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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: cuore

…e ovviamente…a Voi e Famiglie

anche…Felice e prospera Pasquetta!

a nome del Direttivo e miei personali,

Marco Camedda

PAPA  FRANCESCO

E LA GIORNATA MONDIALE DELLA DONNA

“CON LE DONNE SOCIETA’ E’ PIU’ UMANA”

Papa Francesco, durante l’Angelus dominicale, ha voluto ricordare e salutare per l’8 marzo “tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una società più umana ed accogliente”.

Secondo Papa Bergoglio “un mondo dove le donne sono emarginate è sterile, perché le donne vedono oltre,ci trasmettono la capacità di capire con un cuore più paziente e più tenero”.

Il Papa ha benedetto tutte le donne aggiungendo “un grazie fraterno anche a quelle che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella Chiesa”.

(DA: TelevideoRAI.it-8 marzo 2015)

 poi lo consegna ai Carabinieri di Carbonia!

Il borsellino è stato ritrovato

nel commerciale di via Costituente

a Carbonia

L’autore del ritovamento è un muratore di 35 anni. Ha ritrovato il borsello e lo ha consegnato ai carabinieri di Carbonia. All’interno dell’astuccio c’era un foglietto in cui il proprietario dell’astuccio aveva annotato una lista per gli acquisti. E’ l’unico elemento fornito dai militari che vogliono così evitare atti di sciacallaggio.

(DA: L’Unione Sarda.it-02 Ottobre 2014 )

UNA MIA NOTA

E’ evidente che chi nasce con la propensione all’onestà e la sviluppa e pratica crescendo, nonostante questa devastante crisi, non ha tentennamenti quando sa che una cosa trovata e non è sua, la restituisce compiendo un gesto che reputa per se normale ma che per me, e penso per tutti , sia un grande esempio da ammirare e  far proprio conservandolo per sempre dentro la buona coscienza.

CARO MURATORE DI CARBONIA,

GRAZIE DI CUORE!

Marco Camedda

UNICEF: Report di progetto 2011-2012 

Comitato italiano per l’UNICEF Onlus

-Area Programmi-

Via Palestro 68 – 00185 Roma

Tel: +39 06 47809 258- 287 – 265

Fax: +39 06 47809 270 – 273

(DA: comunicato di Carlo Murgia, Presidente provinciale Unicef- Nuoro-26 ott 2012)

“Crescere senza genitori ti fa arrabbiare”

La breve vita di Piermario Morosini è stata segnata da una serie di gravi lutti familiari. Prima la morte della madre, poi quella del padre e infine quella del fratello. Lottava, non solo sul campo, anche per la sorella maggiore affetta da un handicap.

I primi calci alla Polisportiva Monterosso dove giocava da terzino prima di diventare un promettente centrocampista, la squadra del quartiere di Bergamo dove è nato il 5 luglio del 1986. Poi il passaggio all’Atalanta e subito l’inizio di un’incredibile serie di lutti familiari che hanno costellato tutta la breve vita di Piermario Morosini che ha perso prima la madre, poi il padre, e infine il fratello nel giro di pochi anni. “Pensavo che la vita l’avesse già provato fin troppo e invece è arrivata anche quest’ultima tragedia”, ricorda Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, che lo ha seguito in tutte le squadre della società bergamasca, fino a quando venne preso assieme a Marco Motta e ad altri due compagni dall’Udinese quando non aveva ancora compiuto 19 anni.

Con l’Atalanta ha vinto uno scudetto con gli Allievi e ha perso una finale con la Primavera, quando venne premiato dal Guerin Sportivo come migliore giocatore della partita. Poi qualche apparizione in panchina ma mai l’esordio con la prima squadra. Ma al di là dei risultati sportivi, Favini lo ricorda sempre disponibile con i compagni, sempre capitano in tutte le formazioni delle giovanili, sempre con “una dolcezza incredibile sul volto velatamente triste” segnato dalla perdita dei suoi cari.

Ultimo di tre fratelli, prima perde la mamma Camilla quando aveva 15 anni, poi il padre Aldo a 17. “Sono cose che ti segnano e ti cambiano la vita – disse Morosini in un’intervista al Guerin Sportivo nel 2005 – ma che allo stesso tempo ti mettono in corpo tanta rabbia e ti aiutano a dare sempre tutto per realizzare quello che era un sogno anche dei miei genitori. Vorrei diventare un buon calciatore soprattutto per loro, perché so quanto li farebbe felici. Per questo so di avere degli stimoli in piu”. Lo aiutava la zia Miranda ma le tragedie non erano finite perché arrivò anche il suicidio del fratello disabile quando Piermario era già passato a Udine, dove fece il suo esordio in serie A. Gli era rimasta la sorella maggiore, anche lei con handicap:

“Mario è stato sfortunatissimo – spiega Favini – e nonostante questo teneva e aveva una disponibilità totale nei confronti dei compagni”. Per questo Favini ha “un ricordo dolcissimo” di Morosini e la sua scomparsa “è una cosa che mi lascia esterrefatto”. “Non c’é mai stato nessunissimo problema in tutti i controlli medici a cui è sempre stato sottoposto. Abbiamo l’obbligo – conclude Favini – di compiere controlli e verifiche annuali e lui non ha mai avuto nessun problema”. “Non ci sono parole…il nostro Piermario è scomparso”, si legge sul sito della Polisportiva Monterosso, dove è stata pubblicata una foto di Morosini assieme ai ragazzini della piccola società bergamasca. “Ognuno di noi, ognuno di quelli che lo conoscevano e lo amavano lo piange, tutti noi lo piangiamo”.

