nel caso in cui le originali si fossero deteriorate oppure siano state smarrite o rubate.
LE REGOLE DELLA SFIDA
Sono 908 gli aspiranti consiglieri regionali nei cinque schieramenti. Ma entrare nel parlamento sardo sarà privilegio di pochi. La nuova assemblea regionale sarà comunque composta da almeno 80 “onorevoli”:
64 seggi – i quattro quinti – sono attribuiti a livello provinciale in base alla popolazione residente (21 per Cagliari, 13 per Sassari, 7 per Nuoro e Oristano, 5 per Carbonia-Iglesias e Olbia-Tempio, 4 per il Medio Campidano, 2 per l’Ogliastra).
I restanti 16 seggi saranno assegnati su base regionale. Non in tutte le circoscrizioni provinciali è uguale il numero dei simboli: 15 sono le liste presentate a Cagliari, Sassari e Olbia-Tempio. A Oristano sono assenti i Rosso Mori. A Nuoro l’Mpa. A Carbonia-Iglesias l’Mpa e i Rosso Mori. Nel Medio Campidano Unidade Indipendentista e l’Mpa. In Ogliastra i Rosso Mori e La Sinistra.
LE AGEVOLAZIONI
Gli elettori iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) hanno diritto a un rimborso delle spese di viaggio in funzione della distanza dal Paese (europeo o extraeuropeo) in cui lavorano.
Il rimborso è concesso dal Comune in cui l’elettore si reca a votare. Il contributo è pari a 361,52 euro per chi arriva da Paesi europei e a 619,75 euro per coloro che provengono da Paesi extraeuropei.
Per tutti gli altri (sia che si trovino al di fuori del Comune in cui votano, sia che si trovino all’estero ma non siano iscritti all’Aire), in base alle disposizioni ministeriali, sono previste agevolazioni tariffarie all’atto dell’emissione dei biglietti del treno e della nave. Lo sconto è immediato allo sportello se si esibisce la scheda elettorale.
In caso contrario, l’elettore dovrà sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva da presentare alla biglietteria ferroviaria.
L’autocertificazione deve essere rilasciata in duplice copia, affinché il viaggiatore possa esibirla al personale ferroviario.
BREVI BIOGRAFIE  DEI CINQUE CANDIDATI
RENATO SORU Presidente uscente, è sostenuto da sei liste (Pd, Prc, Pdci, Idv, Rosso mori, e Sinistra autonomista). E’ nato a Sanluri il 6 agosto 1957. Fondatore di Tiscali, internet provider tra i più importanti al mondo, quotato in borsa dal 1999, si è laureato in Economia all’Università Bocconi di Milano e ha cominciato la sua esperienza politica nel 2004. Candidatosi alla guida della Regione per lo schieramento di centrosinistra conquistò il 50,16% delle preferenze (487.692 voti), contro il diretto concorrente Mauro Pili, esponente di Forza Italia alla guida dello schieramento di centrodestra, che ottenne il 40,5 % (394.271 voti). Si è dimesso dalla presidenza della Giunta il 25 novembre 2008 e le dimissioni sono diventate definitive un mese dopo, portando allo scioglimento del Consiglio.
UGO CAPPELLACCI Ex coordinatore regionale di Forza Italia, è sostenuto da sei liste (Pdl-Riformatori sardi, Udc, Sardegna insieme-Uds-Nuovo Psi, Movimento per le autonomie e Psd’Az). Nato a Cagliari il 27 novembre 1960, è figlio di Giuseppe, commercialista della Fininvest negli anni ’80 e nipote di Carlo Meloni, uno dei 18 uomini politici chiamati a scrivere lo Statuto Sardo nel 1948. Laureato in Economia e Commercio a Cagliari si e’ specializzato come commercialista alla Scuola di direzione aziendale dell’ Università Bocconi di Milano e alla Luiss Management di Roma. E’ stato presidente della Sardinia Gold Mining, assessore tecnico nel 2003 della Giunta regionale presieduta da Italo Masala, e l’anno dopo assessore alla Programmazione e Bilancio del Comune di Cagliari nella giunta del sindaco Emilio Floris.
PEPPINO BALIA Segretario regionale del Partito socialista. Nato a Mamoiada il 15 novembre 1942, è il più anziano dei concorrenti alla carica di presidente della Regione. E’ entrato in consiglio regionale per la prima volta nel 1994 ma era stato assessore regionale tecnico dell’Urbanistica nel 1992 nella Giunta presieduta da Antonello Cabras. Prima era stato consigliere comunale di Nuoro e consigliere e vicepresidente del consiglio provinciale di Nuoro.
GAVINO SALE Nato a Banari (Sassari) il 18 gennaio 1956, è il leader di Indipedentzia Repubrica de Sardigna, il movimento indipendentista pacifista noto per clamorosi atti di protesta e per le incursioni, sempre pacifiche, come la scoperta della discarica clandestina di veleni a Fiumesanto, la "conquista" di una torre di lancio missilistica nel Poligono di Perdasdefogu-Salto di Quirra (2006), la "visita" a bordo piscina a Villa Certosa e l’"occupazione" delle banchine del porto canale di Cagliari per protestare contro l’arrivo della navi cariche di rifiuti campani.
GIANFRANCO SOLLAI Nato a Siamanna (Oristano) 49 anni fa, è avvocato penalista e vive e lavora a Cagliari. La formazione Unidade indipendentista racchiude quattro movimenti (Sardigna Natzione, A Manca pro s’indipendentzia, A foras e Juventude indipendentista 28 de abril) e ha come motto "liberi, rispettati, uguali".
 

