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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Archivio per Dicembre 2012

Napolitano: “affrontare la questione sociale”

Il testo integrale del discorso di fine d’anno

 Roma, 31 dicembre 2012

“Un augurio affettuoso a tutti voi, uomini e donne d’Italia, che vivete e operate in patria e all’estero, e in particolare a quanti servono da lontano la nazione, in suo nome anche rischiando la vita, come nelle missioni di pace in tormentate aree di crisi.

Mi rivolgo a voi questa sera nello stesso spirito del mio primo messaggio di fine anno, nel 2006, e di tutti quelli che l’hanno seguito. Cercherò cioè ancora una volta di interpretare ed esprimere sentimenti e valori condivisi, esigenze e bisogni che riflettono l’interesse generale del paese. Guardando sempre all’unità nazionale come bene primario da tutelare e consolidare. In questo spirito ho operato finora, secondo il ruolo attribuito dalla Costituzione al Presidente della Repubblica. Anche e ancor più in questo momento, alla vigilia di importanti elezioni politiche, non verranno da me giudizi e orientamenti di parte, e neppure programmi per il governo del paese, per la soluzione dei suoi problemi, che spetta alle forze politiche e ai candidati prospettare agli elettori.

Muoverò piuttosto dal bisogno che avverto di una considerazione più attenta e partecipe della realtà del paese, e di una visione di quel che vorremmo esso diventasse nei prossimi anni. Parlo innanzitutto di una realtà sociale duramente segnata dalle conseguenze della crisi con cui da quattro anni ci si confronta su scala mondiale, in Europa e in particolar modo in Italia. Da noi la crisi generale, ancora nel 2012, si è tradotta in crisi di aziende medie e grandi (e talvolta, dell’economia di un’intera regione, come ho constatato da vicino in Sardegna), si è tradotta in cancellazione di piccole imprese e di posti di lavoro, in aumento della Cassa Integrazione e della disoccupazione, in ulteriore aggravamento della difficoltà a trovare lavoro per chi l’ha perduto e per i giovani che lo cercano. Per effetto di tutto ciò, e per il peso delle imposte da pagare, per l’aumento del costo di beni primari e servizi essenziali, “è aumentata l’incidenza della povertà tra le famiglie” – ci dice l’Istituto Nazionale di Statistica – specie “quelle in cui convivono più generazioni…. Complessivamente sono quasi due milioni i minori che vivono in famiglie relativamente povere, il 70 per cento dei quali è residente al Sud”.

Ricevo d’altronde lettere da persone che mi dicono dell’impossibilità di vivere con una pensione minima dell’INPS, o del calvario della vana ricerca di un lavoro se ci si ritrova disoccupato a 40 anni.

Ma al di là delle situazioni più pesanti e dei casi estremi, dobbiamo parlare non più di “disagio sociale”, ma come in altri momenti storici, di una vera e propria “questione sociale” da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica. E prima ancora di indicare risposte, come tocca fare a quanti ne hanno la responsabilità, è una questione sociale, e sono situazioni gravi di persone e di famiglie, che bisogna sentire nel profondo della nostra coscienza e di cui ci si deve fare e mostrare umanamente partecipi. La politica, soprattutto, non può affermare il suo ruolo se le manca questo sentimento, questa capacità di condivisione umana e morale.

Ciò non significa, naturalmente, ignorare le condizioni obbiettive e i limiti in cui si può agire – oggi, in Italia e nel quadro europeo e mondiale – per superare fenomeni che stanno corrodendo la coesione sociale.

Scelte di governo dettate dalla necessità di ridurre il nostro massiccio debito pubblico obbligano i cittadini a sacrifici, per una parte di essi certamente pesanti, e inevitabilmente contribuiscono a provocare recessione. Ma nessuno può negare quella necessità: è toccato anche a me ribadirlo molte volte. Guai se non si fosse compiuto lo sforzo che abbiamo in tempi recenti più decisamente affrontato : pagare gli interessi sul nostro debito pubblico ci costa attualmente – attenzione a questa cifra – più di 85 miliardi di euro all’anno, e se questo enorme costo potrà nel 2013 e nel 2014 non aumentare ma diminuire, è grazie alla volontà seria dimostrata di portare in pareggio il rapporto tra entrate e spese dello Stato, e di abbattere decisamente l’indebitamento. C’è stato cioè un ritorno di fiducia nell’Italia, hanno avuto successo le nuove emissioni di Buoni del Tesoro, si è ridotto il famoso “spread” che da qualche anno è entrato nelle nostre preoccupazioni quotidiane.

E’ dunque entro questi limiti che si può agire per affrontare le situazioni sociali più gravi. Lo si può e lo si deve fare distribuendo meglio, subito, i pesi dello sforzo di risanamento indispensabile, definendo in modo meno indiscriminato e automatico sia gli inasprimenti fiscali sia i tagli alla spesa pubblica, che va, in ogni settore e con rigore, liberata da sprechi e razionalizzata. Decisivo è, nello stesso tempo e più in prospettiva, far ripartire l’economia e l’occupazione non solo nel Centro-Nord ma anche nel Mezzogiorno; cosa – quest’ultima – di cui poco ci si fa carico e perfino poco si parla nei confronti e negl’impegni per il governo del paese.

Uscire dalla recessione, rilanciare l’economia, è possibile per noi solo insieme con l’Europa, portando in sede europea una più forte spinta e credibili proposte per una maggiore integrazione, corresponsabilità e solidarietà nel portare avanti politiche capaci di promuovere realmente, su basi sostenibili, sviluppo, lavoro, giustizia sociale. L’Italia non è un paese che possa fare, nel concerto europeo, da passivo esecutore ; è tra i paesi che hanno fondato e costruito l’Europa unita, e ha titoli e responsabilità per essere protagonista di un futuro di integrazione e democrazia federale, che è condizione per contare ancora, tutti insieme, nel mondo che è cambiato e che cambia.

Guardiamo dunque a questa prospettiva. Sta per iniziare un anno ancora carico di difficoltà. Non ci nascondiamo la durezza delle prove da affrontare, ma abbiamo forti ragioni di fiducia negli italiani e nell’Italia.

