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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: inquinamento

BARONIA-VALLE DEL CEDRINO: si nota il percorso del Fiume Cedrino (foto: camedda)

Il sindaco di Orosei ha sollecitato Abbanoa a cominciare i lavori di potenziamento del depuratore.

Sostegno dalla Regione

Tutti al capezzale del grande malato: l’invaso sul fiume Cedrino, da molti definito la cloaca massima della provincia di Nuoro.

Su quelle acque convergono i reflui di una decina di comuni i cui depuratori non sono proprio il massimo in fatto di depurazione. Tra questi, anche se a valle, c’è quello del comune di Orosei i cui lavori sarebbero potuti iniziare da una decina di anni ma sono ancora inspiegabilmente fermi.

Ma adesso, vista le situazione igienico sanitaria che si potrebbe creare non c’è più tempo da perdere e così è partito l’ultimatum del sindaco, Franco Mula. Che ha ricordato ai dirigenti di Abbanoa che se entro il mese di dicembre non partiranno i lavori per il potenziamento dell’impianto di depurazione, è pronto a presentare una denuncia alla procura della Repubblica.

Dei gravi problemi del Cedrino si è parlato mercoledi a Cagliari, dove si è tenuto un incontro con tutti i sindaci non solo della Bassa Baronia, ma di tutti i comuni i cui scarichi dei depuratori vanno a finire nell’invaso del Cedrino.

«Si è fatto il punto della situazione insieme ad Abbanoa e all’assessorato ai Lavori pubblici per capire che tipo di interventi si stanno attuando e a che punto sono – ha detto il sindaco Mula –. Tutti i rappresentanti dei comuni hanno detto la loro facendo il punto della situazione e cercando di dare una tempistica per risolvere i problemi. Che – ha sottolineato il sindaco di Orosei – ci troviamo noi a Orosei, che siamo l’ultimo comune dove sversa il Cedrino».

È stato precisato che tutti gli interventi sono finalizzati a risolvere la problematica dei vari impianti comunali, parte in itinere e altri in fase conclusiva. «E chi come noi – aggiunge Francesco Mula – dove ancora i lavori non sono nemmeno iniziati. Abbiamo un impianto di depurazione obsoleto che è quello che è. Il paradosso è che ci sono i soldi dal 2004. Nell’incontro ad Abbanoa ho dato tempo fino a dicembre. Se non iniziano i lavori io presento denuncia alla procura della Repubblica. Poi ognuno risponderà per quanto di sua competenza».

Al sindaco è stato assicurato che verrà immediatamente interessata la ditta che ha vinto l’appalto, ma c’è ancora da modificare il progetto esecutivo.

«Spero che sia la volta buona perché l’assessore Maninchedda ha chiesto ai rappresentanti di Abbanoa di affrettare i tempi – ha concluso Franco Mula –. Apprezzabile che finalmente l’assessorato si sia preoccupato personalmente di convocare non solo tutti i sindaci ma anche il gestore del servizio idrico integrato, cercando di dare una tempistica per chiudere la vicenda. Adesso saremo vigili per far rispettare i tempi».

(DA: La Nuova Sardegna-Nino Muggianu-14 Novembre 2014)

Il Consiglio approva un ordine del giorno

La Giunta dovrà respingere ogni possibilità che la Sardegna venga inserita tra le aree idonee ad ospitare siti per i rifiuti radioattivi.

Lo prevede l’ordine del giorno unitario approvato nel pomeriggio dal Consiglio regionale.

Il documento è scaturito da una mozione del centrosinistra, poi ritirata, che ribadiva il no alla possibilità di inserire l’Isola tra le aree idonee per un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, dopo il referendum del 15 e 16 maggio 2011 che ha chiuso la porta al conferimento di scorie nucleari e radioattive in Sardegna.

