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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: storia

MA ERANO PALME OPPURE ULIVI?

Tra Vangelo e storia

Il racconto dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme è presente in tutti e quattro i Vangeli, ma con delle varianti: Matteo e Marco raccontano che la gente sventolava rami di alberi, o fronde prese dai campi, Luca non ne fa menzione mentre solo Giovanni parla di palme (Mt 21,1-9; Mc 11,1-10; Lc 19,30-38; Gv 12,12-16). Cos’è successo realmente?

L’episodio rimanda a tradizioni legate alla celebrazione della festività ebraica di Sukkot (festa delle Capanne), una festa di pellegrinaggio in occasione della quale i fedeli arrivavano in massa a Gerusalemme e salivano al tempio in processione. Ciascuno portava in mano e sventolava il lulav, un mazzetto composto dai rami di tre alberi, la palma (che simboleggiava la fede attiva), il mirto (che con il suo profumo richiamava la preghiera che sale al cielo) e il salice (che per la forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli, in silenzio di fronte a Dio), legati insieme con un filo d’erba (Lv. 23,40).

Spesso attaccato al centro c’era anche una specie di cedro, l’etrog (il buon frutto che Israele unito rappresentava per il mondo). Il cammino era ritmato dalle invocazioni di salvezza (Osanna, in ebraico Hoshana che significa aiutaci, salvaci) in quella che era col tempo divenuta una celebrazione corale della liberazione dall’Egitto: dopo il passaggio del mar Rosso, il popolo per quarant’anni era vissuto sotto delle tende, nelle capanne; secondo la tradizione, il Messia atteso si sarebbe manifestato proprio durante questa festa, cosa che aiuta a comprendere l’importanza di ciò che avviene all’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

La benedizione delle palme è documentata sin dal VII secolo ed ebbe uno sviluppo di cerimonie e di canti adeguato all’importanza sempre maggiore data alla processione. Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu accolta dalla liturgia della Siria e dell’Egitto, più tardi in Occidente.

Anche per la pluralità dei racconti evangelici, i cristiani utilizzarono rami delle piante più diffuse nelle varie zone. Nel bacino del Mediterraneo l’uso dell’ulivo, anche per i suoi numerosi rimandi biblici, divenne presto preponderante, ma durante la processione si sventolano anche palme (in Italia sono famosi i parmureli liguri) o rami di salice, di acero, faggio, betulla, nocciolo, uva spina o ginepro (in diverse zone europee).

Questa diversità di costumi è di particolare conforto quest’anno, a causa della malattia che sta colpendo moltissimi ulivi nel nostro Paese: le uova dell’insetto, responsabile della diffusione del batterio xylella, si dischiudono proprio in questo periodo e si teme che il tradizionale utilizzo e lo scambio dei rami d’ulivo diventi un pericoloso vettore di contagio.

Proporre di sostituirli con rami di palma, salice, mirto, o di altre piante profumate potrebbe quindi costituire un’alternativa sensata, e anche biblicamente fondata.

Assunta Steccanella

(articolo tratto da www.chicercate.net e Rete Sicomoro)

“All’imbrunire e al rintoccare delle campane, inizia la 14ª edizione della Festa del Borgo…

Quest’anno per promuovere la comunità di Galte si è cambiato il taglio, preferendo rendere l’appuntamento fondato sulla promozione dei prodotti locali e dei beni storico,culturali,archittetonici e religiosi con la verve dei ragazzi e degli artisti di strada…

…Tutto in una notte la comunità di Galte, aprirà le porte del borgo e rendere fruibili i propri tesori ai visitatori.

…Visite alle chiese, al museo (con lavorazione del pane, coffittura, degustazioni, esposizione lavori artigianali in oro), alla porta del parco, materiale turistico, tappetti sardi fatti a mano e lavorazioni in oro, lavorazione dell’intreccio di canne e giunchi, a cortili privati ben conservati o recuperati,con la casa del miele, del formaggio, del vino, degustazioni e tanto divertimento per i nostri bimbi e ragazzi, grazie alla presenza di artisti di strada…

Saranno presenti tanti imprenditori privati, che ognuno per la propria competenza esporrà il proprio prodotto. A San Pietro verranno installati due osservatori della volta celeste.

