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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: Papa Francesco I

18 Giugno 2016

Il Pontefice ha parlato alla Comunità di Villa Nazareth, a Roma: “Manca il coraggio di buttare in faccia i soldi sporchi, è un mondo dove tanti genitori danno da mangiare ai figli il pane sporcato delle tangenti”

Papa Francesco: “Nel paradiso delle tangenti c’è il martirio dell’onestà”-“C’è il martirio del sangue per i cristiani ma anche il martirio di tutti i giorni, il martirio dell’onestà in questo mondo che si può chiamare paradiso delle tangenti”. Lo ha detto Papa Francesco, parlando alla Comunità di Villa Nazareth a Roma. “Manca il coraggio di buttare in faccia i soldi sporchi. E’ un mondo dove tanti genitori – ha aggiungo il Pontefice – danno da mangiare ai figli il pane sporcato delle tangenti”.

“Cristiani perfetti? guardate un pavone da dietro”Bergoglio ha parlato di fede, denunciando i casi di “ipocrisia”. “C’è chi si pavoneggia credendo di essere un cristiano perfetto. Il pavone è bello ma giratelo e guardatelo da dietro, anche quella è la verità del pavone. Tanti sono truccati da cristiani ma non sono cristiani”. Il Papa ha poi fatto un esempio di ciò che può avvenire nelle chiese: “Tu non sei sposato in chiesa e non puoi fare il padrino. Tu invece sei un truffatore, uno sfruttatore, trafficante di bambini. ‘Ma è un bravo cattolico, dà l’elemosina alla Chiesa’. Sì, tu puoi essere padrino. Ma così noi abbiamo capovolto i valori”.

“Le chiacchiere come la bomba lanciata da un terrorista” – Per i cristiani “c’è anche il martirio del silenzio davanti alla tentazione delle chiacchiere. Per un cristiano non è lecito chiacchierare”, ha proseguito il Pontefice. “Le chiacchiere sono come la bomba di un kamikaze, anzi no, di un terrorista. Almeno il kamikaze ha il coraggio di morire anche lui. Invece il terrorista butta la bomba e uccide gli altri”.

“Gente si sposa senza sapere cosa fa”Papa Francesco ha dedicato una parte del suo intervento al matrimonio, usando un tono polemico. “Una parte delle persone che si sposano non sa cosa fa – ha detto -. C’è una cultura del provvisorio che penetra in noi, nei nostri valori e giudizi. E questo significa che il matrimonio dura finché l’amore dura, e poi finisce. La chiesa deve lavorare molto su questo punto nella preparazione al matrimonio”.

“Non mi piace quando si parla di genocidio cristiani” – “A me non piace quando si parla di un genocidio dei cristiani, per esempio, parlando del Medio Oriente. E’ un riduzionismo”, ha poi affermato Bergoglio. Secondo il Papa, il termine giusto è “persecuzione che porta i cristiani alla fedeltà, alla coerenza nella propria fede. Non facciamo riduzionismo sociologico di quello che è un mistero della fede”

(DA: TGcom24-18 Giugno 2016)

Sbagliato essere attaccati

a cani e gatti

e ignorare i vicini

 

Il Pontefice non ha attaccato chi possiede un animale, ma ha invitato a distinguere la pietà dal pietismo

Papa Francesco torna a parlare dell’eccessiva attenzione che viene rivolta agli animali domestici spesso accompagnata all’indifferenza verso il prossimo.

“Quante volte – ha infatti detto il Pontefice durante l’udienza generale in piazza San Pietro – vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani e poi lasciano senza aiutare il vicino, la vicina”.

Papa Francesco: “Attenzione, serve pietà non pietismo” – Bergoglio ha quindi invitato a “stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo piuttosto diffuso che è solo una emozione superficiale che offende l’altro. La pietà – ha aggiunto – non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli”.

 (DA: TGCOM24-14 Maggio 2016)

PAPA A GIOVANI:

“AMORE  E’ CARTA D’IDENTITA’”

“L’amore è la carta d’identità del cristiano, l’unico documento valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù”.

Lo ha detto Papa Francesco, alla Messa in Piazza San Pietro, per il Giubileo dei giovani, con oltre 70 mila ragazzi provenienti da tutto il mondo.

“Amare è bello, è la via per essere felici. Però non è facile, è impegnativo, costa fatica”,aggiunge Francesco, e “l’amore libero è voler bene senza possedere”.

“La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia. Non è una ‘app’ che si scarica sul telefonino”, dice il Papa, e “la libertà non è poter fare sempre quello che mi va”, “la libertà è anche saper dire dei no”.

(DA: TelevideoRai.it-24 Aprile 2016)

Bergoglio ci ha regalato le 10 perle della felicità

invitando tutti (fedeli e non) a vivere la vita con la pace e la serenità nell’animo. Lo ha fatto con un’intervista rilasciata al settimanale argentino Viva.

L’intervista in questione, pubblicata nel lontano 2014, è stata rispolverata da Giacinto.org per riproporre i valori di pace e serenità e augurare a tutti un felicissimo anno nuovo: buon 2016 cari amici.

Ecco i 10 consigli di Papa Francesco

per vivere una vita felice.

