Vai ai contenuti

NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: alimentazione

Seminario su Nuovi Obblighi

di Etichettatura  dei Prodotti Alimentari

ed  Indicazione degli Allergeni

Nuoro: Martedì 10 febbraio 2015-ore 15,30

Dopo i saluti del presidente dell’Associazione Panificatori Gian Pietro Secchi terrà il seminario tecnico la dottoressa Pasquala Pinna del SIAN ASL Nuoro.

(DA: comunicato Ascom-Confcommercio Nuoro-7 Febbraio 2015)

GRANDE SUCCESSO

per il corso di olivicoltura

organizzato da Laore in collaborazione

con il Comune di Galtellì.

Le lezioni sono cominciate lo scorso dicembre, proprio a Galtellì.

Durante le lezioni sono stati affrontati tutti gli aspetti che riguardano l’olivo, dall’impianto dell’oliveto, all’importanza delle irrigazioni fino alle concimazioni. Molto interesse hanno destato le lezioni relative agli attacchi dei parassiti animali e vegetali.

L’ adesione al corso da parte degli olivicoltori è stata straordinaria.

Per le lezioni di potatura pratica da tenersi negli oliveti, data l’altissima partecipazione, è stato necessario organizzare due corsi. Il primo si è tenuto la scorsa settimana negli oliveti di Onifai e Galtellì. Il secondo è previsto a marzo.

(DA: La Nuova Sardegna-n.m.-5 Febbraio 2015)

CORSO SOMMELIER- PRIMO LIVELLO

Da qualche giorno è possibile iscriversi al I livello del corso per sommelier. L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con l’AIS (Associazione Italiana Sommelier), è rivolta a un numero massimo di 50 allievi, operatori di settore (produttori e trasformatori vitivinicoli, ristoratori e gestori commerciali per la somministrazione di bevande alcoliche) e consumatori interessati o appassionati alle tematiche oggetto del corso. 

Il corso avrà una durata di 15 lezioni di circa due ore l’una, con inizio fissato per martedì 21 Ottobre 2014, presso la sede camerale di via Papandrea 8 e la frequenza è obbligatoria. 

Le domande di partecipazione, il cui modulo è disponibile nel box a lato insieme al calendario delle lezioni, dovranno essere presentate entro il termine di venerdì 10 Ottobre 2014, presso l’Ufficio Ambiente e Agricoltura della CCIAA di Nuoro Via Papandrea 8 o inviate via email all’indirizzo francesca.chessa@nu.camcom.it. 

La graduatoria degli ammessi sarà costituita in ordine strettamente cronologico di arrivo delle domande. 

La CCIAA ha scelto, come per le scorse edizioni, di finanziare una parte delle spese del corso, per cui la quota a carico di ciascun partecipante è di € 287,00 (IVA inclusa) da versare sul C/C n. 10671089 o tramite bonifico bancario (IBAN IT71Y0101517300000070264946) intestato alla CCIAA Nuoro con la causale “Partecipazione corso sommelier 1° livello Nuoro Ottobre 2014”. 

Per informazioni,

è possibile rivolgersi all’Ufficio Ambiente Agricoltura – dalle ore 9.00 alle ore 12.00 (sabato escluso) e il lunedì e il martedì anche dalle 15.30 alle 17.00. Tel. 0784/242545

(DA: comunicato Camera di Commercio Nuoro-2 ottobre 2014)

CORSO SOMMELIER-PRIMO LIVELLO 

Da qualche giorno è possibile iscriversi

al I livello del corso per sommelier.

L’iniziativa, promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con l’AIS (Associazione Italiana Sommelier), è rivolta a un numero massimo di 50 allievi, operatori di settore (produttori e trasformatori vitivinicoli, ristoratori e gestori commerciali per la somministrazione di bevande alcoliche) e consumatori interessati o appassionati alle tematiche oggetto del corso. 

Il corso avrà una durata di 15 lezioni di circa due ore l’una, con inizio fissato per martedì 21 Ottobre 2014, presso la sede camerale di via Papandrea 8 e la frequenza è obbligatoria. 

Le domande di partecipazione,

il cui modulo è disponibile insieme al calendario delle lezioni, dovranno essere presentate entro il termine di venerdì 10 Ottobre 2014, presso l’Ufficio Ambiente e Agricoltura della CCIAA di Nuoro Via Papandrea 8 o inviate via email all’indirizzo francesca.chessa@nu.camcom.it. 

La graduatoria degli ammessi sarà costituita in ordine strettamente cronologico di arrivo delle domande. 

La CCIAA ha scelto, come per le scorse edizioni, di finanziare una parte delle spese del corso, per cui la quota a carico di ciascun partecipante è di € 287,00 (IVA inclusa) da versare sul C/C n. 10671089 o tramite bonifico bancario (IBAN IT71Y0101517300000070264946) intestato alla CCIAA Nuoro con la causale “Partecipazione corso sommelier 1° livello Nuoro Ottobre 2014”. 

Per informazioni,

è possibile rivolgersi all’Ufficio Ambiente Agricoltura – dalle ore 9.00 alle ore 12.00 (sabato escluso) e il lunedì e il martedì anche dalle 15.30 alle 17.00. Tel. 0784/242545.

(DA: comunicato Camera di Commercio Nuoro-15 Settembre 2014)

-foto da internet-

 

I risultati di una ricerca dell’Osservatorio internazionale sulla stampa estera evidenzia l’apprezzamento per i prodotti alimentari sardi.

Bottarga, Cannonau, casu marzu, fregola, culurgiones e tante altre prelibatezze.

La stampa internazionale rilancia le eccellenze dell‘enogastronomia sarda come tra le migliori al mondo. Lo rivela una ricerca condotta dall’Osservatorio Internazionale della Stampa Estera “Nathan il Saggio”. Cinquanta tra le più autorevoli testate sono state monitorate negli ultimi 10 anni: 100 mila articoli, di cui più di 1.700 riguardano l’isola. Al settore sono dedicati ben il 16,5% degli articoli.

Lo studioTurismo in Sardegna: ricerca sulla Stampa Internazionale, luci ed ombre a ridosso della stagione estiva“, è stato presentato oggi (ieri per chi legge) all’Associazione Stampa Estera di Milano dal massmediologo Klaus Davi. Secondo il Los Angeles Times ‘la bottarga di muggine è una specialità sarda, più buona del cavialè, come scrive Irene Virbila. The Guardian, invece, loda il Cannonau, The Independent il “casu marzu”, El Pais il pecorino, Suddeutsche Zeitung i dolci a base di mandorle e i ‘Culingionis de Mendulà.

La rivista francese Le Point e il quotidiano Libération informa che “la fregola sarda ha conquistato i grandi ristoranti di Parigi e i palazzi del potere come l’Eliseo”. Cucina, ma anche e soprattutto bellezze naturalistiche. The Times, New York Times e Wall Street Journal celebrano le spiagge sarde come le migliori del Mediterraneo. Die Welt si dedica alla scoperta delle migliori destinazioni sarde fuori stagione, gli spagnoli di Abc ed El Pais inseriscono la Sardegna tra le migliori destinazioni pasquali, i francesi di Le Figaro addirittura la preferiscono alla loro Corsica.

La stampa internazionale enfatizza anche la buona qualità di vita con il boom dei centenari ed esalta come ha fatto ad esempio il tedesco Focus, la forza di spirito dei sardi in occasione della scorsa alluvione.

(DA: L’Unione Sarda- 27 giugno 2014)

 UNA MIA NOTA:

La ricerca di cui si parla in questo articolo ci riempie di molto orgoglio ma dovrebbe essere sopratutto un grande stimolo aggiuntivo  per chi “deve e può” affinchè valorizzi in modo concreto gli innumerevoli tesori- e non solo della enogastronomia-  di cui la Sardegna abbonda ma che, fino ad adesso sono rimasti spesso sulla carta di bei depliant e/o comunque di tante buone programmazioni che potrebbero però produrre molto, ma molto di più.

Tesori che dovrebbero e potrebbero riempire noi sardi non solo di orgoglio ma – e scusate se chiedo troppo – anche economicamente in modo perlomeno dignitoso. Cosa che fino ad ora, viste statistiche macroeconomiche e grafici in picchiata, accade in modo sempre più decrescente.

Ma resto sempre fiducioso e speriamo che prima o poi – ma meglio…SUBITO- chi “deve e può” faccia di tutto per far risalire dignitosamente il lavoro e quindi il morale dei sardi che- come si scrive nell’articolo sopracitato- di forza di spirito ne abbiamo in abbondanza. 

UNA MIA VIGNETTA PURTROPPO...SEMPRE VALIDA

Sperando però che tale abbondanza non lo sia solo nello spirito ma che cominci a far capolino anche nei fine mese sempre più risicati o assenti nell’economia reale di questa  bellissima isola che è la Nostra Sardegna e di cui si parla e si scrive in tutto il mondo in modo che ci fa ben sperare per il futuro.

Apettiamo quindi da chi “deve e può” che la rotta dell’economia si inverta e porti a sfruttare (nel miglior senso della parola) i tesori che a livello internazionale ci riconoscono in modo molto concreto.