In ogni angolo di strada verranno issati delle fasce di canna (siamo il paese del romanzo Canne al Vento di Grazia Deledda), per guidare nei vari siti i visitatori.

“E’ un periodo difficile per tanti motivi, ma per promuovere la nostra comunità, con i suoi attori principali, privati e associazioni, abbiamo fatto uno sforzo enorme.

Galte ha bisogno di questa vetrina, abbiamo dei lusinghieri segnali per continuare un processo di crescita e di valorizzazione della propria storia e cultura…”

ª…Ci crediamo fermamente”

Saluti,

Giovanni Santo Porcu

(DA: comunicato Sindaco Comune di Galtellì-29 Luglio 2014)

SPETTACOLO TEATRALE

*Sceneggiatura e Regia: Lucio Mundula*

Una foto e un commento del caro amico Lucio Mundula

sul lavoro teatrale “Una Storia Sbagliata”:

“Perchè il teatro?

Come ex-sequestrato ho sempre pensato fosse quasi un dovere raccontare la mia storia per far si che gli altri conoscano la (o le) verità sui rapimenti a scopo di estorsione in Sardegna. Ci sono altri sequestrati che sono sicuramente molto più bravi di me nel fare questo, sono preparati, conoscono documenti e numeri.

Io ho trovato questa strada. Il teatro riesce a coinvolgere emotivamente, è un mezzo dirompente. ti proietta emotivamente all’interno delle vicende.

Il risultato mi è sembrato confortante: Il pubblico reagisce, si commuove, piange. Questo volevo ottenere.

Caro Marco, grazie per avermi contattato,

Lucio Mundula”

INGRESSO AD OFFERTA LIBERA

Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Sarda

Genitori Oncoematologia Pediatrica

>>> VI ASPETTIAMO! <<<

(DA: comunicato Comune di Orosei-11 Luglio 2014) -foto: G.Fronteddu

S.Maria 'e Mare (in una  foto di circa 20 anni fa)

La chiesetta e la festa di S.Maria 'e Mare (in una foto di circa 20 anni fa)

Chiesa e Festa di Santa Maria ‘e Mare

Pubblico volentieri questo delizioso “Pezzo” (scritto nel 2011)  dell’amico Tommaso Esca che descrive una sintesi della  storia della “Cresieddha” (Chiesetta) dedicata a Santa Maria ‘e Mare e della relativa festa che ogni anno attira migliaia di  fedeli e turisti attratti dalla suggestiva processione di barche nel fiume Cedrino e dal corollario di avvenimenti culturali sempre più numerosi e importanti che precedono e seguono questa manifestazione religiosa che si è tenuta oggi, domenica 25 maggio, durante la quale, apprezzatissima, ogni anno si effettua nei pressi della chiesa e in riva al Cedrino la distribuzione gratuita di panini con polpi preparati dalla locale Società Pescasportiva e amici.

Chiesetta di S.Maria 'e Mare
Chiesetta di S.Maria ‘e Mare (foto camedda-2009)

TESTO di: Tommaso Esca

Al centro della costa orientale della Sardegna, il Golfo di Orosei, uno dei paradisi naturali del Mediterraneo.

Al centro del Golfo, la foce del fiume Cedrino, attorniata dagli stagni, su un’altura , sin dal XII secolo circa , “sa cresieddha de Santa Maria ‘e Mare“. Edificata dalla comunità marinara della città di Pisa, che per circa 200 anni ha gestito i traffici commerciali del porto di Orosei, nasce in un punto di incomparabile bellezza, tra mare, foce del fiume e terra, come cappella del “ Consul Mercatorum ” a devozione di Santa Maria de Pisis.

