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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: statua

Domani, Domenica 12  gennaio 2014,

si conclude la mostra di Gavino Tilocca.

Ceramiche. Il progetto, a cura di Giuliana Altea, realizzato da EIKON snc (Nuoro), espone per la prima volta oltre 110 pezzi della produzione ceramica dell’artista.

Nucleo centrale della mostra sono le piccole plastiche cui Tilocca deve soprattutto la sua fama, ispirate al passato nuragico o al mondo popolare della Sardegna e incentrate sul motivo dell’accostamento tra figura umana e animale.

Accanto a queste opere la mostra presenta gli altri generi e filoni tematici che hanno impegnato l’artista, come gli oggetti per l’arredamento, (che privilegiano motivi associati alla tradizione sarda come le stilizzate figure femminili in costume regionale, o animali carichi di valenze simboliche come il cinghiale), la decorazione architettonica, che rappresentava un aspetto importante nella carriera di ogni ceramista, e che viene documentata in mostra attraverso bozzetti, piccoli pannelli e ingrandimenti fotografici, infine, i ritratti, che costituiscono un momento di continuità con la scultura.

Gavino Tilocca (Sassari,1911-1999).

Formatosi a Carrara con Arturo Dazzi, esordisce come scultore verso la metà degli anni Trenta, segnalandosi nelle mostre sindacali sarde. Sul finire del decennio debutta nella decorazione pubblica, con la statua della Santa Barbara per la Parrocchiale di Carbonia (1938) e i rilievi dei Dieci comandamenti (1939) eseguiti in collaborazione con Eugenio Tavolara per il Tribunale di Sassari. Durante il servizio militare prosegue l’attività espositiva, con la partecipazione alla XXII Biennale di Venezia (1940) e alla Mostra artisti italiani in Armi a Roma (1942).

GAVINO TILOCCA

La crisi del monumentalismo fascista lo spinge ad abbandonare il classicismo appreso da Dazzi per una maniera più espressiva e sensibile, percorsa da una tenue inquietudine sentimentale, rispecchiata dai molti ritratti di fanciulle e di adolescenti.

L’approdo alla ceramica arriva nel 1955, in un momento che vede in Italia un rilancio di questa tecnica nell’ambito decorativo e in Sardegna un forte risveglio delle attività artigiane, che sarà coronato nel 1956 dalla costruzione del Padiglione dell’Artigianato di Sassari e nel 1957 dalla fondazione dell’ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano). Il nuovo terreno di ricerca suggerisce a Tilocca inedite esperienze formali che lo condurranno a rinnovare anche la produzione scultorea. In veste di ceramista ottiene immediato successo di pubblico e un’ottima accoglienza da parte della critica.

Protagonista nelle Biennali dell’artigianato sardo indette dall’ISOLA a partire dal 1957, partecipa ripetutamente ai concorsi nazionali di ceramica di Faenza, in cui è premiato nel 1959, 1960, 1961 e 1962; altri riconoscimenti ottiene nelle Mostre Nazionali dell’Arredamento di Monza (1958, 1959), nelle mostre dell’artigianato di Firenze (1956, 1959, 1960) e nelle rassegne ceramiche di Gubbio (1962), Cervia (1963, 1964) e Laveno Mombello (1965).

La produzione di oggettistica prosegue fino all’inizio degli anni Settanta, quella di pezzi unici qualche anno in più. Negli anni Novanta l’artista rivisita il proprio percorso nella ceramica dipingendo a freddo terrecotte eseguite in precedenza e realizzando una serie di figure femminili nere, spoglie ed essenziali, alcune delle quali oggi sono nella collezione del MAN.

Informazioni e prenotazioni

MAN_Museo D’arte Provincia Di Nuoro

Via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro – tel +39 0784 25 21 10

Orari: 10:00 – 13:00/15:00 – 19:00 (Lunedì chiuso)

www.museoman.itnuoro.museoman@gmail.com

Biglietteria

Intero 3,00 € – Ridotto 2,00 € (dai 18 ai 25 anni)

Gratuito: under 18 e over 65 -Gratuito: ultime domeniche del mese

(DA: comunicato Museo MAN-Nuoro-9 gen 2014)

PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO,

L’ORIGINALE CREAZIONE DEL CENTRO DIURNO

SI AGGIUDICA IL PRIMO PREMIO

Le “statue di cartone” hanno fatto centro per il secondo anno consecutivo.