Non credo che quanto scritto in questa mia nota sia “chiedere troppo” per un’isola i cui abitanti hanno purtroppo ricominciato a emigrare in cerca di lavoro. Come nei vecchi tempi che speravo fossero solo un ricordo del passato!

Cordiali saluti a tutti

Marco Camedda

 “IL PANE MEZZO SALE”

Numerosi studi hanno dimostrato che vi è uno stretto legame tra quantità di sale assunta con la dieta e la pressione arteriosa e l’insorgere di importanti malattie cardiovascolari.

L’Associazione Panificatori della Confcommercio Nuoro Ogliastra, consapevole dell’importanza del pane come alimento quotidiano, ha intrapreso un’iniziativa chiamata “IL PANE MEZZO SALE”, mettendo in vendita pane con una quantità inferiore di sale almeno del cinquanta per cento in meno rispetto alla ricetta tradizionale.

Un importante segnale che la categoria vuole dare all’aspetto salutistico (e non solo) del pane, che ogni giorno migliaia di famiglie portano in tavola.

All’iniziativa, realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Nuoro e sostenuta dalla ASL di Nuoro e dalla ASL di Lanusei, hanno aderito ventinove panificatori delle province di Nuoro e Ogliastra.

Il progetto è stato raccontato mercoledì 4 giugno scorso, durante una conferenza stampa, alla quale sono intervenuti Agostino Cicalò, Presidente della Camera di Commercio di Nuoro, Gian Pietro Secchi, Presidente Panificatori Confcommercio Nuoro Ogliastra, Giovanni Pietro Mesina, Direttore Sanitario dell’ASL di Nuoro e Diego Capitza dell’ASL di Lanusei.

In particolare il Dott. Mesina, che ha portato i saluti e i ringraziamenti del Direttore Generale, Dott. Antonio Maria Soru, assente per precedenti impegni istituzionali, ha lodato l’encomiabile iniziativa dei Panificatori del Nuorese e dell’Ogliastra. «Come Azienda Sanitaria – ha spiegato Dott. Mesina – crediamo molto in questo progetto, perché una delle poche certezze della medicina è proprio quella secondo cui l’eccesso di sale (così come l’eccesso di zuccheri) può essere nocivo, soprattutto per il sistema cardio-vascolare».

(DA: comunicato Asl3 Nuoro-4 Giugno 2014)

L’Unità Operativa di Pediatria

di Comunità dell’ASL di Nuoro

ha promosso il Progetto di Educazione alla Salute “Siamo quello che mangiamo”, al quale ha partecipato nel corso dell’anno scolastico 2013-2014 il personale educativo di alcuni asili nido privati di Nuoro: Le coccole, Che meraviglia!, La bacchetta magica, Piccini picciò e Le Grazie.

Il tema ha toccato diversi punti nodali, sviluppando aspetti nutrizionali rivolti ai bambini con proposte ludiche di scelta ragionata, e ai genitori con incontri-dibattito e consulenze individuali, trovando puntuale rispondenza all’interno delle comunità infantili citate nell’attuare una corretta dietetica.

Tale percorso vedrà il suo momento di incontro finale con i bambini e genitori e con il personale educativo degli asili, il giorno 24 maggio p.v., presso il parco dell’Ospedale Cesare Zonchello.

Durante la mattinata i bambini saranno impegnati in attività ludiche e consumeranno uno spuntino al sacco, quale momento rafforzativo della proposta educativa.

Grande è il merito del personale degli asili che hanno aderito al progetto nel volersi impegnare anche su questo importante tema, sostenendo e promuovendo, tra i bambini e le loro famiglie, uno stile di vita corretto fin dall’infanzia.

Per la Pediatria di Comunità dell’ASL di Nuoro non si tratta solo di proporre un “menù” equilibrato e vario, come richiedono le norme italiane ed europee di alimentazione infantile (SINU, LARN, ESPGAN), ma si vuole riaffermare uno dei momenti importanti della Educazione alla Salute, di modifica di stili di vita sbagliati, di conoscenza degli alimenti dal punto di vista nutrizionale e anche un momento di cultura del cibo rapportato al territorio, di riscoperta dei sapori tipici tali indurre scelte di consumo consapevole.

L’ iniziativa mira anche a ribadire il concetto, da sempre sostenuto, che è necessario favorire la scelta degli alimenti da coltivazione biologica (dato il minor rischio tossicologico e l’indiscussa qualità nutrizionale e organolettica di tali prodotti), nonché i prodotti locali tipici della nostra tradizione.

Siamo convinti che la nostra tradizione, i nostri prodotti tipici, biologici rappresentino la proposta alimentare più corretta per i nostri bambini e le famiglie, convinti davvero che “siamo quello che mangiamo”, sia per un organismo in evoluzione, come quello del bambino, sia come prevenzione di malattie gravi.

(DA: comunicato ASL3 di Nuoro-21 Magguìio 2014)

-vignetta e foto di copertina;da internet-

Parola del più grande chirurgo degli Usa.

Il dottor Mehmet Oz elogia in tv il vino sardo.

Nel suo vitigno risiederebbe il segreto dell’eterna giovinezza.

VECCHIO SARDO: una mia grafica (china su cartoncino) del 1985

L’elisir di lunga vita? Il vino Cannonau. Parola del dottor Mehmet Oz, il chirurgo più famoso d’America. Il luminare ha rivelato il segreto dell’eterna giovinezza nel corso del suo talk show, seguito da milioni di persone (in Italia è trasmesso da La7).

Secondo Oz il vino sardo per eccellenza fa bene alla salute e grazie ad esso i sardi sarebbero uno dei popoli più longevi a livello mondiale.

Le proprietà benefiche del Cannonau risiderebbero nel suo vitigno, che contiene procyanidinis, un potente antiossidante che darebbe benefici vascolari da 5 a 10 volte maggiori rispetto alle altre varietà. Una notizia che ha generato un boom di vendite di questo vino, fanno sapere dalla Pala, piccola e quotata cantina della Sardegna che esporta il 40 per cento delle 500 mila bottiglie prodotte l’anno.

Tuttavia, anche se bere Cannonau fa bene al cuore, specifica Oz, è importante non esagerare.

Tra le terre che annoverano un’età media decisamente più lunga delle altre, oltre alla Sardegna, segnala il medico ci sono anche Okinawa in Giappone, Nicoya Penisula in Costa Rica, Loma Linda in California e Ikaria in Grecia.

(DA: L’Unione Sarda-12 febbraio 2014)-foto da internet

Per domani, martedì 28 maggio, alle ore 09.45

la Camera di commercio e l’ASPEN di Nuoro organizzano  la conferenza di presentazione della manifestazione ‘Primavere nel Marghine e in Ogliastra: sette importanti appuntamenti che durante tutto il mese di giugno valorizzeranno i nostri paesi, mostrando gli aspetti della propria quotidianità, cultura, tradizione e sapere.

Domani, martedì 28, alle ore 09.45 presso la sala riunioni dell’ASPEN, (sede CCIAA Via Papandrea, 8 – III piano) il Presidente della CCIAA Agostino Cicalo’ e il Presidente dell’ASPEN Vincenzo Cannas illustreranno il programma dell’iniziativa.

Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Nuoro

Via Papandrea, 8 – 08100 Nuoro – tel. 0784 242500 Fax 0784 30142

cciaa@nu.legalmail.camcom.it

www.nu.camcom.it

* Da: comunicato Camera di Commercio-Nu-24 mag 2013*

Si  terrà il 10 maggio e si intitola

“Innovazione di processo e di prodotto

per la filiera olivicola italiana di alta qualità”

Venerdì 10 maggio 2013, alle ore 9.00, presso la sede della Camera di commercio di Nuoro, si terrà un seminario sull’olivicoltura, dal titolo ‘Innovazione di processo e di prodotto per la filiera olivicola italiana di alta qualità’.

Il relatore del seminario è il Professor Maurizio Servili del Dipartimento di Scienze economico-estimative e degli alimenti dell’Università degli studi di Perugia che darà ampio spazio al tema dell’innovazione tecnologica nel settore.

L’iniziativa riflette l’impegno della Camera di commercio di Nuoro che da diversi anni ha intrapreso un percorso sul miglioramento della qualità e la valorizzazione dell’olio extravergine del proprio territorio: l’Ente in questi anni, infatti, ha puntato sulla formazione qualificata, organizzando una serie di corsi di perfezionamento, in modo che il grande patrimonio oleario possa essere valorizzato dagli stessi addetti ai lavori, competenti e specializzati.

Anche la promozione di questo settore è stata notevole, stimolando le aziende, i frantoiani e i produttori a partecipare alle fiere e ai concorsi nazionali, durante i quali, soprattutto negli ultimi anni, le aziende del nostro territorio hanno fatto registrare tanti successi, tra i quali si rammentano i più recenti: il premio ‘Ercole olivario’ (organizzato dall’Unioncamere nazionale, in collaborazione con la CCIAA di Perugia, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero dello Sviluppo Economico), nella categoria ‘Olio extravergine di oliva fruttato medio’, il 1°classificato è stato ‘Ozzastrera’ dell’azienda Agricola Nieddu di Bolotana, mentre nella categoria ‘Olio extravergine DOP fruttato intenso’il 1° classificato è stato l’Olio Extravergine DOP Sardegna della Cooperativa Valle del Cedrino Orosei, che ha vinto anche il premio ‘Sirena d’Oro’ (concorso nazionale dedicato all’olio extravergine di oliva dop e igp, promosso dall’assessorato all’Agricoltura e Marketing del Comune di Sorrento), sempre nella categoria ‘fruttato intenso’.