Interno chiesetta di S.Maria 'e Mare

Interno chiesetta di S.Maria ‘e Mare. Nelle pareti e arcate  le barchette votive donate dai fedeli (2009)

Con l’arrivo degli spagnoli, la stessa viene dedicata alla Madonna di Monserrato. Con la loro cacciata, per gli oroseini diventa semplicemente Santa Maria ‘e Mare, protettrice “ de sos tristos navigantes, in su mare tempestosu, sezis portu de reposu,e ghia de caminantes.” Diventata proprietà dei baroni Guiso di questa contrada, nel novecento , subisce un rapido declino ed abbandono del culto e del manufatto.

don nanni e peppino guisoNel 1975 circa, l’insegnante elementare nuorese Giuseppina Manca, ed i suoi ragazzi, effettuano un servizio fotografico ed una lettera accorata , al notaio oroseino in Siena Dott. Giovanni Guiso, ultimo erede con il fratello Giuseppe. Il nostro mecenate, si prende a cuore, tale stato di degrado e finanzia un ottimo intervento di restauro. La chiesa torna agli antichi splendori, con centinaia di barche votive e tutte le bandiere degli stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Ecco quindi la processione mariana sul fiume Cedrino, con le barche dei nostri pescatori, addobbate con cura e dedizione dall’Associazione fioristi del nuorese e non solo. Questa festa religiosa e di popolo è frutto della collaborazione della Regione Sarda, Comune di Orosei, Associazione Pro-Loco, Parrocchia di Orosei, Gruppi e Associazioni di volontariato, cultura e sport, nonché degli Imprenditori oroseini, la animano la festa in questo giorno domenicale.

Orosei:Via S.Veronica infiorata in attesa del passaggio delle barche anch'esse infiorate che saranno varate nel fiume Cedrino

Orosei:Via S.Veronica infiorata con la gente in attesa del passaggio delle numerose barche anch’esse infiorate che saranno varate nel fiume Cedrino-(foto T.Esca 2011).

Apre la stagione turistica oroseina , che consente di dare lavoro a migliaia di persone. I tanti gruppi folcloristici locali in costume animano ogni iniziativa. Nell’ultima domenica di maggio, la mattinata si trascorre piacevolmente nel centro storico della Piazza del popolo ,dove si prepara l’addobbo della barche con mille colori e mille forme. Il tutto tra uno stuzzichino dei nostri prodotti tipici, un buon bicchier di vino, Nel pomeriggio, le vie per il fiume Cedrino, si riempiono di fiori colori e “nuscos” (odori) di stagione.

Fiume Cedrino:la barca che trasporta il simulacro di Santa Maria è Mare verso la chiesettaFiume Cedrino: la barca che trasporta il simulacro di Santa Maria è Mare verso la chiesetta (foto T.Esca 2011)

Le barche e la processione con “sas corfarias “ di Su Rosariu, Sas Animas e Santa Rughe, la statuina della Santa, in processione dentro il fiume sino alla foce ed alla chiesina. Dopo la santa Messa, in mezzo ai tamarici , ai cannicci e alla menta di fiume,il Comitato della festa offre alle migliaia di intervenuti panini con polpi ed n buon bicchiere di cannonau per tutti. In questo giorno di festa, un pensiero ed una preghiera a Santa Maria ‘e Mare a protezione dei tanti disperati che dal nord Africa, ogni giorno affrontano le insidie del mare aperto con delle carrette del mare.

Questi disperati, emigranti per guerre ,carestie, miserie ed ogni genere di povertà, solcano i nostri mari in cerca di pace, serenità , vita decorosa, salute ed istruzione per se e per i figli. Tante anime innocenti ci lasciano la vita. Per chi riesce a solcare felicemente il mare, l’inizio di una nuova vita.

Bona ‘Esta a tottus, peri pro chie nos leghet.”

(Buona Festa a tutti, anche per chi ci ci legge)

 

( Testo e ultime due foto: di Tommaso Esca-2011)

1963 – MASANIELLO E I MOTI NAPOLETANI

Dipinto a tempera su compensato  dim 40×40 cm.

Quadro di mia proprietà che ho dipinto quando avevo 15 anni

copiandolo da una illustrazione di un libro di storia.

E’ uno degli ultimi quadri eseguiti firmandomi

Camedda Costanzo, nome con cui mi conoscono e 

qualcuno ancora mi chiama a Galtellì,mio pese natio.

