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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Archivio per Luglio 2009

Anche i maleducati pagano il ticket. Maleducati e prepotenti, tanto da far scorrazzare per ore i cani al loro seguito tra i bagnanti dell’oasi di Su Barone, una delle spiagge contingentate del litorale dove per entrare con auto e moto bisognare pagare il biglietto.
Ma in ogni caso interdetta ai cani incustoditi.
Una norma di cui la scombinata comitiva di camperisti proveniente dal nord Sardegna si è altamente infischiata.
I loro amici a quattro zampe, tra cui un inquietante rottweiler, hanno infatti incominciato a scorrazzare indisturbati (loro) tra decine di bagnanti con prole inseguendoli sin dentro l’acqua.
Birra e go go per i camperisti e cani liberi
sino all’arrivo dei carabinieri di Orosei chiamati da decine di bagnanti terrorizzati e indignati dalla strafottenza dei loro padroni.
Per la compagnia di maleducati alla fine solo una pesante sanzione per mal governo di animali,
ma contro tanta villania occorrerebbe forse ancor meno indulgenza!
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)


Nei giorni scorsi è stata espletata la gara d’appalto ed è stata aggiudicata ad un impresa edile di San Gavino Monreale che ha presentato un offerta con il ribasso del 15,49 %.

continua…

Nuovo attacco di Guido Bertolaso alla protezione civile sarda per i ritardi e la disorganizzazione nell’intervento contro gli ultimi incendi. E nuova secca replica dei responsabili sardi della lotta al fuoco Delfo Poddighe e Giorgio Oppi, capo della forestale e assessore all’Ambiente.
Bertolaso ha portato il nuovo attacco ieri alla Camera, nel corso in una informativa urgente sui disastri provocati dal fuoco in Sardegna il 23 luglio e i giorni successivi.

continua…

Mezzogiorno, famiglie di quattro persone con due figli, nuclei familiari con a capo un lavoratore autonomo e persone al di sotto dei 45 anni: ecco le principali vittime della povertà assoluta secondo la fotografia scattata dall’Istat e relativa al 2008.
Il rapporto presentato oggi a Roma dall’Istituto di statistica
ha cifre allarmanti:
lo scorso anno in Italia 1.126.000 famiglie è risultato in condizioni di povertà assoluta, per un totale di 2.893.000 persone, pari al 4,9 per cento dell’intera popolazione.
Quasi 5 italiani su 100 possono essere considerati "i poveri tra i poveri" dal momento che non possono avere uno standard di vita minimamente accettabile.

In totale sono 8 milioni e 78mila le persone povere in Italia,

continua…

Saranno i rintocchi a festa della campane suonate da campanari provenienti da diversi centri dell’isola, dopodomani alle 21, a dare il via alla terza edizione della «Festa dell’antico borgo medioevale».
Due notti, quelle di sabato e domenica prossima,http://www.azannunci.eu/files/images-1/36468-big-12-galtelli-museo-etnografico-sa-domo-de-sos-marras1.jpg
dove il paese diventerà una grande vetrina per mettere in mostra il meglio del suo patrimonio storico, architettonico e religioso e al contempo fare da scrigno espositivo per le eccellenze artigianali e le produzioni tipiche agroalimentari. 
Le notti bianche galtellinesi 
si snoderanno con un contorno ininterrotto di musica e folclore tra le corti e le piazze del centro storico e dentro gli edifici pubblici. http://www.comunitaospitali.it/contenuti/immagini_home/43.jpg
Punti di grande attrazione saranno il museo etnografico (Sa domo de sos Marras), la casa delle Dame Pintor, tutto il circuito deleddiano, le chiese medioevali, ma anche piazze e case addobbate per l’occasione.
Il tutto inserito in un itinerario diversificato e ben segnalato per accompagnare i forestieri.
Domenica saranno ospitati i laboratori dei torronai di Tonara e quelli dei ceramisti siniscolesi. Novità assolute uno screening gratuito, «la salute prima di tutto», in piazza Caduti in guerra e il laboratorio sulla lavorazione del miele a cura dall’Ente foreste in domo de Ziu Mario Cosseddu.
Agriturimo, b&b e ristoranti propongono
tariffe e pacchetti speciali per l’evento.
(Fonte: La Nuova-a.fontanesi)
 
