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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: regione sarda

La mia foto contiene una vista panoramica parziale della città (m.camedda)

Il Presidente Francesco Pigliaru

a Nuoro

“Nuoro Metropolitana, biglietto per il futuro”

E’ il titolo dell’incontro di oggi, alle 18:30, tra il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il sindaco di Nuoro Sandro Bianchi.

Appuntamento al Belvedere

di via Aspromente alle 18:30.

(DA: comunicato del Sindaco di Nuoro Sandro Bianchi-2015)

Che fine hanno fatto i soldi per le

aree di crisi del Nuorese. Se ne parla al:

CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA

“Fare impresa a Siniscola e in Baronia”

 Venerdì 27 Febbraio 2015-ore 9,00

c/o Liceo Michelangelo Pira

SINISCOLA

Domani 27 febbraio a Siniscola, Confindustria Sardegna Centrale promuove il convegno “Fare impresa a Siniscola e in Baronia. Opportunità e prospettive per lo sviluppo del territorio”.

L’appuntamento è alle 9,00 alla sala conferenze del liceo scientifico Pira.

Si parlerà del ruolo delle imprese e dell’industria nell’economia di un territorio che – seppur segnato dalla crisi – ha tante potenzialità e risorse per ripartire.

Tra i temi al centro del confronto anche lo sviluppo della zona industriale, l’area di crisi di Siniscola, il porto della Caletta, il parco di Tepilora e le prospettive di rilancio legate al Piano del Nuorese avviato dalla Regione.

Al convegno parteciperanno come relatori:

l’Assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, il giornalista Giacomo Mameli, il consigliere regionale e sindaco di Dorgali Angelo Carta, i sindaci di Siniscola Rocco Celentano e di Posada Roberto Tola, e il presidente dell’Associazione Roberto Bornioli.

Insieme ad alcuni imprenditori del territorio, interverranno Mirko Murgia, presidente di Confapi Sardegna Nuoro-Ogliastra, Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Sardegna.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-26 Febbraio 2015)

 

Appello del presidente di Confindustria

nuorese all’assessore regionale Paci

L’apertura di un nuovo bando per le Aree di crisi del Nuorese, per recuperare i 9,5 milioni di euro non ancora impegnati. È la richiesta avanzata in una lettera inviata all’assessore regionale alla Programmazione Raffaele Paci.

Lettera firmata dal presidente della Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioli. «Affinché lo strumento abbia successo, bisogna tener conto delle difficoltà emerse in questi anni, allargare la platea dei beneficiari ad altri settori, estendere la partecipazione a quei Comuni delle zone interne che sono stati esclusi, e soprattutto dare a Pratosardo una seconda possibilità. La dgr 33/42 del 31 luglio 2012 infatti ha assegnato alla Sardegna centrale Nuorese 50 milioni di euro, di cui 27 milioni a sostegno di investimenti aziendali».

«Di questi 27 milioni, però – sottolinea il presidente degli industriali nuoresi e ogliastrini –, ne sono stati impegnati soltanto 17,5 (dgr del 30 dicembre 2014) a beneficio di 117 investimenti aziendali».

Risultato certamente non trascurabile – a detta di vertici della Confindustria nuorese – ma che, tra continui rinvii, arriva dopo almeno quattro anni di lavoro e un lungo percorso a ostacoli cui si sono dovute sottoporre le aziende. Se da un lato, occorre lavorare affinché tutte le istruttorie vadano a buon fine apportando i correttivi necessari, dall’altro occorre recuperare i soldi non ancora impegnati.

«Oltre ai 9,5 milioni residui dal bando per le imprese – spiega Bornioli –, restano i 23 milioni per infrastrutture, formazione e azioni di contesto, stanziati e mai spesi. In tutto, su 50 milioni di euro stanziati per il Nuorese, restano da utilizzarne ancora 32,5. L’analisi dei dati mostra che il 60% dei progetti di investimento si concentra in cinque Comuni.

Emerge poi il forte dinamismo dei centri costieri (con ben 34 progetti a Dorgali, 14 a Siniscola, 6 a Orosei) e l’interesse per lo strumento registrato in quei Comuni delle zone interne ammessi a partecipare, da dove arriva il 40% dei piani di investimento nonostante gran parte del territorio fosse escluso. Evidente è poi il flop del bando a Nuoro-Pratosardo dove si contano soltanto sei piani di investimento. Pochissimi, in un area produttiva dove si concentra la maggior parte delle imprese del centro Sardegna e che è oggi fortemente in crisi».

Queste le proposte della Confindustria Sardegna centrale all’assessore Paci: «Aprire un nuovo bando per le aree di crisi del Nuorese con i 9,5 milioni di euro residui; allargare la partecipazione ad altri comparti produttivi. Oltre al manifatturiero, all’agroalimentare e al turismo, inserire per esempio anche l’industria culturale; estendere – va avanti ancora Roberto Bornioli – il nuovo bando a quei Comuni delle zone interne del Nuorese finora esclusi dando seguito alla dgr 42-24 del 16 ottobre 2013 che, come da noi richiesto, ha riconosciuto la Barbagia-Mandrolisai come territorio svantaggiato».

E ancora: «Impegnare subito i 23 milioni di euro (dgr 33-42 del 31luglio 2012) destinati a infrastrutture (9 milioni), formazione (9 milioni) e azioni di contesto (5 milioni) e il cui utilizzo è del tutto indipendente dall’iter dei bandi per le imprese». Quinto e ultimo punto: «Sull’istruttoria dei progetti ammessi, si stanno già registrando difficoltà e intoppi da parte della banca istruttrice.

Occorre pertanto semplificare le procedure ma anche facilitare l’accesso al credito. Visto che tra aree di crisi e territori svantaggiati sono aperti 6 bandi territoriali, l’unico modo per accelerare è di dedicare una task force che possa dedicarsi esclusivamente ai 117 progetti del Nuorese».

(DA: La Nuova Sardegna-20 Gennaio 2015)

Tutto pronto a Silanus in vista

del Concerto di Natale

in programma per il 27 dicembre.

La manifestazione canora, organizzata dal Coro Polifonico, si svolgerà alle 19 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate gentilmente messa a disposizione dal parroco don Giovanni Chirra.

La rassegna prevede l’esibizione del “Coro Gospel Black Swans” di Galtellì, del coro maschile ‘”Donu Reale” di Buddusò e del Coro Polifonico di Silanus. I sodalizi, diretti rispettivamente dai maestri Grazia Miscera, Mauro Lisei e Cinzia Falchi, si esibiranno con brani della tradizione natalizia e con pezzi dei loro repertori canori.

Grande curiosità per assistere alle esibizioni dei cori ospiti che sono stati costituiti di recente: il gruppo di Galtellì ha poco meno di un anno di attività mentre il coro di Buddusò è nato nel 2008.

Decisamente più longevo il gruppo di casa, presieduto da Marco Cherchi, che è stato fondato nel 1996. Nell’allestimento della rassegna canora di fine anno hanno collaborato l’amministrazione comunale, la parrocchia di Sant’Antonio Abate, la provincia di Nuoro, la Regione e l’associazione nazionale dei Borghi autentici d’Italia.

Una iniziativa destinata ad attirare le attenzioni di un pubblico numeroso.

L’ingresso è gratuito.

(DA: La Nuova Sardegna-t.c.-19 Dicembre 2014)-foto da internet

INCONTRO 

OTTANA POLIMERI

Si è riunito ieri mattina il Tavolo, convocato con urgenza dal Presidente della Provincia di Nuoro Costantino Tidu, per esaminare la grave situazione venutasi a creare nell’area industriale di Ottana, con particolare riferimento al paventato smantellamento della fabbrica di Ottana Polimeri.

Dall’incontro, al quale hanno partecipato gli Assessori Provinciali al Lavoro e all’Industria, il Presidente del Consiglio Provinciale, i Sindaci dei Comuni di Ottana e Bolotana, Confindustria Nuoro, Consorzio Industriale Provinciale, Ottana Energia, le Segreterie Provinciali Sindacali e una delegazione di lavoratori Rsu, è emersa la necessità e l’urgenza di riprendere un discorso unitario e di ragionare su un progetto che sia condiviso da tutti per rilanciare lo sviluppo dell’industria della provincia di Nuoro.

