Vai ai contenuti

NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: edilizia

Assessorato ai Lavori Pubblici

Sono partiti lo scorso 4 luglio i lavori per la realizzazione del Laboratorio di quartiere nella ex Scuola Media di via Tolmino.

L’opera si inserisce all’interno del contratto di quartiere di Sa’e Sulis che consegnerà al rione situato sotto Piazza Italia un nuovo volto e una ritrovata vivibilità.

Il Laboratorio di quartiere si inserisce nel quadro normativo della legge 21 dell’8 febbraio del 2001 che riguarda le misure per ridurre il disagio abitativo ed interventi per aumentare l’offerta di alloggi in allocazione.

All’interno della struttura è possibile ipotizzare varie destinazioni d’uso: da sede delle attività della scuola civica di musica a luogo per convegni e spettacoli dato che nel progetto è prevista la creazione di una sala polifunzionale che si può prestare ai succitati scopi.

La prima parte dell’intervento sarà dedicata ad alcuni locali siti nel piano terra, alla quasi totalità dei locali al primo piano e all’atrio del secondo piano.

La prima fase dei lavori riguarderà tutte le operazioni riguardanti la messa in sicurezza dell’edificio, aspetto prioritario per un’amministrazione che fin dal suo insediamento punta alla messa a norma delle strutture pubbliche, successivamente si penserà a cambiare volto all’edificio che è stato a lungo sede centrale di una scuola media e sezione staccata del Liceo Classico.

Un investimento per circa 1.800.000 euro

Così l’assessore ai lavori Pubblici Antonio Belloi “Sono soddisfatto abbiamo sbloccato un nuovo cantiere destinato a creare servizi di pubblica utilità favorendo la crescita culturale e sociale e l’occupazione. Nonostante le difficoltà nel reperire risorse la priorità è stata quella di uscire da un empasse che sotto il profilo delle opere pubbliche durava da troppo tempo. Anche per quel che riguarda l’ex scuola media numero 3 l’aspetto prioritario è stato quello della messa in sicurezza dell’edificio, da questo punto di vista abbiamo ereditato una situazione davvero sconfortante ma ci siamo messi da subito al lavoro per mettere a norma locali e strutture.”

(DA: comunicato Comune di Nuoro-14 Luglio 2016)

Che fine hanno fatto i soldi per le

aree di crisi del Nuorese. Se ne parla al:

CONVEGNO DI CONFINDUSTRIA

“Fare impresa a Siniscola e in Baronia”

 Venerdì 27 Febbraio 2015-ore 9,00

c/o Liceo Michelangelo Pira

SINISCOLA

Domani 27 febbraio a Siniscola, Confindustria Sardegna Centrale promuove il convegno “Fare impresa a Siniscola e in Baronia. Opportunità e prospettive per lo sviluppo del territorio”.

L’appuntamento è alle 9,00 alla sala conferenze del liceo scientifico Pira.

Si parlerà del ruolo delle imprese e dell’industria nell’economia di un territorio che – seppur segnato dalla crisi – ha tante potenzialità e risorse per ripartire.

Tra i temi al centro del confronto anche lo sviluppo della zona industriale, l’area di crisi di Siniscola, il porto della Caletta, il parco di Tepilora e le prospettive di rilancio legate al Piano del Nuorese avviato dalla Regione.

Al convegno parteciperanno come relatori:

l’Assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, il giornalista Giacomo Mameli, il consigliere regionale e sindaco di Dorgali Angelo Carta, i sindaci di Siniscola Rocco Celentano e di Posada Roberto Tola, e il presidente dell’Associazione Roberto Bornioli.

Insieme ad alcuni imprenditori del territorio, interverranno Mirko Murgia, presidente di Confapi Sardegna Nuoro-Ogliastra, Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Sardegna.

(DA: comunicato Confindustria Sardegna Centrale-26 Febbraio 2015)

Comunicato del presidente della Sezione

Costruttori Edili dell’Associazione, Peppino Mastio

DEBITI DELLA P.A. NEI CONFRONTI

DELLE IMPRESE EDILI.