**ITINERARI**
DELLE NOTTI BIANCHE
Bonu divertimentu!
 
Novantasei Paesi l’hanno cancellata ma in altri 46 resta una pratica consueta.
Il boia ha ucciso 5.700 condannati l’anno scorso; il 90% delle esecuzioni sono state eseguite in Cina, ma la Fondazione Dui Hua, diretta da John Kamm, un ex dirigente d’affari che si è votato alla difesa dei diritti umani, ha stimato che "il numero delle esecuzioni nel suo Paese si è tristemente avvicinato a 7.000".
E poi c’è l’Iran con 346 esecuzioni e l’Arabia Saudita con 102 decapitati. Neppure l’Europa è totalmente libera dalla pena di morte: anche dopo la fine dell’Unione Sovietica, la pena di morte continua ad essere applicata in Bielorussia. http://www.npwj.org/_resources/_documents/Uploaded-Files/Image/Hands%20off%20caino_logo.jpg
"51 Paesi abbandonano la pena di morte".
Nessuno Tocchi Caino, l’associazione internazionale che si batte da più di 15 anni per l’abolizione della pena di morte, ha pubblicato il rapporto annuale sulle esecuzioni capitali nel mondo: "Dal 1993, da quando Nessuno Tocchi Caino ha preso vita, ben 51 Paesi hanno abbandonato la pratica della pena di morte.
Quattordici di questi lo hanno fatto negli ultimi due anni, dopo la Moratoria del 18 dicembre 2007, proposta dall’Italia e approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite". http://media.libero.it/cinema/foto/6016/napolitano_230.jpg

Napolitano:

continua…

Abbanoa trasferisce l’assessore comunale all’ambiente  Agostino Mameli, suo dipendente e tra il Comune e l’ente gestore delle acque scoppiano feroci polemiche. Abbanoa lo ha comunicato a Mameli, socialiata, proprio ieri mattina.Stessa comunicazione a un suo collega oroseino nonché compagno di partito.
http://www.comunesantateresagallura.it/images/stories/Il%20Cittadino/Casa/Abbanoa.jpgDa oggi dovranno prendere servizio a Siniscola.

Al loro posto arriveranno due dipendenti di Nuoro. Per l’azienda è solo una programmata turnazione del personale, ma per il sindaco Gino Derosas si tratta di una scelta tecnicamente infelice che nasconderebbe oscure motivazioni.
«I depuratori di Orosei e di Sos Alinos sono sotto dimensionati e obsoleti e a giorni saranno sottoposti al carico del picco turistico – dichiara il sindaco – Rimuovere ora del personale che conosce a menadito le problematiche, pagando loro, per giunta, l’indennità di trasferta, è una scelta scellerata.A meno che dietro non ci sia dell’altro».

Non aiuterebbero i rapporti tra gli enti le dure prese di posizione dell’amministrazione comunale contro i disservizi di Abbanoa, culminate con una segnalazione alla Procura.
    (fonte rielaborata: dalla La Nuova-a.fontanesi)   

È finita la tregua. Da oggi più nessuna clemenza verso gli automobilisti distratti: chi non rispetterà i cartelli che indicano il divieto di transito dalle 21 all’una della notte nelle vie del centro storico interessate all’isola pedonale verrà inesorabilmente multato. http://www.lipari.biz/public/ztl.jpg

continua…

 A Galtellì, il giorno giovedì 30 Luglio, presso al Sala Consiliare del Comune, La CNA Provinciale di Nuoro-Confederazione Nazionale dell’artigianato e PMI informa le imprese associate e non che

continua…

Sino a pochi mesi fa sembrava un’impresa impossibile in un paese a pezzi, sconvolto dall’alluvione e impegnato tra mille difficoltà a tentare di rialzarsi dal fango. Questo inverno pensare di riuscire a inaugurare i due portali bronzei della parrocchiale di San Giacomo in occasione della festa di luglio veniva considerato un prodigio.

