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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Archivio per Giugno 2009

La qualità delle acque del Cedrino è diventata ormai una priorità delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico.

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Il Piano Casa sardo vedrà la luce entro la prossima settimana. Ma la sorpresa arriva dagli aggiornamenti al PPR: Cappellacci: "Intendiamo ripristinare la certezza del diritto dove norme scorrette hanno creato grossi problemi di interpretazione"
Sono parole del presidente Cappellacci
che fa riferimento a decine di cantieri bloccati dalla precedente Giunta nelle città e lungo le coste e al conseguente grave danno causato al sistema economico. «Meccanismi come l’intesa di programma, che la Regione utilizzava per autorizzare interventi anche nelle zone off limits , saranno eliminati».
IL GOVERNATORE

Per il presidente Ugo Cappellacci servono «regole chiare che garantiscano equità e certezza di diritto», perché «il sistema non ha bisogno di valutazioni di principio». Quindi svela le strategie sulla pianificazione generale: «In prospettiva», aggiunge il governatore, «va rivisitata la legge quadro urbanistica».http://foto.officecasa.com/12402/immobili/50956251.jpg
Le scadenze più immediate sono gli adeguamenti per abbattere le criticità del Piano paesaggistico, con la garanzia che «non ci saranno più problemi di interpretazione su ciò che si può fare e su ciò che è vietato, situazione che ha creato un grave danno al sistema economico», e il Piano casa. 
Su questo fronte, la Regione ha deciso di chiudere la partita: «La prossima settimana il piano strategico di riqualificazione della Sardegna sarà portato al confronto delle forze politiche di maggioranza». La presentazione in Consiglio «potrebbe avvenire entro luglio».
Ieri sera, durante l’assemblea provinciale della Confindustria, Cappellacci ha ribadito che «il disegno di legge regionale ha le stesse potenzialità del Piano casa proposto dal presidente Berlusconi e sarà formulato sulla base del contributo che abbiamo fornito durante i lavori della conferenza Stato-Regioni». La filosofia portante «sarà il rilancio economico nel rispetto dell’ambiente».
IL CONFRONTO

Il timore che il Piano casa potesse essere condizionato dall’eventuale conferma dei vincoli nel Piano paesaggistico nei giorni scorsi ha scatenato le reazioni un po’ di tutti i settori economici.
Proprio ieri i vertici di Confindustria sarda hanno chiesto «l’immediata attuazione del Piano casa».
E la filosofia deve ricalcare quella della proposta di legge nazionale,
presentata dal deputato Mauro Pili e sottoscritta da 140 parlamentari del Pdl, soprattutto sul versante del risparmio energetico e sulla qualità degli interventi.
Da Massimo Putzu, leader degli industriali, arriva un invito alla Giunta regionale: «Serve un atto di coraggio, una decisione forte da assumere immediatamente: il programma di riqualificazione deve essere recepito nel collegato alla Finanziaria».
L’INCONTROhttp://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=647

In mattinata, a Cagliari, Mauro Pili ha esposto le linee generali del programma ai vertici degli industriali, ricevendo attestazioni di sostanziale accoglimento. «L’interesse di Confindustria sarda per il piano strategico nazionale è fondamentale», ha detto l’ex presidente della Regione.
«Dobbiamo mettere a punto anche in Sardegna una proposta moderna e innovativa che possa realizzare un vero e proprio piano di rinascita fondato sullo sviluppo economico e sull’efficienza energetica e ambientale, che consenta di riqualificare l’intero patrimonio edilizio sardo.
Dopo cinque anni di carestia occorre volare alto
per recuperare il tempo perso». Al vertice era presente anche il deputato del Pdl Settimo Nizzi, che ha ribadito agli industriali il suo pensiero sul programma strategico di riqualificazione: «È un’opportunità unica, che la Sardegna non può farsi sfuggire».
Sulle novità del Ppr, ha aggiunto,
«bisogna scardinare le intese di programma, non era il massimo che la Giunta regionale decidesse su tutto, saltando i Comuni. Dobbiamo fare in modo che, nella nuova filosofia, non ci siano più distinzioni tra bianchi e neri».
   (Fonte:L’Unione Sarda)   
…Cosa ne pensate?

