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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Archivio per Aprile 2012

“Il finanziamento di 500 mila euro assegnato dalla Regione al Museo Man di Nuoro non consentirà di portare avanti le attività previste”.

A denunciarlo è oggi l’Assessore alla Cultura della Provincia di Nuoro Gianfranca Logias che ribadisce la necessità di una risposta concreta da parte della Regione e lancia un nuovo appello affinché si trovi una soluzione definitiva che consenta al Museo Man di “vivere e non più solo di sopravvivere”.

La Regione deve intervenire in modo strutturale e non più solo occasionale. Il Museo Man è infatti ad un bivio – sottolinea Logias – è inammissibile che una istituzione, universalmente riconosciuta come punta di diamante ed orgoglio non solo provinciale, ma anche regionale e nazionale, si trovi ancora oggi a dover scegliere e decidere se sostenere le spese di funzionamento oppure se portare avanti le attività culturali. È questa infatti la situazione emersa in maniera inequivocabile nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi. Il Man non può assolutamente sostenere le sue attività con l’importo assegnato. La conferma che la nostra richiesta di un milione di euro era allora più che legittima”.

Fin dal mese di novembre 2011 e in numerose occasioni la Provincia ha lanciato un pesante grido di allarme riguardo le sorti del Museo Man – ha ricordato l’assessore Gianfranca Logias – L’allarme poneva l’accento sul fatto che una istituzione di così grande rilevanza come il Man, non potesse legare le sue sorti a quelle divenute estremamente precarie della Provincia, la cui sopravvivenza è messa in discussione già da tempo, e sul fatto – continua Logias – che la Provincia, sottoposta essa stessa a pesantissimi tagli, non fosse più in grado di garantire i fondi necessari al Man come invece era riuscita a fare negli anni precedenti.

Per queste ragioni – ha spiegato Logias – venne lanciato un accorato appello alla Regione, al presidente Cappellacci, alla sua Giunta e all’intero Consiglio Regionale, affinché ponesse in essere tutte le misure necessarie per trovare una via d’uscita al problema.

La richiesta fatta allora – ricorda l’assessore Logias – era di un milione di euro, per garantire al Man di mantenere gli elevati standard che da sempre ne caratterizzano l’attività. L’appello trovò l’immediata disponibilità del presidente Cappellacci, che si impegnò per dare al Museo <<una stabilità finanziaria che consenta la prosecuzione del suo percorso virtuoso>>.

Tuttavia, nel mese di marzo, il Consiglio Regionale ha approvato lo stanziamento di un contributo di 500.000, la metà di quanto da noi richiesto e da subito sottolineammo che questa misura, sebbene importante, non sarebbe stata sufficiente e, soprattutto, non avrebbe risolto il problema principale, ovvero quello di dare stabilità nel tempo al museo e di farlo uscire dallo stato di precarietà nel quale si trova oggi. Avevamo ragione e oggi ribadiamo con forza che il Man non deve morire ma deve essere messo nelle condizioni di proseguire il percorso intrapreso in questi anni. Senza un intervento immediato e concreto da parte della Regione il Man non avrà futuro e sarà invece costretto a chiudere.

(Da:comunicato della provincia di Nuoro- 30 aprile 2012)

Il coraggio di parlare”. Questo il titolo del convegno in programma venerdì alle 17 e 30 nell’auditorium della Biblioteca Satta di Nuoro.

Un incontro durante il quale si rifletterà sul drammatico tema della violenza sulle donne in ambito domestico. All’appuntamento, organizzato dalla Fidapa sezione di Nuoro, in collaborazione con il Consorzio pubblica lettura “Satta”, parteciperanno Amalia Schirru, il vicequestore Fabrizio Mustaro, la presidente dell’associazione “Rete Rosa” Luisanna Porcu, il direttore del Servizio psichiatrico della Asl Pietro Pintore e la psichiatra Angela Marras.

I lavori saranno introdotti da Vannina Mulas, commissario del Consorzio “Satta”, dalla presidente Fidapa di Nuoro Ninetta Busalla e dalla presidente del distretto Sardegna Fidapa Elena Burrai. Coordinerà i lavori Maria Candida Atzori.

(Da:L’Unione Sarda- 30 aprile 2012)

La Provincia di Nuoro, nell’ambito delle proprie competenze in materia di Protezione Civile, ha predisposto, anche per la stagione estiva 2012, un servizio di vigilanza e soccorso nelle spiagge libere dei Comuni costieri per garantire assistenza, sicurezza e soccorso a turisti e bagnanti presenti nei litorali della costa orientale.

Il progetto di Piano per la prevenzione e soccorso balneare sarà attuato dal 1° luglio al 31 agosto nei Comuni di Orosei, Posada, Siniscola e Dorgali che hanno condiviso ed approvato il Piano individuando i tratti di costa interessati al servizio.

“Il nostro obiettivo è quello di assicurare un presidio di personale abilitato e personale sanitario in grado di garantire, attraverso un’adeguata dotazione di mezzi, la sorveglianza e l’intervento in caso di necessità – ha spiegato l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Franco Corosu – I risultati positivi ottenuti nelle ultime stagioni estive hanno spinto la Provincia di Nuoro e i Comuni aderenti a riproporre il servizio di salvamento con l’installazione di nove postazioni e l’impiego di 36 addetti al salvamento e 9 addetti al primo soccorso. La Provincia – ha sottolineato l’assessore Corosu – ha il compito di predisporre il Piano Operativo di prevenzione e soccorso e deve garantire, tramite l’ufficio di Protezione Civile, l’efficacia e l’efficienza di tutte le azioni vigilando sulla corretta attuazione del piano stesso”.

Il progetto, nello specifico, prevede l’installazione di nove moduli di soccorso balneare composti da una torretta centrale di sorveglianza del litorale, dotata di attrezzature di soccorso e sanitarie per il primo intervento, nella quale sarà presente un assistente bagnante per la valutazione della situazione, la segnalazione agli Assistenti Bagnanti a terra e agli altri operatori e il coordinamento degli interventi.

Saranno previste poi diverse Colonnine di soccorso dislocate lungo il litorale, (a circa 250 metri di distanza) che servono a segnalare situazioni di pericolo o emergenza direttamente alla torretta. Nel tratto del litorale saranno disponibili inoltre due pattini per gli interventi di salvataggio a breve distanza e una moto d’acqua per interventi rapidi.

l servizio di soccorso balneare sarà gestito da minimo tre Assistenti bagnanti, in possesso del brevetto di salvataggio e da un soccorritore esperto in primo soccorso. L’attuazione del servizio verrà affidata alle organizzazioni di volontariato ONLUS alle quali verrà affidato il coordinamento delle azioni. La Provincia coprirà direttamente le spese vive che le Organizzazioni sosterranno per l’acquisto di attrezzature mancanti, per le assicurazioni delle attrezzature e per il reintegro dei materiali sanitari utilizzati.

Nel piano è prevista inoltre una campagna di informazione e sensibilizzazione destinata agli utenti per la descrizione del Piano stesso, lo svolgimento e l’utilizzo del servizio e le norme di comportamento.

(Da: comunicato Provincia di Nuoro del 30 aprile 2012)

30 aprile 2012

L’EVENTO. Tra i relatori monsignor Ottorino Alberti e i vescovi di Nuoro e Tempio Mosè Marcia e Sebastiano Sanguinetti

Per Galtellì e per la Sardegna oggi è festa grande: questo pomeriggio alle 18 nella chiesa del Santissimo Crocifisso il vescovo di Nuoro, monsignor Mosè Marcia, proclamerà il Iubilaeum Christi Galtellinensis, con le relative indulgenze come riportato nella Bolla del Pontefice, e leggerà il messaggio del Papa per i fedeli che si riuniranno a Galtellì.

Proprio nei giorni che vanno dal 29 aprile al 3 maggio del 1612 si manifestarono i miracoli: il simulacro di Gesù sulla croce trasudò sangue, il volto e il corpo ligneo assunsero sembianze umane.

Non è più leggenda ma storia vera, per questo il comitato per il 400esimo anniversario – Los Milagros, nato un anno fa – si è posto l’obiettivo di divulgare la storia di quegli episodi miracolosi.

I Miracoli per secoli sono rimasti rinchiusi negli archivi dell’Arcivescovado di Cagliari, in Vaticano e in Catalogna. Sono stati riportati alla luce per la prima volta nel 1967 da monsignor Ottorino Alberti nel libro “Il Cristo di Galtellì” che richiama i fatti più significativi legati al Crocifisso Miracoloso.

Ieri nella chiesa del Santissimo Crocifisso si è tenuto un convegno, coordinato dal presidente del comitato Angelo Rojch, durante il quale si è tentato di far luce sul significato di quegli eventi attraverso il contributo di esponenti del Vaticano.

Ai lavori sono intervenuti monsignor Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato; Francesco Beltrame, componente del consiglio Italo-Vaticano; monsignor Ottorino Alberti, storico e monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio.

«Donare il sangue significa dare la vita – spiega monsignor Mosè Marcia – nei Vangeli troviamo testimonianza di questa lettura. In Luca 22.44 il fenomeno esprimerebbe il desiderio di Gesù di compiere fino in fondo il sacrificio della morte: Gesù muore per gli altri affinché possano vivere, a sanguinare non sono i peccati, ma l’amore infinito di Dio».

