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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: Rock

50 anni fa, il 24 agosto del 1966,  la band

entrò in studio per registrare il loro album di debutto

Mezzo secolo di Doors,

la band americana che ha fatto la storia del rock

L’agosto del 1966 segnò infatti una tappa decisiva per Jim Morrison, Ray Manzarek, Robbie Krieger e John Densmore, all’epoca giovani musicisti sulla cresta dell’onda grazie all’ingaggio al “Whisky a Go Go” di Los Angeles. Il 24 agosto il gruppo entrò nei Sunset Sound Recording Studios e nel giro di una settimana registrò il primo album della loro carriera.

Il disco, che per titolo ha il nome della band, uscì nel gennaio del 1967 spalancando loro le porte del mito. Fu un debutto clamoroso: Morrison, Manzarek, Krieger e Densmore avevano messo a punto repertorio e stile durante l’ingaggio al “Whisky a Go Go”, così la loro prima prova su vinile offrì già alcuni titoli destinati a diventare dei classici.

All’interno di “The Doors” ci sono infatti “The Cristal Ship“, la versione di “Alabama Song” di Bertolt Brecht e Kurt Weill, i dodici minuti di “The End“, “Break on Trough” (che uscì come primo singolo) e “Light My Fire“, che rimane il piu grande successo della loro carriera.

(DA: articolo di TGcom24-24/08/2016)-foto da internet

Gli occhi, «azzurro Vasco», sono sempre gli stessi.

Il suo pubblico aspettava di incrociarli di nuovo da due anni.

Due lunghissimi anni, che non hanno scalfito la magia e l’emozione della sua musica.

Vasco Rossi ritorna tra i suoi fan ed è amore a prima vista quando, agitando le braccia come se volesse volare, si toglie i grandi occhiali da sole e il pubblico, che lo ha atteso a lungo sotto la pioggia, esplode in un boato. «Siiii sono vivo!» è il ritornello della sua prima canzone, “L’uomo più semplice”, «siamo vivi e domani chi lo sa», quasi come se il Komandante si stesse godendo l’abbraccio del suo popolo senza pensare al domani. Perché «tutto è bene quel che finisce bene», dice salutando i 40mila dell’Olimpico di Torino, nel primo dei sette concerti del suo Live Kom 013.

Vasco è un uomo nuovo, lo ha ripetuto spesso in questi giorni, e l’impegno sociale è una cifra ritrovata sulla scia della crisi. Quella economica e quella politica, a cui dedica una variante nel testo di “Delusa” con un sibillino riferimento alle “deluse” di oggi, le ragazze che cercano facile successo all’ombra del potente di turno. In fondo ci sono i suoi cavalli di battaglia: “I soliti”, “Siamo solo noi”, “Sally”, “Un senso”, “Vita spericolata” e “Albachiara”. Perché, proprio come recita quest’ultima canzone, “Domani è un altro giorno arriverà”.

**DA: L’Unione Sarda-10 giu 2013**

(foto da internet)

 Aveva 72 anni, era malato da tempo

È morto ieri sera a Roma Little Tony. Il cantante – che aveva 72 anni ed era originario di Tivoli (Roma) – era malato di tumore. Il decesso è avvenuto a Villa Margherita, dove era ricoverato da tre mesi. I funerali si svolgeranno giovedì al Divino Amore.

Little Tony, all’anagrafe Antonio Ciacci, comincia giovanissimo a esibirsi nei ristoranti dei Castelli Romani, cui seguono i locali da ballo, le balere e i teatri di avanspettacolo.

Nel 1958 viene notato da un impresario inglese Jack Good, che lo convince a partire con i fratelli per l’Inghilterra, dove nascono i “Little Tony and his Brothers”.

GLI ANNI INGLESI Rimane in Gran Bretagna per diversi anni, dove nasce la sua passione per il rock and roll che durerà tutta la vita e gli echi dei suoi successi inglesi arrivano in Italia dove tra il ’58 e il ’60 incide molti singoli di cover famose tra i quali “Johnny b. Good”, “Lucille”.

VENTIQUATTROMILA BACI Ma la prima vera occasione arriva nel ’61 con il Festival di Sanremo dove in coppia con Celentano canta “Ventiquattromila baci”, che ottiene il secondo posto. Il primo successo discografico è del ’62, “Il ragazzo col ciuffo”, per tornare poi a Sanremo nel ’64 con “Quando vedrai la mia ragazza”. Con “Riderà” del ’66 vende quasi un milione di copie.

