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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: chiesa

Partecipano:

Coro di Orosei-Corale S.Maria del Mare-Organista: Simone Porcu

(Tratto da:Facebook)

“OROSEI-VERSO CHIESA DI

S.RUGHE E S.GIACOMO”:

Un mio dipinto del 2006 con colori acrilici eseguito su pannello in medium-densit dim 50×70 dove rappresento la salita da Via S.Giacomo vero la Chiesa di S.Rughe e verso la Parrocchiale di S.Giacomo, Patrono di Orosei.

Cari saluti,

Marco Camedda

PAPA: NO SCOMUNICA

DIVORZIATI RISPOSATI

“Le persone che hanno cominciato una nuova unione dopo lo scacco del loro matrimonio sacramentale non sono assolutamente scomunicate, e non devono essere trattate come tali: fanno sempre parte della Chiesa”.

Così il Papa nella prima udienza generale dopo la pausa estiva. Toccando uno dei temi più controversi del sinodo il Pontefice ha sottolineato come “non esistono semplici ricette, nella Chiesa non ci devono essere porte chiuse”.

Poi: “Non aggiungiamo altri pesi ai figli dei divorziati che sono tanti”.

(DA: Televideo Rai.it-5 Agosto 2015)

 

 

“Non ci sono leader a vita. Questo avviene nei Paesi dove c’è la dittatura”.

Lo ha affermato Papa Francesco durante l’udienza per ‘Rinnovamento dello Spirito Santo’.

“L’unico insostituibile nella Chiesa è lo Spirito Santo e l’unico Signore è Gesù Cristo”, ha sottolineato Francesco, che poi ha aggiunto.” Tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza”.

Infine il richiamo:

“Il potere porta alla vanità, il diavolo entra sempre dal portafogli, è questa la porta di ingresso”.

Il Pontefice, nel corso dell’udienza, ha anche rimarcato l’esigenza per la Chiesa di non fermarsi: altrimenti “si corrompe”.

(DA: TelevideoRai.it)-3 Luglio 2015)

ALBERO DI NATALE

DAVANTI ALLE GRAZIE

Anche quest’anno, come da tradizione ormai radicata nel tempo, a cura degli assessorati alla Cultura e alle Manutenzioni, è stato allestito, davanti al sagrato della Chiesa delle Grazie, l’albero di Natale.

L’Amministrazione Comunale esprime i più sentiti ringraziamenti alla Ditta Pittorra Trasporti S.R.L. di Nuoro che ha curato gratuitamente, come avviene da cinque anni a questa parte, il trasporto e la messa in asse dell’albero di Natale cittadino.

Ringrazia, inoltre, il Sig. Alessandro Santoni di Orotelli per aver omaggiato la Città di Nuoro della fornitura dell’abete natalizio.

Le luminarie sono state noleggiate dalla Ditta Argiolas e il restante personale comunale ha collaborato per gli adempimenti di competenza.

(DA: comunicato e foto Comune di Nuoro-5 Dicembre 2014)

 

 

CAGLIARI: ATTESI MIGLIAIA DI PELLEGRINI

Bandiere bianche e gialle con l’effigie papale alle finestre e sui balconi, alberghi pieni, una nave da crociera in porto, viabilità e mobilità ridotte nelle vie del centro cittadino. La Sardegna è pronta ad abbracciare il Papa.

La visita del Papa riempie il cuore dei sardi di attese. Domani, a Cagliari, sarà una festa di fede e di speranza in cui riscoprire i valori di cui la società ha fame. Ieri Francesco è tornato a parlare dei temi con cui si è misurato dall’inizio del pontificato: il rispetto della vita, la solidarietà cristiana, il perdono e l’accoglienza.

CAGLIARI ACCOGLIE FRANCESCO – Cagliari e l’intera Sardegna si preparano ad accogliere domani Papa Francesco che resterà in città per una visita di dieci ore scandita da sei appuntamenti fissi: gli incontri con il mondo del lavoro e della cultura, i poveri, i malati e i detenuti, più la Messa e l’Angelus davanti al sagrato della Basilica di Bonaria.