©-Una mia vignetta del 2003 ancora attuale? NO! alle scorie radioattive

Secondo l’assessore agli Affari generali Gianmario Demuro, “creare un deposito nucleare in Sardegna non è pensabile. L’Isola paga già un costo salatissimo per la presenza delle servitù militari nel suo territorio e non è disposta a mettere a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini. Oltretutto – ha aggiunto – puntiamo sul turismo per il nostro sviluppo e questo fatto porterebbe ad effetti negativi”. “La Sardegna non ospiterà rifiuti radioattivi. Il Consiglio si è già espresso su questo tema. Non ci sono margini per riaprire la questione – ha detto Antonio Solinas (Pd), primo firmatario della mozione del centrosinistra.

La questione delle scorie nucleari e radioattive si è ripresenta dopo che il 14 aprile Riccardo Casale, amministratore delegato della Sogin (la società dello Stato incaricata dello smantellamento delle ex centrali nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi), ha annunciato che entro maggio saranno pubblicati “i criteri rilasciati dall’Ispra (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale) per la mappatura del territorio nazionale e l’identificazione di una decina di siti idonei per il deposito“.

Incassato il via libera sull’Odg, il Consiglio regionale ha sospeso la discussione della mozione sullo Statuto sardo e la riforma del Titolo V della Costituzione. L’aula ha accolto la proposta del capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis per consentire a maggioranza e opposizione di arrivare alla predisposizione di un ordine del giorno unitario sul tema delle riforme. Il documento sarà portato all’attenzione del Consiglio nella prossima seduta. L’Assemblea è stata convocato a domicilio.

(DA: L’Unione Sarda.it-28 maggio 2014)

Si comunica che per il giorno 29.04.2014, alle ore 18,30, è convocato il Consiglio Comunale in prima convocazione, per discutere e deliberare, sul seguente

ordine del giorno:

1. Modifica Regolamento utilizzo beni comunali – integrazione articolo 5;

2. Approvazione Piano Lottizzazione – zona C – ditta Floris – Battacone -;

3. Informativa – adozione delibera G.C. su randagismo.

Distinti Saluti.

Il Sindaco

F.to Giovanni Porcu

Su Mutrucone e Fuile ‘e Mare: lottizzazioni sospese

Il ballo del mattone riguarda quasi duecentomila metri cubi

Sul Puc continua la battaglia tra il Comune di Orosei e la Regione.

Oggetto della contesa sono i due piani di lottizzazione di Su Mutrucone e Fuile e Mare, che l’amministrazione civica ritiene fatti salvi dal Ppr e dunque parte integrante dello sviluppo urbanistico di Orosei. Gli uffici regionali però continuano a muovere rilievi, sulla scorta della precedente classificazione delle aree come agricole da parte della amministrazione civica dell’epoca.

L’attuale amministrazione guidata dal sindaco Franco Mula, sostiene invece che il piano di Su Mutrucone, di proprietà pubblica, è stato certificato, anche da parte della Regione, come fatto salvo dal Ppr. l’unico scoglio sarebbe dovuto al fatto che il terreno sul quale ricade il progetto risulta gravato da usi civici. Per cui i qiuarantamila metri cubi da destinare in parte ad uso alberghiero e in parte ad uso residenziale, vivono ancora in fase di stallo.

Centocinquamila sono i metri cubi disponibili nel piano di Fuile e Mare, interamente di proprietà privata. «Per quanto concerne quest’ultimo aspetto», spiega il sindaco Franco Mula, «è nostra intenzione specificare al meglio alla Regione che anche questo è fatto salvo. E sarà un lavoro che faremo come ufficio tecnico. Peraltro è doveroso e obbligatorio che si dia corso alla volontà consigliare della precedente amministrazione che, in occasione dell’ultima seduta di Consiglio comunale accolse le osservazioni sollevate dai proprietari». Ma fino a che non sarà fatta chiarezza sulla reale e legittima classificazione dei due piani il Puc, assente da una trentina d’anni, non s’ha da fare.