Consiglio 1: vivi e lascia vivere

Al primo posto “vivere e lasciare vivere”. Tutti dovrebbero farsi guidare da questo principio, ha affermato Bergoglio.

Consiglio 2: volgi le tue attenzioni al prossimo

“Dai te stesso al prossimo”. E’ questo il secondo consiglio. La gente dovrebbe essere aperta e generosa verso gli altri, ha detto Papa Francesco, perché altrimenti ci si chiude in se stessi correndo il rischio di cadere in circoli viziosi.

Le acque stagnanti, ha detto Bergoglio, diventano putride, dedicando attenzioni al prossimo garantiamo un continuo ricambio di idee, emozioni e stati d’animo.

Consiglio 3: abbandona la vita frenetica

Il terzo consiglio si riassume con l’accettazione e la ricerca della serenità. Papa Francesco ha usato la storia del libro scritto dall’argentino Ricardo Guiraldes in cui il protagonista ripensa a come ha vissuto la vita.

Il protagonista del libro da giovane viveva come trascinandosi dietro un sacco di rocce, insoddisfatto, affannato… Da adulto era come un fiume impetuoso e irrequieto, solo da vecchio si muoveva lentamente, come un ruscelletto di montagna. Questa ultima immagine, dice Francesco, è quella che preferisce perché significa saper muoversi con umiltà, gentilezza e calma. Con la saggezza giusta per affrontare la vita.

La calma e l’umiltà sono caratteristiche che si possono abbracciare anche da giovani.

Consiglio 4: più comunicazione e scambio

Papa Francesco consiglia, per vivere una vita felice, di avere un sano senso del tempo libero: “I piaceri dell’arte, della letteratura e del giocare insieme con i bambini sono stati persi”. ha detto.

Il consumismo ci ha portato ansietà e stress e anche se i genitori sono obbligati a lavorare a lungo durante il giorno, non dovrebbero mai dimenticarsi di passare del tempo con i figli.

Le famiglie, ha aggiunto, dovrebbero spegnere la televisione quando si riuniscono a cena o a pranzo perché impedisce di parlare fra le persone.

Consiglio 5: nei giorni di festa circondati degli affetti più cari

Il quinto consiglio ci ricorda che la domenica deve essere un giorno di festa e così come tutti i giorni di festa, deve essere trascorsa con la famiglia, gli amici e gli affetti più sinceri.

Consiglio 6: lavora con dignità

Questo è un consiglio davvero difficile da mettere in pratica. E’ rivolto più ai datori di lavoro che ai lavoratori stessi.

I datori dovrebbero garantire condizioni dignitose ai propri collaboratori e un ambiente di lavoro dove ogni impiegato, anche il più umile spazzino, possa sentirsi gratificato. Come sesto consiglio, infatti, il Papa chiede che si pensi a lavori dignitosi per i giovani: non basta dar loro da mangiare, è necessario il senso della dignità nel lavoro.

Consiglio 7: prenditi cura della Terra

Al settimo posto figura il rispetto della Natura da esercitare con fatti dai quali poter trarre anche un certo vantaggio. Rispettare la natura significa non inquinare e anche scoprirla.

Provate a entrare in contatto con la natura scoprendo passeggiate tra i boschi in piena pace e armonia, un modo per entrare in contatto, oltre che con la natura, anche con se stessi.

Consiglio 8: smettila di essere negativo

Lo diciamo noi da sempre e l’ha detto anche Papa Francesco! Il suo ottavo consiglio Francesco vi invita a smetterla di essere negativi nei propri riguardi così come quelli del prossimo. Papa Francesco aggiunge: parlare male del prossimo significa avere una bassa considerazione di se stessi.

Non bisogna incolpare gli altri o il destino per le proprie sconfitte. Bisogna puntare all’accettazione e reagire con positività agli eventi della vita.

Consiglio 9: smettila con i pregiudizi

Al nono posto l’invito a non fare proselitismo e avere invece rispetto delle credenze altrui. Il proselitismo religioso annienta e paralizza, cercare di convincere il prossimo fino a sopraffare le idee individuali e questo non va bene.

La chiesa, ha detto il Papa, cresce per senso dell’attrazione non con il proselitismo.

Consiglio 10: ricerca e promuovi la pace

Il concetto di pace è molto difficile da spiegare così come da applicare. Papa Francesco ci ricorda che viviamo in tempo di tante guerre e sembra quasi necessario alzare la voce per cercare la pace. Si tratta di un controsenso nel quale non dobbiamo cadere nel vivere il nostro quotidiano.

Certo, non possiamo cambiare la sorte dell’umanità ma ci è concesso vivere con pace, giorno dopo giorno, le giornate della nostra vita, abbandonando rancori, rimuginii e rabbie.

(Testi da Internet: www.giacinto.org-17 Dicembre 2015)

A Chent’annos

 

Franziscu,

 

unu de nois!

Una persona molto religiosa e 

buona  mi ha inviato questo 

bel manifesto che ricorda 

79 anni,compiuti oggi,

di Papa Bergoglio,

orgoglio e faro di tutti noi!