Anche in occasione di ‘Olio capitale’ (la più importante fiera interamente dedicata all’olio extravergine d’oliva, si svolge a Trieste ogni anno, e presenta le migliori produzioni nazionali ed estere,) la Cooperativa di Orosei si è aggiudicata il premio nella Categoria Fruttato Leggero.

 L’ingresso al seminario è libero.

Camera di Commercio  Industria Artigianato Agricoltura Nuoro

0784/242536 -532 -531

 segreteria.generale@nu.camcom.it – Via Papandrea, 8 – 08100 Nuoro

tel. 0784 242500 Fax 0784 30142

cciaa@nu.legalmail.camcom.it - www.nu.camcom.it

(DA: comunicato Camera di Commecio di Nuoro-6 mag 2013)

Chi vuole perdere peso

impari a masticare lentamente.

Per ogni boccone, il tempo di permanenza in bocca dovrebbe essere di circa mezzo minuto, ben di più di quanto siamo abituati a fare mangiando il classico panino in tutta fretta.

È il consiglio che viene da uno studio dell’Università di Birmingham apparso sulla rivista Appetite, che ha preso in esame 43 studenti. Risultato: quando si mantiene più a lungo il boccone in bocca è più semplice poi controllare meglio l’impulso di sgranocchiare merende caloriche e più in generale a diminuire l’assunzione di alimenti nel corso della giornata.

Il consiglio per chi vuole mettersi a dieta è quindi semplice: oltre a scegliere alimenti sani come frutta e verdura, ricordate di masticare a lungo.

(DA: L’Unione Sarda-26 mar 2013)


LA RASSEGNA A FEBBRAIO

Vini in vetrina il 9 e il 10 febbraio nell’ex mercato civico di Piazza Mameli per la seconda edizione del Tour eno culturale “Nuoro Go-Wine”, organizzato dall’assessorato alla Cultura e turismo del Comune di Nuoro, con la collaborazione tecnica dell’Agenzia regionale Laore e della facoltà di Agraria dell’Università di Sassari.

L’OBIETTIVO L’iniziativa mira a valorizzare la produzione enologica locale, attraverso la formula del concorso, a cui potranno partecipare i produttori vitivinicoli di Nuoro e comuni limitrofi, anche a livello amatoriale.

Le categorie ammesse sono due:

vini rossi 2011; vini rossi 2012 e invecchiati.

I migliori riceveranno un trofeo da parte della commissione esaminatrice. La degustazione è l’occasione per far conoscere e dare visibilità ai prodotti.

La prima edizione di Nuoro Go Wine risale al novembre 2011. Oggi, Laore rilancia questa iniziativa per incoraggiare lo sviluppo di produzioni vitivinicole di qualità, per stimolare un costante miglioramento dei prodotti e orientare il consumatore nella scelta dei vini e nel loro utilizzo in ambito gastronomico.

CONTRIBUTI ALLE AZIENDE Per incoraggiare il settore la Regione ha destinato oltre 1.500.000 euro di fondi comunitari a favore delle imprese produttrici di vino. L’obiettivo è favorire il miglioramento del rendimento globale, attraverso l’adeguamento alla domanda di mercato e una maggiore competitività. Per chi fosse interessato a partecipare, le iscrizioni scadranno il 6 Febbraio 2013.

LE DOMANDE La modulistica completa è disponibile presso il Sut dell’Agenzia Laore di Via Brigata Sassari 55 e negli uffici dell’ Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Nuoro. Può essere scaricata anche dai siti www.comune.nuoro.it. e www.sardegnaagricoltura.it.

La presentazione della domanda online scade il

31 Gennaio 2013.

La copia cartacea della stessa potrà invece essere consegnata entro le 12 dell’8 febbraio all’ufficio competente per il territorio dell’Agea. Info su www.sian.it.

( DA: L’Unione Sarda-d. po.-18 gen 2013)

La scienza sposa i piaceri della tavola

 Un bicchiere di vino rosso rallenta l’invecchiamento

Il vino rosso fa bene. In quantità moderata, certo, protegge il cuore e riduce l’invecchiamento.  Perfino il lambrusco che contiene pochissimo resveratrolo, noto composto ampiamente sfruttato anche come integratore alimentare, viene promosso fra i vini rossi d’eccellenza per gli effetti salutari.

Lo sostengono i ricercatori del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pisa con quelli di scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano che hanno dimostrato nuove capacità anti invecchiamento del vino rosso, in uno studio pubblicato su Plant Foods for Human Nutrition.

E’ la composizione totale della bevanda, piuttosto che il suo contenuto in resveratrolo a renderlo così interessante,” spiega Alberto Bertelli, coautore dello studio e ricercatore al dipartimento di Scienze biomediche per la salute all’Università degli Studi di Milano. “Nella ricerca infatti abbiamo individuato, in un vino davvero povero di resveratrolo come il lambrusco, la capacità di aumentare le proteine della longevità, gli enzimi ‘sirtuine’, SIRT1, nelle cellule renali umane.

Il vino rosso modula l’espressione di sistemi molecolari anti invecchiamento ma tale capacità è dovuta all’intera matrice di componenti della bevanda, così biologicamente attiva”.

Precisa l’esperto: “Vengono continuamente effettuati studi clinici che dimostrano come gli integratori alimentari di resveratrolo non diano i risultati sperati perché è solo quando sono presenti nel loro elemento di provenienza, cioè nel vino, che tali sostanze vengono assorbite. Incluso il resveratrolo. Un moderato consumo di vino, anche non di prezzo elevato e fino ad un massimo di due bicchieri al giorno, contiene quindi un pool di sostanze naturali che in modo sinergico si dimostrano efficaci per la salute”.

“Ad oggi – conclude Bertelli – sono confermate le capacità protettive sull’apparato cardiovascolare ed anti invecchiamento del vino rosso, mentre invece sono da smentire le capacità anti cancro della bevanda, come invece si ipotizzava”.

(DA: L’Unione Sarda.it-1 nov 2012)

Per combattere meglio la nuova ondata di caldo in arrivo con Caligola occorre adottare un regime alimentare appropriato.

E proprio per far fronte alle temperature che si avvicinano ai 40 gradi, soprattutto durante le ore pomeridiane, arrivano i consigli dell’Unità operativa di igiene degli alimenti e nutrizione dell’Asl 11 di Empoli. Che punta su una dieta varia e in grado di far fronte agli effetti del caldo sull’organismo. Di seguito il decalogo della Asl 11.

1)- Assumere molti liquidi, anche fino a 2 litri al giorno, prevalentemente sotto forma di acqua. Ciò permette di reintegrare la perdita di sali minerali e non apporta calorie; cercare di limitare l’assunzione di bevande gassate e/o zuccherate così come quelle a base di tè e cola che, essendo eccitanti e aumentando la diuresi, peggiorano la disidratazione. Occorre, infine, porre attenzione agli anziani e ai bambini che più facilmente possono disidratarsi avendo una sensazione della sete ridotta e dovendo, quindi, poter bere più spesso nella giornata. Si suggerisce loro l’assunzione di frutta molto ricca di acqua come il melone o il cocomero e di succhi di frutta preferibilmente senza zuccheri aggiunti.

2)- Mangiare poco e spesso, consumare leggeri pasti principali integrandoli con spuntini e merende a base di latte (yogurt), frutta o verdura di stagione che, oltre a saziare, apportano sali minerali, acqua, vitamine e fibre. La frutta e la verdura sono ricche, inoltre, di antiossidanti, molecole che agiscono nei confronti dei radicali liberi che soprattutto d’estate possono prodursi in relazione a una non corretta esposizione al sole.

3)- Preferire i piatti unici che garantiscono un’alimentazione completa e leggera. La verdura non deve mai mancare ad ogni pasto e può essere anche assunta all’inizio dello stesso, così da tamponare il senso di fame con poche calorie.

4)- Cercare di diminuire l‘introito calorico totale e la quantità dei grassi saturi contenuti nelle carni, salumi e formaggi, preferendo il pesce per il suo contenuto in acidi grassi polinsaturi e alta digeribilità.

5)- Limitare l’uso del sale nel cibo e, quando utilizzato, preferire il sale iodato.

6)- Utilizzare condimenti a base di pomodoro e verdure fresche, cercando di limitare al massimo il ricorso al burro e margarine, prediligendo l’olio extravergine d’oliva a crudo, moderandone la quantità utilizzata.

7)- Sostituire i dolci con macedonie di frutta o un sorbetto di frutta. Il gelato, in special modo a base di frutta, può essere saltuariamente consumato come alternativa alla merenda e può essere indicato in chi ha problemi di masticazione e di difficoltà digestive.