(DA: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-9 mar 2013)

ASSESSORATO ALL’AMBIENTE

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E L’ASSESSORATO ALL’ AMBIENTE HA AVVIATO IL SERVIZIO DI RACCOLTA DEGLI OLI VEGETALI ESASUTI DI NATURA DOMESTICA e/o PROVENIENTE DA ESERCIZI COMMERCIALI E ALLO SCOPO DI SENSIBILIZZARE IL CITTADINO ALLA CORRETTA RACCOLTA DI QUESTO RIFIUTO CHE QUALORA VENGA ELIMINATO DIVERSAMENTE PRODUCE UN CONSIDEREVOLE INQUINAMENTO.

IL SERVIZIO PERMETTERA’ INOLTRE DI AUMENTARE LA PERCENTUALE DEI RIFIUTI DIFFERENZIATI CON NOTEVOLE MIGLIORAMENTO DELL’IMMAGINE DEL NS. COMUNE.

IL GIORNO VENERDI 08 MARZO 2013 ALLE ORE 11:00 PRESSO LA PIAZZA DEL POPOLO CON LA COLLABORAZIONE DELLA SOCIETA’ LEM LINEA ECOLOGICA MANGIA SRL AFFIDATARIA DEL SERVIZIO, SENZA NESSUN COSTO A CARICO DEL COMUNE E DELLA CITTADINANZA , SI PROVVEDERA’ ( PER LE UTENZE DOMESTICHE ) ALLA DISTRIBUZIONE DI PRATICHE TANICHETTE MUNITE DI TAPPO DI SICUREZZA PER LA RACCOLTA DEGLI STESSI, FORNENDO TUTTE LE INFORMAZIONI DEL SERVIZIO.

PER GLI ESERCIZI COMMERCIALI INVECE UN INCARICATO DELLA LEM LINEA ECOLOGICA MANGIA PASSERA’, PRESSO LE SEDI DEI LOCALI CHE FANNO USO DEGLI OLI VEGETALI, PER LA DISTRIBUZIONE DELLE TANICHE DA 30 Lt. O da 60 LT.

SI INTENDE CHE IL SERVIZIO E’ SEMPRE GRATUITO.

L’OLIO VEGETALE QUALI AD ESEMPIO L’OLIO DI OLIVA O DI SEMI VARI, MA ANCHE I GRASSI VEGETALI E ANIMALI, COME IL BURRO E LA MARGARINA, CHE RESTANO DALLA COTTURA E DALLA FRITTURA , NON DEVONO ESSERE VERSATI NEI LAVANDINI PERCHÉ DI LI DEFLUISCONO NEL SISTEMA FOGNARIO PER FINIRE O IN DEPURATORI DOVE POI VIENE PARZIALMENTE ELIMINATO CAUSANDO COMUNQUE DANNI AL DEPURATORE, OPPURE VIENE DISPERSO NEL SOTTOSUOLO SI DEPOSITA CON UN FILM SOTTILISSIMO ATTORNO ALLE PARTICELLE DI TERRA E FORMA COSÌ UNO STRATO DI SBARRAMENTO TRA LE PARTICELLE STESSE, L’ACQUA E LE RADICI CAPILLARI DELLE PIANTE, IMPEDENDO L’ASSUNZIONE DELLE SOSTANZE NUTRITIVE.

SE AVVIATO A TRATTAMENTO, INVECE, L’OLIO ALIMENTARE ESAUSTO PUO’ ESSERE UNA RISORSA PERCHÉ E’ TRASFORMATO IN ALTRI PRODOTTI INDUSTRIALI O BIODISEL, CARBURANTE ALTERNATIVO A BASSO IMPATTO AMBIENTALE.

TUTTI I DETTAGLI SULL’INIZIATIVA E SULLE MODALITA’ DI RECUPERO E DI CONFERIMENTO DELL’OLIO ALIMENTARE ESAUSTO SONO ILLUSTRATI NEL PIEGHEVOLE INFORMATIVO CHE SARA DISTRIBUITO CON LA TANICHETTA.

VI RINGRAZIAMO SIN D’ORA PER L’ULTERIORE IMPEGNO CHE METTERETE NELLA CORRETTA DIFFERENZIAZIONE DEI RIFIUTI E NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE.