Grazie per esserci Papa Francesco,

Marco Camedda

PAPA FRANCESCO:

“FAMIGLIA NON HA SOSTEGNO ADEGUATO”

“Possa l’entusiasmo dei padri sinodali fomentare lo slancio di una Chiesa che abbndona le vecchie reti e si mette a pescare”.

Così Papa Francesco, all’udienza generale, a proposito del sinodo sulla famiglia.

La famiglia è insostituibile,”ma non ha il dovuto riconoscimento e sostegno nell’organizzazione politica ed economica”, dice il Papa,e “lo spirito familiare è una carta costituzionale per la Chiesa”.

Occorre “un’iniezione di spirito di famiglia” in una società dai rapporti “aridi, anonimi, disidratati”.

(DA: TelevideoRai.it-07/10/2015 10:55)

PAPA RIFORMA PROCESSO

NULLITA’ MATRIMONIO  

Pronta la riforma di Papa Francesco che velocizzerà e semplificherà le procedure per il riconoscimento delle nullità matrimoniali.

Il Papa, con due Lettere “motu proprio” che verranno rese note domani, ha riformato il processo canonico per quanto riguarda le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio sia nel Codice di Diritto canonico che nel Codice dei Canoni delle Chiese orientali.

(DA: TelevideoRai.it-7 Settembre 2015)-foto da internet

“Cristiano troppo attaccato ai soldi

ha sbagliato strada”

Papa Francesco torna a ribadire che l’attaccamento al denaro non è coerente con il cristianesimo.

“Un cristiano troppo attaccato ai soldi ha sbagliato strada”, ha scritto il Pontefice in un tweet. 

Più volte in passato, il Papa si è scagliato con il prevalere dell’interesse personale e con la scarsa attitudine all’altruismo, alla condivisione.

(DA: TelevideoRai.it-25 Agosto 2015)

PAPA: NO SCOMUNICA

DIVORZIATI RISPOSATI

“Le persone che hanno cominciato una nuova unione dopo lo scacco del loro matrimonio sacramentale non sono assolutamente scomunicate, e non devono essere trattate come tali: fanno sempre parte della Chiesa”.

Così il Papa nella prima udienza generale dopo la pausa estiva. Toccando uno dei temi più controversi del sinodo il Pontefice ha sottolineato come “non esistono semplici ricette, nella Chiesa non ci devono essere porte chiuse”.

Poi: “Non aggiungiamo altri pesi ai figli dei divorziati che sono tanti”.

(DA: Televideo Rai.it-5 Agosto 2015)

 

 

“La corruzione è la cancrena di un popolo”.

Papa Francesco lo ha gridato ad Asuncion, nel suo incontro con la società civile del Paraguay.

 Fraternità,giustizia,pace siano parole concrete, ha detto ancora il Papa rendendo omaggio all’esperienza delle “Reduciones” fondate dei Gesuiti in America Latina tra Seicento e Settecento.

E poi: se è stato possibile allora,perché non è possibile oggi costruire “una società più umana” in cui “tutti abbiano accesso ai beni necessari, nessuno escluso?”.

(DA: TelevideoRai.it-12 Luglio 2015)

“Non ci sono leader a vita. Questo avviene nei Paesi dove c’è la dittatura”.

Lo ha affermato Papa Francesco durante l’udienza per ‘Rinnovamento dello Spirito Santo’.

“L’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo e l’unico Signore è Gesù Cristo”, ha sottolineato Francesco, che poi ha aggiunto.” Tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza”.

Infine il richiamo:

“Il potere porta alla vanità, il diavolo entra sempre dal portafogli, è questa la porta di ingresso”.

Il Pontefice, nel corso dell’udienza, ha anche rimarcato l’esigenza per la Chiesa di non fermarsi: altrimenti “si corrompe”.

(DA: TelevideoRai.it)-3 Luglio 2015)

PAPA: PERSECUZIONI SOTTO OCCHI DI TUTTI

Papa Francesco nella basilica di San Pietro consegna i “pallii” ai nuovi arcivescovi metropoliti nominati quest’anno.

Bergoglio ha ricordato “le atroci, disumane e inspiegabili persecuzioni,purtroppo ancora oggi presenti in tante parti del mondo, spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti”.

“Oggi -dice Papa Francesco- non c’è tanto bisogno di maestri, ma di testimoni coraggiosi e convincenti”, sull’esempio “di Pietro e di Paolo e di tanti altri testimoni lungo tutta la storia della Chiesa”.

(DA: TelevideoRai.it-29 Giugno 2015)

“LAVORO DIRITTO ALLA DIGNITA’”

“Sono vicino a tutti i lavoratori che difendono in modo solidale il diritto al lavoro, che è un diritto alla dignità”. Lo ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus.

Il Pontefice ha poi ricordato la Giornata Mondiale dei donatori di sangue, “milioni di persone che contribuiscono, in modo silenzioso, ad aiutare i fratelli in difficoltà”.

E ha rivolto un saluto a gruppo delle persone scomparse per le quali ha assicurato la sua preghiera.

