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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: calamità

 

 Allarme rosso contro il punteruolo

che sta infestando e facendo morire

gran parte della palme in Sardegna.

A Siniscola è stata emesse un ordinanza per sollecitare i proprietari di palme presenti nella giurisdizione comunale che di fatto obbliga a provvedere con sollecitudine all’osservazione delle disposizioni del piano di azione Regionale aggiornate.

Chiunque sia in possesso di piante di palma, deve effettuare una verifica visiva e eventualmente segnalare gli esemplari infestati. La comunicazione, va fatta con urgenza all’apposito servizio comunale via fax al numero 0784-878300, o alla mail manutenzioni@comune.siniscola.nu.it entro il termine di 48 ore dall’identificazione della presenza del punteruolo.

Devono essere anche effettuati i trattamenti di prevenzione o di risanamento fitosanitario previste dalle prescrizioni regionali da comunicarsi sempre al Comune con le stesse modalità.

Rigogliose palme nel giugno 2010 ancora intatte e oggi transennate per la cura contro il Punteruolo Rosso (foto:m.camedda)

Nel caso di palme irrimediabilmente compromesse dall’attacco del punteruolo e per le quali si renda necessario l’abbattimento, i proprietari devono procedere per quanto possibile all’interramento ovvero alla cippatura della stessa presso il punto di taglio nel rispetto delle misure di precauzione fitosanitaria se l’operazione di interramento non sia attuabile nel punto del taglio, il titolare della palma abbattuta dovrà fare istanza al comune per il trasporto al centro di interramento individuato nell’area di Fusinì presso la struttura dell’Ecocentro comunale nella zona industriale.

Chiunque venga autorizzato al trasporto del rifiuto dal punto di taglio al centro di interramento è obbligato a rispettare le prescrizioni dettate dal servizio fitosanitario regionale per impedire la dispersione accidentale dell’insetto durante il tragitto utilizzando reti antinsetto, teloni o altro.

Il comune provvederà a mappare le palme di proprietà comunale ed interverrà in particolare su quelle che sono considerate ad alto valore storico, paesaggistico ed ambientale.

Già nelle scorse settimane, si era intervenuti in piazza del mercato e a La Caletta, dove sul suolo pubblico, il punteruolo rosso aveva provocato la morte di due grossi esemplari di palma.

Il punteruolo rosso è un parassita particolarmente aggressivo, in grado di portare in breve tempo alla morte gli esemplari di palma attaccati, ed è potenzialmente dannoso anche per la palma nana (Chamaerops humilis ). In Europa è comparso per la prima volta nel 1994 in Spagna. Dal 2005 è stato segnalato in Italia, La presenza in Sardegna è stata riscontrata nel 2007.

 (DA: La Nuova Sardegna-s.s.-15 Febbraio 2015)

LA STIMA DEI DANNI  E’ DI

OLTRE 60 MILIONI DI EURO

Danni per oltre 60 milioni di euro. È la prima stima comunicata dal Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, nella seduta di Consiglio Provinciale convocata per l’analisi della situazione in provincia dopo l’alluvione.

“Una stima che sarà più precisa già domani mattina quando verranno consegnate le schede al Commissario dell’Emergenza. Dei 300 chilometri di strade provinciali colpiti dall’alluvione, 250 sono stati ripristinati grazie agli interventi decisi dalla giunta provinciale subito dopo l’alluvione e realizzati grazie con i fondi stanziati dalla Provincia.”

(DA: comunicato Provincia di Nuoro-25 nov 2013)

Ieri al Sacro Cuore i funerali del dodicenne

colpito durante una battuta di caccia

Il parroco che lo battezzò: cresimato in punto di morte

Un esercito di bambini e adolescenti in lutto, tutti attorno alla piccola bara bianca e ai familiari di Andrea Cadinu. I messaggi all’amico scomparso.

Stanno aggrappate l’una all’altra, per sorreggersi a vicenda davanti al microfono sistemato sotto l’altare. Le compagne di scuola e del catechismo, le amiche, la fidanzatina di Andrea leggono tutto d’un fiato i loro teneri messaggi e per un attimo ieri mattina, qui nella chiesa del Sacro Cuore affollata di bambini e adolescenti in lutto, è stato come se si stesse celebrando il rito della vita e non la preghiera dell’ultimo addio.

IL CANTO DEL CORO È cominciata con un letto di rose bianche adagiate vicino alla bara, la messa funebre di Andrea Cadinu, il dodicenne di Nuoro colpito da una fucilata domenica scorsa durante una battuta di caccia e morto martedì in ospedale. Accanto ai familiari, al babbo Nicola, alla mamma Rina Bussu e al fratello Francesco, centinaia di amici e conoscenti che nei due giorni dell’agonia del piccolo hanno sperato e pregato. E poi il canto del coro “Gli amici del Folklore”, quelli del sodalizio frequentato dal bambino che faceva parte del gruppo di miniballo. «Trasformavi le lacrime in sorriso», dicono le compagne di scuola che si avvicendano davanti al microfono. C’è chi ne ricorda la gentilezza, chi la lealtà, chi l’amore per la tradizione. E sembra di vederlo questo ragazzino che amava il ballo sardo e la caccia; passioni da bambino antico, così diverse da quelle dei suoi coetanei perlopiù attaccati ai giochi elettronici.

L’OLIO SANTO «Attendeva la domenica di caccia con grande trepidazione – ha raccontato don Giovannino Puggioni durante l’omelia -. Qualche giorno prima ne aveva parlato anche durante la confessione». In questa chiesa, don Giovannino, che ieri ha concelebrato la messa funebre, aveva battezzato il piccolo Andrea. Lui, che al Sacro Cuore è stato parroco per tre decenni, qualche mese fa ha lasciato il posto a don Piero Mula. «Andrea si stava preparando alla cresima…», racconta il sacerdote. Avrebbe ricevuto il sacramento in primavera. Ha ricevuto l’olio santo poco prima della morte.