IL SINDACO  

FRANCO PAOLO  MULA    

IL CONSIGLIERE DELEGATO ALL’AMBIENTE

GIACOMO MASALA(DA: comunicato Comune di Orosei- 1 mar 2013)

… e le cunette delle strade statali, provinciali e comunali diventano sempre di più una discarica  quasi continua a cielo aperto dove gli incivili sempre più protervi continuano a buttare dalle auto ogni genere di rifiuti maleodoranti e sopratutto inguardabili.

Chi appartiene al lato civile della società non può che provare profondo disgusto,rabbia ma anche costernazione per questo “panorama” che ferisce l’ambiente e che “ci”  fa istintivamente   inca…volare!

Marco Camedda

Scade il prossimo 15 ottobre il termine per la presentazione delle domande di contributi a fondo perduto per la rimozione dell’amianto.

Un incentivo destinato ai residenti nel territorio della provincia di Nuoro, proprietari di immobili ma anche locatari, usufruttuari e comodatari. I richiedenti dovranno essere in regola con le disposizioni urbanistico-edilizie.

Il contributo massimo è di 5 mila euro, oneri fiscali compresi. I contributi per la bonifica dei manufatti contenenti amianto vengono assegnati per un importo pari al sessanta per cento delle spese ammesse al finanziamento. Per le strutture private a uso pubblico (scuole, case per anziani) il finanziamento (per un importo pari al 90 per cento della spesa ammessa) non può essere superiore a 12 mila euro.

La domanda di finanziamento dovrà essere presentata, in un plico chiuso con la dicitura “Domanda di contributo per la bonifica dei manufatti contenenti amianto”, alla Provincia di Nuoro, Piazza Italia 22, 08100 Nuoro.

(Da: L’Unione Sarda-13 set 2012)

Sanno integrare natura, arte, tradizione ed enogastronomia con forme di accoglienza sostenibili a basso impatto sul territorio, dando impulso all’economia legata ai flussi turistici.

E’ per questo che quattro località turistiche sarde (Posada, Villasimius, Bosa e Baunei) hanno saputo regalare all’Isola il gradino del podio più alto nella Guida Blu 2012, quella attraverso la quale Legambiente e Touring club italiano assegnano le prestigiose “Cinque vele“.

IL SUCCESSO Piazzarsi in testa a un graduatoria che certifica il miglior compromesso tra qualità e ambiente consente alla Sardegna di porsi come potenziale meta per almeno un 35 per cento di turisti europei che, secondo le più avanzate ricerche, scelgono la loro vacanza tenendo conto delle condizioni ambientali e dei servizi che vengono offerti dalle località di villeggiatura.

LE LOCALITÀ SARDE Nella speciale classifica, che comprende 13 località turistiche, il primo posto della Sardegna è determinato dalla media migliore (3,5) tra le regioni valutate. La palma della località migliore è andata a Santa Marina Salina, in provincia di Messina, nell’arcipelago delle Eolie. Terzo posto assoluto per Posada, sesto per Villasimius, ottavo per Bosa e dodicesimo per Baunei.

LE PAGELLE Per le perle di Sardegna i giudizi sono assolutamente confortanti. Anzitutto per Posada: «Il grande progetto di salvaguardia ambientale di tutto il sistema costiero – è scritto nelle motivazioni della giuria – ha permesso la rinaturalizzazione delle dune, ha previsto la demolizione del ponte di accesso alla spiaggia di “Su Tiriarzu“, la sostituzione di un ponte di minori dimensioni e la realizzazione di un nuovo accesso alla spiaggia, per consentire un minor carico antropico sulle spiagge esistenti. Prosegue, inoltre, la custodia e la vigilanza della pineta di Orvile e dei parcheggi a mare con il ticket che dà diritto a una visita guidata gratuita all’interno del centro storico di Posada».