Poi l’invito ad una “rinnovata attenzione alle situazioni di degrado ambientale” confermando che giovedì sarà pubblicata una Enciclica sulla Cura del creato,”rivolta a tutti”

(DA: TelevideoRai.it-15 Giugno 2015)

PAPA: DONNE RETRIBUITE

MENO UOMINI SCANDALOSO

“Perché si dà per scontato che le donne  devono guadagnare meno degli uomini?”, domanda il Papa, nell’udienza generale a San Pietro. “La disparità” di retribuzione,dice “é un puro scandalo“, serve uguale retribuzione per uguale lavoro”.

Parlando della famiglia, Bergoglio sottolinea che ci si sposa sempre meno, che aumentano le separazioni,diminuiscono i figli e attribuisce la paura di legami stabili alla “cultura del provvisorio“.

Critica invece chi sostiene che dipenda dall’emancipazione della donna:”è una ingiuria-dice-una forma di maschilismo”

(DA: TelevideoRai.it-29 Aprile 2015)

PAPA  FRANCESCO

E LA GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA

“CON LE DONNE SOCIETA’ E’ PIU’ UMANA”

Papa Francesco, durante l’Angelus dominicale, ha voluto ricordare e salutare per l’8 marzo “tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una società più umana ed accogliente”.

Secondo Papa Bergoglio “un mondo dove le donne sono emarginate è sterile, perché le donne vedono oltre,ci trasmettono la capacità di capire con un cuore più paziente e più tenero”.

Il Papa ha benedetto tutte le donne aggiungendo “un grazie fraterno anche a quelle che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella Chiesa”.

(DA: TelevideoRAI.it-8 marzo 2015)

“Uno Stato non può pensare

di guadagnare con la medicina”.

Lo ha detto il Papa nella sua udienza presso la Pontificia Accademia della Vita, che nella sua assemblea riflette sulle cure palliative agli anziani.

“Evidenza ed efficienza – ha continuato Papa Bergoglio – non possono essere gli unici criteri a governare l’agire dei medici, né lo sono le regole dei sistemi sanitari e il profitto economico”.

“Al contrario – ha sottolineato – non vi è dovere più importante di quello di custodire la persona umana, che rimane sempre preziosa, anche se segnata dall’anzianità e dalla malattia. Per questo va assistita nel modo migliore”.

(DA: Televideo Rai.it-5 Marzo 2015)

PAPA INSISTE,

“APERTURA CHIESA A TUTTI”

Papa Francesco nella messa con i cardinali a San Pietro ha detto:”Non rimanere passivi davanti a sofferenza ma rimboccarsi le maniche”.

Inoltre:”Dio è presente anche in chi si dice ateo“. 

Con queste parole Bergoglio prosegue l’apertura della Chiesa a tutti.

La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero, di uscire dal proprio recinto per andare a cercare i lontani nelle periferie dell’esistenza”.

E ai cardinali ha chiesto di non “isolarsi in una casta“.

(DA: Televideo Rai.it-15 Febbraio 2015) foto da internet

 

 

“FRATELLI NON  LITIGATE. COSA BRUTTA”

“Ci sono famiglie in cui i fratelli hanno litigato anche per piccole cose, magari una eredità, e poi non si parlano più, non si salutano più e questo è brutto”.

Così il Papa nella udienza generale in Piazza San Pietro. “Una cosa molto dolorosa da sentire”.”Ricordiamoli nelle preghiere”.

E Bergoglio ha aggiunto: la stessa “tenerezza” che in famiglia abbiamo per i più piccoli, o per i malati” occupandoci dei “fratellini magari disabili”, “dovrebbe avere la società verso i più fragili e “poveri”.

“C’è un diritto a questa fraternità del cuore”,e ” quando i poveri sono come di casa la nostra fraternità cristiana riprende vita”.

(DA: Televideo Rai.it- 18 Febbraio 2015)

 ”OGNUNO DI NOI HA BISOGNO

DI ESSERE ACCOLTO”

Così Papa Francesco all’Angelus odierno

in una Piazza S. Pietro piena.

“Se il male è contagioso, lo è anche il bene!”.

Papa Francesco lo ricorda dalla finestra del Palazzo Apostolico, ai fedeli commentando il brano del Vangelo dedicato alla guarigione del lebbroso.

Il saluto del Papa è andato al popolo dell’estremo Oriente che festeggia il capodanno lunare con l’invito a questi popoli di ritrovare fraternità e radici della persona e della famiglia.

(DA: Televideo Rai.it-15 Febbraio 2015)

 

IL PAPA:

“La Costituzione italiana tutela la famiglia ma solo a parole, mancano i fatti

“La Costituzione italiana all’articolo 31 chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose: ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti, restano le parole”. E’ quanto sottolinea Papa Francesco, ricevendo in Vaticano l’associazione delle famiglie numerose. “Purtroppo, le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano“, afferma il Papa.

Francesco ricorda anche “i tassi di bassa natalità che da tempo si registrano in Italia” e reclama “una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici ad ogni livello, la fine di dare il sostegno previsto alle famiglie. Se ogni famiglia è una cellula della società – osserva il Papa – una famiglia numerosa è una cellula ancora più ricca e più vitale. E lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di essa”.

(DA: Adnkronos-28 Dicembre 2014)-foto da internet

(Da: comunicato-da me rielaborato-del Comitato Organizzatore)

Marco Camedda

“LE PAROLE UCCIDONO, NO A CALUNNIA”

così Papa Francesco all’Angelus a Piazza San Pietro.