Tutti i soggetti presenti all’incontro, dopo un attento ed approfondito esame della situazione ed un confronto sui temi, hanno ritenuto infatti opportuno spostare la vertenza legata nello specifico ai rapporti tra l’azienda e i lavoratori su un tavolo sindacale e concentrare il ragionamento sull’ aspetto politico, cercando un punto di unione per ricominciare a lavorare insieme, in maniera sinergica tra istituzioni, politica ed impresa, con l’obiettivo comune di difendere l’esistente in termini di investimenti e di salvaguardia dei posti di lavoro e riaffermare così un’idea di industria della Sardegna Centrale.

Un rilancio che non si può fermare e che deve proseguire senza perdere tempo – hanno chiaramente dichiarato i soggetti presenti nel corso degli interventi – A tal proposito anche Paolo Clivati, Presidente di Ottana Polimeri, ha fatto emergere la chiara volontà di voler continuare la sua attività industriale nel sito di Ottana.

Le soluzioni sono evidentemente legate alle risposte che si attendono da parte della Regione e del Governo in ordine ad impegni che sono stati precedentemente assunti in materia di abbattimento dei costi di energia, trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali e di produzione.

Il tavolo di ieri si è concluso con la volontà comune dei soggetti presenti di difendere l’industria nel Centro Sardegna.

A tal fine si chiede alla Regione e al Governo di dare attuazione agli Accordi di Programma per le Aree di Crisi del nuorese. Si ritiene urgente inoltre che, nel più breve tempo possibile, venga fatta chiarezza sul ruolo reale di Eni nella produzione della materia prima a Sarroch o che, viceversa, si trovi una soluzione alternativa e valida che consenta di scongiurare lo smantellamento dell’unica filiera chimica in Sardegna e nel resto dell’Italia.

(DA: comunicato della provincia di Nuoro-15 Dicembre 2014)

>>PUC DI NUORO<<

 

L’Assessorato Regionale all’Urbanistica

ha completato l’esame del PUC di Nuoro con le controdeduzioni e i relativi allegati approvati con deliberazione del Consiglio Comunale del 31 luglio scorso.

La Regione ha di fatto comunicato proprio in questi giorni la condivisione generale della pianificazione per ciò che riguarda i grandi principi posti a base del piano ed in particolare: il dimensionamento dello sviluppo urbanistico e degli standard, le scelte normative sulla zona di Testimonzos, le scelte qualitative della zona sportiva di Sa Tanca ‘e s’Ena e del parco urbano di Tanca Manna, l’applicazione dei nuovi strumenti della perequazione, della compensazione e del credito edilizio, le zone “G” del Monte Ortobene.

È questo un risultato storico dal punto di vista politico ed amministrativo che pone un punto fermo sulla bontà delle scelte pianificatorie dell’Amministrazione, sul riordino del disegno della città, lo sviluppo strategico e il governo delle problematicità storiche.

Adesso resta agli uffici il completamento del lavoro di raccordo al fine di eliminare alcune limitate discordanze che ancora permangono in alcuni allegati. Il procedimento, alle battute finali di un faticoso iter, dovrà proseguire con la pubblicazione delle limitate modifiche sostanziali rispetto all’adozione e che consistono essenzialmente nelle aree destinate allo sviluppo della zona sportiva, alla zona del parco di Tanca Manna e ad alcune zone del Monte Ortobene, così da consentire la formulazione di osservazioni riguardanti esclusivamente tali scelte pianificatorie. L’iter complessivo potrebbe definirsi entro l’anno in corso, periodo in cui la Città di Nuoro avrà finalmente il suo PUC.

Il Vice Sindaco Leonardo Moro, che ha seguito il procedimento, ha dichiarato: “Si tratta di un importante riconoscimento della Regione che, nell’esame di coerenza del PUC, condivide le scelte fatte dal Comune sui grandi temi dello sviluppo urbanistico e strategico ispirati, con grande determinazione, a principi di sostenibilità, innalzamento degli standard qualitativi, limitatissimo consumo del territorio, soluzione – nella legalità – del fenomeno che ha interessato la zona sud ovest della città (Testimonzos). Resta ora fa fare un generale raccordo compresa l’ultima fase di pubblicazione soltanto di quelle parti che sono state modificate in sede di osservazione. Tutto ciò verrà fatto in tempi brevi in maniera da arrivare all’approvazione da parte del Comitato Tecnico Regionale di Urbanistica, entro il 2014.”

(DA: comunicato Comune di Nuoro- 15 Ottobre 2014)

Il Consiglio approva un ordine del giorno

La Giunta dovrà respingere ogni possibilità che la Sardegna venga inserita tra le aree idonee ad ospitare siti per i rifiuti radioattivi.

Lo prevede l’ordine del giorno unitario approvato nel pomeriggio dal Consiglio regionale.

Il documento è scaturito da una mozione del centrosinistra, poi ritirata, che ribadiva il no alla possibilità di inserire l’Isola tra le aree idonee per un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, dopo il referendum del 15 e 16 maggio 2011 che ha chiuso la porta al conferimento di scorie nucleari e radioattive in Sardegna.

©-Una mia vignetta del 2003 ancora attuale? NO! alle scorie radioattive

Secondo l’assessore agli Affari generali Gianmario Demuro, “creare un deposito nucleare in Sardegna non è pensabile. L’Isola paga già un costo salatissimo per la presenza delle servitù militari nel suo territorio e non è disposta a mettere a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini. Oltretutto – ha aggiunto – puntiamo sul turismo per il nostro sviluppo e questo fatto porterebbe ad effetti negativi”. “La Sardegna non ospiterà rifiuti radioattivi. Il Consiglio si è già espresso su questo tema. Non ci sono margini per riaprire la questione – ha detto Antonio Solinas (Pd), primo firmatario della mozione del centrosinistra.

La questione delle scorie nucleari e radioattive si è ripresenta dopo che il 14 aprile Riccardo Casale, amministratore delegato della Sogin (la società dello Stato incaricata dello smantellamento delle ex centrali nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi), ha annunciato che entro maggio saranno pubblicati “i criteri rilasciati dall’Ispra (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale) per la mappatura del territorio nazionale e l’identificazione di una decina di siti idonei per il deposito“.

Incassato il via libera sull’Odg, il Consiglio regionale ha sospeso la discussione della mozione sullo Statuto sardo e la riforma del Titolo V della Costituzione. L’aula ha accolto la proposta del capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis per consentire a maggioranza e opposizione di arrivare alla predisposizione di un ordine del giorno unitario sul tema delle riforme. Il documento sarà portato all’attenzione del Consiglio nella prossima seduta. L’Assemblea è stata convocato a domicilio.

(DA: L’Unione Sarda.it-28 maggio 2014)

Il risultato raggiunto dal gruppo

di ricercatori del professor Acquas

Sono stati individuati per la prima volta i meccanismi biologici che controllano la dipendenza dall’alcol:il risultato si deve a una ricerca italiana del gruppo dell’Università di Cagliari guidato da Elio Acquas ed è stato pubblicato sulla rivista Addiction Biology.

Secondo gli autori la scoperta può aprire la strada allo studio di nuove terapie per combattere la dipendenza dall’alcol. Lo studio, condotto sui topi, ha svelato il meccanismo a due passaggi secondo cui l’alcol etanolo stimola le cellule nervose in una regione del cervello chiamata area ventrale del tegmento (Vta).

Queste cellule producono un neurotrasmettitore, ossia una sostanza che permette alle cellule di comunicare tra loro, chiamato dopamina e sono implicate nel controllo di funzioni come la motivazione e l’affettività, le cui alterazioni sono alla base di disturbi psichiatrici, quali depressione, schizofrenia, e tossicodipendenza (quindi anche alcolismo).

È stato scoperto che quando l’alcol raggiunge queste cellule viene dapprima trasformato in un’altra molecola, l’acetaldeide, che poi reagisce con la dopamina rilasciata dalle stesse cellule nervose, e genera il salsolinolo che eccita le cellule di questa area del cervello ponendo le basi per il potenziale sviluppo di dipendenza.