FINORA SOLO PROCLAMI!

Il via libera al pagamento, da parte della PA, di una parte dei lavori appaltati e conclusi dalle imprese edili, resta per ora solamente un proclama. In Sardegna ammonta a 360 milioni di Euro il debito complessivo che la Pubblica Amministrazione deve alle imprese edili per le loro opere e servizi prestati al 31 Dicembre 2012. Il 70% di questa somma è dovuto dagli enti locali, in particolare province e comuni, senza contare i debiti che la P.A stà accumulando nel 2013.

Dopo tre mesi dall’annuncio del superamento del patto di stabilità, la situazione non è affatto migliorata ed anzi i segnali negativi crescono in modo drammatico. Nella sola provincia di Nuoro le imprese edili attendono di incassare milioni di Euro dalla Pubblica Amministrazione (in buona parte Comuni ed enti intermedi) bloccati dal patto di Stabilità e dalla burocrazia.

Inoltre, nel caso di aggiudicazione dei (pochi) lavori appaltati, spesso non vengono firmati i contratti. La ragione è data dall’incertezza nel trasferimento delle risorse necessarie al pagamento dei lavori. Un’incertezza che gli enti appaltanti devono subire da parte della Regione e che ribaltano sulle imprese.

E’ inutile dare il via libera al pagamento di quanto dovuto ed appaltare nuovi lavori se non si entra nella disponibilità dei fondi necessari. Su questo tema la Regione esprime un silenzio assordante, nonostante i proclami.

E’ opportuno ricordare che dal 1 Gennaio 2013, i lavori e le forniture devono essere pagati entro 30 giorni.

Per l’ennesima volta si ripresenta il problema dei tempi burocratici, della scarsa efficienza nelle procedure di trasferimento dei fondi, e di una ancor più odiosa ipotesi: si tratta di una incapacità tecnico-amministrativa oppure di strategia consapevole da parte dello Stato per ritardare ulteriormente il pagamento dei debiti?

La certezza è invece un’altra: si ingrossa il numero di aziende edili chiuse e di disoccupati mentre la P.A. che deve pagare le aziende non riduce nè personale nè uffici.

Come abbiamo già evidenziato in altre occasioni, i motivi di questa situazione sono diversi: i ritardi nei pagamenti dei lavori da parte della P.A si assommano alla crisi generale, al patto di Stabilità, alla burocrazia vischiosa e paralizzante ed alla crescente difficoltà di accesso al credito.

L’edilizia è il settore economico che ha subito le perdite maggiori di occupati. Negli ultimi 5 anni In Sardegna hanno perso il posto 22.600 addetti. In provincia di Nuoro e Ogliastra gli iscritti alle Casse Edili sono diminuiti del 50%. Le casse dei comuni sardi contengono 641 milioni di Euro da investire per infrastrutture ma sono bloccati dal patto di Stabilità e dalla burocrazia. Quasi la metà di questa cifra accumulata negli ultimi 5 anni poteva essere utilizzata per pagare i lavori svolti dalle imprese.

Riteniamo che una tale situazione renda poco efficaci le agevolazioni e gli sgravi per le nuove assunzioni. La mancanza di liquidità, la conseguente e insopportabile pressione del sistema creditizio e la conseguente impossibilità nell’ottenere il DURC.

Facciamo dunque appello agli assessorati competenti in regione affinchè si sblocchi rapidamente la situazione.

Si tratta di rendere effettivo, immediato e completo, il trasferimento di risorse economiche che oggi sono linfa vitale per le imprese ed i lavoratori dell’edilizia. Il Decreto legge sul pagamento dei debiti della P.A. serve per salvare dal baratro la nostra economia, non è un provvedimento in mano alla discrezionalità di burocrati pubblici, anche se si è arrivati all’assurdo di attendere un decreto per pagare quanto dovuto legittimamente alle imprese per i lavori svolti”".

