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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: Papa Benedetto XVI

Il nuovo Papa è Jorge Mario Bergoglio

Si chiamerà Francesco I

Il nuovo Papa eletto poche ore fa è l’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, il bisnonno italiano, ha 77 anni, è un gesuita ed è il primo Pontefice sudamericano. L’annuncio dell’Habemus Papam che ha comunicato a tutto il mondo il nome del nuovo Pontefice, è stato pronunciato dal cardinale Jean-Louis Tauran, dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. L’enorme folla in trepida attesa nella piazza di S.Pietro ha lanciato un enorme boato

Le sue prime parole-i suoi primi momenti-alcune note:

«Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma, sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fie del mondo ma siamo qui». Queste le prime parole del nuovo papa. Poi ha chiesto una preghiera per il Papa Emerito. «Vi ringrazio per l’accoglienza della comunità diocesana di Roma al suo vescovo. Vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI. Preghiamo insieme per lui perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca».

«Incominciamo questo cammino della chiesa di Roma, vescovo e popolo, di fratellanza, amore, fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, perchè vi sia una grande fratellanza» ha aggiunto auspicando che questo cammino «sia fruttuoso per l’evangelizzazione»….

Appena Papa Francesco si è affacciato alla finestra del palazzo apostolico la banda ha eseguito l’inno argentino. Francesco I ha recitato il Padre Nostro e l’Ave Maria.

Papa Francesco ha origini italiane, in particolari del Piemonte: il bisnonno è nato a Portacomaro in provincia di Asti. Il nome Francesco scelto dal nuovo Papa richiama le parole del Poverello di Assisi usate da Benedetto XVI nel salutare i cardinali e promettere incondizionata «riverenza e obbedienza» al suo successore.

La sua parrocchia a Roma. Il primo latinoamericano nella storia della Chiesa a salire al soglio di Pietro, Jorge Mario Bergoglio, ha come «titolo» di parrocchia romana la chiesa di San Roberto Bellarmino.

Un silenzio assordante è calato su piazza S. Pietro quando i fedeli presenti, raccogliendo l’invito di Papa Francesco I, si sono raccolti in preghiera. È stato un momento particolarmente intenso e dal volto di tanti traspariva una profonda commozione. Poco prima il nuovo Papa ha suscitato i sorrisi divertiti dei presenti quando ha scherzato sulla propria origine, dicendo di essere stato “preso quasi alla fine del mond0″.

«È un Papa simpatico»

hanno commentato in tanti.

(Tratto da: il Messaggero.it-13 mar 2013)

UNA MIA BREVE CONSIDERAZIONE

Concordo con quanto scritto in questo articolo del Messaggero sulla  simpatia del nuovo Papa. Istintivamente mi  ha destato subito positività e trasmesso un senso di serenità, Ho inoltre molto apprezzato la scelta del Suo nome che si ispira certamente a S.Francesco di Assisi, il Santo Patrono dei poveri.

Mi ha colpito il Suo parlare pacato,  il Suo sguardo modesto e la Sua commozione nel presentarsi a tutto il mondo, a tutti noi. Con tutto il cuore mi sento esprimere a S.S. Francesco I i miei migliori Auguri, convinto che il Suo Pontificato sarà un lungo cammino foriero di Pace, Amore (sopratutto per i poveri e derelitti) e Fratellanza universale.

Marco Camedda

(una mia elaborazione di una foto da internet)

“No a ricchi disonesti, sì alla moralità”

 ”Ricchezza non può declinarsi come sopruso ma va coniugata con solidarietà, bene comune, equità e moralità, a tutti i livelli”

E’ la riflessione proposta dal Papa che, mentre in Italia si dibatte sui costi della politica e si affronta l’ennesimo scandalo da uso di danaro pubblico per vantaggi privati, rilancia, a partire dai brani della Bibbia della liturgia di oggi, alcuni capisaldi del suo magistero sociale.

Per l’ultimo Angelus che recita da Castelgandolfo, da dove ripartirà domani tornando in Vaticano a conclusione della pausa estiva, Papa Ratzinger pesca come sempre tra le letture proposte oggi dalla Chiesa. In queste, spiega, “risuona anche l’invettiva dell’apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi”.

I ricchi disonesti dell’epoca di Giacomo, cioè dell’epoca di Gesù, avevano gli stessi difetti di quelli di oggi. E le cose non erano cambiate neppure circa cinquecento anni dopo, ai tempi del monaco santo, e vescovo, Cesario di Arles. Sul tema della ricchezza, ha ricordato Papa Ratzinger, Cesario, in uno dei suoi Sermoni, afferma:

“La ricchezza non può fare del male a un uomo buono, perché la dona con misericordia, così come non può aiutare un uomo cattivo, finchè la conserva avidamente o la spreca nella dissipazione”.

“Le parole dell’apostolo Giacomo, – continua la riflessione proposta dal Pontefice alle migliaia di fedeli radunati nel cortile del palazzo apostolico di Castelgandolfo – mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli”.

Riepilogando l’intera riflessione di oggi, – che comprendeva anche considerazioni sulla “fantasia” di Dio e l’invito a superare “gelosie” e divisioni e vedere il bene da qualunque parte stia, sia dentro che fuori la Chiesa – Benedetto XVI ha proposto una preghiera:

per intercessione di Maria Santissima, – ha esortato – preghiamo affinchè sappiamo gioire per ogni gesto e iniziativa di bene, senza invidie e gelosie, e usare saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni”.

(Da: L’Unione Sarda-30 set 2012)-foto da internet

Con queste parole Benedetto XVI ha salutato la comunità della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie nella periferia di Roma dove oggi ha celebrato la Messa.

 ”So che è un Natale difficile, ma auguro a tutti Buon Natale“. Con queste parole il Papa ha salutato la comunità della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie nella periferia di Roma dove oggi ha celebrato la Messa. “Non pensate solo alle cose da comprare – ha aggiunto – ma andate anche incontro al Signore“. Dopo aver celebrato la messa il Pontefice ha fatto ritorno in Vaticano per celebrare l’Angelus domenicale.

VERA GIOIA NON E’ FRUTTO DIVERTIMENTO“. Benedetto XVI nella preghiera domenicale della terza domenica di Avvento ha invitato i fedeli a vivere con più profondità come festa del cuore questo Natale in tempo di crisi.”La vera gioia non è frutto del divertirsi, inteso nel senso etimologico della parola di-vertere, cioè esulare dagli impegni della vita e dalle sue responsabilità. La vera gioia è legata a qualcosa di più profondo. Certo, nei ritmi quotidiani, spesso frenetici, è importante avere spazi di tempo per il riposo, per la distensione, ma la gioia vera è legata al rapporto con Dio. Chi ha incontrato Cristo nella propria vita, sperimenta nel cuore una serenità e una gioia che nessuno e nessuna situazione possono togliere”. “In questo tempo di Avvento – ha esortato ancora il Papa- rafforziamo la certezza che il Signore è venuto in mezzo a noi e continuamente rinnova la sua presenza di consolazione, di amore e di gioia. Abbiamo fiducia in Lui”.

 ”DIRITTO ALLA VITA“. Al termine della recita dell’Angelus salutando i rappresentanti del Movimento per la Vita di molti Paesi europei, il Papa ha detto: “Ricordiamo che il primo fra tutti i diritti è quello alla vita. Vi auguro ogni bene per la vostra attività”. Oggi i rappresentanti del Movimento per la Vita sono giunti a Roma in occasione del premio per la vita ‘Madre Teresa di Calcutta’ assegnato alla memorian di Chiara Lubich.

 (Da:TG1 online-11 dic 2011)-foto da internet