Lo studio, supportato in parte dalla Regione Autonoma della Sardegna, dimostra anche che quando si impedisce la formazione del salsolinolo, l’etanolo non può eccitare le cellule nervose del piacere e quindi non può esercitare il suo potenziale d’abuso.

Il lavoro, secondo Acquas, potrebbe avere ricadute immediate perché intervenendo su uno dei due passaggi che precedono la formazione del salsolinolo, si può impedire che l’etanolo eserciti i suoi effetti alla base dell’insorgenza dell’alcolismo.

«Si potrebbe – osserva lo scienziato – inibire l’enzima coinvolto nella conversione dell’etanolo in acetaldeide oppure eliminare l’acetaldeide somministrando sostanze più reattive della dopamina e inducendo la molecola a generare sostanze biologicamente inattive».

(DA: La Nuova-29 ott 2013)-foto da internet

Si informano gli Utenti che presso il CSL di Nuoro è disponibile il servizio di informazione sui Bandi del Servizio Civile Nazionale e degli Enti autorizzati, su approvazione della Regione Sardegna, e rivolti ai ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e 28 anni di cittadinanza italiana.

Chiunque fosse interessato può farlo presentandosi presso i nostri sportelli di Via Ballero, 153, tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.00, il martedì anche il pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30.

Consulta il Bando.

**DA: Sito Provinvia di Nuoro-7 ott 2013**

Il Presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu ha convocato per questa mattina il Tavolo provinciale del Partenariato Socio Economico per discutere sulla situazione dell’Area di Crisi della Sardegna Centrale.

All’ordine del giorno, in attesa di un annunciato incontro con il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, l’approfondimento delle questioni emerse nella riunione di oggi e l’esame della situazione dell’area di crisi della Sardegna Centrale.

All’incontro, tenutosi nella Sala Arco Latino della Provincia, hanno partecipato i Sindaci di Nuoro, Siniscola ed Ottana, i Segretari provinciali CGIL, CISL, UIL e UGL, i Presidenti delle Associazioni di Categoria (Confindustria, Confcommercio Ascom, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, CNA provinciale, Lega Cooperative, Apisarda, Unione Agricoltori, Cia, Coldiretti e Apan), il Presidente della Camera di Commercio di Nuoro, il Presidente del Consorzio Industriale della Sardegna Centrale ed i Commissari Straordinari Zir Siniscola e Prato Sardo.

Nel corso dell’incontro si è approfondito, nello specifico, il discorso relativo alle procedure per la presentazione delle Manifestazioni di Interesse e dei progetti di filiera e Sviluppo Locale ed è emersa la necessità di accelerare i tempi per l’accreditamento delle imprese partecipanti, da mesi in attesa di poter presentare le proprie idee progettuali.

Attualmente infatti tutti i progetti sono fermi a causa della ritardata attivazione degli step da parte della Regione che, ad oggi, non ha ancora consentito alle imprese di procedere con l’iscrizione e la registrazione online attraverso il link nel sito della Regione Sardegna.

La scadenza dell’accreditamento delle imprese interessate, prevista per l’11 marzo è dunque slittata così come le fasi successive di valutazione e selezione delle manifestazioni di interesse, prevista entro maggio, e la pubblicazione del bando, prevista entro il mese di giugno.

Durante l’incontro di oggi l’Assessore regionale Luigi Crisponi ha assicurato che entro il 15 maggio saranno definitivamente sbloccate le procedure di iscrizione.

Il Tavolo è stato riconvocato per il prossimo 16 maggio al fine di verificare se i tempi garantiti dall’assessore Crisponi verranno regolarmente rispettati ed approfondire, nel contempo, le questioni sollevate oggi, in attesa di una annunciata visita del Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci nel territorio provinciale.

Il Tavolo, che in questi giorni predisporrà le azioni necessarie in preparazione del prossimo incontro, ha manifestato inoltre l’esigenza di mettere in atto una vera e propria vertenza, unitaria e condivisa tra i soggetti istituzionali, datoriali e sindacali per cercare una interlocuzione allargata con la Regione ed il Governo affinché si possa ottenere un maggiore coinvolgimento finalizzato ad un reale sviluppo della Sardegna Centrale.

(DA: comunicato Provincia di Nuoro-6 mag 2013)

TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

Galtellì, 25.03.2013 

All’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione

Viale Trieste

CAGLIARI

 All’Assessorato Regionale alla Sanità

Via Roma

CAGLIARI

OGGETTO: Problematiche dislessia.

Dall’incontro tematico sui Disturbi Specifici di Apprendimento (Dislessia, Discalculia, Disgrafia, Disortografia) effettuato presso il Comune di Galtellì, rappresentativo delle esigenze del territorio della bassa e alta baronia, è emersa la presenza di un allarme sociale DSA. È emerso infatti un quadro di inadeguatezza nel dare risposte concrete a minori, e famiglie che vivono un problema della sfera degli apprendimenti, che comporta in chi li vive una riduzione dell’autostima un diffuso senso di inadeguatezza, un aumento di problematiche comportamentali, spesso facilmente etichettate come “disturbi comportamentali”.

Si ritiene che la classe politica in Sardegna, nel non dare risposte adeguate abbia dimostrato, ad oggi, non aver preso consapevolezza dell’impatto cognitivo, relazionale, affettivo, sociale ed economico che ha e che potrebbe avere nel prossimo futuro il non doversi prender cura della realtà dei minori con DSA.

Le problematiche emergenti emerse dall’incontro hanno riguardato la presenza di diagnosi pervenute in età troppo avanzata per poter intervenire nel modo più efficace possibile a causa di quasi inesistenti interventi di screenig precoci (indicati esplicitamente dalla legge 170 del 2010); tempi eccessivamente lunghi di attesa per attivare e concludere un percorso diagnostico da parte delle Aziende Sanitarie Locali, assenza nel nostro territorio di struttura accreditate abilitate alla diagnosi e “abilitazione neuropsicologica” dei Disturbi Specifici di Apprendimento, carenza di interventi di psico-pedagogico di supporto alle insegnanti.

Una problematica importante presente nella nostra realtà è che una volta pervenuti alla diagnosi non c’è alcuna risposta concreta di tipo “abilitativo”, e che non c’è da parte di nessun ente pubblico (ASL, Comune, Scuola) alcuna presa di responsabilità di intervento.

Si sollecita l’Assessorato Regionale alla Sanità e alla Pubblica Istruzione ad adottare tutti i provvedimenti anche di tipo legislativo, mediante la creazione di linee guida Regionali sui DSA ormai già presenti in diverse regioni d’Italia. Questo potrebbe essere un primo e importante passo per porre fine al “ deserto istituzionale” che oggi i bambini e ragazzi con DSA vivono, e che permetterebbe di dar sollievo al disagio di chi oggi ha bisogno di aiuto, e non ha ancora gli strumenti per difendersi a scuola e nella vita.

             Il Presidente Associazione                         Il Sindaco

“I Bambini fantasma e le 4 scimmie”                 Renzo Soro

                                        Maria Pala

Piazza SS. Crocifisso , 08020 Galtellì (NU) – Tel. 0784 90005 – fax 0784 90572 

e-mail: segreteria@galtelli.com

Sito internet: www.galtelli.com

 (DA:comunicato Comune di Galtellì-25 mar 2013)

  CENTINAIA I POSTI DI LAVORO A RISCHIO

LA REGIONE DEVE ALLA PROVINCIA DI NUORO 4.732.378 EURO.

17 i cantieri che saranno bloccati, centinaia i posti di lavoro a rischio

Questa la situazione politico finanziaria della Provincia di Nuoro dovuta al mancato trasferimento dei fondi regionali, alla diminuzione di quelli statali e al pagamento dei debiti alle banche.

La Regione deve alla Provincia di Nuoro 4.732.378 euro per opere pubbliche già realizzate (3.7373731 €) e per lavori eseguiti negli edifici scolastici (994.647 €). Somme che la Provincia ha anticipato.

A tali somme, trattenute illegalmente ed arbitrariamente nelle casse regionali, si aggiungono i circa 2.500.000 di euro di diminuzione dei trasferimenti statali.