http://www.parrocchiasantostefano.it/foto/singole/articoli/Mons_Mani.jpgIl miracolo si è avverato;
Sabato mattina 25 luglio 2009  , festa di san Giacomo Maggiore, l’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, ha benedetto i due portoni in bronzo installati negli ingressi della parrocchiale di Orosei.
«Un miracolo voluto e portato a termine dagli oroseini – ha sottolineato a chiare lettere il parroco don Stefano Bacchitta durante la cerimonia di inaugurazione -. Il segno di rinascita di una comunità, il gesto di amore e di fede di tutto un paese verso il suo santo protettore».
Un giorno storico quello di ieri,
non solo per la parrocchia oroseina ma per tutta la forania, presente con i parroci alla benedizione dei due portali realizzati dagli artisti Carmelo Lizzio e Alfonso Silba. Due opere d’arte dove l’iconografìa diventa veicolo di fede e comunicazione. Due stili diversi che si sono messi al servizio della fede e della devozione.
Sia nel portone di Silba, che racconta la vita del santo patrono, che in quello di Lizzio, dove si esalta il mistero e la profondità della Passione del Cristo. La benedizione dell’arcivescovo Mani e avvenuta tra due ali di folla e una nutrita rappresentanza istituzionale.
Presenti, tra gli altri, numerosi amministratori locali, il prefetto vicario di Nuoro Franca Cocco, il consigliere regionale Franco Mula, il sindaco di casa Gino Deroras e il suo omologo di Mandas Umberto Oppus,  primo cittadino del Comune capofila del circuito turistico religioso «Bias de Fidi», che riunisce tutti i paesi della Sardegna che in san Giacomo Maggiore hanno il loro santo patrono. Un circuito che ora può vantare due opere d’arte che hanno davvero pochi eguali eguali in tutta l’isola e che si accostano ai portoni bronzei delle più importanti basiliche italiane.
I due portali in bronzo sono stati realizzati dagli scultori Alfonso Silba e Carmelo Lizzioe pagati in gran parte dai fedeli e, fatte le debite proporzioni, quello di Giacomo Manzù a San Pietro o quelli di altre chiese importanti. Il costo per la realizzazione delle opere è stato sostenuto in gran parte dagli stessi fedeli oroseini, sollecitati da anni dalla loro parrocchia in una sottoscrizione popolare,.

Il portale eseguito da Carmelo Lizzio (a sinistra)

continua…

L’amministrazione comunale lo aveva annunciato a chiare lettere sin dall’inizio dell’estate: tolleranza zero contro il commercio abusivo lungo le coste.

continua…

  Prevista inizialmente per avantieri, la riapertura ufficiale

continua…

Già dalla settimana prossima la Protezione Civile della Regione potrebbe firmare i decreti di pagamento per i rimborsi dei danni a beni immobili e attività produttive causati dall’alluvione di novembre.

continua…

  OLBIA – Finora era un’ipotesi, ora c’é la certezza!  

Uno degli incendi più devastanti di giovedì scorso, in Sardegna, quello di Berchideddu, in Gallura, è stato appiccato con unhttp://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/corpoforestale/Icone%20sebio/logo%20aquila.jpg innesco diretto sulla stradina di ingresso ad un agriturismo. Lo si apprende da fonti investigative del Corpo forestale regionale. Già nelle prossime ore ci potrebbe essere una svolta: sarebbero stati infatti raccolti "elementi indiziari determinanti a carico di alcuni soggetti" sui quali si sono concentrate le indagini. Il rapporto alla Procura di Tempio Pausania con queste prime risultanze è atteso in giornata.
Secondo quanto si è appreso ,
gli incendiari avrebbero agito in località Villa Contu, nelle campagne di Berchiddeddu, a ridosso di un’azienda di agriturismo. La tecnica usata sarebbe stata quella dell’innesco diretto: un semplice accendino per bruciare anche un solo ciuffo di sterpaglia e provocare l’inferno. Quello di giovedì in Gallura, infatti, è stato il primo di una catena di incendi che in due giorni hanno seminato morti e distruzione in gran parte della Sardegna.
Decine i paesi della provincia di Olbia-Tempio attraversati dal fuoco, turisti e residenti costretti a lasciare case, alberghi, stazzi e aziende agricole divorate dalle fiamme.http://files.splinder.com/4df2217cf9e177abb526d355db83ef6d.jpeg
Dietro tutto questo – ormai è certo –
c’é la mano dell’uomo.
Forse già in giornata si conosceranno i presunti responsabili. Gli investigatori della Forestale stanno completando gli accertamenti. Da una prima ricostruzione sembra escluso che gli incendiari – almeno in Gallura – abbiano agito disseminado la zona di inneschi a tempo: dai sopralluoghi nessun elemento sarebbe stato raccolto a supporto di questa tesi. Sembra ormai acquisita, invece, l’ipotesi dell’accensione diretta.
TREGUA NUOVI FOCOLAI, ORA BONIFICHE