LA POLEMICA Come tanti bambini, come moltissimi adolescenti, Andrea Cadinu sognava di diventare, un giorno, un cacciatore valoroso. Era piccolo, ma già partecipava a un gioco da grandi. Giusto, sbagliato. Anche ieri mattina, con la bara bianca ai piedi dell’altare, nel cortile della chiesa si parlava di questo. E c’era chi buttava la croce sul padre; chi, invece, condannava il pensionato che ha sparato e chi, ancora, per non sbagliare abolirebbe la caccia.

NUOVO INCIDENTE In una settimana, sono già tre in provincia di Nuoro gli incidenti avvenuti durante le battute. Dopo la tragica domenica nelle campagne di Irgoli, quando Franco Paletta, 64 anni, carabiniere in pensione ha colpito il ragazzino nuorese («non doveva essere lì», ha detto al magistrato durante l’interrogatorio); giovedì scorso a Esporlatu un sessantaduenne di Burgos ha perso l’occhio sinistro; mentre a Atzara, Y. B., cinquantenne di Monserrato, si è ferito al piede destro col proprio fucile.

I PALLONCINI IN VOLO La messa è cominciata con un letto di rose candide; è finita con un volo di palloncini al cielo. Sarai il nostro angelo, hanno annunciato le ragazzine davanti al microfono. Ricorderemo il tuo sorriso, hanno scritto gli amici sui biglietti colorati. Il funerale è finito. Ora, con l’inchiesta aperta dalla Procura di Nuoro, resta da capire perché è morto il ragazzino che partecipava a un gioco da grandi.

(DA: L’Unione Sarda- Piera Serusi-17 nov 2012)

 

Chiesa di San Francesco a Mirandola (Modena)-foto da internet

Lo sciame sismico non dà tregua

ma la ripresa è un imperativo

Il 7 giugno arriva Napolitano, inchiesta su episodi di sciacallaggio

MIRANDOLA (MODENA) Un quotidiano, costante, sfibrante braccio di ferro, fra la paura e la voglia di rialzarsi in piedi. La Bassa modenese cerca di far prevalere la seconda, facendo appello ad una concreta razionalità e ad un secolare senso pratico che cerca di cacciare la paura laggiù dove deve stare, in fondo ad un angolo buio dell’animo umano e dello spirito collettivo.

Ma la paura ci prova sempre, con mille espedienti. Basta chiudere gli occhi per rivivere quei tremendi secondi che martedì hanno distrutto case e capannoni, uccidendo 17 persone.

NUOVE SCOSSE Lo sciame sismico non dà tregua: sono tantissime le piccole scosse che continuano a registrarsi, alle 17 la terra è tornata a tremare con una certa intensità, con una scossa di magnitudo 4.0, e due repliche si sono registrate intorno alle 21. Oppure, basta aprire le orecchie per sentire persone che si interrogano su leggende metropolitane, completamente infondate, ma che alimentano psicosi collettive su un nuovo, imminente, distruttivo evento sismico. Messe in giro ad arte, è il timore delle forze dell’ordine, da qualcuno con intenti criminali: la gente impaurita è più facile da derubare. La Procura di Bologna ha disposto accertamenti. Sono cominciati i sopralluoghi su case e capannoni industriali.

PAURA La gente, per il momento, non ha intenzione di rientrare in casa: le soluzioni alternative (campi, strutture coperte, alberghi) ospitano oltre 15mila persone, senza contare i tanti mini-campi improvvisati con le tende un po’ ovunque: aiuole, giardini pubblici, terreni agricoli.

Dopo la strage di operai dei giorni scorsi, a lavoro non si tornerà prima che le verifiche saranno concluse e diranno con chiarezza quali capannoni rispettano le più recenti norme antisismiche e quali no. Poi, piano piano, le case agibili, quelle che sono state abbandonate per paura, torneranno a popolarsi, si comincerà a pensare alla ricostruzione e, eventualmente, a soluzioni abitative provvisorie.

NAPOLITANO Il presidente della Regione Vasco Errani, che il Consiglio dei ministri ha nominato commissario per la ricostruzione, ha passato la giornata a studiare, con i suoi collaboratori, le proposte da fare al governo: l’obiettivo, come ha annunciato ieri, è quello di rimanere il più possibile lontani dal concetto della “straordinarietà”, per dimostrare che qui le istituzioni sono solide e funzionano. Errani, insomma, vuol fare il “non-commissario”, che fa “soltanto” da punto di riferimento nei confronti dello Stato per i Comuni del territorio, veri protagonisti della ricostruzione. Giovedì 7 giugno, intanto, come ha annunciato Errani, a far visita alle zone terremotate arriverà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ed è cominciata anche la stima dei danni per l’economia della zona, fondata, in particolare, sul biomedicale, la meccanica e l’agroalimentare. Solamente nel settore dell’industria, le aziende con strutture danneggiate non sarebbero meno di 500 con 12-13mila posti di lavoro a rischio. Stime tutt’ora in corso, che associazioni di categoria e sindacati temono che possano aumentare anche notevolmente.

L’INCHIESTA Muove i primi passi, intanto, l’inchiesta giudiziaria coordinata dalla procura di Modena sulle vittime dei crolli. Per ora si cerca di distinguere le morti accidentali, da attribuire solo al destino, da quelle invece in cui in ipotesi si possono profilare delle responsabilità. Per le vittime causate da morti accidentali potrebbe essere autorizzato presto il seppellimento, per gli altri sarà disposta l’autopsia.

Al di là degli eventi, però, il terremoto emiliano ha riproposto al dibattito il tema della messa in sicurezza del paese: progetto rilanciato dal ministro dell’ambiente Corrado Clini. «Ho cominciato a parlare – ha detto – di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato. Un piano che duri quello che deve durare, ma almeno 15 anni. Una priorità, una grande infrastruttura per il nostro paese. L’evento sismico di questi giorni ne ha richiamato la necessità».

(Da:L’Unione Sarda-1 giu 2012)-foto da internet

200: Lavori per il rinforzo del Costone Sud di Gollai fianco svincolo circonvallazione per altopiano

Frane e smottamenti

l’incubo dei residenti del quartiere a ogni temporale

Entro l’estate al via i lavori di contenimento del costone

Sarà aperto entro la prossima estate il cantiere per i lavori di stabilizzazione della collina di Gollai a Orosei, a partire dalla circonvallazione di “Su Remediu” fino ad arrivare all’altezza dei campetti da tennis.

