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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: acqua

BARONIA-VALLE DEL CEDRINO: si nota il percorso del Fiume Cedrino (foto: camedda)

Il sindaco di Orosei ha sollecitato Abbanoa a cominciare i lavori di potenziamento del depuratore.

Sostegno dalla Regione

Tutti al capezzale del grande malato: l’invaso sul fiume Cedrino, da molti definito la cloaca massima della provincia di Nuoro.

Su quelle acque convergono i reflui di una decina di comuni i cui depuratori non sono proprio il massimo in fatto di depurazione. Tra questi, anche se a valle, c’è quello del comune di Orosei i cui lavori sarebbero potuti iniziare da una decina di anni ma sono ancora inspiegabilmente fermi.

Ma adesso, vista le situazione igienico sanitaria che si potrebbe creare non c’è più tempo da perdere e così è partito l’ultimatum del sindaco, Franco Mula. Che ha ricordato ai dirigenti di Abbanoa che se entro il mese di dicembre non partiranno i lavori per il potenziamento dell’impianto di depurazione, è pronto a presentare una denuncia alla procura della Repubblica.

Dei gravi problemi del Cedrino si è parlato mercoledi a Cagliari, dove si è tenuto un incontro con tutti i sindaci non solo della Bassa Baronia, ma di tutti i comuni i cui scarichi dei depuratori vanno a finire nell’invaso del Cedrino.

«Si è fatto il punto della situazione insieme ad Abbanoa e all’assessorato ai Lavori pubblici per capire che tipo di interventi si stanno attuando e a che punto sono – ha detto il sindaco Mula –. Tutti i rappresentanti dei comuni hanno detto la loro facendo il punto della situazione e cercando di dare una tempistica per risolvere i problemi. Che – ha sottolineato il sindaco di Orosei – ci troviamo noi a Orosei, che siamo l’ultimo comune dove sversa il Cedrino».

È stato precisato che tutti gli interventi sono finalizzati a risolvere la problematica dei vari impianti comunali, parte in itinere e altri in fase conclusiva. «E chi come noi – aggiunge Francesco Mula – dove ancora i lavori non sono nemmeno iniziati. Abbiamo un impianto di depurazione obsoleto che è quello che è. Il paradosso è che ci sono i soldi dal 2004. Nell’incontro ad Abbanoa ho dato tempo fino a dicembre. Se non iniziano i lavori io presento denuncia alla procura della Repubblica. Poi ognuno risponderà per quanto di sua competenza».

Al sindaco è stato assicurato che verrà immediatamente interessata la ditta che ha vinto l’appalto, ma c’è ancora da modificare il progetto esecutivo.

«Spero che sia la volta buona perché l’assessore Maninchedda ha chiesto ai rappresentanti di Abbanoa di affrettare i tempi – ha concluso Franco Mula –. Apprezzabile che finalmente l’assessorato si sia preoccupato personalmente di convocare non solo tutti i sindaci ma anche il gestore del servizio idrico integrato, cercando di dare una tempistica per chiudere la vicenda. Adesso saremo vigili per far rispettare i tempi».

(DA: La Nuova Sardegna-Nino Muggianu-14 Novembre 2014)

Comunicato  di fine mandato

Si conclude il 31/12/2013 il mandato della Gestione Commissariale Straordinaria per la regolazione del Servizio Idrico Integrato, disposto ai sensi della legge regionale 3/2013, aggiornata e modificata dalla successiva legge regionale 17 maggio 2013, n.11.  Si conclude la delega ad operare ma non si esauriscono certo le attività incombenti sulla ex-AATO in qualità di ente regolatore per la somministrazione del servizio idrico integrato (SII).

L’attività della Gestione Commissariale si è svolta in un contesto oggettivamente non facile, per ragioni facilmente intuibili e conseguenti ai rilievi posti dagli organi di controllo interno della Società Abbanoa, per la grave crisi di liquidità che ha comportato all’inizio del secondo semestre 2013 il ritardo nella corresponsione delle mensilità ai dipendenti ed alle somme da corrispondere alle ditte affidatarie dei servizi di depurazione ed ancora per la necessità di procedere all’impegno entro i termini delle risorse pubbliche disponibili per l’efficientamento del comparto idrico e fognario depurativo. A ciò si aggiunga l’attività necessaria per portare a compimento la procedura di capitalizzazione autorizzata dalla Commissione Europea che vedrà nei primi mesi dell’anno la Gestione Commissariale chiamata ad esprimere un parere sul rispetto di parametri ed indicatori, indispensabile per procedere al trasferimento delle risorse stanziate dalla Regione.

Con riferimento al ritardato pagamento degli stipendi del mese di luglio scorso, giova ricordare come si sia proceduto in maniera straordinaria, per tempi e mobilitazione della struttura, a valutare gli importi richiesti dal Gestore per le spese generali delle opere realizzate con investimenti pubblici, a partire dall’anno 2005 e fino al 2012 e a liquidare in tempi contingentati le quote esigibili ai sensi delle convenzioni sottoscritte e delle norme di settore.

Analogamente si è operato per la programmazione delle risorse della Del. CIPE n. 79/2012, per 33 milioni di euro, sulla premialità degli obiettivi di servizio dei comparti idrico e fognario depurativo, destinate, in accordo con il Comitato di indirizzo, alla realizzazione di interventi urgenti e indifferibili a vantaggio di diverse comunità dell’isola. Il percorso di finanziamento degli interventi, tuttora in corso, dovrà essere ulteriormente supportato dalle strutture della gestione Commissariale fino al pronunciamento definitivo da parte della Giunta Regionale e del Ministero dello sviluppo economico.

Nell’Assemblea dei Soci di Abbanoa SpA tenutasi in data 25 maggio u.s. è stato inoltre affidato alla Gestione Commissariale ex-AATO il compito straordinario di nominare un soggetto indipendente a cui affidare l’incarico di Advisor per l’esecuzione della verifica e certificazione della situazione finanziaria e dell’esame dell’organizzazione aziendale del Gestore del Servizio Idrico Integrato Abbanoa S.p.A.. L’affidataria, selezionata attraverso una procedura ad evidenza pubblica, è risultata la società Deloitte & Touche. Ad oggi come da contratto sono stati conclusi e comunicati ai soci i documenti conclusivi della Fase I riguardante “L’esame della situazione patrimoniale, finanziaria, contabile ed organizzativa di Abbanoa S.p.A.” e della Fase II relativa alla “Individuazione di specifiche e puntuali azioni volte al superamento delle criticità rilevate”.

La Fase 3 del contratto, riguardante la “Verifica dell’attuazione dei conseguenti adempimenti da parte della società” proseguirà nel mese di gennaio 2014 e successivi. Resterà pertanto da monitorare nei primi mesi dell’anno, a cura della futura Gestione Commissariale, l’attuazione degli interventi indispensabili e non procrastinabili, oggetto del rapporto contrattuale in essere con la società Deloitte.