Ihttp://lnx.cesvob.it/cesvob/inclusioni/salvataggi/image/protezione_civile.jpgl fuoco concede una tregua in Sardegna, mentre tutto l’apparato antincendi è impegnato nelle bonifiche dei roghi che in due giorni hanno distrutto almeno 15 mila ettari di vegetazione in tutta l’isola, provocando danni – secondo una prima stima – per 80 milioni di euro. Squadre a terra – più di 1.500 uomini tra corpo forestale, vigili del fuoco, ente foreste e volontari – stanno compiendo un lavoro certosino, battendo il territorio palmo a palmo per ‘soffocare’ ogni possibile tentativo di ripresa delle fiamme. In azione da stamane anche 8 canadair della Protezione civile, che danno un aiuto prezioso dall’alto sganciando ‘bombe’ d’acqua sulle zone oggetto di bonificare. "E’ una corsa contro il tempo – dicono dalla sala operativa del Corpo Forestale regionale - Ci sono ancora fiamme attive sparse a macchia di leopardo nel Sassarese, in Gallura e nel Logudoro". Se non si bloccano ora, c’é il rischio che il fuoco riprenda vigore favorito dal maestrale che ha sì rinfrescato l’aria, ma se rinforza diventa il nemico numero uno nella battaglia antincendi.

E per tutta la giornata di ieri le fiamme non hanno dato tregua.
La macchina dei soccorsi, 1.500 uomini sul campo, 10 canadair e gli 11 elicotteri della flotta regionale, ha dovuto lottare contro una decina di roghi contemporaneamente. Uno stillicidio continuo, con le fiamme che hanno aggirato lo schieramento in campo, in Planargia e Logudoro, dove dopo l’incendio di giovedi’ in cui hanno perso la vita due persone, la terra ha continuato a bruciare ed i diversi incendi hanno formato quasi un unico fronte di fuoco.
Situazione difficile anche nell’Oristanese:
a Monte Arci hanno operato quattro aerei della Protezione civile nazionale che stanno tentando di avere la meglio sui roghi che hanno lambito il centro abitato di Usellus, dove sono state fatte evacuare alcune abitazioni. Nuovi focolai sono sorti nel sud Sardegna, alle porte del capoluogo, ed in particolare a Dolianova, (impegnati due canadair in un grande rogo che viene ora tenuto a freno) ed a Decimomannu, dove l’incendio è stato domato. Nella mattinata e primo pomeriggio gli uomini del Corpo Forestale regionale, dell’ente Foreste, dei Vigili del Fuoco ed i volontari hanno dovuto, invece, lottare contro le fiamme che da ieri devastavano la Gallura, a Loiri, Porto San Paolo ed alle porte di Olbia.
Complessivamente secondo una prima stima dei danni l
a superficie percorsa dal fuoco supera i 15 mila ettari, mentre la Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria per chiedere al Governo lo stato di calamità, ha quantificato sommariamente i primi danni in 80 milioni di euro. Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che domani sarà a Pozzomaggiore e Mores per i funerali delle due vittime, ha rivolto un pensiero ai familiari dei due allevatori morti ed ai proprietari delle aziende che hanno subito ingenti danni, "perdendo tutto quello che avevano costruito in una vita di lavoro".
 Per i primi interventi sulle emergenze agricole e zootecniche
(sul campo sta già operando l’unità di crisi coordinata dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato) la Giunta ha previsto un emendamento al collegato alla Finanziaria, in discussione in Consiglio regionale, per stanziare 3 milioni di euro per fornire mangimi e foraggi che consentano alle aziende agrozootecniche non distrutte di proseguire subito l’attività.
Anche il presidente del Consiglio dei Ministri,
Silvio Berlusconi si è detto "preoccupato"
della situazione in Sardegna e per alcune ore è circolata la voce che il premier avrebbe potuto giungere nell’Isola per partecipare alle esequie di domani. Intanto, mentre da più parti si chiedono interventi eccezionali (come l’ergastolo per i piromani) per sconfiggere questa "piaga – come l’ha definita Cappellacci - che la Sardegna si trascina dietro da tempo immemorabile", scoppia l’ennesima polemica sui soccorsi. Il Capo Dipartimento della protezione Civile Nazionale, Guido Bertolaso, ha denunciato la mancanza di coordinamento nelle attività di spegnimento degli incendi nell’Isola ed il ritardo nella richiesta di soccorso aereo da parte della sala operativa regionale. Un’accusa respinta con fermezza dallo stesso presidente Cappellacci: "lotta impari contro condizioni meteo proibitive".
(Fonte parziale:Ansa.it)