Renato Soru, dopo una maratona tra la gente in 130 città e paesi, rilancia la sua sfida: «Abbiamo risanato i conti sfrondando la burocrazia investendo in conoscenza E anche tagliando le auto blu che erano 740 e ora sono solo 40»
Renato Soru ha giocato la sua campagna elettorale tra la gente: un’infinita e faticosissima maratona attraverso 130 città e paesi, ripercorrendo l’antica strada della politica che cerca un contatto reale con i sentimenti profondi di uomini e donne, le loro speranze e i loro problemi.

Insomma, il mondo vero. I nemici dicono di lui che è spigoloso, lunare, umbratile e perfino egocentrico.
Sta di fatto che, alla fine del suo viaggio elettorale, ha incontrato settantamila sardi e che mai ha utilizzato la parola «io» o «noi». Riferendosi a quanto fatto e quanto propone di fare parla sempre e solo di «Regione».
INTERVISTA
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/rifiuti-3/soru-contro-i-violenti/stor_11987183_39460.jpg- Presidente Soru, anche l’autorevole quotidiano francese Le Monde l’ha definita l’anti Berlusconi.
«Io sono solo il candidato alla presidenza della Regione».
- Sì, ma Berlusconi è sceso in campo in prima persona. E anche con molta irruenza e invadenza. Sembra proprio un duello tra voi due.
«Io dico che farebbe bene a occuparsi del Paese che sta vivendo una stagione drammatica. Tutti i capi di governo stanno studiando strategie per arginare una crisi globale devastante e lui invece viene in Sardegna a fare la campagna elettorale a Cappellacci, raccontando cose non vere e storielle che fanno ridere solo lui».
- L’altro giorno, a Villaputzu, lei ha detto che sta cominciando a capire perché Berlusconi ha fatto questa scelta. Ecco, secondo lei perché l’ha fatta?
«Quella del presidente del consiglio è una campagna di conquista, giocata in dispregio di tutte le regole della correttezza e della pari condizione. Nella sua posizione di capo del governo ha trovato spazio in tutte le televisioni, ovviamente anche nelle “sue”, e ha usato i suoi giornali per dire cose false, non dandomi poi lo spazio di replica e negando il mio diritto di smentita. Ma questo, si sa, è il suo stile».
- Se ci fosse stato un faccia a faccia tra lei e il premier cosa gli avrebbe detto?
«Gli avrei detto che abbiamo ereditato dalla giunta di centrodestra una situazione disastrosa. Che l’indebitamento finanziario era passato da 300 milioni a 3 miliardi di euro e che l’ultima finanziaria l’aveva firmata proprio il suo candidato Cappellacci. Un governo della Regione che non aveva fatto nulla per rivendicare i diritti sacrosanti a una giusta compartecipazione della Sardegna al gettito fiscale. E gli avrei detto anche che noi abbiamo sistemato i conti, riducendo le spese, sfrondando la burocrazia, razionalizzando i servizi e investendo in ambiente e conoscenza. Anche “tagliando” le auto blu, passate da 740 a 40».
- Ma il Cavaliere l’accusa di avere fallito.http://cagliari.blogolandia.it/files/2008/09/renato-soru.jpg
«Parla per slogan e parla di cose che non conosce. I numeri di quello che lui chiama fallimento sono nell’incremento dell’occupazione di 27mila unità in quattro anni, cioé il 40% del dato complessivo dell’intero Mezzogiorno. E ancora, sono stati stabilizzati migliaia di precari: 3.000 nell’antincendio e 3.500 nell’Ente Foreste, più di mille nella sanità; è stata riconvertita la Cartiera di Arbatax, ha riaperto la Carbosulcis, è stata salvata la miniera di Silius, si sta riconvertendo la Legler di Macomer, si sta attuando il piano sanitario regionale con investimenti davvero consistenti a Nuoro, Sassari, Olbia e San Gavino, si dà assistenza a ventimila persone non autosufficienti, si è creata una rete di aiuto per i lavoratori che soffrono per la crisi industriale. Altro che fallimento!».
- Prima parlava di campagna di conquista. Perché?