“CUORE MATTO” Forse il suo più grande successo è però “Cuore matto”, che canta a Sanremo nel ’67 e che resta al vertice delle classifiche per molte settimane in Italia ma gli apre le porte di Europa e America del sud. Tra gli altri successi di Little Tony, “La spada nel cuore”, in coppia con Patty Pravo (Sanremo 1970), e “Profumo di mare” (del 1982, sigla della serie tv “Love boat”).

I ROBOT Negli anni ’80, con Bobby Solo e Rosanna Fratello, dà vita al gruppo “I Robot”. Nel 2004 ha collaborato con Gabry Ponte, attuale giudice di “Amici” 2013 alla realizzazione del brano “Figli di Pitagora”.

Nel 2008 torna al Festival di Sanremo per festeggiare 50 anni di carriera con un brano da titolo simbolico “Non finisce qui”.

I MESSAGGI Little Tony era stato colpito da un infarto nel 2006 durante un concerto a Ottawa, ma si era ripreso. «Addio Cuore Matto», hanno commentato, tra i primi, i Negramaro che su twitter hanno salutato Little Tony. Sullo stesso social media Sabina Guzzanti scrive: «Forse per questo fa inverno a primavera».

**DA: L’Unione Sarda-28 mag 2013)

(foto da internet)

Migliaia di fan sono accorsi a Graceland

a 35 anni dalla scomparsa del mito

Elvis Presley, mito immortale.

Lo dimostrano le migliaia di fan che hanno preso d’assalto la sua dimora di Memphis in Tennessee per celebrare i 35 anni dalla morte. Era il 16 agosto 1977 quando The King scomparve, colpito da un attacco cardiaco nel bagno di casa.

Una fine ancora coperta da mistero, che ha spinto negli anni giornalisti e appassionati a ritenere che nella bara non ci fosse davvero The Pelvis e che il decesso fosse in realtà una messinscena dettata dalla volontà della star di chiudere i rapporti con il mondo esterno. Mistero che non ha fatto che accrescere la passione per il divo del rock e moltiplicare gli avvistamenti di Elvis vivo, diventati un vero fenomeno. Così come sono un fenomeno le gare di sosia ed i concerti in suo onore, tra gli eventi in programma non solo a Memphis per questo anniversario. E c’erano sosia anche tra la folla che ha fatto la fila per tutta la notte per visitare Graceland, la dimora-museo che ospita anche la tomba di Elvis.

Ogni anno, il 16 agosto, Memphis ospita una fiaccolata sull’immenso Viale Elvis Presley, ma questa volta le cose sono state fatte in grande ed erano presenti anche la ex moglie, Priscilla, e la figlia Lisa Marie Presley. «Normalmente evito di venire qui in questa data perchè penso che sarebbe un’emozione troppo forte, ma questa volta ho ritenuto troppo importante essere con voi», ha detto davanti ai fan Lisa Marie, 44 anni, cantante e compositrice che quest’anno ha pubblicato il suo terzo album ’Storm and Gracè. «Sono sicura che Elvis non avrebbe mai potuto immaginare una cosa come quella di oggi», ha aggiunto Priscilla. L’attrice, 67 anni, divorziò da Elvis nel 1973 dopo sei anni di matrimonio, ma restò legata all’ex marito fino alla morte, occupandosi poi di far diventare Graceland l’attrazione che è attualmente.

Ogni anno, in occasione dell’anniversario della morte, va in scena la Settimana Elvis, con concerti ed eventi in una tenda di 1.200 posti. Stasera è in programma un concerto nello stadio di Memphis al quale parteciperanno Priscilla e Lisa Marie Presley, oltre ai membri del gruppo di Elvis ancora in vita.

(Da: La Nuova-17 ago 2012)

foto da internet-grafica:m.camedda

La “Padania” degli Afterhours arriva in Sardegna.

Finalmente anche in Sardegna, per Barbagia Rock, l’atteso concerto degli Afterhours, che, domenica 5 agosto nell’UNICA DATA sarda per il SummerTour 2012 presenteranno al pubblico nello  Stadio F. Frogheri (Ex Quadrivio) il loro ultimo, riuscitissimo, album PADANIA.