8)- Consumare gli alimenti freschi o cotti al momento, in modo da prevenire qualsiasi tossinfezione alimentare favorita dalle elevate temperature.

9)- Limitare il consumo di alcool ed evitare l’assunzione di superalcolici che apportano calorie non utilizzabili dall’organismo provocando, inoltre, vasodilatazione.

10)- Dedicare tutti i giorni circa 30 minuti di tempo all’attività fisica, magari cominciando da una passeggiata, da effettuarsi nelle ore più fresche, che permette di prevenire e migliorare la stasi ed il gonfiore degli arti inferiori, dovuti al caldo

(Da: Televideo.Rai.it)

“Ciao Marco, finalmente la questione del grano monococco sta diventando importante anche per la Sardegna.

Le tante degustazioni sperimentali realizzate a Orosei negli ultimi mesi hanno dato risultati eccellenti e sono state realizzate grazie alla collaborazione volontaria di decine di “massaias“, straordinarie esperte nella produzione di alimenti tipici della cucina sarda.

Il convegno del prossimo 4 agosto che di terrà alle ore 18,30 nella sala del Consiglio Comunale di 0rosei è finalizzato a diffondere le conoscenze attuali sulle tecniche colturali da adottare nella coltivazione di questo grano.

Si propone inoltre di evidenziare l’utilità di avviare un programma di ricerca che, sostenuto dalle Autorità politiche locali, supporti la ricerca scientifica sulla coltivazione e sulla genetica di questo frumento antico e sull’utilità di alcuni suoi prodotti per la prevenzione di malattie particolarmente gravi e diffuse in Sardegna”.

Battista Piras

Vedi anche articolo di questo Blog:

http://marcocamedda.blog.tiscali.it/2012/08/02/provincia-di-nuoro-avvio-iniziativa-di-sviluppo-di-una-filiera-del-frumento-monococco/

La Giunta Provinciale di Nuoro, presieduta dal Presidente Roberto Deriu, ha deliberato, su proposta dell’Assessore alla Cooperazione Internazionale, Michele Ruiu, di avviare una iniziativa di sviluppo della filiera del Frumento Monococco e di aderire al gruppo di lavoro costituito da:

Provincia di Nuoro, Unione dei Comuni della Valle del Cedrino, Dipartimento della Corsica del Sud, Odarc Corsica, Laore e Agris Sardegna, Gal Baronia, Gal del Marghine, Gal della Corsica, e Museo del Pane di Borore e la costituenda Associazione per la Valorizzazione del Monococco.

Lo scopo è quello di creare le condizioni per la valorizzazione ed il rilancio del grano Monococco sia come produzione alimentare, sia come simbolo del territorio e della cultura ad esso legata.

“L’obiettivo generale del progetto è quello di favorire lo sviluppo di una filiera di trasformazione del frumento monococco per l’ottenimento di alimenti come il pane, i prodotti da forno e la pasta, con alto valore nutrizionale – ha spiegato l’assessore Michele Ruiu – nello specifico invece si intende promuovere la caratterizzazione agronomica del monococco della Valle del Cedrino, definendo tutti i processi produttivi adatti per la produzione degli alimenti e la trasformazione delle farine di monococco.

A tal proposito – ha sottolineato l’assessore Ruiu – è importante avviare un’opera di sensibilizzazione nei confronti della Regione affinché venga incentivata la coltivazione e la trasformazione delle farine di questo grano, che potranno consentire la creazione di una rete internazionale di produttori ”.

La Provincia di Nuoro, come primo passo, aderisce al gruppo di lavoro ed avvia l’iniziativa in parola con un Convegno di livello internazionale dal titolo << Novità sul Grano Monococco, risultati della ricerca caratteristiche nutrizionali, prevenzione patologie>>, che si terrà Sabato 4 agosto 2012 nella sala Consiliare del Comune di Orosei alle 18:30.

In seguito avvieremo nuove azioni su tre aree distinte – ha dichiarato Ruiu – a partire da quella agricola, con azioni volte ad approfondire la ricerca e la sperimentazione, a quella della trasformazione fino alla promozione e commercializzazione mediante una riorganizzazione dei canali di distribuzione, manifestazioni ed eventi volti a sensibilizzare tutti i soggetti interessati sul territorio”.

(Da: comunicato della Provincia di Nuoro-2 ago 2012)

Come riconoscere la qualità del buon vino da un altro più scadente?

L’arte dei sommelier non è solo talento personale, ma anche conoscenza e capacità di valutazione sensoriale. Questo fine settimana la materia sarà al centro della consueta conferenza settimanale dell’Università della terza età di Siniscola.

Interviene l’esperto Giannetto Lapia, che metterà a disposizione degli iscritti le sue conoscenze enologiche. Si tratta della prova generale sulle capacità dei singoli di far lavorare le papille gustative e olfattive in un percorso di valutazione critica delle peculiarità che caratterizzano ogni vino. Diventare dilettanti sommelier per saper apprezzare il buon frutto dei vigneti autoctoni, e non solo.

Appuntamento venerdì, alle 17, nella biblioteca di via Roma.

( Da:L’Unione Sarda-f. u. -23 maggio 2012)

Secondo la Coldiretti anche se gli italiani hanno speso il 18% in meno rispetto allo scorso anno, non hanno rinunciato all’appuntamento più tradizionale dell’anno privilegiando il made in Italy e prodotti del territorio. Per evitare sprechi il consiglio è ricorrere alle ricette della nonna con polpette, frittate, pizze farcite, macedonie e marmellate

Per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che 9 italiani su dieci hanno scelto di trascorrere a casa con parenti o amici, si è speso meno. Ma ci bi e bevande valgono in ogni caso 2,3 miliardi di euro. E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno per il quale in ogni caso la spesa è stata più contenuta (-18%) rispetto allo scorso anno.

A prevalere è stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e – sottolinea la Coldiretti – più bollito e pizze rustiche. Dal Natale 2011 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si è espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane.

La maggioranza delle tavole sono state infatti imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova.

Ma circa un quarto delle portate preparate, per un valore di oltre mezzo miliardo, non è stato consumato.

Secondo la Coldiretti a rischiare di finire nella spazzatura sono soprattutto i prodotti già cucinati e quelli più deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. In aiuto arrivano – secondo la maggiore organizzazione agricola – sono le preziose ricette della nonna come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare – continua la Coldiretti – un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme mentre lo spumante avanzato può essere utilizzato per fare un buon risotto o per rendere più saporito il pollo alla cacciatora.

Recuperare il cibo è una scelta che – conclude la Coldiretti – fa bene all’economia e all’ambiente con una minore produzione di rifiuti in un momento come le festività di Natale in cui peraltro c’è una maggiore disponibilità di tempo libero e sono in molti a cogliere l’occasione per dedicare un po’ più di tempo ai fornelli.

(Da: IGN-Adnkronos-26 dic 2011)

Ciao Marco, come promessoti, allego un altro articolo sul monococco. Serve per far capire agli agricoltori e ai  consumatori quale sarà il percorso che s’intende seguire per valorizzare questo grano in Sardegna. Saluti,  Battista Piras

I FONDAMENTALI DI UN PROGETTO PILOTA TRIENNALE FINALIZZATO A VALORIZZARE LA FILIERA DEL MONOCOCCO IN SARDEGNA

La stagione della semina del grano è arrivata. L’esperienza maturata in Lombardia, in Sicilia e nel Lazio fa prevedere che anche in Sardegna occorrano almeno tre anni per avviare l’attività delle imprese pilota impegnate nella valorizzazione del grano monococco.

Questo cereale è uno strumento di rilevanza strategica per dare competitività alle imprese che sapranno giocare al meglio la carta della sua qualità naturale!

1. L’IMPOSTAZIONE DEL PROGETTO

A partire dalle origini della storia dell’agricoltura e fino a poco più di un secolo fa, il seme del grano è stato prodotto dagli stessi agricoltori, in base alle loro esigenze. Questo seme era selezionato con metodi empirici e conservato per le semine dell’anno successivo.

Attualmente le sementi sono studiate e selezionate da Istituti di ricerca che, applicando tecnologie diverse, ne esaltano le caratteristiche utili all’uomo, attraverso apposti lavori sperimentali. La moltiplicazione e la commercializzazione del materiale da riproduzione è affidata a ditte specializzate, che spesso vendono anche altri beni collegati all’uso delle sementi, quali: pesticidi, diserbanti, concimi, ecc.

La genetica del grano monococco, invece, fino ad ora non ha subito manipolazioni da parte dell’uomo e, come già è stato fatto nel caso delle Regioni italiane già citate, le sementi sono messe a disposizione gratuitamente dall’Istituto per la cerealicoltura afferente al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CRA), per consentirne la valorizzazione “dal basso”, grazie alla sensibilità e all’intuizione degli agricoltori e di altri operatori della filiera (agrituristi, ristoratori, famiglie, ecc), disponibili a collaborare per avviare la filiera di questo progetto pilota, finalizzato a diffondere il monococco anche in Sardegna.

