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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: Confindustria NU-OG

 Seminario informativo sul nuovo bando Inail

per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Di seguito una nota sul seminario informativo che si terrà il prossimo martedì 8 marzo-ore 17 in Confindustria sul nuovo bando a sportello Isi 2015 dell’Inail che finanzia investimenti per la sicurezza in azienda.

Al via le richieste di finanziamento a fondo perduto per le imprese che investono nella sicurezza.

Le risorse messe a disposizione dall’Inail con il nuovo bando a sportello “Isi 2015” ammontano a 276.269.986 euro e sono destinate a progetti di investimento volti migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori e ad adottare modelli organizzativi e di responsabilità sociale nei luoghi di lavoro. Le domande possono essere presentate online fino al prossimo 5 maggio.

Tutti gli aspetti tecnici e amministrativi del bando saranno approfonditi nel corso del seminario informativo in programma martedì prossimo 8 marzo a Nuoro nella sede di Confindustria in via Veneto 46 a partire dalle 17. L’iniziativa è promossa da Confindustria Sardegna Centrale in collaborazione con l’INAIL.

Il bando eroga contributi a fondo perduto per progetti ed investimenti volti a migliorare le condizioni di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le risorse vengono assegnate fino a esaurimento fondi in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il finanziamento copre a fondo perduto il 65 % della spesa sostenuta su un investimento complessivo di minimo 5 mila euro fino a un massimo di 130mila euro.

Insieme al presidente della nostra Associazione Roberto Bornioli, parteciperanno il direttore della sede Inail di Nuoro Gianfranco Spanu, i responsabili dell’ area Prevenzione dell’Inail e i tecnici della CONTARP (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) dell’Inail.

(DA: comunicato Confindustria NU/OG-4 MArzo “016)

NUORO: venerdì 22 gennaio 2016

“Nuovo appuntamento MOSAICO”

c/o sala convegni Confindustria

Via Veneto-ore 9.30

“Non c’è più tempo:

recuperiamo i territori dimenticati”.

Zone interne, Piano di rilancio, Energia, PFSL, infrastrutture, decentramento, aree industriali”

L’obiettivo del prossimo MOSAICO è di fare il punto sui tanti fronti aperti con cui il nostro territorio sarà chiamato a confrontarsi nei prossimi mesi.

Per la Sardegna centrale infatti il 2016 sarà un anno decisivo, fondamentale per capire in quali scenari ci muoveremo in futuro.

La sfida che si apre nei prossimi mesi è determinante per riportare in primo piano la Sardegna centrale che – anche a seguito delle riforme avviate sia a livello nazionale sia a livello locale – rischia una progressiva marginalizzazione.

Al convegno interverranno il Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Filippo Spanu, il consulente della Presidenza della Regione Gianluca Serra, i sindaci dei Comuni di Nuoro Andrea Soddu, di Macomer Antonio Onorato Succu, e di Siniscola Rocco Celentano, il presidente della Camera di commercio di Nuoro Agostino Cicalò e il presidente della nostra Associazione Roberto Bornioli.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-19 Gennaio 2016)

TEME  DELL’INCONTRO:

“I prodotti del Gennargentu. 

Le zone interne un’opportunità di sviluppo”?

Martedì 8 dicembre-FONNI:

Sala Conferenze Hotel Taloro-ore 11,00

In occasione della manifestazione Autunno in Barbagia in programma a Fonni il 6-7-8 dicembre, Fattorie Gennargentu ha organizzato – per il giorno 8 dicembre alle ore 11 nella sala conferenze dell’Hotel Taloro – un incontro durante il quale l’azienda presenterà i nuovi prodotti e i nuovi progetti di investimento alla Grande Distribuzione e a tutti i propri clienti.

L’incontro sarà l’occasione per dialogare con i responsabili della Distribuzione Organizzata in Sardegna (i quali hanno già confermato la loro presenza) e per incontrare i rappresentanti istituzionali e le altre aziende del territorio.

Sarà questa l’occasione per parlare non soltanto delle imprese, dei nuovi investimenti e delle novità per il mercato ma anche per fare il punto sui problemi e sulle opportunità del comparto agroalimentare e dell’economia delle zone interne della Sardegna. Territori troppo spesso visti come un problema e non come una risorsa con enormi potenzialità di sviluppo legato all’ambiente e alle sue peculiarità uniche.

Riteniamo sia importante la presenza della stampa per mettere in risalto un’eccellenza positiva e dare un piccolo contributo alla discussione su quelle che possono essere le soluzioni ad annosi problemi che attanagliano i territori montani.

Il marchio Fattorie Gennargentu raggruppa le due aziende “Fattorie Gennargentu srl” con sede a Fonni e “La Fattoria del Gennargentu srl” con sede a Mamoiada e producono rispettivamente salumi e formaggi. Con un fatturato che nel 2014 ha sfiorato i 15 milioni di euro, il gruppo Fattorie Gennargentu ha raggiunto negli ultimi anni una posizione di rilievo nel panorama delle produzioni agroalimentari di qualità della Sardegna ponendosi ai primi posti come volume d’affari e come posizionamento tra le eccellenze dell’isola.

Tutto questo è stato possibile grazie a una attenta gestione manageriale unita alla ricerca e al mantenimento costante di altissimi standard di qualità dei prodotti che rispecchiano pienamente i dettami della tradizione. Le aziende sono riuscite a creare un’eccellente connubio tra innovazione e tradizione accolta favorevolmente anche dai consumatori i quali riconoscono ai prodotti Fattorie Gennargentu i valori della genuinità, del giusto prezzo e della presenza costante nei migliori punti vendita dell’isola.

Fattorie Gennargentu-Fonni

(DA: comunicato Confindustria NU/OG-4 Dicembre 2015)

INCONTRO-DIBATTITO

“La riforma degli Enti locali e la Sardegna centrale”

6 novembre 2015

c/o Confindustria ore 16

 

“Un disperato bisogno

 

di esistere!”

 

La riforma degli Enti locali in discussione in questi giorni avrà conseguenze strategiche non soltanto a livello istituzionale ma anche sull’economia e sulle imprese. Sul tavolo infatti ci sono questione concrete che hanno un impatto diretto sui cittadini e sulle aziende. Per esempio, da chi saranno gestiti i servizi oggi in capo alla Provincia che ha competenza in materia di ambiente, strade, formazione, lavoro, scuola e cultura?

Mentre Cagliari avrà la sua area metropolitana, e Sassari sta dando battaglia per ottenerla, nessuno si occupa della Sardegna centrale, un territorio già molto debole e che rischia di venir ulteriormente marginalizzato. A essere penalizzate sono soprattutto le zone interne, già colpite da una forte crisi demografica e che rischiano di diventare terra di nessuno.

È dunque fondamentale un riequilibrio territoriale che eviti un eccessivo accentramento delle competenze e dei servizi sulle aree più forti. Per la Sardegna centrale e le zone interne, Confindustria propone da tempo di puntare sul decentramento della macchina regionale, formula che può essere replicata in altri territori. La nostra Associazione propone per esempio il trasferimento a Nuoro dell’Assessorato regionale all’Ambiente, della Direzione del Corpo Forestale e della Scuola Forestale.

Per questo abbiamo ritenuto opportuno promuovere un incontro-dibattito al fine di approfondire l’impatto che la riforma proposta avrà sulla Sardegna centrale. Su questi temi si gioca il futuro del nostro territorio. È dunque fondamentale confrontarsi in modo che dal Territorio possa emergere una proposta unitaria e condivisa.

Ad aprire il dibattito di venerdì 6 novembre saranno gli interventi del presidente dell’Associazione Roberto Bornioli, del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis e del vicecapogruppo PD in Consiglio regionale Roberto Deriu.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-3 Novembre 2015)

 TEMI DI PORTATA STRATEGICA

per il futuro del territorio e delle imprese

Nota stampa del presidente Bornioli

sulla riforma degli enti locali

RIFORMA ENTI LOCALI.