L’apertura del live è affidata all’artista rivelazione dell’indie rock, il sardo IOSONOUNCANE e allo “special duo” DELLERA & D’ERASMO.

Nuoro – Via Aosta, 4- 08100- Nuoro

Ingresso: € 15,00 

Apertura porte ore 20.00

Inizio concerto ore 21.00

(Da: sito istituzionale Comune di Nuoro)

NUORO. «Perché no? Una collaborazione con gli Istentales è molto, molto probabile». Detto, fatto. Roberto Vecchioni ne aveva parlato un anno fa, dal palco nuorese di Voci di Maggio.

Così ora il professore è pronto per una tournée tutta sarda con la band agropoprock di Badde Manna. Nove i concerti previsti dal sodalizio per la prossima estate, a partire dal 2 giugno, da Orosei, dove la kermesse Voci di Maggio ha trovato nuova ospitalità. E dove il cantante di Carate Brianza sarà la special guest dell’evento, ormai alla sua undicesima edizione. Per l’occasione, Vecchioni indosserà ancora una volta il velluto scuro dei pastori che gli hanno preparato i mastros de pannu della Sartoria Pinu di Nuoro. Il calzolaio Giuseppe Dore di Nule, invece, gli ha confezionato un paio di iscarpones e cambales di pelle, vacchetta morbida.

E anche stavolta, come lo scorso anno, Vecchioni farà il suo ingresso trionfale sul palco attorniato dai mamuthones di Mamoiada. «È stato lui a volerli come coreografia – racconta Gigi Sanna, voce e leader degli Istentales -. “Mi hanno fatto sentire un gigante” mi ha detto al telefono Roberto. E noi siamo ben lieti di poterlo accontentare» sottolinea il barbudo, che dallo scorso maggio è sempre rimasto in contatto con l’autore di Samarcanda. «Con la collaborazione artistica, è nata anche un’amicizia profonda» dice.

Tant’è vero che quando Vecchioni arriverà a Nuoro per le prove tecniche, il suo alloggio fisso sarà «su pinnetu», suite imperiale nell’ovile di pecore, capre e maiali. Nella vallata sulla strada per Orgosolo, davanti ai costoni dell’Ortobene. Pastore, dunque, pure lui, l’ex professore di latino e greco nei licei classici di Milano. Ma anche operaio, in questa nuova avventura nella terra dei nuraghi. Il pezzo forte della tournée Vecchioni-Istentales sarà infatti «L’isola ribelle», la canzone scritta all’Asinara nell’aprile 2010 dai cassintegrati Vinyls ed Eurocoop e musicata dal pastore-menestrello Gigi Sanna. Un modo come un altro per non far cadere nel dimenticatoio una vertenza senza fine e per onorare una lettera-appello ricevuta dal vincitore del Festival di Sanremo edizione 2011. Pronto a mettersi sotto, a studiare la limba, per entrare ancora di più nell’animo e nel cuore degli isolani, «gente unica, diversa dagli italiani» aveva detto un anno fa.

«Perché la Sardegna ha una marcia in più rispetto all’Italia» ama ripetere Vecchioni. «La Sardegna è una nazione, simile alle Baleari, antropologicamente diversa, ha un modo di pensare tutto suo, intimo… ». È per questo che il cantante si è innamorato dell’isola, della Barbagia, di Badde Manna. Ed è per questo che canterà Istentales, l’inno dell’omonima band: Gigi Sanna (voce e chitarra), Luca Floris (batteria), Sandro Canova (basso), Daniele Barbato (tastiere), Andrea Lorenzini (chitarre). Nello scambio artistico ci saranno anche altri pezzi del repertorio musicale di Sanna & Company. Roberto Vecchioni, invece, metterà sul piatto comune i suoi classici e le novità più recenti, da Voglio una donna a Chiamami ancora amore. Ogni volta sarà un insolito duetto, un connubio di voci e di storie da raccontare «in questa terra uomini, filosofi, poeti, anche se poco conosciuti – è il rammarico del cantautore-scrittore -. Del resto se uno come De André ha scelto di andare a vivere in Sardegna, un motivo ci sarà pure». Così come c’è un motivo che ha spinto Vecchioni a fare di Nuoro il suo quartier generale per la tournée con gli Istentales. Gruppo che ha alle spalle la straordinaria esperienza con Pierangelo Bertoli.