Più di un anno fa dissi a Rimini : si è nel passato parlato troppo poco “il linguaggio della verità”. Ma avere e dare fiducia “non significa alimentare illusioni, minimizzare o sdrammatizzare” i dati più critici della realtà : si recupera fiducia “guardandovi con intelligenza e con coraggio. Il coraggio della speranza, della volontà e dell’impegno”. Ebbene, penso che una maturazione in questo senso ci sia stata, specialmente tra i giovani. Sono loro che hanno più motivi per essere aspramente polemici, nel prendere atto realisticamente di pesanti errori e ritardi, scelte sbagliate e riforme mancate, fino all’insorgere di quel groviglio ed intreccio di nodi irrisolti che pesa sull’avvenire delle giovani generazioni. I giovani hanno dunque ragioni da vendere nei confronti dei partiti e dei governi per vicende degli ultimi decenni, anche se da un lato sarebbe consigliabile non fare di tutte le erbe un fascio e se dall’altro si dovrebbero chiamare in causa responsabilità delle classi dirigenti nel loro complesso e non solo dei soggetti politici.

E che dire poi dell’indignazione che suscitano la corruzione in tante sfere della vita pubblica e della società, una perfino spudorata evasione fiscale o il persistere di privilegi e di abusi – nella gestione di ruoli politici ed incarichi pubblici – cui solo di recente si sta ponendo freno anche attraverso controlli sull’esercizio delle autonomie regionali e locali? Importante è che soprattutto tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l’indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade. Perché in fondo quel che si chiede è che si offrano ai giovani delle opportunità, ponendo fine alla vecchia pratica delle promesse o delle offerte per canali personalistici e clientelari. E opportunità bisogna offrire a quanti hanno consapevolezza e voglia di camminare con le loro gambe : bisogna offrirle soprattutto attraverso politiche pubbliche di istruzione e formazione rispondenti alle tendenze e alle esigenze di un più avanzato sviluppo economico e civile.

Prospettare una visione per il futuro delle giovani generazioni e del paese è importante fin da ora, senza limitarsi ad attendere che nella seconda metà del 2013 inizi una ripresa della crescita in Italia e adoperandosi perché si concretizzi e s’irrobustisca. Ritengo si debba puntare a una visione innanzitutto unitaria, che abbracci l’intero paese, contando sulla capacità di tutte le forze valide del Mezzogiorno di liberarsi dalla tendenza all’assistenzialismo, dai particolarismi e dall’inefficienza di cui è rimasta assurdamente vittima la gestione dei fondi europei.

Più in generale, una rinnovata visione dello sviluppo economico non può eludere il problema del crescere delle diseguaglianze sociali. Si riconosce ormai, ben oltre vecchi confini ideologici, che esso è divenuto fattore di crisi e ostacolo alla crescita proprio nelle economie avanzate. Porre in primo piano quel problema diventa sempre più decisivo.

Nello stesso tempo, in momenti impegnativi di scelta come quello della imminente competizione elettorale è giusto guardare all’Italia che vorremmo nella pienezza dei suoi valori civili e culturali. E quindi come paese solidale che sappia aver cura dei soggetti più deboli, garantendoli dal timore della malattia e dell’isolamento, che sappia accogliere chi arriva in Italia per cercare protezione da profugo o lavoro da immigrato e offrendo l’apporto di nuove risorse umane per il nostro sviluppo. Paese, quindi, l’Italia, da far crescere aperto e inclusivo : già un anno fa, avevamo 420 mila minori extracomunitari nati in Italia – è concepibile che, dopo essere cresciuti ed essersi formati qui, restino stranieri in Italia? E’ concepibile che profughi cui è stato riconosciuto l’asilo vengano abbandonati nelle condizioni che un grande giornale internazionale ha giorni fa – amaramente per noi – documentato e denunciato?

Ripresa e rilancio dell’economia e avanzamento civile del paese non possono separarsi. Abbiamo norme e forze dello Stato seriamente dedicate alla lotta contro la criminalità organizzata, piaga gravissima non solo nel Mezzogiorno : ma occorre portare a fondo questo impegno facendo leva sull’apporto vigoroso di energie della società civile per spazzare via ogni connivenza e passività.

Stiamo facendo, si deve dirlo, passi avanti nel campo dei rapporti e dei diritti civili. Così con la legge che ha sancito l’equiparazione tra i figli nati all’interno e al di fuori del matrimonio, e segnalato esigenze di ulteriore adeguamento del diritto di famiglia. O con le nuove normative di questi anni per contrastare persecuzioni e violenze contro le donne. Ho appena firmato la legge di ratifica della convenzione internazionale rivolta anche a combattere la violenza domestica: ma è impressionante, e richiede ancora ben altro, lo stillicidio di barbare uccisioni di donne nel nostro paese.

Più che mai dato persistente di inciviltà da sradicare in Italia rimane la realtà angosciosa delle carceri, essendo persino mancata l’adozione finale di una legge che avrebbe potuto almeno alleviarla. Saluto, tuttavia, con compiacimento il fatto che per iniziativa della Commissione parlamentare istituita in Senato si stia procedendo alla chiusura – cominciando dalla Sicilia – degli Ospedali psichiatrici giudiziari, autentico orrore indegno di un paese appena civile. Ponte decisivo tra sviluppo economico e avanzamento civile è la valorizzazione, in tutti i suoi aspetti – a partire dal patrimonio naturale ed artistico – della risorsa cultura di cui è singolarmente ricca l’Italia. E’ stato un tema su cui mi sono costantemente speso in questi anni. Apprezzo i buoni propositi che ora si manifestano a questo riguardo, ma non dimentico le sordità e le difficoltà in cui mi sono imbattuto in questi anni a tutti i livelli. C’è qui un punto non secondario della riflessione e del cambiamento da portare avanti.

