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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: documentario

ISRE Nuoro – Concorso AViSa.

On-line il bando e lo schema di domanda

Sono disponibili on-line il bando e lo schema di domanda per l’ottava edizione del concorso AViSa – Antropologia Visuale in Sardegna.

Scadenza 15 gennaio 2016.

ISTITUTO SUPERIORE ETNOGRAFICO DELLA SARDEGNA

C O N C O R S O AVISA

OTTAVA EDIZIONE 

L’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) conferma il proprio impegno nella promozione della pratica dell’antropologia visuale tra registi e/o antropologi nati o residenti in Sardegna che alla data di scadenza della presentazione delle domande, 15 gennaio 2016, non abbiano compiuto il 30.mo anno di età.

A tal fine L’ISRE mette in concorso un finanziamento per la realizzazione di documentari o brevi fiction riguardanti la vita sociale e culturale della Sardegna nelle sue trasformazioni.

Sono ammessi al concorso progetti inediti per documentari o brevi fiction in lingua italiana e/o sarda, scritti da uno o più autori, in possesso pieno dei diritti sul film che si intende realizzare. Se i progetti sono tratti o ispirati da opere di altri autori o da opere letterarie, l’autore dovrà dichiararne la fonte e attestare il regolare possesso dei diritti d’uso.

La somma complessiva messa a disposizione è di 50.000 Euro.

Il termine ultimo per il ricevimento delle domande di ammissione è fissato alle ore 13,00 di venerdì 15 gennaio 2016. Il bando completo e il relativo schema di domanda sono disponibili nel sito:

www.isresardegna.it

 Scarica il bando e lo schema di domanda:
Bando [file .pdf]

Schema di domanda [file .rtf]

oppure può essere richiesto scrivendo o telefonando a:

ISTITUTO SUPERIORE REGIONALE ETNOGRAFICO

Via Papandrea, 6 – 08100 NUORO

TELEFONO: 0784 242900 – FAX: 0784 37484

E-MAIL: promozione@isresardegna.org

(DA: comunicato ISRE Nuoro-6 Ottobre 2015)

DOCUMENTARIO RAI

A cura di Romano Cannas e Antonio Rojch

Giovedì 11 Dicembre 2014 – ore 18,00

presso il Centro Servizi culturali UNLA (ex-Caserma Mura)

MACOMER (NU)

Documenta l’ultima intervista effettuata dai due giornalisti RAI alla grande pittrice e scultrice Maria Lai scomparsa qualche anno fa.

 

Marco Camedda

(DA: comunicato degli autori-4 Dicembre 2014)

DOCUMENTARIO DI ANTONIO ROJCH

programmato per il 25 Aprile 2014  nella Sala Consiliare del Comune -ore 19,00- in occasione delle Celebrazioni per la Liberazione

Introducce:  Cristina Sedda, sindaco di Ovodda

Intervengono: Giuseppe Caboni dell’Istituto sardo Resistenza e autonomia, Joyce Mattu, antopologa e Franco Logias che leggera npoesie di Joyce Lussu

NUORO: venerdì 14 febbraio alle ore 19:00

 Auditorium dell’ISRE, via A. Mereu, 56

viene presentato “Rent a Family Inc.”

 di Kaspar Astrup Schroder

(Danimarca, 2012, 75)

Venerdì 14 febbraio, alle ore 19:00, ultimo appuntamento con il cinema del reale all’auditorium dell’ISRE con la proiezione di Rent a Family Inc., un film di Kaspar Astrup Schroeder. Il documentario, in concorso a Doc.International, chiuderà questa edizione de Il Mese del Documentario che ha registrato a Nuoro e nelle altre città coinvolte un largo successo di pubblico.

“Affitta un fidanzato, una ragazza o un’intera famiglia giapponese.. oppure guardati questo film” Shukan Jitsuwa, THE TOKYO REPORTER

Ryuichi Ichinokawa ha fondato un’impresa per cui offre un servizio particolare: I Want To Cheer You Up affitta falsi padri, mariti o mogli, falsi amici e false amiche.

E’ questo il personaggio che sceglie come protagonista della sua ultima sfida l’eclettico artista Kaspar Astrup Schröder (oltre ad essere regista, Kaspar è anche un visual artist e compositore).