«Ora si discute di federalismo fiscale, di fiscalità di vantaggio al Sud e quindi anche della possibilità di istituire zone franche. In questo scenario loro hanno bisogno di una Sardegna che torni a essere quella del governo di destra. Cioé di una Sardegna che sta zitta, che non rivendica nulla. Hanno bisogno di una Sardegna diversa da quella che la Regione ha costruito, quella che, entro il 2013, programma di produrre energia da fonti rinnovabili per il 40% del nostro fabbisogno. Un modello per tutti, visto che il protocollo di Kyoto parla di un traguardo del 23% da raggiungere entro il 2020».http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/soru-unita/soru-unita/stor_12949671_14010.jpg
- Il centrodestra punta invece molto sul nucleare, anche se il ministro Scajola, per la verità, nella sua recente visita è sembrato molto vago su questo punto.
«No, non è stato vago. Ha invece confermato che intende investire nel nucleare. Per lui il luogo ideale per una centrale nucleare è un’isola, con pochi abitanti e a scarso rischio sismico. Insomma, ci ha fatto la fotografia. E magari pensa di reintrodurre quell’idea che avevano già avuto nel 2003 quando lui, Scajola, era ministro dell’Interno. Avevano dato l’incarico al generale Carlo Jean di localizzare il deposito unico nazionale per le scorie nucleari e Jean aveva pensato proprio alla Sardegna».
- In un’intervista al Corriere della Sera il generale Jean aveva parlato più precisamente di Sardegna nord-orientale. Si riferiva forse al deposito di Guardia del Moro, a Santo Stefano?
«Può essere. Così si spiegherebbe il perché continuano a resistere in modo irragionevole alla restituzione del deposito di Santo Stefano».
- In questi giorni si è parlato di riportare il carcere all’Asinara, che oggi è parco nazionale e fa parte della Conservatoria delle coste. Cosa ne pensa?
«Non mi stupisco più di nulla: va tutto nella direzione di quello che dicevo prima. Eccolo qui un altro dei motivi per cui hanno bisogno di una Sardegna asservita, senza voce».
- E’ convinto che il Piano paesaggistico della sua giunta sia stata una buona scelta?
«Assolutamente sì. L’ambiente è il nostro futuro e quello dei nostri figli e non era più possibile continuare a consumarlo in modo irresponsabile. E l’ambiente è anche risorsa: se invece di costruire villaggi finti sulle coste si rivitalizzassero turisticamente i nostri paesi, paesi veri dunque, potremmo offrire ricchezza ambientale e cultura, la gastronomia che nasce da antichi saperi e un artigianato tra i più straordinari».
http://www.sardegnaoggi.it/vedifoto.php/id-1906.x-250.y-250.ld-dy.jpg- Torniamo alle servitù militari. A questa campagna elettorale sta partecipando anche il ministro della Difesa La Russa. Lei in questi giorni è stato molto critico con lui.
«Sì, perché La Russa ha detto cose che non stanno né in cielo né in terra. Ha perfino detto che per noi una presenza militare così imponente è addirittura un vantaggio. L’altro giorno ero a Teulada. E’ a quella gente che il ministro dovrebbe chiedere cosa pensa del fatto che ha perduto un paradiso terrestre, un territorio straordinario con una vocazione per il turismo, ma anche per l’agricoltura, l’allevamento e la valorizzazione dei beni culturali. La verità è che le servitù sono diventate un dominio».
- Il Giornale nei giorni scorsi l’ha accusata di conflitto di interessi.
«Il grottesco è nello stile di Berlusconi, così come nel suo stile è il negare l’evidenza e pensare che in questo modo si possano cambiare le cose. Il fatto è che il conflitto di interessi lui lo impersona. Ci stiamo dimenticando forse che il capo del governo è anche titolare di una concessione per le frequenze televisive? Le frequenze televisive sono un bene comune, ma sono anche un bene limitato. E infatti, se oggi qualcuno volesse mettere su una rete nazionale, non lo potrebbe fare perché le frequenze sono occupate da Berlusconi. E allora questo è il vero conflitto: stare contemporaneamente in due posizioni inconciliabili. Quella del governo che concede a un privato un bene pubblico limitato e, contemporaneamente, anche il privato che ha in concessione questo bene e quindi se ne avvantaggia. Questo è il conflitto di interessi. Altro conflitto: Berlusconi riveste un importantissimo ruolo politico e controlla la parte più importante dell’informazione italiana. E’ un po’ il modello nordcoreano: il controllo dell’informazione che porta al controllo della politica».