Vorrei tornare, ma non ne ho il tempo – e quindi li richiamo solo per memoria – anche su altri motivi di mio costante impegno durante il settennato. La sicurezza sui luoghi di lavoro, come parte di una strategia di valorizzazione del lavoro, che è condizione anche per il successo di intese volte a elevare la produttività e competitività del nostro sistema economico. O il ruolo del capitale umano di cui disponiamo, e le sue potenzialità su cui ho insistito guardando soprattutto a risorse scarsamente impiegate o non messe in condizione di esprimersi pienamente. E ancora una volta cito l’esempio di ricercatori, in particolare donne e di giovane età, che hanno dato di recente prove straordinarie in centri di ricerca europei come il CERN di Ginevra o l’ESTEC dell’Aja o, con scarsi mezzi e molte difficoltà burocratiche, in Istituti di ricerca nazionali. E qui non posso non rivolgere un pensiero commosso e riconoscente alla grande figura di Rita Levi Montalcini, che tanto ha rappresentato per la causa della scienza, dell’affermazione delle donne, della libertà e della democrazia.

In conclusione, mi auguro che molte questioni da me toccate e soprattutto il senso di un’attenzione consapevole e non formale alle realtà e alle attese sociali e civili del paese, trovino posto nella competizione elettorale. Mi attendo che ci sia senso del limite e della misura nei confronti e nelle polemiche, evitando contrapposizioni distruttive e reciproche invettive. In special modo su tematiche cruciali ancora eluse in questa legislatura – riforme dell’ordinamento costituzionale, riforma della giustizia – non si può dimenticare che saranno necessari nel nuovo Parlamento sforzi convergenti, contributi responsabili alla ricerca di intese, come in tutti i paesi democratici quando si tratti di ridefinire regole e assetti istituzionali.

Non si è, con mio grave rammarico, saputo o voluto riformare la legge elettorale ; per i partiti, per tutte le formazioni politiche, la prova d’appello è ora quella della qualità delle liste. Sono certo che gli elettori ne terranno il massimo conto.

Al loro giudizio si presenteranno anche nuove offerte, di liste e raggruppamenti che si vanno definendo. L’afflusso, attraverso tutti i canali, preesistenti e nuovi, di energie finora non rivoltesi all’impegno politico può risultare vitale per rinnovare e arricchire la nostra democrazia, dare prestigio e incisività alla rappresentanza parlamentare. Il voto del 24-25 febbraio interverrà a indicare quali posizioni siano maggiormente condivise e debbano guidare il governo che si formerà e otterrà la fiducia delle Camere.

Il senatore Monti ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico. Egli non poteva candidarsi al Parlamento, facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto – non è il primo caso nella nostra storia recente – patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo.

Il Presidente del Consiglio dimissionario è tenuto – secondo una prassi consolidata – ad assicurare entro limiti ben definiti la gestione degli affari correnti, e ad attuare leggi e deleghe già approvate dal Parlamento, nel solco delle scelte sancite con la fiducia dalle diverse forze politiche che sostenevano il suo governo. Il Ministro dell’Interno garantirà con assoluta imparzialità il corretto svolgimento del procedimento elettorale.

Le elezioni parlamentari sono per eccellenza il momento della politica. Un grande intellettuale e studioso italiano del Novecento, Benedetto Croce, disse, all’indomani della caduta del fascismo: “Senza politica, nessun proposito, per nobile che sia, giunge alla sua pratica attuazione”. E ancor prima aveva scritto, guardando all’ormai vicina rinascita della democrazia: “i partiti politici in avvenire si combatteranno a viso scoperto e lealmente… e nel bene dell’Italia troveranno di volta in volta il limite oltre il quale non deve spingersi la loro discordia”. L’insegnamento è anche oggi ben chiaro : il rifiuto o il disprezzo della politica non porta da nessuna parte, è pura negatività e sterilità. La politica non deve però ridursi a conflitto cieco o mera contesa per il potere, senza rispetto per il bene comune e senza qualità morale.

Con queste parole, mi congedo da voi. Ho per ormai quasi sette anni assolto il mio compito – credo di poterlo dire – con scrupolo, dedizione e rigore. Ringrazio dal profondo del cuore tutte le italiane e gli italiani, di ogni generazione, di ogni regione, e di ogni tendenza politica, che mi hanno fatto sentire il loro affetto e il loro sostegno.

A voi tutti, buon 2013!”

 (DA: TelevideoRai.it- 31 dic 2012)

E aggiungo una frase bellissima

che ognuno di noi dovrebbe fare propria:

 

“Non smettere mai di correre verso un traguardo,

non smettere di essere te stesso,

lotta sempre per ciò che desideri.

Vivi per la tua vita,

ama chi ti ama e aiuta quando puoi,

sogna sempre mete impossibili,

regalati in ogni istante attimi di vita eterna

e in tutto questo immenso vivere

racchiudi la magia dell’amore..”

(Madre Teresa di Calcutta)

IL COMUNE DI IRGOLI DA’ IL BENVENUTO

AI BAMBINI NATI NEL 2012.

Anche quest’anno l’amministrazione aderisce al progetto Unicef “Per ogni bambino nato un bambino salvato” che ha l’obiettivo di ridurre il pericolo di mortalità nei primi 5 anni di vita di un bambino in un’altra parte del mondo attraverso la fornitura di un kit salvavita.

Ai 29 bambini nati quest’anno in paese verrà donata una pigotta, la bambola speciale dell’Unicef.

La cerimonia di consegna è fissata per il prossimo 3 gennaio, alle 17, nella biblioteca comunale. Nel corso dell’incontro sarà possibile effettuare l’iscrizione alla biblioteca e conoscere l’apposita sezione dedicata al sostegno alla genitorialità e alle diverse fasi di sviluppo del bambino.

La manifestazione, inoltre, sarà arricchita dai canti tradizionali che la sera del 5 gennaio saranno eseguiti da “Sos Cantores de Irgoli” nelle abitazioni dei nuovi nati. Un’iniziativa che richiama l’antica tradizione di su Ninnieddu secondo la quale la sera dell’Epifania le nonne irgolesi riunivano in casa i loro nipoti per cantare insieme “sos gotzos de Natale”.

(DA: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-30 dic 2012)

103 ANNI VISSUTI PER LA SCIENZA

Dal Nobel all’impegno politico

Rita Levi Montalcini era nata a Torino il 22 aprile 1909.