“Ho lavorato molto in Giappone, e ho provato un fascino sempre maggiore per la loro cultura” spiega l’autore “Qualche anno fa ho letto un articolo su cose strane che si possono noleggiare in Giappone. Non sono cose assurde, ma mostrano quanto l’Oriente sia diverso dall’Occidente”

Diventato noto nel mondo del documentario con The invention of Dr. Nakamats (2009) il talentuoso trentatreenne danese ha partecipato a decine di festival quali l’IDFA, uno dei più importanti festival di categoria mondiali, dove è stato selezionato non solo per The Invention of Dr. Nakamats ma anche per il successivo My playground (2010). Rent a family Inc non ha avuto una sorte meno fortunata partecipando al canadese HotDocs Festival 2013, al Flahertiana International Documentary Film Festival in Russia e al It’s All True International Documentary Film Festival in Brasile per citarne solo alcuni.

Subito dopo la proiezione di Rent a Family Inc, il pubblico in sala potrà godere di un’anteprima assoluta, sarà infatti proiettato, alla presenza dell’autore, l’ultimo lavoro di Paolo Zucca, Bella di Notte, un film d’animazione prodotto dall’ISRE nell’ambito del concorso AViSa, Antropologia Visuale in Sardegna.

Oggi viene presentato a:

ROMA – Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni, 1giovedì 13 febbraio alle ore 21:00

BOLOGNA – Cinema Lumière – Giovedì 13 Febbraio ore 22.30

Domani verrà presentato a:

PALERMO – Centro Sperimentale – Venerdì 14 Febbraio ore 16.00

NAPOLI – Cinema Astra – Venerdì 14 Febbraio ore 21.00

Inoltre  verrà presentato a:

ROMA – Casa del Cinema – Repliche sabato 15 febbraio ore 16.30 e 21.00

FIRENZE – Spazio Alfieri – Domenica 16 febbraio ore 21.30

(DA: comunicato ISRE-Nuoro-12.feb 2014)

Gli itinerari dello spirito,

alla scoperta dei santuari della Sardegna.

Domenica 31 marzo, giorno di Pasqua, andrà in onda su Rai 3, alle 13,25, il documentario “Le vie del sacro” di Antonio Rojch, proposto dalla sede regionale della Rai diretta da Romano Cannas.

E’ un percorso che parte da Galtellì, dove 400 anni fa il Crocifisso miracoloso sudò sangue, per seguire il cammino di San Giorgio di Suelli, le strade dei frati cappuccini Fra Nicola da Gesturi e fra Ignazio da Laconi, poi ancora Mandas, col cammino di Santu Jacu.

E infine la via di Santa Barbara, un viaggio fra le chiese dedicate alla santa e l’antica civiltà mineraria, che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità.

Marco Camedda

Davanti a 400 studenti la scrittrice ripercorre

la storia del genitore fervente antifascista

Un padre fervente antifascista, una madre di prinzipales di Santu Predu pronti a proteggere con il proprio affetto quella famiglia messa su da due intellettuali disoccupati perché disobbedienti al regime. Ieri all’Eliseo, i dietro le quinte privati che si intrecciano con la grande Storia, nel dialogo tra la scrittrice Maria Giacobbe e gli studenti delle scuole superiori della città, iniziativa promossa dall’associazione nazionale partigiani.

Diario di una maestrina che senza mai salire in cattedra ripercorre la delicata trama delle scelte importanti e difficili di suo padre Dino, costretto all’esilio perché in aperto contrasto con la dittatura, combattente in Spagna contro le forze nazionaliste di Francisco Franco, tornò in Sardegna nel 1945. Al tavolo dei relatori, lo scrittore Natalino Piras, Marco Manotta e Aldo Maria Morace, dell’Università di Sassari.

Ad aiutare l’immaginazione, tangibile come solo la verità sa essere, sullo schermo scorre il documentario del giornalista Antonio Rojch proprio sull’ingegner Giacobbe, illuminato ricercatore della giustizia, studioso, e anche speleologo tra i fondatori del Gruppo grotte nuorese.