Temi di portata strategica per il futuro del territorio e delle imprese

Occorre puntare sul decentramento

“La riforma degli Enti Locali avrà conseguenze strategiche non soltanto a livello istituzionale ma anche sull’economia e sulle imprese. Dietro i tecnicismi, infatti si nascondono questioni concrete che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese. Per esempio, da chi saranno gestiti i servizi e le funzioni oggi in capo alla Provincia, che ha competenza in materia di ambiente, formazione, lavoro, scuole e strade? Oggi è la Provincia che rilascia alle aziende l’Autorizzazione Integrata Ambientale. Chi avrà questa competenza dopo la riforma?

Dalle autorizzazioni ambientali alla gestione dei musei al personale delle Province, la riforma dei nuovi enti di governo del territorio lascia molti punti in sospeso e non chiarisce quale sarà il ruolo della Sardegna centrale nel quadro del sistema Sardegna. Ciò a scapito soprattutto delle zone interne, già colpite da una grave crisi demografica e che con la riforma rischiano di diventare la terra di nessuno: si stima che entro il 2020 lo spopolamento porterà un calo del reddito delle famiglie del 15% e un ulteriore calo delle imprese, oggi per il 70% insediate sulle coste.

La riforma comporterà un’ulteriore perdita di rappresentanza politica del Nuorese e dell’Ogliastra già orfani delle Province. La Sardegna centrale verrà spezzettata in tante piccole Unioni di Comuni, enti deboli che non avranno le competenze tecniche e la forza necessaria per rappresentare e governare un vasto territorio il cui futuro invece sarà sempre più legato alla capacità di fare sistema. Un ente come la città metropolitana per esempio avrà la possibilità di intercettare i fondi europei, le Unioni dei Comuni avranno la stessa capacità progettuale e organizzativa?

Se non opportunamente gestite le riforme ipotizzate rischiano di mettere all’angolo tutta la Sardegna centrale, la quale parcellizzata in micro Enti e privata di soggetti di governo unitari, verrebbe ulteriormente emarginata. Inoltre, occorre considerare che la riforma degli enti locali servirà da base per la riforma delle Asl, e il nuovo assetto istituzionale potrebbe condizionare anche la permanenza di molti altri presidi pubblici nel territorio.

All’interno della contrapposizione tra Cagliari, che avrà la sua area metropolitana, e Sassari che dà battaglia per ottenerla, nessuno si occupa della Sardegna centrale, un territorio già molto debole e che così rischia di sparire completamente. Per uscire dall’impasse occorre trovare una formula valida per tutta la Sardegna. Suscita interesse l’ipotesi della Provincia Tirrenica nell’ottica di un riequilibrio territoriale che eviti un eccessivo accentramento delle competenze e dei servizi verso le aree più forti. Inoltre, per la Sardegna centrale e le sue zone interne occorre puntare sul decentramento, formula che potrebbe essere replicata su tutto il territorio regionale.

Come Confindustria proponiamo da tempo per esempio il trasferimento a Nuoro dell’Assessorato regionale all’Ambiente e della Direzione del Corpo forestale e della Scuola forestale. Questi temi saranno al centro del convegno che la nostra Associazione sta organizzando venerdì prossimo 6 novembre a Nuoro. È necessario infatti che anche il nostro territorio prenda posizione e avanzi le proprie rivendicazioni e proposte in modo unitario”.

Nuoro, 30 ottobre 2015

(DA: comunicato Confindustria NU/OG.-30 Ottobre 2015)

 

“Le imprese GustoSardegna raccontano Expo”

Mercoledì 28 ottobre ore 10

c/o Sala Conferenze Confindustria?-Nuoro

CONFERENZA STAMPA

I cibi del “mangiar sano” alla conquista di nuovi mercati

Quali opportunità per l’export dell’agroalimentare sardo?

Domani alle 10 nella sede di Confindustria a Nuoro è in programma una conferenza stampa dove gli imprenditori della rete d’imprese Gusto Sardegna racconteranno quali sono le opportunità per l’export dell’agroalimentare sardo, a partire dall’esperienza dell’Expo Milano 2015.

Nel corso della conferenza stampa saranno presentati i risultati e le iniziative nate dall’evento che la rete GustoSardegna ha organizzato all’Expo, dagli incontri b2b con importanti buyer europei e statunitensi alla cena con i prodotti GustoSardegna firmata da Roberta Petza, accompagnato dal Gastronauta di Radio24 Davide Paolini e dal presidente della rivista specializzata Passione Gourmet Alberto Cauzzi.

Nel corso della conferenza stampa saranno presentati anche dati aggiornati sull’export dell’agroalimentare a livello regionale e provinciale.

(DA: comunicato Confindustria NU-OG-28 Ottobre 2015)

Assemblea Confindustria Nuoro

- Relazione del presidente Bornioli-

Di seguito e in allegato i passaggi più significativi della relazione del presidente Bornioli all’assemblea di Confindustria Sardegna Centrale svolta stamattina a Nuoro.

Nota stampa del presidente Roberto Bornioli

Nuoro, 12 ottobre 2015

Confindustria festeggia i settant’anni con il presidente Squinzi a Nuoro

Durante l’Assemblea consegnato a Pigliaru un documento con le proposte

«Il nostro è un territorio che ha un disperato bisogno di un rilancio. Da questa urgenza e consapevolezza, è nato il tema centrale dell’Assemblea di quest’anno. “Un disperato bisogno di crescere”: il titolo che abbiamo scelto riprende una dichiarazione del presidente Squinzi che a giugno scorso, in occasione del convegno dei GI di Confindustria, a Santa Margherita Ligure ha lanciato un forte appello per la crescita e per le imprese».

Così il presidente Roberto Bornioli ha aperto l’assemblea pubblica di Confindustria a Nuoro, svolta stamattina all’auditorium del museo del Costume alla presenza del presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi e del presidente della Regione Francesco Pigliaru. Ad aprire i lavori, sono stati il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, e il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu.

Da sinistra: Francesco Pigliaru, Presidente della Regione Sardegna- Roberto Bornioli, Presidente di Confindustria Sardegna Centrale-Giorgio Squinzi, Presidente nazionale Confindustria

«Proprio le imprese sono al centro delle nostre preoccupazioni. Le imprese sono sole, stremate dalla recessione, spesso paralizzate dalla burocrazia, tartassate dalle tasse. Questa “solitudine delle imprese” incide fortemente sulla loro fiducia e sulla volontà di resistere. Attenzione, non vogliamo certamente portare avanti piagnistei e lamentazioni. Nonostante le forti difficoltà, nel territorio non mancano aziende e settori produttivi di livello, dal marmo di Orosei al metalmeccanico all’agroalimentare. Abbiamo aziende che investono nell’innovazione e nell’export e pur nelle difficoltà creano ricchezza e occupazione. Occorre però che le aziende siano messe nelle condizioni di stare sul mercato e di competere ad armi pari. Per questo oggi abbiamo presentato al presidente Pigliaru le nostre proposte per tornare a crescere e rilanciare l’economia, le imprese e il territorio, perché senza imprese non ci può essere crescita sostenibile», ha sottolineato il presidente Roberto Bornioli nel corso della sua relazione.

Queste le proposte del presidente di Confindustria Sardegna Centrale:

«Su queste proposte ci piacerebbe poterci confrontare con la Giunta e sapere cosa ne pensa. 1) fiscalità di vantaggio: La pressione fiscale sulle imprese è insostenibile. Per dare sollievo alle aziende e compensare il divario, proponiamo la fiscalità di vantaggio per la Sardegna Centrale sul modello Sulcis. E chiediamo che la Giunta ripristini il taglio dell’irap per le imprese sarde, ridotto durante la Finanziaria regionale 2015; 2) manifatturiero e politiche industriali: nel dossier consegnato a Pigliaru sul settore industriale nella Sardegna centrale, abbiamo messo in evidenza le criticità ma anche le nostre proposte per superarle. Ci riferiamo ai comparti del marmo, agroalimentare, chimica-energia, gomma cemento, metalmeccanico. Attenzione, si tratta di settori caratterizzati da rilevanti vantaggi comparati, e di aziende che vogliono fare investimenti importanti. Non chiediamo soldi, ma infrastrutture di base, tempi certi per le istruttorie relative agli incentivi e per le autorizzazioni ambientali, attenzione e sostegno politico. Inoltre è importante fare presto per rendere immediatamente disponibile il metano, la cui assenza pesa fortemente sulla competitività delle imprese. Nel frattempo è importante che la Regione faccia pressing sul Governo per ottenere la proroga dei regimi di superinterrompibilità ed essenzialità; 4) Piano infrastrutture Bene ha fatto la Giunta Regionale ad attivare un mutuo di 700 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture, utile anche per far ripartire l’economia. Noi chiediamo però che la Regione, eseguito un monitoraggio sulla situazione infrastrutturale del Nuorese, realizzi velocemente un Piano Infrastrutture specifico per il nostro territorio, stabilendo le priorità (a partire dalla banda larga), e stanziando poi le risorse necessarie. Per l’Ogliastra chiediamo un impegno straordinario affinché i 280 milioni di euro da anni stanziati vengano spesi e le infrastrutture realizzate. 5) Edilizia: piano casa e alberghi Dal 2008 il comparto edile ha perso un terzo della forza lavoro, 22mila addetti, di cui ben 6mila nel primo semestre del 2015. Chiediamo pertanto di rivedere le norme in materia urbanistica ed edilizia. Con il vecchio Piano casa infatti si era dato ossigeno al settore. Proponiamo inoltre di rendere meno rigidi i vincoli sull’ampliamento delle strutture ricettive nella fascia 0-300 metri. 6) Zone interne: Gli interventi previsti dalla Regione per le zone interne, in linea con le strategie europea e nazionale, e come enunciato anche nel Documento Programmazione Unitaria per la spendita dei fondi UE, nonché nel Piano Regionale Sviluppo, siano realmente realizzati. Per esempio, i progetti del trenino verde e quello pilota della Barbagia Mandrolisai. Inoltre proponiamo che la Regione attui anche concrete politiche di decentramento e di riequilibrio territoriale. A tal fine chiediamo l’apertura della scuola forestale a Nuoro, ma anche il trasferimento dell’Ente Foreste e dell’Assessorato Regionale Ambiente. 7) Progetti rilancio Nuoro e Ogliastra Dopo l’importante lavoro di progettazione e di condivisione portato avanti dalle forze del Territorio e della Regione, chiediamo che si arrivi immediatamente a conclusione, definendo anzitutto le specifiche scelte progettuali. La Regione deve quantificare l’entità delle risorse straordinarie assegnate al Territorio, che devono essere congrue. Obiettivo primario è arrivare velocemente alla firma dei due Accordi di programma con la Regione».

«Com’è chiaro non è nostra intenzione lamentarci ma fare proposte concrete e costruttive. L’obiettivo fondamentale è far ripartire le imprese, mettendole nelle condizioni di stare sul mercato e di competere ad armi pari. Perché abbiamo un disperato bisogno di crescere e vogliamo contribuire al rilancio».

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-12 ottobre 2015)

SETTANT’ANNI DI:

Confindustria Sardegna Centrale

Quest’anno Confindustria Sardegna Centrale festeggia i settant’anni con il presidente nazionale di Confindustria a Nuoro.

Nel corso dell’assemblea pubblica di lunedì 12 ottobre saranno presentate le proposte dell’Associazione per il rilancio.            

Nota stampa del presidente Roberto Bornioli

“Confindustria festeggia i settant’anni con il presidente Squinzi a Nuoro. Durante l’Assemblea pubblica saranno presentate le proposte per il rilancio

Confindustria Sardegna Centrale festeggia quest’anno il settantesimo anniversario dalla fondazione durante un’importante assemblea pubblica in programma il prossimo lunedì 12 ottobre a Nuoro. Ricorderemo così settant’anni di storia e di attività della nostra Organizzazione, costituita nel 1945 a opera di ventidue imprenditori tra cui Pietro Guiso Gallisai, primo presidente dell’Associazione ed esponente di spicco della famiglia che diede il via alle attività industriali nella Sardegna centrale.

Per l’occasione, chiuderanno i lavori due ospiti d’eccezione, il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi e il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Un disperato bisogno di crescere”.

È questo il titolo dell’evento e l’appello che Confindustria Sardegna Centrale intende ribadire: il nostro territorio deve puntare di più sulle imprese, che vanno sostenute, perché sono le imprese a creare occupazione e sviluppo.

A fronte di alcuni segnali positivi a livello nazionale, nel territorio il quadro resta ancora molto critico ed è sempre più ampio il divario tra le nostre province e i poli più forti a nord e a sud dell’isola dove Stato e Regione concentrano maggiori risorse e più attenzioni.

La Sardegna centrale vive infatti una doppia crisi: la recessione degli ultimi sette anni si è abbattuta su un’area già penalizzata da forti svantaggi strutturali, dove al gap dell’insularità, che condividiamo con il resto della Sardegna, si aggiungono le carenze infrastrutturali, la crisi demografica, la debolezza delle nostre zone interne, le difficoltà legate ai trasporti, più problematici rispetto ad altre zone nell’isola.

Se bene ha fatto la Regione ad aprire con il Governo un dossier Sardegna, con l’obiettivo di compensare gli svantaggi derivanti dall’insularità che costa all’isola 1,1 miliardi di euro all’anno, al tempo stesso occorre intervenire per colmare il divario che penalizza la Sardegna centrale rispetto al resto della Sardegna.

Siamo il Mezzogiorno dell’isola e le province di Nuoro e Ogliastra restano territori dimenticati.

Nonostante le forti difficoltà, nel territorio non mancano aziende e settori produttivi di livello, dal marmo di Orosei al metalmeccanico all’agroalimentare. Sono tante le aziende che investono nell’innovazione e nell’export e pur nelle difficoltà creano ricchezza e occupazione. Occorre però che le aziende siano messe nelle condizioni di stare sul mercato e di competere ad armi pari.

L’assemblea di lunedì 12 ottobre sarà un’occasione importante per presentare le nostre proposte.

Per colmare le divergenze servono, da una parte, interventi di tipo strutturale per infrastrutture, fiscalità per le imprese, zone interne, interventi specifici per il settore industriale e il manifatturiero innovativo, dall’altra occorre un intervento straordinario una tantum, un vero e proprio Masterplan per la Sardegna centrale sulla scorta del Piano Sulcis, che metta in moto investimenti pubblici e privati così da rilanciare un territorio sempre più in affanno”.

(DA:Confindustria Sardegna Centrale-Nuoro,  9 Ottobre  2015)

QUALE DESTINO PER NUORO?

Nuoro, 10 aprile 2015, ore 10

c/o Auditorium CCIAA

Confindustria Sardegna Centrale, Legacoop Nuoro-Ogliastra, Confartigianato Nuoro-Ogliastra e Cna Ogliastra sono lieti di invitarla stampa al convegno “La riforma delle camere di commercio. Quale destino per Nuoro?” in programma venerdì 10 aprile a Nuoro alle 10 nella sala convegni della CCIAA di Nuoro.

Il convegno sarà l’occasione per fare il punto sulla riforma delle camere di commercio così come prevista nel disegno di legge sulla pubblica amministrazione al momento in discussione in Senato.

Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio di Nuoro Agostino Cicalò, interverranno il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna Maria Carmela Folchetti e il presidente della Confindustria Sardegna Centrale Roberto Bornioli.

A seguire gli interventi del senatore Giuseppe Luigi Cucca e del senatore Giorgio Pagliari, relatore del ddl che prevede la riforma degli enti camerali.

I lavori saranno coordinati dal presidente della Legacoop Totoni Sanna e dal presidente della Cna Ogliastra Vito Arra.

Sono previsti gli interventi dei rappresentanti delle Camere di commercio della Sardegna, dei parlamentari e dei consiglieri regionali, degli amministratori locali, dei rappresentanti delle associazioni di categorie, dei sindacati e delle imprese.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-3 Aprile 2015)

Avanti con il Piano di rilancio ma la Regione porti la vertenza Nuorese al tavolo del Governo.

“SEGUIRE IL MODELLO SULCIS.”

«Siniscola è uno dei luoghi simbolo della gravissima crisi economica e sociale del nostro territorio. La Regione e il Governo non possono più far finta di niente: devono riconoscere con atti politici concreti la specificità della crisi della Sardegna centrale e avviare un piano straordinario di interventi per bloccare l’emorragia di imprese e di posti di lavoro che ci sta impoverendo e relegando alla marginalità. La chiusura della grande industria tessile ha lasciato in questo territorio ferite profonde che possono essere rimarginate solo attraverso un piano di interventi che abbia come obiettivo la crescita e la creazione di nuove opportunità per fare impresa. 