Mentre la città si appresta ad ospitare centinaia di migliaia di pellegrini che raggiungeranno i luoghi di incontro con il Santo Padre con 500 autobus, decine di treni e almeno 50.000 vetture private, anche ai semafori delle strade i venditori ambulanti si presentano “in tenuta papale” sventolando le bandiere del Santo Padre.

E tra i tanti ricordi della giornata, l’azienda di trasporto pubblico cittadino, il Ctm, ha realizzato 250.000 biglietti e mille abbonamenti con l’effigie del Pontefice.

Proprio gli autobus, a causa dei tantissimi divieti, saranno presi d’assalto dai pellegrini che si raduneranno dietro le transenne sistemate lungo tutto il percorso del corteo Papale. In molti sperano di poter assistere ad uno di quei “fuori programma” a cui Papa Francesco ha abituato i media di tutto il mondo, come accaduto a Rio de Janeiro.

Imponente anche la macchina organizzativa messa in campo dalla Diocesi di Cagliari, che schiera 1.600 volontari, dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa, che ha allestito un ospedale da campo, e dalle forze dell’ordine. Migliaia di agenti in divisa e non, tiratori scelti e militari sono pronti per vigilare sull’evento e per assistere i pellegrini che tenteranno di abbracciare Josè Bergoglio, “il Papa della porta accanto“.

Per il Pontefice, “rivoluzionario e umile“, come lo ha definito il governatore di Buenos Aires, Mauricio Macrì – a Cagliari in visita ufficiale insieme con il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri – ci saranno anche momenti privati: la preghiera con la comunità dei Padri Mercedari di Bonaria nel Santuario che custodisce il Simulacro della Vergine poco prima della Messa, e un semplice pranzo con i prodotti tipici della tradizione sarda. I culurgionis di Lanusei (tipici ravioli dell’isola) e il Cannonau di Jerzu, mentre per la celebrazione il vino sarà offerto dagli studenti enologi dell’Università Consorzio Uno di Oristano.

**DA: L’Unione Sarda- 21 set 2013**

In 250 mila alla benedizione Urbi et Orbi

Oltre 250 mila persone hanno assistito ieri mattina in Piazza San Pietro alla messa di Pasqua di Papa Francesco, la prima del suo pontificato.

Al termine della quale, affacciandosi dalla loggia centrale della basilica, il Pontefice ha pronunciato il messaggio pasquale e impartito la benedizione Urbi et Orbi.

Pace a tutto il mondo – ha invocato Bergoglio -, ancora così diviso dall’avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall’egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone, la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo”.

Pace a tutto il mondo – ha proseguito -, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali!”. “Pace a questa nostra Terra! – ha detto ancora il Pontefice – Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato”.

Il Papa ha chiesto la pace per il Medio Oriente, “in particolare tra Israeliani e Palestinesi” perché “riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati “. Quindi anche per l’Iraq, e “soprattutto per l’amata Siria”, auspicando “che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi”.

Bergoglio non ha mancato di ricordare i conflitti in Africa, gli attentati e i rapimenti in Nigeria, e, a proposito delle minacce di guerra tra le due Coree, ha fatto appello a che “si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione”.

Al termine del messaggio, il Papa ha pronunciato gli auguri di Buona Pasqua solo in italiano, e non anche nelle decine di lingue come avveniva con i suoi predecessori. Prima di salire alla loggia, al termine della messa ha fatto il giro della piazza sulla “campagnola” scoperta, salutando e benedicendo la folla che lo acclamava e fermandosi a baciare neonati e ad abbracciare ed accarezzare giovani disabili.

In mattinata, in un nuovo messaggio su Twitter, ha invitato i numerosissimi followers ad accettare Gesù Risorto nella propria vita. “Anche se sei stato lontano – ha scritto -, fà un piccolo passo verso di Lui: ti sta aspettando a braccia aperte“.

(DA: L’Unione Sarda.it-1 apr.2013)-foto da internet

Raid notturno dei ladri al Santissimo Crocifisso

Per mettere a segno il furto sacrilego, i malviventi hanno forzato tre porte e rotto il lucchetto della catena in ferro della cancellata davanti al Crocifisso Miracoloso.