Gli utenti e gli operatori del Centro Diurno di Tonara, struttura riabilitativa diretta dal Centro di Salute Mentale di Sorgono, hanno brillantemente vinto il primo premio del concorso sul presepe più caratteristico e significativo, organizzato anche questo anno, in occasione delle feste natalizie, dal Comune di Tonara.

La premiazione si è svolta il 5 gennaio scorso nel Centro Polifunzionale del paese, alla presenza del sindaco, dell’assessore ai servizi sociali e degli operatori della struttura.  Il premio, pari a 500 euro, servirà per coprire le spese sostenute dall’attività riabilitativa, ma anche per un meritato momento conviviale e di festa nella stessa struttura.

Le statue del presepe, realizzate interamente in carta e cartone dagli utenti della struttura, sotto l’abile guida dell’operatore artistico Manuel Puddu, hanno voluto rappresentare le difficoltà delle famiglie di fronte alla crisi che stiamo attraversando, in modo particolare nella nostra Isola. Come tutti gli anni il “Progetto Presepe” – oltre che coinvolgere gli utenti in un programma riabilitativo nel quale vengono potenziate e valorizzate le capacità tecniche, artistiche e creative di ciascuno, all’interno di un percorso riabilitativo personalizzato – ha rappresentato, e continua a rappresentare, un significativo momento di comunicazione della struttura psichiatrica diretta dal Centro di Salute Mentale di Sorgono, con il contesto sociale e culturale del momento che stiamo vivendo.

Il presepe del Centro ha avuto un significativo riconoscimento anche dalla rassegna natalizia “Sulle vie dei Re Magi”, organizzata dal Centro dell’Autonomia di Oristano in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della stessa ASL oristanese. Una pergamena di riconoscimento è stata consegnata agli utenti e operatori di Tonara nel corso di una cerimonia che si è svolta a Oristano lo scorso 7 gennaio.

Sarà possibile ammirare l’originale presepe di cartone, situato nel cortile antistante la struttura di “Sa Colonia”, fino al 25 gennaio 2013.

(DA: comunicato Asl Nuoro-15 gen 2013)

 

Ringrazio il caro amico Antonio Farris di Orosei, provetto e sensibile fotografo dilettante, che mi ha voluto offrire questa bella foto.

Con questo scatto Antonio ha colto in pieno la bellezza espressiva del volto del Cristo del Tuttavista in Galtellì, statua bronzea del noto scultore spagnolo Pedro Angel Terron Manrique, che con la sua altezza di circa 11 metri, è posizionata da dieci anni sulla cima del Monte Tuttavista e che viene considerata una delle statue più belle e alte d’Europa, meta continua di pellegrini che vengono per ammirarla e pregare.

Grazie Antonio e… attendo con piacere

altre tue bellissime foto che pubblicherò volentieri

Marco Camedda

Sette opere dello scultore nel museo cagliaritano

Sette nuove opere di Francesco Ciusa si sono aggiunte da ieri alla collezione della Galleria Comunale di Cagliari.

Primo museo cittadino per fondazione che nel 1934, appena costituito, organizzò la prima personale dell’artista che, dando slancio all’intero afflato creativo della Sardegna, era stato premiato alla Biennale di Venezia del 1907 per “La madre dell’ucciso”. Un’icona del lutto e della dignità silenziosa, nella posa contratta di una donna anziana che rivela la sua disperazione nelle mani strette sulle ginocchia e nelle labbra serrate sino a quasi scomparire.

Tre, i pezzi che sono stati dati in comodato d’uso gratuito alla Galleria dagli eredi di Mario Ciusa Romagna, nipote dello scultore e luminoso intellettuale.