La Regione deve portare la vertenza Nuorese al tavolo nazionale con il Mise, come è accaduto per il Sulcis e molti altri territori in ogni regione in Italia. Pertanto è la strada giusta quella intrapresa qualche settimana fa dai consiglieri regionali del Nuorese che hanno chiesto al presidente Pigliaru di attivarsi affinché il Governo riconosca lo stato di crisi delle aree industriali della provincia di Nuoro (come disposto nel decreto del Ministero dello Sviluppo del 31.01.2013)».

Locandina CONVEGNO MOSAICO svoltosi a Siniscola il 27.Febbraio 2015

«Da tempo il nostro territorio ha presentato alla Regione un progetto di sviluppo. Durante la visita del presidente Pigliaru a Nuoro lo scorso 17 dicembre, tra le proposte del Partenariato sono stati individuati cinque temi strategici: infrastrutture; manifatturiero innovativo e aree di crisi; agroalimentare, ambiente e cultura; area vasta; e scuole. Per la settimana prossima sono stati convocati i Tavoli tecnico-tematici da cui ci aspettiamo la massima concretezza e il rispetto dei tempi indicati: entro trenta giorni i tavoli dovrebbero indicare le proposte da portare avanti. Il Piano di rilancio del Nuorese si svolge in maniera autonoma rispetto all’iter di riconoscimento dello stato di crisi delle aree industriali da parte del Ministero dello Sviluppo. È evidente che si tratta di due iniziative parallele ma che sarebbe opportuno che alla fine convergessero in un unico progetto di rilancio del territorio, finanziato sia dalla Regione sia dal Governo. Così come è stato fatto nel Sulcis».Così il presidente Roberto Bornioli ha aperto venerdì 27 Febbraio mattina nell’aula magna del Liceo Scientifico M. Pira a Siniscola il convegno Mosaico dedicato a “Fare impresa a Siniscola e in Baronia. Opportunità e prospettive per lo sviluppo del territorio”.

«Il Piano Sulcis – con il forte impegno della Presidenza regionale – va avanti con decisione, sono state stanziate risorse cospicue, qualche settimana fa si è riunito il Tavolo istituzionale alla presenza del presidente Pigliaru per monitorare la situazione e fare il punto sullo stato di attuazione del Piano, riassunto in un Documento dettagliato e concreto. Tra fondi europei, nazionali, regionali e provinciali con il Piano Sulcis sono stati stanziati 614 milioni di euro, di cui 124 milioni per la fiscalità di vantaggio, 105 per la salvaguardia del tessuto produttivo, altri 97 per le infrastrutture, 177 per le bonifiche e 111 milioni per altre iniziative. Tra CIPE e altri fondi nazionali, più della metà delle risorse arriva dal Governo e sabato scorso anche il CIPE ha dato l’ok definitivo al Piano con quasi 128 milioni di euro già assegnati da spendere entro il 31 dicembre 2015».

(DA: confindustria Sardegna Centrale-27 Febbraio 2015)

Che fine hanno fatto i soldi per le

aree di crisi del Nuorese. Se ne parla al:

CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA

“Fare impresa a Siniscola e in Baronia”

 Venerdì 27 Febbraio 2015-ore 9,00

c/o Liceo Michelangelo Pira

SINISCOLA

Domani 27 febbraio a Siniscola, Confindustria Sardegna Centrale promuove il convegno “Fare impresa a Siniscola e in Baronia. Opportunità e prospettive per lo sviluppo del territorio”.

L’appuntamento è alle 9,00 alla sala conferenze del liceo scientifico Pira.

Si parlerà del ruolo delle imprese e dell’industria nell’economia di un territorio che – seppur segnato dalla crisi – ha tante potenzialità e risorse per ripartire.

Tra i temi al centro del confronto anche lo sviluppo della zona industriale, l’area di crisi di Siniscola, il porto della Caletta, il parco di Tepilora e le prospettive di rilancio legate al Piano del Nuorese avviato dalla Regione.

Al convegno parteciperanno come relatori:

l’Assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, il giornalista Giacomo Mameli, il consigliere regionale e sindaco di Dorgali Angelo Carta, i sindaci di Siniscola Rocco Celentano e di Posada Roberto Tola, e il presidente dell’Associazione Roberto Bornioli.

Insieme ad alcuni imprenditori del territorio, interverranno Mirko Murgia, presidente di Confapi Sardegna Nuoro-Ogliastra, Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Sardegna.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-26 Febbraio 2015)

 

Appello del presidente di Confindustria

nuorese all’assessore regionale Paci

L’apertura di un nuovo bando per le Aree di crisi del Nuorese, per recuperare i 9,5 milioni di euro non ancora impegnati. È la richiesta avanzata in una lettera inviata all’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci.

Lettera firmata dal presidente della Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioli. «Affinché lo strumento abbia successo, bisogna tener conto delle difficoltà emerse in questi anni, allargare la platea dei beneficiari ad altri settori, estendere la partecipazione a quei Comuni delle zone interne che sono stati esclusi, e soprattutto dare a Pratosardo una seconda possibilità. La dgr 33/42 del 31 luglio 2012 infatti ha assegnato alla Sardegna centrale Nuorese 50 milioni di euro, di cui 27 milioni a sostegno di investimenti aziendali».

«Di questi 27 milioni, però – sottolinea il presidente degli industriali nuoresi e ogliastrini –, ne sono stati impegnati soltanto 17,5 (dgr del 30 dicembre 2014) a beneficio di 117 investimenti aziendali».

Risultato certamente non trascurabile – a detta di vertici della Confindustria nuorese – ma che, tra continui rinvii, arriva dopo almeno quattro anni di lavoro e un lungo percorso a ostacoli cui si sono dovute sottoporre le aziende. Se da un lato, occorre lavorare affinché tutte le istruttorie vadano a buon fine apportando i correttivi necessari, dall’altro occorre recuperare i soldi non ancora impegnati.

«Oltre ai 9,5 milioni residui dal bando per le imprese – spiega Bornioli –, restano i 23 milioni per infrastrutture, formazione e azioni di contesto, stanziati e mai spesi. In tutto, su 50 milioni di euro stanziati per il Nuorese, restano da utilizzarne ancora 32,5. L’analisi dei dati mostra che il 60% dei progetti di investimento si concentra in cinque Comuni.

Emerge poi il forte dinamismo dei centri costieri (con ben 34 progetti a Dorgali, 14 a Siniscola, 6 a Orosei) e l’interesse per lo strumento registrato in quei Comuni delle zone interne ammessi a partecipare, da dove arriva il 40% dei piani di investimento nonostante gran parte del territorio fosse escluso. Evidente è poi il flop del bando a Nuoro-Pratosardo dove si contano soltanto sei piani di investimento. Pochissimi, in un area produttiva dove si concentra la maggior parte delle imprese del centro Sardegna e che è oggi fortemente in crisi».

Queste le proposte della Confindustria Sardegna centrale all’assessore Paci: «Aprire un nuovo bando per le aree di crisi del Nuorese con i 9,5 milioni di euro residui; allargare la partecipazione ad altri comparti produttivi. Oltre al manifatturiero, all’agroalimentare e al turismo, inserire per esempio anche l’industria culturale; estendere – va avanti ancora Roberto Bornioli – il nuovo bando a quei Comuni delle zone interne del Nuorese finora esclusi dando seguito alla dgr 42-24 del 16 ottobre 2013 che, come da noi richiesto, ha riconosciuto la Barbagia-Mandrolisai come territorio svantaggiato».

E ancora: «Impegnare subito i 23 milioni di euro (dgr 33-42 del 31luglio 2012) destinati a infrastrutture (9 milioni), formazione (9 milioni) e azioni di contesto (5 milioni) e il cui utilizzo è del tutto indipendente dall’iter dei bandi per le imprese». Quinto e ultimo punto: «Sull’istruttoria dei progetti ammessi, si stanno già registrando difficoltà e intoppi da parte della banca istruttrice.

Occorre pertanto semplificare le procedure ma anche facilitare l’accesso al credito. Visto che tra aree di crisi e territori svantaggiati sono aperti 6 bandi territoriali, l’unico modo per accelerare è di dedicare una task force che possa dedicarsi esclusivamente ai 117 progetti del Nuorese».