**DA: comunicato Confindustria NU-OG-30 mag 2013**

Il Presidente della Provincia di Nuoro in una foto del 2009

 Il Presidente Deriu:

“Abbiamo mantenuto le promesse fatte”

La Provincia di Nuoro ha mantenuto le promesse fatte e ad Orosei risponde con fatti concreti.

Per quanto riguarda la Palestra dell’Istituto Tecnico a marzo verrà stipulato infatti il contratto e saranno avviati immediatamente i lavori. La struttura sarà così finalmente utilizzabile non solo dalla scuola ma anche dalle associazioni sportive private che necessitano di uno spazio idoneo per lo svolgimento delle attività.

OROSEI: La Palestra incompiuta dell'Istituto Tecnico Commerciale (ITC)- foto: marzo 201

Novità anche per la Circonvallazione Ovest – Su Rimediu, la cui realizzazione è sempre stata considerata dalla Provincia un intervento prioritario e di enorme importanza per l’intero territorio. Nei giorni scorsi, a questo proposito, si è proceduto con l’approvazione del progetto esecutivo e l’impegno di spesa. Sono già state avviate le procedure d’esproprio ed, entro il mese di marzo, sarà bandita la gara di appalto. I lavori potranno partire certamente prima della stagione estiva.

È stato firmato inoltre un Protocollo d’Intesa tra la Provincia e il Comune di Orosei per procedere all’avvio dei lavori manutenzione e sistemazione della viabilità rurale nella strada comunale Orosei – Oroe – Dorgali.

“La Provincia di Nuoro ha dato risposte concrete e ha mantenuto le promesse – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu – La palestra, la circonvallazione e le strade rurali erano infatti per Orosei degli elementi strategici ai quali abbiamo risposto con atti concreti, così come promesso nel corso della campagna elettorale”.

(DA:comunicato della Provincia di Nuoro-21 feb 2013)

In cantiere tre opere finanziate dalla Regione

per due milioni e 300mila euro

Tra gli interventi la messa in sicurezza del costone orientale di Gollai

Praticamente ferma l’attività edilizia in campo privato, ad Orosei tutte le aspettative nel settore delle costruzioni sono rivolte all’indotto che potrebbe scaturire dalle opere pubbliche già finanziate e in itinere. E almeno su questo fronte, le prospettive sono incoraggianti. Tre lavori pubblici di una certa importanza andranno in appalto nel giro di qualche mese.

Si tratta del restauro della chiesa di san Sebastiano, della messa in sicurezza del fronte orientale del ciglione di Gollai che sovrasta la via Sebastiano Chisu e dell’arginatura del rio Sos Alinos con la messa in sicurezza di gran parte dell’omonima frazione costiera.Il primo intervento, coperto da un finanziamento regionale di 100mila euro, prevede il consolidamento delle arcate esterne dell’antica chiesa situata nel centro storico e il rifacimento di una parte del tetto della costruzione che mostra preoccupanti segni di cedimento.

Più complessa l’opera progettata sul costone orientale del rione di Gollai per sanare in via definiva uno dei più gravi rischi idrogeologici che gravano sul paese. I lavori di consolidamento della scarpata che dal rione di san Gavino degrada verso la via Chisu saranno infatti affiancati dalle opere di canalizzazione delle acque piovane che attualmente scendendo a valle lungo via san Gavino andando ad allagare la parte bassa di via Nazionale. Con i nuovi lavori queste acque saranno invece convogliate direttamente verso il fiume Cedrino. Costo dell’opera circa un milione di euro finanziati interamente dalla Regione.