VILLASIMIUS Per la località del sud Sardegna i riconoscimenti arrivano grazie a «una gestione efficace del ciclo dei rifiuti, con elevate percentuali di differenziazione» e a «un sistema di recupero e rinaturalizzazione del sistema dunale e l’accessibilità alle spiagge con una rete di passerelle che ne consente, facilita e disciplina la fruizione, oltre a un sistema di gestione integrata ad accesso controllato e protetto».

BOSA E BAUNEI Al centro costiero della Planargia la giuria delle Cinque Vele ha riconosciuto un’alta capacità nel gestiore la raccolta differenziata dei rifiuti (60%) e una vocazione nel campo delle energie pulite, con i piani di intervento per l’efficienza energetica e il posizionamento dei pannelli fotovoltaici negli edifici comunali. Punti sono arrivati anche dalla salvaguardia del grifone e dalla creazione di tutele in alcuni tratti di mare e sul fiume Temo. Per quel che riguarda Baunei nelle motivazioni si fa riferimento al litorale esteso per 30 chilometri («di straordinaria valenza naturalistica») e dal fatto che «in spiagge come Cala Luna, Cala Goloritzé e Cala Sisine» il Comune stia adottando una politica di gestione controllata degli accessi.

( Da:L’Unione Sarda-a. mur.-15 giu 2012)

La Guida Blu 2012 premia con le 5 vele quattro località sarde:

Posada, Villasimius, Bosa e Baunei

È Santa Marina Salina, nell’arcipelago delle Eolie, la meta balneare migliore per trascorrere le vacanze estive. A incoronarla la “Guida Blu” 2012 di Legambiente e Touring Club, che per il 2012 premia 13 località costiere con le “5 vele” e dà la medaglia d’oro regionale, anche quest’anno, alla Sardegna, con quattro località al top: Posada, Villasimius, Bosa e Baunei.

Goletta Verde di Legambiente

Presentata stamani a Roma, la “Guida Blu” comprende 378 località tra mari e laghi, destinazioni perfette per una vacanza all’insegna della tutela del territorio ed esempio di come il turismo sostenibile porti vantaggi economici.

«Secondo un sondaggio Ipr il 56% degli italiani sono disponibili a pagare qualcosa in più se c’è garanzia per l’ambiente», ha spiegato il responsabile mare di Legambiente Sebastiano Venneri, che ha sottolineato come «un’analisi dei Comuni con le “5 vele” mostri un costante trend di crescita della domanda turistica, più ampio rispetto alla crescita della media delle località balneari».

Tra le prime mete in classifica, dopo Santa Marina Salina, spicca Pollica, la perla del Cilento vincitrice delle due scorse edizioni, seguita dalla sarda Posada e da due mete grossetane, Castiglione della Pescaia e Capalbio. Per le Regioni la medaglia d’argento va alla Basilicata con Maratea, mentre chiude il podio la Toscana. Sul fronte dei laghi le vele sventolano copiose in Trentino Alto Adige, che domina sul podio con Appiano (lago di Monticolo), Fiè allo Sciliar (lago di Fiè) e Molveno (lago di Molveno).

(Da: La Nuova- 14 giu 2012)

Sfoglia la “Guida Blù 2012″

Le acque più cristalline d’Italia?

Si trovano in Sardegna, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Basilicata e Sicilia. Quelle più sporche e infestate da batteri, invece, sono quelle che bagnano Campania, Abruzzo e Liguria.

A dare la pagella alle regioni marine italiane è il rapporto 2012 sulle acque di balneazione, presentato ieri al ministero della Salute e relativo ai dati 2011.

Sostanzialmente pari a zero la presenza di batteri Enterococchi ed Escherichia coli, portatori di diverse infezioni e malattie, tra le onde che bagnano l’Isola e le altre aree in testa alla speciale classifica di salubrità.

Diverso il discorso per i litorali maglia nera, dove il tasso di non conformità raggiunge il 2 per cento nel caso della Campania, l’1,7 in Abruzzo e l’1,2 in Liguria.

(Da: L’Unione Sarda-14 giu 2012)

ROBERTO DERIU Presidente Provincia Nuoro

La giunta provinciale, presieduta dal Presidente Roberto Deriu, ha approvato nei giorni scorsi il programma di interventi per la bonifica dall’amianto degli immobili di proprietà pubblica, ai sensi della legge regionale del 16 dicembre 2005, n.22.