Mons. Sebastiano Sanguinetti

«La storia del Cristo è un raggio di luce che attraversa la linea del tempo – spiega Monsignor Alberti -. Dobbiamo impegnarci di più per far conoscere questo mirabile evento in un tempo in cui è urgente richiamarci al Crocifisso».

Aggiunge  monsignor Sanguinetti: «Dobbiamo fare giustizia sulla pietà popolare. Il Concilio Vaticano II ha ribadito la centralità di Cristo, questa convinzione era già viva e presente in Sardegna».

«Il Papa mi ha detto di continuare in questa fede – ha rivelato monsignor Angelo Becciu -. Il sangue ricorda un momento di grande sofferenza di Cristo. I momenti di grazia più profonda sono quelli della crisi che sfocia nella luce. La fede è guida della vita. La battaglia del Papa è andare contro il relativismo diffuso».

(Da:L’Unione Sarda-Maria B. Di Gaetano-29 aprile 2012)

SA DIE. Convegno in biblioteca

Ma chi l’ha detto che parlare il sardo fin da piccoli

pregiudica l’apprendimento dell’italiano?

Oggi possiamo affermare che i bambini bilingue hanno una marcia in più: imparano a leggere prima, apprendono meglio altre lingue, sono più attenti, hanno una mente più aperta, si adattano meglio a nuovi compiti, e soprattutto non sono confusi.

GLI STUDI DI EDIMBURGO Lo dimostrano gli ultimi studi dell’Università di Edimburgo, presentati ieri dalla ricercatrice, esperta di cervelli bilingui, Antonella Sorace: in video-collegamento dalla Scozia con la biblioteca regionale in occasione del seminario “Il bilinguismo dei bambini”, organizzato dalla Regione per i festeggiamenti de Sa Die de sa Sardigna «Troppi pregiudizi comuni e idee sbagliate», ha detto l’esperta, «ci hanno portato a credere che un bambino che sente parlare due lingue sia confuso, che non parli bene nessuna delle due. E soprattutto che parlare una lingua meno importante, come potrebbe essere il sardo, comprometta la lingua cosiddetta principale».

Altri pensano che un bimbo «non abbia abbastanza spazio nel cervello per imparare più lingue e che il bilinguismo possa provocare ritardi nello sviluppo cognitivo».

Ma i dati ci dicono esattamente il contrario. Anzitutto che non esistono lingue di serie A e di serie B: «Non è vero che il bilinguismo è utile solo se le due lingue sono a larga diffusione o prestigiose come l’inglese», ha concluso la dottoressa, ricordando «che le famiglie dove si parla il sardo sono privilegiate».

«NO AI LUOGHI COMUNI» Si tratta di un’iniziativa nata per sfatare «i luoghi comuni che hanno convinto i nostri genitori a smettere di parlare il sardo in casa perché disturbava l’apprendimento dell’italiano», ha sottolineato il dirigente regionale, esperto in lingua sarda Giuseppe Corongiu: «Regione e Università di Edimburgo», ha comunicato, «hanno intenzione di creare un’associazione per promuovere i valori del multilinguismo. Il bilinguismo, inoltre, preserva le capacità mentali nella terza età. Ebbene sì, è un vantaggio per tutta la vita».

(Da:L’Unione Sarda-Veronica Nedrini- 29 aprile 2012)

Obama: ‘Per l’influenza sulla cultura nel nostro Paese’

Bob Dylan, i 70 anni del genio enigmatico.

Mezzo secolo fa il primo disco 

Dopo la Medaglia delle Arti per Bob Dylan arriva anche quella della Libertà. Il musicista riceverà infatti dal presidente Usa Barack Obama la più alta onorificenza civile americana, consegnata a personaggi che hanno contribuito con i loro meriti alla sicurezza o agli interessi nazionali, alla pace mondiale e alla diffusione della cultura.

Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca in un comunicato, sono state insignite del premio tredici persone, tra cui vi sono figure di rilievo come l’ex segretario di stato Madeleine Albright, il presidente israeliano Shimon Peres, l’ex astronauta e senatore dell’Ohio John Glenn, l’ex giudice della Corte Suprema John Paul Stevens, l’avvocato per i diritti civili John Doar, l’attivista Dolores Huerta e l’esperto epidemiologo William Foege. Dylan è stato elogiato nella dichiarazione della Casa Bianca come “uno dei musicisti americani più influenti del Ventesimo secolo per i suoi testi ricchi di poesia, ma anche per il fatto di aver avuto una notevole influenza sul movimento dei diritti civili degli anni Sessanta e più in generale sulla cultura degli Stati Uniti”.

“Coloro che sono stati insigniti di questa onorificenza provengono da contesti diversi e percorsi di vita diversi – ha detto il presidente Obama – ma ognuno di loro ha dato un contributo duraturo alla nostra Nazione. Ci hanno ispirato, ci hanno sfidato, e hanno reso il mondo un posto migliore”.

 (Da:ANSA.it-28 aprile 2012)

Concorreranno a finanziare

la nuova ambulanza già ordinata

Procede a grandi passi la programmazione del Festival canoro che sta organizzando L’Associazione Croce Bianca di Orosei e che si dovrebbe tenere il 14 agosto 2012 e di cui in seguito verrà confermata definitivamente la data.

Nel frattempo è già in corso la vendita dei biglietti della Lotteria organizzata dall’Associazione per concorrere a finanziare l’acquisto della nuova ambulanza già ordinata da tempo e, se il cuore degli oroseini si confermerà solidale come sempre, si potrà anche programmare l’acquisto di alcuni mezzi per la Protezione Civile di cui la Croce Bianca fa parte dal gennaio 2012.

L’acquisto dei biglietti della Lotteria (ne sono stati stampati tremila) sta avendo un grande successo anche fuori dei confini di Orosei. “L’Associazione- afferma il delegato sociale Tony Diana – ringrazia tutti, a nome del Direttivo e del gruppo di lavoro che si sta muovendo con alacrità per la riuscita dell’evento, e invita tutti a continuare ad acquistare i biglietti.

Sono previsti dei ricchi premi e una serata ricca di emozioni”

“Per quanto riguarda il Festival canoro- conclude Diana- a breve sarà comunicata l’apertura delle iscrizioni dei partecipanti (dai sette anni ai trentenni) che formeranno tre categorie per età”.

Croce Bianca-Protezione Civile

(Da:comunicato Croce Bianca-Protezione Civile-28 aprile 2012)


Il tema: “La cultura in Sardegna. Stato dell’arte. Antropologia Letteratura Festival” e si tiene nella ricorrenza di “Sa die de sa Sardigna”

Il professor Salvatore Liori, Presidente dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, aprendo i lavori, ha rivolto i saluti alle autorità, agli studiosi, ai cineasti, agli organizzatori di cultura e agli intervenuti, comunicando le ragioni che hanno portato all’organizzazione dell’evento.

Ruolo e capacità della Sardegna, nel contesto mediterraneo ed europeo, di essere attore di sicurezza, benessere e pace – è il senso profondo del confronto e incontro sulla cultura nell’isola. Significativamente – ha sottolineato il Presidente – il convegno si tiene nella ricorrenza di “Sa die de sa Sardigna”, anzi è parte del programma istituzionale della Regione nel calendario delle celebrazioni , proprio per sottolineare come la capacità di adeguare l’identità alle trasformazioni sia la condizione per essere interlocutori con il più ampio mondo.

Alessandro Bianchi, Sindaco di Nuoro, non ha nascosto il proprio orgoglio nel constatare che Nuoro è protagonista per due giorni della manifestazione organizzata dall’ISRE, anche perché l’occasione di così alto livello ben rappresenta il primato della città nella cultura, insidiato dai tagli ai finanziamenti a quasi tutti i presidi culturali di richiamo regionale presenti nel capoluogo delle zone interne.

L’Assessore al turismo Luigi Crisponi, portando i saluti e le felicitazioni per l’iniziativa del Presidente della Regione Cappellacci, ha affermato che il presidio della cultura in Sardegna senza alcun dubbio è nella città di Nuoro, anche per la capacità che sempre più dimostra di saper declinare il binomio Cultura/Turismo. Nonostante la crisi l’Assessore ha richiamato i recentissimi finanziamenti concessi alla città dalla Regione per l’avvio dei lavori di costruzione del Museo dell’identità, per la sopravvivenza del Man e della Biblioteca Satta.

I lavori sono continuati sul versante più propriamente scientifico e culturale, con l’ introduzione e il coordinamento del professor Pietro Clemente, del Comitato scientifico dell’Etnografico e ordinario di antropologia dell’Università di Firenze. Hanno svolto, quindi, le loro relazioni Franco Lai dell’Università di Sassari , Filippo M. Ferilli e Francesco Bachis, dell’Università di Cagliari. Sono seguite le comunicazioni in programma.

I lavori riprenderanno domani. I temi in discussione saranno quelli sulla letteratura e sui festival.

(Da:Comunicato ISRE del 27 aprile 20120)

 L’espediente escogitato per la kermsse

di Sant’Elia, patrono dei pastori.