(DA: La Nuova Sardegna-20 Gennaio 2015)

“L’industria alimentare settore strategico per la Sardegna.

Il polo agroalimentare del Marghine”

 MACOMER, 17 ottobre 2014, ore 9.00

c/o sala convegni ex Caserme Mura, Viale Gramsci

Venerdì 17 ottobre a Macomer si terrà il convegno “Il polo agroalimentare del Marghine,L’industria alimentare settore strategico per la Sardegna. Tradizione, innovazione, Expo 2015, Europa, export”.

L’incontro si terrà, all’auditorium delle ex Caserme Mura, a partire dalle 9.

Promosso dalla nostra Organizzazione, in collaborazione con la Camera di Commercio, il convegno intende offrire un’occasione di confronto e approfondimento sul settore agroalimentare, fondamentale per l’economia del Marghine e strategico per tutta la Sardegna.

L’obiettivo è di favorire forme di collaborazione e dialogo a vari livelli, sia tra le varie componenti della filiera, in particolare tra le aziende di trasformazione e il settore agricolo, sia tra gli Assessorati regionali all’Industria e all’Agricoltura cui sono delegate importanti competenze nella gestione del comparto agroalimentare.

Nel corso della giornata, uno spazio particolare sarà dedicato al polo agroalimentare del Marghine, una realtà industriale di eccellenza a livello regionale e che, nonostante le tante difficoltà, ha saputo reagire alla crisi e presenta oggi interessanti potenzialità e margini di crescita. Si parlerà anche di normative e politiche europee specifiche per il settore, di export, di reti d’impresa e delle opportunità legate all’Expo Milano 2015, dedicata quest’anno proprio all’agroalimentare.

Tra i relatori, parteciperanno l’Assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, l’Assessore regionale all’Agricoltura Elisabetta Falchi, il vicepresidente vicario di Assolatte Antonio Auricchio, il responsabile Federalimentare a Bruxelles Paolo Patruno, il consigliere regionale Daniela Forma e il presidente provinciale di Confagricoltura Stefano Ferranti.

Un cordiale saluto

Il Presidente 

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-10 ottobre 2014)

 

EFETTO CLESSIDRA“ 

Non c’è più tempo,

via al piano di rinascita!


“Da oltre due anni Confindustria ha denunciato in tutti i modi possibili, e quasi in solitudine, le conseguenze devastanti prodotte sulla Sardegna Centrale e sulle sue zone interne da una serie di criticità che si sovrappongono alla gravissima crisi economica.

Effetto clessidra, spopolamento, degrado infrastrutturale, solitudine delle imprese, pericoli derivanti dalle riforme in atto. Temi che abbiamo evidenziato con insistenza in numerosi convegni, conferenze stampa, interventi sui media, dossier, dibattiti pubblici, incontri con istituzioni e politici. Nuoro è la 5° provincia italiana più colpita dalla crisi.

A fronte di ciò: 

1) Stato e Regione hanno smesso di programmare interventi a favore della Sardegna Centrale e continuano a concentrare risorse e attenzioni solo verso i poli forti a nord e a sud dell’isola. È “l’effetto clessidra”: i piani di sviluppo, gli investimenti, le infrastrutture, i fondi europei vengono indirizzati prevalentemente verso poche aree regionali, lasciando agli altri territori solo le briciole. 

2) Le principali aree industriali e le aree PIP sono in un pietoso stato di degrado e incuria, prive spesso di infrastrutture e servizi essenziali. Manca il metano, a volte l’acqua e internet veloce. Strade, illuminazione, linee telefoniche e depuratori sono carenti.

Fatto 100 l’indice infrastrutture Italia, quello regionale vale 50, quello provinciale invece solo 20. 

3) Le imprese sono sole, stremate dalla recessione, paralizzate dalla burocrazia, tartassate dalle tasse, prive di infrastrutture e servizi, rese non competitive da elevati costi di energia e trasporti. Spesso nessuno le ascolta. Questa “solitudine delle imprese” incide fortemente sulla loro fiducia e sulla volontà di “resistere”. 

4) Nelle nostre zone interne, è in atto un costante processo di spopolamento, anche in termini di imprese: si stima che al 2020 il reddito delle famiglie calerà del 15% e già oggi il 70% delle imprese è insediato sulle coste. Nel 2013, in provincia di Nuoro il tasso di disoccupazione reale si attesta al 25%, quella giovanile supera il 50%. La crisi dunque non è solo economica ma anche demografica e sociale. 

5) Stato e Regione hanno in itinere pericolosi processi di riforma che comportano un irreversibile smantellamento della pubblica amministrazione e di servizi essenziali per imprese e cittadini. I tagli lineari colpiscono scuola, sanità, uffici pubblici e forze dell’ordine. A Nuoro, che perderà la Provincia, sono a rischio Prefettura, CCIAA, Questura, Tribunale e altri servizi.

Sono in forte pericolo molti presidi culturali, dall’Università all’Ailun, dal Man al museo Nivola all’ISRE, dal Trenino Verde alla Fiera del Libro a Macomer. 

6) Per effetto della crisi dell’apparato produttivo, dello smantellamento di quello pubblico e dell’effetto clessidra, i principali centri della Sardegna Centrale, Nuoro, Macomer e Siniscola, hanno perso centralità e sembrano avviati verso un inesorabile declino. 

In gioco c’è il futuro di questo Territorio che necessita di un immediato cambio di rotta e di interventi concreti. Come Confindustria, abbiamo predisposto – insieme ai Comuni, alla Provincia, ai sindacati e alle altre associazioni di categoria – un Progetto di rilancio. Perché non c’è più tempo: o si agisce subito o l’emergenza diventerà cronica.

Il Territorio unito attende la convocazione dell’incontro, chiesto ad agosto al presidente Pigliaru che abbiamo chiamato qui a Nuoro per aprire un Tavolo di confronto con la Regione.”

Il Presidente:

Roberto Bornioli

(DA: comunicato Presidente Confindustria Sardegna Centrale-30 settembre 2014)

La rete MANNA punta a nuovi mercati

in Gran Bretagna, Germania e Polonia

Quì di seguito il comunicato del presidente Roberto Bornioli sulle opportunità derivanti dalle aggregazioni tra imprese e l’esperienza della rete MANNA GustoSardegna.

TESTO INTEGRALE

“Al via il Piano export della rete MANNA GustoSardegna, l’aggregazione nata all’interno di Confindustria Sardegna Centrale e che dal marzo 2013 riunisce otto imprese d’eccellenza dell’agroalimentare tipico sardo, con un fatturato complessivo di 40 milioni di euro all’anno e 140 addetti. A poco più di un anno dalla nascita, la rete MANNA è pronta a sbarcare in Gran Bretagna, in Germania e in Polonia.

Tre mercati europei che registrano interessanti margini di crescita soprattutto nel settore agroalimentare, in particolare per le specialità regionali, la cucina etnica e i prodotti tipici e di qualità come quelli sardi. Il costo complessivo dell’investimento è di 300mila euro, necessari per finanziare attività di marketing, promozione, logistica e altre attività di supporto.

L’export è una grande opportunità che offre alle aziende interessanti margini di crescita. In Sardegna però c’è ancora molto da fare sul fronte delle aggregazioni: i dati sulla diffusione delle reti sono infatti ancora molto bassi. La nostra isola è all’undicesimo posto in Italia per diffusione di reti d’impresa (con 183 aziende coinvolte) ma vanta un primato positivo per le imprese dell’agroalimentare: sono ben 94 le aziende che in questo settore si sono aggregate. Perché non sempre “piccolo è bello” ma bisogna crescere e fare squadra così da poter anche migliorare le performance già significative del settore agroalimentare che nelle province di Nuoro e Ogliastra conta 524 imprese attive, più di 1700 addetti e un giro d’affari per l’export pari a 25 milioni di euro, il 21% dell’export provinciale (dati Uniocamere 2012).