Altra attività a cui si è voluta riconoscere priorità di mandato ha riguardato l’impostazione di un nuovo sistema di controlli da esercitare sul Gestore in modo strutturato e regolare anche al fine di dare attuazione ad una competenza di istituto della Gestione Commissariale e per rispondere ad una esigenza di trasparenza e verifica non più rinviabile. Per questa ragione è stata predisposta una piattaforma informatica attraverso cui gli atti adottati dal Gestore del SII vengono processati e sottoposti a verifiche da cui esitano autorizzazioni, richieste di integrazioni, modifiche o in alcuni casi sospensioni di validità.

Quella del controllo è un attività fondamentale, gravosa sotto il profilo dell’impegno del personale e dell’impiego delle risorse umane, irreversibile dal punto di vista dell’efficacia, pena la nullità dell’azione regolatrice della Gestione Commissariale. Su quest’ultima attività oltre che sull’azione di controllo dei livelli del servizio offerto dal Gestore è pertanto indispensabile che venga concentrata l’attenzione e l’operato della Gestione Commissariale nel prossimo futuro.

Al sottoscritto non resta che ringraziare il direttore generale e tutta la struttura che senza eccezione alcuna, con piena consapevolezza della delicatezza che il servizio vive, ha dato un contributo fondamentale all’azione di riordino ed ha profuso un impegno straordinario raggiungendo degli standard rispetto ai quali non sarà consentito arretrare se davvero si vuol perseguire, insieme alla gestione pubblica del bene acqua, anche l’efficienza del servizio per la comunità dei Sardi.

Dott. Alessandro Bianchi

(DA: comunicato  Servizio Idrico Integrato Sardegna-AATO -30 dic 2013)

 

PRONTO IL PROGETTO. PRESTO L’ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO

Pronto il Piano Operativo per la stagione estiva 2013.

La Provincia di Nuoro, nell’ambito delle proprie competenze in materia di Protezione Civile, sta predisponendo, anche per la stagione estiva 2013, il servizio di vigilanza e soccorso nelle spiagge dei comuni costieri del territorio.

A tal proposito questa mattina, negli uffici della Provincia di Nuoro, si è tenuto un primo incontro preliminare con l’Assessore provinciale alla Protezione Civile Franco Corosu, i responsabili della Protezione Civile provinciale e gli assessori delegati dei Comuni di Orosei e Siniscola per la definizione del Piano Operativo di salvamento a mare.

“La Provincia – ha sottolineato l’assessore Corosu – visti i risultati positivi ottenuti nelle ultime stagioni estive, ha già avviato tutte le procedure per predisporre il Piano Operativo di prevenzione per la prossima estate garantendo, tramite l’ufficio di Protezione Civile, l’efficacia e l’efficienza di tutte le azioni e vigilando sulla corretta attuazione del piano stesso.

Anche quest’anno, – ha sottolineato l’assessore Corosu – nonostante i pesanti tagli e le ristrettezze economiche, la Provincia di Nuoro garantirà l’assistenza e la sicurezza ai bagnanti presenti nei litorali della costa di Orosei, Dorgali, Posada e Siniscola”.

Il progetto di Piano sarà esaminato e definito nei prossimi giorni nel corso di un’altra riunione operativa che si terrà alla presenza della Capitaneria di Porto e dei comuni costieri.

Provincia di Nuoro

(DA:comunicato Provincia di Nuoro-15 apr 2013)

L’amministrazione ha sempre pagato le fatture di Abbanoa.

L’assessore Cocco: «Spese insostenibili» 

L’acqua del rubinetto vicino al cimitero veniva attinta gratuitamente da tutti

Fino all’ultima goccia. Bollette salatissime a carico della collettività e il Comune chiude per sempre l’ultima delle antiche fontanelle pubbliche. Quella accanto all’ingresso del cimitero, che era simbolo e memoria storica della cittadina capoluogo del Marghine.

Il Comune ha provveduto a interrompere l’erogazione poichè la fontanella era diventata un’autentica diseconomia. «Abbiamo dovuto pagare bollette salatissime per diverse migliaia di euro – dice l’assessore alle finanze Alfio Cocco -. Tutti, in maniera indiscriminata, attingevano acqua da quel rubinetto, per migliaia di ettolitri. Una situazione che ormai era diventata insostenibile». Dalla fontana attingevano acqua i pastori, i cantieri edili e tanti cittadini perchè era gratis. La bolletta di Abbanoa è però arrivata sempre puntuale e salatissima. L’amministrazione comunale ha tollerato questa situazione per qualche anno, fino alla drastica decisione di chiudere letteralmente il rubinetto.

«È evidente che il cimitero non rimarrà senz’acqua – dice l’assessore Cocco -. All’interno sono stati realizzati diversi punti di erogazione». Con quella del cimitero, tuttavia, scompare l’ultima delle antiche fontanelle pubbliche a Macomer. Rimangono soltanto le antiche strutture in ghisa che per anni hanno costituito il punto di riferimento per la città.

Oltre a quella davanti al cimitero, vi sono quelle di via Regina Margherita, via Vittorio Emanuele, via Carlo Alberto e quella di fronte alla chiesetta di Santa Croce e di San Pantaleo, tutte nel centro storico.

«Eppure rimane l’idea di un ripristino dei siti – dice l’assessore alla Cultura Giovanni Biccai -. Un intervento da affrontare ovviamente come fatto culturale, per tutelare parte della memoria storica della nostra cittadina. Per questo è stata fatta una ricerca, punto di partenza fondamentale per ricostruire in maniera corretta il passato legato al mondo agricolo». Tra le vestigia più importanti gli abbeveratoi vicino all’abitato, in particolare la fontana di Beltrame, che fino alla fine degli anni Sessanta era sistemata tra il sottopasso ferroviario (dove c’è l’edificio che ospita la filiale del Banco di Sardegna). Resta ancora quella di Funtana ‘e Cannone, ai lati della strada per Nuoro.

«Ci sono altre fontane chiuse che vogliamo ripristinare – dice Biccai -. Ovviamente, come testimonianza del passato. Come monumento e non come rubinetto aperto, così come purtroppo era diventata la fontanella vicino al cimitero».

(DA: L’Unione Sarda-F. O.-9 gen 2013)

La Guida Blu 2012 premia con le 5 vele quattro località sarde:

Posada, Villasimius, Bosa e Baunei

È Santa Marina Salina, nell’arcipelago delle Eolie, la meta balneare migliore per trascorrere le vacanze estive. A incoronarla la “Guida Blu” 2012 di Legambiente e Touring Club, che per il 2012 premia 13 località costiere con le “5 vele” e dà la medaglia d’oro regionale, anche quest’anno, alla Sardegna, con quattro località al top: Posada, Villasimius, Bosa e Baunei.

Goletta Verde di Legambiente

Presentata stamani a Roma, la “Guida Blu” comprende 378 località tra mari e laghi, destinazioni perfette per una vacanza all’insegna della tutela del territorio ed esempio di come il turismo sostenibile porti vantaggi economici.

«Secondo un sondaggio Ipr il 56% degli italiani sono disponibili a pagare qualcosa in più se c’è garanzia per l’ambiente», ha spiegato il responsabile mare di Legambiente Sebastiano Venneri, che ha sottolineato come «un’analisi dei Comuni con le “5 vele” mostri un costante trend di crescita della domanda turistica, più ampio rispetto alla crescita della media delle località balneari».