”Perchè non accettare la proposta? – ha detto il pastore-musicista Gigi Sanna all’Adnkronos, – Mi hanno proposto 8 agnelle e un ariete sardo selezionato per il mio gregge e ho accettato”

Non ci sono soldi, ma la festa di Sant’Elia, patrono dei pastori, il 6 luglio a Nuragus si deve fare. Nel centro agricolo della provincia di Cagliari, gli organizzatori non hanno soldi in cassa, la crisi si fa sentire e neppure la tradizionale questua riesce a dare i fritti sperati. Ma il comitato per Sant’Elia non si e’ perso d’amino e ha fatto la proposta agli Istentales, la band del pastore-musicista Gigi Sanna: un po’ di soldi e pecore per pagare i concerto.

‘Perche’ non accettare la proposta?”, ha detto Gigi Sanna all’Adnkronos. ”Mi hanno proposto 8 agnelle e un ariete sardo selezionato per il mio gregge e ho accettato. Del resto noi sardi siamo un popolo di eroi e non bisogna nasconderci: la crisi c’e', e noi abbiamo accettato il baratto. Musica al posto di pecore, cosi’ come si faceva un tempo, quando un litro di latte si scambiava con l’olio o con il grano”.

Il concerto degli Istentales costa 4mila euro. ”Abbiamo accettato 3mila euro e le pecore – spiega Gigi Sanna -. Del resto avevo bisogno di nuovi animali per i mio gregge, perche’ non aiutare i nostri amici di Nuragus a vivere la loro festa patronale?”.

Gigi Sanna era alla mostra degli ovini selezionati di Nuragus, quelle pecore che producono tanto latte e di quello buono e il primo cittadino, che guarda caso si chiama Elia come il patrono del paese, durante il pranzo, insieme al comitato organizzatore ha chiesto a Sanna di suonare in pazza per la festa. Ma non ci sono soldi e ha lanciato l’idea: una parte del compenso in soldi e un’altra in pecore.

Sanna non ci ha pensato su e ha accettato la proposta. ”E subito – racconta – anche il comune di Ploaghe ci ha chiesto di suonare in cambio di animali. Abbiamo accettato”. E quest’estate il tour della band dei pastori nuoresi girera’ la Sardegna insieme a Roberto Vecchioni. Non tutto sara’ pagato ”con pecore, ma una buona parte si”.

Non sono nuovi gli Istentales questi gesti di solidarieta’, rispolverando una vecchia usanza sarda: sa paradura, ovvero aiutare un pastore quando ne aveva bisogno. Gli si dava una pecora, un ariete, una capra per campare la famiglia e rimettere in piedi il gregge del povero pastore malcapitato. Nel 2009 gli Istentales promossero l’iniziativa solidale, tutta sarda, ‘Sa paradura pro Abruzzo‘ per aiutare i pastori terremotati, e il 20 novembre consegnarono nelle campagne di L’Aquila ai colleghi terremotati 1.500 pecore sarde.

(Da: Adnkronos.it-26 aprile 2012)

 

 

70 manifestazioni in tutta l’Isola

dal 28 aprile al 4 maggio

Non una semplice festa ma “un momento di riflessione per recuperare la storia, l’identita’ e l’unita’ del popolo sardo”.

E’ il senso di Sa Die de Sa Sardigna, edizione 2012, per l’assessore regionale della Cultura, Sergio Milia, che ha aperto le celebrazioni del 28 aprile in cui si ricorda la cacciata dei piemontesi del 1794.

Una settantina gli eventi con incontri e manifestazioni in tutta l’isola, in collaborazione con scuole e associazioni culturali, sino al 4 maggio. Il clou domani sera nella piana di Chilivani ed in piazza del Carmine a Cagliari con l’esibizione di gruppi folk.

(Da:ANSA.it-28 aprile 2012)

Il progetto Senzariserve è orientato anche alla valorizzazione dello sport come strumento d’inclusione sociale. Con il Torneo di calcetto “Un calcio all’esclusione sociale e al pregiudizio”, che si svolgerà in un’unica giornata il 5 Maggio 2012 alle ore 16:00 presso il campo di Beata Maria Gabriella, si intende offrire occasioni di socializzazione e partecipazione della nostra comunità che vedranno gareggiare la squadra ”Senzariserve” del Dipartimento di Salute Mentale della Asl3 di Nuoro con le squadre: “I giornalisti”, la “SardaSenegal”, “BAD GIRLS” squadra femminile, l‘Istituto Magistrale “Sebastiano Satta”, il Liceo Classico “Giorgio Asproni” e l’Istituto Tecnico Commerciale “Salvatore Satta”.

Alle 19:00 siete tutti invitate all’aperitivo con gli atleti.

(Da: comunicato “Senzariserve”- 23 apr 2012)

Oggi sabato 28 aprile si terrà a Galtellì un importante incontro nazionale per il 400° anniversario de Los Milagros (i Miracoli) del Cristo di Galtellì con la partecipazione di alti esponenti del Vaticano.

Saranno presenti il Sostituto della Segreteria di Stato S.E. Mons. Angelo Becciu e il Presidente della Commissione interparlamentare Italo-Vaticana prof. Marco Demetrio De Luca, che attesta la particolare attenzione della Santa Sede per la storia e i miracoli del SS. Crocifisso.

Interverranno all’incontro Mons. Ottorino Alberti, autore del libro “Il Cristo di Galtellì” e Mons. Sebastiano Sanguinetti, Vescovo di Tempio.

È prevista la presenza del Direttore Generale della RAI Lorenza Lei, del Presidente della Regione Ugo Cappellacci, del coordinatore del Comitato “de Los Milagros” Angelo Rojch e del Sindaco di Galtellì Renzo Soro. I  i lavori del convegno saranno aperti dal Vescovo di Nuoro Mons. Mosè Marcìa.

Per speciale mandato del Pontefice Benedetto XVI è stato concesso, per il 400° anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì, il Iubilaeum Christi Galtellinensis con le relative indulgenze, come riportato nella Bolla della Santa Sede, che sarà proclamato dal Vescovo di Nuoro Mosè Marcìa il 29 aprile in un rito solenne a Galtellì.

L’interesse della Santa Sede per la straordinarietà degli eventi miracolosi del Cristo di Galtellì è dato dall’ampia documentazione storica che ha caratterizzato i fenomeni prodigiosi del 1612.

Le testimonianze, raccolte sotto giuramento da ben quattro notai, di coloro che hanno assistito ai miracoli, centinaia di persone non solo di Galtelli, ma di Nuoro, Bono, Sassari, Pattada e altri centri dell’isola, costituiscono un fatto unico nella storia della Chiesa universale.

Da una ricostruzione autentica dei miracoli, è riservata particolare attenzione alla presenza del popolo nei momenti in cui avvenivano i fatti prodigiosi. Le testimonianze riportate negli Atti dei notai sono quelle dei testimoni oculari, con il popolo presente, che vede, verifica e controlla.

I fatti prodigiosi certificati dai notai sono avvenuti davanti a una moltitudine di persone, e non potevano richiamare fatti non visti dalla gente.

Lo stesso storico mons. Ottorino Alberti afferma che “la devozione al Ss Crocifisso, ma anche la fama, presto diffusasi ovunque, avevano richiamato a Galtellì un gran numero di pellegrini. E’ singolare che esistano in Sardegna tanti Crocifissi- afferma mons. Alberti- pensate al Nicodemo di Oristano, il Crocifisso venuto dal mare, ma nessuno ha la ricchezza e la documentazione del Cristo di Galtellì e alcun segno dei miracoli che siano stati loro attribuiti come a quello di Galtellì”.

La venerazione popolare verso il Cristo di Galtellì è presente nell’immaginario della gente già alla fine del 1500: due grandi storici sardi, Giovanni Arca di Bitti e Francesco Fara di Sassari, parlano di una “devotissima immagine del Crocifisso di Galtellì, cui accorreva tanta gente da tutto il regno di Sardegna”.

(Comunicato del COMITATO MILAGROS)

«Emigrati, positivi gli incentivi per i circoli»

(Gli stati in giallo indicano la presenza di circoli di emigrati sardi)

«La rete dei circoli sardi nel mondo è una risorsa strategica che va immediatamente sfruttata per generare nuove opportunità di mercato e di investimento, sia sul versante estero che su quello locale».

Lo sostiene il Presidente di Confapi Sardegna Francesco Lippi all’indomani della decisione della Giunta regionale di sostenere con vigore e nuovo slancio i circoli dei sardi nel mondo.

«Non è la prima volta che si prova a dare una vera missione alla rete dei sardi nel mondo. Anche in passato diversi imprenditori locali hanno utilizzato questo canale per promuovere i propri prodotti entrando in nuovi mercati. Oggi più che mai questo strumento, presente in 3 continenti con oltre 120 circoli, può dare un contributo importante alla crisi che stiamo attraversando. D’accordo con l’assessore del Lavoro Liori, che intende consolidare questa importante risorsa e valorizzarla in maniera adeguata ai tempi, stiamo mettendo a punto un primo progetto sperimentale per la distribuzione, vendita e promozione nei mercati esteri dei prodotti e servizi delle Pmi sarde operanti nei settori del turismo e dell’agroalimentare associate a Confapi, proprio attraverso il canale dei circoli sardi».

(Da:L’Unione Sarda-26 aprile 2012)

I circoli dei sardi nel mondo rivestono un importante ruolo storico di assistenza e informazione delle comunità sarde all’estero, svolgono attività di valorizzazione della cultura e del folklore e promuovono il turismo, i colori e i sapori della Sardegna.