La Provincia ha invece rispettato ogni suo impegno ed ha versato agli Istituti di credito 5.208.000 € che gli stessi avevano anticipato alle imprese appaltatrici.

Il mancato trasferimenti dei fondi regionali, la diminuzione di quelli statali e il pagamento dei debiti alle banche ha portato la Provincia di Nuoro, già nel primo trimestre del 2013, ad aver esaurito la propria capacità di spesa imposta dal patto di stabilità.

La Provincia di Nuoro non potendo onorare i nuovi debiti che matureranno con i nuovi stati di avanzamento lavori si vede costretta a bloccare i lavori nei 17 cantieri attualmente aperti, la metà dei quali ha opere realizzate al 75%.

Saranno centinaia i posti di lavoro a rischio per il blocco di questi cantieri.

Il blocco potrebbe riguardare anche l’erogazione dei servizi essenziali per i cittadini per i quali al momento non esistono risorse disponibili e spendibili.

Nuove somme potrebbero essere trovate con un’ulteriore riduzione del debito: la politica di ristrutturazione dei costi dell’Ente ha infatti portato nel periodo 2008-2012 ad una riduzione del debito totale del 18%, da 65.573.116 euro a 53.853.796 (-11.719.320 €).

Una proposta in tal senso, con la riduzione di 800.000 euro del debito nell’anno in corso, verrà presentata dalla nuova giunta alla Commissione Provinciale Bilancio per arrivare ad una proposta definitiva da approvare in Consiglio Provinciale.

Questa è la situazione in atto, non più sostenibile, creata da un irresponsabile modo di gestire i finanziamenti pubblici bloccati nelle casse regionali per pagare gli sprechi delle burocrazie centrali e finanziare interventi spot, che di fatto porta ad uno strangolamento degli enti locali.

Si è ormai oltre il tentativo anticostituzionale di abolire le province e gli enti locali tramite asfissia perché si è arrivati alla manifesta volontà di chiudere completamente parti rilevanti di territorio con conseguente allontanamento dallo stesso delle comunità residenti.

Provincia di Nuoro

(DA: comunicato della Provincia di Nuoro-20 mar 2013)

Su Mutrucone e Fuile ‘e Mare: lottizzazioni sospese

Il ballo del mattone riguarda quasi duecentomila metri cubi

Sul Puc continua la battaglia tra il Comune di Orosei e la Regione.

Oggetto della contesa sono i due piani di lottizzazione di Su Mutrucone e Fuile e Mare, che l’amministrazione civica ritiene fatti salvi dal Ppr e dunque parte integrante dello sviluppo urbanistico di Orosei. Gli uffici regionali però continuano a muovere rilievi, sulla scorta della precedente classificazione delle aree come agricole da parte della amministrazione civica dell’epoca.

L’attuale amministrazione guidata dal sindaco Franco Mula, sostiene invece che il piano di Su Mutrucone, di proprietà pubblica, è stato certificato, anche da parte della Regione, come fatto salvo dal Ppr. l’unico scoglio sarebbe dovuto al fatto che il terreno sul quale ricade il progetto risulta gravato da usi civici. Per cui i qiuarantamila metri cubi da destinare in parte ad uso alberghiero e in parte ad uso residenziale, vivono ancora in fase di stallo.

Centocinquamila sono i metri cubi disponibili nel piano di Fuile e Mare, interamente di proprietà privata. «Per quanto concerne quest’ultimo aspetto», spiega il sindaco Franco Mula, «è nostra intenzione specificare al meglio alla Regione che anche questo è fatto salvo. E sarà un lavoro che faremo come ufficio tecnico. Peraltro è doveroso e obbligatorio che si dia corso alla volontà consigliare della precedente amministrazione che, in occasione dell’ultima seduta di Consiglio comunale accolse le osservazioni sollevate dai proprietari». Ma fino a che non sarà fatta chiarezza sulla reale e legittima classificazione dei due piani il Puc, assente da una trentina d’anni, non s’ha da fare.

(DA: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-9 mar 2013)

Anche il Comune di Orosei vuole la zona franca. E così, come la Regione e oltre 240 comuni dell’Isola, il consiglio comunale si è espresso formalmente con un atto deliberativo.

Istituire una zona franca fiscale significa riconoscere il disagio del territorio e quindi porlo in una situazione giuridica di salvaguardia. L’introduzione di questo sistema di beneficio fiscale per le attività produttive consentirebbe di compensare lo svantaggio relativo alla natura insulare e ultraperiferica della Sardegna, di limitare il fenomeno dello spopolamento dell’isola e di mantenere la pace sociale. Un equilibrio fondamentale per lo sviluppo.

«Sono soddisfatto dell’operato della Regione che ha chiesto di rendere immediatamente operativa sul territorio dell’intera isola la zona franca», dice il sindaco di Orosei e consigliere regionale dei Riformatori Franco Mula. Il primo cittadino del centro baroniese auspica «che la zona franca diventi effettivamente operativa al più presto».

(DA: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-16 feb 2013)

Agevolazioni agli artigiani:

c’è tempo sino al 30 aprile

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Artigianato Luigi Crisponi, ha prorogato sino al 30 aprile il termine di presentazione delle domande per beneficiare delle agevolazioni previste dalle leggi regionali 949/52 e 240/1981 in favore di quelle imprese artigiane che non avevano potuto farne richiesta.

È stato stabilito un differimento di oltre quattro mesi, rispetto alla data precedentemente stabilita (21 dicembre 2012), deciso dalla Giunta anche alla luce dei buoni risultati finora ottenuti nella concessione delle provvidenze e, soprattutto, per andare incontro alle esigenze delle aziende di un comparto sofferente.

Le due leggi riguardano operazioni di credito agevolato: la 949 concerne la concessione di contributi in conto interessi in regime “de minimis”, la 240 concede analoghi benefici per i contratti di leasing. «Li consideriamo uno degli strumenti più utili e vantaggiosi di accesso al credito a favore del comparto – afferma Crisponi – quanto mai necessari in tempi di difficoltà estrema per l’accesso al sistema creditizio e, più in generale, di crisi del settore».

Le domande devono essere compilate via web dalla banca finanziatrice o dalla società di leasing per conto dell’impresa beneficiaria, utilizzando il software messo a disposizione da Artigiancassa sul proprio sito.

(DA: L’Unione Sarda-5 feb 2013)

Mille idee, pochi e aleatori i mezzi per realizzarle.

Tempi bui per il Man di Nuoro: questo appena iniziato potrebbe essere un altro anno zero della sperimentazione, delle scelte coraggiose, di inizio di nuove strade.

Ma l’incertezza sulle risorse inficia ogni più rosea prospettiva del museo nazionale d’arte che in tredici anni ha reso il capoluogo barbaricino celebre nel mondo. Così, tarpate le ali a ogni impulso creativo e progettuale, rischia di spezzarsi la scia dell’eccelso qualitativo già sperimentato con Werner Bischof e Marino Marini che insieme a “Post scriptum” in soli due mesi ha visto già passare circa quattromila visitatori.

A lanciare l’allarme, suonando l’ouverture di un requiem, il presidente Tonino Rocca. E il direttore Lorenzo Giusti, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto presentare il manifesto 2013: «Ci troviamo in un impasse», fa sapere, «con tutta la passione e il desiderio di crescere abbiamo elaborato un programma volto da una parte a tenere fede alla missione del museo e al piano culturale che vi è sotteso. Dall’altra a innalzare ancora di più il livello qualitativo, concentrando la nostra attenzione sui principali movimenti artistici del Novecento e della contemporaneità, pur riuscendo a rimanere bassi sui preventivi di spesa. Ma per ora è tutto solo sulla carta. Siamo carichi di energia positiva, ma al momento ci troviamo con pochi margini di manovra. Il non sapere se avremo i fondi ci taglia le gambe. Come possiamo pianificare a lungo termine se non sappiamo su quali finanziamenti possiamo fare affidamento?».