Hanno forzato una porta, provato ad aprire una seconda e scardinato la terza. Entrati nella storica chiesa del Santissimo Crocifisso di Galtellì i ladri hanno buttato a terra le cassette delle offerte, quelle con gli oggetti sacri in vendita, perfino le scatole con i biglietti e i pensieri dei bambini. Hanno poi rotto il lucchetto della catena che protegge l’antica cancellata in ferro dell’altare, davanti al Crocifisso miracoloso.

I ladri alla fine sono scappati con un po’ di soldi e un paio di oggetti d’oro: una collana e un anellino, ex voto dei fedeli. Il bottino è modesto, ma è grave il gesto sacrilego che viola la sacralità del tempio e di un culto antico e profondo, simbolo perenne della religiosità e dei tesori d’arte del paese.

LA CONDANNA «È un affronto senza precedenti a tutta la comunità, messo a segno nella parrocchia simbolo della chiesa sarda», commenta sconcertato il sindaco Renzo Soro, tra i primi ad accorrere nel tempio profanato nella notte.

NELLA NOTTE Il raid sacrilego è avvenuto al buio: ignoti hanno tentato di entrare nella chiesa da una porta laterale in ferro, ma senza riuscire. Poi hanno avuto successo forzando la porta in legno che apre l’ingresso al salone parrocchiale. Da lì la corsa verso la sagrestia: qui hanno scardinato la porta.

Una volta entrati nella stanza hanno rovistato negli armadi, senza per fortuna mettere le mani sui paramenti e sui calici custoditi in una teca. Ma hanno buttato a terra tutto il resto, alla ricerca senz’altro di soldi. Poi hanno raggiunto la chiesa, rotto il lucchetto della cancellata in ferro, spaccato la cassetta delle offerte che hanno portato via lasciando qualche euro per terra.

APPELLO «Se i responsabili appartengono a questa comunità, sono figli indegni. In questa chiesa hanno ricevuto il battesimo e la cresima. Mi vergogno di loro. Auspico che da parte della comunità ci sia collaborazione per smascherare queste persone, che le famiglie siano più presenti come pure che lo siano le forze dell’ordine», dice il sindaco pensando anche ai furti nelle case registrati negli ultimi tempi nel paese.

IL PARROCO Don Ruggero Bettarelli ha scoperto ieri mattina la scorribanda dei ladri. «È stato violato un luogo sacro», commenta prima di rivolgere un appello ai giovani e alle famiglie.

«Questi fatti non possono essere l’effetto della crisi, ma della mancanza dei valori di riferimento, serve un’educazione sociale a iniziare dai più piccoli», dice davanti alla statua del Crocifisso risalente al Trecento: nel 2012 sono stati celebrati i quattro secoli dal famoso miracolo con l’anno giubilare concesso dal Papa.

(DA: L’Unione Sarda-Marilena Orunesu-2 mar 2012)

foto: m.camedda

L’incasso del concerto in parrocchia

sarà devoluto alla Caritas

L’appuntamento domani, alle 20 e 15, nella chiesa di San Giovanni Battista. Una mano tesa verso le famiglie in difficoltà.

Domani sera, alle 20,15, nella parrocchia di San Giovanni Battista di Siniscola è in programma il Concerto di Natale organizzato dal Coro Montalbo. L’incasso (ingresso con offerta libera) sarà devoluto alla Caritas locale. Ad esibirsi saranno, oltre ai promotori dell’iniziativa (diretti da Maria Grazia Miscera), il Coro “Sos Ordinagos” di Belvì (maestro Luigi Oliva), “Boghes Solianas” di Isili (dirette da Ivano Argiolas), “Ortobene” di Nuoro (maestro Alessandro Catte) e il Polifonico di Olzai (diretto da Sandro Puanu).

La Caritas è composta da 25 volontari che per l’intero anno dedicano il loro tempo libero ai poveri e alle famiglie in forte difficoltà. L’associazione, che lavora parallelamente alle Vicenziane, oggi è sempre di più un punto di riferimento per chi vive in una condizione di bisogno. Casalinghe, impiegate, imprenditori, artigiani e dipendenti, che lavorano a titolo totalmente gratuito per garantire un tramite tra chi dona e chi invece è costretto a chiedere per riuscire ad andare avanti. «Lo scorso anno abbiamo fatto 1018 interventi – dice la presidente Doloretta Selis – ma le nuove povertà sono sempre in aumento e già ora quel numero è stato abbondantemente superato».