Dopo aver studiato medicina all’università di Torino, all’età di 20 anni entra nella scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi e inizia gli studi sul sistema nervoso che prosegue per tutta la sua vita, salvo alcune brevi interruzioni nel periodo della Seconda guerra mondiale. Si laurea nel 1936. Nel 1938, in quanto ebrea sefardita, fu costretta dalle leggi razziali del regime fascista a emigrare in Belgio con Levi, dove continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.

I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) furono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1947 accetta l’invito a proseguire le sue ricerche al dipartimento di Zoologia della Washington University (nello stato Usa del Missouri), dove rimane fino al 1977.

Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come Ngf (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa 30 anni prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d’azione, per le quali nel 1986 viene insignita del Premio Nobel per la medicina insieme allo statunitense Stanley Cohen (nella foto accanto il momento in cui riceve l’alta onoreficenza dal re Carlo Gustavo di Svezia a Stoccolma). Nella motivazione del riconoscimento si legge: “La scoperta del Ngf all’inizio degli anni ’50 e’ un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza, i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo”.

Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di ricerche di Neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico “per raggiunti limiti d’età” continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l’Istituto di neurobiologia del Cnr con la qualifica di superesperto.

Rita Levi Montalcini

Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del Ngf, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un’attivita’ ben piu’ ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine. E forse il segreto della lucidita’ e vitalita’ fino all’ultimo giorno della sua scopritrice si celava proprio nel Ngf: la scienziata lo assunse tutti i giorni in forma di gocce oculari per problemi alla vista.

Dal 1993 al 1998 presiede l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. E’ membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Accademia Pontificia, l’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. Viene nominata senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 1 agosto del 2001. Riceve numerosi altri riconoscimenti: fra l’altro tre lauree ad honorem delle Universita’ di Uppsala (Svezia), Weizmann-Rehovot (Israele) e St. Mary (Usa). Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent, il Feltrinelli, e il premio “Albert Lasker” per la ricerca medica. E’ stata sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilita’ degli scienziati nei confronti della societa’.

Nel 1992 ha istituito, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all’educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario, con l’obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. Sempre a favore dei giovani scienziati, nel marzo 2012 rivolge un appello al Governo Monti insieme al senatore Ignazio Marino (Pd), “affinché non cancelli il futuro di tanti giovani ricercatori, che coltivano la speranza di poter fare ricerca in Italia. Il decreto legge su semplificazioni cancella i principi di trasparenza e merito alla base delle norme che dal 2006 hanno consentito di finanziare i progetti di ricerca dei giovani scienziati under 40 attraverso il meccanismo della peer review, la valutazione tra pari”.

Rita Levi Montalcini è stata particolarmente sensibile anche nei confronti dei temi della difesa dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Nel 1998 fonda la sezione italiana di Green Cross International, organizzazione non governativa riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Mikhail Gorbaciov, di cui è consigliere. Significativo l’impegno sulla prevenzione e sulle conseguenze ambientali e sociali delle guerre e dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all’accesso alle risorse idriche. Con la vittoria dell’Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, la Levi Montalcini, in qualità di senatrice a vita, accorda la fiducia al governo Prodi II. Inoltre, dopo aver rifiutato la presidenza del Senato provvisorio in periodo di elezione del presidente stesso, dichiarò di aver votato Franco Marini in tutti gli scrutini. Il momento della sua votazione fu accolto dagli applausi dei senatori dell’Unione.

Tra le numerose iniziative scientifiche, nel 2001 la Montalcini fonda un nuovo centro di ricerca sul cervello a Roma, l’Ebri (European Brain Research Institute), in collaborazione con la Fondazione S. Lucia e il Cnr. Senza scopo di lucro, l’unico obiettivo dell’Ebri e’ lo studio del sistema nervoso centrale, dai neuroni al cervello, sia in condizioni normali che patologiche. Lo scopo e’ capire le basi delle malattie neurologiche e neurodegenerative come ad esempio l’Alzheimer, con l’obiettivo di sviluppare delle cure. Il tutto partendo dalle scoperte per le quali le era stato assegnato il Premio Nobel nel 1986. E proprio in difesa dell’Ebri la scienziata combatte una delle sue ultime battaglia, quando sull’Istituto si e’ abbattuta, nell’autunno del 2009, la minaccia dello sfratto, poi rientrata soprattutto per la tenacia del Premio Nobel.

In occasione del suo 100esimo compleanno, il 22 aprile del 2009, fu fittissimo il calendario di eventi promossi da istituzioni e mondo scientifico in onore della senatrice a vita e accademica dei Lincei. “A 100 anni sono ancora profondamente ottimista – dichiarò la Levi Montalcini – e penso che anche i periodi difficili, e ne ho avuti, possano portare grande progresso. La mia vita e’ stata un continuo sviluppo. Sono grata di essere ancora qui. Di essere ancora viva”.

Dal brindisi con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all’incontro con i suoi collaboratori al Tempio di Adriano, fino alla cerimonia presso l’Istituto superiore di sanità (Iss), dove le fu intitolata un’aula in cui sono custoditi i documenti di studio di tutti gli scienziati premi Nobel che hanno lavorato all’Iss, i festeggiamenti e gli auguri hanno ispirato la scienziata a lanciare un messaggio ai giovani: “Oggi alla gioventù presente posso dire che l’unico segreto che trasmetto è: mai pensare alla nostra persona, ma vedere il mondo intorno a noi, pensare alla stupenda bellezza della natura e dell’uomo. Non ho segreti, posso consigliare soltanto di essere felici di essere vivi e di poter essere d’aiuto agli altri. Tornare all’Iss a questa eta’, a 100 anni, mi fa rivivere quello che ho vissuto con alcuni di quelli che sono oggi qui presenti e ripercorrere molte tappe del mio percorso lunghissimo, ma senza sofferenza, senza dolore. Persino le persecuzioni contro gli ebrei non mi hanno dato fastidio, ma posso dire che la dichiarazione che la mia razza era inferiore non poteva essere un maggiore regalo: grazie a questa dichiarazione ho lavorato in camera da letto e scoperto quello che poi mi avrebbe portato al Nerve Growth Factor”.