Tra le prime mete in classifica, dopo Santa Marina Salina, spicca Pollica, la perla del Cilento vincitrice delle due scorse edizioni, seguita dalla sarda Posada e da due mete grossetane, Castiglione della Pescaia e Capalbio. Per le Regioni la medaglia d’argento va alla Basilicata con Maratea, mentre chiude il podio la Toscana. Sul fronte dei laghi le vele sventolano copiose in Trentino Alto Adige, che domina sul podio con Appiano (lago di Monticolo), Fiè allo Sciliar (lago di Fiè) e Molveno (lago di Molveno).

(Da: La Nuova- 14 giu 2012)

Sfoglia la “Guida Blù 2012″

Le acque più cristalline d’Italia?

Si trovano in Sardegna, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Basilicata e Sicilia. Quelle più sporche e infestate da batteri, invece, sono quelle che bagnano Campania, Abruzzo e Liguria.

A dare la pagella alle regioni marine italiane è il rapporto 2012 sulle acque di balneazione, presentato ieri al ministero della Salute e relativo ai dati 2011.

Sostanzialmente pari a zero la presenza di batteri Enterococchi ed Escherichia coli, portatori di diverse infezioni e malattie, tra le onde che bagnano l’Isola e le altre aree in testa alla speciale classifica di salubrità.

Diverso il discorso per i litorali maglia nera, dove il tasso di non conformità raggiunge il 2 per cento nel caso della Campania, l’1,7 in Abruzzo e l’1,2 in Liguria.

(Da: L’Unione Sarda-14 giu 2012)

È stata questa la notizia più confortante scaturita avanti ieri durante il consiglio comunale svoltosi alla presenza dell’intero vertice regionale di Abbanoa, compreso il nuovo amministratore unico Carlo Marconi e il direttore generale Sandro Murtas.

È stato quest’ultimo a dare ufficialità alla buona novella tanto attesa dichiarando ormai conclusi, collaudati e in funzione i lavori di interconnessione tra il potabilizzatore di Janne’e ferru e la presa dalle sorgenti olianesi. Un lavoro che consente alle popolazioni di Orosei, Galtellì, Irgoli Loculi e Onifai di non usare più, per scopi potabili, le acque del Cedrino prelevate dal putrescente invaso di Pedra ’e Othoni. In precedenza il nuovo numero uno di Abbanoa aveva illustrato lo stato attuale e i programmi di un ente alle prese con le storiche problematiche (soprattutto finanziarie) ma impegnato in un ambizioso progetto di riorganizzazione e rilancio. Più salienti le notizie date da Murtas sullo stato dell’arte dei diversi progetti in itinere che riguardano l’approvvigionamento idrico e le problematiche depurative di Orosei e Sos Alinos.

Su questo fronte non ci sono state rilevanti novità rispetto a quanto già si sapeva. I lavori per la sostituzione dell’obsoleto tratto di condotta che collega il potabilizzatore di Taddore a Orosei sono finanziati e progettati ma ancora in fase autorizzativa e quindi non potranno iniziare prima di questo autunno. Anche i lavori per il nuovo depuratore di Orosei (già appaltati) sono ancora in attesa del disbrigo di ulteriori pratiche burocratiche (espropri in primis) e dunque non potranno incominciare a brevissimo. Infine per il sistema fognario e depurativo a servizio del comprato costiero di Sos Alinos Cala Liberotto, recentemente beneficiato di un importante finanziamento di oltre 7 milioni di euro, si è giusto alla fase di determine preliminari e pertanto è inutile avventurarsi in pericolosi pronostici temporali.

(Da:La Nuova-Angelo Fontanesi- 30 maggio 2012)

Abbanoa, l’ente gestore del sistema idrico sardo, si prepara per la prima assemblea degli azionisti dopo la nomina dell’amministratore unico della società. E intanto arriva un nuovo allarme sull’aumento delle tariffe.

RINCARI Secondo Roberto Deriu, presidente della provincia di Nuoro e presidente onorario del movimento “Liberiamo l’acqua” «l’acqua in Sardegna è destinata a costare sempre di più. L’aumento registrato negli ultimi cinque anni è stato del 22,8% mentre nell’ultimo anno si è avuto un aumento del 6,7% come confermano i dati dell’osservatorio “Prezzi e Tariffe” di Cittadinanzattiva». Per Deriu il problema è da ricondurre alla dimensione dell’Ambito territoriale del sistema idrico.

«Come diciamo da tempo non è più sostenibile l’Ambito unico perché è troppo grande e diseconomico», sottolinea. «I prezzi in aumento, la dispersione fuori controllo e i debiti del gestore oltre i livelli di guardia impongono riflessioni serie e profonde, e l’interruzione di una tendenza al centralismo totalitario che, ora è un dato certo, produce solo inefficienze, danni irreparabili e disservizi tutti a carico del cittadino. Credo che nessuno possa più difendere la tariffa unica dicendo che è tra le più basse d’Italia: è una menzogna, la Sardegna è settima in Italia, con 285 euro di spesa media. Né tantomeno che si possa andare avanti sostenendo l’Ambito unico», precisa. A suo dire, cioè, la tariffa deve salire per colmare «i debiti arrivati a 700 milioni di euro, ma dopo, quando non basterà più, come si colmerà la voragine creata dai costi crescenti?».

CAPITALI A poco servono, secondo Deriu, i crediti vantati da Abbanoa dagli enti locali, soci della azienda. «Quando potranno essere richiesti questi crediti? È una situazione che non ha fine». Abbanoa è stata infatti costituita nel 2005, ereditando oltre 150 milioni di debiti dei precedenti gestori mentre il piano d’Ambito prevedeva interventi di capitalizzazione e di sostegno finanziario e una revisione della tariffa arrivata solo un anno fa.

RIUNIONE Intanto questa mattina Abbanoa ha convocato a Cagliari i propri soci, ovvero Regione e Comuni, per l’assemblea della società. Gli azionisti sono chiamati ad approvare il bilancio 2011 nonché le nomine del collegio sindacale e del revisore. L’assemblea è la prima convocata dal nuovo amministratore unico Carlo Marconi.

(Da: L’Unione Sarda- an. ber.- 8 maggio 2012)

I Comuni contestano l’indicazione di Marconi poi decidono di votarlo

CAGLIARI. Da ieri Abbanoa ha un amministratore unico: Carlo Marconi, 67 anni, umbro, che guadagnerà 160mila euro lordi l’anno per cercare di mettere ordine e rilanciare la società. I soci (Regione e Comuni) l’hanno eletto con il 95 per cento dei voti.

Al di là della percentuale bulgara, però, non è stato facile raggiungere l’intesa sul nome di Marconi, un manager dal curriculum denso di incarichi in società pubbliche del Centro Italia tra cui anche l’Asia di Napoli, l’azienda dei servizi igienici ambientali che si è occupata dell’emergenza rifiuti.