Il parroco don Salvatore Orunesu, arrivato a Siniscola da appena due mesi, non immaginava di trovarsi davanti tanta disperazione. «Ci viene trasmessa giornalmente da decine di persone – sostiene il sacerdote – ex operai che avendo perso il lavoro si trovano in una condizione di massima indigenza». Alla parrocchia di San Giovanni Battista si rivolgono non solo i siniscolesi, ma anche musulmani, persone di colore e parrocchiani di altri centri, anche lontani. «Chiedono aiuto per i beni di prima necessità – aggiunge don Orunesu – o i soldi per pagare le bollette della luce». La speranza è che i benefattori del territorio, manifestino la stessa generosità già dimostrata in occasione del Banco Alimentare, partecipando numerosi allo spettacolo.

(DA: L’Unione Sarda-Fabrizio Ungredda-21 dic 2012)

“No a ricchi disonesti, sì alla moralità”

 ”Ricchezza non può declinarsi come sopruso ma va coniugata con solidarietà, bene comune, equità e moralità, a tutti i livelli”

E’ la riflessione proposta dal Papa che, mentre in Italia si dibatte sui costi della politica e si affronta l’ennesimo scandalo da uso di danaro pubblico per vantaggi privati, rilancia, a partire dai brani della Bibbia della liturgia di oggi, alcuni capisaldi del suo magistero sociale.

Per l’ultimo Angelus che recita da Castelgandolfo, da dove ripartirà domani tornando in Vaticano a conclusione della pausa estiva, Papa Ratzinger pesca come sempre tra le letture proposte oggi dalla Chiesa. In queste, spiega, “risuona anche l’invettiva dell’apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi”.

I ricchi disonesti dell’epoca di Giacomo, cioè dell’epoca di Gesù, avevano gli stessi difetti di quelli di oggi. E le cose non erano cambiate neppure circa cinquecento anni dopo, ai tempi del monaco santo, e vescovo, Cesario di Arles. Sul tema della ricchezza, ha ricordato Papa Ratzinger, Cesario, in uno dei suoi Sermoni, afferma:

“La ricchezza non può fare del male a un uomo buono, perché la dona con misericordia, così come non può aiutare un uomo cattivo, finchè la conserva avidamente o la spreca nella dissipazione”.

“Le parole dell’apostolo Giacomo, – continua la riflessione proposta dal Pontefice alle migliaia di fedeli radunati nel cortile del palazzo apostolico di Castelgandolfo – mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli”.

Riepilogando l’intera riflessione di oggi, – che comprendeva anche considerazioni sulla “fantasia” di Dio e l’invito a superare “gelosie” e divisioni e vedere il bene da qualunque parte stia, sia dentro che fuori la Chiesa – Benedetto XVI ha proposto una preghiera:

per intercessione di Maria Santissima, – ha esortato – preghiamo affinchè sappiamo gioire per ogni gesto e iniziativa di bene, senza invidie e gelosie, e usare saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni”.

(Da: L’Unione Sarda-30 set 2012)-foto da internet

Sono 404 le firme raccolte dall’associazione Sa Itria.

Una iniziativa promossa tra i cittadini nuoresi

Sono 404 le firme raccolte dall’associazione culturale “Sa Itria – Città di Nuoro” e consegnate ieri mattina al sindaco Sandro Bianchi e agli assessori ai Lavori pubblici e alla Cultura.

Una iniziativa promossa tra i cittadini nuoresi per chiedere all’amministrazione comunale l’immediato intervento degli enti competenti nella storica chiesa di San Carlo, nel rione Santu Predu. Una petizione che fa seguito a un sopralluogo da quale è emersa «la spaccatura di numerose piastrelle della pavimentazione nella parte centrale dell’unica navata, in senso trasversale alla stessa fino a giungere alla sepoltura del nostro illustre concittadino Francesco Ciusa. Abbiamo inoltre registrato enormi infiltrazioni di umido». Il restauro, insomma, non è più rimandabile.

(Da:La Nuova- 4 set 2012)

Volgono al termine i lavori di restauro della chiesa della Solitudine all’interno del quale si trova il simulacro con le spoglie mortali del Nobel per la letteratura Grazia Deledda.

Il comune, che ne ha finanziato gli interventi, ha presto in programma l’inaugurazione che avrà luogo nei prossimi giorni.