«Questa è cultura» ripete a chiare lettere il professore, classe 1943, quasi fedale del cantautore di Sassuolo. Pastore, come i pastori che lottano per il prezzo del latte. Operaio, come gli operai che ogni giorno lottano per portare a casa un pezzo di pane e riuscire ad arrivare alla fine del mese.

(Da: La Nuova-Luciano Piras-23 mar 2012)-foto da internet

Ma John e Paul si conobbero cinque anni prima

Il quindicenne Paul McCartney fece vela, non entrò nelle aule del Liverpool Institute e come fanno tutti i ragazzini del mondo quando saltano la scuola compose un capolavoro, “Love Me Do”. Era il 1958, ma soltanto quattro anni dopo quella canzone (riveduta e corretta da John Lennon) venne incisa sul vinile.

La data è storica: 11 settembre 1962, cinquant’anni fa nasceva ufficialmente (perché la pubblicazione di un disco è una sorta di atto notarile) il più grande gruppo della storia della musica contemporanea, i Beatles. Che quel nome lo avevano già dall’agosto del 1960, dopo essere stati Beatlas, Beetles e Silver Beatles. Sono in tanti però a considerare la data di nascita dei Fab Four il 6 luglio 1957, un sabato, giorno in cui il destino decise di mettere in contatto fra loro quei due bambini prodigio chiamati John Winston Lennon e Paul James McCartney. Lennon era il leader dei Quarryman, dal nome della scuola da lui (poco) frequentata, la Quarry Bank High School, istituto diretto da un preside che – incredibile ma vero – si chiamava George Harrison. Le vite di John e Paul si incrociarono nella parrocchia di Saint Peter: John (classe 1940) e Paul (due anni più giovane) avevano rispettivamente diciassette e quindici anni.

HIT PARADE Neanche loro potevano solo immaginare che, appena due anni dopo il debutto nella leggendaria sala di incisione di Abbey Road con “Love Me Do” (il lato B era “Ps: I Love You”) quel gruppo avrebbe stabilito un record pazzesco: il 4 aprile del 1964 la hit parade britannica aveva ai primi cinque posti cinque canzoni dei Beatles. Nell’ordine: “Can’t Buy My Love”, “Twist and Shout”, “She Loves You”, “I Want to Hold your Hand” e “Please Please Please”. Poche settimane prima in Australia erano state sei le canzoni della band di Liverpool nei primi sei posti. A Lennon e McCartney, poco dopo, ma ancora nel 1957, si unisce Harrison, il quale effettua un vero e proprio provino davanti a Lennon. Nell’autobus che porta a scuola George suona (si sa anche questo) “Raunchy”, un brano rhythm and blues scritto nel 1957 da Bill Justis e Sid Manker.

Solo nel 1960 si unisce alla band Stuart Sutcliffe, detto Stu: è un bassista, ma soprattutto un pittore e infatti acquistò il suo primo basso, un Hoefner, proprio con i soldi ricavati dalla vendita di un suo quadro. Morirà nel 1962, a causa forse di una rissa che gli aveva provocato un ematoma nel cervello. Ma più che un bassista ai Beatles mancava un batterista a tempo pieno: nel 1960 fu ingaggiato Pete Best, che resterà nel gruppo fino al 1962, quando nei Beatles fa il suo ingresso Ringo Starkey, che diventerà ben presto Starr (ma alla registrazione di “Love Me Do” partecipa anche un secondo batterista, Andy White). Sia Sutcliffe che Best erano stati scelti per il loro fascino: Lennon era certo che il loro successo sarebbe dipeso anche dall’estetica. White, scozzese del 1930, era il classico turnista ingaggiato solo per incidere: Best no, era qualcosa di più, era il batterista che suonava da frontman e infatti, trent’anni dopo, Paul McCartney si fece perdonare il licenziamento (pare voluto peraltro da Lennon) versandogli un robusto assegno da un milione di sterline.