- D’Alema l’altra sera, a Sassari, ha detto che lei non è proprio un uomo che si omologa alle logiche di partito. Però ha detto che nei partiti, come fece Berlinguer, se si vogliono fare politiche forti, c’è bisogno di uomini di forte personalità. Lei pensa di essere uno “spaccapartiti” o un uomo di forte personalità?http://farm1.static.flickr.com/242/449344113_6619cda257_b.jpg
«Probabilmente ho un carattere… ecco, un carattere che non piace a qualcuno, ma io sono fatto così. Ho le mie idee e ci credo. E poi la politica non penso abbia bisogno di personalità deboli. Il fatto è che i partiti non devono avere paura delle idee e delle personalità forti. Anzi, con loro si arricchiscono, perché uno dei doveri della politica è proprio quello di cercare di costruire nei cittadini consapevolezze, sensibilità critica e capacità di decidere liberamente».
- Eppure lei non ha avuto un rapporto proprio facile con alcuni partiti…
«Il vero nodo politico sul quale si è soffermato D’Alema è un altro. E io lo condivido. Lui ha detto che, casomai, abbiamo perso i partiti, che si è indebolita la partecipazione ed è rimasta la partitocrazia. Mi pare perciò che l’impegno di questi anni non sia stato contro i partiti, ma certo è stato contro la partitocrazia. L’unica strada è quella del rinnovamento e in questo senso è diventato necessario porre il limite dei mandati».
- Lei dunque crede a un rinascita della politica e dei partiti?
«Certo. Ho visto un grande risveglio nelle assemblee che abbiamo fatto in questi giorni di campagna elettorale. Si è manifestato un fenomeno nuovo, importante: la volontà di partecipazione, soprattutto dei giovani. Ho visto assemblee affollate, nelle quali si discuteva e si parlava di politica. Vede, Berlusconi usa la televisione, un mezzo potente, capace di creare suggestioni e condizionamenti. Vi lancia un messaggio, ma se voi volete fargli una domanda non vi risponde. La politica è altro: è discussione, confronto anche aspro, condivisione di speranze e di progetti. Rapporto vero tra persone».
- Ha qualche rimpianto? Qualche cosa che in questa legislatura voleva fare e non è riuscito a fare?
«Avrei voluto portare a termine la riforma dei beni culturali. Non ci siamo riusciti e speriamo di farlo nei prossimi mesi, nei primissimi mesi. Lo faremo con la nuova legge finanziaria, come quando la Regione ha riformato il mondo delle campagne riducendo i nove enti a due agenzie. Anzi tre, perché ora c’è anche l’Argea, con la quale incameriamo direttamente i fondi europei per le campagne senza che passino, e si fermino, a Roma. Il progetto è quello di costituire l’agenzia del patrimonio culturale, dove stabilizzare tutti i dipendenti attuali delle ottanta cooperative, che finora hanno svolto un ruolo e colmato un vuoto».
http://www.tomshw.it/articles/20081023/renato%20soru_c.jpg- In questa campagna elettorale ha parlato molto di istruzione e di cultura.
«I giovani sono il futuro e su di loro si deve investire. Mentre il governo “taglia” nella scuola, nell’università e nella ricerca, la Regione ha fatto il contrario, sostenendo le autonomie scolastiche e la ricerca. Per esempio: oggi 3.500 giovani sardi studiano nelle università di mezzo mondo, grazie al progetto “master and back”. Riporteranno in Sardegna cultura, capacità e modernità. L’ho detto ieri a Bonorva: la politica deve anche saper far vivere i sogni e uno bellissimo sarebbe se, tra trent’anni, si dicesse dei sardi: sono leali, hanno la schiena dritta, vivono in un paradiso naturale e poi, sono i più istruiti e colti d’Europa».
 (di Piero Mannironi-La Nuova)