Ancoraggi, reti paramassi e interventi di contenimento sono stati previsti dal Comune che punta alla messa in sicurezza del costone e dell’intero quartiere. La gara d’appalto è stata vinta dalla Engeco srl, ditta specializzata in interventi di ingegneria ambientale.

«I lavori dovrebbero essere avviati prima della prossima stagione piovosa», spiega Anna Maria Boe, responsabile dei Lavori pubblici. Un annuncio accolto con favore dai residenti. Le loro case sono costruite a ridosso di un’importante parete rocciosa che dalla Gollai collinare scende imponente fino alla centrale e trafficata via Nazionale. Ogni volta che il cielo si incupisce, il panico insidia Francesco Rosu, 68 anni, e la sua famiglia, da circa vent’anni residenti in via Nazionale. Più volte, violente frane hanno invaso il cortile della sua abitazione: massi, olivi selvatici, piante di fico d’India e materiale roccioso.

«Mi sono difeso come ho potuto. Ho innalzato un muro di cemento armato alto circa quattro metri, ho sistemato una ringhiera in ferro. Pulisco in modo sistematico il terreno adiacente alla mia proprietà. Queste – spiega – le mie personali e uniche armi di difesa contro gli effetti dei temporali». Anche Bonaria Flore, 70 anni, ha paura ogniqualvolta il cielo minaccia pioggia. «Abito in questa casa dal 1991 e ogni volta che piove tremo di paura», confida la signora. L’abbondante acqua piovana si è scavata un letto che sfocia nella sua veranda e nel suo garage.

Tra qualche mese l’avvio dei lavori sul costone. Un’opera di contenimento e di messa in sicurezza imponente per imbragare la collina. I residenti a Gollai non dovranno più temere che la propria casa, luogo sicuro, possa diventare una trappola.

(Da: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-18 apr 2012)

Per gli eventi calamitosi

Siniscola diventa punto strategico a livello provinciale per gli interventi della Protezione Civile in caso di eventi calamitosi.

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Rocco Celentano, ha firmato un protocollo d’intesa con l’Associazione nazionale per le pubbliche assistenze, per dislocare in città un unità mobile attrezzata. Colonna mobile, è il termine tecnico riferito a un mezzo che può spostare in brevissimo tempo l’occorrente per allestire un’area di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite.

L’INTESA Grazie a un accordo con la Blue Tech, azienda bresciana che qualche anno fa aveva rilevato il capannone che una volta ospitava l’ex calzificio della Ros Mary, il Comune potrà usufruire in comodato d’uso gratuito il capannone industriale attualmente in disuso, per creare un centro strategico di pronto intervento a disposizione di tutto il territorio provinciale.

IL SINDACO «Il gruppo comunale di Protezione civile farà un importante salto di qualità», dice Rocco Celentano. «Il centro, oltre tutto, diventerà sede per corsi di formazione di addetti di assistenza verso le popolazioni eventualmente colpite da calamità naturali». Nel capannone della Blue Tech, che è situato all’interno dell’area industriale, troveranno posto tende da campo insieme a kit di sopravvivenza e tutto il materiale necessario per questo tipo di interventi.

(Da:L’Unione Sarda-Fabrizio Ungredda -28 mar2012)

Intervento della Provincia di Nuoro per ripristinare i danni causati dall’evento calamitoso.

Stemma Provincia diNuoro

La Provincia di Nuoro, ha chiesto alla Regione Sarda un finanziamento straordinario per avviare tempestivamente gli interventi di ripristino e manutenzione straordinaria delle strade provinciali danneggiate a seguito  dall’alluvione del 2008.

A seguito dell’evento alluvionale che ha interessato il nostro territorio nel mese di novembre del 2008 – ha dichiarato il dirigente del Settore Lavori Pubblici, Antonio Gaddeo- la Provincia ha provveduto a richiedere con urgenza alla Regione, che lo ha messo disposizione dell’Ente,  un finanziamento straordinario di complessivi 200 mila euro per gli interventi specifici destinati  esclusivamente al ripristino e manutenzione straordinaria delle strade provinciali danneggiate dall’evento calamitoso”  -  Gaddeo ha sottolineato che ” l’Ufficio Lavori Pubblici della Provincia ha rendicontato la spesa effettuata per un importo pari a 116 mila euro. Somma sufficiente per risolvere l’emergenza e per ripristinare tutti i danni registrati nel territorio provinciale”.

Marco Camedda

(Da: Comunicato Provincia di Nuoro del 4 nov 2011)-foto camedda

 

Stemma Provincia diNuoro

Ricevo dall’Ufficio Relazioni Esterne della Provincia di Nuoro il seguente comunicato stampa relativo alla convocazione urgente di un incontro per concordare le linee operative da attuare con il Centro Provinciale Antinsetti, con le dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Nuoro Franco Corosu.

TESTO DEL COMUNICATO

 Il Settore Ambiente della Provincia di Nuoro, a seguito del decesso di un cavallo a causa della West Nile Disease (Febbre del Nilo) in agro del Comune di Orosei, ha convocato con urgenza per domani, giovedì 3 novembre alle 10:30, un incontro presso la sede di Via Trieste al fine di concordare le linee operative da attuare con il Centro Provinciale Antinsetti.