Rocca si spinge fino a un vero e proprio appello alla Regione: «Chiediamo che si dia seguito alla dichiarata volontà di intervento da parte del governatore Ugo Cappellacci, ribadita dall’assessore al Turismo Luigi Crisponi, di istituire una partecipazione diretta dell’ente regionale alla costituenda fondazione Man. L’anno scorso ha stanziato un contributo di 500 mila euro a favore dell’amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo, un intervento straordinario», sottolinea, «ma il 2013 ci pone purtroppo di fronte alle stesse gravi problematiche, nonostante abbiamo operato tagli importanti ai costi di amministrazione».

Se non ci saranno risposte che consentiranno di procedere con una programmazione almeno triennale, sarà dunque paralisi: in pericolo retrospettive come quella dedicata al mondo di Jean Arp, tra astrazione e concretismo, 50 opere tra rilievi, sculture e collages che portano la firma, tra gli altri, di Sonja Delaunnay, Alberto Magnelli, Kurt Schwitters. O, ancora, disegni transfrontalieri che vedono protagonista Nuoro, insieme a Grecia, Portogallo, Taiwan, Polonia e Francia.

(DA: L’Unione Sarda-Francesca Gungui-01 gen 2013)

 

Le famiglie potranno optare per la scelta

Le famiglie potranno scegliere se far insegnare il sardo a scuola ai loro figli. E’ la novità maturata per il prossimo anno scolastico grazie a un’intesa fra la Regione e la Direzione scolastica regionale.

L’assessore Sergio Milia aveva, infatti, sollecitato nelle scorse settimane – è detto in una nota – il direttore scolastico Enrico Tocco, in qualità di responsabile ministeriale delle scuole in Sardegna, alla sensibilizzazione dei dirigenti delle autonomie scolastiche all’inserimento dell’opzione per l’insegnamento della lingua sarda nei moduli di pre-iscrizione per l’anno scolastico 2013-2014.

La Direzione scolastica, che già lo scorso anno aveva creato le condizioni per questa innovazione, prevista da una legge del 1999 e mai attuata, ha risposto inviando una circolare ai capi di istituto nella quale si richiede l’applicazione della normativa statale in materia. “Ogni scuola, in base al grado di istruzione che è chiamata a gestire, all’organico di cui dispone, alle strutture fisiche, alle risorse finanziarie, strumentali e professionali a cui può fare affidamento – ha scritto Tocco ai dirigenti – realizza il suo Piano dell’Offerta Formativa. Il curricolo obbligatorio può essere quindi arricchito e integrato da ulteriori proposte formative”.

“Non abbiamo vinto la guerra – ha commentato Milia – perIMò una battaglia l’abbiamo conquistata, siamo riusciti a garantire, da parte del Ministero, l’applicazione della legge anche se tardivamente e possiamo ora impegnarci per rialzare la testa e iniziare il nuovo cammino.

L’obiettivo è raggiungere in cinque anni almeno la maggioranza delle famiglie che optano per il sardo (o le altre lingue presenti in Sardegna) e un’educazione multilingue che non dimentichi l’italiano e le altre lingue straniere. La Regione – ha continuato Milia – si impegnerà comunque in questa opera di sensibilizzazione grazie anche alla collaborazione con alcune università di prestigio internazionale quali quelle di Edimburgo, Madrid e Padova”.

(DA: L’Unione Sarda-25 gen 2013)

-disegno e grafica di marco camedda-

Firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e il comune di Dorgali per il recupero paesaggistico ed ambientale del sito archeologico di Tiscali.

È l’ultimo atto prima della progettazione e immediatamente dopo del via ai lavori veri propri di scavo. Opera che dovrebbe vedere il via già dalla prossima primavera e nel giro di un anno e mezzo circa dovrebbe essere portata a termine.

«Il protocollo è già stato sottoscritto sia da me che dal responsabile l’ingegnere Giuseppe Furcas – dice il sindaco Angelo Carta –. Adesso stiamo aspettando l’accreditamento dei fondi per procedere con la progettazione e immediatamente dopo con i lavori. In questo momento a Tiscali stiamo procedendo con i lavori del primo lotto ( 300mila euro), non appena tutto sarà pronto si inizierà con il secondo. Penso che si potrà cominciare con gli scavi già dalla prossima primavera. Lavori che non impediranno le visite, anzi potranno essere agevolate in quanto saranno già a buon punto i lavori per la sistemazione degli accessi».

La somma in questione è pari 740mila euro che verrà utilizzata per un serio intervento di recupero e scavo all’interno della dolina. Il primo vero intervento dopo 5 mila anni, da quando il villaggio nuragico venne costruito in cima al monte Tiscali , forse per sfuggire alle invasioni dei Romani.

È la prima volta che la Regione si occupa realmente di uno dei siti più conosciuti e visitati dell’isola. Si è arrivati a questo risultato grazie alle iniziative del sindaco di Dorgali che la scorsa primavera aveva scosso l’ambiente mettendo in luce i grossi problemi che il sito stava correndo, quello cioè di perdere definitivamente anche l’ultima capanna nuragica a rischio crollo dopo che tutte le altre 39 erano diventate un mucchio di pietre.

(DA: La Nuova-Nino Muggianu-16 nov 2012)

Il comparto Cave di Marmo nella zona Sud di Orosei (strada per Dorgali)-foto camedda

Mula: “grazie a chi ci ha aiutato”

Arriva dopo anni di attese la delibera della giunta regionale che sana la posizione relativa alla compatibilità paesaggistica dei siti di estrazione nel distretto del marmo di Orosei. Ne dà notizia con grande soddisfazione il sindaco Franco Mula che negli ultimi due anni ha seguito direttamente l’evoluzione della problematica che metteva a rischio l’attività di molte attività lapidee locali.

Le opere abusive realizzate in ambiti sottoposti a vincolo paesaggistico potranno ora essere sanate mediante il pagamento di una indennità pecuniaria qualora sia accertata la compatibilità paesaggistica dai servizi regionali per la tutela del paesaggio e dagli uffici delegati. Ma la delibera regionale contiene un altro importante passaggio in favore del Comune e dello stesso comparto cave: le sanzioni infatti saranno introitate direttamente dal Comune e allocate su apposito capitolo di bilancio per essere destinate alla realizzazione di interventi di ripristino e recupero dei valori paesaggistici delle aree degradate, per la riqualificazione degli immobili e per il recupero e il potenziamento della discarica del comparto cave. Previsti anche percorsi naturalistici e a fini turistici.

L’istruttoria delle sanatorie passerà di competenza all’ufficio paesaggistico dell’Unione dei Comuni Valle del Cedrino e il Comune di Orosei sarà l’attuatore degli interventi secondo gli indirizzi indicati nella stessa delibera. «Si concretizza un obiettivo importante non solo per il Comune ma per tutti gli operatori lapidei – dice il sindaco – e devo dare merito all’attenzione dimostrata verso la problematica da parte di tutti i soggetti che in questi anni hanno collaborato in maniera propositiva per la sua risoluzione e in particolare all’Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro e all’assessorato regionale agli Enti locali».

(DA:La Nuova-a.f.-15 nov 2012)

Norma approvata in Regione,

mentre l’amministrazione civica aggiusta il Pai

Vanno al Comune gli indennizzi dovuti dai proprietari delle cave

Per il comparto cave di Orosei scatta la sanatoria. Lunedì sera la Giunta regionale ha approvato lo strumento che rappresenta una risposta importante per il quarto polo industriale dell’Isola, con un indotto di circa millecinquecento buste paga, che per quarant’anni ha lavorato con grande difficoltà.

Due i vantaggi: tutti i progetti di sanatoria presentati andranno in delega, così come previsto dalla legge, all’ufficio paesaggistico dell’Unione dei Comuni (e non più a quello provinciale, come accadeva fino a qualche giorno fa); le somme (orientativamente qualche milione di euro) che saranno gradualmente versate dai cavatori che presentano sanatoria non finiranno nelle casse della Regione, ma direttamente in quelle del Comune di Orosei su un capitolo apposito stabilito in bilancio. «Una liquidità preziosissima per il nostro Comune. Infatti è grazie a questa disponibilità che si potranno allentare le maglie del patto di stabilità», spiega il sindaco Franco Mula. Le nuove risorse serviranno per il risanamento ambientale, la messa in sicurezza e il ripristino della discarica.

