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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: famiglia

VERTENZA PASTORI

IN CONSIGLIO COMUNALE

La vertenza pastori sta raggiungendo

sempre più un punto di non ritorno.

UN MIO DIPINTO del 1997: Un antico pastore sardo in campagna

Una questione annosa e particolarmente sentita in una Nuoro capofila di un territorio dove l’allevamento e la pastorizia hanno rappresentato per secoli la prima fonte di sostentamento per le famiglie.

Per questo motivo i gruppi consiliari di maggioranza hanno deciso di inserire l’argomento tra i punti all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Comunale in programma giovedì 7 luglio.

Una presa di posizione importante per parlare di tutti gli aspetti legati a un problema che si trascina da anni e che sta portando il sistema della produttività locale al collasso, schiacciato dal prezzo del latte troppo basso, dalla pressione fiscale eccessiva e dalla concorrenza, talvolta sleale, dei produttori di oltremare.

Sarà l’occasione per far entrare la vertenza nel palazzo civico, la casa di tutti i nuoresi, dandole così la maggior visibilità possibile. Un importante momento di condivisione di proposte politiche e di azione da sottoporre alla Regione e al Governo ma soprattutto di ascolto nei confronti di chi vive quotidianamente una realtà complicata con la determinazione di chi non si vuole arrendere all’idea di dover mollare tutto.

È in gioco non solo la salvezza economica di tante famiglie ma anche la difesa di una categoria professionale che ha caratterizzato e caratterizza tutt’ora la nostra terra con le sue produzioni d’eccellenza.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-4 Luglio 2016)

1985:  ritratto ad acquerello di mio fratello Silvano , copiato da una foto.  

Amatissimo Fratellino, sono ormai 45 anni, compiuti oggi 29 maggio, che  sei mancato al mio affetto e a quello di tutti che ti volevano bene e ti ricordano sempre per la bella persona e brillante atleta che eri. Ora sei Lassù nel cielo fra gli Angeli insieme a mamma e babbo.

45 anni fa andavi via, ragazzo meraviglioso, amico di tutti nel paese di Galtellì (dove siamo nati) ma anche ad Orosei, in Baronia e tanti altri posti dove ti sei fatto conoscere compresa la cittadina di La Thuile in Vald’Aosta dove da finanziere sei  salito Lassù che ancora non avevi compiuto 21 anni lasciando in terra il ricordo della tua bravura di atleta e  la simpatia e affettuosità. Eri simpatico e scherzoso e salutavi sempre tutti gli amici e amiche con un abbracci trasmettendo allegria e positività.

ERI un atleta, campione regionale nei 5000 piani, un calciatore brillante con un tiro mancino fortissimo tanto che ti chiamavano Gigi Riva. Ricordo, come se fosse oggi, un salto di categoria della Tuttavista di Galtellì favorito, come dicono ancora i tuoi compagni di squadra di allora, dai tuoi numerosi goals.

ERI molto ben voluto dai tuoi superiori, dagli abitanti di La Thuile (Val D’Aosta) dove ti era fatto tanti amici fraterni che ti adoravano.  Infatti uno di loro ti scrisse una poesia che mi fece avere chiedendomi,se ce la facevo, di leggerla durante la messa a Te dedicata. Trovai la forza di farlo e commosse tutti.

ERI, E’ E SARAI  per me sempre un faro nella mia vita come persona e come esempio. Oltre che fratelli eravamo amici, complici: io tifavo per te nello sport e fu tifavi per me nella pittura e nella musica. Ti sono stato vicino con i miei cari genitori quando da piccolo eri fragile fisicamente e malaticcio ma poi crescendo diventasti un ragazzo sano e bello. Ricordi? Ti aiutai a prepararti per la licenza media che, una volta ottenuta, ti consentì di far domanda ed essere arruolato nel Corpo dei Finanzieri entrando poi anche nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro. 

CARO  FRATELLO  fisicamente è vero che non ci sei più ma, da Lassù, ne percepisco al mio fianco la Tua presenza il Tuo bel sorriso e ci incontriamo sintonicamente nel pensiero che io Ti rivolgo perennemente ricevendone conforto e tenerezza fraterna.

“Caro Silvano,

sei con me sempre, e fisicamente sei accanto alla mia scrivania in un ritratto ad acquerello (foto di copertina) che ho eseguito nel 1985 e che tutti quelli che lo hanno visto hanno detto che ti assomiglia moltissimo. Sei stato tu ad ispirare la mia mano. Ma dico anche che qualunque ritratto o foto non farà intravedere mai i tantissimi pregi morali e materiali che  tu possedevi e da cui ogni giorno ho attinto, attingo e attingerò. Finchè avrò vita!