CIFRE FAVOLOSE Una goccia nell’oceano dei soldi che i Beatles hanno incassato. Solo con le vendite di dischi i Fab Four hanno (ufficialmente) raggiunto il mezzo miliardo di copie ma pare che la vendita reale sia almeno il triplo, davanti a Elvis Presley e, terzo, Michael Jackson. La discografia dei long playing ha consegnato alla storia tredici capolavori: da “Please Please Me” del 1963 a “Let It Be” del 1970. Rispettando un accordo mai tradito, Lennon e McCartney hanno sempre co-firmato le canzoni scritte dall’uno o dall’altro. Lennon ne ha scritte 73, Paul 69. Poi ci sono Harrison, 22, tra cui “Something” e “Here comes the Sun”, e Ringo che ha scritto solo “Octopus’s Garden” e “Don’t Pass by me”. Infine altre 17 canzoni firmate Lennon & McCartney (tra cui “A day in the Life”) sono state davvero scritte a quattro mani.

IL DERBY PIÙ GRANDE Quello tra McCartney e Lennon è stato il più grande derby della storia della musica moderna. Citando a caso e a memoria, Paul scrive “Yesterday”, John risponde con “All You Need is Love”. Paul scrive “Michelle”, John risponde con “Help!” Paul scrive “Hey Jude”, John risponde con “Girl”. Paul scrive “Let it Be”, John risponde con “Hard Day’s Night”. Paul scrive “Lady Madonna”, John risponde con “Strawberry Fields Forever”. Impressionante il numero dei capolavori scritti da questo gruppo, che non ha solo modificato la storia della musica, ma anche del costume, della società.

Ed è incredibile come a cinquant’anni dal primo 45 giri, ma addirittura cinquantacinque dalle prime schitarrate assieme, questo gruppo continua a essere presente nelle radio e nelle hit parade, nonostante siano trascorsi undici anni dalla morte per malattia di Harrison, avvenuta a Los Angeles il 29 novembre del 2001, e trentadue anni dalla morte di John Lennon, assassinato a New York da un fan: solo quel giorno, era l’8 dicembre del 1980, crollò l’illusione di centinaia di milioni di ammiratori di tutto il mondo di rivedere i Beatles suonare assieme.

LO SCIOGLIMENTO L’attesa era iniziata il 12 aprile del 1970 quando Paul McCartney annunciò lo scioglimento del gruppo proprio nei giorni in cui usciva “Let It Be”, lascia che sia, una sorte di amen posto in coda alla più grande preghiera laica del Novecento formata da circa duecento canzoni più tutte quelle che i Beatles hanno scritto dopo lo scioglimento del gruppo. Un lungo romanzo di note e parole scritto, per circa un decennio, da quattro artisti che hanno davvero cambiato il mondo. In meglio.

 (Da:L’Unione Sarda-Nando Mura-24 gen 2011)-foto da internet

freddy-mercury
Ieri (5 settembre) avrebbe compiuto 65 anni e ne aveva soltanto 45 anni quando la sua voce, una delle più bella della storia del rock, si è spenta per sempre.

Freddy Mercury, fondatore e leader dei Queen, se n’è andato nel 1991 a causa di una broncopolmonite contro la quale non aveva potuto combattere perché malato di Aids. Il suo popolo non lo ha però dimenticato, sono stati in tanti a ricordarlo.

Anche Internet, con un video animato per celebrare i 65 anni dalla sua nascita. È l’omaggio di Google al cantante dei Queen scomparso a Londra il 24 novembre del 1991 (era nato invece a Zanzibar). Basta cliccare sul logo del motore di ricerca e partono le note di Don’t stop me now , celebre brano del gruppo britannico. Mercury appare nei costumi indossati nelle sue performance. Prima è impegnato al pianoforte con gli altri membri della band, tra il delirio dei fan, poi finisce nello spazio cavalcando una tigre e a bordo di una navicella. Appare anche come superman e nei panni delle casalinga vestiti nel video di I want to break free .

(Da:L’Unione Sarda-6 set 2011)-foto da internet

OSALA-ROCK-MASTER-max

3-4-5 aprile

***OSALA ROCK***

Da oggi e per tre giorni la pineta di Su Petrosu in prossimità della spiaggia di Osala

sarà invasa da appasionati di ogni fascia d’età che assisteranno alla 21esima edizione del Festival Osala rock, quando quarantatre gruppi musicali emergenti provenienti da tutta l’isola si esibiranno dalla mattina alla sera. L’organizzazione dell’evento è affidata a Giorgio Masala giovane cantante e voce del gruppo rock locale dei “Noctilius”.