" IL PONTE DEI CENTO GIORNI"
 (dalla data di inizio lavori al giorno del collaudo statico)
 Così lo ha definito Sandro Delussu (socio e figlio di Giovanni fondatore della Delussu Costruzioni di Irgoli) con un frase che può essere usata come slogan felice e identificativo di questo miracolo una volta tanto fatto dagli uomini onesti e laboriosi nonchè capaci di avere un cuore che essere  solidali con le vicende terribili della notte  del 29  Novembre 2008 che ha rivoltato Orosei e hinterland mettendolo a nudo come mai gli era capitato.
E giorno in cui crollò il vecchio ponte a due archi di Sa Minda creò sconquassi psicologici e reali nelle abitudioni quotidiane di un paese come Orosei che improvvisamente vide la sua frazione, Sos Alinos, distante anni luce dal paese madre dove ci sono scuole, servizi e luoghi di lavoro. 
Furono eseguite due bretelle provvisorie, quella di Fuile e Mare (verso mare) e quella di "Sa e Grecu" sull’altipiano che dipartiva da Sas Mancas (zona industriale) e  arrivava appena dopo il sito del ponte di Sa minda.
Cento giorni, sono passati cento giorni!
da quando la Delusssu Costruzioni il 7 Aprile 2009 vincendo l’appalto ANAS per la costruzione del nuovo ponte, ne diede inizio come lavori effettivi. La chiusura degli stessi e  il loro collaudo era previsto per il 5 Agosto 2009.
"Impossibile dissero in molti, ci vuole un miracolo, vedrai che la stagione turistica sarà compromessa perchè  il ponte, ma scherziamo, chissà quando sarà pronto".
Questo è quanto si diceva in giro con sfiducia verso la tempistica dei lavori pubblici che nella sua normalità effettivamente porta quasi sempre a ritardi talvolta ai limiti dalla indecenza.
Il sopralluogo dell’assessore regionale ai LL.PP.Angelo Carta
"Vedrai che anche stavolta sarà così, mi gioco quello che vuoi".
Lo sconforto in buona fede o altre affermazioni che non lo erano gettarono nello sconforto una popolazione  (ovviamente me compreso) che giustamente voleva vedere rispristinata, nel più breve tempo possibile la normalità.
"Al ponte Bailey, al ponte militare" (vedi fotoa destra)
si gridava prima dell’inizio lavori e molti seguirono chi in buona fede o no invocava questo ponte militare che in altri posti, installato provvisoriamente, ci rimase in alcuni casi dal tempo appena dopo l’ultima gurra mondiale.
Suggerisco di notare la differenza estetica e l’impatto ambientale fra questo PONTE BAILEY e il "NOSTRO "PONTE DEFINITIVO!
Lo ammetto, anche io all’inizio pensai a quesa possibilità se l’andazzo della burocrazia si fosse dimostrato nelle sua normalità: cioè lungo come la fame! 
Ma, vinse il buon senso o forse una buona dose di incoscienza mista a speranza ben riposta
fidandoci, ben ripagati, di persone che hanno effettivamente lavorato perchè il ponte definitivo partisse in fretta. 
E queste persone , prima di tutto Carlo Mannoni, allora vicepresidente dell Regione  Sarda e poi responsabile della Protezione Civile , risposero in modo che definisco semplicemente brillante per la tempistica messa in atto e il cuore dimostrato.
 Il 16 luglio scorso la Delussu Costruzioni finì i lavori edili del ponte pronto per l’asfaltatura e successiva posa dei guard-rail. 
Il 21 Luglio-ore 10,00 il ponte di Sa Minda
viene sottoposto a collaudo statico

