“VERITA’ E MISTERO sui miracoli del Cristo di Galtellì”
Intervista di Francesco Birocchi (Rai3)
a Monsignor Alberti sui miracoli del Cristo
«Verità e mistero sui miracoli del Cristo di Galtellì». Questo il tema dell’intervista a Monsignor Ottorino Alberti, Arcivescovo emerito di Cagliari, che il comitato per il quattrocentesimo anniversario de “Los Milagros del Cristo di Galtellì (1612-2012)” ha organizzato per domani alle 19, nella chiesa Santissimo Crocifisso. L’alto prelato darà risposte sui prodigi del Cristo di Galtellì, alla luce di nuove ricerche storiche che lo studioso ha svolto in questi anni. I fatti miracolosi, riportati per la prima volta nel libro di Monsignor Alberti, sono frutto di testimonianze verificate e autenticate da atti formali dei notai. Esisterebbero testimonianze storiche di segni prodigiosi e di effusioni di sangue e sudore umano già nel 1550, nel 1580, nel 1601 e nel 1611, ma è dal 1612 che i fatti miracolosi furono documentati da atti ufficiali.

Galtellì-Chiesa del SS.Crocifisso: Una riunione di un mese fa del Comitato. Da sinistra: Angelo Rojch, Don Francescangelo Nieddu, Mons. Pietro Meloni, Renzo Soro
L’intervista a monsignor Ottorino Alberti sarà condotta dal giornalista della Rai Francesco Birocchi, presidente dell’associazione della stampa sarda. All’incontro parteciperà il nuovo Vescovo Monsignor Mosè Marcia. Introdurranno l’incontro il presidente del comitato don Salvatorangelo Nieddu e il coordinatore Angelo Rojch. Interverrà il sindaco Renzo Soro.
(Da:L’Unione Sarda-luca urgu-30 giu 2011)
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Da: un comunicato inviatomi dal “Comitato 400° anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì 1612-2012″
“E’ miracoloso il Cristo di Galtellì” ha detto il Vescovo di Nuoro Pietro Meloni proclamando la “Solenne Apertura” delle celebrazioni per il 400° anniversario de “Los Milagros” del Cristo di Galtellì, da quel giorno mirabile del 29 aprile del 1612 nel quale il Crocifisso iniziò a sudare sangue. Un evento sicuramente unico nella Chiesa universale.
I fatti miracolosi, riportati per la prima volta nel libro di Mons. Ottorino Alberti “il Cristo di Galtellì”, non sono prodigi tramandati da una mera tradizione orale, ma testimonianze verificate e autenticate da atti formali di ben cinque Notai.
Esistono testimonianze storiche di segni prodigiosi e di effusioni di sangue e sudore umano già nel 1550, nel 1580, nel 1601 e nel 1611, ma è dal 1612 che i fatti miracolosi furono documentati dagli atti ufficiali di ben cinque Notai, con testimonianze dirette e oculari di centinaia di persone che assistettero agli eventi.
Gli studi effettuati dall’Arcivescovo emerito di Cagliari Ottorino Alberti, in Vaticano, in Catalogna e in Sardegna hanno riportato alla luce “los milagros” del Cristo di Galtellì documentati negli atti dei cinque Notai, contenuti in un volume cartaceo di 146 pagine dell’anno 1612 scritto in catalano-aragonese antico.
I prodigi del Cristo non sono avvenuti in una unica occasione o nello spazio di un giorno, ma ripetuti, verificati e certificati dai cinque Notai secondo un processo autentico celebrato con i poteri, si direbbe oggi, della magistratura, e dal controllo popolare effettuato dalla gente di Galtellì e da quella accorsa da tutta la Sardegna.
Nel panorama della storia della Chiesa il prodigio del sudore umano, del sangue visto uscire con gli occhi dei Notai, ha una straordinaria unicità.
La particolarità del Cristo di Galtellì è data dalle testimonianze oculari, con il volto del Cristo che si trasfigura, assume di fatto le sembianze umane nei diversi momenti muta l’aspetto del volto, a tutti appare triste, afflitto, talvolta affaticato, o irritato, come una persona viva.
Le testimonianze sono precise, inequivocabili: “il sudore come una persona viva”. Il teste che afferma “di aver toccato con la punta del dito le cosce del SS. Crocifisso e gli sembrava di essere carne palpabile”. Il libro di Mons. Ottorino Alberti riporta una lunga serie di miracoli contenuti negli Atti dei Notai.
Il libro di Martino Saba di Bitti, nell’anno 1613, autorizzato dall’Arcivescovo di Cagliari, a dimostrazione dell’attenzione della Chiesa sul Cristo, riporta i miracoli del SS. Crocifisso.
Anche Salvatore Vitale, nel 1645 conferma la venerazione: “tre sono i Crocifissi famosi in Sardegna, il Nicodemo di Oristano, quello di Cagliari e quello di Galtellì. Quello di Galtellì opera straordinari miracoli… Lo abbiamo visto con profonda commozione e quasi svenimmo… L’aspetto doloroso dell’immagine che riprende a perfezione il Cristo”.
La sacralità della Chiesa, la forma del Cristo, i suoi riconosciuti prodigi, hanno indotto i Vescovi, lungo i secoli, a concedere l’indulgenza a coloro che visitano il Cristo.
In occasione del 400° anniversario dei miracoli (1612-2012), il Vescovo di Nuoro, sull’esempio dei suoi predecessori, chiederà le indulgenze in perpetuum e di riconoscere lo status di Basilica alla Chiesa del SS. Crocifisso di Galtellì.
Nell’anno 1000 Galtellì è già sede vescovile, una delle più importanti dell’isola e alle dirette dipendenze del Vaticano, per trasformarsi dal diciottesimo secolo in Diocesi di Galtellì-Nuoro sino al 1926.






























