La Regione, che è socio di riferimento nella società per azioni Abbanoa, ha reso noto, attraverso l’assessore all’Industria Alessandra Zedda, di aver individuato la figura giusta in Marconi dopo aver esaminato i curricula dei 23 manager che avevano risposto al bando.

L’assemblea dei soci di Abbanoa, in sostanza, ripartiva dallo stesso punto su cui i sindaci, solo una settimana prima, avevano chiesto un rinvio per assumere le opportune informazioni. Il fatto nuovo era che la Regione non li aveva informati ma aveva compiuto la scelta. Cristiano Erriu, presidente dell’Anci, non ha nascosto il disagio: «Avevamo chiesto che si procedesse nella massima trasparenza per definire tempi, metodi e procedure ma quell’accordo non si è concretizzato. L’Anci non è stata coinvolta». Erriu ha chiesto un ulteriore rinvio per consentire ai sindaci di esprimere una valutazione di merito: «Non possiamo votare a scatola chiusa».

Ma la Regione non poteva aspettare: Abbanoa rischia di tramutarsi in un’altra bomba sociale perché l’azienda è fortemente indebitata con le banche e ha enormi difficoltà di gestione; 1.400 lavoratori, 600 occupati indiretti, rischi di esuberi.

E mentre nel salone dell’hotel l’assemblea dei soci va avanti tra una sospensione e l’altra, fuori ottanta operai della società Opere Pubbliche (depurazione e manutenzione impianti) protesta: «Siamo da sei mesi senza stipendio – dicono -, abbiamo continuato a lavorare finchè non sono terminati anche i soldi per la benzina e i mezzi ora sono fermi».

A sventare il possibile slittamento della nomina di Marconi piomba a metà assemblea il governatore Cappellacci, avvisato al telefono dall’assessore Zedda. Seduta sospesa e riunione a porte chiuse del presidente della Regione con i rappresentanti dell’Anci e i sindaci dei Comuni con più «azioni» in Abbanoa. Erriu cambia opinione: «Il presidente della Regione ci ha rassicurati sul fatto che i curricula dei candidati sono stati valutati bene e mi ha convinto a superare le perplessità. Anche perché Abbanoa è un puzzle che dobbiamo completare a partire dall’Ato».

(Da:La Nuova-Alfredo Franchini-7 feb 2012)

Bruxelles accoglie la richiesta presentata dalla Regione per la capitalizzazione Nuovi fondi e un amministratore unico per Abbanoa.

L’Europa ha infatti dato l’ok alla capitalizzazione dell’ente gestore del sistema idrico sardo, mentre oggi dovrebbe arrivare la nomina del nuovo manager.

IL FONDO La Commissione europea ha considerato «compatibile con il trattato di funzionamento dell’Ue l’intervento per Abbanoa» e ha quindi «adottato la decisione che consentirà l’attivazione del fondo di garanzia nei confronti delle banche».

Con queste parole il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, ha annunciato l’ok di Bruxelles alla richiesta inoltrata dalla Regione. In particolare il 15 dicembre, l’assessore ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, aveva annunciato l’arrivo di 36 milioni di euro. La decisione segue le interlocuzioni avvenute durante l’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni Ue che si era espressa in modo positivo. «Il via libera della Commissione», ha precisato Cappellacci, «consente di adottare gli interventi autorizzati e di proseguire il percorso avviato per il salvataggio, la ristrutturazione e il rilancio di Abbanoa». Ma il percorso di rinascita, secondo il governatore sardo, non può che passare «attraverso un radicale cambiamento della gestione del servizio idrico integrato per conformarlo a quelle esigenze di efficienza, economicità ed efficacia che devono essere soddisfatte in maniera concretamente percepibile nel nostro territorio».

NOMINA Per questo stamattina, durante l’assemblea degli azionisti, sarà nominato il nuovo amministratore unico. Prima, però, i soci (ovvero i Comuni della Sardegna e la stessa Regione) dovranno modificare lo statuto che per ora prevede per la gestione dell’ente un consiglio di amministrazione. Da dicembre il cda ha una composizione ristretta formata da tre persone, tutti funzionari regionali tra cui il presidente Gabriella Massidda. Prima, invece, il collegio era composto da cinque consiglieri con nomina politica. Per rendere più efficiente e snella Abbanoa, però, la Regione aveva accolto la richiesta proveniente da molti degli azionisti per arrivare alla nomina di «un manager con migliori competenze che risani le criticità della società», aveva detto Angela Nonnis. Sarà suo il compito di colmare i buchi del bilancio che parlano di perdite per 8,272 milioni di euro e debiti per 757 milioni.

( Da:L’Unione Sarda-an. ber.-31 gen 2012)

Ottantamila euro per la seconda tranche del cantiere

Una seconda tranche dei lavori per la pulizia della parte finale dell’alveo del Cedrino è stata consegnata questa mattina a un’impresa locale.

Con questo intervento, che segue quello eseguito a luglio nei pressi del tratto d’argine destro parzialmente eroso dalla corrente, verranno liberate le arcate del ponte di Orosei ostruite dalla vegetazione e dalla terra riportata negli anni dalle piene che creano ostacolo al normale deflusso delle acque verso la foce e spingono il fiume contro l’argine destro. L’importo di questo lotto di lavori è di 79 mila euro.

Intervento che oltre alla rimozione dei detriti prevede anche l’eliminazione degli alberi e della vegetazione spontanea cresciuti in quel tratto di fiume. Con i lavori consegnati ieri mattina, finanziati dal servizio di piena del genio civile, si spera che il fiume possa riprendere il suo normale corso evitando ulteriore erosione al manufatto realizzato a protezione del centro abitato che in alcuni tratti mostra già preoccupanti segni di cedimento.

«Si tratta di un intervento di studio – spiega a proposito l’assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Lutazi – per capire se una volta liberate tutte le arcate del ponte il fiume riprenda il suo corso naturale evitando di andare a erodere ancor più la base dell’argine. L’accumulo di detriti e sabbia alla base delle arcate del versante settentrionale del ponte da un’inequivocabile indicazione di quello che era e dovrebbe essere il naturale deflusso delle acque verso il mare».

«Ora invece – continua l’assessore – quel blocco ha deviato la corrente del fiume permettendo la formazione di una grossa isola in mezzo all’alveo che fa compiere alle acque una torsione innaturale mandandola a sbattere contro l’argine destro».

Un fenomeno accentuatosi negli ultimi anni, da quando per vincoli naturalistici è stato vietato il prelievo per scopi edili della sabbia trasportata dalle piene che andava a fermarsi sotto il ponte. Una tutela ambientale che in questo caso sembrerebbe aver prodotto più danni che benefici al sistema naturale delle cose. «Purtroppo in certi ambiti i vincoli sono molto rigidi, – dice ancora l’assessore Luigi Lutazi – forse anche troppo. Il genio civile infatti ha già a disposizione la somma necessaria per rinforzare l’argine nei punti deteriorati, ma sarebbe un intervento vano se contestualmente non venisse rimossa anche l’isola anomala formatasi al centro del fiume».