Fini: «Immorale respingere i clandestini senza controlli». «È assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino.
La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana»,
ha poi affermato il presidente della Camera in un forum a El Mundo.Per Fini, «un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo.
Tuttavia sarebbe immorale dire subito:“sei clandestino, ti rimando al tuo Paese”. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte».
Il presidente della Camera osserva inoltre che anche per i clandestini «vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati».
Parlando di immigrazione, il presidente della Camera spiega: «In Italia nelle nostre case è impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera.
Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall’altra cercare di assorbire con parità di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. È anche nel nostro interesse».
Fini poi sottolinea: «È necessario distinguere tra l’immigrazione regolare e quella clandestina;
tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati». A tal proposito cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza.
«Non è accettabile – puntualizza – che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l’immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica».
   (Fonte:Il Messaggero.it)   
   
                    SardegnaAmbiente
2007- Incendio a Orosei (Località S.Maria)
PRESCRIZIONI REGIONALI ANTINCENDIO 2009
 
Una vista panoramica parziale della Valle del Cedrino con da sinistra Galtellì.Loculi.Irgoli e Onifai 
Il risanamento del fiume Cedrino
  diventa una vertenza regionale  
Per la sua soluzione verrà istituito a Cagliari un tavolo tecnico permanente al quale, con protocollo di intesa, siederanno Regione, Provincia di Nuoro, Asl, Abbanoa, Arpas, Esaf, Università di Sassari e l’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino.
Ma non solo.
Le acque del fiume a breve saranno monitorate oltre che da Asl e Arpas anche da un soggetto terzo che verrà individuato dalla Provincia di Nuoro e dai comuni interessati Abbanoa infine ha approvato un progetto complessivo per il completo e radicale risanamento di tutto il bacino idrico del Cedrino che nel giro di poche settimane verrà presentato in Regione.
Un passaggio propedeutico ad ottenere i finanziamenti
necessari per portare a termine la messa a norma e in efficienze di tutti i depuratori degli 11 comuni (da Nuoro a Orosei passando per Dorgali, Oliena e tutta la bassa Baronia) che scaricano i reflui sul corso del fiume e che sono i maggiori responsabili del suo inquinamento. 
Questi i due punti qualificanti scaturiti ieri mattina ad Irgoli
al termine di una riunione operativa alla quale hanno partecipato i sindaci dell’Unione dei Comuni Valle del Cedrino, l’assessore provinciale Rocco Celentano, il direttore di Abbanoa Francesco Bullitta e i rappresentanti della Azienda sanitaria di Nuoro.
«La depurazione delle acque è il principale obiettivo di Abbanoa in tutta la Sardegna – ha dichiarato Francesco Bullitta – e nel contesto regionale la situazione del Cedrino ha la prioritaria assoluta».
Dichiarazioni che sia Rocco Celentano che il sindaco di Irgoli Giovanni Porcu, come portavoce delegato dell’Unione dei Comuni, hanno accolto con moderata soddisfazione:
«Prendiamo atto delle buone intenzioni di Abbanoa http://www.comune.oliena.nu.it/grafica/QUAD_Abbanoa.jpg
 - hanno detto -ma tra poche settimane ci aspettiamo i primi fatti concreti» . E cioè il pronunciamento positivo della Regione alla richiesta dei fondi presentata da Abbanoa.
I buoni propositi infatti ormai
non bastano più!
(fonte:La Nuova-a.fontanesi)
   (foto testata di marco camedda)   

 

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Comune di Galtellì

Assessorati cultura e turismo

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Citta’ del Vaticano, 26 giu.L’Osservatore romano a sorpresa racconta il mito e la leggenda di Michael Jackson collocandolo nell’olimpo della musica pop vicino ai miti del rock e del pop scomparsi prematuramente con una morte drammatica o violenta a partire dalla meta’ degli anni ’60.http://nonstopinfo.com/wp-content/uploads/2009/03/jackson-michael-photo-michael-jackson-6205114.jpg
La vita sregolata e piena di eccessi dell’autore di Thriller, non ha insomma scalfito il riconoscimento artistico che l’Osservatore ha voluto tributargli.
”Ma sara’ morto davvero?”,
si chiede il quotidiano della Santa Sede nell’articolo dedicato alla star americana, quindi aggiunge: ”Ci sarebbe poco da stupirsi se tra qualche anno venisse riconosciuto in una stazione di servizio di Memphis, magari assieme all’ex suocero Elvis Presley, un altro di quei miti che, come Janis Joplin, Jim Morrison, Jimi Hendrix o John Lennon, non muoiono mai nell’immaginazione dei loro fan.
E un mito del pop e’ sicuramente Michael Jackson,
morto ieri all’eta’ di cinquant’anni”.
Il servizio del quotidiano vaticano ripercorre le tappe principali della vita di Michael Jackson, si parla di ”una vita artistica cominciata presto, per quello che senza dubbio si puo’ definire un bambino prodigio”. 
Non viene tralasciata neanche la fase del cambiamento di colore della pelle tentata da Jackson: ”A quei tempi era ancora nero, non aveva cioe’ ancora cominciato quel processo di ridefinizione personale, piu’ che razziale, che negli anni lo ha condotto a perdere i tipici tratti somatici degli afroamericani. 
http://www.blackcelebkids.com/wp-content/uploads/2008/01/mjb4.jpg