 “La Provincia di Nuoro già da diversi giorni haprovveduto ad attivare il servizio Antinsetti, – ha dichiarato l’assessore provinciale all’Ambiente Franco Corosu – e ad intensificare in aree di proprietà pubblica, a titolo precauzionale, azioni di sorveglianza e di contenimento con interventi di lotta antilarvale e adulticida, condotti soprattutto nelle zone particolarmente a rischio, come quelle umide e nelle aree verdi dei centri abitati. Chiediamo alla Regione lo stanziamento delle risorse che ci consentiranno ora di attuare un piano di prevenzione adeguato per fronteggiare la situazione – ha sottolineato l’assessore Corosu – Abbiamo infatti già comunicato in Regione il nostro programma operativo di spesa presunta relativo al servizio. Ci aspettiamo pertanto che in finanziaria vengano previste le risorse necessarie e che si evitino tagli di ogni genere nell’ambito di questo settore. Si tratta infatti di un servizio fondamentale ed indispensabile, non solo nei momenti in cui si verificano casi di emergenza. Dobbiamo agire sulla prevenzione – ha ribadito Corosu – e, in questo senso, le risorse umane a nostra disposizione sono una priorità. Il personale con contratto a termine che opera in attività di disinfestazione nella Provincia di Nuoro è composto da nove unità, per una di queste il contratto è in scadenza nel mese di maggio e necessita di proroga di un anno di attività. – ha sottolineato – Oltre all’assunzione degli operatori sarà necessario poi procedere, con urgenza, al potenziamento delle attrezzature e degli automezzi. Chiediamo alla Regione una risposta immediata e concreta visto che nella bozza di finanziaria regionale – ha ricordato l’assessore Corosu – vengono trasferite le funzioni di derattizzazione ma non si conoscono ancora le risorse che verranno messe a disposizione per il servizio stesso”.

(Da: Comunicato stampa Prov.Nuoro del 2 nov 2011)

Il terrore degli alluvioni è ormai un fattore impresso indelebilmente nella memoria degli oroseini e le immagini che in questi giorni arrivano dalla Liguria e dalla Toscana fanno rivivere ricordi drammatici ancora recenti alimentando paure e preoccupazioni. Anche e soprattutto tra gli amministratori.

2008-Mezzi e personale di VV,FF e Protezione Civile nel piazzale del Comune (foto camedda)

È dell’altro ieri infatti la decisione della giunta comunale di affidare ad un professionista l’incarico per la progettazione preliminare di un sistema di captazione e di imbrigliamento di tutti i compluvi che dal monte Tuttavista e dalle alture circostanti portano le acque piovane a verso il paese per convogliarle poi, oltre che verso il canale colatore principale che attraversa il paese e che andrà maggiorato, direttamente verso l’alveo del Cedrino.

«Questo intervento vuole essere la nostra scommessa amministrativa – si sbilanciano sia il sindaco Franco Mula che l’assessore a Lavori pubblici Luigi Lutazi -. Sappiamo che si tratta di un’opera idraulica di grande portata e, di conseguenza, anche di grosso impegno finanziario, ma siamo altrettanto certi che questa sia l’opera più importante per il futuro di Orosei». Il progetto è ambizioso: creare un grande anello di captazione tutt’intorno al centro abitato per evitare che le acque piovane allaghino le vie e le strade del paese come accade adesso dopo mezzora di pioggia. Occorronogrossi investimenti attualmente non a disposizione del Comune né tanto meno in progetto da altri enti.

«Ma noi incominciamo a fare la nostra parte – spiega l’assessore Lutazi – del resto senza un elaborato preliminare in mano non possiamo sperare che ci venga finanziata l’opera. Per questo abbia dato incarico ad un ingegnere di stilare una progettazione di massima che tenga conto di tutti i fattori di criticità idraulica per poi sottoporlo alla Regione».

L’intervento più urgente è l’ampliamento del canale colatore che attraversa il centro abitato, ormai insufficiente a contenere i volumi delle precipitazioni.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi- 2 nov 2011)

Regione:"Alluvione 2008"Nuovi aiuti per i Comuni colpiti dalle alluvioni dell’ottobre e del novembre 2008:

giunta regionale sardaieri la Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Ambiente Giorgio Oppi, ha assegnato 2 milioni e 626 mila euro alle amministrazioni di Barumini, Baunei, Dorgali, Escolca, Genoni, Gesturi, Irgoli, Monserrato, Nuragus, Nureci, Onifai, Orosei, San Teodoro, Serrenti, Setzu, Siniscola, Talana, Torpè, Tortolì, Villagrande e Villamar, e all’amministrazione provinciale dell’Ogliastra. La somma, parte del finanziamento originario di oltre 34 milioni, è il residuo non utilizzato in precedenza per via di minori spese, dovute alla mancata rendicontazione da parte di alcuni Comuni o per interventi e spese inferiori a quanto originariamente ritenuto ammissibile. Vengono invece rifinanziati quei centri, insieme alla Provincia Ogliastra, che hanno rendicontato e sostenuto maggiori spese.

Invece su proposta dell’assessore alla Cultura Sergio Milia la Giunta ha approvato il piano di erogazione di contributi alle emittenti radiofoniche private locali, per la trasmissione di notiziari in lingua sarda. Per il 2011, in base alla legge regionale 2 del 2007, sono stati destinati 80mila euro secondo criteri di valutazione ben precisi. Ciascuna emittente non potrà ricevere più di 10mila euro. Le aziende radiofoniche devono avere sede legale in Sardegna e fornire palinsesti di informazione chiara e snella. L’assessore Milia ha proposto, inoltre, che ciascuna emittente garantisca la trasmissione di una edizione originale al giorno, della durata di tre minuti, per sei giorni a settimana, per un minimo di dodici settimane continuative.

(Da:L’Unione Sarda- 7 ott 2011)

siccità in somaliaRiunione Fao sulla carestia africana.

In Somalia la carestia si tocca con mano. Lo dice la Fao, lo ripetono il Food Security and Nutrition Analysis Unit e il Famine Early Warming Systems Network.

Più di 3.7 milioni di somali, metà dell’intera popolazione del paese, necessitano di assistenza umanitaria: in alcune aree del Centro-Sud più della meta della popolazione è denutrita e più di un quarto è in condizioni di grave malnutrizione. Si tratta di più del doppio rispetto alla soglia di emergenza umanitaria e il più alto tasso di malnutrizione a livello mondiale.

Un popolo allo stremo

siccità-somaliaCirca un quarto della popolazione somala è rifugiata. La situazione è destinata a peggiorare fino a gennaio 2012:adesso servono cibo, acqua pulita, servizi igienici, assistenza sanitaria, mezzi di sostentamento, protezione e un luogo in cui potersi rifugiare.

Nelle regioni di Gedo e Lower Shabelle, dove il Cosv gestisce programmi alimentari e sanitari, centri di salute materno-infantile, interventi idrici e progetti di educazione primaria, i livelli di malnutrizione sono tra i più gravi del Paese, con un bambino su quattro estremamente denutrito. Il conflitto esaspera la situazione, impedendo agli aiuti umanitari di raggiungere la popolazione.

