Le valigie sono cariche di abiti ma soprattutto di tanta speranza per il futuro, con l’inseguimento di un sogno, quello di un buon posto di lavoro, che fa passare in secondo piano famiglia, amici, luoghi d’infanzia e persino l’amore. Troppo acuta la crisi occupazionale che sta soffiando in Sardegna.

UNA MIA VIGNETTA PURTROPPO ... SEMPRE VALIDA!

Riprende così vigore l’emigrazione, con molti siniscolesi partiti all’estero, o in procinto di farlo, in cerca di fortuna. Le cronache cittadine riferiscono di gruppi di amici, coppie, neolaureati ma anche padri di famiglia o interi nuclei, espatriati nel nord Europa o in altri continenti, dall’altra parte del mondo. Un flusso denso di speranza, questo, che si fa sempre più sostenuto. La disoccupazione è infatti schizzata a livelli critici. Chiudono negozi, fabbriche, imprese. Si fatica a trovare persino un lavoretto stagionale. Quello fisso, poi, è quasi un miraggio.

Da Siniscola, così, in molti sono partiti nel nord Italia, ma anche a Londra, Berlino, Bruxelles. C’è poi chi si è spinto verso le nuove economie, dal Brasile agli Stati emergenti di Asia e Medioriente. Di solito parenti o amici emigrati da tempo fanno da iniziale punto d’appoggio. In molti, infatti, partono senza grandi pretese: basta un lavoro onesto e ben pagato. I settori più generosi sono commercio, edilizia e ristorazione. «A Siniscola non lavoravano da mesi – scrive su Facebook Luciano, 27 anni, muratore – e un anno fa sono andato in Germania, dove l’edilizia non è ferma come da noi. Ho un contratto per tre anni, poi si vedrà. Lo stipendio è buono, e finalmente riesco a mettere da parte qualcosa». Angela, 35 anni, laurea in Lettere, è invece volata in Brasile. «Ero una docente precaria – dice – ma non sono mai riuscita ad ottenere un posto stabile. Su suggerimento di amici, sono partita per Milano e poi a Brasilia, dove ho trovato lavoro in un’azienda di import-export. Sono una delle impiegate che segue i contatti con l’Italia. Percepisco un bello stipendio, anche se per questo lavoro ho dovuto rinunciare al mio sogno di insegnare e persino al fidanzato».

Di testimonianze simili ce ne sono tante altre, da ex operai andati a lavorare oltre Tirreno per poter pagare il mutuo, ai neolaureati emigrati all’estero per trovare un’occupazione e imparare una nuova lingua.

(DA: La Nuova-Salvatore Martini-27 ott 2012)