Forse Jackson non voleva banalmente diventare bianco,
ma affrancarsi dai vincoli, anche artistici, imposti dalla appartenenza etnica, inseguendo quel mito fanciullesco evocato anche dal nome della sua fiabesca dimora: neverland (l’isola che non c’e')”.
http://hotcelebrity.name/wp-content/uploads/2008/12/michael_jackson_king_of_pop.jpg

Quello della grande star del pop a stelle e strisce e’ stato, per l’Osservatore romano, ”un percorso umano non facile — probabilmente doloroso e segnato da gravi cadute — che si riflette sul suo itinerario artistico.

Nella sua produzione discografica, e questa e’ la sua originalita’, ha infatti cercato di superare i confini della black music, in cui era radicato per appartenenza culturale, invadendo territori prima preclusi agli artisti neri.
Magari non consapevolmente, Jackson ha finito per generare una sorta di cross over, definendo nuovi generi non completamente ascrivibili ad alcun ambito specifico, dove non e’ piu’ possibile distinguere tra nero e bianco.
Proprio come lui”. Si cita poi il grande successo avuto da ”Thriller, il suo disco piu’ riuscito”. 
  (Fonte:Adnkronos)  
 http://hiphopselection.blogosfere.it/images/thrilla.jpg
  “Thriller”
il disco più venduto di tutti i tempi!
Si parla di 170 milioni di copie vendute.

 

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È donna anche il comandante. Il neo costituito corpo di Polizia municipale dell’Unione dei Comuni Valle del Cedrino si tinge sempre più di rosa. Martedì scorso l’apposita commissione nominata dall’ente intercomunale, ha infatti conferito l’incarico di coordinatrice del nuovo corpo a Paola Cossu, dorgalese, sei anni di esperienza come vigile urbano stagionale nel suo paese di origine.http://www.gramma.it/sussidiario/lezioni/05_funzioni/05-funzioni_img_mini/05-11_vigilesse.jpg

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Sono aperte le iscrizioni al laboratorio teatrale promosso da Bocheteatro, Associazione Pro-Loco e Amministrazione Comunale di Galtellì rivolto ai ragazzi tra i 6 e i 15 anni!

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LOS ANGELES – E’ morto Michael Jackson. Il cantante americano, 50 anni, è stato colto da un malore mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, "non respirava più". E’ stato portato d’urgenza all’ospedale dell’Ucla (Università di California a Los Angeles). http://www.jabulela.com/files/images/michael-jackson-concert-2.jpg

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L’assessore comunale al Turismo Silvano Camedda presenta il ricco calendario degli eventi. Dai Tazenda alla rassegna del canto a tenore e allo Zero Fest. Immancabili le sagre, tante come sempre, e gli appuntamenti con il folclore.Presenti in buon numero anche mostre pittoriche e fotografiche,qualche evento teatrale e alcuni reading.