Un’altra buona notizia arriva dal Comune. Orosei vede ridisegnata la mappa delle zone a rischio dissesto, grazie alla variante al Piano per l’assetto idrogeologico, alleggerito di pericolosità idraulica, approvata in Consiglio comunale. Tecnologie e cartografie adeguate hanno reso possibile un lavoro di maggior dettaglio, grazie al quale è stata analizzata ogni singola porzione di territorio. Alcune aree che prima risultavano a rischio, sono state svincolate; i lotti che ancora risultano a maggior rischio (come quelli di Foiai) restano edificabili, ma insieme al progetto dell’opera dovrà essere presentato quello con mitigazione del rischio stesso (prevedendo per esempio, l’incanalamento delle acque).

«È un tassello importante per il Puc», spiega il sindaco Franco Mula, «che potrà essere definito dopo l’approvazione della zonizzazione acustica prevista con il Pai-frane, che sarà presentata a breve in Consiglio».

Agostina Dessena

Per ottenere i soldi per l’ammodernamento del porto della Caletta, l’amministrazione comunale di Siniscola non esclude di passare alle vie legali.

Pesano infatti tensione e incertezze sui 17 milioni e mezzo di euro che la Regione ha destinato a suo tempo allo scalo turistico, e che oggi, nonostante la rimodulazione del 2008, stando a quanto si dice da Cagliari, sembrerebbero tramontati per sempre.

La minoranza preme per capire di chi siano le responsabilità del mancato accreditamento della somma, e quale ruolo rivesta in tutto ciò la coalizione politica che governa Siniscola.

«Noi non abbiamo alcuna responsabilità in merito – replica il sindaco Rocco Celentano – visto che il Comune è in possesso di una convenzione sottoscritta con la Regione, in base alla quale i 17milioni e mezzo di euro sono da ritenersi validi, e quindi devono arrivare a destinazione». Il primo cittadino di Siniscola sfodera a questo proposito un faldone di documenti dove viene certificato l’iter seguito dal Comune e dalla Regione per lo stanziamento dei fondi. «La procedura è corretta – afferma Celentano – e la Regione deve tenere fede agli impegni presi».

Da qui la possibilità che tutto finisca al centro di un contenzioso legale, anche se il sentore è che, vista l’aria che tira, difficilmente il finanziamento arriverà comunque a destinazione. Del bando originario resta salvo (o almeno così pare) giusto lo stanziamento di 2milioni e mezzo di euro per la riqualificazione del borgo di Santa Lucia, i cui lavori si preparano ad andare in appalto e per i quali la Regione ha disposto un anticipo di un milione di euro. Su tutto il resto pesano tante incognite. Celentano dice la sua anche sui 3 milioni di euro che la Regione ha concesso di recente per il rilancio del porto nell’ambito degli interventi per le aree di crisi. «Quei soldi sono maturati attraverso un altro percorso – conclude Celentano – e ciò non può escludere l’accreditamento degli altri fondi, molto più ingenti, assegnati anni fa al porto».

(DA: La Nuova-salvatore martini-12 ott 2012)

In Aula bastano i voti della maggioranza

Il Consiglio regionale ha varato ieri pomeriggio il ddl con i soli voti della maggioranza di centrodestra, nonostante il maldipancia di Riformatori e Udc. Il centrosinistra ha votato contro.

La Regione Sardegna istituisce la Flotta sarda, una società per azioni a totale capitale pubblico che collegherà l’Isola al resto d’Italia con l’obiettivo dichiarato di contrastare il monopolio Tirrenia e di confrontarsi sul mercato con gli altri armatori già presenti sulle rotte da e per la Sardegna. Il varo ieri pomeriggio in Consiglio regionale con i soli voti della maggioranza di centrodestra, nonostante i maldipancia di Riformatori e Udc. Il centrosinistra si è ricompattato votando contro il ddl.

INCENTIVI PER IL TURISMO – Con il varo della Flotta Sarda Spa arrivano anche gli incentivi per il turismo e gli scambi culturali per i giovani e per sostenere i flussi di vacanzieri che arrivano in Sardegna sulle navi nei mesi diversi da quelli di luglio e agosto. E’ quanto prevedono due distinti emendamenti approvati dal Consiglio regionale e presentati rispettivamente dal gruppo Udc-Fli e dal consigliere di Mpa, Franco Cuccureddu. Nel primo caso, vengono stanziati due milioni di euro dal 2013 per un programma annuale per i giovani dai 14 ai 27 anni che si recano in Sardegna per vacanze o per scambi culturali.

La proposta di modifica, osteggiata dal centrosinistra, ha ottenuto i voti della maggioranza di centrodestra che ha anche sostenuto gli interventi per favorire lo sviluppo turistico in Sardegna proposti da Mpa sotto forma di eventuali sconti o incentivi per le famiglie con minori, giovani fino ai 30 anni e pensionati, passeggeri sulle navi.

GLI INTERVENTI IN AULA – Tra gli interventi, il consigliere del Pd Chicco Porcu ha chiesto alla Giunta (il governatore Cappellacci è in Aula) di non creare “nuovi carrozzoni”. “Non ci si improvvisa armatori – ha sottolineato l’esponente dell’opposizione – Se c’è da fare una battaglia per la continuità siamo d’accordo, ma non sprechiamo soldi per domani e dopodomani”. Dubbi sul ruolo della Regione come armatore sono stati espressi anche dai Riformatori. Michele Cossa ha spiegato che “le perplessità già avanzate sono state aggravate dalle parole dell’assessore dei Trasporti Christian Solinas”. L’esponente della Giunta aveva ribadito l’urgenza, per la Regione, di avere “uno strumento di difesa per i trasporti marittimi. Abbiamo chiesto di poter modificare la convenzione e l’unico riscontro – ha sottolineato Solinas – è stato il decreto sulla Spending review che ha approvato le convenzioni”. Per l’esponente di Sel, Luciano Uras, che ha già annunciato l’astensione del suo partito sul ddl, “questa legge verrà impugnata e soccomberà davanti alla Corte Costituzionale”, mentre il capogruppo di Segd, Mario Diana, ha chiesto di poter conoscere “gli atti con i quali la Regione si è opposta alla gara per l’affidamento delle rotte e la cessione di Tirrenia ai privati”.

(Da:L’Unione Sarda- 27 set 2012)

TURISMO. Si inizia domenica a Bitti

I paesi della Barbagia aprono le loro “Cortes” a uristi e visitatori

Ritorna “Autunno in Barbagia”.

Un viaggio lungo tre mesi nel cuore più nascosto e selvaggio dell’Isola, con le sue foreste millenarie. Un itinerario alla riscoperta di tradizioni secolari, eccellenze produttive, arte, enogastronomia, spettacoli, dal 7 settembre al 16 dicembre.

Si parte il prossimo weekend da Bitti, il paese dei Tenores, per concludersi prima di Natale a Orune, centro che vanta importanti vestigia nuragiche e prenuragiche. L’itinerario prevede 28 tappe in altrettanti paesi barbaricini. A settembre saranno Bitti, Oliena, Austis, Dorgali, Orani e Onanì ad aprire le proprie caratteristiche cortes e cortili ai visitatori. Il viaggio prosegue, in ottobre, a Tonara, Lula, Meana Sardo, Gavoi, Ollolai, Orgosolo, Sorgono, Belvì, Aritzo, Sarule.

Novembre apre le cortes a Desulo, Mamoiada, Ovodda, Lollove, Nuoro, Tiana, Olzai, Atzara, Gadoni e Teti. A dicembre si torna invece a Gadoni, Teti, Fonni e Orune, per la tappa conclusiva, poco prima delle festività natalizie.

GLI ORGANIZZATORI La manifestazione, come sempre, sarà curata dall’Azienda speciale della Camera di Commercio (Aspen) di Nuoro con il supporto dell’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio. «Dopo l’estate calda e tormentata», ha detto l’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi, illustrando ieri a Cagliari l’iniziativa, «puntiamo su un autunno di qualità ed eccellenze sul versante turistico. Autunno in Barbagia nasce nel 1999 per promuovere e valorizzare i tesori di queste località che custodiscono intatte le tradizioni, ottimo biglietto da visita per promuovere il turismo destagionalizzato».