“Le chiacchiere possono uccidere perchè uccidono la fama di una persona” Se non si sparlasse diventeremmo tutti santi.

“E allora niente chiacchiere” ha detto.

Richiamando quanto Gesù spiega nell’episodio del Vangelo,tratto dal “discorso della montagna” dice: “Non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia” afferma e ancora “non bisogna avere la lingua di serpente”.

(DA:TelevideoRai.it-16 feb 2014)

 

La rivista americana ha scelto il Pontefice

Papa Francesco è stato eletto “persona dell’anno” dalla rivista Time, che dal 1927 attribuisce il riconoscimento.

Papa Francesco è il personaggio dell’anno secondo il Time. Lo ha annunciato la rivista che attribuisce questo riconoscimento dal 1927 all’individuo o all’entità che, nel bene o nel male, ha dominato le cronache dell’anno che sta per concludersi. Per il pontefice, Time scrive: “Ha preso il nome di un umile santo e ha chiamato la Chiesa alla riconciliazione. Il primo Papa non europeo in 1200 anni è pronto per la trasformazione“. Secondo il direttore Nancy Gibbs, “in meno di un anno Papa Bergoglio ha fatto una cosa notevole: non ha cambiato solo le parole, ha cambiato la musica“.

Nella cinquina finalista comparivano anche Bashar al Assad, la talpa dell’Nsa Edward Snowden, il senatore repubblicano Ted Cruz e Edith Windsor, la vedova lesbica protagonista della battaglia alla Corte Suprema sulle nozze gay.

“E’ un segno positivo – ha commentato padre Lombardi, portavoce vaticano – che uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell’ambito della stampa internazionale sia attribuito a chi annuncia nel mondo valori spirituali, religiosi e morali e parla efficacemente in favore della pace e di una maggiore giustizia”. Il Papa, ha aggiunto, “non cerca fama e successo”, ma se questa scelta “significa che molti hanno capito” il suo messaggio, “certamente se ne rallegra”.

(DA: L’Unione Sarda-11 dic 2013)

Non lasciatevi ingannare dai “leader di questo mondo”, dai “santoni” e da chi vuole “attirare a sé le menti e i cuori”.

Lo ha detto il Papa all’Angelus, ricordando che Gesù ha ammonito contro quanti “verranno nel mio nome”, con un “invito al discernimento”.

Anche oggi “ci sono falsi “salvatori”, che tentano di sostituirsi a Gesù: leader di questo mondo, santoni, anche stregoni, personaggi che vogliono attirare a sé le menti e i cuori, specialmente dei giovani. Non andate dietro a loro”, ha raccomandato il Papa.

Poi l’idea della Misericordina: “Come mezzo di prevenzione si assume una volta al giorno – recita la posologia – e in casi urgenti si assume tante volte quante chiede la tua anima. La posologia è identica per bambini e adulti”. Tirati in ventimila copie i “bugiardini” realizzati in italiano, polacco, inglese e spagnolo, spiegano quando ricorrere a “Misericordina – 50 grani per il cuore“.

E ventimila scatolette della “medicinavengono distribuiti in piazza San Pietro dopo l’Angelus del Papa. Si tratta di 20.000 rosari, contenuti in una piccola scatoletta in tutto simile a quelle dei farmaci – con l’ illustrazione di un miocardio e di un tracciato cardiaco – e accompagnati dalle istruzioni. Tra queste: “prima di usare la medicina, leggere il contenuto di questo prospetto; se è necessario leggerlo una seconda volta, e quando è necessario un consiglio o una informazione aggiuntiva, mettersi in contatto con un sacerdote”.

Seguono le spiegazioni su cosa sia Misericordina e quando vada usata, sulle precauzioni per l’uso, la posologia, le forme di somministrazione, le controindicazioni.

(DA: TelevideoRai.it-17 nov 2013)-foto da internet

Sono le parole di Papa Francesco

durante la sua omelia a Santa Marta.

il Pontefice ha dedicato la sua omelia a un lungo appello contro i guadagni da “corruzione”, la cui abitudine “dà dipendenza”, pregando infine “perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente”.

Il Papa, nell’omelia, ha pregato per i tanti giovani che ricevono dai genitori “pane sporco”, guadagno frutto di tangenti e corruzione, e hanno fame di dignità perché il lavoro disonesto toglie la dignità.

La parabola dell’amministratore disonesto, riferisce la Radio Vaticana, ha dato lo spunto al Papa per parlare “dello spirito del mondo, della mondanità”, di “come agisce questa mondanità e quanto pericolosa sia”. Gesù “pregava il Padre perché i suoi discepoli non cadessero nella mondanità”. “E’ il nemico”: “Quando noi pensiamo ai nostri nemici, davvero pensiamo prima al demonio, perché è proprio quello che ci fa male.

L’atmosfera, lo stile di vita piace tanto al demonio, è questa mondanità: vivere secondo i valori – fra virgolette – del mondo. E questo amministratore è un esempio di mondanità”. “Qualcuno di voi potrà dire – ha proseguito -: ‘Ma, questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!’. Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del governo… Forse non sono tanti. Ma è un pò quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita”.