Internazionalizzare non è un’operazione semplice. Richiede preparazione, competenze diversificate e professionalità. Bisogna studiare il mercato, analizzare i concorrenti e imparare a conoscere la catena della distribuzione e i fabbisogni dei nuovi consumatori. Per questo è necessario unire le forze e lavorare all’interno di una rete, ottimizzando i risultati e sfruttando le economie di scale, come hanno deciso di fare le otto aziende associate in MANNA GustoSardegna. Perché non è sufficiente che il prodotto sia buono e rispetti le norme alimentari – spesso rigide e complicate – del Paese di destinazione. Occorre lavorare sul packaging e sulla tipologia di prodotto per adattarsi ai gusti e agli stili di vita dei consumatori, che per lo più ricercano prodotti genuini ma al tempo stesso versatili e veloci da preparare.

Certo è che si possa improvvisare. Serve una pianificazione precisa e figure specializzate come l’export manager in grado di facilitare l’avvio di rapporti commerciali con i nuovi mercati. Grazie al nuovo piano export, i prodotti più rappresentativi dell’agroalimentare tipico sardo saranno presto sulle tavole di inglesi, polacchi e tedeschi, sempre più attenti al mangiare sano e ai prodotti semplici e genuini, così caratteristici del made in Sardinia: dai salumi ai formaggi delle Fattorie Gennargentu ai prodotti del biscottificio Tipico di Fonni ai vini Gostolai di Oliena, dalle farine Brundu di Macomer ai dolci della pasticceria Esca di Dorgali, dai formaggi alla pasta fresca del gruppo Denti&C. al pane tipico della famiglia Ferreli di Lanusei.

La rete – che punta sull’offerta di un’ampia varietà di prodotti tipici e di nicchia – è pronta anche ad allargarsi aprendo le porte ad altre aziende e a nuove produzioni.”

(DA: comunicato di Confindustria Sardegna Centrale-13 Agosto 2014)

Il  presidente Roberto Bornioli:

“è il deserto telematico”

“Gli investimenti per le infrastrutture digitali a banda larga e ultra-larga non sono più rinviabili e su questo occorre accelerare”.

L’ha sottolineato nei giorni scorsi a Venezia il premier Renzi presentando l’Agenda digitale tra gli obiettivi strategici del semestre europeo. E lo hanno indicato come esigenza prioritaria le nostre imprese che tutti i giorni toccano con mano i problemi derivanti da linee adsl poco performanti e in alcuni casi inesistenti.

Le priorità sono state indicate con chiarezza dai nostri imprenditori che intervistati da Confindustria hanno segnalato in testa ai fabbisogni più urgenti, al primo posto, il cablaggio in fibra ottica e a seguire la copertura GSM delle zone d’ombra e il potenziamento delle linee adsl.

Nelle aree industriali di Bolotana, Orosei, Siniscola e Tossilo, e in diverse aree PIP comunali della provincia, la situazione è fortemente critica.

Mentre le nostre imprese faticano a dotarsi di una connessione a 2 MB al secondo, la maggior parte dei competitor europei dispongono di linee che viaggiano a 30 MB al secondo. In queste condizioni è difficile essere competitivi. Queste carenze sono state confermate anche dall’Istituto Tagliacarne che – fissando a 100 la media nazionale e assegnando alla Sardegna un indice pari a 44,85 – piazza la provincia di Nuoro agli ultimi posti in Italia per infrastrutture telematiche e telefoniche assegnandogli un indice pari a 21,21.

Il paradosso è che mentre nell’isola, secondo le statistiche, soltanto il 2,4% della popolazione è privo di internet veloce, in diverse aree industriali della Sardegna centrale operano aziende importanti che ne sono prive.

Uno dei casi eclatanti è quello di Antica Fornace Villa di Chiesa che da 14 anni attende l’attivazione della banda larga, la cui assenza causa all’impresa non pochi problemi nei rapporti con i fornitori e la casa madre. Si stima che per consentire all’azienda l’accesso alla banda larga basterebbe un investimento di 450mila euro. La mancanza di internet veloce è una situazione che ha dell’incredibile per un’impresa, produttrice di guarnizioni in gomma, leader nell’isola per fatturato, con 132 dipendenti a tempo indeterminato e 1750 clienti in tutto il mondo.

Un’azienda gioiello il cui titolare è stato chiamato per una testimonianza alla presentazione del rapporto Crenos, a riconoscimento dell’eccellenza dell’azienda sul panorama regionale.

Nonostante le gravi criticità tra cui l’assenza di internet veloce, l’impresa sta avviando un investimento importante che porterà all’ampliamento della filiera e al forte incremento dei dipendenti. Il personale, tutto altamente qualificato, è giovane, motivato e fortemente attaccato all’azienda in cui il tasso di assenteismo si ferma alla soglia fisiologica del 2%.

Come altre aziende nel centro Sardegna, Antica Fornace è un’azienda modello che ha ottenuto negli anni diverse certificazioni a conferma delle ottime performance raggiunte non solo nell’organizzazione aziendale ma anche sul fronte della sicurezza e della qualità del prodotto.

Per questo come Confindustria chiediamo da tempo una soluzione rapida e definitiva delle numerose criticità, perché non possiamo compromettere la competitività di un patrimonio così prezioso, in termini di competenze e professionalità.

La recente visita dell’assessore regionale all’Industria e l’interessamento della Giunta rappresentano certamente un segnale in questo senso.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-11 Luglio 2014)

Se ne parla il 27 giugno a Nuoro

nel convegno organizzato da Confindustria

Un’occasione importante per condividere

una proposta di crescita e sviluppo

“Verso un progetto per la Sardegna

centrale e le sue zone interne”.

È questo il tema del convegno organizzato da Confindustria per il prossimo venerdì 27 giugno a Nuoro all’auditorium della CCIAA a partire dalle 9.

L’obiettivo è di aprire un confronto con tutto il Territorio sulla necessità che la Sardegna centrale e le sue zone interne abbiano il giusto riconoscimento nelle politiche regionali e nazionali e ciò anche alla luce delle ipotesi di riforma degli enti intermedi e di riassetto degli ambiti territoriali. Se il territorio resta immobile rischiamo di subire passivamente scelte calate dall’alto che potrebbero marginalizzare ancora di più un territorio già penalizzato.

L’idea è di condividere – con gli Enti locali, i rappresentanti politici e i soggetti economici e tutto il Territorio – una proposta progettuale aperta al contributo di tutte le forze del territorio ciascuna per la propria competenza. Per la provincia di Nuoro – penalizzata da gravi criticità – è un’occasione importante per chiedere a gran voce un riequilibrio territoriale e maggiori attenzioni e più risorse.

L’iniziativa offre l’opportunità di discutere tematiche fondamentali per il futuro del territorio: si parlerà di impresa, di decentramento, di infrastrutture, di università e alta formazione, di come valorizzare i nostri straordinari attrattori culturali e ambientali. Tutto nell’ottica di superare questa crisi rilanciando l’economia e creando nuove opportunità per la crescita e lo sviluppo del territorio.

Al convegnocoordinato dal presidente di Confindustria Sardegna Centrale Roberto Bornioli parteciperanno il neoeletto presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria nazionale Marco Gay, l’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci.

Nel corso della giornata sarà consegnato un premio all’imprenditrice Lisa Meles, titolare della Tre C Prefabbricati, azienda gravemente colpita dall’alluvione dello scorso 18 novembre. Il premio vuole essere un riconoscimento alla tenacia e al coraggio di chi fa impresa – tra mille difficoltà e carenze – nel centro Sardegna.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-25 Giugno 2014)

Confindustria chiede alla Regione

di convocare il Tavolo di partenariato.

Il presidente Roberto Bornioli che venerdì 23 maggio ha inviato una lettera al presidente della Regione e agli assessori regionali alla Programmazione e all’Industria in merito ai Piani di sviluppo locale per l’Area di crisi Sardegna Centrale Nuorese.

COMUNICATO DEL PRESIDENTE ROBERTO BORNIOLI

“Sono 321 le manifestazioni di interesse ammesse alla seconda fase dei Piani di sviluppo locale per l’Area di crisi Sardegna centrale Nuorese con un contributo richiesto totale pari a 49,2 milioni di euro. Sono progetti di investimento presentati da aziende che, pur in un quadro di fortissima crisi economica, hanno programmato piani di ampliamento e nuove attività d’impresa in settori prioritari come il manifatturiero, l’agroalimentare e il turismo, nei 50 Comuni ricadenti nell’ambito delle aree industriali di Pratosardo, Siniscola, Ottana e Tossilo e in Planargia.