Ciao Fratellino,

Tuo Marco”

Dedicato a tutte le Mamme del mondo.

Comprese quelle che in eterno sono Lassù…

…fra gli Angeli del Paradiso e che portiamo,

presenze indelebili, fari di radiosa luce,

nei nostri cuori.

Marco Camedda

Come Presidente della Sezione Avis di Orosei, e a nome del nostro Direttivo, estendo questi auguri anche a tutte le mamme socie e/o donatrici dalla nostra Avis Comunale nonche delle mamme donatrici di Onifai, paese generoso (che ringrazio) dove nel 2015 abbiamo avuto in loco un grandissimo riscontro di donazioni.

Marco Camedda

(Presidente pro-tempore Avis Orosei)

XIV GIORNATA MONDIALE

CONTRO IL CANCRO INFANTILE

In occasione della XIV Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile, in data 15 febbraio 2016 alle ore 11:00, l’associazione ASGOP onlus organizza a Dorgali il simbolico lancio di 100 palloncini bianchi presso l’Istituto comprensivo G.M.Gisellu, sede di via F.lli Cervi.

Lunedì 15 febbraio a Dorgali, in occasione della XIV Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile, si terrà alle ore 11:00 il lancio di 100 palloncini bianchi presso la sede di via F.lli Cervi dell’Istituto comprensivo G.M. Gisellu, a cui prenderanno parte bambini, genitori, insegnanti e volontari ASGOP.

L’evento locale si inserisce nel quadro della manifestazione nazionale organizzata dalla FIAGOP, Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica, che vedrà il lancio di oltre 10.000 palloncini in contemporanea da ospedali, scuole e piazze di tutta Italia.

Il lancio dei palloncini è un gesto simbolico, organizzato in modo coordinato e congiunto su tutto il territorio nazionale, per ribadire l’impegno dei genitori nella lotta contro i tumori infantili e dell’adolescente, per promuovere la tutela dei loro diritti e la cultura della prevenzione.

La ASGOP, Associazione Sarda Genitori Oncoematologia Pediatrica, aderisce anche quest’anno all’iniziativa organizzando l’evento a Cagliari, a Decimomannu e a Dorgali.

Associazione no profit, la ASGOP è nata nove anni fa per iniziativa di un gruppo di genitori protagonisti della dolorosa esperienza di malattia dei loro bambini ed è presente presso l’Ospedale Microcitemico Antonio Cao di Cagliari, all’interno del Reparto di Oncoematologia Pediatrica, centro di riferimento regionale per questo tipo di patologie. Essa opera al fine di promuovere e sostenere progetti per migliorare l’assistenza medica, sociale, scolastica e psicologica di bambini e adolescenti affetti da tumore e stimolare e potenziare la ricerca scientifica.

La ASGOP è federata FIAGOP, parte attiva della CCI, Childood Cancer International, la rete mondiale di 181 associazioni locali e nazionali, guidate da genitori provenienti da 90 paesi e 5 continenti, che ha ideato la ICCD (International Childhood Cancer Day), Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile.

Ogni anno si ammalano in Italia circa 2100 bambini e adolescenti con un incremento annuo di nuovi casi valutato tra l’1,5% e il 2%. Negli ultimi anni si sono raggiunti buoni livelli di cura e guarigione di leucemie e linfomi, mentre rimangono ancora basse le possibilità di guarigione per altre patologie come tumori cerebrali, neuroblastomi e osteosarcomi.

L’evento del 15 febbraio a Dorgali mira ad accrescere anche a livello locale la consapevolezza e l’informazione sul cancro infantile e a esprimere sostegno ai bambini e agli adolescenti che ne sono affetti e alle loro famiglie.

Per maggiori informazioni:

(DA: comunicato ASGOP onlus Dorgali-12 Febbraio 2016)

ONIFAI

 

“PRESEPE VIVENTE”

Oggi, domenica 27 dicembre, ad Onifai , giornata dedicata alla Sacra Famiglia, nella chiesa parrocchiale San Sebastiano  alle 16,30 i ragazzi della 1°,2° e 3° media, invitano coloro che vogliono partecipare  alla rappresentazione del presepio vivente.

Gli improvvisati attori percorreranno le tappe  più significative del Natale ,evidenziando i personaggi principali e le situazioni più  importanti con il loro messaggio d’amore pace e fratellanza.