 Considerata la carenza di sementi di questo grano e tenuto conto della conseguente necessità di non disperdere le imprese che aderiscono al progetto, si è deciso di mettere a coltura dei terreni ubicati prevalentemente nell’agro di Orosei. In tal modo i partecipanti all’iniziativa possono più facilmente incontrarsi, collaborare e scambiare esperienze, dando vita a un mercato locale sicuramente ampliabile negli anni successivi.

2. LE FIGURE COINVOLTE

 Le imprese che intendono collaborare per avviare quest’iniziativa sono una decina e la superficie totale da investire a grano è di cinque ettari circa.

Alcune delle figure professionali e degli utenti che collaborano fin da quest’anno:

-agrituristi che dispongono sia del terreno da seminare che del locale pubblico dove offrire i prodotti finiti ai propri clienti. Costoro chiudono la filiera e tutto il valore aggiunto resta all’impresa;

-titolari dell’azienda agricola che dispongono del terreno e si propongono di vendere le materie prime alle famiglie, ai ristoranti, ecc. Costoro non chiudono la filiera, ma gettano le basi per creare un mercato;

-ristoratori che acquistano sul mercato le materie prime, le trasformano in prodotti finiti e li vendono;

-famiglie che acquistano sul mercato le materie prime, le trasformano e le consumano in casa.

Al momento delle semine del secondo anno gli agrituristi e i titolari d’azienda disporranno anche di sementi autoprodotte.

Questo progetto pilotarappresenta una carta importante da giocare per recuperare competitività in questo momento di crisi!

La diffusione delle informazioni su quest’iniziativa è stata affidata al blog “NONSOLOBARONIA”, in quanto è conosciuto a livello locale e può essere consultato da tutti coloro che sono interessati ad approfondire queste tematiche.

(Comunicato di Battista Piras- 10 nov 2011)

Ricevo dal ricercatore Battista Piras questa interessante risposta ad un quesito posto sul blog da un lettore che chiede “Ho letto sul blog dell’utilità di coltivare e valorizzare il monococco. M’interesserebbe capire meglio di cosa si tratta, in particolare vorrei avere delle risposte più chiare superchè è importante introdurre in Sardegna il grano monococco” A questa domanda Battista Piras risponde inviandomi questa seguente   considerazione che introduco volentieri ed integralmente:


PERCHE’ E’ IMPORTANTE INTRODURRE IN SARDEGNA

IL GRANO MONOCOCCO?

“L’opinione pubblica è molto sensibile alle caratteristiche dietetiche, nutrizionali e salutari dei prodotti agricoli e alla sicurezza degli alimenti ed Ë sempre pi_ interessata allo sviluppo della ricerca su quelli tradizionali e sui nuovi. La crisi attuale aggrava i problemi della gente ed Ë necessario disporre di nuovi strumenti, per reagire davanti alle vecchie e alle nuove difficoltà

Questo blog è  finalizzato ad aprire un dibattito sulle caratteristiche naturali del grano monococco e dei prodotti fatti con le sue farine: pane, pasta e tanti prodotti da forno, considerato che le esperienze realizzate in Italia e in altri Paesi dimostrano che questi alimenti suscitano l’interesse di molti consumatori per il gusto, il valore nutritivo, la digeribilità e le qualit‡ salutari.

Le prime ricerche su questi argomenti sono di particolare interesse, perchè trattasi di un grano del tutto naturale e i risultati fino ad ora acquisiti permettono di aprire strade nuove nell’alimentazione di coloro che sono sensibili al glutine, hanno difficoltà nella digestione, soffrono di diabete o di morbo celiaco. Si tratta di lavori sperimentali che potranno continuare solo se sostenuti da adeguate risorse finanziarie, che in questo momento sono carenti o assenti.

In Italia, delle tantissime varietà naturali esistenti ed afferenti alla specie monococco, sono stati studiati solamente il Monlis a granella vestita e lo Stendal a granella nuda. Queste prime ricerche hanno riguardato la loro coltivazione, la genetica, le propriet‡ nutrizionali, la digeribilit‡ degli amidi, la ricchezza in proteine (18-21%), vitamine (A ed E) e microelementi (ferro, zinco, rame).

Gli agricoltori, consapevoli delle enormi difficolt‡ che incombono sulle loro imprese in questo momento, sono interessati a conoscere le innovazioni che potenzialmente possono elevarne la competitivit‡. L’introduzione in Sardegna del grano monococco puÚ essere di grande interesse per quei produttori che operano sulla filiera corta, perchÈ godono di tutto il valore aggiunto derivante dal proprio lavoro.

Si è osservato che in diverse parti dell’Italia alcuni agriturismi che lo coltivano da anni, lo trasformano e ne vendono direttamente i prodotti finali stanno aumentando il numero dei clienti e il loro giro d’affari, nonostante l’aggravarsi della crisi economica e occupazionale.

Per le semine  in Sardegna si utilizzerà la varietà Stendal, considerato che Ë l’unica a granella nuda, cioè pronta per la macina.

L’introduzione nell’Isola del monococco potrebbe avere una notevole importanza sociale ed economica, creando un mercato di questo grano antico e molto rustico, nell’interesse dei produttori, dei trasformatori e dei consumatori, comprese le tante famiglie che lavorano in casa il pane carasau, la pasta e i dolci e che dal prossimo anno potranno acquistare le sue farine”.

Battista Piras

================================

BREVE BIOGRAFIA E ATTIVITA’ SVOLTE DA BATTISTA PIRAS

E’ nato a Nuoro nel 1943 dove risiede fino al 1978, quando si trasferisce a Roma per lavorare al Ministero dell’agricoltura e delle foreste. Dal 2008 è in pensione e vive fra: Roma, dove collabora con l’Istituto per la cerealicoltura e con la Rete delle fattorie sociali; Sardegna, dove trascorre le vacanze e collabora con alcuni agricoltori per l’introduzione e la valorizzazione del grano monococco; Acuto-Fiuggi dove, come hobby, alleva cinquanta famiglie d’api e coltiva duecento piante da frutta, cinquanta olivi e un orto.

Nel 1960 inizia a collaborare con la propria famiglia per la conduzione di aziende agricole ubicate in agro di Nuoro e Oliena e per la gestione di un ristorante a Farcana, sul monte Ortobene. Contemporaneamente studia e consegue la maturità scientifica a Nuoro e la laurea in Scienze agrarie a Sassari, discutendo la tesi sull’allevamento della popolazione caprina sarda.

Nel 1975 consegue l’abilitazione all’esercizio della libera professione di agronomo e collabora con la Facoltà di Agraria di Sassari, proseguendo la ricerca sull’allevamento della capra sarda. Contemporaneamente insegna materie professionali presso l’Istituto tecnico agrario di Nuoro e negli Istituti professionali per l’agricoltura di Nuoro e di Siniscola.

Nel 1978 è a Roma come vincitore di concorso presso il citato Ministero, dove fa le prime esperienze nell’Ufficio Zootecnia.

Dal 1985 dirige diversi Uffici, fra cui: Agricoltura biologica, Sementi, Caccia e Pesca e, per dodici anni, dirige quello della Ricerca e della Sperimentazione agraria, al quale fanno capo ventitre Istituti di ricerca, con settecento ricercatori e con duemila persone che lavorano nelle diverse sedi dell’Italia.

Nel 2008 va in pensione e, fra l’altro, collabora con l’Istituto per la cerealicoltura per diffondere la coltivazione e la valorizzazione del grano monococco nel Lazio e in Sardegna. Su questa iniziativa di alto valore sociale, collabora con la Rete delle fattorie sociali, contribuendo anche all’attivazione a Roma di alcuni Orti Sociali.

Marco Camedda

ALTRI LINK  DEL BLOG SU QUESTO ARGOMENTO:

BATTISTA PIRAS: http://marcocamedda.blog.tiscali.it/2011/09/24/in-sardegna-procede-una-ricerca-sulla-filiera-del-grano-monococco/

MAURIZIO FEO: http://marcocamedda.blog.tiscali.it/2011/10/01/maurizio-feo-un-suo-scritto-sul-grano-monococco/

 

 

 

 

maurizio feo

Ricevo e pubblico molto volentieri questa dotta disquisizione sul grano monococco scritta per il mio blog e inviatami oggi via mail dal mio amico Maurizio Feo, medico urologo,  che aggiunge informazioni al post sulla ricerca (effettuata a Orosei)  su questo cereale antico.

Questo post che ho introdotto è inerente un  articolo, inviatomi dall’amico Antonio Farris e scritto dal ricercatore Battista Piras, che ho pubblicato da poco nel blog.

Marco Camedda

Ecco il testo integrale dello scritto di Maurizio Feo.

“Iniziativa Triticum Monococcum”

Grano-monococco1Ieri.