Sono nati per aiutare gli emigrati a integrarsi nelle nuove realtà, cosa che a volte può essere molto difficile sia dal punto di vista culturale che linguistico. I Circoli, pertanto, cercano di tenere vivi i legami con le tradizioni della terra d’origine che spesso si è costretti a lasciare per vicende familiari, personali e economiche.

I circoli hanno un compito morale, culturale, sociale e solidale da svolgere per la crescita della società sarda. Questo obiettivo nasce dal forte desiderio di creare un punto di incontro tra i Sardi, perchè possano rinsaldare e tutelare i legami con la propria terra.

Attualmente i Circoli di emigrati sardi riconosciuti e operativi sono 128.

(Da:Sardegna migranti-Regione Sarda)

Tutto pronto per il convegno nazionale e la proclamazione nel nome del Crocifisso di Galtellì

Giubileo straordinario, sabato arriva il vicesegretario di Stato vaticano

Per speciale mandato di Papa Benedetto XVI in occasione del 400° anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì, è stato proclamato il “Iubilaeum Christi Galtellinensis” con le relative indulgenze, come riportato nella bolla della Santa Sede, che sarà proclamato dal vescovo di Nuoro Mosè Marcìa domenica durante un rito solenne a Galtellì.

IL CONVEGNO Sabato dalle 10 nella chiesa del SS. Crocifisso si terrà un convegno nazionale al quale saranno presenti il Sostituto della Segreteria di Stato monsignor Angelo Becciu e il presidente della commissione interparlamentare italo-vaticana Marco Demetrio De Luca, che attesta la particolare attenzione della Santa Sede per la storia e i miracoli del Crocifisso. Interverranno monsignor Ottorino Alberti, autore del libro “Il Cristo di Galtellì” e il vescovo di Tempio, Sebastiano Sanguinetti. È prevista anche la presenza del direttore generale della Rai, Lorenza Lei, del presidente della Regione Ugo Cappellacci, del coordinatore del “Comitato de Los Milagros” Angelo Rojch e del sindaco di Galtellì Renzo Soro. Al vescovo di Nuoro Marcia sono affidati i lavori d’apertura del convegno.

IL MIRACOLO L’interesse della Santa Sede per la straordinarietà degli eventi miracolosi del Cristo di Galtellì è dato dall’ampia documentazione storica che ha caratterizzato i fenomeni prodigiosi del 1612.

Ben quattro notai raccolsero sotto giuramento le testimonianze di coloro che assistettero ai miracoli, centinaia di persone non solo di Galtelli, ma di Nuoro, Bono, Sassari, Pattada e altri centri. Le testimonianze riportate negli Atti dei notai sono quelle dei testimoni oculari, con il popolo presente, che vede, verifica e controlla. Lo stesso monsignor Alberti spiega che «la devozione al Crocifisso, ma anche la fama, presto diffusasi ovunque, avevano richiamato a Galtellì un gran numero di pellegrini. È singolare che esistano in Sardegna tanti Crocifissi, ma nessuno ha la ricchezza e la documentazione del Cristo di Galtellì».

Oggi è atteso monsignor Ignazio Sanna. Prevista anche la lettura del memoriale della prima sudorazione del 25-27 aprile 1612 che precedette il miracolo del 29 aprile.

Sabato l’inaugurazione delle mostre sulla storia di Galtellì nei manoscritti e sulla Settimana santa.

 (Da:L’Unione Sarda-M. Bonaria Di Gaetano-26 aprile 2012)

L’evento, organizzato da Comune e Provincia,

sabato e domenica nel paese della Baronia

Spettacoli, convegni e una mostra mercato con gli stand dei produttori

Una manifestazione a carattere internazionale di scambi culturali, musicali e tradizioni popolari. È in programma sabato e domenica a Onifai il Festival delle Identità, evento nell’ambito del programma Interreg IIIA, con il contributo della Provincia di Nuoro, il patrocinio del comune di Onifai e l’organizzazione dell’associazione Ichnos.

«Attraverso la cultura, l’ambiente, la storia locale si promuove un confronto con l’esterno – spiega l’assessore provinciale alla Cultura Gianfranca Logias -. La Provincia sostiene con forza questa manifestazione per valorizzare il potenziale turistico dei piccoli paesi. Siamo alla ricerca del viaggiatore attirato dall’identità dei territori».

«Il progetto è a totale carico della Comunità Europea – sottolinea l’assessore provinciale alla cooperazione internazionale Michele Ruiu – ci saranno altre manifestazioni in Corsica alle quali parteciperemo anche noi».

(foto nel giorno dell'insediamento)

Un modo per rilanciare il territorio da un punto di vista turistico, spiega Daniela Satgia, sindaco di Onifai: «Il nostro territorio ha delle risorse non conosciute, il turismo può essere un settore strategico».

Due giorni di dibattiti sui temi dell’identità sarda e corsa, dimostrazioni dei “mastros”, mostre mercato di prodotti locali, momenti di spettacolo con tenores, cori, gruppi musicali etnici. Si inizia sabato mattina alle 10 con il convegno “Identità della Sardegna e della Corsica, due popoli a confronto”. Interverranno Gianfranco Pintore, giornalista, Francesco Casula, storico, Pierre Jean Campocasso, antropologo.

Alle 22 doppio concerto degli Istentales e dei Diana di l’alba, un gruppo musicale corso di 13 voci, chitarre e percussioni, conosciuti in tutta Europa per le loro canzoni che ripercorrono la vita e la storia del popolo corso.

Domenica, dalle 10 alle 20, nell’ex caseggiato delle elementari “La Sardegna Produce” con gli stand degli artigiani di Onifai. Alle 21, serata folk.

 (Da:L’Unione Sarda-Maria Bonaria Di Gaetano- 25 aprile 2012)

Le frazioni turistiche di Orosei. Cala Liberotto e Sos Alinos, avranno un nuovo impianto di depurazione e una nuova rete fognaria.

I finanziamenti arrivano sia dai fondi Par-Fas 2007-2013 (un milione e 720mila euro), che da quelli Por Sardegna 2000-2006 per 5 milioni 578mila euro.

«Sono pienamente soddisfatto e grato – dice il sindaco Franco Mula – per la sensibilità dimostrata alla comunità tutta dalla presidenza della Giunta regionale che con l’approvazione della delibera ha finalmente posto fine all’annoso disagio che da anni attanaglia la nostra incantevole zona turistica».

La delibera sottoscritta nella seduta del 24 aprile dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Cappellacci, concerne i fondi relativi agli interventi di rilevanza strategica regionale, che riguardano principalmente interventi infrastrutturali funzionali al ciclo integrato dell’acqua e soprattutto gli interventi diretti alla razionalizzazione e potenziamento della rete di depurazione, di potabilizzazione e del sistema fognario.

(Da:L’Unione Sarda-A. D.- 26 aprile 2012)

 

 

Finanziamento regionale da cinquecentomila euro, esulta il sindaco Franco Mula

Si avvera un sogno. Finalmente anche Orosei avrà un porto turistico.

Un desiderio divenuto realtà col sigillo della firma apposta dal sindaco di Orosei Franco Mula all’accordo di programma quadro “portualità turistica regionale”.Come noto, l’accordo è stato approvato dall’assessorato regionale della programmazione martedì mattina a Villa Devoto, sede della presidenza della Giunta regionale.

 Sette i milioni di euro finanziati per i dieci interventi programmati, in altrettanti approdi sardi. L’Accordo è finalizzato al miglioramento dei porti turistici, sia in termini di incremento della sicurezza, ma soprattutto per rendere le infrastrutture competitive nel mercato turistico. In un’ottica più generale, questi progetti rientrano negli investimenti pubblici a supporto delle attività produttive secondo quanto previsto dal Programma Regionale di Sviluppo.

PROGETTO E FINANZIAMENTO Quanto a Orosei, il progetto consiste nella riqualificazione delle bocche a mare esistenti nella marina del paese: cinquecentomila euro. Il sindaco Franco Mula, consigliere regionale dei Riformatori sardi. sin dall’inizio ha voluto proporre agli assessorati competenti, ottenendo il risultato che martedì scorso si è concretizzato con la firma dell’accordo. Sovvenzione che costituisce l’integrazione finanziaria dell’opera affidata, con apposita convenzione stipulata a maggio del 2009, al Comune di Orosei per poco meno di 727 mila euro, finanziamento ricompreso nel Piano integrato d’area per la Sardegna centrale. Tale finanziamento, già stanziato, era risultato insufficiente per effettuare gli interventi in considerazione del profilo ingegneristico ed ambientale del paesaggio marino del sito su cui si deve intervenire, costituito da un lungo litorale sabbioso, ed atteso che si prevede la riqualificazione della bocca a mare dello Stagno di Su Petrosu, alimentato dal fiume Cedrino in cui si svolge l’attività di pescicoltura.