(DA  comunicato Gruppo Catechesi Onifai-24 Dicembre 2015)

GEMELLAGGIO OROSEI- MARSCIANO

INVITO PER LE FAMIGLIE ALL’OSPlTALlTA ‘

Gentili famiglie oroseine,

come probabilmente già saprete, il nostro Comune è gemellato con la cittadina umbra di Marsciano.

Questo rapporto permette da anni vari scambi tra i cittadini dei due Comuni e alcuni di noi tra I’altro, hanno già sperimentato pratiche di accoglienza e di visita vivendo di persona questi “momenti” davvero belli e positivi che hanno permesso di conoscere meglio la cultura, il folklore e la natura del nostro paese “gemello” in uno splendido clima di amicizia.

ll gemellaggio continua!

Quest’anno  si vuole trasmettere l’invito rivolto ai nostri concittadini per ospitare nei giorni 6 – 7 e 8 Giugno  i nostri amici marscianesi per festeggiare il trentennale del gemellaggio.

Quindi siamo qui a richiederVi la disponibilità ad accogliere i nostri cari ospiti nelle vostre case secondo le possibilità di ognuno.

Vi invitiamo a partecipare alla serata informativa che si terrà presso la sala consigliare del Comune di Orosei in data 26 maggio 2015 alle 18,30 per stabilire i criteri di ospitalità.

Alla serata sono invitati anche tutti i rappresentanti delle Associazioni culturali e sportive.

ln quella sede saranno date le informazioni dettagliate sul programma di accoglienza che, non ancora ben definito, prevede l’ospitalità per circa tre notti e tre pasti da effettuare in famiglia.

Per dare adesione

telefonare al Comune di Orosei:

Sig.ra Daniela Contu 3665863419

Sig. Luigi Lutazi 3333256059

Sig.ra Maria Antonietta Vardeu 3346233499

DA: comunicato di Daniela Contu, Consigliera Delegata per la Cultura

del Comune di Orosei-18 e19 Maggio 2015)

L’Azienda Sanitaria di Nuoro comunica che giovedì 12 marzo, alle ore 17.30, presso il Consultorio Familiare di Nuoro, in via La Marmora 99, si svolgerà un incontro informativo sul tema “Famiglie, affido e accoglienza”.

Sono invitati a partecipare coppie, genitori e comuni cittadini interessati e sensibili ai temi della solidarietà e dell’aiuto nei confronti di minori in difficoltà.

(DA: comunicato ASL3 Nuoro-6 Marzo 2015)

 

“FRATELLI NON  LITIGATE. COSA BRUTTA”

“Ci sono famiglie in cui i fratelli hanno litigato anche per piccole cose, magari una eredità, e poi non si parlano più, non si salutano più e questo è brutto”.

Così il Papa nella udienza generale in Piazza San Pietro. “Una cosa molto dolorosa da sentire”.”Ricordiamoli nelle preghiere”.

E Bergoglio ha aggiunto: la stessa “tenerezza” che in famiglia abbiamo per i più piccoli, o per i malati” occupandoci dei “fratellini magari disabili”, “dovrebbe avere la società verso i più fragili e “poveri”.

“C’è un diritto a questa fraternità del cuore”,e ” quando i poveri sono come di casa la nostra fraternità cristiana riprende vita”.

(DA: Televideo Rai.it- 18 Febbraio 2015)

Nascite e decessi in calo nel nostro paese.

Sono 509 mila le nascite nel 2014, cinquemila in meno (anche da madri straniere) rispetto al 2013, il livello minimo dall’Unità d’Italia. I morti sono 597 mila unità, circa quattromila in meno dell’anno precedente. In aumento la speranza di vita alla nascita degli italiani giunta a 80,2 anni per gli uomini e a 84,9 anni per le donne. Lo rileva l’Istat in un report sugli indicatori demografici stimati nel 2014.

(DA: l’Unione Sarda-12 Febbraio 2015)

PROBLEMA ALCOL A NUORO:

dal C.A.T. una risposta d’aiuto

Riapre in città il C.A.T. (Club degli Alcolisti in Trattamento) n° 22. Un evento importante per la nostra comunità, dove l’entità del problema “alcol” è, da sempre, riconosciuta.

I C.A.T. sono gruppi multifamiliari composti da famiglie con problemi alcol-correlati e da un servitore-insegnante, persona che ha ricevuto una adeguata formazione specifica e che opera a titolo di volontario. Le famiglie si riuniscono settimanalmente per affrontare e condividere disagi, difficoltà e speranze, in un clima di solidarietà e amicizia verso un cambiamento dello stile di vita.