Arrivarono i tecnici dell’ ANAS, della Delusssu Costruzioni e della Tensiter, ditta che esegui il prefabbricato del ponte. 
Esso venne  sovraccaricato con 170 tonnellate (quattro autoarticolati), fu effettuato il collaudo statico del manufatto che dette risultati eccezionali perchè, come dice Sandro Delussu, la tolleranza minima entro cui si aveva la buona esecuzione  era di 5,3 mm di flessione.
Gli strumenti ne registrano 4 mm. Straordinario! 
E siamo a ieri 23 Luglio 2009:Il ponte è stato aperto al traffico
come si vede dalle foto e con ben 13 giorni di anticipo sui tempi previsiti
Un miracolo?
…NO! semplicemente  una condotta esemplare di tutte le componeneti,
gli ATTORI di questo lavoro, che non hanno interpretato un dramma , ma una commedia reale  a lieto…anzi lietissimo fine e con l’applauso di tutti indistintamente.
Tutti, a partire dagli Amministrratori Regionali passati e in carica, a gli Amministratori Oroseini (in particolare Gino Nanni assessore alla viabilità) autentici pungoli e spina nel fianco di tutte le istituzioni preposte, l‘ANAS che ha seguito con un suo tecnico quasi giornalmente la fase della cosruzione della struttura del ponte  e la Tensiter che ha eseguito questo prfabbricato molto bello che si inserisce in modo naturale e armonico nel contesto. E la Delussu Costruzioni, semplicemente perfetta!
Spero di non aver dimenticato nessuno! 
Sandro Delussu ci tiene a evidenziare che " tutto ciò si è ottento, almeno per la parte che ci competeva, grazie all’impegno, di tutte le nostre maestranze (circa 8-10) persone che hanno lavorato 12 ore al giorno (su due turni) con laboriosità e con grande disponibilità e…con qualcosa di più"!
Grazie a tutti gli autori di questo Miracolo,
 come lo definisce il mio amico
Angelo Fontanesi!
(che Santu Jacu ne sappia qualcosa, visto che il ponte è stato aperto due giorni prima della festa patronale a Orosei?)
testo e foto di Marco Camedda
È durata otto mesi meno quattro giorni
l’interruzione della statale 125 causata dal crollo del ponte di Sa Minda.
Ieri mattina gli operai della ditta Delussu Costruzioni di Irgoli che ha realizzato il nuovo ponte, hanno rimosso le barriere e le prime macchine hanno potuto transitare sulla nuova struttura. Un’opera completata a tempo di record e consegnata con circa venti giorni di anticipo.
Unanime la soddisfazione sull’esito dei lavori
accompagnati sin dal principio da polemiche e preoccupazioni. Il crollo del ponte di Sa Minda avvenuto il 28 novembre scorso, era assurto a immagine simbolo dall’evento alluvionale che aveva sconvolto tutto il territorio.

L’interruzione della viabilità della SS 125 tra il paese e la frazione costiera di Sos Alinos con tutto il comprato turistico di Cala Liberotto e Cala Ginepro, aveva paventato grossi rischi per l’evolversi della stagione della vacanze.
Sulla sua ricostruzione si era pertanto scatenata una sorta di dicontesa politica: da un parte il “partito del ponte militare” che chiedeva l’intervento dell’esercito per la posa di un ponte provvisorio, dall’altra chi invece spingeva per la realizzazione con criteri di massima urgenza di una struttura definitiva.