 Il programma provinciale, per l’annualità 2010, finanziato dalla Regione con fondi europei ricompresi nelle azioni del POR Sardegna, è costituito dall’ intervento relativo alla rimozione dei manufatti contenenti amianto nell’ex inceneritore in località “Tuccurutai” di proprietà del Comune di Nuoro e prevede una spesa complessiva pari a 635.894 mila euro.

 La somma, assegnata alla Provincia per l’annualità 2010, sarà trasferita interamente al Comune di Nuoro, sulla base di un atto convenzionale e sarà utilizzata, nello specifico, per la demolizione dell’ex inceneritore che consentirà la completa riconversione dell’area con l’utilizzo della stessa come verde tecnico, determinando in tal modo il miglioramento ambientale del sito.

L’intervento relativo alla bonifica nell’area dell’ex inceneritore di Nuoro rappresenta una importante azione di riqualificazione del territorio. – ha dichiarato l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici e Protezione Civile Paolo Porcu – Il Comune di Nuoro, aderendo al bando pubblico redatto dai nostri uffici tecnici nel mese di settembre, ha trasmesso alla Provincia il progetto preliminare dell’opera – ha spiegato – A seguito dei sopralluoghi e dalle analisi effettuate dall’Arpas sui campioni asportati dal manufatto si è rilevata la presenza di fibre di amianto in tre campioni su quattro. L’assessorato regionale all’Ambiente ha pertanto comunicato l’ammissibilità dell’intervento, il cui costo complessivo corrisponde esattamente alla intera annualità concessa dalla Regione. La Provincia di Nuoro – ha sottolineato Porcu – dovrà procedere al monitoraggio bimestrale, finanziario e procedurale”.

 La riconversione dell’ex inceneritore in località Tuccurutai è sicuramente uno degli interventi più importanti di bonifica dall’amianto a livello regionale – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Franco Corosu – si tratta infatti di un intervento di grande rilievo non solo per la Città di Nuoro ma per l’intero territorio provinciale in materia di protezione, smaltimento e bonifica dell’ambiente”.

 Gli Uffici del Settore Lavori Pubblici e Protezione Civile dell’Ente intanto stanno già lavorando per istruire le richieste provenienti dagli altri Comuni del territorio che verranno finanziate con le risorse assegnate per l’annualità 2009.

(Da un comunicato della Provincia di Nuoro-15 nov 2011)

guida ecologicaAutostrade da “bollino nero“, oggi, per quello che si annuncia come il fine settimana più trafficato dell’anno.

E per gli automobilisti arrivano 10 regole ‘Ecodrive‘ per guidare l’auto in modo ecologico, economico e sicuro.

A proporre il decalogo è Legambiente sottolineando che “negli ultimi decenni la tecnologia e le prestazioni di tutti i motori sono migliorate rapidamente, ma la maggior parte dei conducenti non ha altrettanto migliorato il proprio stile di guida”. Per questo l’associazione rilancia il programma europeo di guida consapevole dell’ambiente, Ecodrive, che promette riduzione dell’incidentalità, delle emissioni inquinanti e del rumore, oltre al risparmio economico. La prima regola è cambiare marcia il più presto possibile. Passando alla marcia superiore a 2000 giri/m nei diesel e a 2.500 giri/m nei motori a benzina si riesce ad abbattere i consumi di almeno il 6-7 per cento. Fondamentale è non spingere troppo sull’acceleratore, perché sopra i 110 km all’ora i consumi si impennano.