Ingresso a Sos Alinos: ponte sull'omonimo Rio su cui eseguire l'arginatura dellel sponde

In dirittura di arrivo anche il travagliato progetto per la nuova arginatura del rio Sos Alinos, in itinere dal lontano 2004. Sono infatti arrivate tutte le autorizzazioni dai svariati enti competenti e adesso, per mandare a bando la gara, manca solo la pratica degli espropri in capo al Comune. Anche questo intervento è coperto con fondi regionali per un importo complessivo di oltre un milione e 200mila euro e secondo le previsioni del Comune potrebbe essere appaltato e avviato entro questa estate. Tre opere attese da tempo per la loro importanza strutturale ma, specie in questo periodo, anche come opportunità occupazionale.

(DA:La Nuova-Angelo Fontanes-22 feb 2013)

SENZA IL RIAVVIO DEL SETTORE

 E’ IMPOSSIBILE LA RINASCITA ECONOMICA 

L’edilizia è il settore economico che ha subito le perdite maggiori di occupati. Negli ultimi 5 anni nell’isola hanno perso il posto 22.600 addetti.

In provincia di Nuoro e Ogliastra gli iscritti alle Casse Edili sono diminuiti del 50%. Dal punto di vista strettamente economico le imprese edili in regime di procedura fallimentare sono salite del 55% e dal 2007 ad oggi la compravendita di immobili è scesa del 43% e Nuoro fa rilevare un calo più marcato della media sarda. Numeri drammatici che riassumono la più grave crisi del settore che così piomba indietro di 40 anni.

Le cause sono note: crisi generale, ritardi nei pagamenti del lavori da parte della P.A., patto di stabilità, burocrazia vischiosa e paralizzante e crescente difficoltà di accesso al credito.

L’analisi dell’ANCE sugli effetti del patto di stabilità non lascia margini di ottimismo: nonostante la legge di Stabilità 2013 apporti 2,4 miliardi di Euro, il contemporaneo irrigidimento del patto di stabilità per gli Enti Locali per un importo di 1,6 miliardi ne annulla gli effetti. Le casse dei comuni sardi contengono 641 milioni di Euro da investire per infrastrutture ma sono bloccati dal patto di Stabilità. Quasi la metà di questa cifra accumulata negli ultimi 5 anni poteva essere utilizzata per pagare i lavori svolti dalle imprese. Gli appalti attivati nelle nostre provincie sono oggi modesti e vi partecipano anche centinaia di imprese (mediamente il 30% non è nemmeno regionale).

Il momento delle analisi e delle dichiarazioni di intenti è finito: occorre agire immediatamente con iniziative urgenti e non più rimandabili.

Il primo intervento richiede una coraggiosa “forzatura” da parte degli Enti locali per smaltire i debiti pregressi verso le imprese. Va inoltre avviato un immediato progetto di riqualificazione urbana ed il rilancio dell’edilizia sociale. I primi interventi devono riguardare il patrimonio scolastico privilegiando forme di collaborazione pubblico-privata che consentano l’apporto di capitali privati. Un altro importantissimo intervento è la riqualificazione delle infrastrutture ricettive, sia pubbliche che private. In termini reali si devono sbloccare le risorse per potenziare i porti turistici delle nostre province e garantire forme di incentivazione per riqualificare le infrastrutture ricettive pubbliche e private.

Ma non è pensabile realizzare questi progetti senza ridefinire le regole del rapporto con le banche e con una semplificazione della burocrazia. Manca l’applicazione di poteri sostitutivi in caso di inerzia degli enti inadempienti ed oggi l’avvio di un cantiere, la concessione edilizia, l’ottenimento di una DUAP, sono una roulette russa dove la posta in gioco è sempre più spesso la vita dell’impresa. E nel caso di quella edile la crisi coinvolge ancor più profondamente tutto il sistema economico locale in quanto ogni occupato dell’edilizia genera 2,5 posti di lavoro nell’indotto. Il riavvio dell’economia non puo’ dunque fare a meno di un robusto e sano tessuto di imprese edili.

Il Presidente

della Sezione Costruttori Edili dell’Associazione

Peppino Mastio

(DA: comunicato della Confindustria Sardegna Centrale-20 feb 2013)