Nella parabola, il padrone loda l’amministratore disonesto per la sua furbizia: “Eh sì, questa è una lode alla tangente! E l’abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice. E’ un’abitudine che non viene da Dio: Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto! E quest’uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà, come pasto, sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh!”.

Dunque – ha affermato il Papal’abitudine alle tangenti diventa una dipendenza. Ma se c’è una “furbizia mondana” – ha proseguito papa Francesco – c’è anche una “furbizia cristiana, di fare le cose un pò svelte… non con lo spirito del mondo”, ma onestamente. E’ ciò che dice Gesù quando invita ad essere astuti come i serpenti e semplici come colombe: mettere insieme queste due dimensioni – ha sottolineato – “è una grazia dello Spirito Santo”, un dono che dobbiamo chiedere.

Infine, ha concluso con una preghiera: “Forse oggi ci farà bene a tutti noi pregare per tanti bambini e ragazzi che ricevono dai loro genitori pane sporco: anche questi sono affamati, sono affamati di dignità! Pregare perché il Signore cambi il cuore di questi devoti della dea tangente e se ne accorgano che la dignità viene dal lavoro degno, dal lavoro onesto, dal lavoro di ogni giorno e non da queste strade più facili che alla fine ti tolgono tutto“.

“E poi finirei - ha aggiunto – come quell’altro del Vangelo che aveva tanti granai, tanti silos ripieni e non sapeva che farne: ‘Questa notte dovrai morirè, ha detto il Signore. Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti soltanto porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma la mancanza di dignità! Preghiamo per loro!”.

(DA: L’Unione Sarda-8 nov 2013)

Città del Vaticano- Bergoglio lo grida nel messaggio inviato a Josè Graziano da Silva, direttore generale della Fao: “Non può essere considerata un fenomeno ineluttabile, parte del sistema”.E sottolinea:“Modificare stili di vita segnati da spreco e consumismo

 ”E’ uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo!”. Papa Francesco lo grida nel messaggio inviato a Jose’ Graziano da Silva, direttore generale della Fao, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione che, sottolinea il Pontefice, “ci pone davanti a una delle sfide più serie per l’umanità: quella della tragica condizione nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini”.

Questa condizione di fame e denutrizione, osserva il Papa, “assume ancor maggiore gravità in un tempo come il nostro, caratterizzato da un progresso senza precedenti nei vari campi della scienza e da una crescente possibilità di comunicazione”. Quindi, “non si tratta solo di rispondere ad emergenze immediate, ma di affrontare insieme, a tutti i livelli, un problema che interpella la nostra coscienza personale e sociale, per giungere a una soluzione giusta e duratura”.

Invece, lamenta Francesco, “sembra crescere la tendenza all’individualismo e alla chiusura in se stessi, che porta a un certo atteggiamento di indifferenza a livello personale, di istituzioni e di Stati, verso chi muore per fame o soffre per denutrizione, quasi fosse un fatto ineluttabile. Ma fame e denutrizione non possono mai essere considerati un fatto normale al quale abituarsi, quasi si trattasse di parte del sistema. Qualcosa deve cambiare in noi stessi, nella nostra mentalità, nelle nostre società”.

Quindi papa Francesco chiede di “modificare concretamente i nostri stili di vita, compresi quelli alimentari, che in tante aree del pianeta sono segnati da consumismo, spreco e sperpero di alimenti”. Ed esorta a “ripensare e rinnovare i nostri sistemi alimentari, in una prospettiva solidale, superando la logica dello sfruttamento selvaggio del Creato e orientando meglio il nostro impegno di coltivare e custodire l’ambiente e le sue risorse, per garantire la sicurezza alimentare e per camminare verso una nutrizione sufficiente e sana per tutti”.

Sottolinea Jorge Mario Bergoglio:

Lo spreco di alimenti non è che uno dei frutti di quella ‘cultura dello scarto’ che spesso porta a sacrificare uomini e donne agli idoli del profitto e del consumo. Un triste segnale – lamenta il Pontefice – di quella globalizzazione dell’indifferenza, che ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, quasi fosse normale“.

**DA: Adnkronos-16 ott 2013**

 

 

CAGLIARI: ATTESI MIGLIAIA DI PELLEGRINI

Bandiere bianche e gialle con l’effigie papale alle finestre e sui balconi, alberghi pieni, una nave da crociera in porto, viabilità e mobilità ridotte nelle vie del centro cittadino. La Sardegna è pronta ad abbracciare il Papa.

La visita del Papa riempie il cuore dei sardi di attese. Domani, a Cagliari, sarà una festa di fede e di speranza in cui riscoprire i valori di cui la società ha fame. Ieri Francesco è tornato a parlare dei temi con cui si è misurato dall’inizio del pontificato: il rispetto della vita, la solidarietà cristiana, il perdono e l’accoglienza.

CAGLIARI ACCOGLIE FRANCESCO – Cagliari e l’intera Sardegna si preparano ad accogliere domani Papa Francesco che resterà in città per una visita di dieci ore scandita da sei appuntamenti fissi: gli incontri con il mondo del lavoro e della cultura, i poveri, i malati e i detenuti, più la Messa e l’Angelus davanti al sagrato della Basilica di Bonaria.