Il cereale “triticum monococcum (Einkorn, un antenato del frumento) fu – insieme al lino – una delle prime colture della Mezzaluna Fertile. Questa zona è quella più vicina a noi, tra circa nove nel mondo, che hanno dato origine all’Agricoltura (accelerando quel complicato processo sociale ed antropologico che noi definiamo “progresso”). Furono le prime colture perché erano di facile domesticazione e conservavano stabili (essendo ermafroditi sufficienti) le caratteristiche di buona produzione alimentare. In realtà tutte e otto le specie principali coltivate nella Mezzaluna[1] erano ermafroditi sufficienti. Tra queste, l’Einkorn, il farro e l’orzo erano anche assai ricche di proteine (tra 8 e 14 %). La diffusione nello spazio di queste piante è stata datata con il radiocarbonio: inizia certamente prima del 7.000 a.C. della Mezzaluna e poi si estende a tutta l’Europa, e alla parte più prossimale dell’Asia e dell’Africa[2]. L’einkorn non giunse in Egitto, però, perché non adatto a quelle temperature.

Oggi.

Il grano duro e il grano tenero sono utilizzati per l’alimentazione umana. Il grano duro contiene più proteine di quello tenero. Dal grano duro si ottengono semole e semolati dai granuli grossi con spigoli netti, mentre dal grano tenero si ottengono farine dai granuli sottili e tondeggianti. Le farine di frumento, in generale, sono utilizzate per la panificazione, per la produzione di paste alimentari, di biscotti, di dolci, ecc. In particolare il grano duro è utilizzato per la produzione di pasta alimentare e di pane in alcune zone, quello tenero per la produzione di pane e altri prodotti da forno.

La legislazione italiana (Legge n. 580 del 1967) prevede che la pasta secca debba essere fabbricata solo ed esclusivamente con semola di grano duro. Qualsiasi aggiunta, anche se parziale, di grano tenero costituisce una frode. Non così però in altri Paesi in cui è possibile utilizzare la farina di grano tenero anche per la pasta. Dalle cariossidi si ricavano anche amido e, previa fermentazione, alcool. I principali componenti della farina sono l’amido ed il glutine ed inoltre destrina, zuccheri, gomme, piccole quantità di sostanze grasse, sostanze minerali, fosfati, sostanze coloranti e vitamine.

Resa.

Nelle regioni a clima temperato freddo si coltiva il grano tenero: le cariossidi contengono una sostanza bianca e farinosa da cui si ricava la farina. Nelle regioni a clima temperato caldo si coltiva invece il grano duro: le cariossidi sono vitree e danno una farina granulosa (detta semola). La resa per ettaro può variare sensibilmente in dipendenza di diversi fattori tra cui principalmente l’andamento climatico stagionale e la rotazione colturale effettuata. In media la resa è 25-90 q/ha per il grano tenero, 15-50 q/ha per il grano duro.

Nel tempo, si effettuarono numerose modifiche ed introduzione di altri tipi di grano, per rendere più produttivi i terreni e più facile da lavorare il grano. Addirittura, nel 1974 fu ottenuta una mutazione di grano duro, il grano “Creso”, irradiando con raggi X la varietà “Cappelli”, un tipo di grano duro della Puglia. Il fusto di questa varietà è più basso di quella originaria, per evitare che le raffiche di vento “allettino” la pianta in posizione parallela al terreno compromettendo la mietitura. Attualmente la varietà Creso viene utilizzata in circa il 90% delle coltivazioni italiane: contiene molto più glutine della varietà originale, cresce più rapidamente e produce di più per ettaro.

Per motivi commerciali si è impoverita la qualità originaria e si utilizza addirittura un grano mutante: un ritorno all’antico è necessario.

Vantaggi del Monococcum.

Il triticum monococcum (einkorn) contiene molto meno glutine (7%), è panificabile, ma lievita poco. Il piccolo farro è una pianta a taglia media. Le spighe contengono generalmente un solo chicco. Si tratta di un “grano vestito”, a basso rendimento, adatto a suoli pedologicamente poveri e aridi. Il suo ciclo vegetativo è molto lungo e si sviluppa in un anno completo. Molte caratteristiche insomma, lo rendono adattissimo all’ambiente della Sardegna.

Ricerca.

I monococchi hanno confermato, in tutte le località, un contenuto proteico significamene superiore al grano di uso comune (in media l’80% in più). La loro farina integrale è risultata, inoltre, particolarmente ricca in ceneri ed in microelementi, quali ferro, zinco, rame, ecc. Il contenuto in lipidi del farro piccolo è invece superiore al frumento tenero in una misura che in media varia, a seconda delle linee, tra il 61 ed il 76 %. Particolarmente interessante è il profilo degli acidi grassi che compongono i lipidi: in tutti i campioni di monococco vi è un minor contenuto in acidi grassi saturi (tra 18,7 e 20,6%) ed una maggior proporzione di monoinsaturi (tra 26,2 e 29,2%). Il contenuto in amido è leggermente superiore nel frumento tenero, anche come conseguenza del maggior contenuto proteico dei monococchi; quasi tutto l’amido è presente come forma altamente solubile e più rapidamente digeribile. La proporzione di amilosio: amilopectina presenti nell’amido è simile per tutti i campioni analizzati e si aggira attorno al 26%. Beta-glucani e pentosani, due composti con effetti positivi sulla salute, nei monococchi sono presenti in livelli moderati e leggermente inferiori a Blasco; i fruttani (altra sostanza nutrizionalmente interessante) sono invece circa il 50-70% in più rispetto al testimone. Una decisa superiorità dei monococchi si nota per quanto riguarda due sostanze con un rilevante effetto antiossidante, i carotenoidi ed i tocoli (vitamina E). I carotenoidi (principalmente luteina) sono ca da 5 a 8 volte maggiori rispetto al frumento tenero, mentre i tocoli sono circa il 60% in più. Tale maggior contenuto in luteina e tocoli si riflette nella superiore capacità antiossidante, valutata come capacità di disattivare il radicale sintetico DPPH, delle farine di monococco (in media dal 28 al 64% in più). Tra le linee di monococco, la varietà Monlis spicca per l’elevato contenuto in lipidi, carotenoidi e tocoli; ottimi risultati sono raggiunti anche dalla linea avanzata SAL98-32-2, che inoltre ha il miglior contenuto proteico.

Conclusioni.

Il monococco, quindi, presenta interessanti qualità d’antica genuinità, accoppiata ad una reale atossicità, coniugandole con minori necessità colturali dei frumenti e con ottima adattabilità al clima sardo: si adatta bene a sistemi colturali sostenibili e biologici e, se ben organizzato in un processo di filiera, offre margini economici interessanti. Le caratteristiche di protezione contro alcune malattie (diabete e celiachia) e contro i processi biologici ossidativi della dieta e dell’invecchiamento (per il suo valore antiossidante) lo rendono prezioso.

E’ certamente un’ottima iniziativa sarda, analoga ad altre simili, in corso nel resto dell’Italia.

[1] Cereali: farro, einkorn, orzo; legumi: piselli, lenticchie e ceci; fibra: lino; cucurbitacea: melone.

[2] D. Zohari, M. Hopf: “Domestication of plants in the Old World” – Oxford, 1993.

Maurizio Feo

vendemmiaVendemmia anticipata fino a quindici giorni rispetto allo scorso anno per effetto dell’andamento climatico che sta garantendo la crescita di uve sane con una produzione che si prevede positiva sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Lo afferma la Coldiretti nel sottolineare che al nord l’anticipo della raccolta arriva a due settimane, con la vendemmia che sta addirittura per concludersi prima di settembre (il mese indicato in tutti i libri scolastici) per le uve bianche del Franciacorta, iniziata già lo scorso 5 agosto.

coldirettiNelle regioni del centro Italia la vendemmia è anticipata in media di una settimana mentre nel mezzogiorno e’ piu’ o meno nella norma. Le condizioni delle uve – dice la Coldiretti – sono in generale molto buone per effetto del caldo in primavera e dell’estate che ha garantito un’ideale alternanza fra temperature nella fase di maturazione, anche se la caduta della grandine a giugno e luglio in alcune zone ha influenzato negativamente la resa. La situazione e’ infatti differenziata nelle diverse regioni e molto dipenderà dalle prossime settimane.

Coldiretti prevede un leggero calo della produzione in Emilia Romagna e anche in Veneto, mentre sostanzialmente stabile in Piemonte e Marche come pure nelle province di Trento e Bolzano e in Lombardia. In evoluzione la situazione in Friuli Venezia Giulia, Calabria e Liguria, un probabile aumento per la Toscana e Sardegna, mentre un calo si stima per Umbria e Abruzzo, Lazio, Puglia e Sicilia.

Ci sono comunque, secondo l’organizzazione agricola, tutte le condizioni per l’Italia di conservare il primato produttivo mondiale conquistato lo scorso anno nei confronti della Francia con una produzione di 49,6 milioni di ettolitri per l’Italia, superiore ai 46,2 milioni di ettolitri realizzata dalla Francia, su un totale comunitario di 157,2 milioni di ettolitri nel 2010. Si stima che il 60% della produzione nazionale sia destinata a vini di qualita’, che conta ben 511 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica.

(Da:Televideo.Rai.it-23 ago 2011)

Viniscola 2011-vinificatori-premiatiIl Rotary Siniscolese, sempre più avanti con le sue iniziative solidali e culturali.

Anche quest’anno, non poteva mancare all’appuntamento di “Viniscola 2011”. Ed è stata una bellissima Decima Edizione che ha visto la partecipazione di un caloroso pubblico, nonostante si fosse alle porte della grande kermesse elettorale.