Il peggio deve arrivare

fame-ciboL’impatto della crisi sulla sicurezza alimentare, la nutrizione, la salute e l’educazione è devastante“, spiegano gli operatori Cosv in Somalia.  Se le condizioni legate al commercio del bestiame e dei mezzi di sussistenza non miglioreranno in tempi rapidi, l’insicurezza alimentare è destinata a peggiorare: si prevede un rapido deterioramento dello stato di nutrizione delle persone nell’arco di un mese.

La denuncia della Fao

faoUn ponte aereo per gli aiuti umanitari gia da domani (26 luglio) per fronteggiare l’emergenza carestia e la “siccita epica” che sta dilaniando il Corno d’Africa, dove 500mila bambini “hanno il 40% delle possibilita di sopravvivere”. Questo uno degli esiti del summit straordinario della Fao che si è svolto ieri mattina a Roma.

La comunita internazionale ammette il fallimento “nella costruzione della sicurezza alimentare nei Paesi di sviluppo” e sottolinea la necessita di un’azione “massiccia e urgente”.

(Da:RAInews-25 lug 2011)-foto da internet

porcuRicevo e pubblico volentieri questa nota di Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli, su come l’Amministrazione Comunale intende combattere queste due calamità sopravvenute nel paese.

“Un ringraziamento a Marco per essersi interessato a questo spinoso argomento. Due disgrazie che si aggiungono alle tante del mondo agropastorale. Perciò vogliamo combatterle con decisione e immediatamente.

Per quanto attiene le cavallette l’unica possibilità , non volendo avvelenare i nostri pascoli , è quella dell’aratura dei terreni dopo la deposizione delle uova da parte di questi insetti. Ciò si potrà fare a fine agosto primi di settembre.

Per la ferula , invece l’unica soluzione è quella dell’eradicazione manuale e a mezzo erbicidi mirati alle sole piante nei mesi di febbraio marzo prossimi .

Per quel che sono le loro competenze abbiamo coinvolto la Provincia e la Regione Sarda cui forniremo una proposta organica di lotta a questi fenomeni , che ci tengo a ribadirlo, dovrà avvenire con metodi perlopiù naturali per non compromettere le nostre produzioni di qualità. Grazie dell’ospitalità . Con la speranza che possano in qualche maniera aiutarci”.

Giovanni Porcu. Sindaco di Irgoli

invasione-cavallette-e-feru

invasione-cavallette-e-feruInterviene la Provincia

Insetti e piante infestati danneggiano colture e allevamenti. ”Con il sindaco – spiega il presidente della Provincia Franco Corosu – avvieremo subito una strategia di lotta al fenomeno e individueremo le risorse finanziarie necessarie”

Giovanni Porcu sindaco di Irgoli

Invasione di cavallette e di ferula, una pianta infestante e nociva per il bestiame domestico, nelle campagne di Irgoli, in Provincia di Nuoro, che sta creando grossi problemi all’allevamento del bestiame. L’assessore all’Ambiente e all’Agricoltura della Provincia di Nuoro, Franco Corosu, incontrera’ la prossima settimana il Sindaco di Irgoli, Giovanni Porcu.

Insieme – spiega Corosu – valuteremo le modalita’ piu’ opportune ed efficaci per avviare subito una lotta contro la preoccupante emergenza dovuta all’invasione di cavallette che sta provocando ingenti danni alle colture e contro la massiccia infestazione di ferula che ha gia’ causato la morte di numerosi capi di bestiame. L’incontro con il Sindaco sara’ inoltre finalizzato ad individuare tempestivamente le risorse finanziarie necessarie, valutando a tal proposito il coinvolgimento dell’assessorato regionale all’Agricoltura e alla Difesa dell’Ambiente al quale chiederemo un sostegno economico per avviare gli interventi nel piu’ breve tempo possibile”.Franco Corosu

”Ogni nostra azione, volta alla risoluzione del problema, terra’ conto inoltre della salvaguardia dell’area interessata e dell’intero territorio – ha spiegato Corosu - E’ per questa ragione che eviteremo, con tutti i nostri mezzi a disposizione, di avviare la lotta antiacridica con l’utilizzo massiccio di sostanze e prodotti chimici su una vasta zona di terreni adibiti al pascolo e all’agricoltura. Un intervento cosi’ invasivo sarebbe infatti nocivo in quanto comporterebbe l’obbligo di emanare una ordinanza di divieto di pascolo e limiterebbe le attivita’ nei campi per l’intera stagione estiva”.

(Da: Adnkronos- Nuoro-17 giu 2011)

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UNA MIA NOTA

Ho voluto evidenziare, introducendo questa ulteriore notizia su questo argomento, del risalto dato a livello nazionale dalla nota Agenzia giornalistica Adnkronos a queste due calamità che hanno colpito il paese di Irgoli e che da la dimensione della gravità di questi due flagelli che stanno danneggiando culture e allevamenti. Il sindaco Giovanni Porcu ne ha prontamente informato la Provincia nella persona dell’assessore all’ambiente e agricoltura Franco Corosu che ha promesso temepestive contromisure che combattano  questa calamità salvando il lavoro pastori e agricoltori irgolesi.

Di questo argomento ho introdotto un precedente post  al seguente indirizzo: http://marcocamedda.blog.tiscali.it/2011/06/17/irgoli-invasione-di-cavallette-e-ferula/

Marco Camedda

Allarme per i due flagelli, chiesto l’intervento della Regione

PANORAMA DI IRGOLI

PANORAMA DI IRGOLI

Due flagelli biblici si stanno abbattendo nel salto comunale di Irgoli: una invasione di cavallette che sta provocando ingenti danni alle colture e una massiccia infestazione di ferula che ha già provocato la morte di numerosi capi di bestiame.