Prima di «curare» gli effetti del male occorrerebbe insomma eliminarne la causa. «Eppure – si lamenta Lutazi – nonostante il pericolo di collasso dell’argine aumenti esponenzialmente ad ogni piena, questo intervento sta trovando forti ostacoli in fase autorizzativa». Ogni riferimento al Savi dell’assessorato regionale all’Ambiente e/o affini è assolutamente voluto.

Da:La Nuova-angelo fontanesi-30 nov 2011

ISTAT:Acqua, reti colabrodo: nell'Isola sprechi-record."180 litri erogati per averne 100"!Ogni 100 litri d’acqua che esce dai rubinetti italiani,

47 litri vanno dispersi.

E’ un dato dell’Istat riferito al 2008 e messo in evidenza dal Libro Blu dello spreco dell’acqua.

Per il volumetto, curato da Andrea Segrè e Luca Falasconi, presentato a Bologna in occasione delle giornate europee antispreco, le Regioni meno attente al risparmio idrico sono la Puglia, la Sardegna, il Molise e l’Abruzzo, dove per 100 litri di acqua potabile erogati, ne sono stati messi in rete circa 80 in più. I territori più virtuosi da questo punto di vista, invece, sono la Lombardia (27 litri sprecati) e le province di Trento (27) e Bolzano (29). Esaminando poi l’acqua disponibile, l’Italia può contare (secondo i dati Fao) ogni anno su 191,3 chilometri cubi. Ogni italiano, cioè, in teoria potrebbe disporre di 300 litri d’acqua al giorno: un numero che apparentemente ci collocherebbe tra i paesi maggiormente dotati di acqua a livello globale. Di fatto, però, il 33% della popolazione italiana non è fornita sufficientemente per tutto l’anno. Questo succede, spiega il Libro Blu, in conseguenza della variabilità dei flussi, delle perdite delle reti di distribuzione e dell’eccessivo prelievo del comparto agro-zootecnico. Importanti sono le differenze per aree geografiche: al nord-ovest si consumano 343 litri d’acqua al giorno ad abitante, al nord-est 303, al centro 250, al sud 225, e nelle isole 228. In riferimento proprio all’agricoltura, come segnalato giovedì nella conferenza stampa di presentazione delle giornate anti-spreco, nel 2010 in Italia sono rimasti in campo poco più di 14 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, per la cui produzione sono stati utilizzati quasi 12,6 miliardi di metri cubi di acqua (un decimo dell’Adriatico).

(Da:L’Unione Sarda.it-15 ott 2011)

Disagi nella distribuzione idrica nella giornata di oggi a Onifai, Irgoli e Loculi.

abbanoaI problemi sono possibili dalle 21 alle 24 quando sarà interrotta la distribuzione dell’acqua per consentire i lavori di manutenzione straordinaria sul misuratore di portata che si trova nella camera di manovra del serbatoio di Sa Serra a Onifai. L’intervento avviene nelle ore notturne – spiega Abbanoa – per limitare i disagi.

(Da:L’Unione Sarda-13 ott 2011)

Gravi limiti del servizio idrico nel secondo centro della Baronia.

Serbatoi vuoti per la rottura della condotta principale

Se i cittadini di Siniscola hanno dovuto fare la fila davanti alle fontane o acquistare i cartoni di acqua minerale, non è andata meglio a residenti e turisti di Orosei e Cala Liberotto.

acqua001Ieri, caldissima giornata di sole, con le spiagge affollate dai turisti arrivati dopo Ferragosto, nella cittadina turistica e nella frazione marina si sono vissuti nuovamente pesanti disagi. Niente acqua dai rubinetti nelle abitazioni di diversi quartieri del paese e nel borgo marino.

Tutto a causa di una grossa perdita nella condotta di adduzione, falla che ha determinato un minimo approvvigionamento dell’acqua ai serbatoi che servono i due centri e quindi la mancata erogazione, parziale in alcune zone, al paese e alla frazione.

Gli operai di Abbanoa si sono subito messi al lavoro, ma occorre dire che il problema non è nuovo e che ciclicamente si ripresenta. Non a caso, qualche anno fa, proprio nella frazione di Cala Liberotto i residenti e i proprietari delle seconde case, stanchi dei disagi legati alle carenze del servizio idrico, avviarono una raccolta di firme che furono inviate alla Procura della Repubblica e al prefetto. Anche ieri, come succede sempre in questi casi, è scattata la corsa all’accaparramento delle confezioni di minerale nei supermarket, la ricerca delle fontane (dove perlomeno è possibile prendere l’acqua senza sborsare ogni volta una fortuna) e la fila davanti ai camion dei rivenditori.

Insomma, ieri per i due comuni più importanti della Baronia è stata una giornata di pesantissimi disagi. Tanto più pesanti in un momento in cui la presenza di turisti imporrebbe ben altro servizio.

(Da:L’Unione Sarda-9 set 2011)

disagi-acqua-in-baronia È durata circa un mese la «tregua» dei guasti lungo la condotta adduttrice che dall’impianto di Taddore porta l’acqua potabile ad Orosei e di seguito al comparto di Sos Alinos Cala Liberotto.

Una nuova importante rottura della tubazione si è verificata ieri mattina a circa due chilometri dall’ingresso del paese in adiacenza alla strada statale 129. Sempre nello stesso tratto di condotta, oramai marcia, lungo un chilometro e mezzo che nel corso di questa estate è saltato in più punti mettendo a secco non solo Orosei ma, le volte precedenti, anche Irgoli, Loculi e Onifai.

Anche ieri, come nelle occasioni precedenti, gli operai e i tecnici di Abbanoa sono intervenuti solo per tamponare l’ennesima falla di una tubazione che necessiterebbe invece con urgenza di essere sostituita per intero.

Un intervento però attualmente privo di copertura finanziaria (occorrerebbero circa un milione di euro) e pertanto, nonostante sia riconosciuto come prioritario, rimandato perpetuamente. La rottura di ieri non ha permesso il giusto approvvigionamento idrico ai serbatoi a servizio di Orosei e di Cala Liberotto causando diversi disagi all’utenza con l’interruzione dell’erogazione in alcuni punti.

Disagi che Abbanoa conta di eliminare già dalla giornata odierna o in ogni caso di limitare al minimo.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-9 set 2011)

comune-irgoliLa Soc. Abbanoa con nota n° 72274 del 01.09.2011 ha comunicato che in data 5 settembre 2011 dalle ore 8,30 alle ore 18,30, verrà interrotta l’erogazione idrica, per consentire la riparazione della perdita idrica su addutrice dal potabilizzatore di Taddore – Galtellì.

Il servizio sarà ripristinato senza preavviso.

A chi rivolgersi per maggiori informazioni:

Ufficio/Organo: Area Amministrativa, Vigilanza e Affari Generali

Referente: Nicoletta Murru

Telefono: 0784 97401 – Fax: 0784 97188

E-mail: amministrativa@comune.irgoli.nu.it

(Da: Sito istituzionale Comune di Irgoli-1 set 2011)

interruzione acqua potabileDalla mezzanotte di oggi fino alle 4 di domani sarà interrotta l’erogazione idrica nei centri abitati di Onifai, Irgoli e Loculi per consentire la manutenzione straordinaria della valvola regolatrice di pressione ubicata nella camera di manovra del serbatoio di Sa Serra, a Onifai. Tale operazione – spiega Abbanoa – consente di garantire il regolare funzionamento dell’impianto ed evitare inconvenienti nel ponte di Ferragosto.