Un saluto a tutti i lettori

Marco Camedda

Sabato  21 aprile, dalle ore 9,30 si terrà nel Museo Archeologico il  convegno, organizzato dall’ANPI, dalla Provincia Olbia-Tempio, dalla Città di Olbia e dall’Associazione Culturale Atlantide “Le storie” di Nuoro.

Sarà aperto dal documentario “L’Ultimo dei Mohicani”, del giornalista Antonio Rojch, sulla vita avventurosa di Dino Giacobbe (padre della scrittrice Maria Giacobbe) che insieme a Emilio Lussu misero a punto negli Stati Uniti  il “Progetto Sardegna” per lo sbarco degli alleati nell’isola.

Marco Camedda

La cerimonia principale venerdì mattina al Quirinale

È la dodicesima Giornata della Memoria,

quella che si celebra venerdì in tutta Italia.

Dal Duemila, grazie a una legge, ricorda l’Olocausto, le vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, e celebra coloro che a costo della loro vita hanno protetto i perseguitati. Moltissime le manifestazioni in programma, la cerimonia principale al Quirinale, in mattinata, col presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e quello dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. La data scelta in Italia rievoca la liberazione di Auschwitz del 27 gennaio del 1945 da parte delle truppe sovietiche ed è la stessa indicata in molti paesi europei che si sono dotati di una legge simile a quella italiana.

 L’edizione di quest’anno è particolarmente sentita: cade nel 25/o anniversario della morte di Primo Levi (11 aprile 1987) testimone principe della Shoah con il suo libro, noto in tutto il mondo, “Se questo è un uomo”. Ed è proprio a questo anniversario che Gattegna si è richiamato per annunciare le decine di iniziative in programma in tutto il paese, una parte delle quali direttamente fatte proprie dal Comitato di coordinamento della presidenza del Consiglio dei ministri.

 GLI APPUNTAMENTI In realtà le manifestazioni (l’elenco di quelle principali è consultabile su www.ucei.it/ giornodellamemoria/ programma.asp) sono cominciate già a inizio mese e sono proseguite la settimana passata: lo scorso 17-18 gennaio il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha guidato un viaggio-studio al campo di Auschwitz-Birkenau con Gattegna e duecento studenti provenienti da ogni parte d’Italia. Ieri nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri si è svolta una tavola rotonda su “La Shoah e l’identità europea” con il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, Renzo Gattegna, Valerio Castronovo, Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, e Johannes Heil. In serata alla 20,30 alla Camera dei deputati è stato presentato il libro di Donatella Di Cesare “Se Auschwitz è nulla”.

 Domani alle 15 all’Ufficio demografico dell’XI Municipio di Roma, sarà presentata la mostra “Omocausto-Lo sterminio dimenticato degli omosessuali”. Poco più tardi, al Vittoriano sarà la volta della rassegna “I ghetti nazisti”. Alle 20,30, nella Sinagoga di Roma l’incontro con i sopravvissuti. Tra gli altri presente, il vice primo ministro di Israele Silvan Shalom. Altre importanti iniziative domani a Milano alla Stazione centrale (sullo stato del cantiere del Memoriale della Shoah) e al “Verdi”, con un concerto. A Firenze lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua presenterà il suo “La scena perduta”. Il 27 alla Normale di Pisa la sua Lectio magistralis.

 LA SCUOLA La scuola italiana avrà una particolare attenzione nei confronti della memoria dell’Olocausto con un programma pluriennale di attività, che programma tra l’altro la formazione di docenti, studenti e famiglie. È quanto prevede un protocollo d’intesa che sarà siglato tra il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane. L’accordo «non sarà solo un pezzo di carta» ma servirà a «coltivare il ricordo attraverso seminari per i docenti, mostre itineranti, viaggi di studio nei luoghi della memoria».

(Da:L’Unione Sarda-25 gen 2012)

La mobilitazione dei sardi spinge il Comune ad aprire un conto corrente Salvare il sito nuragico, Dorgali e Oliena alleati 

Dorgali, in tandem con Oliena, tenta di dare uno sbocco concreto alla mobilitazione della Sardegna per salvare Tiscali.