Una salute di ferro quella della grande scienziata, che solo nel febbraio del 2010, dovette subire un intervento chirurgico per la rottura di un femore avvenuta a causa di una caduta in casa. A 101 anni e con un peso di soli 35 chili, Levi Montalcini affronta con coraggio l’operazione. L’anestesista dell’ospedale S.Andrea di Roma riferì addirittura che la scienziata domandò quale tecnica avrebbe utilizzato per sedarla. Fu scelta l’epidurale e la senatrice a vita seguì tutto l’intervento, durato 40 minuti, chiedendo informazioni ai chirurghi, che le hanno impiantato una protesi di metallo e plastica al collo del femore. Il suo recupero e’ stato veloce e completo.

Fra i dolori più grandi della scienziata, la morte dell’amico e collega Renato Dulbecco, avvenuta il 20 febbraio 2012 e celebrata dal premio Nobel con parole di commozione: per la Levi Montalcini, Dulbecco è stato “uno dei più grandi protagonisti nella storia della medicina moderna del ’900 del nostro Paese e a livello internazionale. Ho appreso la notizia della sua scomparsa con profonda commozione, in quanto carissimo e antico amico: l’intera comunita’ ha perso una figura scientifica illustre e di grande spessore umano. In questo triste momento sono vicina con affetto alla moglie Maureen e alla figlia Fiona, che ho conosciuto all’inizio della nostra avventura scientifica, che ci ha condotto in terreni a quei tempi inesplorati. Il suo ricordo rimane indelebile per quanti lo hanno conosciuto e ne hanno potuto apprezzare le alte doti morali e intellettuali e di eminente scienziato”.

Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini avevano condiviso insieme gran parte della loro vita e della loro avventura scientifica: fin dall’università dove a Torino erano stati studenti insieme, hanno esplorato ricerche in comune negli Stati Uniti, dove sono arrivati viaggiando sulla stessa nave, hanno condiviso la vita Accademica dei Lincei, entrambi -hanno ottenuto il massimo riconoscimento scientifico internazionale vincendo il premio Nobel per la Medicina.

(DA:Televideo Rai.it-30 dic 2012)

Una novità molto attesa dietro i pesanti cancelli che sigillano le carceri della provincia di Nuoro: la competenza sulla sanità penitenziaria passa alla Asl e così i detenuti saranno utenti dei servizi pubblici come tutti gli altri cittadini.

Una bella conquista, dopo quasi mezzo secolo di medicina dipendente dal ministero di Grazia e giustizia, che contribuirà a migliorare la qualità della vita in un mondo in cui anche un mal di denti può diventare un male di difficile cura o dove a causa di tagli al personale e iter a tratti macchinosi chi ha problemi alla vista deve attendere anche mesi prima di poter accedere a una visita oculistica. Per non parlare poi di coloro che soffrono di disagio psichico, nella maggior parte dei casi destinati al peggioramento. Ma ora le cose potrebbero virare in positivo nelle case circondariali di Badu ‘e Carros e Macomer e nella colonia penale di Mamone.

«Non è un traguardo – sottolinea Antonio Maria Soru, direttore generale della Asl nuorese che ha dedicato otto anni della propria esistenza professionale alla cura dei carcerati – ma un punto di partenza per rilanciare in termini adeguati la professionalità del medico e dell’infermiere penitenziario, a tutela della salute della popolazione detenuta. Una società civile può dirsi tale solo nella misura in cui si fa carico di tutti, nessuno escluso».

Buone nuove anche sul fronte della salute mentale. «La Regione – fa sapere la Asl – ha individuato l’ambito territoriale come la sede privilegiata per affrontare le problematiche degli ospiti degli istituti di pena che soffrono di disturbi mentali. Potremo giocare un ruolo importante in termini di capacità organizzative».

(DA: L’Unione Sarda-Fr. Gu.-30 dic 2012)

(DA comunicato Comune di Bitti-27 dic 2012)

(DA: Comune di Bitti-27 dic 2012)

Lunedì 31 dicembre, su disposizione della Direzione Generale dell’Assessorato Regionale alla Sanità, il servizio di Contact Center Regionale, che risponde al numero verde 1533, resterà chiuso dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Pertanto non sarà possibile effettuare la prenotazione telefonica ai Centri Unificati di Prenotazione (CUP) di tutte le ASL sarde nella fascia pomeridiana.

(DA:comunicato ASL N°3-Nuoro- 28 dic 2102)

Il Sindaco di Nuoro, Alessandro Bianchi e l’Assessore ai Servizi alla Persona, Mario Angioi, sono lieti di invitare tutti gli anziani della città alla tradizionale Festa di Natale, in programma il giorno 5 Gennaio alle ore 17.00 presso l’Ex Mercato Civico di Piazza Mameli a Nuoro.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-28 dic 2012)

 

 

Il Settore Affari Generali e Servizi Sociali del comune di Nuoro, informa che gli uffici dei Servizi Sociali, il Servizio Educativo Territoriale, il Centro di Aggregazione Giovanile, il Centro Bassa Soglia e il Centro Polifunzionale Anziani resteranno chiusi il giorno 31 dicembre 2012.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-28 dic 2012)

Galtellì rinnova l’appuntamento canoro

nel segno della solidarietà.

Si rinnova questa sera alle 19 nella chiesa parrocchiale del SS Crocifisso l’appuntamento con il “Cunzertu de sos tres Res“.

Una iniziativa giunta alla seconda edizione ideata l’anno scorso dall’associazione culturale Coro Voches e Ammentos de Garteddi come segno di solidarietà verso tutte quelle persone anziane, ammalate o in uno stato di particolare disagio di Galtellì e dei paesi limitrofi.

Il concerto, oltre all’ esibizione del coro locale ospite diretto da Paolo Puggioni, vedrà la partecipazione anche del Complesso Vocale di Nuoro diretto da Franca Floris.