Protagonisti all’Eliseo i circa 400 ragazzi ascoltano in silenzio analisi, illustrazioni e rievocazioni storiche, fanno domande, applaudono fuor di etichetta. Scappa loro un sorriso quando la proiezione materializza l’immagine dell’archeologo Giovanni Lilliu mentre, già anziano e debilitato, in un’intervista a Rojch rievoca l’esortazione di Dino Giacobbe: «Giovani sardi, prendete le armi e liberatevi delle servitù militari». Sorridono, gli adolescenti nuoresi, davanti a quel vecchio saggio e l’evidente e inevitabile divario tra il corpo martoriato dall’età e una mente mai vinta dal tempo. Subito dopo però l’ilarità si fa riflessione.

Ma a rapire ancor di più il loro cuore, al di là di ogni elucubrazione, esegesi e controdeduzione, sono le parole della minuta artista sardo-danese, simbolo di un’emigrazione con la valigia vuota, che, libera dal fardello di malinconiche nostalgie, arricchisce il proprio bagaglio culturale a ogni approdo. Sebbene i luoghi da cui arriviamo non riusciremo mai a metterli in un cantuccio. Perciò il primo imprescindibile assioma è: «Non si può costruire il proprio futuro senza aver ricostruito il passato», dice Maria Giacobbe. «Badate bene ragazzi – avverte – la privazione della libertà ha mille travestimenti e non dobbiamo dimenticare ciò che questo Paese ha dovuto subire durante il fascismo».

Una ragazza le domanda se dopo tanti anni di lontananza riesce a sentire ancora amore per la sua terra: «Conserviamo in noi le radici, le fronde, i fusti, ma anche i semi», risponde Giacobbe che vive in Danimarca, ma nell’Isola torna spesso, pur combattuta: «Nel mio profondo rimarrà sempre una bellissima prigione. Tutti ci portiamo dentro il bambino che siamo stati, e per me questa terra che ho tanto amato è stata anche teatro di grande sofferenza, da quando un giorno mi dissero che mio padre non c’era più e non sarebbe tornato indietro, non perché morto, ma in quanto costretto all’esilio».

(DA: L’Unione Sarda-Fr. Gu.-19 ott 2012)

Un viaggio di tremila anni per scoprire “Sos zigantes”

“Sos zigantes nuragicos” è un documentario in limba della sede Rai della Sardegna, che andrà in onda domenica sulla terza rete Tv, alle 13. Il film di Antonio Rojch compie un viaggio di quasi tremila anni per svelare il mistero dei giganti di pietra di Monte Prama, nelle campagne di Cabras.

«Il documentario - ha detto il direttore di Rai Sardegna Romano Cannas – fa parte del progetto identitario che la Rai regionale ha promosso, per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Il filmato è arricchito dall’ultima testimonianza dell’archeologo Giovanni Lilliu e da interventi di altri protagonisti della eccezionale scoperta del Sinis, forse la più importante del Novecento sardo».

Nella sua ultima intervista, poco giorni prima della morte, raccolta da Antonio Rojch, Giovanni Lilliu, che nel 1974 è stato fra i primi ad accorrere a Monte Prama dopo la storica scoperta, ha affermato “che i giganti dovranno stare dove sono stati ritrovati, a Cabras”. Nessuna polemica, ma forse è una sorta di testamento del padre dell’archeologia sarda.

Per quasi 4 anni un’equipe di archeologi, restauratori, ingegneri e artigiani del centro dei beni culturali di Li Punti della Soprintendenza di Sassari hanno ricomposto le statue di 28 giganti, con l’assemblaggio di 5172 frammenti. Un delicato lavoro eseguito anche con l’utilizzo del microscopio a scansione elettronica. Il lavoro non è finito: nel centro di restauro esistono frammenti di altre sedici statue , che non è stato possibile ricomporre, per la mancanza di importanti tasselli.

La scrittrice Michela Murgia, che è nata a Cabras, nel documentario in un’intervista lancia un appello perché chi, senza conoscere il valore di questo grande patrimonio per la Sardegna, ha portato a casa, dai campi di Monte Prama, pezzi di braccia di giganti, teste, busti, archi o altri reperti dell’armata nuragica di calcare. Per gli archeologi della Soprintendenza di Sassari i giganti sarebbero stati scolpiti intorno all’ottavo secolo a.C., o addirittura nel X sec. a.C, e sarebbero antecedenti ai kouroi, alla grande statuaria greca, finora ritenuta la più antica del bacino del mediterraneo occidentale. Le statue sono fortemente stilizzate, gli occhi concentrici, con forme geometriche, quelle che gli studiosi definiscono “stile dedalico”, unico nel mediterraneo.