Programma che vince non si cambia”, si saranno detti i rotaryani, parafrasando un detto calcistico ed anche quest’anno la ricetta è stata la stessa: Poesia Sarda, (in rima ed a verso sciolto, aperta a tutte le varianti locali) ed annesso e senza nessuna sudditanza, il concorso enologico, aperto ai vini siniscolesi e limitrofi.

Un bel da fare per la Giuria che con le quasi 100 poesie ricevute, ha dovuto scremare e selezionare quelle più degne di nota e di menzione. Per la Sezione “A” – Poesia in rima, la Giuria ha assegnato il 1° premio ad -“ A tie cumpanza fidele”- Antonio Brundu-Orani; 2° premio –“Tempi d’ogghj” – Gigi Angeli- Palau; 3°premio –“ Ammentos” – Salvatore Ladu -Mamoiada. Le Menzioni d’Onore sono state per “Identidade” – Albino Contu –Posada; “Isperas”-Salvatore Murgia-Macomer; “Momentos de sa vida”-Ignazio Porcheddu – Posada.

Le Segnalazioni: “Povera zente”- Nanni Brundu –Usini; “Presu un durche natura”- Tottore Cerchi-Orosei; “Solu un’attimu”-Gesuino Curreli – Oliena; “O monte meu” – Salvatore Frau –Ollolai; “S’iscola elementare”- Barore Pusceddu – Orotelli; “Su ponte torradu a nou”- Daniele Tatti-Siniscola; “Viver non cherzo chin muzere tua”- Mario Vargiu – Narbolia.

Questi invece i risultati della Sezione “B” Poesia a verso sciolto.

1° premio -“ Renchennida”-Antonello Bazzu-Sassari; 2° premio –“Chene surrungius”- Raffaele Piras – Quartucciu; 3°premio –“ A magia de ‘na uxe” – Battistina Biggio – Calasetta.

Le Menzioni d’onore per “Vidas”- Gonario Carta Brocca -Dorgali; “Sorrisu di mari” Maria Teresa Inzaina – Olbia; “Si pensu a l’anni”- Giuseppe Tirotto – Castelsardo. Hanno ricevuto segnalazione le poesie: “S’Iscartu”- Gino Farris – Lodè; “Ammentos”- Mario Monzitta – Pattada; “Litera dae chelu”-Maurizio Murgia – Siniscola; “Focu”- Mario Sanna – Nuoro.

Non è stato meno impegnativo il lavoro del “Panel” di degustazione composto da Sommelier e Tecnici per i 52 vini in concorso.

In vetta a tutti, primi classificati, i fratelli Contu di Siniscola con il loro vino fatto da Merlot 95% e Cannonau 5%. Al secondo posto Marcello Pau – Siniscola con il suo Cannonau 70% -Carignano 30%. Terza, Loredana Frau – Siniscola con il suo Cannonau 75% e Carignano 25%. Le menzioni d’onore sono andate a Francesca Fadda, Alberto Lentini, Paolo Carzedda.

Ospite della serata, il microbiologo Prof. G.A. Farris dell’Università di Sassari che, alla domanda: “ in 10 anni di Viniscola, che cosa trova di cambiato? – Ha così sinteticamente risposto: “Si può affermare che vi sia stata una crescita della qualità media dei vini. La fermentazione avviene, evidentemente, in modo corretto e completo. Non vi è più traccia di vini torbidi né di vini dolci. Vi sono ancora manchevolezze nelle successive fasi della vinificazione. Soprattutto nella follatura, svinatura, sfecciamento e travasi. E’ necessario un più corretto uso dell’Anidride Solforosa che tutti usano e tutti la negano, ma c’è! L’uso dei lieviti selezionati, pratica buona e giusta, deve prevedere l’utilizzo di quelli isolati nelle vigne sarde, perché portatori di caratteri più legati al territorio e conseguente salvaguardia della biodiversità. Infine, cosa molto importante, vendemmiare nelle ore più fresche, cioè di primo mattino!!!”

Testo e foto dell’amicoGIANNETTO-LAPIA-1

Pioggia di premi.

I progetti della Camera di commercio

NUORO. L’olio di oliva più buono d’Italia, e quindi per definizione del mondo, è prodotto nel Nuorese. Lo attestano la messe di premi regionali, nazionali e internazionali conquistati negli ultimi anni dagli extravergine prodotti in Baronia, Barbagia e Ogliastra.

OROSEI: Sandro Chisu espone i suoi oli durante la Sagra Ersat ddi alcuni anni fa (foto camedda)

OROSEI: Sandro Chisu espone i suoi oli nella Sagra Ersat di alcuni anni fa (foto camedda)

L’ultimo prestigioso riconoscimento è giusto dell’altro ieri quando l’extravergine «S.Andria» dell’oleificio Sandro Chisu di Orosei si è aggiudicato il primo posto al premio Biol, la kermesse internazionale riservata ai migliori oli bio che da 16 anni assegna in Puglia i più importanti riconoscimenti mondiali del settore.

L’olio oroseino è risultato il migliore assoluto tra gli oltre 380 in gara giunti da 19 paesi, per una copertura pressoché completa dell’olivicoltura internazionale. Un successo che bissa quello ottenuto sempre da Sandro Chisu il mese scorso all’Ercole Olivario, l’ «Oscar» italiano dei concorsi oleari. Ma gli oli extravergine del Nuorese e dell’Ogliastra pluripremiati quest’anno sono stati tanti e tutti i loro produttori ieri mattina hanno partecipato a Nuoro al forum «Il tempo dell’olio nel territorio nuorese» organizzato dalla Camera di Commercio.

Un appuntamento pensato per mettere in vetrina le aziende locali premiate, ma adagiarsi sugli allori non serve e per fare di un prodotto di nicchia anche uno strumento economico capace fare business e creare ricchezza occorre inserirlo con il dovuto valore sul mercato. Questo il punto sul quale si sono incentrati tutti gli intervenuti ad incominciare da quello del capo panel dalla Camera di Commercio Vanna Deiana e dello stesso presidente Romolo Pisano che ha garantito la massima attenzione verso un settore che ha ancora grandi capacità di crescita e di miglioramento.

Proprio per questo il primo passo sarà quello di promuovere un corso di specializzazione per i frantoiani del territorio che peraltro già da una decina d’anni con i loro impianti sono all’avanguardia in tutta l’isola. La richiesta più impellente dei produttori (erano presenti oltre allo stesso Sandro Chisu anche i titolari e responsabili degli altri oleifici premiati coop Valle del Cedrino di Orosei, Paolo Demuru di Ilbono, Francesco Pinna di Oliena, Francesco Cadoni di Corte Olias di Escolca) è stata però quella di investire sul marketing e sulla promozione. Produzioni piccole che non possono e non vogliono competere con le grandi linee di distribuzione ma necessitano invece di vendite assistite e mirate. Perché sennò è inutile avere l’olio più buono del mondo quando pochissimi lo sanno e altrettanti lo apprezzano.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-29 apr 2011)

latteSecondo uno studio pubblicato sul British Food Journal, i fosfolipidi contenuti nella bevanda agiscono in modo positivo anche sul tono dell’umore e sulle funzioni cognitive.

TRIER (GERMANIA) – Vuoti di memoria, difficoltà di concentrazione, umore sotto i piedi e stress a livelli galattici? Ci vuole un bicchiere di latte, il rimedio più naturale e “dolce” per combattere gli effetti della frenetica vita moderna. Infatti, secondo uno studio pubblicato sul British Food Journal, i fosfolipidi contenuti nel latte hanno la capacità di agire in modo positivo sul tono dell’umore, sulle funzioni cognitive e sulla risposta allo stress.

TEST SU 46 ADULTI. Lo studio, condotto dall’università tedesca di Trier, si è svolto per tre settimane su 46 adulti e ha evidenziato come l’assunzione quotidiana di fosfolipidi del latte si sia accompagnata con un miglioramento della memoria e della capacità sia psicologica che endocrina di reagire allo stress, soprattutto in soggetti sottoposti a elevati e cronici livelli di stress. Tra i fosfolipidi, che costituiscono l’1% della frazione di grassi del latte e che sono anche i principali costituenti della membrana cellulare, gli scienziati hanno analizzato in particolare la fosfatidilserina (PS) di cui è stata studiata l’utilità nei casi di calo di memoria e di attenzione.

ELEMENTO FONDAMENTALE NELL’ALIMENTAZIONE. Un effetto prezioso durante tutta la vita, e in particolare mano a mano che avanza l’età, visto che con il passare degli anni il livello di questo fosfolipide diminuisce rapidamente. Per questa ragione è importante non farlo mai mancare nell’alimentazione quotidiana, scegliendo gli alimenti che forniscono naturalmente la fosfatidilserina, come il latte. Visto l’interesse di questi risultati, i ricercatori hanno espresso l’intenzione di proseguire ed estendere i loro studi per indagare più a fondo gli effetti positivi del consumo di latte sull’umore e sulle funzioni cognitive.