Gli organizzatori sperano di bissare il successo dello scorso anno, forti anche delle 370 mila visite al sito, dei 200 mila depliant, 1100 locandine e battage pubblicitario in porti e aeroporti. «L’obiettivo è dare impulso al piccolo commercio, artigianato, accoglienza, pilastri dell’iniziativa», ha sottolineato Vincenzo Cannas, presidente dell’Aspen, «dai costumi tipici alla preparazione di dolci e formaggio, fino alla tecnica di intaglio del legno, ancora arti e mestieri che vengono tramandati fino ai giorni nostri di generazione in generazione, fino alla parlata in limba ».

Girando tra i paesi barbaricini sono tante le sorprese che possono entusiasmare i visitatori, come a Tiana, con i suoi mulini e gualchiere ad acqua per la follatura dell’orbace. Il calendario della manifestazione è consultabile sul sito web della Regione.

(Da: L’Unione Sarda- 6 set 2012)

 

Un anno di flotta sarda, 165 mila ticket per l’estate 2012

Oltre 165 mila biglietti venduti per l’estate 2012 e una nave in più. Saremar festeggia così un anno di attività nei collegamenti nazionali e annuncia battaglia alle compagnie private.

I NUMERI Il 15 giugno di un anno fa, il traghetto Scintu era partito da Olbia alla volta di Civitavecchia e una settimana dopo era stato affiancato da Dimonios per collegare Porto Torres con Vado Ligure. Così la Regione aveva lanciato la sfida alle compagnie private e ora stila un primo bilancio. Nei primi tre mesi di attività del 2011, da giugno a settembre, Scintu e Dimonios avevano trasportato in tutto oltre 134 mila persone. Quest’anno le cose sembrano andare meglio. Considerando solo la stagione estiva, sono stati già venduti 135 mila biglietti sull’Olbia-Civitavecchia, ma la stagione è lunga. A questi, poi, si aggiungono i 35.500 registrati su Vado Ligure. Tratta, quest’ultima, meno gettonata. Forse perché più lunga ma anche perché il collegamento e le prenotazioni sono partite più tardi rispetto al collegamento per Civitavecchia, dove, inoltre, i traghetti sono due. Le prospettive sono quindi buone anche perché ogni nave può trasportare sino a 850 persone.

Nei weekend estivi poi, i collegamenti con il Lazio saranno raddoppiati: le partenze saranno due da ogni porto e i potenziali passeggeri arrivano a 3.200 al giorno. Rimane però il dubbio sul bilancio che sarà approvato entro il mese: secondo i primi dati i tre mesi estivi avrebbero fruttato oltre un milione di utili.

TARIFFE L’idea della Regione era quella di rompere il presunto cartello messo in atto dalle compagnie private, tariffe alle stelle. «La flotta sarda è nata come azione di autodifesa della Sardegna da un sistema Tirrenia che per anni ha limitato il diritto alla mobilità dei Sardi le possibilità di crescita delle nostre imprese, che hanno bisogno di un libero e incondizionato accesso ai mercati extraregionali per potere essere competitive», ha ricordato ieri il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci. Anche quest’anno quindi Saremar è riuscita a contenere i prezzi riuscendo a non aumentarli rispetto allo scorso anno, almeno per quelli di bassa stagione. Per l’estate, invece, le tariffe sono cresciute del 10% ma sulla tratta per la Liguria è compensato dallo sconto del 15% per i residenti.

MERCI Discorso diverso per il trasporto merci. Per gli autotrasportatori, anche con il pieno di passeggeri, sono disponibili su ogni nave, oltre 2.200 metri lineari, ovvero circa 200 automezzi. Eppure per ora, nel primo semestre dell’anno, sull’Olbia-Civitavecchia, sono stati occupati 100 mila metri lineari (circa 9 mila automezzi). Problema che dovrebbe essere superato con il varo della Flotta Sarda spa. La società, occupandosi solo dei collegamenti nazionali, potrà incrementare le rotte e offrire agli operatori nuove linee. Con più collegamenti gli autotrasportatori potrebbero lavorare interamente con Saremar, mentre oggi sono costrette a rivolgersi con le altre società marittime sulle rotte diverse da Genova e Civitavecchia.

L’INVITO Ora la sfida della Regione, ha assicurato Cappellacci, proseguirà «sia sul fronte politico che in tutte le altre sedi competenti fino a quando non sarà riconosciuta con piena effettività la nostra competenza primaria in materia di continuità marittima». La flotta sarda, anche per il leader sardo della Uilt, «potrebbe diventare nel breve periodo un’occasione vincente per l’Isola se diventasse un progetto legato alla continuità», ha detto, «ma la Regione deve mettere in campo un piano più organico di quello che per ora sembra solo embrionale».

(Da: L’Unione Sarda-Annalisa Bernardini-15 giu 2012)

Un incontro con la Regione al più alto livello non è più eludibile per fare fronte al dilagare della crisi che colpisce le aree industriali di Nuoro, Siniscola e Ottana

OTTANA «Un incontro con la Regione al più alto livello non è più eludibile per fare fronte al dilagare della crisi che colpisce le aree industriali di Nuoro, Siniscola e Ottana».

Lo ha ribadito l’assessore provinciale all’industria, Ivo Carboni, nel corso di un incontro che si è tenuto in Provincia e al quale hanno partecipato i sindaci di Ottana e Siniscola, l’assessore al lavoro del comune di Nuoro e i rappresentanti di Confindustria e di Cgil, Cisl e Uil.

Carboni ha usato parole durissime nel confronti della Regione, che, nonostante le richieste, continua a eludere il confronto con istituzioni e parti sociali sulla crisi dell’industria del Nuorese. «Questo territorio – ha detto l’assessore – ha ormai esaurito tutta la pazienza di cui notoriamente dispone».

Ad aggravare la situazione di crisi si è ora aggiunta la decisione di Terna di declassare la centrale elettrica di Ottana, che di fatto si avvia verso la chiusura, provocando un effetto domino disastroso su tutto il sito industriale e, in particolare, su Ottana Polimeri. «Tradotto in numeri – ha sottolineato l’assessore – significherebbe la perdita del posto di lavoro per cinquecento operai. A fronte i questo rischio, la Regione continua a non rispettare gli impegni sottoscritti a suo tempo. Ovviamente avrà chiaro che le conseguenze del suo disimpegno, sono ascrivibili a chi firma impegni e li disattente. Ribadiamo – ha continuato Carboni – la richiesta di un incontro urgente e in tempi che ormai sono urgenti».

NUORO: Zona industriale di Pratosardo

NUORO: Zona industriale di Pratosardo (foto camedda)

Al termine del vertice in Provincia sono stati predisposti due documenti: uno da destinare al presidente della giunta regionale sulle aree di crisi e la riapertura del tavolo politico per la definizione dei progetti di filiera e l’altro sulla questione Terna contenente la richiesta di un concreto impegno e di assunzione di responsabilità.

«L’obiettivo – ha concluso Carboni – è quello di cercare un confronto serio e attento, decidendo anche azioni comuni di mobilitazione, per sollecitare Regione governo al mantenimento degli accordi firmati».

(Da:La Nuova-f.s.-9 giu 2012)

Porte chiuse per gli imprenditori che hanno scambiato la Sardegna per terra di conquista, andando all’assalto delle bellezze paesaggistiche con i progetti legati ad eolico terrestre e off shore.

A ribadirlo, nel corso della riunione di ieri, è stata la Giunta regionale, che ha approvato una delibera attraverso la quale si è dato mandato all’area legale di adottare tutti gli atti più idonei per contrastare le richieste di realizzare impianti nel mare antistante le coste dell’Asinara.

LA DICHIARAZIONE «La nostra comunità non svende il suo patrimonio naturalistico e le sue bellezze paesaggistiche», ha detto, a fine riunione, il presidente della Regione Ugo Cappellacci, illustrando le implicazioni di natura giuridica del provvedimento. Il governatore ha anche ricordato che la Corte Costituzionale ha ribadito le «indeclinabili funzioni e attribuzioni della Regione in materia paesistico-ambientale e di gestione del territorio ai sensi dello Statuto speciale». A questo si aggiungono le disposizioni introdotte con la legge regionale 4 del 2009 (Piano casa), che vietano espressamente la realizzazione nelle fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, la realizzazione di linee elettriche diverse da quelle strettamente necessarie e funzionari agli insediamenti urbanistico-edilizi.