Mentre la città si appresta ad ospitare centinaia di migliaia di pellegrini che raggiungeranno i luoghi di incontro con il Santo Padre con 500 autobus, decine di treni e almeno 50.000 vetture private, anche ai semafori delle strade i venditori ambulanti si presentano “in tenuta papale” sventolando le bandiere del Santo Padre.

E tra i tanti ricordi della giornata, l’azienda di trasporto pubblico cittadino, il Ctm, ha realizzato 250.000 biglietti e mille abbonamenti con l’effigie del Pontefice.

Proprio gli autobus, a causa dei tantissimi divieti, saranno presi d’assalto dai pellegrini che si raduneranno dietro le transenne sistemate lungo tutto il percorso del corteo Papale. In molti sperano di poter assistere ad uno di quei “fuori programma” a cui Papa Francesco ha abituato i media di tutto il mondo, come accaduto a Rio de Janeiro.

Imponente anche la macchina organizzativa messa in campo dalla Diocesi di Cagliari, che schiera 1.600 volontari, dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa, che ha allestito un ospedale da campo, e dalle forze dell’ordine. Migliaia di agenti in divisa e non, tiratori scelti e militari sono pronti per vigilare sull’evento e per assistere i pellegrini che tenteranno di abbracciare Josè Bergoglio, “il Papa della porta accanto“.

Per il Pontefice, “rivoluzionario e umile“, come lo ha definito il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macrì – a Cagliari in visita ufficiale insieme con il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri – ci saranno anche momenti privati: la preghiera con la comunità dei Padri Mercedari di Bonaria nel Santuario che custodisce il Simulacro della Vergine poco prima della Messa, e un semplice pranzo con i prodotti tipici della tradizione sarda. I culurgionis di Lanusei (tipici ravioli dell’isola) e il Cannonau di Jerzu, mentre per la celebrazione il vino sarà offerto dagli studenti enologi dell’Università Consorzio Uno di Oristano.

**DA: L’Unione Sarda- 21 set 2013**

IL PONTEFICE APRE AI DIVORZIATI

E ALLE DONNE CHE HANNO ABORTITO

La Chiesa del buon Samaritano, capace di «chinarsi sulle ferite».

Più «ospedale da campo» che «laboratorio».

Sempre in frontiera, fatta di pastori e non di «chierici di Stato»,

pronta ad ascoltare i «dubbi» dei veri profeti.

E a guidarla un papa che dai suoi errori ha imparato a non essere «autoritario», che mette il «Vangelo puro» prima delle riforme, che non giudica i gay, e per loro predica misericordia, come anche per i divorziati risposati e le donne che hanno abortito. E intende il dialogo ecumenico anche come possibilità di imparare dagli altri cristiani, che vuole che i dicasteri romani siano «al servizio del Papa e dei vescovi». Un papa gesuita, quindi capace di «discernimento» e di «creatività»

Questa è la Chiesa di Francesco, a sei mesi dall’elezione, come emerge da una lunga intervista al direttore di Civiltà cattolica , Antonio Spadaro, frutto di tre colloqui, che sarà pubblicata in diverse riviste gesuite. L’intervista è davvero a tutto campo, e fornisce un quadro prezioso delle idee e della storia del Pontefice, dei suoi rapporti con la spiritualità gesuita, spiega molto di ciò che è stato Bergoglio e di ciò che potrebbe essere la sua riforma della Chiesa. «Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni», racconta, «mi ha portato ad avere seri problemi e a essere accusato di essere ultraconservatore». Un’esperienza difficile che oggi mette a frutto: ha capito quanto sia importante «la consultazione». «I Concistori, i Sinodi sono, ad esempio, luoghi importanti per rendere vera e attiva questa consultazione. Bisogna renderli però meno rigidi. Voglio consultazioni reali, non formali».

«Molti, ad esempio», osserva il Papa chiarendo l’importanza dell’esercizio del discernimento, richiesto da sant’Ignazio, fondatore dei gesuiti – pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo. Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento efficace. E questo è il tempo del discernimento. E a volte il discernimento invece sprona a fare subito quel che invece inizialmente si pensa di far dopo». Ma la prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi».

**DA: L’Unione Sarda-20 set 2013**

“Così si imita il gesto omicida di Caino”

Chi parla male del prossimo è un ipocrita che non ha “il coraggio di guardare i propri difetti”.

E’ il monito di papa Francesco nella messa di stamani a Santa Marta. Il Papa ha sottolineato che le chiacchiere hanno una “dimensione di criminalità”, perché ogni volta che parliamo male dei nostri fratelli imitiamo il gesto omicida di Caino.

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non t’accorgi della trave che è nel tuo?”: papa Francesco ha sviluppato la sua omelia – riportata dalla Radio Vaticana – partendo dall’interrogativo posto da Gesù che scuote le coscienze di ogni uomo, in ogni tempo. Dopo averci parlato dell’umiltà, ha osservato, Gesù ci parla del suo contrario,di quell’atteggiamento odioso verso il prossimo, di quel diventare giudice del fratello”. E qui, ha affermato, Gesù “dice una parola forte: ipocrita”.