L’amministrazione comunale, dopo il risalto avuto la notizia del temuto crollo dell’ultima capanna del villaggio nuragico che ogni anno accoglie ventimila visitatori, ha infatti aperto una sottoscrizione, sollecitata da tanti sardi e tanti emigrati.

Le donazioni potranno essere effettuate sul conto corrente postale numero 12198081 o sul conto aperto presso il Banco di Sardegna (codice Iban IT21I01015852800000onto corrente 65015807) con la causale “Salvaguardia capanna di Tiscali”.

MOBILITAZIONE Un segnale forte di attaccamento alla proprie radici e di rispetto del territorio e delle sue bellezze naturalistiche e culturali, che arriva da una comunità decisa a non aspettare con le mani in mano l’intervento – seppur necessario della Regione – per salvare Tiscali. Il Comune di Dorgali ha già pronti 70 mila euro, ma ne servono altri 130 mila per i lavori di consolidamento necessari per scongiurare il crollo dell’architrave in ginepro dell’unica capanna rimasta in piedi e salvare la struttura muraria in pietra. Fondi chiesti alla Regione.

OLTRE IL CAMPANILISMO All’allarme si è unito anche il Comune di Oliena, con l’assessore all’Ambiente Valentino Carta che ha sottolineato la necessità di un’azione sinergica tra i due paesi con un’attività di progettazione e di intervento unica e condivisa per un sito al confine tra il territorio dei due paesi. Sollecitazione accolta con entusiasmo dal sindaco di Dorgali Angelo Carta: «Tiscali ha dimostrato di essere capace di sollecitare l’interesse di gente anche lontana come è accaduto con diverse persone che si sono dichiarate pronte a collaborare anche finanziariamente per la sua salvaguardia. Tanto più è incoraggiante se svolge la funzione di cerniera fra diverse amministrazioni che insieme si prefiggono di salvaguardare e gestire l’immenso patrimonio ambientale, archeologico e speleologico di cui è ricco il nostro territorio, per questo – dice Carta – accettiamo di buon grado la collaborazione offerta dal Comune di Oliena per Tiscali che può e deve essere estesa a tutta la valle di Lanaitto».
LENTE SUL SUPRAMONTE Secondo il primo cittadino di Dorgali infatti non ci si deve fermare sull’emergenza, ma bisogna far rinascere lo spirito del “Progetto Supramonte” . «Riteniamo che i tempi siano maturi affinché il nostro destino sia determinato dalle nostre scelte che se fatte insieme acquistano maggior forza e autorevolezza», conclude Angelo Carta annunciando a breve una richiesta di incontro con i colleghi di Oliena Orgosolo e Urzulei per avviare insieme il percorso per un grande progetto di sviluppo che coinvolga le popolazioni dei quattro paesie.

(Da:L’Unione Sarda-Fabio Ledda-18 nov 2011)

 

Una tre giorni per commemorare le gesta eroiche di un siniscolese

Sa-die-de-Bernardino-PuligaQuesto fine settimana a Siniscola si tiene “Sa die de Bernardino Puliga”, figura storica del paese che nel sedicesimo secolo capeggiò la reazione dei siniscolesi contro il terrore dei Saraceni, che sistematicamente saccheggiavano le coste dell’Isola orientale, respingendoli e liberando un gran numero di compaesani che furono appena fatti prigionieri.

Si tratta di un progetto organizzato nell’ambito delle iniziative regionali per Sa die de Sa Sardigna, dal Comune in collaborazione con L’Itg Oggiano e S’uffitziu de sa limba sarda. Si parte venerdì alle 18 nella sede della biblioteca comunale con un convegno sulle gesta dell’eroe. Sabato si replica alle 18,30 nella piazza della torre di Santa Lucia con una rappresentazione teatrale degli studenti dell’Oggiano. Domenica sarà invece la volta dell’associazione teatrale To kaos con uno spettacolo itinerante (dalle 20,30) che partirà da via Trento per finire in piazza Sant’Antonio.