Ebbene, a oggi, nonostante le forti aspettative, a due anni e mezzo dall’avvio delle procedure – iniziate nel 2011 – le aziende non hanno ancora potuto presentare i veri e propri business plan da ammettere a finanziamento (l’accesso a questa seconda fase è slittato al prossimo 26 giugno), e quel che è peggio gli altri interventi previsti per infrastrutture, la formazione e le azioni di contesto (cui sono destinati 23 milioni di euro) sono fermi al palo. L’iter sembra una vera corsa a ostacoli di cui non si intravede la fine.

O si accelera o si rischia seriamente che tali Progetti di Sviluppo risultino del tutto inefficaci e da volano per la ripresa si trasformino in esempio di inefficienza e burocrazia soffocante, come accaduto a Tossilo dove il progetto pilota – avviato nel 2009 – non si è ancora concluso e non ha inciso, a parte pochi casi virtuosi, sull’economia del territorio. Per questo in una lettera al Presidente della Regione e agli assessori alla Programmazione e all’Industria Confindustria ha chiesto la convocazione in via d’urgenza del Tavolo di partenariato del Nuorese, per capire quali azioni la Regione intenda mettere in campo per dare gambe al Progetto. Esso resta infatti un modello valido, al quale il Territorio ha lavorato con impegno negli ultimi anni. Per non vanificare gli sforzi, è però necessario che i Progetti siano esecutivi in tempi stretti.

Altrimenti, in mancanza di riscontri tangibili nel breve periodo, paradossalmente è preferibile che la procedura sia interrotta, la delibera ritirata e il bando annullato. Avere la certezza che l’investimento non può realizzarsi è meno dannoso rispetto a estenuanti rinvii che rendono assolutamente inefficace il provvedimento e non più credibile l’impegno da parte delle Istituzioni. La nostra è naturalmente una provocazione, che avanziamo in senso costruttivo per far capire alla Regione la rilevanza che riponiamo nello strumento, il quale – se applicato in tempi rapidi – può agire da stimolo per l’intero sistema.

Alla Giunta – che essendosi appena insediata non ha responsabilità nei ritardi –

proponiamo di:

1) istituire una task force di tecnici dedicati soltanto alla Sardegna centrale, per accelerare le procedure e renderle subito operative evitando altri rinvii: ci sono altre 4 Aree di crisi e un’unica squadra di lavoro difficilmente può riuscire a seguire tutti i Piani in tempi stretti;

2) attivare subito gli interventi per la formazione, le azioni di contesto e le infrastrutture, capitolo quest’ultimo strategico e che – oltre allo svincolo da Pratosardo alla SS131 – prevede il potenziamento del porto della Caletta e l’efficientamento delle reti telematiche.

3) chiediamo poi di attivare i progetti per il Territorio Svantaggio della Barbagia-Mandrolisai, riconosciuto da una D.G.R. di ottobre 2013 ma rimasto di fatto inattuato. Occorre avviare subito le procedure destinando le risorse necessarie;

4) è poi necessario istituire l’Area di crisi a Tortolì l’unica a essere inspiegabilmente rimasta fuori;

5) infine, su un capitolo rilevante come la formazione, e tenuto conto che poco o nulla sappiamo su quanto accaduto a Tossilo, riteniamo necessario e opportuno il coinvolgimento delle forze economiche e sociali del territorio.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-26 Maggio 2014)

Quì di seguito il comunicato in merito all’incontro di lunedì mattina a Nuoro, dove i vertici di Confindustria Sardegna Centrale e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i parlamentari e i consiglieri regionali del Nuorese.

«La crisi del Nuorese è gravissima e la situazione viene sottovalutata. Siamo allo stremo e prima che sia troppo tardi bisogna muoversi uniti. Per questo vi chiediamo di farvi portavoce della sofferenza della nostra provincia e di sollecitare lo Stato e la Regione a mettere a punto un Progetto di rilancio per il Nuorese e le sue zone interne da condividere con tutte le forze del territorio. Abbiamo già aperto un confronto con la Provincia e il Comune di Nuoro e siamo aperti al dialogo e alla collaborazione con tutti». Così il presidente di Confindustria Roberto Bornioli e i segretari confederali di Cgil Cisl e Uil, Salvatore Pinna, Michele Fele e Felicina Corda lunedì scorso a Nuoro nel corso dell’incontro con i rappresentanti politici del Nuorese.

All’iniziativa, promossa da Confindustria e da Cgil, Cisl e Uil, è stato introdotto dal presidente della Confindustria nuorese, Roberto Bornioli, e dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Salvatore Pinna, Michele Fele e Felicina Corda, i quali hanno spiegato le ragioni della proposta. All’incontro hanno partecipato i consiglieri regionali Efisio Arbau, Angelo Carta, Luigi Crisponi, Roberto Deriu, Daniela Forma, Emilio Usula, il deputato Roberto Capelli e il senatore Giuseppe Luigi Cucca.

I numeri dell’emergenza sono devastanti: in provincia di Nuoro su una forza lavoro di 138mila unità gli occupati sono appena 53mila. Seimila sono i disoccupati e il 57,2% – ben 79mila – sono gli inattivi. Nel 2012 sono state autorizzate 3,7 milioni di ore di cassa integrazione. A fronte della scomparsa di interi settori produttivi (tessile e cartografico) non è stato messo in atto alcun piano di riconversione.

Il settore chimico è ridotto al lumicino, l’edilizia è al collasso e il turismo è in forte difficoltà. Eppure la provincia ha tante risorse e può contare su settori produttivi di eccellenza come il lapideo, l’agroalimentare, il settore turistico ed energetico. Per questo – ha sottolineato Bornioli – lo Stato e la Regione devono mettere a punto una strategia di rilancio, un Progetto operativo per il Nuorese e le sue zone interne, così come è stato fatto per altre aree in Sardegna, per esempio il Sulcis e il Sassarese.

NUORO: Zona industriale di Pratosardo

NUORO: Zona industriale di Pratosardo (foto camedda-aprile 2010)

«Non siamo qui per lamentarci – ha sottolineato il presidente di Confindustria Roberto Bornioli –. Vogliamo fare le nostre proposte e prima di tutto richiamare l’attenzione dello Stato e della Regione su tre emergenze prioritarie:

1) è fondamentale che la Regione attivi subito gli interventi per le Aree di crisi di Pratosardo, Siniscola, Ottana e Tossilo che prevede azioni di sostegno alle imprese, formazione e infrastrutture. Altrimenti c’è il rischio concreto che l’intera misura si trasformi in un flop. Non vogliamo che si ripetano gli stessi errori fatti a Tossilo.

2) Occorre poi definire una strategia sul futuro della centrale elettrica di Ottana – ha detto Bornioli – L’impianto è strategico per tutto il sito industriale. In attesa dell’arrivo del gas metano – come era stato promesso nel Patto per il territorio sottoscritto tra gli altri da Regione, Provincia ed Enti locali – è necessario che il Ministero riconosca la proroga del regime di essenzialità, come previsto per le altre centrali in Sardegna.

3) Sono trascorsi sei mesi dall’alluvione e niente è stato fatto. Il Nuorese è il territorio che ha subito i danni maggiori alla viabilità. Bisogna partire immediatamente con le opere di ricostruzione anche se le mosse del Governo non ci rassicurano: i soldi stanziati sono nettamente inferiori a quanto stabilito inizialmente e tutto procede con estrema lentezza. Quanto al Progetto che proponiamo, esso può essere realizzato con i fondi Ue. Occorre soltanto un’adeguata programmazione e una maggiore capacità di utilizzo delle risorse», ha concluso Bornioli.

«Dobbiamo rivendicare uniti un nuovo patto di sviluppo perché questa è una vera emergenza. Il nostro territorio ha bisogno di maggiori attenzione da parte dello Stato e della Regione» – ha detto Salvatore Pinna della Cgil. «Questo non un’azione isolata ma vorremo che fosse l’inizio di un percorso comune. Non possiamo permetterci di essere disuniti e di andare ciascuno per conto proprio», ha aggiunto Michele Fele della Cisl. «Le nostre proposte si basano su due precondizioni – ha spiegato Felicina Corda della Uil. Prima di tutto occorre sostenere le attività esistenti che sono a fondamento di qualsiasi piano di sviluppo. E in secondo luogo, bisogna salvaguardare la scuola, la sanità e i presidi di sicurezza del territorio. Il Nuorese è altrimenti destinato allo spopolamento e alla desertificazione».

