Presentazione “Le carte Liberate”

In Sardegna le colonie penali nascono alla fine dell’Ottocento con l’obiettivo di bonificare e rendere produttivi terreni marginali, isolati, generalmente paludosi e infestati dalla malaria.

Ad oggi sono  otto le esperienze che possono essere analizzate e raccontate: i due pionieristici esperimenti di San  Bartolomeo e Cuguttu, poderi di modesta estensione annessi rispettivamente al bagno penale di  Cagliari e di Alghero; le tre colonie dismesse di Castiadas, Tramariglio e Asinara e quelle ancora attive di Isili, Mamone e Is Arenas.

Nonostante l’importanza nel territorio e la superficie occupata, poco  si conosce sulla loro organizzazione, sulla complessità della gestione, sul lavoro di redenzione, sui  delicati rapporti umani tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria, sul ruolo del direttore, del cappellano e dell’agronomo.

Il presente volume cerca di colmare questa carenza di informazioni e  rompere quell’isolamento non solo fisico tra il mondo del carcere e la società civile. L’intento è quello di  offrire una descrizione divulgativa attraverso la narrazione storica e fotografica delle diverse colonie  penali della Sardegna, tramite la proposizione di centinaia di documenti, evidenziati per temi e per  specificità all’interno di ciascuna area geografica di pertinenza.

Si tratta di uno straordinario  caleidoscopio di luoghi, vite umane, intime considerazioni e curiosi aneddoti, affiorato dalle migliaia di  fascicoli custoditi negli archivi, che ha suscitato anche l’interesse creativo di un artista del calibro di Piero  Marras, dando vita a una mirabile sintesi poetico-musicale riassunta in un’originale performance intitolata  “Storie liberate”.

(DA: comunicato Biblioteca Satta-14 Giugno 2016)