PARLA IL SINDACO «Con questo finanziamento», commenta soddisfatto Franco Mula, «inizia la concretizzazione di un sogno, in cui ho creduto fermamente, e che negli ultimi decenni ha accomunato i pensieri dei cittadini e degli imprenditori di Orosei: la realizzazione di una marina, rilevante a livello regionale, capace di valorizzare le potenzialità insite nel territorio. Il porto rappresenta la porta di accesso all’entroterra, alle sue ricchezze ambientali, storiche, culturali ed enogastronomiche, oltre ad essere un importante presidio a tutela dell’ambiente»,

ARRIVA CAPPELLACCI L’idea del primo cittadino di Orosei è di ottimizzare le risorse presenti in loco a garanzia di un miglioramento dell’economia della Baronia e dell’intera provincia, mediante l’incremento dell’indotto e di conseguenza l’aumento delle opportunità di lavoro, non tralasciando sicuramente l’importanza di offrire i migliori servizi del settore della nautica in continua espansione negli ultimi anni. Domani, alle 16,30, nella sala consiliare del Comune di Orosei il presidente Cappellacci presenterà personalmente l’accordo e assieme al sindaco Franco Mula visiterà il sito in cui nascerà il porto.

(Da:L’Unione Sarda-Agostina Dessena-26 aprile 2012)

Ricevo dal mio caro amico Maurizio Feo e pubblico “molto volentieri”  questa sua bella fiaba ambienta in un periodo dal vago sapore ottocentesco ma sempre  valida nella sostanza in qualunque società dei tempi attuali e futuri. Assaporiamo la magia di questa fiaba che ho il privilegio di pubblicare in esclusiva! 

“Questa fiaba- mi scrive Maurizio- ricalca il modello “la ragazza gentile e quella maleducata” (di Aarne e Thompson, Tipo 480) oppure il modello “cortese e scortese” (motivo Q2 di Thompson, 1956). E’ una fiaba piuttosto semplice, i cui motivi di fondo e le cui conclusioni morali sono universali e senz’altro reperibili nel Folklore di molti paesi”.

Maurizio Feo è è uno squisito Amico bolognese, medico urologo, sposato con una sarda, anch’essa cara amica, e con una seria passione per ricerche mediche, antropologiche, storia, tradizioni e scrittore di novelle e racconti sulla Sardegna e…innamorato perso della nostra BARONIA e della NOSTRA ISOLA! Maurizio collabora con diverse riviste scientifiche e con “Sardegna Antica ” di Giacobbe Manca, noto arheologo e nostro amico comune. Grazie Maurizio

 Marco Camedda

Testo della fiaba

“VOLERE E NON VOLERE”

C’era una volta una mamma buona e bella e laboriosa, ma povera, che aveva due figlie. Una delle due figlie, la maggiore, si chiamava Chicchina: era bella, ma pigra e vanitosa, invidiosa ed egoista e stupida e cocciuta comente unu molente. Il nome della figlia minore era Luisedda: al confronto con la sorella sembrava quasi bruttina, ma era sveglia e volenterosa, generosa e buona come un pane appena sfornato, modesta e laboriosa. La famiglia era povera, perché i soldi che babbo portava a casa erano troppo pochi per la famiglia numerosa (c’erano anche altri tre fra fratelli e sorelle, ancora tutti troppo piccoli per lavorare e guadagnare).

Un giorno accadde proprio che la mamma si trovasse inaspettatamente senza sapone per lavare i panni. Soldi per comperarlo non ce n’erano, in casa, quindi pensò di mandare la figlia maggiore a chiederlo in prestito, mentre lei finiva di rassettare la casa, sbattere i materassi ed i tappeti e pulire il camino dalla cenere del fuoco del giorno prima.

Le chiese, quasi cantando una filastrocca:

“Oh Chicchina, Chicchinedda,

Figgia mea bellixedda,

Andresti a chiedere sapone

Per lavare i miei panni,

Chicchina, Chicchinedda?”.

Ma Chicchinedda era pigra e si stava pettinando i bei capelli, dopo essersi messa il vestito buono, per farsi vedere in piazza da tutti i ragazzi che le facevano la corte. Poi, non voleva certamente fare la figura di andare a chiedere l’elemosina come una mischinedda, quindi le rispose, sgarbatamente: “Io oggi non mi sento affatto bene, faccio persino fatica a stare in piedi! E non so neppure se riuscirò ad andare agli appuntamenti che avevo preso, per cui sono già in ritardo!”

Il vicino era un vecchio vedovo molto ricco e solitario, che viveva in un palazzo sempre chiuso, e conduceva una vita molto ritirata, senza mai invitare alcuno, né uscire, per non incontrare nessuno. Era una persona piena di mistero. Qualcuno diceva fosse un mago, o uno stregone, o chissà…

Anche per questo motivo, malgrado le accorate richieste d’aiuto della madre, Chicchinedda si rifiutò assolutamente di andarci.

Allora, la madre fu costretta a chiedere alla figlia minore:

“Oh Luisa, Luisedda,

amore ‘e su coro,

Andresti a chiedere sapone

Per lavare i miei panni,

Luisedda, prenda ‘e oro?”

La piccola scattò subito in piedi e lasciò i suoi cinque ciottoli bianchi di fiume con i quali stava giocando a bruscheras e prontamente dichiarò, con un sorriso: “Certo che ci vado, mamma!”.

Il palazzo non era lontano e la strada era breve. Il giardino intorno al palazzo era quasi un parco, curato e pulito, con alberi ombrosi e maestosi e piante da fiore sempre fiorite: era un vero piacere per gli occhi. Luisedda bussò al portone timidamente e chiese permesso d’entrare.

Una vocina da dentro rispose d’entrare, ché era sempre aperto.

Appena fu entrata, Luisedda vide una servetta, ancora più piccola di lei, che faticava inutilmente con uno straccio a pulire l’enorme lastricato dell’atrio del palazzo. La servetta ansimava e faticava, ma quel lavoro sembrava davvero troppo grande per lei. Luisedda le chiese allora se poteva aiutarla, ma ancora prima di ricevere una risposta era già in ginocchio e stava dando una mano. Il lavoro fu presto finito ed il risultato era splendido: la servetta la ringraziò di vero cuore e le chiese perché mai fosse venuta al palazzo.

Luisedda raccontò: “Mia madre è rimasta senza sapone così e così. Allora, alla fine sono venuta io: ah lo posso prendere in prestito un po’ del vostro sapone?”.

“Certamente per me: ma io sono solo una serva; devi chiederlo prima al padrone, che sta al piano di sopra”.

Allora Luisedda salì saltellando per un enorme scalone che portava al piano di sopra: era ornato di quadri d’antenati impettiti, ed austeri, ma certamente non spaventò Luisedda, intenzionata a trovare il padrone, per chiedergli il permesso per avere il sapone da dare alla madre per lavare i suoi panni.

Appena fu su, vide subito due sguattere che, poverine, stavano lavando una montagna di stoviglie più grande di loro: arrivavano appena alla vasca in pietra dove stavano i piatti e le pentole e facevano una gran fatica a riporre i piatti asciutti sul ripiano, anche usando sgabelli e scalette. Allora Luisedda, che era più alta di loro, si offrì subito di aiutarle, ma era già lì con le maniche rimboccate, prima ancora che loro le dicessero sì, a lavare, asciugare, riporre.

Quando anche questo lavoro fu fatto, le due sguattere non smettevano di ringraziarla per l’aiuto. Infine, vollero sapere perché mai fosse lì e lei rispose loro: “ Così e così. Mi servirebbe del sapone per lavare i panni: posso prenderne un po’ del vostro?”.

Le due risposero che senz’altro sì, ma doveva avere prima di tutto informarne il padrone, che stava al piano di sopra.

Luisedda salì allegramente anche la seconda rampa di scale, che questa volta era ornata con viste meravigliose di tutti gli angoli più belli del paese. Infine giunse ad una camera dove tre cuoche stavano pasticciando incredibilmente con della pasta per fare il pane e i dolci, senza riuscire a concludere nulla e senza neppure riuscire ad accendere il fuoco del forno.

Luisedda, che era bravissima, perché aveva imparato dalla madre, chiese il permesso di aiutarle e immediatamente iniziò a lavorare il pane, a farne delle forme, ad infornarle con grande abilità nel forno che aveva prima portato alla temperatura giusta. L’odore del pane appena fatto si sparse indiscreto per tutta la casa e – come al solito – rese subito tutti più allegri e contenti.

Le tre cuoche, dopo averla molto ringraziata per il suo aiuto, le chiesero come mai si trovasse lì ed ella cortesemente raccontò ancora tutta la storia: “Così e così. Quindi eccomi qui, a chiedervi un po’ del vostro sapone in prestito”.

Le tre cuoche le risposero che avrebbe certamente potuto prenderlo, ma che prima di portarlo via doveva avvertire il padrone, che stava sempre da solo nell’unica stanza del piano di sopra, dove la vista bellissima lo distraeva dai suoi pensieri tristi e dalle malefatte degli uomini.

Luisedda salì canticchiando allegra l’ultima rampa di scale, che era ornata da immagini varie e fantasiose, d’angeli e di fate, d’elfi e di folletti e finalmente giunse a quell’unica stanza, che era fatta con pareti tutte di vetro e fu subito rapita da un panorama bellissimo, che toglieva il fiato: si vedevano la campagna, le montagne, il fiume tortuoso, quasi fino al mare. Una figura d’uomo anziano, ma ancora alto e snello, le dava le spalle, rivolto verso quella vista bellissima. Sentendola arrivare, si voltò e la salutò con cortesia, con una voce profonda e calda: “So che cosa desideri, piccola Luisedda. Ma quello che tu sei merita davvero molto di più di quello che tu chiedi.