Alla base della proposta c’è il recepimento delle strategie di crescita e di sviluppo delle zone interne definite dall’Europa per la spendita dei fondi della programmazione 2014-2020.

Il progetto si basa su sei proposte:

1) valorizzazione dell’ambiente a fini turistici e produttivi;

2) sostegno all’industria e agli enti culturali del territorio;

3) piano per le infrastrutture;

4) sostegno alle imprese, sia attivando subito gli interventi per le Aree di crisi sia prevedendo forme di fiscalità di vantaggio, come fatto per altri territori;

5) decentramento dell’amministrazione regionale;

6) investimenti per l’università nuorese e la formazione di qualità.

(DA:comunicato Confindustria Sardegna Centrale-14.05.2014)

 

Venerdì 21 marzo 2014 ore 10

Nuoro – c/o sede via Veneto 46

Confindustria presenta

“DOSSIER INFRASTRUTTURE”

L’indagine ha interessato 250 imprenditori della Sardegna centrale

250 imprenditori intervistati, 3 aree tematiche analizzate, più di 200 ore di testimonianze dirette degli imprenditori che raccontano la precarietà della dotazione infrastrutturale nel Nuorese.

Tra gennaio e febbraio 2014 Confindustria ha realizzato un’indagine sul sistema infrastrutturale in provincia di Nuoro e ha chiesto agli imprenditori quali siano le opere strategiche da realizzare nel territorio e quanto siano soddisfatti della situazione esistente.

Tante le novità, a partire dal fatto che per la prima volta non ci si è concentrati tanto sull’analisi dell’esistente quanto sui fabbisogni concreti delle imprese.

L’indagine ha interessato tre temi principali: 1) reti stradali e portuali; 2) reti telematiche e telefoniche; 3) reti energetiche, idriche e rifiuti e ha coinvolte le imprese della provincia di Nuoro.

Sulla base delle indicazioni date dagli imprenditori, Confindustria ha elaborato tre classifiche che sintetizzano in modo efficace quali sono – per ogni tipologia infrastrutturale – le opere di cui le imprese hanno maggiormente bisogno.

I risultati dell’indagine sono stati poi descritti e analizzati in un dossier che sarà presentato dal presidente Roberto Bornioli venerdì 21 marzo alle 10 a Nuoro, alle 10 nella sede dell’Associazione in via Veneto 46.

Attraverso le testimonianze dirette dei rappresentanti aziendali saranno illustrati i casi eclatanti della Sarflex nell’area industriale di Siniscola, della Suberextra insediata nell’area PIP di Ovodda, dell’Unicolor nell’area PIP Sas Mancas di Orosei e di Antica Fornace operativa nell’area industriale di Bolotana.

(Da:comunicato Confindustria Sardegna Centrale-19 marzo 2014)

Le proposte di Confindustria ai candidati

Presidenti della prossima legislatura regionale

MERCOLEDI 15 GENNAIO 2014 ORE 10.30

(sede di via Veneto 46 a Nuoro)

Crisi economica, difficoltà delle imprese e pesante disoccupazione; spopolamento e nuova emigrazione; arretramento dello Stato e messa in discussione dei servizi essenziali:

il malessere della Sardegna centrale

e delle zone interne è fortissimo e profondo.

Un declino economico che è sempre più un declino sociale e politico e al quale occorre dare risposte immediate sin dai primi mesi della prossima legislatura.

Lo diciamo da tempo, occorre una terapia d’urto basata su un progetto condiviso che rimetta i problemi del Nuorese e del centro Sardegna tra le priorità dell’agenda di governo regionale.

Confindustria fa le sue proposte presentando ai candidati Presidenti un pacchetto di misure concrete per rimettere in moto il territorio e le nostre comunità e compensare il divario crescente rispetto alle aree regionali più forti.

Il documento sarà presentato dal presidente Roberto Bornioli mercoledì 15 gennaio alle ore 10.30 nella sede di via Veneto 46 a Nuoro.

 (DA: comunicato Confindustria NU/OG-12 gen 2014)

Comunicato del presidente della Sezione

Costruttori Edili dell’Associazione, Peppino Mastio

DEBITI DELLA P.A. NEI CONFRONTI

DELLE IMPRESE EDILI.

FINORA SOLO PROCLAMI!

Il via libera al pagamento, da parte della PA, di una parte dei lavori appaltati e conclusi dalle imprese edili, resta per ora solamente un proclama. In Sardegna ammonta a 360 milioni di Euro il debito complessivo che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese edili per le loro opere e servizi prestati al 31 Dicembre 2012. Il 70% di questa somma è dovuto dagli enti locali, in particolare province e comuni, senza contare i debiti che la P.A stà accumulando nel 2013.

Dopo tre mesi dall’annuncio del superamento del patto di stabilità, la situazione non è affatto migliorata ed anzi i segnali negativi crescono in modo drammatico. Nella sola provincia di Nuoro le imprese edili attendono di incassare milioni di Euro dalla Pubblica Amministrazione (in buona parte Comuni ed enti intermedi) bloccati dal patto di Stabilità e dalla burocrazia.

Inoltre, nel caso di aggiudicazione dei (pochi) lavori appaltati, spesso non vengono firmati i contratti. La ragione è data dall’incertezza nel trasferimento delle risorse necessarie al pagamento dei lavori. Un’incertezza che gli enti appaltanti devono subire da parte della Regione e che ribaltano sulle imprese.

E’ inutile dare il via libera al pagamento di quanto dovuto ed appaltare nuovi lavori se non si entra nella disponibilità dei fondi necessari. Su questo tema la Regione esprime un silenzio assordante, nonostante i proclami.

E’ opportuno ricordare che dal 1 Gennaio 2013, i lavori e le forniture devono essere pagati entro 30 giorni.

Per l’ennesima volta si ripresenta il problema dei tempi burocratici, della scarsa efficienza nelle procedure di trasferimento dei fondi, e di una ancor più odiosa ipotesi: si tratta di una incapacità tecnico-amministrativa oppure di strategia consapevole da parte dello Stato per ritardare ulteriormente il pagamento dei debiti?

La certezza è invece un’altra: si ingrossa il numero di aziende edili chiuse e di disoccupati mentre la P.A. che deve pagare le aziende non riduce nè personale nè uffici.

Come abbiamo già evidenziato in altre occasioni, i motivi di questa situazione sono diversi: i ritardi nei pagamenti dei lavori da parte della P.A si assommano alla crisi generale, al patto di Stabilità, alla burocrazia vischiosa e paralizzante ed alla crescente difficoltà di accesso al credito.

L’edilizia è il settore economico che ha subito le perdite maggiori di occupati. Negli ultimi 5 anni In Sardegna hanno perso il posto 22.600 addetti. In provincia di Nuoro e Ogliastra gli iscritti alle Casse Edili sono diminuiti del 50%. Le casse dei comuni sardi contengono 641 milioni di Euro da investire per infrastrutture ma sono bloccati dal patto di Stabilità e dalla burocrazia. Quasi la metà di questa cifra accumulata negli ultimi 5 anni poteva essere utilizzata per pagare i lavori svolti dalle imprese.

Riteniamo che una tale situazione renda poco efficaci le agevolazioni e gli sgravi per le nuove assunzioni. La mancanza di liquidità, la conseguente e insopportabile pressione del sistema creditizio e la conseguente impossibilità nell’ottenere il DURC.

Facciamo dunque appello agli assessorati competenti in regione affinchè si sblocchi rapidamente la situazione.

Si tratta di rendere effettivo, immediato e completo, il trasferimento di risorse economiche che oggi sono linfa vitale per le imprese ed i lavoratori dell’edilizia. Il Decreto legge sul pagamento dei debiti della P.A. serve per salvare dal baratro la nostra economia, non è un provvedimento in mano alla discrezionalità di burocrati pubblici, anche se si è arrivati all’assurdo di attendere un decreto per pagare quanto dovuto legittimamente alle imprese per i lavori svolti”".

**DA: comunicato Confindustria NU-OG-30 mag 2013**