LA LINEA «Le energie rinnovabili devono essere uno strumento di salvaguardia dell’ambiente, idoneo a produrre benefici economico-sociali che migliorino la qualità della vita - ha concluso il presidente Cappellacci. «Quando, invece, dietro l’etichetta rinnovabili si nascondono progetti che non solo non rispettano tali finalità ma rappresentano un palese tradimento delle stesse, la Regione vi si opporrà in tutte le sedi».

IL PROGETTO In ballo c’è un piano si sfruttamento, con la richiesta di concessione per 50 anni, di circa 3 milioni di metri quadri di specchio acqueo nel golfo dell’Asinara. L’imprenditore genovese Stefano De Benedetti, ex campione di sci estremo, ha reiterato la presentazione di un progetto che prevede l’installazione di 26 torri eoliche da 3,6 Mw l’una, alte 95 metri sopra il livello del mare, con rotori del diametro medio di 125 metri.

Un progetto altamente impattante dal punto di vista paesaggistico, al quale la Regione si opporrà in ogni sede.

(Da:L’Unione Sarda-Anthony Muroni-30 maggio 2012)

«Assoluto dissenso alla costruzione di parchi eolici off shore, per il pregiudizio ambientale che tali insediamenti causerebbero al nostro territorio».

Con queste parole l’assessore regionale dell’Industria, Alessandra Zedda, ha dichiarato la sua contrarietà all’ipotesi di installazioni nel mare sardo e in particolare nella zona dell’Asinara: «Il presidente Cappellacci si è giù espresso in materia con una legge regionale del 2009».

(Da:L’Unione Sarda-23 maggio 2012)

Il futuro dell’Isola in mano ai sardi

Il 6 maggio, con un’unica convocazione degli elettori, si svolgeranno i 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali. I cittadini saranno protagonisti di importanti decisioni come la diminuzione del numero dei consiglieri regionali. L’obiettivo è di raggiungere il quorum del 33%.

Con Decreto n. 18 del 20.02.2012 il Presidente della Regione e successivo Decreto di revoca n. 9/E del 10.03.2012 ha fissato la data di svolgimento dei 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali con i seguenti quesiti:

Referendum n. 1:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.

Referendum n. 2:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 3:

Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 4:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.

Referendum n. 5:

Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.

Referendum n. 6:

Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.

Referendum n. 7:

Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.

Referendum n. 8:

Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.

Referendum n. 9:

Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.

Referendum n. 10:

Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”.

Documenti e normativa

- Pubblicazione n. 2 – Calendario delle operazioni elettorali [file.pdf]

- Decreto n. 18 del 20.02.2012

- Decreto di revoca n. 9/E del 10.03.2012

Elettori sardi residenti all’estero

Gli elettori sardi residenti all’estero iscritti all’Aire possono usufruire dei contributi per la partecipazione al voto. Occorre rivolgersi al comune presso il quale si è votato.

I comuni possono rivolgersi all’Assessorato degli Affari generali, personale e riforma della Regione – Direzione generale degli affari generali e della società dell’informazione – Servizio affari generali, bilancio e supporti direzionali – via Posada s.n. – 09122 Cagliari.

Agevolazioni per gli elettori sardi residenti all’estero

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTARE IL

SITO  DELLA REGIONE SARDEGNA

(Da: L’Unione Sarda- 1 maggio 2012)

Il sindaco spiega l’intervento in Finanziaria regionale

Nelle more della legge finanziaria approvata nei giorni scorsi la Regione ha stanziato sei milioni di euro per alleviare la problematica della continuità territoriale delle merci.

Un provvedimento che lungi dal risolvere il grave handicap dell’insularità si propone come una boccata di ossigeno per gli autotrasportatori isolani e tra loro tutti i camionisti che movimentano i blocchi di marmo estratti dalla cave oroseine e i prodotti finiti che escono dai laboratori del distretto lapideo destinati per il 90% all’esportazione.

«Il consiglio regionale – dichiara a proposito il sindaco di Orosei Franco Mula, che in qualità di consigliere regionale di Riformatori ha presentato un apposito emendamento sulla continuità territoriali delle merci – ha affrontato con successo il problema della continuità territoriale che rischiava di far uscire dal mercato diverse aziende della Sardegna e di far chiudere e mandare a casa diverse centinaia di lavoratori. Tra questi gli autotrasportatori del territorio della Baronia e quelli che operano nel distretto del Marmo di Orosei. Il rimborso che gli autotrasportatori riceveranno a fronte della presentazione di certificazioni di spesa sarà concordata dalla Regione con l’Unione Europea. Un rimborso – spiega Mula – che in linea di massima sarà fino al 30% a fronte delle spese di attraversata tra la Sardegna e la penisola». Attualmente le tariffe di mercato corrisposte a quintalaggio per il trasporto merci (come succede per i prodotti da cava) coprono a malapena il costo del biglietto per l’imbarco di un rimorchio verso il Continente.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-10 mar 2011)

 

LA SVOLTA. La biblioteca avrà 400 mila euro in tre anni, all’università privata 400 mila euro. Il dietrofront del Consiglio regionale è arrivato in extremis

A sorpresa, il consiglio regionale fa dietrofront e restituisce i fondi e la dignità negati prima alla biblioteca Satta e all’Ailun.

È il premio più bello alla mobilitazione in atto nel Nuorese, esplosa su Facebook col gruppo “Difendiamo la biblioteca” e diffusa ovunque. Il consiglio regionale approva un emendamento che assicura alla biblioteca 200 mila euro per quest’anno, 100 mila per il 2013 e altrettanti per il 2014 e 400 mila euro per l’Ailun.

IL RISULTATO «I consiglieri regionali del Nuorese, di maggioranza e di opposizione, hanno unitamente richiesto e ottenuto dalla Giunta la previsione in bilancio degli stanziamenti necessari. È il frutto della coesione di tutti i consiglieri, nell’interesse del territorio». Così l’annuncio di Pietro Pittalis, Giuseppe Luigi Cucca, Paolo Maninchedda, Francesca Barracciu, Franco Mula, Lina Lunesu, Roberto Capelli e Giannetto Mariani quando alle 13.45 il pacchetto di modifiche supera l’ultimo scoglio.

IN AULA Dopo il brutto scivolone di martedì sull’Ailun, preceduto da quello sulla Satta, il pressing dei consiglieri regionali nuoresi, interpreti della rivolta in atto per la smobilitazione di istituzioni culturali storiche, è molto intenso, soprattutto sull’assessore al Bilancio Giorgio La Spisa. Ieri all’atto finale della Finanziaria, quando c’è chi – come Cucca del Pd che si è visto bocciato l’emendamento sulla Satta – medita su come rimediare e chi – come Pittalis, vice capogruppo Pdl – minaccia di non votare una legge senza correttivi per il Nuorese, l’occasione si presenta con un emendamento del consigliere Luciano Uras sul parco di Molentargius. La giunta, che fino a quel momento professa la linea del no su ogni proposta, concede un sì. Maninchedda intuisce il momento propizio e coglie la palla al balzo. «Sembra che la città di Cagliari sia in grado di far cambiare idea alla giunta», dice stizzito annunciando il voto contrario del Psd’az su Molentargius e rilanciando il caso-Nuoro. Capelli chiede subito la sospensione della seduta. Segue un faccia a faccia tra consiglieri nuoresi, capigruppo e il presidente della commissione Sanjust. E si trova il modo di rimediare alla figuraccia rimodulando le spese, senza aumentarle. «Un’operazione di buon senso», la definisce Capelli.

IN BIBLIOTECA La notizia suscita vasti consensi. «Apprezziamo la solidarietà di cittadini e associazioni, la mobilitazione del popolo di facebook. Chiediamo di sospendere eventuali iniziative perché l’appello del Consorzio, sostenuto da consiglieri regionali, amministratori locali e associazioni, è stato accolto». Parole del commissario della Satta, Vannina Mulas, dopo la svolta e l’orgoglio ritrovato.

(Da: L’Unione Sarda-8 mar 2012)