Perciò ti farò avere tutto il sapone che servirà a tua madre per mesi, il servizio di piatti in porcellana fine che hai lavato ed asciugato per bene, un servizio di posate in argento che hai trattato con cura, pane carasatu e focacce a sufficienza per tutta la tua numerosa famiglia. Inoltre, ti darò vestiti di seta preziosa per te e gioielli che saranno un giorno la tua dote. Infine ti donerò una fata tutta tua, che vegli su te e che ti assista sempre” – poi, si rabbuiò in volto, e proseguì, con voce severa: – “Tua sorella Chicchinedda, invece, che non è voluta venire qui, con la scusa di stare male, da ora in poi merita di stare male davvero e di perdere quella bellezza che adesso cura così tanto, come se fosse la cosa più importante al mondo. E si merita d’incontrare persone che la tratteranno male, esattamente come lei tratta gli altri, con egoismo e cattiveria. Questo è giusto ed è stato deciso così, ormai”.

E questa è tutta la storia, che vi piaccia e ci crediate, oppure no.

E da allora Luisedda fu davvero felice e ben accetta da tutti, mentre Chicchinedda fu evitata e compatita da tutti.

Perché qualcuno c’è – in fondo – che ci guarda e ci giudica, in ogni momento, anche se non ci sembra affatto che sia così, e sembra che davvero sappia molte più cose di ognuno di noi, di quanto ciascuno non creda possibile…

E qualche volta, anche se forse non proprio sempre, succede che il giusto premio infine arriva, a premiare le buone azioni e la buona disposizione d’animo: magari quando davvero non ci speriamo quasi più e quando ormai fatichiamo un po’ a sorridere…

E questo vale, naturalmente, anche per la giusta punizione.

Maurizio Feo

Per il villaggio nuragico

in arrivo 743 mila euro dalla Regione.

I fondi provengono dalle sanzioni pecuniarie per le opere abusive

 Nuovo finanziamento per Tiscali. Per il villaggio nuragico, simbolo della resistenza del popolo dei bronzetti, sono in arrivo 743 mila euro.

La Giunta regionale ha deliberato lo stanziamento su proposta dell’assessore al Turismo e agli Enti locali Luigi Crisponi. I fondi provengono dalle sanzioni pecuniarie elevate dal Servizio tutela paesaggistica per le provincie di Nuoro e Ogliastra nel 2011. Le somme arrivano quindi da chi ha realizzato opere abusive in zone sottoposte a vincolo paesaggistico.

La somma sarà utilizzata per il ripristino dei sentieri pedonali di accesso al sito sia dal territorio di Dorgali sia da quello di Oliena (cioè dalla valle di Lanaitho), con interventi di sistemazione a mano, con utilizzo di materiali naturali come legno, pietra e terra del posto, per la regolarizzazione del fondo, e la realizzazione di scalinate per i punti più impervi, l’installazione di una segnaletica direzionale e di panche in legno.

Inoltre sarà realizzato un percorso di visita del fondo della dolina rocciosa tramite passerelle sopraelevate in legno. Il tutto sarà supportato da una rigorosa analisi scientifica archeologica per garantire salvaguardia e valorizzazione dell’importante area archeologica, un gioiello anche dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, accessibile dai versanti di Dorgali e di Oliena.

«Il sito necessitava da tempo – ha affermato l’assessore regionale Luigi Crisponi – di un intervento che salvaguardasse la staticità e favorisse il recupero delle capanne, per il quale è stato approvato un altro specifico intervento da parte della Giunta regionale. Ora – ha concluso Crisponi – con questo importante stanziamento il villaggio di Tiscali e’ finalmente destinato al graduale recupero e a una funzionale messa a disposzione dei tanti turisti che quotidianamente lo raggiungono per ammirarne la solenne bellezza».

(Da:L’Unione Sarda-25 aprile 2012)

 

Proseguono al Tribu-museo Francesco Ciusa le iniziative orientate al sostegno dell’artigianato e del design all’interno della esposizione in corso “Eugenio Tavolara il mondo magico”. Il dipartimento didattico propone un laboratorio per apprendere i primi rudimenti di tessitura attraverso una insegnante d’eccezione: Eugenia Pinna. Il laboratorio, della durata di 8 ore, è previsto sabato e domenica dalle ore 16,30.

Per informazioni telefonare al numero 0784-253052, prenotazione e iscrizione presso il Tribu entro domani.

(Da:L’Unione Sarda- 25 aprile 2012)

Un sardo crea la locandina del film

Federico Mancosu, 36 anni, padre di Lunamatrona e madre di Orune, ha disegnato il manifesto postato sul profilo Twitter di Django Unchained, la nuova pellicola del regista americano.

Quando è arrivata la notizia che i suoi disegni erano stati scelti da Quentin Tarantino non ha potuto condividere la gioia con altre persone. Era solo in casa a Roma. Faceva un caldo boia lo scorso agosto, ma quella mail inviata dalla Weinstein Company – la casa di produzione dei film del regista italo-americano – gli ha regalato un’emozione che non scorderà mai.

Federico Mancosu è nato 36 anni fa nella capitale. «Sono fiero delle mie origini sarde», dice il web designer che sta vivendo un straordinaria avventura professionale.

Luca Rea, un suo amico che conosce Quentin Tarantino, ha postato su Facebook alcuni lavori grafici. Il regista di Kill Bill dopo averli visti ha chiesto ai suoi collaborato ri di contattare immediatamente Federico Mancosu

Una locandina disegnata dal grafico italiano è stata postata sul profilo Twitter di Django Unchained (il nuovo film di Tarantino) e utilizzata per realizzare i pass per gli addetti ai lavori sul set.

  (Da: L’Unione Sarda-24 apr 2012)

Dorgali, i funerali del parroco di Galtellì sono stati celebrati dal vescovo «Don Giampiero ci ha dato lezioni di fede fino agli ultimi attimi di vita»

Dorgali, Galtellì è tutta la Diocesi, uniti nel dare l’estremo saluto a don Giampiero Fronteddu, il giovane sacerdote dorgalese, 39 anni, parroco di Galtellì dal 4 settembre del 2011 sconfitto da una grave malattia. Non meno di 4mila persone hanno assistito alla messa che si è svolta nel campetto polivalente delle scuole elementari.

«Per la prima volta – ha detto il sindaco di Dorgali, Angelo Carta, nel suo intervento – don Giampiero ci costringe ad addobbare il luogo della festa a spazio dove la sua comunità lo saluta per l’ultima volta.

Il giovane sacerdote nella sua breve vita è riuscito a lasciare una traccia indelebile nelle persone che lo hanno conosciuto. La statua di Padre Pio andrà dove lui la voleva, lo ha deliberato il consiglio comunale che ha anche proclamato il lutto cittadino».

La santa messa è stato presieduta dal vescovo di Nuoro Mosè Marcia che ha seguito fino agli ultimi istanti la breve vita di don Giampiero, stimato da tutti. Era devotissimo alla beata Maria Gabriella Sagheddu, la sua tesi di laurea era proprio sulla suora trappista dorgalese. «Don Giampiero è spirato la sera dopo i primi vespri della festa della beata Maria Gabriella, una coincidenza?», ha detto alla fine della sua omelia il vescovo Marcia.

A concelebrare la messa anche il vescovo emerito Meloni, quello di Olbia Tempio Sanguinetti e di Alghero Bosa Mauro Morfino, il parroco di Dorgali don Giuseppe Argiolas e quello di Oliena, Giusppe Mattana. Un centinaio i sacerdoti arrivati non solo dalla diocesi di Nuoro. In prima fila con i familiari di don Giampiero, la giunta comunale dorgalese, e i sindaci di Galtellì e Nuoro. Imponente il servizio d’ordine: con il comandante Olmeo in prima fila i carabinieri della caserma di Dorgali, la polizia municipale e le compagnie barracellari di Dorgali e Galtellì, le guardie forestali.

«In questi giorni ho sentito tutta la bellezza ma anche il peso di essere vescovo – ha aggiunto monsignor Marcia – Nei giorni in cui era ricoverato ho ricevuto tante confidenze di don Giampiero che io mi porto nel cuore. Era cosciente che per lui si stava chiudendo questa vita. Nell’essere vescovo ho sentito tutta la responsabilità di accompagnarlo in questa fase finale delle sua vita, lui per fede si appoggiava sulla mia persona. Cari fratelli, don Giampiero era molto devoto del beato Giovanni Paolo secondo e ha gioito quando ha potuto celebrare l’eucarestia alla presenza delle reliquie del beato. Era molto devoto della Beata Saghedu».

Poi anche gli amici della Leva del 1973 hanno voluto ricordarlo: «Organizzammo la festa di San Giuseppe, eri un punto saldo a cui fare riferimento». I parrocchiani di Galtellì, infine, hanno voluto ringraziare il Signore per «avercelo donato».

(Da: La Nuova- Nino Muggianu-24 aprile 2012)

Dorgali: Messa all’aperto

«Ha retto per soli sei mesi la parrocchia di Galtellì, lasciando un segno indelebile in tutti i suoi parrocchiani. Aveva una a cuore specialmente i giovani, verso cui sentiva di avere una missione particolare».