Uno, notissimo, è “La campana”. Uno stucco a marmo che rappresenta un pastore che ingloba due pecore nel suo manto e abbraccia e protegge un figlioletto in lacrime. Sintesi della complessa poetica di Francesco Ciusa, che sempre miscelò amore e dolore. Situato non lontano, il “Ritratto di Sebastiano Satta”, busto in gesso che è un particolare del monumento al poeta che fu eretto a Nuoro sul colle di Sant’Onofrio e poi distrutto dai vandali .“Il dormiente”, bronzo con le fattezze di un magro ragazzino, piaceva molto a Emilio Lussu. Lo guardava a lungo, quando andava a visitare il Professor Ciusa Romagna e la sua bella moglie Maria Luisa Valla.

«Abbiamo cambiato l’allestimento della Sala Sarda», spiega Annamaria Montaldo, direttore del Museo. Ad aprire il percorso espositivo è ora la “Madre dell’ucciso”, opera giovanile e somma di un Francesco Ciusa ventiquattrenne. A chiuderlo, quattro bellissimi pezzi in legno appartenenti alla raccolta comunale. Sono sbozzati con mano elegante, “Il falconiere”, “Prime acque di maggio”, “L’adolescente” e una dolcissima “Madonnina”. Figure slanciate e ben tornite che richiamano l’abilità di ceramista dell’autore.

La scultura e l’anima”, questo il titolo dell’iniziativa, riassume le fasi salienti della produzione di Francesco Ciusa. Artista che ebbe una vita piuttosto tormentata e perdette molti dei suoi lavori nel bombardamento del ’43 che colpì il suo studio in via Alghero e i decori eseguiti per il Palazzo Civico di Cagliari.

Nato a Nuoro nel 1883, aveva studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, città dove seguì per qualche tempo i corsi della Scuola Libera del Nudo. Quando vinse alla Biennale di Venezia, l’attenzione della critica fu tutta per lui. Colpì, quella mater dolorosa senza più pianto. Gli offrirono di trasferirsi a New York per dirigervi uno stabilimento. La proposta consisteva nella somma di £ 70000, più gli utili e uno stipendio mensile. «Non andare», gli dissero gli amici Grazia Deledda e Sebastiano Satta. Ciusa restò, ma mai si liberò dei problemi economici. Aprì il laboratorio S.P.I.C.A. (acronimo di Società Per l’Industria Ceramica Artistica), atelier dove plasmò le splendide terrecotte a stampo, dipinte a freddo, oggi molto ambite dai collezionisti. In seguito si trasferì ad Oristano come direttore della Scuola di Arte Applicata e nel 1925 si stabilì per il resto della sua esistenza a Cagliari. Qui morì, nel 1949.

Da:L’Unione Sarda-Alessandra Menesini-18 nov 2011

Testa di uno dei giganti di Monti Prama (foto da internet)

Testa di uno dei giganti di Monti Prama (foto da internet)

Verranno esposte per la prima volta a Sassari, a fine maggio, le gigantesche statue di Mont’e Prama restituite al pubblico dopo il lavoro di ricostruzione da parte degli esperti della Soprintendenza.

Lo ha annunciato questa mattina l’assessore alla Cultura della Regione Sardegna, Sergio Milia, in occasione della presentazione di Monumenti aperti 2011.

I giganti saranno in mostra per 20 giorni all’interno del centro di restauro di Li Punti, a Sassari, poi verranno trasferiti al museo di Cabras (Oristano), che li accoglierà stabilimente. “Il centro di Li Punti – ha spiegato Milia – è il secondo per importanza in Italia ed è stato realizzato con una spesa di 6,5 milioni di euro. Le copie delle statue – ha aggiunto l’assessore – faranno anche il giro del mondo, ad iniziare da Londra dove in autunno saranno uno dei gioielli della Fiera del turismo”.

Nel febbraio scorso, l’allora ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, dopo una querelle sulla loro custodia e collocazione, aveva garantito che i giganti di Mont’e Prama sarebbero tornati a Cabras, luogo del ritrovamento, destinato a diventare un polo archeologico di primario interesse nel bacino del Mediterraneo.

(Da:Unione Sarda-3 mag 2011)