Giovanni Porcu sindaco di Irgoli

Emergenze contro le quali l’altro ieri il sindaco Giovanni Porcu aveva chiesto un sollecito aiuto agli assessori regionali all’Agricoltura e alla Difesa dell’ambiente e ai loro omologhi provinciali. E ieri il primo a rispondere è stato il presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu: «Ho già provveduto a dare incarico all’assessore provinciale all’Ambiente Franco Corosu affinchè si intervenga tempestivamente per valutare ogni possibile soluzione con l’obiettivo di salvaguardare l’area interessata e l’intero territorio dalla pericolosa invasione di cavallette e da una massiccia infestazione di ferula che ha già provocato la morte di numerosi capi di bestiame».

invasione-cavalletteCosì Deriu, e ora il sindaco Porcu attende anche l’intervento della Regione perchè il territorio infestato dalle locuste e dalla ferula è vasto centinaia e centinaia di ettari e i fondi necessari per bonificarli sono ingenti. «Il fenomeno – spiega il primo cittadino – è particolarmente preoccupante perchè vasti pascoli del salto comunale da tempo non vengono più coltivati e le cavallette trovano terreno adatto alla deposizione delle uova».

L’altro grave problema è rappresentato dalla ferula, una pianta velenosa per gli animali che ha già provocato la morte di diverse vacche e di altri animali al pascolo. Per questi motivi si rende necessaria una urgente operazione di aratura leggera in modo da eradicare le piante velenose e contrastare l’avanzata delle cavallette che minacciano di invadere le aree limitrofe.

(Da:La Nuova-17 giu 2011)

emergenza giapponeE’ in corso la raccolta fondi della Croce Rossa Italiana in favore delle popolazioni colpite dal sisma e dallo tsunami.

Sino al 30 marzo puoi donare 2 euro con sms da cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali al 45500.

  • Donazione online sul sito www.cri.it – causale “Pro emergenza Giappone“;

  • Bonifico bancario – causale “Pro emergenza Giappone” – IBAN: IT 19 P 01005 03382 000000200208

  • Conto corrente postale n. 300004 intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 -  00187 Roma” – causale “Pro emergenza Giappone

(Poster e informazioni da sito CRI)

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UNA MIA NOTA

Il 14 marzo Tommaso-Orosei , mio caro amico e lettore, mi inviava  per via commento  questa   sua considerazione, che riporto quì sotto, e appello alla solidarietà verso la popolazione nipponica colpita da questo  terrificante terremoto e maremoto al punto di essere considerato  il peggiore disastro mai accaduto in Giappone.

“Ciao Marco, ti invito ad aprire uno spazio di dialogo sul cataclisma del devastante terremoto-maremoto e pericolo nucleare del disperato e dignitoso Giappone. Oltre alle nostre preghiere presso il buon Dio per chi è credente, non sarebbe male, di fronte a questa immane tragedia,fermarci tutti a riflettere e a ragionare per il bene di tutta l’umanità. Forse è ancora presto, ma anche i nostri cittadini, in mezzo a tante difficoltà economiche , sono certo che non faranno mancare la solidarietà concreta, per queste popolazioni sconvolte da fenomeni terrificanti. Anche Orosei, Galtelli, Irgoli, Onifai, Loculi……..che sono nel mondo, si devono stringere insieme nel momento del lutto e della solidarietà umana. Con stima e amicizia. Tommaso-Orosei”

Credo di poter dire che il miglior modo di rispondere all’ accorato e sensibile invito di Tommaso sia quello di pubblicizzare anche in questa “nostra piazzetta virtuale” questa iniziativa della Croce Rossa Italiana per la raccolta fondi “Pro Emergenza Giappone“.

E mi unisco all’appello di Tommaso invitando Tutti Noi a partecipare a questa grande azione solidale della Croce Rossa Italiana a favore di queste  popolazioni nipponiche colpite da questo devastante sisma e maremoto. Sono convintissimo che sapremo stringerci intorno ai nostri simili colpiti da questo dramma epocale perchè nell’animo umano alberga il senso della solidarietà che possiamo dimostrare  tangibilmente anche con questi modesti importi da inviare nelle modalità sopradescritte a questa encomiabile Associazione che è la Croce Rossa Italiana.

Marco Camedda

L'argine sulla destra è quello che costeggia Tancaidda ed è interessato agli interventi per la messa in sicurezza

L'argine sulla destra è quello che costeggia Tancaidda ed è interessato agli interventi per la messa in sicurezza

Il Genio Civile all’opera

per metterlo in sicurezza

Duecentomila euro subito per tamponare il rischio di crollo dell’argine in località Tancaidda poi altri 800mila per ripulire l’alveo della foce del Cedrino ostruita da migliaia di metri cubi di sabbia e terra trasportati negli anni dalle piene.

Questo il programma di interventi studiato dal pool tecnico del Genio Civile di Nuoro che l’altro ieri al completo ha svolto un ulteriore sopralluogo lungo l’argine destro del Cedrino nel tratto che dal ponte all’uscita di Orosei arriva sino alla foce di Marina. I segni dell’erosione causata dalla corrente del fiume alla base dello stradello che corre sopra l’argine sono evidenti specie in località Tancaidda, proprio a ridosso del centro abitato. Qui la corrente ha letteralmente scalzato la base dell’argine che ora rischia di collassare. Una azione erosiva che negli ultimi anni è andata accentuandosi proprio a causa dei detriti trasportati dal fiume che hanno colmato gran parte della foce deviando il naturale corso delle sue ultime anse verso la sponda destra.

Un fenomeno che si percepisce bene anche osservando semplicemente le arcate del ponte sul Cedrino.

cedrino

Di dodici arcate solo tre infatti, quelle appunto su lato destro, continuano ad essere attraversate dall’acqua del fiume e a svolgere il loro lavoro, le altre poggiano ormai sulla terra ferma. Occorre pertanto mettere si in sicurezza il tratto d’argine a rischio crollo ma, per evitare che ciò si traduca solo in un intervento tampone, bisogna eliminare la causa originaria e dunque riportare il fiume a scorrere al centro del suo alveo naturale. Qui entrano in ballo i fondi: il Genio Civile ora come ora ha a disposizione appunto circa 200mila euro e che utilizzerà quanto prima per ricreare la massicciata con gabbioni di pietra che la corrente ha ormai scalzato dal piede dell’argine a Tancaidda e nel frattempo si attiverà presso la Regione per ottenere i soldi per il dragaggio e la pulizia di tutta la foce.

alluvione-2004

(Fonte:La Nuova-a.fontanesi- 11 mar 2011)

L’opera di prevenzione si è rivelata fondamentale. Resta critica invece la situazione intorno a Partinambiddha

Alluvione 2008

Se forse per la prima volta negli ultimi sei anni, le abbondanti piogge che per 48 ore sono cadute su tutto il territorio oroseino (e anche a monte della diga sul Cedrino) non hanno causato ingenti danni, lo si deve soprattutto a due fattori: l’assenza di concomitanti avverse condizioni meteorologiche (scarsa mareggiata e intensità di pioggia) e alcune opere di prevenzione eseguite con criterio e per tempo. Prima tra tutte la recente pulizia dei canali colatori in tutta la piana e la saggia apertura della foce sulla spiaggia di Marina in previsione dell’ondata di piena dovuta al rilascio della diga.