In questi giorni di feste, come già avvenuto l’anno scorso, i componenti del coro Voches e Ammentos de Garteddi si sono recati in visita presso diverse case di Galtellì dove abitano molte donne e uomini impediti ad uscire dalle loro abitazioni a causa di patologie invalidanti.

Ogni sosta è stata un piccolo concerto a domicilio: un dono cantato il loro verso chi non ha più l’opportunità di godere come tutti di questi momenti rinfrancanti soprattutto per lo spirito. Un gesto per rappresentare la vicinanza ai sofferenti da parte non solo del gruppo vocale ma di tutta la comunità galtellinese. Un momento di coesione sociale e di grande partecipazione che questa sera verrà ripetuto in forma pubblica nella chiesa parrocchiale dedicata al Crocifisso miracoloso di Galtellì.

Alla riuscita del concerto hanno collaborato le associazioni di volontariato locali Avs ed Avis che anche questa sera, grazie all’impegno solidale dei loro soci, accompagneranno in chiesa per ascoltare il concerto tutte le persone sole e soffrenti che ne faranno richiesta.

Un appuntamento anche per salutare l’anno che se ne va e sperare che quello che arriva sia prodigo di sorrisi e liete novelle anche per le persone meno fortunate.

(DA: La Nuova-Angelo Fontanesi-27 dic 2012)

 

(DA: Comune di Bitti-27 dic 2012)

 Vengono riaperti da oggi i termini per la presentazione delle domande finalizzate a beneficiare dei piani personalizzati a sostegno delle persone con disabilità grave.

Possono accedere i cittadini con residenza anagrafica a Nuoro e riconoscimento della condizione di handicap grave in base alla legge 104/92 (la certificazione sanitaria deve essere posseduta entro il 31 dicembre).

La “scheda salute” - compilata nell’anno precedente – è da ritenersi valida; l’utente che lo ritenesse opportuno può presentarne una aggiornata supportata da una certificazione del 2012, da un medico di medicina generale o da altro della struttura pubblica che ha in carico il paziente e ne attesti l’aggravamento.

Il modulo di domanda è disponibile nel sito del Comune (http://www.comune.nuoro.it/ – sezione modulistica); negli uffici dei Servizi sociali in via Brigata Sassari (nel centro polifunzionale) il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 11 alle 13, il martedì dalle 15.30 alle 18. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 febbraio all’ufficio Protocollo del Comune.

(DA: l’Unione Sarda-27 dic 2012)

CONSIGLIO, SEDUTA DI FINE D’ANNO

Sarà una seduta destinata prevalentemente a provvedimenti tecnici quella del consiglio comunale che il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, ha convocato per giovedì prossimo.

In particolare l’assemblea civica dovrà ratificare la variazione del bilancio di previsione 2012 e la relazione previsionale finanziaria pluriennale 2012-2014. All’ordine del giorno anche l’approvazione dello schema di convenzione fra i Comuni di Siniscola, Galtellì, Loculi, Lodè, Onifai, Orosei, Posada, Torpè e Irgoli per la gestione associata dei servizi sociosanitari del Plus e l’approvazione dei regolamenti per la gestione e il funzionamento della biblioteca comunale e del centro giovani Luoghi Sonori . Infine il Consiglio dovrà decidere se dare il via libera definitivo a una lottizzazione prevista all’interno del comparto C3.

( DA: L’Unione Sarda-f. u.-26 dic 2012 )

Il Centro Commerciale Naturale Città di Orosei augura a tutti un Buon Natale e un sereno anno nuovo.Soprattutto a tutte quelle aziende e persone che si trovano in grosse difficoltà, ormai sempre più numerose, vi auguro di trovare la forza per continuare a lottare, sperando veramente in un cambiamento radicale sia economico e soprattutto di una classe politica che ha fallito in tutti i sensi , (destra sinistra centro e governi tecnici) nessuno escluso.

Auguri

Vincenzo Loddo.

 

“Ci supportate e ci sopportate: grazie”

Primo posto e imbattuta in campionato.

La Nuorese di Gianni Coccone si congeda dal 2012 con il decimo successo consecutivo. Un 2 a 1 sul Posada nell’anticipo di sabato col primo gol stagionale di Nicola Ruggeri, passato e presente verdeazzurro, e il raddoppio di Elia Nieddu, presente e futuro della squadra nuorese.

«Non sono mai stato un bomber – sorride Ruggeri – e quasi non mi ricordavo più come si esulta, il gol lo dedico a mia moglie e mia figlia, che ancora mi sopportano, e a Nuoro che ci è stata vicina». Una città che sta riscoprendo la passione per il verdeazzurro, grazie ad una squadra costruita con passione dal presidente Michele Artedino, e che a suon di successi in quattro mesi ha fatto dimenticare il pericolo di una scomparsa del blasone sportivo. «Siamo primi meritatamente, all’inizio è stata dura – ricorda Ruggeri – e ora siamo più uniti che mai per portare la Nuorese in alto».

(DA: L’Unione Sarda-f abio ledda-24 dic 2012)

Gli auguri sono ovviamente estesi a tutta la popolazione di Orosei e a chi pur non residente ha sempre dimostrato una grande capacità di DONARE facendo bene al prossimo che soffre a anche a se stessi! Grazie di cuore da parte del Direttivo e a nome mio personale per gli ottimi risultati ottenuti.

Marco Camedda

L’asinello portava doni ai bimbi del paese

Era attesa anche stasera, in occasione della vigilia di Natale. L’asinello Birillo stasera mancherà all’appuntamento tradizionale coi bimbi di Mandas per cui trasportava i doni. E’ stato rubato e quindi macellato. 

I ladri lo hanno portato via dal mini ippodromo dell’associazione ippica. I suoi resti, spolpati da chi lo ha rubato con l’intento di macellarlo, sono stati ritrovati da un allevatore nelle campagne di Mandas. Nessun rispetto per il ruolo che era stato attribuito all’asinello e per l’affetto che su di lui riversavano i bimbi.

Birillo, somarello di 8 anni, era uno dei simboli del Natale del Paese. Stasera avrebbe dovuto attraversare il paese per accompagnare i Re Magi nella distribuzione dei doni.