(Da:TG1online-22 apr 2011) -foto da internet

meglio-90-giorni-da-agnello che-1-da-pecoraL’agnello è servito! Decretati ieri i vincitori della rassegna organizzata dall’Ascom. Vince il “Portico” di Nuoro

Il “Portico” di Nuoro con “gnocchetti al ragù bianco di agnello al finocchietto e casizzolu” ha vinto la rassegna gastronomica “Meglio 90 giorni da Agnello che 1 da pecora” dell’Ascom Confcommercio.

Il piatto creato dallo chef Graziano Ladu è quello che ha letteralmente conquistato la giuria. Al secondo posto “agnello al ghisau” preparato dagli chef di “Ai Monti del Gennargentu” di Nuoro; terzo “agnello in umido con carciofi e piselli” del ristorante “Da Concetta” di Jerzu. Tra i cinque finalisti anche il ristorante “Da Gigi” di Macomer con “l’agnello alla sarda” e “La Strega” di Villanova Strisaili con i “tortelloni di agnello e carciofi”.

I piatti sono stati presentati ieri durante un pranzo nel ristorante Ai Monti Blu a Nuoro, nella splendida cornice di Piazza Satta.

GILBERTO ARRU zia michela mastioLa giuria composta da Gilberto Arru (enogastronomo), Rita Denza (Ristorante Gallura di Olbia), Michela Mastio (Hotel Sa Mattanosa di Orosei), Pasqua Salis Palimodde (Hotel Su Gologone) e Silverio Nanu (Ristorante il Rifugio di Nuoro, coordinatore dell’associazione ristoratori) ha decretato i vincitori. «Gli obiettivi che ci siamo posti erano intersettorialità, destagionalizzazione e identità e crediamo di averli raggiunti tutti – ha detto il presidente della Confcommercio Agostino Cicalò -. Questa è la strada giusta da percorrere».

(Da:Unione Sarda-luca urgu-5 apr 2011)

Il meraviglioso miracolo di primavera.

(come la raccolta della cicoria)

cicoriaLa raccolta della cicoria era una festa. Le donne si recavano in campagna con i figli più piccoli. Si cantava, si parlava, si raccontavano storie. I bambini giocavano, le mamme raccoglievano la cicoria con un coltellino, usavano una sola mano, con l’altra tenevano le cocche del grembiule dove veniva depositata l’erba di stagione”

(Da un racconto sulcitano)

C’è un grande prato verde, un orto spontaneo e sterminato che si estende da un capo all’altro dell’Isola. Un mondo di prelibatezze selvatiche e saporite, un universo di borragine, malva, cicoria, asparagi, crescioni, cardi, timo, tarassaco, erba cipollina, aglio, bietole, finocchietti e ravanelli selvatici. Primizie vere, naturali, biologiche (con qualche avvertenza per l’uso), povere e belle. Una gioia per gli occhi e per i palati, condimento per piatti semplici ma irresistibili: zuppe, minestrine, frittate, risotti, carni.

STAGIONE ECCEZIONALE

asparagi selvaticiErbe di campo: da raccogliere, rigogliose grazie a una stagione di pioggia come da tempo non si vedeva. Crescono in terreni ancora gonfi di acqua, riscaldate dal sole primaverile, pronte per finire in padella (l’importante è cuocerle subito, guai a farle deperire e scolorire: sarebbe un vero delitto). Gusti e aromi che si fondono, amaro, dolce, ancora amaro, poi il dolce per chiudere. Un’esplosione di verde a portata di mano. Ma quante tonnellate di asparagi sta regalando questa piovosa e soleggiata primavera sarda? Ce ne sono ovunque, in pianura, in collina, sui monti, lungo le coste. Una produzione smisurata, largamente superiore alla domanda che pure è sempre forte: su sparau piace da matti.

(Da:Unione Sarda.it-Lello Caravano-1 apr 2011)

OROSEI: Sandro Chisu espone i suoi oli durante la Sagra Ersat ddi alcuni anni fa (foto camedda)

OROSEI: Sandro Chisu espone i suoi oli durante la Sagra Ersat di alcuni anni fa (foto camedda)

Anche la Sardegna nella top ten degli oli

C ‘è anche l’olio della Sardegna nella top ten dei migliori. La 19 esima edizione del Concorso Ercole Olivario per i migliori extravergini d’oliva ha dato i voti agli oli d’Italia. Primo posto per quello del Lazio con quattro oli premiati, contro i due della Toscana.

La provincia di Nuoro si conferma al vertice:il verdetto della giuria ha premiato l’azienda di Sandro Chisu. Il produttore di Orosei si è classificato al primo posto nella categoria Fruttato Medio, davanti ad un’azienda campana.

(Da Unione Sarda-29 mar 2011)

Il logo del Concorso

Il logo del Concorso

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA FRUTTATO MEDIO

1° CLASSIFICATO

Olio extravergine dell’Azienda Chisu Sandro – Orosei, Nuoro (SARDEGNA)

2° CLASSIFICATO

Olio extravergine dell’Azienda Badevisco di Cassetta Franco – Sessa Aurunca, Campania (CAMPANIA)

Il Concorso Ercole Olivario è uno dei più importanti in Italia. il Premio nazionale è stato  ideato nel 1993 da Unioncamere umbra e dalla Camera di commercio di Perugia per la promozione e la valorizzazione delle eccellenze olearie territoriali italiane.

L’edizione 2011 è risultata anche quella più corposa con 355 aziende concorrenti, in rappresentanza di 17 regioni, con 92 finalisti e una giuria di 16 assaggiatori. Questi numeri danno la dimensione dell’ importante riconoscimento a Sandro Chisu per il suo “Extravergine Fruttato medio”.

Questo primo premio è il riconoscimento di un lavoro che Sandro Chisu , figlio d’arte (il padre era il titolare di uno dei  “molini dell’olio” di Orosei), svolge con serietà e competenza da sempre e aggiungo, senza ombra di smentita, con amore per questa sua attività dove la voglia di  sperimentare e conseguente ricerca è sempre in primo piano. Complimenti all’amico Sandro e gli auguro nuovi e continui successi!

Marco Camedda

Tra i primi tre classificati nemmeno un italiano: secondo un francese, terzo un marocchino.

pizza.1

Il pizzaiolo più bravo d’Italia è un lituano che ha perso il locale durante il terremoto a L’Aquila.

Besir Limani ha vinto le selezioni del campionato internazionale Giro pizza Europa, che si sono tenute a Carrara nell’ambito della manifestazione Tirreno Ct. Limani, è originario del Paese esteuropeo, e, fino ai primi giorni dell’aprile di due anni fa, lavorava in una pizzeria del capoluogo abruzzese, rimasta distrutta durante il sisma.

LA PIZZA VINCITRICE. Proprio pensando alla tragedia dell’Aquila ha strappato il primo posto del concorso, garantendosi l’accesso alla finalissima del giro pizza in programma a Parigi il 29 e il 30 marzo: la creazione che l’ha portato sul gradino più alto del podio dei pizzaioli, si chiama Fatalità, ed è dedicata proprio al terremoto. Rucola, burrata, noci, pomodori secchi e funghi pioppini gli ingredienti fondamentali della sua composizione. In ogni caso, tra i primi tre classificati del concorso al piatto più tricolore che ci sia non c’è nemmeno un italiano: dietro Besir, ad arrivare secondo in gara, infatti, è stato il francese John Berg della pizzeria le Barone in Normandia, mentre il terzo posto è andato a Camuz Abdallah, pizzaiolo marocchino di una pizzeria di Mantova.

(FonteTG1 online-08 mar 2011)

dolci-dolcettiPer alcuni solo un piccolo assaggio di cioccolato puo’ essere sufficiente per far venire l’acquolina in bocca.

Ma gli scienziati potrebbero aver trovato un modo per ‘anestetizzare’ le papille gustative dei piu’ golosi e quindi fermare il desiderio di mangiare del cibo ad alto contenuto calorico.

Almeno questo e’ quanto annunciato da un gruppo di ricercatori del Monell Chemical Senses Centre di Philadelphia in uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. In pratica gli scienziati hanno scoperto dei ‘rilevatori’ nella lingua collegati alla percezione del cibo dolce che potrebbero portare a sviluppare farmaci che tengono lontane le persone da biscotti e torte. I ricercatori hanno scoperto che nella lingua ci sono tre ‘recettori dello zucchero’ diversi anziche’ uno come si pensava prima.

Questi recettori sono presenti anche nell’intestino e nel pancreas e contribuiscono a migliorare i livelli di glucosio nel sangue e a regolare il rilascio dell’insulina. Uno di questi recettori nella lingua, chiamato ‘KATP’, potrebbe aiutare a regolare la sensibilita’ ai sapori dolci secondo ciò che il corpo richiede. Ad esempio, potrebbe essere abbassato solo dopo aver mangiato un pezzo di torta o una coppetta di gelato, o potrebbe essere aumentato se il metabolismo ha bisogno di più’ zucchero. “Questa scoperta – ha detto Karen Yee, che ha coordinato lo studio – potrebbe un giorno aiutarci a capire come limitare il consumo eccessivo di cibi dolci”.

(Fonte:AGI-08 mar 2011)