Queste le parole del vescovo, monsignor Mosè Marcia, ieri pomeriggio nel campo delle scuole Elementari, gremito di gente giunta a rendere l’ultimo saluto a don Giampiero Fronteddu dorgalese e parroco di Galtellì, morto sabato notte di un male che non dà scampo.

IL SALUTO Commossi i ricordi dei fedeli di Galtellì, in cui don Giampiero era parroco da appena sei mesi. L’omaggio dei sindaci di Dorgali e Galtellì, ma soprattutto della leva del 73, i suoi amici, che hanno visto crescere in lui la vocazione sacerdotale e quell’innata capacità di coinvolgere altri giovani nelle attività della Chiesa, in particolare dell’Azione cattolica.

«Don Giampiero ha portato subito una luce nuova nella nostra parrocchia del Santissimo Crocifisso di Galtellì, entrando in punta di piedi, con discrezione nella nostra comunità, eppure riuscendo subito a creare progetti di aggregazione e comunione, in particolare fra i giovani», ha ricordato il Sindaco Renzo Soro. La mattina un’altra messa è stata celebrata nella Chiesa parrocchiale di S. Caterina, per permettere a chi non poteva esserci nel pomeriggio di dare un ultimo saluto al giovane sacerdote.

(Da: L’Unione Sarda-Pierfrancesco Lostia- 24 aprile 2012)

foto dei funerali: inviatami da un amico dorgalese che ringrazio

Il 25 aprile sarà ricordato domani sulla terza rete tv regionale Rai, alle 15,10 con un documentario dal titolo “Il partigiano Dino” di Antonio Rojch. Il cortometraggio che racconta la vita avventurosa dell’esule antifascista Dino Giacobbe, che fu tra i fondatori del partito sardo d’azione insieme a Lussu, Oggiano e Mastino, rientra nella nuova programmazione televisiva della sede regionale della Rai, diretta da Romano Cannas.

Dino Giacobbe esule negli Stati uniti mise a punto con Lussu il “progetto Sardegna” per far sbarcare nella coste orientale dell’isola un commando, che avrebbe dovuto prendere contatti con la popolazione per far scoppiare la scintilla dell’insurrezione contro il nazi-fascismo.

Marco Camedda

(Da un comunicato dell’autore-24 aprile 2012)

Convegno di studi in occasione

de Sa Die de Sa Sardigna

Antropologia, Letteratura, Festival

Venerdì 27 e sabato 28 aprile 2012 si terrà a Nuoro, nell’Auditorium del Museo Etnografico Sardo, il convegno di studi “La cultura in Sardegna. Stato dell’arte. Antropologia Letteratura Festival”. L’incontro, parte integrante degli appuntamenti per Sa die de sa Sardigna , intende offrire un’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della cultura in Sardegna, con particolare riferimento all’intreccio fra antropologia, letteratura e festival.

L’appuntamento, strutturato in tre sessioni, vedrà il confronto di antropologi, docenti di letteratura dell’Università di Cagliari e Sassari, degli editori sardi e dei referenti dei principali Festival che si organizzano in Sardegna.

Questo il programma:

Venerdì 27 aprile, ore 16

Saluto del Presidente dell’ISRE, Salvatore Liori

Saluto del Sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi

Saluto dell’Assessore regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Sergio Milia

Ore 16:30

Prima sessione

ANTROPOLOGIA: NUOVI SOGGETTI SOCIALI

E NUOVA PRODUZIONE DI SOCIALITÀ E DI CULTURA

La sessione si propone di presentare una rassegna degli studi antropologici in Sardegna sui temi delle trasformazioni sociali e territoriali e delle nuove forme di creatività culturale

Introduce e coordina Pietro Clemente

Franco Lai, Paesaggi, terzi paesaggi e paesaggi perduti (e ritrovati)

Filippo M. Zerilli, Muchos, sabientes y organizados.

Pastori sardi in movimento

Francesco Bachis, Migrare in Sardegna. Prospettive antropologiche

Aggiornamenti

Alberto Caoci (artigianato)

Alessandro Deiana (associazioni di folkore)

Sergio Contu (migranti e pastorizia),

Marco Antonio Pani e Paolo Carboni presentano alcune sequenze di ”Capo e Croce”, film documentario sul movimento dei pastori sardi, prod. ISRE.

Discutono:

Giulio Angioni, Gabriella Da Re, Carlo Maxia, Gabriella Mondardini, Marco Pitzalis, Antonio Pusceddu, Felice Tiragallo.

Sabato 28 aprile, ore 9:30

Seconda sessione

INFRASTRUTTURE LETTERARIE:

LETTERATURA, LINGUA E EDITORIA IN SARDEGNA.

All’incontro partecipano editori, studiosi di letteratura e linguistica, autori cinematografici al fine di illustrare alcuni aspetti rilevanti della recente produzione culturale sarda e di valutare le relazioni complesse tra editoria, letteratura e istituzioni Introduce Aldo Maria Morace, coordina Duilio Caocci

Intervengono:

Cristina Lavinio, Marco Manotta, Andrea Cannas, Marco Maulu, Mario Argiolas, Giancarlo Porcu, Giulio Angioni, Sebastiano Congiu

Conclude la sessione Giulio Paulis

Salvatore Mereu presenta alcune sequenze di suoi lavori liberamente ispirate a opere letterarie

Sabato 28 aprile, ore 15:30

Terza sessione

FESTIVAL: CREATIVITÀ E MANAGEMENT

La sessione intende aprire una riflessione sui festival in Sardegna, quali eventi multiformi, propulsori di energie e di valorizzazione dei territori e delle culture locali

Introduce Marco Müller, coordina Paolo Piquereddu

Intervengono: Nanni Angeli, Gianfranco Cabiddu, Marcello Fois (diretta video), Paolo Fresu (video intervista), Giannella Demuro,

Gianfranco Cabiddu presenta alcune sequenze di suoi lavori liberamente ispirate a opere letterarie

Dibattito conclusivo:

Dialoghi trasversali con i partecipanti alle diverse sessioni

Conclusioni:

A cura di Pietro Clemente, Aldo Maria Morace, Paolo Piquereddu, Salvatore Liori.

INFO:

www.isresardegna.it   Tel. 0784 242900

e-mail: promo.attivita@isresardegna.org

promozione@isresardegna.org

Durante il convegno: Tel. 0784 1823059

(Da: comunicato ISRE del 24 apr 2012)

Una storia di carta Sessantasei bambini in scena al “Pitagora”

Sessantasei bambini sul palco per raccontare la raccolta differenziata. “Differenz Io”: questo il titolo dello spettacolo teatrale in scena sabato scorso sul palco del cinema Pitagora di Orosei.

L’OBIETTIVO Protagonisti i piccoli delle tre classi quinte della scuola elementare di via Santa Veronica che hanno creato una storia da raccontare con tanta carta, scatole di cartone, bicchieri in plastica, lattine e i bidoni grigio, verde e marrone per la raccolta differenziata dei rifiuti.

L’idea è stata dell’assessore all’Ambiente Giacomo Masala. «I bambini – spiega – sono attenti e occorre partire da loro per sensibilizzare gli adulti a effettuare una raccolta differenziata ottimale e a rispettare l’ambiente». L’assessore allo Sport e allo Spettacolo Francesco Soro ha accolto e promosso con entusiasmo la proposta da cui è nato un soggetto teatrale. Uno spettacolo che ha impegnato tanti operatori. Tiziana Piana, 34 anni, impegnata da due anni e mezzo nel settore Igiene e Ambiente, ha preparato delle semplici ma esaustive lezioni sulle tipologie dei rifiuti, la loro produzione ex novo o da riciclo, sul conferimento degli stessi come kit domestico e sul funzionamento delle discariche e degli inceneritori. Maddalena Dalu, 35 anni, invece ha creato insieme ai bambini costumi e scenografie, utilizzando solo ed esclusivamente materiale da riciclo (carta, cartone, bottiglie e bicchieri in plastica, lattine).

LE PROVE Andrea Cabras, 35 anni, docente di percussioni alla scuola civica di Orosei, ha organizzato gli spazi sul palco e arrangiato i suoni con l’ausilio di tubi di carta e di un tamburo fatto con una scatola di cartone. Il trio ha potuto provare le scene della recita nelle classi dei ragazzi, un’ora alla settimana per circa due mesi, grazie alla preziosa collaborazione delle maestre Giovanna, Giuseppina, Maria Lucia e Pina.

Straordinario l’impegno dei piccoli attori, sia dietro le quinte che sul palcoscenico. «Abbiamo solo dato ai bambini delle scene che hanno meravigliosamente riempito con la loro fantasia – spiega Andrea Cabras -. I testi fatti di semplici, ma virtuose frasi sono nati dai ragazzi». Una recita per educare al rispetto della natura, ma anche per insegnare ai piccoli di oggi che saranno i grandi di domani a essere creativi e contribuire attivamente a rendere il mondo un luogo migliore. Il futuro è in mano ai bambini.

(Da: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-24 aprile 2012)

Il 2 giugno a Orosei il concerto per

«Voci di maggio»

dal quale saranno realizzati cd e dvd live

Da decidere c’è solo il titolo. Ma che sia “Istentales e Vecchioni live in Orosei” o parafrasando i Deep Purple più semplicemente “Made in Orosei” non cambia la sostanza: il concerto che il prossimo 2 giugno la band di Gigi Sanna terrà a Tanca Idda insieme a Roberto Vecchioni diventerà un cd e un dvd live.