In un percorso autostradale di 150 Km, viaggiando a 110 invece che a 130 si risparmia il 25% di carburante e si arriva a destinazione solo 12 minuti dopo. L’importante è poi mantenere una velocità costante: senza brusche accelerazioni e frenate i consumi scendono del 10%. Alla guida occorre anticipare gli andamenti del traffico. Rivedendo la velocità necessaria in prossimità di semafori e in caso di sorpasso di veicoli lenti si risparmia fino all’8%. Un altro 3% di consumi in meno si ottiene decelerando per tempo, mentre spegnere il motore in coda fa risparmiare fino al 10%. Buona pratica è evitare i carichi inutili. Cento kg in più su un’auto di classe media fanno aumentare i consumi del 10%. Portapacchi e porta sci incrementano il consumo del 5-8 per cento, i contenitori aerodinamici per i bagagli del 16% e i pacchi ingombranti scoperti che vengono caricati sul tettuccio posso far segnare anche un +40%.

Climatizzatore e aria condizionata sono optional con cui non esagerare, nonostante il caldo. Raffreddare l’abitacolo di 8 gradi, con temperature esterne di 30 gradi e specialmente quando si staziona nel traffico, fa aumentare il consumo del 16-20 per cento. Infine la regola d’oro, e non solo per il portafoglio, è rispettare i limiti di velocità: si evitano multe, incidenti e lo stress da volante.

(Da:Televideo.Rai.it- 8 ago 2011)- foto da internet

ama-la-naura

Cari Amici Lettori,

Nel 1988 ho eseguito solidarmente per la Pro-Loco di Orosei (mi onoro sempre della loro richiesta) questo manifesto contro l’incivile abitudine di lasciare i rifiuti per terra o appesi agli alberi dopo  la “festosa(?)” baldoria di una giornata di vacanza.  L’euforica “libertà(?)”  di alcuni goderecci villeggianti lasciava devastazione, miasmi maleodoranti e un senso di frustazione a chi, persona di corretti costumi, frequentava poi gli stessi luoghi e osservava schifato questa  orribile aggressione alla natura, impotente a reagire a questa inciviltà.

Sono passati 23 anni da allora ma il malcostume non solo non è regredito ma si è amplificato, complice inconscio il maggior afflusso di villegianti nelle zone costiere…ma non solo! E gli appelli alla civiltà e le lotte degli ambientalisti non è che mancassero, magari non amplificati dai mass media oggi supportati da internet.  Quella modesta parte del nostro genere umano (o disumano) che esisteva e lordava allora è stata sostituita (in) degnamente dai sozzoni… o meglio ZOZZONI di oggi. Anch’essi piccola, modesta parte di noi ( o meglio…di  loro) che continua imperterrita a SPORCARE IL MONDO” in cui noi (ma anche loro) viviamo.

La mia era una modesta, piccola vignetta, un piccolo contributo, per un manifesto dato agli amici della Pro-Loco di allora che lo ha diffuso nelle spiagge, contro la proterva abitudine di riempire la natura di ogni genere di immondizia con la scusa magari che allora non c’erano i cassonetti, poi da diversi annni in quà  opportunamente predisposti dalle amministrazioni per consentire il deposito dei rifiuti in modo civile. Ma anche allora, 23 anni fa, le persone di corretti costumi c’erano già e nei cofani delle loro auto colme di tavolini, sedie, sdraio, contenitori con le varie succulente delizie per lo spuntino del mezzogiorno all’ombra ristoratrice degli alberi, inserivano con sensibilità “anche” alcune buste di plastica che venivano colmate dei residui del pasto e riportate a casa propria per essere ritirate da chi era preposto. E non appese agli alberi o abbandonate ai piedi del loro tronco!

Così la natura e l’ambiente erano salvi, difesi, amati come si dovrebbe fate con l’habitat in cui viviamo tutti i giorni! Ma lì i zozzoni non ci andavano (e vanno) tutti i giorni!  Lì questi pochi (in tutti i sensi) ma purtroppo insensibili incivili lasciavano (e lasciano) il residuo delle loro “festose (?)” vacanze distruggendo in un giorno l’ambiente, rendendolo maleodarante e inguardabile a chi madre natura ha dotato di sensibilità e rispetto per gli altri e ciò che li e ci circonda. Magari buttavano proditoriamente (e buttano) le immondizie fra i cespugli per nascondere agli altri che potevano vedere (e condannare) la loro (s)natura incivile. Magari guardandosi intorno e rendendosi conto (ma facendolo però…purtroppo) che il loro gesto non era certamente per loro motivo di vanto. Magari nascondendoosi anche alla vista dei propri figli che prima critici e poi (da grandi) mi auguro non copiassero questi pessimi esempi.