Eppure ancora un volta il tallone d’Achille della situazione idrogeologica oroseina si è manifestato nella piana di santa Maria. Il canale di Parthinambiddha ha esondato come sempre allagando anche in questa occasione piane e culture nei poderi a valle della statale 125. Decine di ettari sotto mezzo metro d’acqua per tutta la fascia pianeggiante compresa tra il corso del Cedrino e appunto il canale colatore di Partinambiddha.

Alluvione 2008

Alluvione 2008

E questo appunto nonostante il Cedrino abbia potuto sfociare liberamente a mare e i canali fossero stai puliti di recente. Il problema a questo punto è chiaramente idraulico e tutto il comparto va rivisto nel suo assieme, incominciando magari con la manutenzione straordinaria di alcune briglie di contenimento realizzate decine di anni fa a monte del canale di Zarule che ora sono completamente ostruite da terra e detriti e non svolgono più l’opera di laminazione per le le quali erano state progettate ma che invece creano un effetto cascata che ingrossa ancor più il corso d’acqua con raccoglie tutte le piogge dei compluvi dei gollei di Orosei di Onifai.

Altro punto sotto stretta osservazione è stato il tratto dell’argine destro del Cedrino in località Tanca Idda già ispezionato nei mesi scorsi dal genio Civile e dichiarato a rischio. Anche l’altri ieri i tecnici del Genio Civile di Nuoro hanno effettuato un sopralluogo sul punto confermando che è già allo studio un intervento di consolidamento del manufatto ormai eroso alla base dalla corrente del fiume.

(La Nuova-angelo fontanesi-04-02-2011)

Il sindaco dichiara lo stato di calamità

I sopralluoghi effettuati dopo il nubifragio che si è abbattuto lunedì e martedì sulla Baronia hanno portato il sindaco di Galtellì Renzo Soro a dichiarare lo stato di calamità naturale alla luce dei danni causati dall’acqua esondata dal Cedrino.

Galtellì: Gennaio 2006-il Cedrino esonda all'ingresso del paese (Chi ha visto questa foto mi ha riferito che la realtà di alcuni giorni fa era identica)

Gennaio 2006-il Cedrino esonda all'ingresso di Galtellì.(Non potendo pubblicare foto recenti, chi ha visto questa foto mi ha riferito che la realtà di alcuni giorni fa era purtroppo quasi identica)

Il primo cittadino ha inviato tutta la documentazione alla Protezione civile e alla Regione, con la lista degli interventi necessari, soprattutto per ripristinare i collegamenti con le aziende che martedì sono rimaste isolate.

Renzo SoroUna prima risposta da Cagliari è arrivata già ieri mattina dopo un colloquio telefonico fra Renzo Soro e l’assessore regionale ai Lavori pubblici Sebastiano Sannittu. L’assessore seguirà personalmente l’iter procedurale dell’intervento di messa in sicurezza del centro abitato di Galtellì e ha anche garantito la sua presenza in paese in tempi brevi.sebastiano sannittu «Non avevo dubbi che l’assessore Sannittu – dichiara Soro – per la serietà che lo contradistingue nel suo operato politico e amministrativo, si sarebbe fatto carico del problema che ieri mattina ho denunciato pubblicamente». Il sindaco fa riferimento alla polemica con il Consorzio di bonifica, che viene chiamato in causa per i ritardi nell’inizio dei lavori di rifacimento degli argini del fiume. Accuse che il commissario ha respinto, replicando che l’appalto è stato già affidato e che le opere verranno eseguite nel più breve tempo possibile.

«Non mi interessa aggiungere altre parole nei confronti di chi ha precise responsabilità sul ritardo dell’inizio dei lavori – taglia corto Soro -, ma si deve capire la preoccupazione di una comunità che ha rischiato ancora una volta di vivere il dramma di vedere allagato e sommerso dal fango numerose abitazioni».

Intanto si fa la conta dei danni anche nel resto del Nuorese.

ROBERTO DERIU Presidente Provincia Nuoro

ROBERTO DERIU Presidente Provincia Nuoro

Ieri mattina il presidente della Provincia Roberto Deriu, ha inviato una lettera al presidente della Regione Ugo Cappellacci per esprimere il disagio della popolazione che abita nelle zone colpite dal nubifragio. «Gli ingenti danni provocati dal maltempo necessitano ora di interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio e per la tutela dei cittadini», scrive Deriu sollecitando un idoneo stanziamento di risorse finanziarie che consenta all’amministrazione di affrontare prontamente lo stato di emergenza.

UGO CAPPELLACCI Presidente Regione Sarda

Immediata la risposta del presidente Cappellacci: «La Regione è a disposizione degli enti locali per valutare i danni causati dal maltempo e condividere subito le azioni da porre in essere. Convocheremo al più presto un incontro politico operativo – ha aggiunto – per esaminare lo stato dell’arte, individuare le emergenze e analizzare insieme ai rappresentanti delle comunità le iniziative per ripristinare la sicurezza dei luoghi interessati dal fenomeno».