Il candidato del Pdl spiega le sue strategie per garantire lo sviluppo. Annunciato un dialogo costante con i rappresentanti degli enti locali.

Ci sono un paio di cose che ama ripetere. «Mi ritengo un tecnico al servizio della politica», è una. «Sono un sardo doc», è un’altra. «Rinnovamento», un’altra ancora.
Ma Ugo Cappellacci, nato a Cagliari nel 1960, radici nel Sulcis, dottore commercialista, dice di puntare sulla Regione basandosi sulla forza dei programmi.
E come candidato presidente per il centrodestra assicura che non farà sconti. A nessuno. Tantomeno, garantisce, al governo: «Se Berlusconi non rispetterà gli impegni con l’isola – sostiene – sarò il primo a incatenarmi davanti a Palazzo Chigi. E chi mi conosce sa che lo farò».
INTERVISTA

http://www.comune.cagliari.it/japscares/cms/images/ugo_cappellacci_d0.jpg- Per tutta la campagna elettorale i suoi avversari l’hanno però accusata di prendere disposizioni da Berlusconi. Come replica?
«Semmai dicevano che avrei subìto una sovraesposizione da parte sua. In ogni caso, si tratta di considerazioni non dimostrate né dimostrabili. In una parola: false».
- Perché?
«In un mese e mezzo ho fatto in tutta l’isola 110 comizi. Il presidente del consiglio è stato presente a cinque manifestazioni. Eppoi: gli altri leader nazionali non sono forse venuti in Sardegna per appoggiare differenti candidati? Mi sembra che ciò alla vigilia del voto sia più che naturale».
- Eppure c’è chi dice, come Arturo Parisi, che in caso di vittoria lei sarà un viceré. Il re della Sardegna, in quest’ottica è quasi ovvio ricordarlo, dovrebbe essere Berlusconi.
«Parisi non mi conosce bene. Altrimenti saprebbe per certo che quest’ipotesi che lui fa non si verificherà mai».
- Tuttavia la sua candidatura, non si può negare, arriva dall’alto…
«Direi piuttosto che è stata condivisa da tutti i partiti della coalizione. Mentre è certo che quella di Renato Soru non arriva dal basso».
- Perché crede che nell’isola il Pdl abbia puntato su di lei e non su altri dirigenti?
«Ha inteso fare una scelta di cambiamento verso il nuovo puntando su una persona che non faceva il politico di professione».
- Lei come avrebbe visto la candidatura di Beppe Pisanu?
«Molto bene».
- E di Emilio Floris?
«Anche».
- Ma per quale motivo sostanziale, in definitiva, lei stesso avrebbe puntato su di lei nel partito piuttosto che su altri?
«La Sardegna ha bisogno di equilibrio e buon senso. Penso non mi manchino entrambi».
- In queste settimane il centrodestra ha spesso fatto riferimento alle divisioni nella sinistra sarda. Nel Pdl è tutto rose e fiori?
«Esiste una dialettica interna, ed è naturale, normalissimo che sia così. Ma non credo che nel Pd ci sia lo stesso tipo di situazione. Da noi nessuno ha fatto ricorso alle carte bollate, com’è invece successo in quel partito».http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/dicembre_test/cappellacci--200x150.jpg
- La campagna elettorale è stata fortemente personalizzata: lei stesso ha spesso attaccato in maniera diretta più Renato Soru che il suo progetto politico. Perché queste valutazioni così radicalizzate sul fronte individuale?
«Perché il progetto di Soru è comparso sul suo sito appena tre giorni fa. E quindi c’era ben poco di cui poter parlare».
- Nel confronto tv con gli altri quattro candidati al ruolo di presidente lei è apparso a molti quasi intimidito, sia pure a tratti: condivide questo giudizio?
«No, e non mi sono sentito affatto intimidito. Semplicemente ho ricevuto dai miei genitori una buona educazione e, al contrario di altri, cerco di farne uso. Ma se uno non ha avuto questa fortuna, non è colpa sua».