L’intervento è stato programmato nelle ore notturne per limitare i disagi.

(Da:L’Unione Sarda-12 ago 2011)

Orosei: Abbanoa ha illustrato lo stato dei lavori in un vertice a Cagliari. "mancano i fondi"!I tecnici di Abbanoa hanno fronteggiato nei giorni scorsi due distinti guasti che si sono verificati nella obsoleta condotta idrica che serve il Comune di Orosei. Nel paese si sono verificati disservizi provocati dalla poca pressione e mancanza d’acqua in diverse zone. I lavori si sono conclusi ieri pomeriggio, ma solo nella giornata di oggi sarà ripristina la normale pressione in rete. Soprattutto nelle zone alte del paese – informa Abbanoa – potrebbero verificarsi, nonostante gli impegni dei tecnici, disagi anche nella giornata di domani.

(Da:L’Unione Sarda-m.b.d.g.-6 ago 2011)

AVVISO-sindaco-orosei

Ricevo (con mail delle 16,38 odierne) e pubblico questo Avviso Urgente del Sindaco di Orosei Franco Mula,  inviatomi dal Servizio Protezione Civile della Polizia Municipale di Orosei ed inerente le richieste di intervento per gli approvvigionamenti di acqua potabile.

ll sindaco Mula: «Un passo avanti contro la crisi»

acquaTre notizie sono emerse dall’incontro tra la giunta comunale e i vertici regionali di  per affrontare la situazione di grave disagio idrico.Un grave disagio idrico che Orosei sta vivendo dall’inizio dell’estate.

abbanoa

La prima notizia è brutta, la seconda è confortante, la terza buona. E cominciamo con questa. Il presidente di Abbanoa Pietro Cadau e il direttore generale Sandro Murtas hanno annunciato che il Ministero dell’Ambiente, mediante apposti decreti, sta trasferendo alla Regione (e precisamente al Distretto idrografico della Sardegna) 4 milioni e 670 mila euro quale prima quota (su un totale di 5 milioni e 520 mila) del finanziamento assegnato a suo tempo con la legge 388/2000 per la tutela del bacino idrografico del Cedrino.

Con questi fondi, integrati con il 30% di compartecipazione spettante ad Abbanoa che sta già provvedendo all’interconnessione tra Janna’e ferru e Su Golgone, sarà possibile avviare il rifacimento delle reti idriche dei paesi del bacino.

Franco Mula

Franco Mula

«Si tratta di una notizia molto importante che attendevamo da tempo – commenta il sindaco Franco Mula – un risultato ottenuto anche grazie all’impegno di tutti i parlamentari eletti nel territorio del Nuorese». A beneficiare di questi finanziamenti saranno i Comuni di Oliena, Orosei, Dorgali, Irgoli, Galtellì, Onifai, Oniferi, Orgosolo e Orune, centri dove attualmente le condotte perdono in media il 50% della loro portata con casi topici come quello di Orosei dove le perdite sfiorano il 60%.

E qui si inseriscono le altre due notizie: la più brutta è stata la conferma che l’emergenza idrica ad Orosei, con ripetuti guasti, è destinata a durare per tutta l’estate ed è causata dalla vetustà delle condotte che non consentono di aumentare la pressione. Quella confortante è che Abbanoa ha assegnato a Orosei una squadra di manutentori operativa 24 ore su 24.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-12 lug 2011)

Venerdì 18 giugno confronto con il Consorzio di bonifica della Sardegna Centrale. gollei-sas-mancas (2009)

Dibattito pubblico in sala consiliare sugli interventi previsti dal progetto. Oltre tre milioni di euro per portare l’acqua di irrigazione nell’altipiano di Gollei.

È quanto ha a disposizione il Consorzio di bonifica della Sardegna centrale tramite un finanziamento ministeriale, fondi che però hanno necessità di essere impegnati con un progetto esecutivo entro la fine di quest’anno. Per spiegare nei dettagli il progetto domani alle 18 presso la sala consiliare del Comune si terrà un incontro pubblico aperto a tutti gli interessati e agli amministratori comunali.

Sarà direttamente il direttore del Consorzio l’ingegnere Sebastiano Bussalai accompagnato nell’occasione dai vertici dell’ente consortile ad illustrare le linee di intervento che in una prima trance prevedono di irrigare alcune centinaia di ettari dell’altopiano che corre da Orosei sino a su Katreathu.

irrigazioneLe zone che dovrebbero essere attraversate dalla condotta di irrigazione sono quelle di Rampinu, Orgoi, Su chilometru mannu e Sas Mancas dalla strada statale 125 verso la costa. Si tratta di un primo stralcio di intervento intervento che comunque verrà effettuato con la predisposizione per espandere in un secondo tempo la superficie irrigabile verso le zone che in questa fase non verranno coinvolte dal progetto.

Vista la valenza e l’importanza dell’opera l’amministrazione comunale invita la cittadinanza ad un ampia partecipazione all’incontro.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-16 giu 2011)

abbanoa-disservizi

A pochi giorni dall’insediamento, i ripetuti disagi nel servizio di erogazione dell’acqua potabile non sono certo piaciuti al sindaco Franco Mula e alla sua giunta.

Così, martedì scorso il primo cittadino e gli assessori comunali ai lavori pubblici e alla programmazione, rispettivamente Luigi Lutazi e Franco Tore Bua, sono andati direttamente a Cagliari a incontrare i vertici di Abbanoa per avere «de visu» notizie certe e attendibili sui programmi che l’ente ha in cantiere per Orosei.

Al termine della riunione, dopo una dettagliata esposizione da parte dei rappresentanti comunali dei problemi relativi ai depuratori di Orosei e Sos Alinos e dei disagi dell’approvvigionamento idrico dei giorni scorsi, si è giunti ad un’intesa che prevede a breve un incontro pubblico da svolgersi ad Orosei durante il quale i vertici di Abbanoa esporranno in maniera precisa e dettagliata ciò che l’ente intende fare.

abbanoaLa causa principale dei disagi nell’erogazione dell’acqua potabile ad Orosei è data dalla obsolescenza delle condotte che lungo il cammino perdono circa il 60% della portata e che fanno del centro della Baronia uno delle paesi della Sardegna con la più alta percentuale di sprechi idrici. A ciò nei giorni scorsi si è aggiunto anche un guasto al sistema di pompaggio che dal potabilizzatore di Taddore a Galtellì porta l’acqua ad Orosei. Una situazione alla quale Abbanoa ha cercato di porre rimedio provvedendo a riparare circa 10 perdite rilevate lungo la linea principale di adduzione. Interventi non certo risolutivi ma che hanno almeno mitigato i disagi della settimana scorsa quando in interi quartieri l’acqua è mancata per tutto il giorno e nel resto del paese è stata drasticamente razionata. Il problema comunque ancora non può considerarsi totalmente risolto.