Alla fine aveva prevalso il buon senso
e con l’impegno della Regione (prima Soru-Mannoni e successivamente Cappellacci), dell’amministrazione comunale, dell’Anas e grazie soprattutto alla solerzia e alla professionalità della ditta appaltatrice, l’orientale strada è stata riaperta in coincidenza con l’arrivo in massa del turismo agostano.
Un plauso a tutti gli attori, a dimostrazione che quando gli intenti coincidono e le maestranze sono all’altezza, anche nei lavori pubblici i “miracoli” sono possibili.
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)
testo e foto di Marco Camedda 

La passione equestre, diffusa in tutta la Provincia di Nuoro e non solo, contagia anche Orosei.
Domani pomeriggio, alle ore 16, nel galoppatoio realizzato in località Matta e Turcu prenderà il via la prima edizione del «Palio di Orosei» organizzato dalla locale associazione ippica.
Assai interessante il montepremi,
7500 euro, per la corsa riservata ai purosangue montati a pelo che si disputerà su una pista di circa 1400 metri. La manifestazione, dedicata alla memoria di Tiuccio Ruiu ed Emilio Derosas, sarà arricchita dalla partecipazione delle pariglie di Norbello e di Fonni.
(Fonte:La Nuova-a.f.)

La Sardegna è in fiamme. Due uomini sono morti in seguito ai vasti incendi divampati nelle campagne del Sassarese.
Le vittime sono un pastore cinquantottenne di Pozzomaggiore, Mario Piu, che stava cercando di portare inhttp://www.revestito.it/images/Articoli/incendi.jpg salvo il suo gregge, e Antioco Serra, un allevatore cinquantaseienne di Mores, cardiopatico, stroncato da un infarto mentre tentava di sfuggire alle fiamme. 
Centri abitati minacciati.

In tutta l’isola ci sono state scene di panico. La situazione è drammatica nell’intero Sassarese: il fuoco è arrivato fino al centro abitato di Ittireddu, dove la maggior parte delle abitazioni è stata sgomberata. Stessa sorte per diversi abitanti di Ozieri e Nughedu San Nicolò.
Un altro rogo di vaste dimensioni ha interessato il Monte Arci, nell’Oristanese, e focolai si sono sviluppati in Gallura, nella zone di Porto San Paolo, sulla costa nuorese verso Budoni.
Decine di persone sono rimaste intossicate, compresi vigili del fuoco e volontari, ma nessuno è grave. Momenti di panico tra Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro, dove residenti e turisti, alle prese non solo con il fumo denso ma anche con le elevate temperature (oltre 40 gradi), hanno cercato riparo in mare e dentro le chiese. 
Paura per i bagnanti.
Sulla costa sud-occidentale, a Scivu, circa 200 bagnanti sono rimasti intrappolati in spiaggia e si è temuto di dover procedere a una complicata evacuazione via mare con le motovedette della Guardia costiera. Il cambio di direzione del vento e i ripetuti lanci d’acqua di un Canadair hanno invece consentito ai Vigili del fuoco di aprire un varco a terra e di scortare i turisti in zona di sicurezza. 
In salvo anche i circa 120 bagnanti che erano rimasti bloccati a Capo Pecora. Sulla stessa costa le fiamme hanno minacciato la colonia penale di Is Arenas, che è stata evacuata: i detenuti sono stati fatti uscire e portati sulla vicina spiaggia.
Black out elettrici e circolazione a singhiozzo
sulla linea ferroviaria tra Oristano e Sassari, mentre sulla Statale 131, la principale via di collegamento tra il nord e il sud della Sardegna, il traffico è stato a tratti bloccato, causando problemi soprattutto a centinaia di turisti pronti a lasciare l’isola: le compagnie di navigazione hanno autorizzato un rinvio delle partenze delle navi da Olbia e Porto Torres.
L’assessore alla Difesa dell’ambiente, Giorgio Oppi,
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