Il maestoso convento delle Carmelitane scalze
potrà essere visitato domenica
Il grande edificio è stato inaugurato nel febbraio 1994
Il traffico scorre, come tutti i giorni, ai piedi di “Cucullio”. Ma basta varcare l’ingresso del maestoso edificio abbarbicato sul colle, per lasciare i rumori della città ed entrare in un’altra dimensione. Siamo nel complesso claustrale delle Carmelitane scalze “Mater Salvatoris”.
’apertura al pubblico dell’imponente immobile, su progetto gratuito dell’architetto Savin Couelle e unanimemente definito «meraviglioso miracolo della Divina Provvidenza», è il colpo grosso che il gruppo Fai (Fondo ambiente italiano) di Nuoro ha messo a segno per la XX Giornata di Primavera, prevista domenica 25 marzo.
G
ià dall’esterno si intuisce la vastità dell’area, che appare come una città posta sul monte. Già i nuoresi che avevano avuto la fortuna di ammirarlo nei dieci giorni a ridosso della sua inaugurazione, avvenuta il 12 febbraio del 1994, erano rimasti quasi estraniati dal forte contrasto esistente tra l’esterno e il suo interno, che non finisce mai di sorprendere. Anche perché, come scrivono le stesse consorelle «all’interno del Nuovo Carmelo, che sostituiva il monastero del rione Istiritta, oggi sede universitaria, niente è ripetuto, bensì ogni angolo è inedito e nuovo: gli scorci, le prospettive, i giochi di luce, gli archi, gli angoli e le punte che spingono ad elevarsi, a salire».Ma l’apparente impressione di trovarsi di fronte a una fortezza monolitica e austera, posta a guardia sul monte, viene a cadere non appena si varca l’ingresso, e si finisce per restare estasiati di fronte alla ricchezza poetica e suggestiva che il geniale Savin Couelle ha saputo infondere, prediligendo la povertà di materiali, unita alla magica eleganza di forme e di linee. Il risultato è un architettura in movimento, ricca di rimandi, simbolismi e giochi di luce. Tutta la struttura fondamentale del monastero, progettato per ospitare ventiquattro monache, ha uno sviluppo verticale; ma chi entra in chiesa deve fare, invece, un movimento di discesa verso l’altare, che risulta essere il punto più basso.
Il messaggio teologico di Couelle sottolinea l’annientamento di Cristo e l’umiliazione profonda della Croce. Ma i messaggi che l’architetto ha voluto lanciare sono tanti. Tra l’altare e la grande croce traspare il cielo, ad indicare la risurrezione cui essa conduce.
I
l movimento, poi, sale in verticalità assoluta, e il santuario è sovrastato da una cupola ottagonale, simbolo dell’ottavo giorno, il giorno della risurrezione e della nuova creazione. Questo movimento verticale verso il catino, il punto massimo dell’abside, simboleggia l’Ascensione, per ribadire che il futuro della vita è la risurrezione, non già la morte.
Nella chiesa ci sono salite e discese, le asperità della vita, e il tabernacolo, incuneato nella roccia (solenne richiamo la natura circostante di Nuoro), così come la presenza di una conchiglia gigante, proveniente dalle Isole Mauritius, rievoca il mare e l’essere noi in un’Isola. La statua lignea Vergine Maria (da qui la consacrazione alla Mater Salvatoris) si trova in alto su un capitello marmoreo, e appare mutilata e bruciata, perché risale all’epoca della Rivoluzione francese, quando i Giacobini, in segno di disprezzo, mutilavano i simulacri religiosi.
Una piccola chicca: la statua proviene dagli Stati Uniti d’America, dove è stata rinvenuta. Invece le quattro piccole Croci di bronzo, poste sulle pareti laterali, stanno a indicare la data di consacrazione della chiesa: 29 maggio 1994.
(Da: La Nuova-23 mar 2012)
=====================================
Tutto il programma della manifestazione.
Apprendisti ciceroni guideranno i visitatori
Le visite del Fai sono in programma domenica, a ciclo continuo:
al mattino dalle 10 alle 13 e al pomeriggio dalle 15 alle 19. I visitatori potranno usufruire delle visite guidate a cura degli Apprendisti Ciceroni: gli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Francesco Ciusa e quelli del Liceo ginnasio Giorgio Asproni.
Alle 10 è inoltre prevista una lettura di testi sacri a cura degli attori Gavino Poddighe, Marco Moledda e Gonaria Delogu, accompagnati dal trio musicale dell’associazione “Il Violino” di Sassari composta da Davide Pais (violino), Manuela Spanu (violoncello) e Antonella Chironi (pianofort)e.
Alle 17,30 il canto dei vespri a cura delle monache carmelitane, e alle 18,15 la performance del polistrumentista nuorese Gavino Murgia.
Per tutta la giornata i volontari del Fai saranno a disposizione per fornire informazioni sulle finalità e sull’attività dell’associazione e dare la possibilità, a chi lo desiderasse, di formalizzare l’iscrizione.
In concomitanza con la giornata Fai sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Grazia Deledda, il Museo Francesco Ciusa e lo Spazio per le Arti Tribu (che attualmente ospita la grandiosa mostra su Eugenio Tavolara) e il Man.
(Da: La Nuova-l.s.-23 mar 2012)