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È morto sabato 20 giugno all’età di 102 anni Antonio Argiolas, patriarca della famiglia di imprenditori vitivinicoli di Serdiana. Nei giorni scorsi era stato accompagnato all’ospedale per una visita, nel pomeriggio di ieri ha cessato di vivere nella sua casa di via Roma. I funerali oggi alle 18 nella chiesa di San Salvatore a Serdiana.http://winecountry.it/wineries/argiolas/antonio.jpg
Salutò il secolo di vita con un brindisi e un sorriso:
«Cent’annus a oi». Tziu Antoneddu – Antonio Argiolas di Serdiana, viticoltore di genio baciato dal successo – chiuse gli occhi e gustò il piacere della nuova conquista. Giurò: «Non m’intendu ancora becciu».
Nella sua casa-cantina di via Roma, proprio di fronte all’azienda che aveva consolidato (partendo dalle basi messe dal padre Francesco all’inizio del Novecento) e che con i figli gemelli Franco e Giuseppe (Peppetto) aveva rinnovato e dagli anni Ottanta modernizzato fino a farne un gioiello dell’enologia nazionale, s’abbandonò ai ricordi mentre attorno a lui i familiari (i figli, le nuore e i sette nipoti, a cominciare da Valentina, direttrice del marketing, e da Francesca, biologa, responsabile del laboratorio della cantina Argiolas) preparavano i festeggiamenti in suo onore.
Ancora non sapeva, tziu Antoneddu, che per i suoi cento anni
figli e nipoti gli avevano preparato una sorpresa:
una nuova etichetta con il suo nome – Antony Argiolas, «cannonau e malvasia, rosso e dolce come piace a nostro nonno» – e che si aggiunse ai vini della casa: Turriga, Korem, Cerdena, Is Argiolas, Angialis, Costamolino, S’elegas, Perdéra, Costéra, Serra Lori, Alasi, Grappa Turriga.
Seduto in una stanza-salotto che dava su gigantesche cisterne in cemento per la vendita del vino sfuso, non si lasciò sfuggire neppure un lamento per il braccio sinistro fratturato l’estate prima.http://winecountry.it/wineries/argiolas/vite.jpg
Non sembrava un centenario: «Lavoro ancora». Il segreto?
«Mangio il necessario, bevo il giusto: uno, massimo due bicchieri di vino». Confidò: «Il vero segreto è il lavoro, mi è sempre piaciuto. A scuola non andavo bene, non ho neppure concluso la seconda elementare».
Carita era una zona fertile, il padre Francesco, intraprendente bottegaio, acquistò un piccolo terreno e vi impiantò una vigna. Fu lì, molti anni dopo, che Antonio decise di investire: http://www.hitechlab.it/kuvee/images/stories/vini_sardi/Turriga.JPG
«Acquistai due ettari di terreno e piano piano allargai l’azienda».
Ancora poco per sentirsi soddisfatto. «Mi sentivo un commerciante, bisognava inventare qualcosa». L’idea: vendere fichi d’India e formaggio ai sardi di Genova. Fece affari d’oro: «Aprii anche un deposito in via Neva».
Negli anni Settanta arrivò la politica degli espianti:
contributi europei ai viticoltori sardi per sradicare i vigneti. Antonio Argiolas sentì di essere a un bivio: amava la viticoltura ma fu anche tentato dal settore caseario.
Che fare? I figli Franco e Peppetto l’aiutarono a scegliere: meglio la viticoltura. Mentre gli altri proprietari cancellarono vigne, torchi e cantine, gli Argiolas investirono.
Quel che successe dopo fu un susseguirsi di scelte obbligate: Antonio e i figli rinnovarono l’azienda agricola, ristrutturarono la cantina che in breve diventò un gioiello. «Nell’arco di alcune vendemmie, a partire dal 1985, abbiamo reimpiantato tutte le vigne e modificato i sistemi di coltivazione».
Dai suoi viaggi ricavò sempre suggerimenti e ispirazione.
L’azienda si allargò. «Oggi abbiamo circa 220 ettari, più 39 ettari di oliveti: un terreno di cento ettari che ha poi dato il nome al vino Turriga l’abbiamo preso a Selegas grazie a un prestito bancario, poi ne abbiamo acquistato a Siurgus Donigala, a Guamaggiore e nel Sulcis, non lontano da Porto Pino».
Il salto di qualità all’inizio degli anni Ottanta con la conoscenza di Giacomo Tachis. «Enologo di fama e grande competenza.È grazie al suo contributo e a quello dell’enologo Mariano Murru che i nostri vini sono diventati quel che sono».
Bicchiere di Turriga in mano, tziu Antoneddu confessò: «Rifarei tutto quello che ho fatto in cent’anni di vita».
   (Fonte e foto : Unione Sarda)   
              UNA MIA NOTA              

Mi ha colpito questa storia, che in parte già conoscevo, perchè la trovo un enorme esempio di come dovrebbero essere le persone che vogliono andare avanti e che progredendo concorrono a far salire le quotazioni della Sardegna in questo caso ma di qualunque regione o luogo in cui nascono. Determinazione, spirito di sacrificio, intuizione geniale, competenza, modestia ma anche forza, e non aspettare che  passi la fortuna ma andarsela a cercare, sempre, finchè non l’hai presa per mano e non mollarla più. E questo richiede sacrificio, abnegazione, e credere in se stessi senza mai fermarsi o deprimersi ma anche senza compiacersi troppo e proseguire ogni giorno sul cammino in salita del prossimo traguardo.

