DORGALI. Una folla commossa saluta don Fronteddu

di , 25 Aprile 2012

Dorgali, i funerali del parroco di Galtellì sono stati celebrati dal vescovo «Don Giampiero ci ha dato lezioni di fede fino agli ultimi attimi di vita»

Dorgali, Galtellì è tutta la Diocesi, uniti nel dare l’estremo saluto a don Giampiero Fronteddu, il giovane sacerdote dorgalese, 39 anni, parroco di Galtellì dal 4 settembre del 2011 sconfitto da una grave malattia. Non meno di 4mila persone hanno assistito alla messa che si è svolta nel campetto polivalente delle scuole elementari.

«Per la prima volta – ha detto il sindaco di Dorgali, Angelo Carta, nel suo intervento – don Giampiero ci costringe ad addobbare il luogo della festa a spazio dove la sua comunità lo saluta per l’ultima volta.

Il giovane sacerdote nella sua breve vita è riuscito a lasciare una traccia indelebile nelle persone che lo hanno conosciuto. La statua di Padre Pio andrà dove lui la voleva, lo ha deliberato il consiglio comunale che ha anche proclamato il lutto cittadino».

La santa messa è stato presieduta dal vescovo di Nuoro Mosè Marcia che ha seguito fino agli ultimi istanti la breve vita di don Giampiero, stimato da tutti. Era devotissimo alla beata Maria Gabriella Sagheddu, la sua tesi di laurea era proprio sulla suora trappista dorgalese. «Don Giampiero è spirato la sera dopo i primi vespri della festa della beata Maria Gabriella, una coincidenza?», ha detto alla fine della sua omelia il vescovo Marcia.

A concelebrare la messa anche il vescovo emerito Meloni, quello di Olbia Tempio Sanguinetti e di Alghero Bosa Mauro Morfino, il parroco di Dorgali don Giuseppe Argiolas e quello di Oliena, Giusppe Mattana. Un centinaio i sacerdoti arrivati non solo dalla diocesi di Nuoro. In prima fila con i familiari di don Giampiero, la giunta comunale dorgalese, e i sindaci di Galtellì e Nuoro. Imponente il servizio d’ordine: con il comandante Olmeo in prima fila i carabinieri della caserma di Dorgali, la polizia municipale e le compagnie barracellari di Dorgali e Galtellì, le guardie forestali.

«In questi giorni ho sentito tutta la bellezza ma anche il peso di essere vescovo – ha aggiunto monsignor Marcia – Nei giorni in cui era ricoverato ho ricevuto tante confidenze di don Giampiero che io mi porto nel cuore. Era cosciente che per lui si stava chiudendo questa vita. Nell’essere vescovo ho sentito tutta la responsabilità di accompagnarlo in questa fase finale delle sua vita, lui per fede si appoggiava sulla mia persona. Cari fratelli, don Giampiero era molto devoto del beato Giovanni Paolo secondo e ha gioito quando ha potuto celebrare l’eucarestia alla presenza delle reliquie del beato. Era molto devoto della Beata Saghedu».

Poi anche gli amici della Leva del 1973 hanno voluto ricordarlo: «Organizzammo la festa di San Giuseppe, eri un punto saldo a cui fare riferimento». I parrocchiani di Galtellì, infine, hanno voluto ringraziare il Signore per «avercelo donato».

(Da: La Nuova- Nino Muggianu-24 aprile 2012)

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