Quelli che vivono giudicando il prossimo, parlando male del prossimo, sono ipocriti, perché non hanno la forza, il coraggio di guardare i loro propri difetti – ha detto -. Il Signore non fa, su questo, tante parole. Poi dirà, più avanti, che quello che ha nel suo cuore un po’ d’odio contro il fratello è un omicida… Anche l’Apostolo Giovanni, nella sua prima Lettera, lo dice, chiaro: colui che odia suo fratello, cammina nelle tenebre; chi giudica il fratello, cammina nelle tenebre”. Ogni volta che noi “giudichiamo i nostri fratelli nel nostro cuore – ha proseguito – e peggio, quando ne parliamo di questo con gli altri siamo cristiani omicidi”:

“Un cristiano omicida … Non lo dico io, eh?, lo dice il Signore. E su questo punto, non c’è posto per le sfumature. Se tu parli male del fratello, uccidi il fratello. E noi, ogni volta che lo facciamo, imitiamo quel gesto di Caino, il primo omicida della Storia“.

E aggiunge che in questo tempo in cui si parla di guerre e si chiede tanto la pace, “è necessario un gesto di conversione nostro”. “Le chiacchiere – ha avvertito – sempre vanno su questa dimensione della criminalità. Non ci sono chiacchiere innocenti”.

La lingua, ha detto ancora riprendendo l’Apostolo Giacomo, è per lodare Dio, “ma quando la nostra lingua la usiamo per parlare male del fratello o della sorella, la usiamo per uccidere Dio”, “l’immagine di Dio nel fratello”.

Qualcuno, ha affermato il Papa, potrebbe dire che una persona si meriti le chiacchiere. Ma non può essere così: “‘Ma vai, prega per lui! Vai, fai penitenza per lei! E poi, se è necessario, parla a quella persona che può rimediare al problema. Ma non dirlo a tutti!’.

Paolo è stato un peccatore forte, e dice di se stesso: ‘Prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordià. Forse nessuno di noi bestemmia – forse. Ma se qualcuno di noi chiacchiera, certamente è un persecutore e un violento. Chiediamo per noi, per la Chiesa tutta, la grazia della conversione dalla criminalità delle chiacchiere all’amore, all’umiltà, alla mitezza, alla mansuetudine, alla magnanimità dell’amore verso il prossimo”.

**DA:L’Unione Sarda-13 set 2013**

Poi l’annuncio: prossima Gmg a Cracovia

La spiaggia non c’è più: tutto esaurito

per la messa conclusiva della Gmg

Circa 3 milioni di persone, di più che ai capodanno quando tutta Rio si riversa su Copacabana. Poi l’annuncio di Francesco: appuntamento a Cracovia per la Gmg 2016.

“Cari giovani, siate veri “atleti di Cristo”! Giocate nella sua squadra!“. E’ il twitter che Papa Francesco ha mandato oggi, ultimo giorno della Gmg di Rio de Janeiro. Poi l’ennesimo bagno di folla. Un oceano di giovani.

Circa 3 milioni di persone, di più che ai capodanno quando tutta Rio si riversa su Copacabana. Tra la prima parte della veglia di ieri sera, e la messa di oggi, il Papa insieme ai ragazzi della Giornata mondiale della gioventù hanno battuto ogni record. Sulla spiaggia più famosa dell’America Latina non si era mai vista tanta gente. Stamani presto Copacabana si è svegliata nello stesso modo in cui è “andata a dormire” ieri notte: un infinito serpentone di sacchi a pelo, zainetti, materassini, tende e teli di ogni tipo coprivano la spiaggia, quasi senza soluzione di continuità.

Poi la messa, ultimo abbraccio di questa gmg. “Qual è lo strumento migliore per evangelizzare i giovani?. Un altro giovane. Questa è la strada da percorrere“. Lo ha detto il Papa nella omelia delle messa conclusiva, a Capocabana, davanti a una folla che alcuni organizzatori stimano in tre milioni.

Con papa Bergoglio celebrano circa 60 cardinali, 1.500 vescovi e 11.000 sacerdoti.

Andate, senza paura, per servire“, così il Papa ha sintetizzato il messaggio delle letture bibliche di oggi, chiedendo ai ragazzi di essere missionari, senza paura, raccogliendo il mandato della missione continentale promossa dai vescovi dell’America latina. Il mandato alla missione, ha spiegato, “non nasce dalla volontà di dominio o di potere, ma dalla forza dell’amore” e “Gesù non ci tratta da schiavi, ma da uomini liberi, da amici, da fratelli; non solo ci invia, ma ci accompagna“. Invitando ancora i ragazzi a andare nelle “periferie esistenziali”, ha chiesto loro di mettere a disposizione la loro energia e creatività. Il profeta Geremia, ha ricordato, era un ragazzo di 19 anni, eppure ha ascoltato la chiamata.

Quando affrontiamo insieme le sfide – ha detto il Papa – allora siamo forti, scopriamo risorse che non sapevamo di avere”. Il Papa ha poi chiesto ai giovani di portare il Vangelo “per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell’ egoismo, dell’intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi, La Chiesa conta su di voi, il Papa conta su di voi. Andate e fate discepoli tutti i popoli”.

**DA: L’Unione Sarda.it- 28 lug 2013**