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Plaudo personalmente al Tennis Club Galtellì e ai suoi soci promotori per la sensibilità che hanno dimostrato nel dedicare ad un ragazzo eccezionale questa manifestazione sportiva che con un nome come quello di Antonello Cosseddu e ricordando la sua correttezza, la sua capacità di amicizia e la sua bontà ma anche la sua forza caratteriale, non può che inizare sotto i migliori auspici!
 NOTA:
Questa immagine riproduce il manifesto ufficiale del memorial da cui ho tolto la pubblictà perchè non consentita nei blog.
 

 

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Sulla "giungla delle serre fotovoltaiche" intende vederci chiaro sino in fondo, ma contestualmente il Comune continua a perseguire con convinzione la politica della promozione e dello sfruttamento delle energie alternative e rinnovabili.

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L’oroseino Franco Mula, eletto a febbraio consigliere regionale nelle liste dei Riformatori Sardi con 1147 preferenze personali raccolte nel collegio di Nuoro, almeno per questa legislatura rimarrà “onorevole”.
Il Tar ieri mattina ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dal desulese Salvatore Liori, suo collega di partito e primo dei non eletti della sua lista.
Tra i due uno scarto minimo: appena 15 voti,
sui quali Liori ha voluto vederci chiaro. Troppe, secondo il ricorrente, le preferenze di Mula a Orosei dove il candidato di casa aveva raccolto ben 970 voti.
«Ero tranquillo prima e ora lo sono ancor di piùì – commenta Mula – Capisco che 15 voti siano pochi, ma i miei erano e sono tutti sacrosanti».
E così devono aver pensato anche i giudici del Tribunale amministrativo di Cagliari che hanno rigettato il ricorso del “primo dei non eletti” tra i Riformatori Sardi nuoresi che tale rimarrà.
(fonte:La Nuova-a.fontanesi)

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Il Dipartimento Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di finanziare il progetto "Giovani Borghi" presentato nel mese di aprile dall’Associazione Borghi autentici d’Italia.

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Su iniziativa del Centro culturale Sardo di Berlino , il comune di Galtellì e stato ospite nella città tedesca presso la prestigiosa Freie Università di Berlino , nell’ambito dell’iniziativa "La lunga notte della scienza".

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  Chi se le ricorda? anche questa foto  è un pezzo di storia

In questa foto probabilmente di Tziu Anzelinu Desosas son ritratte  Sas Barraccas de cannione (le baracche di piccole canne) eseguite dai villegianti a luglio ed agosto . Villegianti provenienti dai paesi della Baronia .

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Si tingono di giallo le strisce blu che delimitano i parcheggi a pagamento ad Orosei e nella frazione di Sos Alinos. Sospeso il 29 novembre scorso all’indomani dell’alluvione che aveva sconvolto il centro baroniese e la sua frazione costiera, il servizio di parcheggio a pagamento, nonostante diversi preannunci, sinora infatti non è stato riavviato.
Un fatto che di certo non turba gli automobilisti residenti
ne tanto meno i numerosi turisti già in transito per il paese e la costa, ma che potrebbe costare caro all’amministrazione comunale visto che la dita privata che gestisce il servizio potrebbe ora rivendicare il mancato guadagno.
La causa ufficiale dell’intoppo è stata data venerdì scorso dallo stesso sindaco Gino Derosas durante la riunione di consiglio comunale:
«Nessun giallo – ha chiarito il primo cittadino Gino Derosas- stiamo solo aspettando il nulla osta definitivo da parte dell’Anas per alcuni tratti della strada statale 125 che attraversa il centro abitato».
Sub judice da parte dell’azienda nazionale strade
sarebbero i parcheggi blu tracciati in Via Satta, in Via Santa Veronica di fronte al Municipio e alle ex case popolari e in Via Sebastiano Chisu davanti al distributore dell’Agip. Insomma ai lati del tratto dell’ "orientale sarda" che attraversa il paese dall’ingresso arrivando da Dorgali sino all’uscita per Olbia.
Tutti tratti che già la scorsa state erano stati interessati dai parcheggi a pagamento. Ma quest’anno evidentemente le cosi si sono complicate.
Il riavvio del servizio era stato annunciato dalla stessa amministrazione comunale per l’inizio di maggio e per quella data la Secur Pole, che ha in gestione i parcheggi attraverso l’emissione dei ticket con i parcometri, aveva aggiornato la segnaletica verticale con tanto di nuove tariffe e nuovi orari.
Era stato anche detto che quest’anno gli stalli a pagamentosarebbero stati in numero maggiore rispetto a quelli della scorsa estate.
Anche gli ausiliari del traffico erano stati preavvistai della ripresa delle attività dopo lo stop post alluvionale, ma sino ad oggi sono rimasti a casa e tutti i parcometri sono ancora disattivati. 
E non solo quelli posizionati nelle strade di pertinenza Anas ma anche gli altri, sia a Orosei che a Sos Alinos.
«Purtroppo il servizio deve partire in blocco – spiega l’assessore alla Viabilità Gino Nanni – e sino a che da Cagliari la direzione centrale dell’Anas non si decide a darci il nulla osta noi abbiamo le mani legate».                  
Sarà, anche se a questo punto non si capisce come mai l’anno scorso non sia sorto lo stesso problema. Le strisce blu intanto si stanno sbiadendo e nessuno sembra aver fretta di rinfrescarle. Tanto meno gli automobilisti.
(fonte:La Nuova-a.fontanesi)
COMUNICATO
Il SUT LAORE di Orosei informa
gli apicoltori e operatori del settore, che sono aperte le iscrizioni per un corso di base di apicoltura, che si terrà negli uffici di Laore in Orosei, a partire dalla fine di giugno.
Gli interessati, per le informazioni, potranno telefonare ai n°: 0784/997057 – 0784/98715
o rivolgersi direttamente presso gli uffici del
SUT LAORE di Orosei
in via Nazionale (ex municipio), 60.
 