Rabbia da parte del sindaco Umberto Oppus: “L’animale è stato macellato per ricavarne pochi euro. Il gesto è segno dell’impoverimento di tempi in cui nemmeno i simboli delle feste godono di rispetto”.

(DA: L’Unione.it-24 dic 2012)- foto asinello da internet

“Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all’anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell’amore pieno. Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo.

Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all’anno: è un avvenimento costante che può avverarsi in ognuna delle nostre vite. Quando la legge suprema dell’amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla terra come regna in cielo.

Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione. Quando sento cantare “gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà” mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra.

Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l’invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell’inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato.

Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che “Cristo è nato in mezzo a noi”. Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita.

Se dunque si augura un “buon Natale” senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota”.

Mahatma Gandhi

QUARTA VITTORIA CONSECUTIVA

PER I NOSTRI ESORDIENTI !

E’ ARRIVATA STAMANE A NUORO IN UNA PARTITA CON L’ICHNOS BASKET NUORO TIRATA FINO ALLA FINE   EFINITA 20 A 22 PER I NOSTRI GIALLOBLU’, PRESENTATISI NELLA BELLA PALESTRA DEI SALESIANI CON QUALCHE ASSENZA.

8 PUNTI IN CLASSIFICA E PRIMO POSTO IN ATTESA DELLA SUPER SFIDA DI GENNAIO CON LA PALLACANESTRO NUORO.

IN PRECEDENZA SCONFITTA SEMPRE DI MISURA PER GLI AQUILOTTI (16 A 14). FERMO IL CAMPIONATO UNDER 13 L’APPUNTAMENTO E’ PER IL PROSSIMO ANNO,

*******AUGURI A TUTTI*******

DALLA PALLACANESTRO OROSEI

SEGUE UN MIO SPERO DISCRETO TENTATIVO DI  TRADUZIONE IN ITALIANO:

NATALE… e ogni volta…

Con l’aria di Natale,ogni volta,

quando proprio morendo disperato

sembra l’anno avviandosi alla porta,

lui ricorda a tutti che non è vero!

Noi siamo ciechi che non sappiamo

distinguere la luce dal buio

perchè il denaro solo oggi distinguiamo

per vedere un domani chiaro e sicuro!

Ma quandoin terra non abbiamo più futuro

dal Natale cos’è che vogliamo?

Mi imploro a Te, Gesù, Figlio Divino:

“Libera dal male la coscienza

di ognuno di noi e che continuamente

ci guidi la costante Tua presenza

nel viaggio terreno dell’esistenza”.

Tu sei Luce sicura nel cammino!

NOTA: spero che l’amico Totore Cherchi apprezzi questo mio modesto tentativo di tradurre dal sardo (me l’hanno chiesto spesso diversi miei lettori)  e mantenendo la sintassi di questa sua bella e delicata poesia sul Natale. Ricordo che la composizione in sardo, specie se poesia, è praticamente intraducibile per cui qualunque tentativo di farlo  non rende la fluente  musicalità e la rima della nostra lingua… de sa  limba nostra!

Marco Camedda

Bene il rilancio della Fondazione per l’Università a Nuoro!

Esprime soddisfazione Agostino Cicalò presidente della Confcommercio Nuoro Ogliastra, Speriamo che sia la volta buona che con questa decisione del Comune e della Provincia si possa consolidare l’idea di un polo formativo superiore nel territorio capace di portare avanti progetti che siano di utilità anche per gli imprenditori.

Non meno importante è il fatto che in questo progetto, auspichiamo, finalmente si coinvolgerà l’Ailun che con le sue nuove attività, ed in particolare il Simannu e gli accordi con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, sta dando grande visibilità al territorio.

Confcommercio Nuoro Ogliastra aveva già a suo tempo espresso parere favorevole alla Fondazione già al momento della sua ideazione ed auspica che la sua operatività si realizzi quanto prima. Siamo al fianco del Comune di Nuoro e dell’Amministrazione Provinciale.

Agostino Cicalò

Presidente Confcommercio

Imprese per l’Italia – Nuoro Ogliastra

(DA: comunicato Ascom Confcommercio-23 dic 2012)

DOMENICA 23 A PARTIRE DALLE 11 NELLA PALESTRA DEI SALESIANI A NUORO DOPPIO IMPEGNO PER I NOSTRI RAGAZZI. GLI AQUILOTTI (2002-03) GIOCHERANNO CON I PARI ETA’ DELLA Ichnosbasket Nuoro,

A SEGUIRE IN CAMPO GLI ESORDIENTI (2001-02) CHE DOPO LE TRE VITTORIE SU TRE PARTITE CON BUDONI E DORGALI IN CASA E OLIENA IN TRASFERTA CERCHERANNO DI FARE POKER PER CONSOLIDARE IL PRIMATO IN CLASSIFICA NEL CAMPIONATO PROVINCIALE E AUGURARE BUONE FESTE A GENITORI E BAMBINI E A TUTTA OROSEI SPORTIVA E NON.

Successo al teatro comunale di Sassari del concerto del musicista di Berchidda accompagnato dal suo quintetto e da Daniele Di Bonaventura

SASSARI. Un Teatro Comunale strapieno (1400 posti), una bella atmosfera e, soprattutto, un concerto di altissimo livello. Ecco la sintesi di Jazzy Christmas, il concerto di Natale che la Banca di Sassari, quest’anno, ha voluto regalare alla Sardegna.

In scena il trombettista Paolo Fresu insieme al suo storico quintetto (con Roberto Cipelli al pianoforte, Tino Tracanna ai sax, tenore e soprano, Ettore Fioravanti alla batteria, Attilio Zanchi al contrabbasso), e Daniele Di Bonaventura al bandoneon.