(Da:L’Unione Sarda-F. U.-22 set 2011)

Quattromila anni fa arrivarono nella nostra isola e diedero inizio alla società sarda.

leonardo melisÈ una delle teorie sul popolo degli Shardana, argomento che ha affascinato il mondo culturale isolano e non solo negli ultimi anni. Il merito è stato anche di Leonardo Melis, scrittore di Laconi.

Il suo primo libro ha per titolo “Shardana, i popoli del mare”, tradotto in tutto il mondo. Oggi gli appassionati di questa teoria si ritroveranno proprio a Laconi per la prima festa Shardana, organizzata da Ptm Editrice, Pro Loco e Comune, Consorzio Sa Perda Iddocca e associazioni Janas e De Lacon. Arriveranno nel paese del Sarcidano da tutta Italia, alcuni anche dalla Spagna e dal Kentucky.

«Gli Shardana sono il popolo che gli Egizi chiamavano i re delle isole», ha spiegato Melis, «i popoli del mare che arrivarono da Occidente e mille anni prima dalla Mesopotamia».

Quattromila anni fa il loro sbarco in Sardegna. shardana-leonardo melis

Eppure nell’isola poco si è parlato di loro.

«Sin dai banchi di scuola mi ero reso conto che il popolo degli Shardana era stato tenuto volutamente fuori dai testi scolastici e ufficiali. Ne ho trovato testimonianze in tutti i continenti. E non è un caso che in Egitto siano state trovate statue simili ai nostri bronzetti». Trentacinque anni di studi sino all’ultimo libro “Shardana, Jenesi degli Urim”, «dove spiego che i Fenici non erano altro che gli Shardana tornati in Sardegna nell’800 a. C. dopo avere conquistato l’Egitto quattro secoli prima».

La festa sarà un momento d’incontro fra chi condivide queste teorie. Alle 9.30 appuntamento al cineteatro, dalle 15 canti, balli e gara di abilità nel parco Aymerich, «per un appuntamento che tra un anno diventerà una tre giorni internazionale».

(Da;L’Unione Sarda-Antonio Pintori-3 lug 2011)

Eleonora_d'ArboreaIl regista Sardu ha presentato a Oristano la nuova versione del suo film sulla giudicessa

«Guerra, battaglie, fughe disperate dalle proprie case, lasciandosi dietro solo rovine fumanti. Ma quello fu un tempo necessario, giusto, nonostante i fiumi di sangue, i cadaveri dei soldati putrefatti a mucchi, gli impiccati che pendevano da ogni albero. E la peste, la peste, che ha messo fine al mio sogno».

natalino pirasCosì parlò Eleonora d’Arborea – un mito che resiste, dopo più di 600 anni – che riprende vita nell’omonimo film documentario del 1995 realizzato dal regista Salvatore Sardu e tratto dall’opera dello scrittore Natalino Piras. Ad oggi lo ripropone, digitalizzato, con nuovo montaggio e alcuni interventi grafici di rilievo.

Al centro di tutto Eleonora, a capo del giudicato d’Arborea.
salvatore sarduNella conferenza, ospitata dal centro servizi culturali di Oristano, Sardu ha presentato il film rinnovato: «Sono innamorato del personaggio di Eleonora e nel 1995 fui entusiasta di proporre questo film. L’obiettivo principale adesso è quello di rimettersi al passo coi tempi, e la digitalizzazione è stata una scelta necessaria. Intendiamo dare nuovo lustro alla sua storia».

eleonoraIl sindaco Angela Nonnis: «La figura di Eleonora d’Arborea, va ritenuta come la massima espressione della sardità e della femminilità. Una regina che ha lasciato il segno, una innovatrice: per le sue riforme e per la Carta de Logu, uno dei primi esempi di costituzione nella storia. Una persona dall’enorme valore umano, dotata di grande senso della giustizia e della democrazia».

A breve anche il Comune darà nuovo lustro alla sua figura: la statua in suo onore verrà restaurata.

(Da:L’Unione Sarda-Fabrizio Carta-20 giu 2011)