- Perché ha scelto di non affrontare il candidato del centrosinistra in un faccia a faccia diretto?
«In realtà l’ho fatto: che cos’era se non questo quel dibattito televisivo? Più in generale, però, devo dire che mi sembra più utile dire ai sardi ciò che s’intende fare piuttosto che salire su un ring cedendo il passo alla rissa e all’insulto».
- Sul piano delle alleanze ritiene che il vostro schieramento sarà più favorito rispetto al centrosinistra?
«Certamente sì».
- Come giudica le intese e i rapporti raggiunti finora con il Psd’Az?
«Molto positivamente. È una grande occasione per unire le nostre forze verso progetti comuni».
- Tuttavia una parte dei Quattro Mori ha considerato sbagliato l’accordo con il Pdl in vista delle regionali.
«Anche nelle migliori famiglie esigue minoranze possono dissentire».
- Che cosa pensa delle attuali relazioni con l’Udc?
«Do un ottimo giudizio. Abbiamo condiviso con lealtà e determinazione quasi 5 anni di opposizione alla giunta Soru. Non potevamo che ritrovarci d’accordo in questa nuova battaglia».
- Casini resta però molto critico sulle strategie del governo nazionale. Come si concilieranno nell’isola queste due differenti impostazioni?
«Come si sono conciliate dal 2004 a oggi: bene»
- Gli avversari vi contestano di fare più una politica basata sugli slogan che sulla sostanza: che cosa risponde in proposito?
«Dico che è una valutazione totalmente non veritiera. Per capirlo basta leggere il nostro programma. Anzi, aggiungo come sia piuttosto curioso che simili accuse arrivino proprio da chi sino a pochi giorni fa non aveva nemmeno reso pubblico sul suo sito i propri piani d’azione».
- Nella campagna elettorale tutte le forze politiche hanno fatto promesse pesanti: voi del Pdl come farete a mantenerle in un quadro economico tanto difficile?http://www.algheronotizie.it/archivio_immagini/primo_piano/cappe1_9108.jpg
«Noi non abbiamo fatto promesse. Abbiamo assunto impegni per risolvere difficoltà e superare ostacoli, questi sì pesanti. E li rispetteremo: proprio perché conosciamo il quadro finanziario difficile nel quale si dovrà operare attivamente».
- In una gerarchia di priorità, quale problema considera più urgente da risolvere nell’isola?
«Ne vedo innanzitutto tre: lavoro, giovani, occupazione».
- E poi?
«La lotta contro la povertà».
- Di che cosa si occuperà nei primi cento giorni di governo se sarà eletto presidente?
«Dovremo tener conto delle vocazioni di tutti i territori ascoltando la voce dei loro rappresentanti. Far crescere le imprese. Intervenire sulle infrastrutture e sul sistema bancario per condizionare in positivo l’accesso al credito. Difendere l’ambiente con strategie alternative integrate e non con l’impianto normativo fondato su vincoli e divieti creato dal piano paesaggistico regionale. Riscrivere la legge quadro sull’urbanistica».
- Bonus per i disoccupati, bonus per le imprese, bonus per gli studenti, bonus per le famiglie: assistenza nel contingente o sviluppo continuativo?
«Sia l’uno che l’altro. Faremo un piano straordinario per l’emergenza e un programma decennale con misure strutturali».
- C’è qualche aspetto che condivide nei programmi del suo principale avversario o nelle cose fatte da Renato Soru?
«Ho molto apprezzato le politiche seguite dai suoi ex assessori Francesco Pigliaru e Tonino Dessì. Peccato siano stati costretti a dimettersi».
- Sarà preferibile destinare più risorse all’industria o al turismo?