Il concerto, (il primo di una tournèe di nove date nell’isola) sarà l’evento clou della dodicesima edizione di Voci di maggio, la manifestazione che per la prima volta lascia la consueta e storica location nuorese per approdare sulla costa della Baronia. Ad ufficializzare la notizia è lo stesso cantante e leader degli Istentales che con tutto il suo entourage sta mettendo a punto la grande kermesse canora che si svolgerà ad Orosei dal primo al 3 giugno.

«Il concerto verrà registrato e filmato dallo studio mobile di Gente Nuova, e da quelle registrazioni estrapoleremo un cd dal vivo e anche un dvd – dice Gigi Sanna –. In quell’occasione suoneremo le canzoni più famose del nostro repertorio e accompagneremo Roberto Vecchioni nell’interpretazione dei suoi più grandi successi. A partire da “Samarcanda” sino a “Pure questo è amore”. Sarà la maniera migliore per suggellare la nostra grande amicizia e un sodalizio artistico che ci lega vicendevolmente da anni. Sono certo che anche il pubblico di Orosei gradirà l’evento e conto sulla sua calorosa, colorata e numerosa partecipazione per rendere ancora più indimenticabile un concerto al quale teniamo in modo particolare». L’invito-appello insomma è lanciato: il 2 giugno ognuno porti cartelli, striscioni e soprattutto un gran entusiasmo da esplicitare in ogni forma possibile per dare forma e calore ad un evento che rimarrà inciso nel tempo.

Come aveva promesso qualche mese fa annunciando lo spostamento di Voci di Maggio ad Orosei, Gigi Sanna e la sua band stanno dunque organizzando il tutto nel migliore dei modi, e l’incisione dal vivo di un cd e di un dvd potrebbe non essere l’unica grande sorpresa di Voci di Maggio 2012. Il programma della tre giorni di musica (arricchita da diversi appuntamenti di contorno tra i quali un rodeo con cavallini indomiti della Giara) è ancora in gran parte secretato ma oltre a Roberto Vecchioni altri grandi nomi della musica leggera e pop italiana sarebbero pronti a salire sul palco di Orosei. Per il momento però inutile cercare conferme. «Una notizia alla volta – risponde con il solito sorriso Gigi Sanna da Badde Manna – e si nono, ma cale sorpresa at a essere?». Ovvero come “non dire per dire”: le sorprese ci saranno, ma come vuole lo show business, verranno annunciate a tempo debito.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi- 23 apr 2012)-foto da internet

L’Italia si conferma ancora nel 2011 un Paese di casalinghe, un esercito di quasi 5 milioni considerando solo la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni.

E tra le massaie non mancano le giovani, sono circa 800 mila le under 35 che per mestiere badano alle faccende domestiche.

Un calo negli ultimi anni si è registrato, ma l’intensità del declino è ancora molto ridotta, tale da non scalfire la consistenza del fenomeno. D’altra parte, iniziano ad arrivare rinforzi dagli uomini, con qualcuno che si dichiara ufficialmente casalingo.

E’ questo il quadro che emerge dai dati Istat contenuti nella rilevazione sulle forze lavoro. Indagine che inserisce le casalinghe e i casalinghi tra gli inattivi, le persone né occupate né disoccupate, ai margini, quindi, del mercato del lavoro. Si può notare come le massaie in età lavorativa, precisamente 4 milioni 879 mila, rappresentino circa la metà del totale delle cosiddette inattive.

Il fenomeno, quindi, non molla il Paese: considerando un arco temporale di 7 anni (dal 2004, primo anno per cui sono disponibili le serie storiche omogenee, al 2011) il calo accumulato dalle casalinghe tra i 15 e i 64 anni è solo del 5,9%. In certe zone d’Italia il numero anziché scendere è aumentato.

Guardando alla mappa delle casalinghe, si nota come ben il 49,6% si trovi nel Mezzogiorno (2 milioni 419 mila), dove il fenomeno è andato a crescere in confronto al 2004. Basti pensare che nel Sud le massaie superano le occupate. E fin qui è stata solo considerata la classe 15-64 anni; se si allarga il campo al totale delle donne over 65, il numero arriva a 7 milioni 806 mila.

Colpisce vedere come siano ben nutriti i ranghi giovani dell’esercito delle casalinghe. Nel 2011, ben 780 mila ragazze tra i 15 e i 34 anni, si dichiarano occupate in faccende domestiche. Con il passare del tempo sono cresciuti anche i casalinghi, una categoria prima ritenuta inesistente. La loro quota resta comunque marginale (63 mila in età lavorativa e 85 mila dai 15 anni in su). Probabilmente si tratta di famiglie dove l’uomo ha perso il posto mentre la donna lavora. In questi nuclei i ruoli tradizionali si sono, quindi, capovolti.

”C’è ancora una grande presenza di casalinghe in Italia perché il Paese si basa su una cultura che guarda alla donna come all’angelo del focolare domestico”, spiega il sociologo Domenico De Masi. Inoltre sottolinea come vi sia anche un’influenza maschilista, secondo cui ”la moglie è anche cameriera”. De Masi spiega che oggi si possono individuare tre diversi tipi di donne dedite alla casa: ”Coloro che sono costrette a restare a casa perché devono accudire i figli e/o i genitori anziani; quelle che non hanno trovato un’occupazione e decidono di dedicarsi alla famiglia; infine, c’e’ anche qualche casalinga di lusso, mogli di uomini facoltosi che non trovano nessuno stimolo a lavorare”. Per De Masi ”i casalinghi sono destinati ad aumentare, anche se non velocemente”.

(Da:Televide.Rai.it-23 apr 2012)

Il Liceo Scientifico “Fermi” di Nuoro organizza per domani, martedì 24 una Manifestazione escursionistica “Educazione alla Salute attraverso la frequentazione dell’ambiente naturale” al Monte Ortobene

La manifestazione, arrivata alla quarta edizione, vedrà la presenza di oltre 800 studenti partecipanti, di cui 380 pendolari, 60 insegnanti accompagnatori e 25 insegnanti impegnati nel supporto logistico.

Il programma è così previsto:

Ore 8:05 – Gli studenti pendolari si ritroveranno direttamente in Piazza Veneto a Nuoro, di fronte al Campo Scuola, per il trasferimento alla Solitudine, con autobus messi a disposizione dall’ATP di Nuoro. I Docenti di supporto logistico forniranno loro il Pass A/R.

- Ore 8.05: ritrovo degli altri partecipanti c/o la Chiesetta della Solitudine di Nuoro (540 m) dove – subito dopo i necessari appelli effettuati per ogni singola classe, non più tardi delle ore 9:00 – avrà inizio la camminata verso la vetta del Monte Ortobene;

- Ore 11.00: arrivo al Monte Ortobene in prossimità della Statua del Redentore (925 m), breve sosta;

- Ore 11.45: per i soli pendolari inizio del trasferimento in autobus a Nuoro, in Piazza Veneto.

- Ore 12.00: partenza per il rientro a piedi alla Solitudine e conclusione prevista per le ore 13:40.

Alla manifestazione parteciperà anche il Sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi.

(Da:comunicato Comune di Nuoro- 23 apr 2012)

Parroco ucciso da un mare incurabile

Nonostante la giovane età, 39 anni, don Giampiero Fronteddu, originario di Dorgali, era conosciuto e amato in tutta la Sardegna.

È morto ieri sera per un male incurabile, ad appena 39 anni, il parroco di Galtellì don Giampiero Fronteddu. Era ricoverato all’ospedale Zonchello di Nuoro da alcuni giorni. Classe 1973, nato a Dorgali, ordinato sacerdote dall’allora vescovo di Nuoro monsignor Pietro Meloni nel 1999, don Fronteddu era parroco di Galtellì dal 4 settembre dello scorso anno.

Nonostante la sua giovane età, era conosciuto e molto amato non solo in provincia di Nuoro ma in tutta la Sardegna.

(Da:L’Unione Sarda- 22 aprile 2012 )- da foto di Tommaso Sale

UNA MIA BREVE NOTA

Ho avuto, se pur brevemente, di conoscere nell’ultimo periodo Don Giampiero Fronteddu e sono rimasto colpito dalla sua serenità nonostante il male incurabile che stava minando il suo corpo. Si notava la fatica ma mi ha accolto con un sorriso.

Volevo conoscerlo meglio, ma non potei frequentarlo a causa di una mia lunga indisposizione per cause di salute, anche se fui però presente alla celebrazione di inizio del suo apostolato in Galtellì dove si fece subito amare.

Mi fece piacere comunicare  a Don Fronteddu che mio figlio, che frequentava a Dorgali lo stesso Liceo,  aveva di Lui un bel ricordo e tutti lo consideravano un ragazzo estremamente buono, timido e molto riservato.

Nella foto sopra Don Giampiero celebra la messa sul Monte Tuttavista  appena sotto la grandiosa statua bronzea del Cristo di cui ricorreva, il 21 settembre 2011, il decimo anniversario della posa.

Nella foto a sinistra, nella sua ultima apparizione in pubblico, attende nella chiesa di S.Croce il Cristo morto. Era il 6 aprile 2012, Venerdì Santo!

Colgo l’occasione di porgere ai suoi familiari le mie più sentite condoglianze.  Ciao Don Giampiero!

Marco Camedda