Per questo motivo, conscio che questo fenomeno è e credo sarà una fatica estirpare definitivamente, credo che tutte le battaglie di Forze dell’ordine, Amministrazioni, Associazioni, Legambiente, Aliga Day e altri omologhi debbano continuare (BENVENUTE!!!), uso il termine… DURE, per combattere questo bubbone della società civile che son convinto, come dicevo prima, sia causato da pochi irrispettosi del proprio e altrui spazio… irrispettosi (per non dire altro!) che bisogna  continuare a combattere con le armi forti della civiltà ma predisposti, come si usa dire oggi, alla TOLLERANZA ZERO. Per questo motivo in questa mia piazzetta web gli articoli su questo lercio costume, anzi ” contro questo lercio costume” troveranno sempre spazio e ci sarà sempre un plauso e gratitudine nei confronti di chi lo combatte!

Amiamo la natura, difendiamo l’ambiente!

Un caro saluti a tutti,

Marco Camedda

isole di plasticaAllarme delle Nazioni Unite: Appello per un’azione comune contro fenomeno oceano-spazzatura

Danneggia la fauna selvatica, il turismo e provoca un inquinamento potenzialmente cancerogeno alla catena alimentare: è l’immondizia, che oramai è arrivata in tutti i mari del Pianeta, fino agli abissi più profondi.

Di qui l’appello del Programma Onu per l’Ambiente (Unep) per un’azione comune per combattere il fenomeno, anche alla luce degli ultimi dati: 270 specie rischiano di ingerire i rifiuti negli oceani, incluso l’86% di tutte le specie di tartarughe marine, il 44% di tutti gli uccelli marini e il 43% dei mammiferi marini.

”La spazzatura in mare – afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep – colpisce ogni paese e tutti i mari, e mostra in maniera molto chiara l’urgenza di passare ad un’economia verde, a basso contenuto di carbonio e più efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse. Una comunità o un paese che agisce in maniera isolata non sono la risposta. Dobbiamo occuparci del problema al di la’ dei confini nazionali e insieme al settore privato, che ha un ruolo critico da giocare sia nel ridurre i tipi di rifiuti che finiscono in mare, sia nella ricerca di nuovi materiali. E’ raccogliendo insieme tutti i soggetti interessati che potremo fare la differenza”.

Nel Mediterraneo, secondo dati Unep, nella top ten della spazzatura marina oltre il 40% è costituito da mozziconi di sigarette, avanzi di sigari e confezioni di tabacco. Sul podio ci sono si piazzano anche bottiglie di plastica (9,8%) e buste di plastica (8,5%), seguite da lattine di alluminio (7,6%), coperchi (7,3%), bottiglie di vetro (5,8%), il set completo del picnic usa e getta (bicchieri, piatti e posate) con il 3,8%, imballaggi e contenitori di cibo (2,5%), cannucce (2,1%) e linguette di apertura di lattine o altro (1,9%).

rifiuti--Pacific-Trash-Vort

L’isola di immondizia in mare più nota è quella del Pacifico centrale, una sorta di ‘grande pattumiera’ tra California e Hawaii, di dimensioni pari a due volte il Texas.

Una preoccupazione crescente è quella della contaminazione delle specie marine e quindi della catena alimentare, con sostanze tossiche per la salute umana, rilasciate dalla plastica che abbonda negli oceani. Inoltre, i rifiuti arenati sulle spiagge e sulle coste possono avere un impatto economico serio sulle comunità che sono dipendenti dal turismo. Oggetti pesanti possono anche danneggiare habitat come le barriere coralline e avere un impatto le abitudini alimentari degli animali marini.

(Da:TelevideoRai.it)