«Intravedo l’asse strategico per l’economia sarda nel turismo. Ma questo non significa che non si debbano nell’immediato tutelare tutte le iniziative industriali e potenziare quelle maggiormente valide».
- Lei in questi giorni ha percorso migliaia di km in auto percorrendo spesso strade dissestate: che farete per la rete viaria?
«Garantiremo un grande piano di sviluppo. A cominciare dalla Alghero-Sassari-Olbia».
- Come concilierete edilizia sulle coste e salvaguardia dell’ambiente?
«Tuteleremo in ogni caso il nostro patrimonio naturale. Lo dobbiamo alle generazioni che verranno dopo la nostra. Quanto ai litorali li proteggeremo con regole omogenee, efficaci per tutti e non per pochi».
- In quale maniera compenserete l’urbanizzazione nei centri lungo i litorali con lo spopolamento delle zone interne?
«Queste ultime dovranno essere messe nelle condizioni di ritornare vitali attraverso un modello di sviluppo basato su un policentrismo a rete per cui ogni territorio possa esaltare le proprie potenzialità. Contro il decremento demografico si dovranno poi salvaguardare nei piccoli centri le scuole, le banche, gli uffici postali».
- In che modo, nei fatti concreti, il Pdl intende realizzare autonomia e sovranità regionali dell’isola in un mondo sempre più globalizzato?http://www.giancarlocarta.it/archivio_immagini/attualita_grande/cappellacci_276.jpg
«Attraverso il federalismo, con uno scenario che dia senso autentico alle identità».
- Sì, ma che tipo di federalismo priviligerete in un’area con scarse risorse come la Sardegna?
«Non sono d’accordo sul fatto che ci siano poche risorse. L’isola, invece, ne ha molte e finora non sono state messe a sistema. E in questa direzione vogliamo un rapporto che esalti il nostro ruolo nei rapporti con lo Stato e non lo penalizzi: fare parte di una nazione dev’essere per tutti un’opportunità, non un peso».
- Come si rapporterà tutto questo con le strategie di uno dei principali alleati del governo Berlusconi, quell’Umberto Bossi che sembra volersi occupare solo delle ragioni economiche e sociali del Nord Italia?
«Sotto questo riguardo la politica non è che una mediazione tra interessi differenti. E noi combatteremo con il coltello in mezzo ai denti per difendere quelli della Sardegna».
- Sulla disoccupazione nell’isola è scoppiata una guerra di cifre: per quale ragione le coalizioni presentano numeri tanto discordanti?
«Quando parlo di 190mila senza lavoro mi riferisco al rapporto Svimez 2008 che tiene conto anche dei non iscritti nelle liste della disoccupazione. Non tutti i sardi privi di un posto figurano in quegli elenchi. E chiunque abbia un amico o un parente alla ricerca di un lavoro purtroppo lo sa bene».
- Nel segreto dell’urna crede che l’aiuteranno maggiormente le organizzazioni di categoria, i giovani o gli indecisi dell’ultima ora?
«Mi auguro lo facciano tutti».
- Se dovesse venire sconfitto, che tipo di opposizione farà?
«È un’ipotesi che rientra nella fantascienza. Ma se dovesse verificarsi, la nostra opposizione sarà durissima».
- Berlusconi la sostiene con forza anche in quest’ultima settimana: al di là delle critiche degli oppositori, non ritiene che la sua continua presenza nell’isola per la campagna elettorale possa in qualche misura danneggiarla?
«No, credo rappresenti una risorsa indiscutibile per la coalizione di centrodestra».
- In conclusione: qual è la ragione più importante per la quale i sardi dovrebbero votare per lei e per il suo schieramento?
«Perché è arrivato il momento di cambiare e io sono interprete di questa volontà di rinnovamento. I sardi vogliono una Regione al servizio di tutti e non di uno solo».