«Per questi disagi – tengono a dire il sindaco i suoi assessori – ci scusiamo con i cittadini ma siamo certi che in tempi brevi e con un’azione combinata del Comune e Abbanoa potremmo garantire per il proseguo della stagione un servizio regolare. Tutto questo – fanno comunque sapere – senza volere fare sconti a nessuno e in primis alla stessa Abbanoa».

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-10 giu 2011)

roberto-deriu-2-sì-per-l'acquaLe due schede su gestione e tariffe.

Deriu: «Deve restare pubblica»

Un voto per decidere la gestione del sistema idrico e la remunerazione del capitale investito nel sistema. Questi i due quesiti a cui i cittadini dovranno rispondere domenica e lunedì con il voto sul cosiddetto “referendum sull’acqua”.

QUESITI

Con un primo quesito, infatti, agli italiani si chiede l’abrogazione dell’intero articolo 23 bis della legge Ronchi (la numero 133 del 2008, relativo ai “Servizi pubblici locali di rilevanza economica”, poi modificato da successive normative). In poche parole viene messa in discussione la legge che sta per essere approvata, in linea con quanto stabilito dalle regole europee, che prevede la privatizzazione della gestione. L’eventuale vittoria del sì, però, non sarebbe un ritorno al sistema totalmente pubblico: farebbe decadere le Autorità d’ambito dall’obbligo di affidare i servizi idrici in concessione ad aziende pubbliche e private,cosa oggi prevista.Ciò che sarebbe pubblico, in caso di vittoria, è il soggetto titolare della gestione.

Con il secondo quesito, invece, si interviene sulla composizione della tariffa, chiedendo l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo 152 del 2006 nella parte in cui prevede l’adeguata remunerazione del capitale investito dal gestore. Fatto che per i promotori del referendum farebbe lievitare la tariffa. In pratica, si chiede di non premiare con un rendimento, chi investe denaro nelle infrastrutture idriche.

IL MOVIMENTO SARDO

Da sempre contraria alla privatizzazione della gestione del sistema idrico è stata l’associazione sarda “Liberiamo l’acqua”. Il presidente onorario, nonché presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, ribadisce il suo no al cambio di gestione e quindi voterà “sì.

roberto deriu«Il servizio pubblico è migliore perché il gestore privato deve fare profitto e lo può fare solo con tariffe alte e servizi poco costosi, e quindi con una qualità inferiore rispetto a quanto richiede questo tipo di servizio». Per Deriu, solo il pubblico può dare una garanzia al diritto dei cittadini ad avere l’acqua e ad averla a un prezzo equo. «Ma noi andiamo oltre», aggiunge, «Chiediamo che la gestione dell’acqua rimanga totalmente pubblica e anche che sia il più vicino possibile al cittadino e quindi in mano degli enti locali e non della Regione». Altra questione è l’ambito, oggi unico per tutta la Sardegna. «Dev’essere adeguato alle esigenze del territorio e dei cittadini, è necessario un ragionamento scientifico su quale sia il migliore in termini di grandezza».

(Da:L’Unione Sarda-Annalisa Bernardini-8 giu 2011)

roberto-deriu-2-sì-per-l'acqua

Il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, promotore del movimento che ha portato alla nascita della associazione «Liberiamo l’Acqua», ha inviato un appello perché si vada a votare per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

Dobbiamo votare due volte Sì – scrive Deriu – perché attraverso i referendum, grazie all’Acqua pubblica, cioè con il mantenimento della gestione dell’acqua in mano pubblica, compiremo la prima tappa verso un sistema di gestione dei servizi idrici più vantaggioso per tutti. Continueremo poi la nostra battaglia perché si arrivi in tempi brevi alla legge regionale che permetta agli enti locali di tornare protagonisti nelle politiche di indirizzo per la gestione dell’acqua, realizzando così l’Acqua vicina, e perché si arrivi finalmente ad una gestione ottimale, cioè – conclude il presidente della Provincia di Nuoro – assolutamente meno costosa”.

(Da:La Nuova- 4 giu 2011)

acquaPer garantire un’adeguata scorta nei serbatoi, a seguito dell’aumento dei consumi e in relazione alle condizioni di alcuni tratti di condutture obsolete, da oggi sarà necessario procedere alla chiusura notturna dell’erogazione dell’acqua nel centro abitato dalle 23,30 alle 4,30 del mattino.

(Da:L’Unione Sarda-1 mag 2011)

valle del cedrinoAccolta la proposta dell’Unione dei Comuni, via agli interventi. Firmato in Provincia il contratto di Fiume

La giunta provinciale ha approvato nei giorni scorsi il testo del protocollo d’Intesa del contratto di Fiume, volto alla riqualificazione dei bacini fluviali del Cedrino.

È un passo importante sulla strada della riqualificazione di tutta la zona che si affaccia sul fiume, significativa dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Tra gli obiettivi, la riduzione dell’inquinamento delle acque e del rischio idraulico, la riqualificazione dei sistemi ambientali e paesaggistici, la condivisione delle informazioni e la diffusione della cultura dell’acqua.

Franco CorosuL’ASSESSORE «L’adesione al protocollo d’intesa da parte della Provincia rappresenta oggi il primo passo verso la predisposizione delle azioni previste poi nel Contratto, vero e proprio strumento di programmazione negoziata. Si tratta infatti di un processo partecipato – ha spiegato l’assessore provinciale all’ambiente Franco Corosu – che ci porterà alla definizione e alla concreta attuazione di un sistema di interventi integrati, finalizzati al risanamento delle acque. Il Contratto, nato dalla volontà dell’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino e sostenuto fin dal primo momento dalla Provincia – ha sottolineato Corosu – consentirà di costruire un’azione strategica di sviluppo sostenibile del territorio, coniugando sicurezza, qualità ambientale e fruibilità e di creare un sistema informativo territoriale di politiche, progetti e programmi integrati».

IL PIANO Il processo, basato sulla co-pianificazione e su un percorso di condivisione tra tutti i soggetti del protocollo di intesa, vedrà la Provincia, su proposta dell’Unione dei Comuni Valle del Cedrino (Orosei, Galtellì, Irgoli, Onifai, e Loculi), impegnata nella definizione dell’iter burocratico, amministrativo e gestionale per la sottoscrizione del documento e la predisposizione definitiva del Contratto.

IL SINDACO «renzo soroIl Contratto di Fiume rappresenta un’opportunità importante, sia sul piano del risanamento ambientale che su quello della valorizzazione dell’asse fluviale, dalla foce fino a dove nasce – ha dichiarato il sindaco di Galtellì, Renzo Soro - la Provincia ha adottato il progetto dell’Unione dei Comuni avviando le procedure necessarie a rendere concreta la nostra idea. Con il Contratto vogliamo trasferire nel nostro territorio altre positive esperienze messe in atto già in Lombardia e in Piemonte e in questo modo, oltre alla riqualificazione ambientale, potremo puntare sulla valorizzazione del territorio in chiave turistica con la creazione di itinerari e percorsi lungo un fiume che ospita importanti specie faunistiche».

