L’insieme di norme approvate con l’obiettivo di rilanciare l’economia è ancora all’esame del Consiglio regionale.
Il rilancio dell’economia sarda deve passare (anche) per il Piano casa.
Lo strumento che, negli obiettivi della maggioranza al governo della Regione, può e deve produrre un balzo in avanti per il tessuto economico isolano.
La legge, però, è ferma in Consiglio regionale, nonostante la velocissima approvazione di ottobre.
Una sosta "tecnica" per evitare che da Palazzo Chigi
arrivi la richiesta alla Corte Costituzionale di un clamoroso stop.
Insomma, i tempi non sono quelli che la Giunta e la maggioranza avevano previsto e non sono pochi gli imprenditori (edilizia, turismo, servizi) che manifestano la loro delusione per questa partenza ritardata.
Le richieste ai Comuni per avviare i lavori non mancano, l’attesa è forte ma dagli uffici delle amministrazioni comunali non arrivano risposte ai quesiti dei cittadini o delle imprese: ora più che mai, con la legge che tecnicamente non è in vigore.
IL PIANO CASA
Le abitazioni che possono aumentare di volume fino al 35 per cento, gli alberghi che migliorano i servizi attraverso la crescita dell’offerta, soprattutto le imprese edili che riprendono a correre, con tutto l’enorme indotto che ruota attorno all’edilizia: queste le chiavi che, nelle intenzioni dell’assessorato regionale all’Urbanistica che ha partorito i 17 articoli della legge, possono produrre risultati veloci e tangibili, con un’economia in agonia che riprenderebbe a correre.
Economia a pezzi dopo anni di crisi profonda, ancorata sul fondo anche per la negativa congiuntura internazionale.
Ma il Piano sardo, secondo Palazzo Chigi «il migliore fra quelli approvati nelle Regioni»,è fermo, prigioniero della fretta con cui è stato elaborato e delle programmate vacanze di fine anno del Consiglio regionale. Qualcosa non ha funzionato, soprattutto nei tempi.
Perché la legge regionale – approvata dal Consiglio regionale il 17 ottobre – è tornata in commissione Urbanistica per un primo tagliando , correzioni obbligate dopo i rilievi mossi dal governo nazionale su alcuni passaggi che – in estrema sintesi - andrebbero in contrasto con il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", divenuto legge nel 2004, aggiornato nel 2008 e oggi in vigore.
IN COMMISSIONE
La legge regionale "per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi strategici per lo sviluppo" – questa la dicitura originale - riparte dalla commissione Urbanistica, dove il confronto – leggi scontro – fra centrodestra e centrosinistra si riproporrà, seppure con diversi toni.
Il Piano casa resterà dentro il palazzo di viahttp://static.panoramio.com/photos/original/22293807.jpg Roma almeno per un altro mese. 
La discussione dovrà portare a correzioni non sostanziali, ma fondamentali sul piano politico. Nella prima riunione utile dopo la ripresa dei lavori in Consiglio (nella seconda metà di gennaio) la Commissione esaminerà una serie di emendamenti al testo che interessa quattro articoli.
Si discuterà ancora sulla dotazione di posti auto per ogni progetto di ampliamento e sulla loro localizzazione, ma anche sulla possibilità che le imprese turistiche – bar, ristoranti, esercizi pubblici – e non solo le strutture ricettive, possano beneficiare degli ampliamenti previsti nella legge.
Il testo è da modificare, come abbiamo ricordato,
soprattutto per evitare conflitti istituzionali col governo.
Sugli articoli che metterebbero a rischio-impugnazione la legge, stanno lavorando i professionisti dell’assessorato di Gabriele Asunis. Il presidente della Quarta commissione, Matteo Sanna (Pdl), è sicuro che la questione si risolverà in fretta e bene: «Non esiste alcun rischio che da Roma possano arrivare osservazioni sul nostro testo».
L’opposizione, anche dopo la discussione sugli emendamenti, non voterà a favore, ipotesi prevedibile dopo il durissimo confronto in Aula.
«L’associazione dei costruttori, nel corso di una audizione, ci chiese di approvare la legge entro lo scorso settembre», ricorda Cesare Moriconi (Pd), «ma noi dell’opposizione avevamo messo tutti al corrente dei rischi che avremmo corso, se avessimo lavorato in fretta».
La legge «oggi è inapplicabile perché va in contrasto con alcune norme nazionali di pianificazione paesaggistica».
GIUNTA E CONSIGLIO
Intanto, martedì la Giunta regionale riprende a lavorare. La riunione è fissata per le ore 16 in viale Trento, mentre non è ancora stato comunicato l’ordine del giorno.
Poche ore prima, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, terrà la sua prima conferenza stampa di fine anno, occasione per un primo bilancio del lavoro del suo esecutivo.
Mentre il palazzo del Consiglio riaprirà domani mattina, ma solo per l’incontro con la stampa del presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, anche lei al suo primo consuntivo da capo dell’assemblea.
(Fonte:L’Unione Sarda-ENRICO PILIA)