Nel documentario aprono interrogativi ancora irrisolti, sul ruolo dei giganti nel santuario del Sinis. Tra le ipotesi la celebrazione di una gens nuragica aristocratica. Mancano ancora tante tessere per svelare il mistero .

(DA: La Nuova-13 ott 2012)

Terza Rete TV

PRESENTA

Domenica 14 ottobre 2012 – ore 13,oo

“S O S   Z I G A N T E S   N U R A G I C O S”

 

un Film-documentario di

ANTONIO ROJCH

che compie un viaggio di quasi tremila anni per svelare il mistero dei giganti di pietra di Monte Prama, nelle campagne di Cabras.

Il documentario – ha detto il direttore di Rai Sardegna Romano Cannas – fa parte del progetto identitario che la Rai regionale ha promosso, per la valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Il filmato è arricchito dall’ultima testimonianza dell’archeologo Giovanni Lilliu e da interventi di altri protagonisti della eccezionale scoperta del Sinis, forse la più importante del Novecento sardo”.

Nella sua ultima intervista, poco giorni prima della morte, raccolta da Antonio Rojch, Giovanni Lilliu, che nel 1974 è stato fra i primi ad accorrere a Monte Prama dopo la storica scoperta, ha affermato “che i giganti dovranno stare dove sono stati ritrovati, a Cabras”.

Nessuna polemica, ma forse è una sorta di testamento del padre dell’archeologia sarda.

Per quasi 4 anni un’equipe di archeologi, restauratori, ingegneri e artigiani del centro dei beni culturali di Li Punti della Soprintendenza di Sassari hanno ricomposto le statue di 28 giganti, con l’assemblaggio di 5172 frammenti. Un delicato lavoro di restauro eseguito anche con l’utilizzo del microscopio a scansione elettronica. Ma restano ancora tanti misteri che forse con nuovi scavi, sollecitati anche da Lilliu, potranno essere svelati.

Marco Camedda

Il 25 novembre 2011, alle ore 16.00, presso l’Aula degli Specchi della Facoltà di Scienze della Formazione, in via Is Mirrionis 1 a Cagliari, sarà presentato il documentario di Gianni TettiUn passo dietro l’altro”, prodotto dall’Istituto Superiore Etnografico della Sardegna.

 Il film

Un passo dietro l’altro racconta le paure e le speranze di Luca, Paolo, Daniele F. e Daniele B., Giuseppe e Maria, Mario, Massimiliano e Fabrizio, ragazzi che lottano per migliorare, anche se di poco, la loro vita e crescono. Un passo dietro l’altro racconta di ragazzi che corrono, si allenano, gareggiano, anche contro l’autismo. È la storia dei loro genitori che ci confidano sofferenze e soddisfazioni di una vita certamente non comune, e dei loro accompagnatori che ormai sono degli amici con cui condividere tutto.

Un passo dietro l’altro è la storia di una piccola impresa compiuta giorno per giorno: dal campetto in cui tutto è iniziato, fino alla gara più importante dell’anno, a Siracusa, dove non ci sono i riferimenti e le abitudini tanto care ad un ragazzo autistico, dove tutto è nuovo, anche perché si deve prendere l’aereo e volare, dove ci si può anche innamorare, dove alla fine c’è sempre il traguardo che un passo dietro l’altro, prima o poi, arriva. 

L’autore

Gianni Tetti è nato a Sassari nel 1980. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha proseguito i suoi studi specializzandosi in tecniche di narrazione per cinema e tv e conseguendo il dottorato in Storia e Critica del Cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari. Tetti è anche autore di narrativa di rilevanza nazionale: suoi racconti sono presenti in varie antologie italiane e riviste quali Frigidaire o Prospektiva. Il suo libro d’esordio, uscito lo scorso anno, si intitola I cani là fuori (NEO. edizioni).

 Da un comunicato dell’ISRE.Nuoro-23 nov 2011

 Istituto Superiore Etnografico della Sardegna

Via Papandrea, 6 – 08100 Nuoro (Italy)

Tel. +39 (0)784 232094 – +39(0)784 242906

e-mail: ignaziofigus@isresardegna.org

www.isresardegna.it