(Da: Unione Sarda-Luca Urgu-19 apr 2011)

Sarà sostituita una parte della vecchia condotta

Orosei. Il Comune rivuole i fondi da Abbanoa. per i depuratoriUna delle opere pubbliche più attese negli ultimi anni dalle popolazioni della Valle del Cedrino è stata appaltata l’altro ieri da Abbanoa.

Si tratta dei lavori per l’interconnessione degli acquedotti del Cedrino e del Govossai che sono stati aggiudicati alla ditta Isof Srl di Quartu Sant’Elena vincitrice della gara che partiva da una base d’asta di 804 mila euro.

L’intervento prevede la sostituzione in agro di Orgosolo di alcuni chilometri di condotta ormai vecchia e insufficiente con nuovi tubi di ghisa da 300 millimetri di diametro che collegheranno il potabilizzatore di Janna e Ferru alle sorgenti di Su Golgone. Le acque di Olai miscelate a quella delle fonti olianesi andranno così a servire le reti idriche di Orosei, Galtellì, Irgoli, Onifai e Loucli e anche quelle di Dorgali e Cala Gonone.

«Obiettivo di questo intervento – spiega il direttore nuorese di Abbanoa l’ingegner Diego Farre che è anche il responsabile del procedimento – è proprio quello di servire questi paesi di acqua potabile senza dover più attingere dall’invaso inquinato di Preda e Othoni. Un risultato che contiamo di raggiungere gradualmente ma che questi lavori avvicinano tantissimo».

In effetti, specie nei periodi estivi, la portata di questa nuova linea di adduzione probabilmente non sarà sufficiente per soddisfare tutto il fabbisogno di centri che vedono la propria popolazione aumentare esponenzialmente con l’arrivo dei turisti. Ma si tratta senza dubbio del primo vero passo concreto verso la risoluzione in una delle problematiche più sentite dalla popolazione baroniese. I lavori dovrebbero incominciare entro il prossimo mese di aprile e concludersi prima di Natale. «Ma – assicura Farre – pensiamo di procedere a stralci così da potere incominciare a pompare l’acqua di Olai verso la Baronia anche prima della fine dei lavori».

(Da: La Nuova- angelo Fontanesi-30 mar 2011)

L'argine sulla destra è quello che costeggia Tancaidda ed è interessato agli interventi per la messa in sicurezza

L'argine sulla destra è quello che costeggia Tancaidda ed è interessato agli interventi per la messa in sicurezza

Il Genio Civile all’opera

per metterlo in sicurezza

Duecentomila euro subito per tamponare il rischio di crollo dell’argine in località Tancaidda poi altri 800mila per ripulire l’alveo della foce del Cedrino ostruita da migliaia di metri cubi di sabbia e terra trasportati negli anni dalle piene.

Questo il programma di interventi studiato dal pool tecnico del Genio Civile di Nuoro che l’altro ieri al completo ha svolto un ulteriore sopralluogo lungo l’argine destro del Cedrino nel tratto che dal ponte all’uscita di Orosei arriva sino alla foce di Marina. I segni dell’erosione causata dalla corrente del fiume alla base dello stradello che corre sopra l’argine sono evidenti specie in località Tancaidda, proprio a ridosso del centro abitato. Qui la corrente ha letteralmente scalzato la base dell’argine che ora rischia di collassare. Una azione erosiva che negli ultimi anni è andata accentuandosi proprio a causa dei detriti trasportati dal fiume che hanno colmato gran parte della foce deviando il naturale corso delle sue ultime anse verso la sponda destra.

Un fenomeno che si percepisce bene anche osservando semplicemente le arcate del ponte sul Cedrino.

cedrino

Di dodici arcate solo tre infatti, quelle appunto su lato destro, continuano ad essere attraversate dall’acqua del fiume e a svolgere il loro lavoro, le altre poggiano ormai sulla terra ferma. Occorre pertanto mettere si in sicurezza il tratto d’argine a rischio crollo ma, per evitare che ciò si traduca solo in un intervento tampone, bisogna eliminare la causa originaria e dunque riportare il fiume a scorrere al centro del suo alveo naturale. Qui entrano in ballo i fondi: il Genio Civile ora come ora ha a disposizione appunto circa 200mila euro e che utilizzerà quanto prima per ricreare la massicciata con gabbioni di pietra che la corrente ha ormai scalzato dal piede dell’argine a Tancaidda e nel frattempo si attiverà presso la Regione per ottenere i soldi per il dragaggio e la pulizia di tutta la foce.

alluvione-2004

(Fonte:La Nuova-a.fontanesi- 11 mar 2011)

isole-di-plasticaL’Italia è la più esposta

Nel Mediterraneo galleggiano circa 500 tonnellate di rifiuti plastici, prevalentemente sacchetti, con una concentrazione che supera addirittura quella delle ‘isole di plastica’ dell’Atlantico e del Pacifico.

Il dato è contenuto in un dossier, preparato da Arpa Toscana ed Emilia Romagna e da Legambiente, presentato a Roma. Il rapporto ‘L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino’ verrà inviato al ministero dell’Ambiente per essere utilizzato nella difesa dal ricorso presentato dalle aziende produttrici di sacchetti alla Commissione Europea contro il bando italiano.

”Le aziende sostengono che il provvedimento vada contro la direttiva imballaggi – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – ma un Paese può derogare a questa direttiva in presenza di problemi ambientali”.

Che l’Italia sia particolarmente esposta al problema della plastica risulta dai dati di Expedition Med, uno studio condotto dall’istituto francese Ifremer: intorno all’isola d’Elba sono stati trovati 892mila frammenti di plastica per chilometro quadrato, contro una media di 115mila.

Il dato è confermato da Arpa Toscana, secondo cui ogni ora di pesca con le reti a strascico preleva 4 kg di rifiuti, il 73% dei quali costituito da materiale plastico, soprattutto sacchetti: ”Ormai il fondo del mare italiano ha un vero e proprio tappeto di rifiuti che – ha confermato Fabrizio Serena di Arpa Toscana – in Adriatico sono dovuti soprattutto all’apporto dei fiumi, mentre nel Tirreno i responsabili sono prevalentemente i traghetti”.

(Fonte:TelevideoRai.it)

Nasce a Oristano, ammessi 11 laureati italiani e stranieri

archeologia-subacqueaIl rettore dell’Universita’ di Sassari, Attilio Mastino, ha inaugurato ufficialmente a Oristano la prima Scuola italiana di specializzazione post lauream in Archeologia subacquea e dei paesaggi costieri.

Undici i laureati ammessi, tra italiani e stranieri, che conseguiranno il diploma a settembre 2012. Previste diverse collaborazioni con le universita’ di Tunisi e Barcellona, della Tuscia, Bari, Pisa e Palermo. Tra i progetti, una campagna di scavi nei fondali della citta’ tunisina di Nabeul.

La Scuola si candida come punto di riferimento per l’archeologia subacquea nel Mediterraneo.

(Fonte:ANSA.it)-foto da internet