        di Pier Giorgio Pinna(LaNuova)

Scoperta un’isola a forma di cuore!

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 (foto di Maurizio Feo)
La prima seduta della conferenza di servizi convocata dall’Anas per dare il via alla ricostruzione del ponte di Sa Minda eri mattina è durata poco più di un più di un’ora e si è tenuta a Cagliari nella sala della Giunta regionale in Viale Trento.
Coordinatore i lavori è stato il vice presidente delle Regione Carlo Mannoni in qualità di commissario straordinario per le emergenze alluvionali. 
Alla presenza del sindaco di Orosei Gino Derosas e dell’assessore comunale Gino Nanni,  (foto sotto) il capo compartimento Anas della Sardegna, Giorgio Carboni, ha presentato il progetto della nuova struttura a tutti i rappresentanti degli enti e degli assessorati competenti.
Il progetto è stato accolto positivamente da tutti e verrà approvato definitivamente martedì prossimo data alla quale è stata aggiornata la seduta di ieri mattina.Al termine della riunione è stato lo stesso Carlo Mannoni a spiegare i particolari tecnici dell’intervento e soprattutto a dare garanzie sui tempi di esecuzione.
‹Martedì mattina il progetto verrà licenziato in via definitiva -. ha assicurato il vice presidente della Regione – e l’Anas, che è l’ente attuatore, potrà appaltare i lavori nel giro di una settimana grazie alla procedura d’urgenza di cui gode l’opera.
Il nuovo ponte avrà una luce di venti metri
ed una carreggiata larga 9 e una volta terminato verrà rivestito in pietra a vista così da mantenere inalterato il suo impatto paesaggistico.
L’importo dell’intervento è di 650 mila euro
finanziati dall’Anas mentre noi come Regione abbiamo previsto una ulteriore premialità per la ditta esecutrice nel caso consegni l’opera prima della fine dei lavori prevista per il mese di giungo.Ma voglio sottolineare – ha tenuto a dire Mannoni – che abbiamo preso in considerazione eventuali, anche se improbabili, intralci in corso d’opera.
In questo caso l’Anas è pronta a installare un”ponte Bailey”,
un tipo di ponte provvisorio costituito di elementi modulari che è già nelle sue disponibilità, così da garantire in ogni caso, entro giungo, il transito di tutti i mezzi sulla statale 125›.(foto: un ponte Bailey)
 
Una eventualità che tutti comunque ritengono remota.
‹Sono certo che il ponte verrà ultimato entro giungo in forma definitiva e secondo il progetto – si è detto convinto Derosas – e comunque vada ci siamo voluti tutelare›. 
Assemblea pubblica in comune  
Ieri sera intanto in Comune si è volta una assemblea pubblica per fare il punto sulle problematiche post alluvionali.
Assente il sindaco, trattenutosi a Cagliari per ulteriori incontri con i tecnici della Protezione Civile, la situazione sugli interventi sul territorio e delle pratiche di rimborso in corso sono state illustrate dal vice sindaco Cosimo Marras e dal presidente del comitato per l’alluvione Orosei Ambiente Florido Saba. 
(fonte: La Nuova)

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Punti di forte rilevanza politica quelli all’ordine del giorno nella riunione di consiglio comunale convocata per giovedì 12 c.m. alle ore 18. All’esame dei consiglieri l’approvazione del Bilancio Pluriennale 2009/2011 con allegato il piano delle opere pubbliche, il piano finanziario 2009 del Plus e la proroga del servizio di segreteria convenzionata con i Comuni di Onifai e Dorgali.

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Il nuovo servizio sta mettendo in luce l’esistenza di una vasta evasione della tassa comunale sui rifiuti urbani. Il sindaco Gino Derosas: «Organismi di vigilanza all’opera per combattere il fenomeno»

Piccole discariche crescono. Abusive e in ogni dove in tutto il territorio. Secondo alcuni è il fisiologico risultato dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta che da un mese è stata avvita ad Orosei e nella sua frazione di Sos Alinos.
Secondo altri invece è il lato oscuro di una magagna nota e datata che il nuovo servizio sta mettendo impietosamente alla luce: la vasta evasione fiscale sulla Tarsu, la tassa comunale sui rifiuti solidi urbani.
Decine (se non centinaia) di case, di prima e seconda abitazione, non risultano infatti iscritte a questo ruolo e tante neanche accatastate. Una condizione essenziale per avere diritto al ritiro della spazzatura davanti alla propria abitazione .
Gli abusivi pertanto ora sono allo scoperto: non possono mettere la loro immondizia fuori dalla propria casa pena essere censiti come utenti del servizio e quindi soggetti ad un controllo incrociato sui dati catastali e fiscali del Comune.

Da qui la deprecabile soluzione: disfarsi dei rifiuti nei posti più disparati e nascosti, sfruttando magari gli orari notturni. Spariti dalle strade pubbliche i vecchi cassonetti indifferenziati, perfetto alibi per gli evasori, quest’ultimi devono pertanto trovare nuove vie di conferimento illegale.

Ne sono testimonianza non solo le "storiche" discariche nelle vie adiacenti al campo comunale di Foiai o il piazzale antistante il Camposanto, ma anche tante strade rurali percorse giornalmente da decine di abitanti

continua…