Una bella iniziativa, dunque, un gol formidabile per l’immagine dell’istituto di credito sardo che da tempo ha scelto di puntare sulla valorizzazione delle iniziative culturali. Una serata memorabile per chi, l’altra sera, ha avuto la possibilità di assistere a un concerto di qualità artistica davvero notevole. Eppure non era semplice, sulla carta, predisporre una scaletta con brani natalizi. In generale, come si sa, si tratta di motivi semplici e con l’orecchiabilità che hanno le canzoncine per bambini. Ma il talento di Paolo Fresu e dei bravissimi musicisti che lo hanno accompagnato (il Quintetto che lo accompagna ormai da 28 anni) è proprio questo: trasformare una canzoncina in musica degna di una grande sala da concerto. A dimostrazione del fatto che chi ha talento lo fa valere qualunque sia la materia sonora trattata (ricordate la “colomba della pace” di Pablo Picasso?)

Ecco dunque come, brani come “Stille Nacht” (nobilitato dall’arrangiamento del pianista Roberto Cipelli) sia diventato un pezzo degno dell’apertura del concerto dell’altra sera. Quel motivo, nato il 24 dicembre 1818 nella parrocchia St. Nicola in Oberndorf in Austria per la necessità di inventare qualcosa che potesse rimediare al mancato concerto di mezzanotte, per organo (che si era guastato) è diventato una delle musiche più note del Natale in Europa.

Non offre più spunti, sul piano dei possibili arrangiamenti musicali la ” Christmas Song” che il grande cantante jazz Mel Torme scrisse nel secolo scorso). Ma nelle mani del quintetto e con la tromba (o meglio il flicorno) di Paolo Fresu, avviene una sorta di miracolo.

Ecco il musicista di Berchidda ha questo dono, due note suonate da lui sono in grado di dare un brivido e un’anima anche a “Maramao perchè sei morto” o al “Ballo del qua qua”. Il mondo è pieno di trombettisti, ma solo Fresu ha quell’ accento originale e lirico che fa la differenza. E trasforma motivi come ” Let It Snow! Let it Snow! Let it Snow!”, “White Christmas”o brani del repertorio popolare norvegese in vere perle musicali. Certo è merito anche dell’intesa pluridecennale tra il leader e i suoi straordinari musicisti, se banali “Christmas Song” o motivi della tradizione religiosa (vedi “Adeste fideles”) nella versione del gruppo ti fanno venire la pelle d’oca con emozioni indimenticabili, grazie a quei suoni a volte appena sussurrati e costruiti con un equilibrio perfetto tra il flicorno, il sax soprano e il pianoforte, sorretti da un magistrale gioco di spazzole e sapienti inserzioni del contrabbasso e del bandoneon.

Molto gradita dalla platea la presenza, in scaletta, dei brani scritti dallo storico parroco di Berchidda babbai Pietro Casu e da Agostino Sanna; da “Notte de Chelu” a “ Naschid’Est In sa Capanna”. Casu e Sanna, sono stati un binomio straordinario per la poesia e la musica della Sardegna; dal loro incontro sono nate le più belle canzoni natalizie dell’Isola. Struggenti melodie che i bambini sardi cantano da generazioni e che ora, grazie a “Jazzy Christmas” speriamo possano diventare presto un Cd tutto natalizio, sardo, e di gran classe. In molti lo attendono.Moltissimi e convinti applausi hanno richiamato i musicisti in scena “costringendoli” a concedere due bis graditissimi: “Adeste Fidelis” appunto e l’immancabile “Jingle Bell”.

(DA: La Nuova- Pasquale Porcu-20 dic 2012)

In occasione delle festività Natalizie e di fine anno lunedì 24 e lunedì 31 dicembre 2012 tutti gli uffici comunali resteranno chiusi.

Funzioneranno esclusivamente i servizi pubblici essenziali.

La chiusura è stata autorizzata con un’ordinanza del sindaco, tenendo conto del ridotto afflusso dell’utenza durante le festività di fine d’anno ed in particolare nelle giornate di vigilia.

(DA:sito Comune di Galtellì-21 dic 2012)

L’incasso del concerto in parrocchia

sarà devoluto alla Caritas

L’appuntamento domani, alle 20 e 15, nella chiesa di San Giovanni Battista. Una mano tesa verso le famiglie in difficoltà.

Domani sera, alle 20,15, nella parrocchia di San Giovanni Battista di Siniscola è in programma il Concerto di Natale organizzato dal Coro Montalbo. L’incasso (ingresso con offerta libera) sarà devoluto alla Caritas locale. Ad esibirsi saranno, oltre ai promotori dell’iniziativa (diretti da Maria Grazia Miscera), il Coro “Sos Ordinagos” di Belvì (maestro Luigi Oliva), “Boghes Solianas” di Isili (dirette da Ivano Argiolas), “Ortobene” di Nuoro (maestro Alessandro Catte) e il Polifonico di Olzai (diretto da Sandro Puanu).

La Caritas è composta da 25 volontari che per l’intero anno dedicano il loro tempo libero ai poveri e alle famiglie in forte difficoltà. L’associazione, che lavora parallelamente alle Vicenziane, oggi è sempre di più un punto di riferimento per chi vive in una condizione di bisogno. Casalinghe, impiegate, imprenditori, artigiani e dipendenti, che lavorano a titolo totalmente gratuito per garantire un tramite tra chi dona e chi invece è costretto a chiedere per riuscire ad andare avanti. «Lo scorso anno abbiamo fatto 1018 interventi – dice la presidente Doloretta Selis – ma le nuove povertà sono sempre in aumento e già ora quel numero è stato abbondantemente superato».

Il parroco don Salvatore Orunesu, arrivato a Siniscola da appena due mesi, non immaginava di trovarsi davanti tanta disperazione. «Ci viene trasmessa giornalmente da decine di persone – sostiene il sacerdote – ex operai che avendo perso il lavoro si trovano in una condizione di massima indigenza». Alla parrocchia di San Giovanni Battista si rivolgono non solo i siniscolesi, ma anche musulmani, persone di colore e parrocchiani di altri centri, anche lontani. «Chiedono aiuto per i beni di prima necessità – aggiunge don Orunesu – o i soldi per pagare le bollette della luce». La speranza è che i benefattori del territorio, manifestino la stessa generosità già dimostrata in occasione del Banco Alimentare, partecipando numerosi allo spettacolo.

(DA: L’Unione Sarda-Fabrizio Ungredda-21 dic 2012)