Il parallelismo con il famoso e mitico festival che si svolse nella contea di Woodstock dal 15 al 18 agosto 1969, non è casuale perché come in quell’occasione Orosei in questi giorni, si riempierà di migliaia di persone che pianteranno le tende per poter partecipare al festival.

(Fonte: Unione Sarda–so. me.)

Pochi hanno contribuito più di lui a cambiare regole e abitudini della canzone italiana, e a dieci anni di distanza dalla sua morte, avvenuta il 9 settembre del 1998, rimane intatto il mito di Lucio Battisti.
E’ stato grazie alle sue intuizioni che la canzone italiana da hit parade ha scoperto suoni e soluzioni tipiche della musica nera prima e del rock poi. Immagine:Battisti.jpgLa magica simbiosi con i test di Mogol ha permesso poi a questi brani di essere accolti come la traduzione in musica di inquietudini, emozioni, mutamenti sociali, sessuali e di costume dell’epoca.
Sono tanti, da Vasco Rossi a Ligabue fino ai Litfiba i colleghi di generazione ed estrazione diversa che lo considerano un punto di riferimento: fosse solo per la naturale attitudine a cambiare le carte in tavola di quell’imprevedibile gioco della canzone. Restano, naturalmente, le intuizioni creative destinate a sfidare il tempo, di un’artista che se fosse in vita oggi avrebbe 65 anni, era infatti nato il 5 marzo del 1943 a Poggio Bustone, in provincia di Rieti. Nel decennale della sua scomparsa, il ‘mito’ Battisti viene celebrato in diverse manifestazione in tutta Italia, nei numerosi libri che continuano ad uscire su di lui e che vanno ad arricchire la già sterminata bibliografia, ma anche nelle antologie musicali, su Internet e negli speciali tv-
(fonte Ansa.it)
 
EMOZIONI!
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perche’ quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi e’ tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
e’ dentro me
ma nella mente tua non c’e’
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede ad un passo
per ritrovar se stesso
Parlar del piu’ e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perche’ e’ stato un po’ scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
e’ dentro me
ma nella mente tua non c’e’
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni.
 
RICORDIAMO LUCIO CON LE IMMAGINI
http://www.sapere.it/mm/musica/objects/battisti.jpg
 [battisti2.jpg]
Lucio con Mogol nel mitico Tour a cavallo
 http://www.ryo.it/blog/20070929001.png
http://www.provincia.roma.it/UploadImgs/1281_20070326BattistiHome.jpg http://www.ondarock.it/images/monografie/battistiOK_6.jpg
 http://img230.imageshack.us/img230/5403/lbchitarradm4.jpg
Grazie Lucio,
per le emozioni
che ci hai regalato
e ci regalerai sempre
con le tue canzoni
immortali!

Abbronzatissima, che è rimasta nel tempo come una delle canzoni simbolo degli anni ’60 italiani e che molti ancora conoscono (giovani compresi) e cantano in cricca nelle lunghe sere d’estate!