In concomitanza lo si farà anche per il monumento realizzato da Maria Lai, ad appena una cinquantina di metri dal piazzale antistante la chiesa. All’interno di quest’ultima, ricostruita negli anni Cinquanta su progetto del pittore nuorese Giovanni Ciusa Romagna, sono distribuite una serie di opere realizzate dall’incisore sassarese Eugenio Tavolara, autore di uno splendido crocifisso sovrastante l’altare e un bassorilievo nella parte inferiore. Il portone d’ingresso al tempio, in bronzo, si caratterizza per la moltitudine di figure stilizzate ispirate all’arte popolare, con al centro la figura della Madonna col Bambinello.

Nell’abside, invece, si trova un bel pannello, realizzato da un altro artista turritano: il sassarese Gavino Tilocca. L’interno del piccolo santuario tanto caro alla Deledda, ha, tra le altre cose, ha una splendida acustica. Il chitarrista Cristiano Porqueddu ha rivelato di aver realizzato nella chiesa le migliori registrazioni dei suoi cd.

(Da: La Nuova-29 ago 2012)

in una foto del 2010 scattata durante la Novena

Venti giorni di appuntamenti tra sacro e profano nel vecchio santuario Il parroco economo della curia lascia il paese dopo dieci mesi di incarico.

Incomincia sabato sera con la celebrazione dalla prima novena la festa di Nostra Signora del Rimedio. Un appuntamento che va oltre il significato religioso per trasformarsi in evento sociale che sino al 20 settembre catalizzerà la vita quotidiana del centro baroniese all’interno del cortile dell’omonimo santuario.

Una festa che quest’anno saluta l’ingresso del nuovo comitato subentrato il luglio scorso all’uscente che, dopo un quinquennio di gestione, ha lasciato in eredità un complesso ancora più curato ed ospitale con 80 cumbessias rimesse completamente a nuovo. Tutte occupate per entrambe le novene, la stragrande maggioranza delle quali assegnate ai fedeli per estrazione. Alloggi di preghiera ma anche di svago e di aggregazione. Con tanti spettacoli che faranno da corollario “civile” alla festa mariana più famosa della Baronia.

Determinante quest’anno il ruolo di coorganizzatore dell’evento svolto da don Giuseppe Cheri. L’economo della curia nuorese che monsignor Mosè Marcia inviò lo scorso inverno ad Orosei dopo la scomparsa del compianto parroco don Stefano Bacchitta e che ora lo stesso vescovo di Nuoro vorrebbe riavvicinare affidandogli una parrocchia del capoluogo barbaricino. Una decisione che Orosei tutta, dal circolo parrocchiale sino al consiglio comunale, vorrebbe che il vescovo di Nuoro rivedesse in virtù di quanto buono e positivo fatto da don Cheri in questi 10 mesi per la chiesa oroseina. E non solo sotto il profilo pastorale. C’è pertanto una comprensibile attesa tra i fedeli per sentire cosa dirà proprio monsignor Marcia atteso nella chiesa del Rimedio domenica 9 settembre, giorno della festa, per celebrare la messa solenne delle 12.

Ricco anche il calendario delle manifestazioni civili.

Si incomincia domenica alle 21.30 nel cortile con Paraulas de Grassia, letture dei brani della Deledda tradotti in sardo con accompagnamento canoro.

Giovedì 6 sempre alle 21.30 ma in chiesa si esibiranno il Coro di Orosei, e le corali femminili oroseine Santa Maria ‘e mare, Urisè e Intrempas.

Sabato 8 dalle 21.30 spettacolo del gruppo Boghes mentre il giorno dopo serata con il gruppo folk e minifolk Santa Rughe, il gruppo folk di Senorbì e l’organetto di Gianpaolo Piredda.

Sabato 15 canti a chitarra con i cantadores Franco e Gianni Denanni e Franco Antonello Dessena la chitarra da Nini Manca e la fisarmonica di Claudio Dessena.

Domenica 15 infine serata con Su Cuncordu e tenore de Orosei, tenore Su Rimediu, gruppo folk Santa Maria e la corale femminile Intrempas.

(Da:La Nuova-rass.stampa Comune di Nuoro- 29 ago 2012)