Le domande dovranno pervenire entro il
25 giugno 2009.
Una gigantesca catena umana manifesta a Piazza Venezia, a pochi metri da Palazzo Grazioli, la residenza di Berlusconi: sono i terremotati abruzzesi che, al grido di «Gli sfollati vi aspettano al G8», «Buffoni – buffoni», «Vergogna – vergogna», hanno portato la protesta nel cuore. Caschi gialli in testa, ctrelli sarcastici («Yes we camp»), le tende, simobolo della precarietà in cuil a gente d’Abruzzo vive dalla notte del 6 aprile scorso.
Iniziata con un corteo a via del Corso e poi un lungo presidio sotto Montecitorio,
poi nuovi cortei e sit-in in direzione del Quirinale, l’inizativa organizzata da comitati di cittadini, studenti e amministratori, si rivolge contro le politiche del governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, dopo le voci che davano per approvato il decreto del governo sull’Abruzzo.
Dopo il presidio a Montecitorio i manifestanti hanno attraversato via del Corso bloccando il traffico e si sono diretti a Piazza Venezia sotto il controllo della polizia. La mobilitazione «non è che un primo momento di una lunga mobilitazione», dice Stefano di Epicentro solidale, uno dei comitati di cittadini che ha organizzato la manifestazione di oggi.
«Nonostante ci impediscano di fare le assemblee nelle tendopoli e perfino di distribuire volantini – ha detto – pian piano sta crescendo la consapevolezza degli aquilani su quello che non sta facendo questo governo. Quello di oggi è già un primo risultato positivo».
Un applauso ha concluso la catena umana, gli abruzzesi si sono dati appuntamento il 27 giugno prossimo a L’Aquila per un corteo che partirà dalla sede della guardia di finanza «senza bandiere o colori politici». Come del resto accaduto oggi durante la lunga mobilitazione dove a sventolare erano soltanto gli striscioni dei comitati dei cittadini.
LA MANIFESTAZIONE

 Oggetto della protesta, il cosiddetto decreto legge «salva Abruzzo» in discussione a Montecitorio. In piazza c’erano diversi sindaci di paesi colpiti dal terremoto e diversi precari dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con dei vistosi caschetti gialli di sicurezza in testa. I manifestanti hanno anche portato, oltre a diversi striscioni, delle tende da campeggio per manifestare le difficoltà dei terremotati. <!–


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Voto a maggioranza del Consiglio Comunale anche sulle sponsorizzazioni. Non più pubblictà spazzatura per le strade e invece possibilità per imprese private e attività commerciali di sponsorizzare istituzionalmente eventi e opere pubbliche!

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ll fenomeno delle serre fotovoltaiche che come funghi stanno spuntando in diverse piane agricole della Sardegna (orostanese e Sulcis Iglesiente) potrebbe avere trovato il primo ostacolo normativo.

continua…