Abbronzatissima

continua…

http://images.musicclub.it/foto/br/big/Bruce_Springsteen.tif.big.jpgSan Siro è ‘lo stadio’ degli springsteeniani italiani. Esattamente dal 21 giugno 1985, la prima volta del Boss in Italia, ai tempi dei trionfi di ‘Born in the Usa’. Oggi torna nella Scala del calcio per la terza volta e, manco a dirlo, c’é il tutto esaurito da tempo. Lo show, che dura circa tre ore, comincerà alle 20.30 e terminerà alle 23.30 per rispettare un’ordinanza comunale.
Quando su un palco salgono Bruce Springsteen e la ‘E Street Band’ e’ sempre un evento: nessun concerto è mai uguale all’altro e ogni volta c’é una sorpresa. D’altra parte Bruce può pescare in un repertorio sterminato che, oltre al suo inarrivabile canzoniere, comprende anche la storia del rock’n'roll e della black music.
E nessuno mette in discussione che la E Street Band sia la più grande backin’ band della storia del rock. A San Siro i fan si aspettano l’evento e sanno che Bruce non tradisce mai.
Da quando è ripartita la tournée negli Stati Uniti, ogni scaletta è stata arricchita da chicche anche imprevedibili, ripescaggi dai vecchi album o dal repertorio da quei pezzi mai pubblicati (e raccolti nell’imperdibile cofanetto Tracks) che avrebbero fatto la fortuna di qualunque altro rocker. Con l’Italia esiste un legame speciale: mamma Springsteen si chiama infatti Adele Zirilli e i fan ogni volta che il Boss viene nel Paese ce la mettono tutta per farlo sentire a casa.
In Europa, solo l’Irlanda, terra d’origine del papà Douglas, uno dei personaggi chiave di tante sue canzoni dal punto di vista emotivo, regge il confronto con l’Italia. http://starling.rinet.ru/music/sleeves/zap_bruce.jpgMagic, il suo ultimo album, è bellissimo e, come è stato ampiamente dimostrato nel concerto di Milano dello scorso novembre, i suoi brani reggono bene il confronto con i classici del passato.
Anche questo tour sta avendo riscontri trionfali: il 20 luglio al Camp Nou di Barcellona, sarà l’ultima delle 23 tappe europee. Nel frattempo ne sono state aggiunte 12 negli Usa: quando suoneranno l’ultima il 30 agosto a Milwaukee avranno totalizzato 100 concerti e più di due milioni di spettatori.
L’attuale tournee sarà la prima di Springsteen e della e Street Band senza Danny Federici, morto pochi mesi fa per un melanoma. Federici, che gli amici chiamavano The phantom, è stato l’organista del Boss per 40 anni. Ora al posto suo c’é Charlie Giordano, già protagonista delle Seeger sessions. Gli altri sono tutti al loro posto: ‘professor’ Roy Bittan al pianoforte e alle tastiere, ‘the mighty mighty’ Max Weimberg alla batteria, Little Steven Van Zandt, il Silvio Dante dei Soprano, alla chitarra, Gary Tallent al basso, Clarence Big Man Clemmons al sax, Nils Lofgren alla chitarra, Soozie Tyrrell violino e cori, Patti Scialfa, la signora Springsteen, alla chitarra e cori. Loro sono lo spettacolo nello spettacolo e la presentazione della band da parte del Boss è uno dei tanti appuntamenti collettivi di un concerto che non a caso Springsteen definisce ‘rock’n'roll baptism’.
C’é da scommetterci che al boato che accoglierà l’invocazione ‘is anybody alive out there?’ (c’é qualcuno vivo la fuori? La frase di Radio nowhere che apre Magic e il concerto) anche Danny Federici sorriderà da lassù, nel paradiso del rock’n'roll.
(da notizie Ansa.it)

HIT LIST 23/06/2008 – Il re di "Amici" sta per diventare anche re indiscusso delle chart italiane. Il disco "Ti rincontrerò", infatti, entra direttamente al terzo posto nella classifica degli album più venduti in Italia. Dopo una sola settimana, il vincitore dell’edizione 2008 di Amici conquista dunque il disco d’oro.http://www.cinetivu.com/wp-content/uploads/2008/04/marco-carta.jpg
"Ti rincontrerò", pubblicato da Warner music, contiene quattro brani inediti e sei cover, tra cui "Vita", della coppia Dalla-Morandi, in chisura di album. Il brano è cantato a due voci assieme al suo vocal-coach Luca Jurman.

“Ti rincontrerò” è venduto al prezzo speciale di 14,90 euro ed è disponibile, oltre che nei negozi di dischi, anche su tutti gli store online e mobile.
È, inoltre, prevista una versione “album deluxe” (contenente la bonus track “Mi ritorni in mente” e il booklet digitale) in esclusiva su iTunes.
Questa la track-list: “Per Sempre” (inedito contenuto nella compilation di “Amici”), “Anima di nuvola” (inedito), “Un grande libro nuovo” (inedito), “Ti rincontrerò” (inedito), “A chi (Hurt)”, “E tu”, “Ti pretendo”, “Cielo nel cielo”, “la Donna cannone”, “Vita”.

http://unionesarda.ilsole24ore.com/digitalAssets/57959_MARCOCARTA.jpgIl 4 luglio sarà la prima data del tour (organizzato dalla NewStep) del cantante cagliaritano che, affiancato dalla sua band, canterà per la prima volta nella sua terra natale, in Sardegna, con tre date, rispettivamente il 4 luglio a Nuoro, il 5 luglio ad Alghero, il 6 luglio a Cagliari.


Il vento dell’Est

continua…

 

continua…

 

continua…

continua…

continua…