(Unione Sarda-Francesco Cabras-04.02.2011)

La pioggia cade da ventiquattr’ore e non accenna a diminuire. Scattano le contromisure nella spiaggia della Marina e nel Cedrino.

alluvione cedrinoPiove ormai da 24 ore, non solo sulla costa ma anche nell’interno, e l’acqua dovrebbe ingrossare il Cedrino innalzare il livello della diga di Pedra e Othoni. Eppure stavolta non si direbbe. Acqua sì tanta, dappertutto, lungo le strade dei rioni bassi con tombini sollevati dal ritorno delle condotte fognarie (bianche o nere che siano) e qualche scantinato allagato come anche diversi terreni alluvionali delle piane. Così a Orosei e in qualche caso anche a Galtellì. Cresce pure il livello del Cedrino anche per il fatto che la diga è stata aperta già nella tarda mattinata di ieri, ma contestualmente è stata solcata con gli escavatori anche la spiaggia della Marina nel tratto prospiciente la foce naturale del fiume in modo da favorirne il deflusso a mare.

Alluvione 2008Positivo il battesimo sul campo anche del recente intervento di pulizia lungo tanti canali colatori che attraversano sia il centro abitato che le periferie e le campagne vicine al paese: oggi finalmente liberi da detriti e vegetazione selvatica, erano tutti in perfetta funzione e a pieno regime. Misure precauzionali e manutenzioni a parte, quello che ha impedito stavolta che un semplice acquazzone, anche se perdurante, causasse allagamenti e danni molto più seri è stata la moderata intensità delle precipitazioni. Qui sono ormai tutti esperti meteo e i conti si fanno con i millimetri a metro quadro. Sotto una certa soglia si sta all’asciutto o quasi, oltre non ci sono rimedi: il paese si allaga.

Alluvione 2008:Un'escavatore apre la foce "diretta" del Cedrino

Alluvione 2008: Un'escavatore apre la foce "diretta" del Cedrino

L’intensità delle precipitazioni di questi giorni rappresenta il limite massimo sopportabile per l’attuale portata delle condotte fognarie e dei canali di convogliamento delle acque piovane. Un limite segnalato anche ieri in tutti i punti sensibili: dalle vie dei rioni bassi trasformati in ruscelli dall’acqua piovana alle fogne del rione di alto di Gollai ingolfate dalle acque bianche.

La speranza dunque è che la pioggia non aumenti di volume e che l’argine tenga. Si perchè dopo l’allarme lanciato dallo stesso stesso Genio Civile sulla fragilità di un tratto dell’argine destro alla foce del Cedrino.

(La Nuova:da rass.stampa Prov.Nu-angelo fontanesi)

OROSEI: I primi rimborsi per l'alluvione arrivano tra mille contestazioniNel sito internet del Comune di Orosei è stato pubblicato il bando per la gara d’appalto per l’affidamento dei servizi di progettazione, preliminare, definitiva ed esecutiva delle opere di sistemazione idrogeologica a protezione dell’abitato finanziate dalla Regione con uno stanziamento complessivodi oltre un milione di euro.

Le offerte devono essere presentate entro mezzogiorno del prossimo otto febbraio prossimo. Poi, una volta individuati i vincitori, la parola passerà ai tecnici che dovranno studiare le soluzioni progettuali più idonee per risolvere definitivamente le emergenze emerse drammaticamente a Orosei anche nell’ultima alluvione di due anni fa. Da allora bastano poche ore di pioggia per allarmare molte famiglie e mobilitare la Protezione civile. Anche l’acquazzone dello scorso ottobre ha provocato diversi allagamenti di strade, abitazioni, cantine, edifici scolastici e lo scoppio delle reti fognarie e dei tombini.

( UNIONE SARDA-da r.stampa Prov.Nu-sonia meloni )-foto camedda

ALLUVIONE A OROSEI (foto camedda)

ALLUVIONE A OROSEI (foto camedda)

Il Comune ha bandito la gara per l’affidamento della progettazione preliminare dell’intervento per la sistemazione idrogeologica a protezione dell’abitato con finanziamento regionale dopo l’alluvione del 2008.

L’importo complessivo è di un milione di euro di cui circa 632 mila e 400 a base d’asta copriranno l’opera in bando. Intervento individuato come prioritario dall’ufficio tecnico comunale è il completamento della messa in sicurezza del ciglione di Gollai e la nuova canalizzazione delle acque piovane del rione alto. Il tempo previsto per l’espletamento dell’incarico (95 mila euro) è di 30 giorni per il progetto preliminare, 45 per il definitivo e altri 30 per l’esecutivo.

Il termine di presentazione delle offerte è per le 12 dell’8 febbraio.

(Fonte:LaNuova-da rass.stampa Prov.Nu-a.fontanesi.)

Quaranta delle domande escluse sono state riammesse!

Alluvione novembre 2008 (foto da internet)

Alluvione novembre 2008 (foto da internet)

Grazie a una delibera votata avantieri dalla giunta regionale su proposta dell’assessore regionale dell’Ambiente Giuliano Uras, una quarantina di domande di concessione per il contributo per i danni a beni mobili presentate da cittadini oroseini che un mese fa erano state escluse dai rimborsi potranno ora essere riammesse a risarcimento.

Ne dà notizia il consigliere regionale dei Riformatori Sardi Franco Mula che precisa come «questa delibera consentirà inoltre, l’ammissione a contributo delle istanze relative agli immobili per i quali è stato rilasciato il certificato di futura sanabilità, anche se condizionato al parere favorevole di altri enti, purché in possesso degli altrui requisiti di ammissibilità».

Franco Mula

Franco Mula

Viste le difficoltà che le popolazioni colpite si erano trovate ad affrontare, la Regione ha ritenuto che questa condizione abbia potuto causare qualche disguido e ritardo nella presentazione delle domande di contributo e pertanto la giunta ha proposto di rendere ammissibili tutte le istanze pervenute anche oltre i termini.

«La decisione – commenta Mula – rappresenta un atto di attenzione della giunta regionale e della Protezione civile nei confronti dei cittadini che hanno subito gravi danni». Non appena verrà pubblicata sul Buras, la delibera permetterà ai cittadini esclusi dalla graduatoria definitiva di ricevere quanto assegnatogli in prima istanza. Rimangono invece esclusi da ogni forma di contributo gli scantinati e i seminterrati e le sole autovetture danneggiate dalle alluvioni.

(fonte: La Nuova-a.fontanesi-da rass. stampa Prov.Nu)