 (Da:L’Unione Sarda.it-15 apr 2012)-foto da internet

UNA MIA NOTA

Ho seguito, come penso tutti, questa tragedia che mi ha lasciato sgomento sia per il modo e rapidità con cui è accaduta  che per la giovane età di Piermario Morosini, che conoscevo di fama, perchè atleta e calciatore di buone qualità. Ma, solo dopo aver letto questo articolo ho potuto conoscere le passate e tristi vicende umane della sua vita e ho pensato che, nel mio piccolo, anche io non potevo tacere e dovevo esprimere  il mio dolore per la perdita di un ragazzo, di un uomo di venticinque anni a cui il destino ha riservato continue avversità che cercava di contrastare e vincere lottando “non solo sul campo”,così come riportato nell’articolo. Ma, come leggo, il suo cuore sicuramente di  persona buona se pur “allenato a lottare”, non ha retto! Sento solo di aggiungere…CIAO, PIERMARIO!

Marco Camedda

e che il 2012 ci porti la serenità che desideriamo,

Affettuosamente

Marco Camedda

…tutta la classe si trasferisce a casa sua!

FISH_le_chiavi_di_scuola_2010Silvia ha una malattia che la immobilizza a letto e non può andare a scuola, così la sua classe si trasferisce a casa sua per fare lezione con lei. L’Istituto minerario di Iglesias ha ricevuto a Cagliari il premio “Le chiavi di scuola“, organizzato dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish).

“Sono otto i progetti premiati sui 350 presentati – ha spiegato Francesca Palmas, dell’Abc e coordinatrice del Comitato per il concorso – riguardano le scuole di ogni ordine e grado che si sono distinte per un’esperienza positiva nell’ambito della piena integrazione, non solo didattica, ma anche sociale”. La storia di Silvia ha convinto la giuria ad assegnare all’istituto un riconoscimento speciale.

Silvia, di Narcao, ha 16 anni e frequenta la terza liceo dell’Istituto Minerario. In videoconferenza segue tutte le lezioni, e una volta la settimana i compagni si trasferiscono a casa sua, per creare l’atmosfera della classe. “Mi sento uguale agli altri – ha detto Silvia, che ha sempre il sorriso sulle labbra – solo un pochino diversa, con qualche difficoltà in più, ma in informatica non mi batte nessuno, o quasi”.

(Fonte:Unione Sarda.it-19 mar 2011)

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Stamattina, leggendo la cronaca dei giornali online mi ha colpito e…commosso  questa notizia sulla forza d’animo di  questa ragazzina   e della grande reale  solidarietà e bontà d’animo  della classe della sua scuola. Straordinariamente forti e serene le  parole di Silvia riportate in calce all’articolo. Un esempio commovente che non potevo non mettere in evidenza e che credo debba essere emulato. Nonostante oggi la giornata sia grigia e piovosa…”m’est apertu su chelu” (mi si è schiarito il cielo)!

Marco Camedda

telefono azzurroUn bambino su tre ha chiesto aiuto perchè vittima di violenza

Nel 2010 gli operatori della linea d’ascolto 1.96.96 di Telefono Azzurro hanno accolto oltre 800 chiamate al giorno. Tra il primo gennaio 2008 e il 28 febbraio 2011, l’1.96.96 ha gestito 9.416 chiamate, di cui 3.591 che riguardano abuso fisico, psicologico, sessuale, violenza domestica e trascuratezza.

Questo significa che 1 bambino su 3 ha chiesto aiuto a Telefono Azzurro perché vittima di violenza. Sono questi i dati forniti dall’organizzazione che ha lanciato la campagna “Alziamo le mani per fermare la violenza sui bambini” che verrà diffusa tra il 6 marzo e il 27 marzo sulle reti Mediaset, Rai, Sky e Grandi Stazioni, stampa, network radiofonici e tv nazionali e locali.

Alla campagna è associato il numero 45504 (in collaborazione con Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Telecom Italia, Fastweb, Tiscali e TeleTu), attraverso il quale è possibile effettuare una donazione di 2 euro inviando un sms o chiamando da rete fissa.

(Fonte:ANSA.it-03 mar 2011)

Sito ufficiale Telefono Azzurro