La metodologia a cui i C.A.T. rispondono è stata sviluppata fin dagli anni Sessanta dal Prof. Vladimir Hudolin, psichiatra presso l’Università di Zagabria, e si è capillarmente diffusa in tutto il mondo, secondo un approccio del “self-help”.

Il C.A.T. di Nuoro rappresenta un importante nodo nella rete territoriale per la protezione e la prevenzione della salute, collaborerà con altri C.A.T. presenti sul territorio regionale, con enti ed istituzioni, ed è sostenuto, nel suo percorso, dal Ser.D (Servio delle Dipendenze) della ASL di Nuoro.

Il nuovo Club opererà nella giornata di mercoledì, dalle ore 17.30 alle ore 19.00, e sarà ospitato presso i locali messi a disposizione dalla Parrocchia del Sacro Cuore di Nuoro.

Il Direttore del Ser.D.

Dott.ssa Rosalba Cicalò

(DA: comunicato Asl3 Nuoro-11 Febbraio 2015)

BUONA BEFANABUONA EPIFANIA!!

Se arriva un Bel Regalo

Ottimo!!

E se arriva Carbone

 …Buono pure quello!?

Con i tempi che corrono…

…non si butta via Niente…!?

Cari saluti,

Marco Camedda

IL PAPA:

“La Costituzione italiana tutela la famiglia ma solo a parole, mancano i fatti

“La Costituzione italiana all’articolo 31 chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose: ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti, restano le parole”. E’ quanto sottolinea Papa Francesco, ricevendo in Vaticano l’associazione delle famiglie numerose. “Purtroppo, le pubbliche istituzioni non sempre vi aiutano“, afferma il Papa.

Francesco ricorda anche “i tassi di bassa natalità che da tempo si registrano in Italia” e reclama “una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici ad ogni livello, la fine di dare il sostegno previsto alle famiglie. Se ogni famiglia è una cellula della società – osserva il Papa – una famiglia numerosa è una cellula ancora più ricca e più vitale. E lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di essa”.

(DA: Adnkronos-28 Dicembre 2014)-foto da internet

COMUNE DI NUORO

Come già sperimentato negli anni passati,

in occasione di eventi climatici che comportano precipitazioni di elevata intensità, accompagnate da allagamenti, ovvero in caso di precipitazioni nevose importanti, ma in generale in tutti i casi che possono comportare il generarsi di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, la tempestività della comunicazione può fare la differenza, consentendo di evitare conseguenze gravi e irreparabili.

Per questo motivo già da alcuni anni l’Amministrazione comunale si è dotata di un sistema di avvisi alla popolazione scolastica, e quindi alle relative famiglie, che tramite smsvengono messe al corrente della interruzione delle lezioni o della chiusura delle scuole a causa di eventi del tipo sopra descritto.

La raccolta dei dati e dei numeri di telefono, necessari per rendere il servizio di cui sopra, veniva effettuata, fino allo scorso anno scolastico, tramite gli istituti scolastici stessi, con notevole dispendio di tempo e di energie per avere alla fine un quadro completo di tutti i recapiti cui inoltrare i messaggi in caso di necessità.

Oggi l’Amministrazione si è dotata di un sistema ulteriormente semplificato che consente di acquisire i dati occorrenti in maniera ancora più immediata, dando la possibilità agli interessati di fornire direttamente i propri dati al Comune, senza passaggi intermedi.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-22 ottobre 2014)

 

EFETTO CLESSIDRA“ 

Non c’è più tempo,

via al piano di rinascita!


“Da oltre due anni Confindustria ha denunciato in tutti i modi possibili, e quasi in solitudine, le conseguenze devastanti prodotte sulla Sardegna Centrale e sulle sue zone interne da una serie di criticità che si sovrappongono alla gravissima crisi economica.

Effetto clessidra, spopolamento, degrado infrastrutturale, solitudine delle imprese, pericoli derivanti dalle riforme in atto. Temi che abbiamo evidenziato con insistenza in numerosi convegni, conferenze stampa, interventi sui media, dossier, dibattiti pubblici, incontri con istituzioni e politici. Nuoro è la 5° provincia italiana più colpita dalla crisi.

A fronte di ciò: 

1) Stato e Regione hanno smesso di programmare interventi a favore della Sardegna Centrale e continuano a concentrare risorse e attenzioni solo verso i poli forti a nord e a sud dell’isola. È “l’effetto clessidra”: i piani di sviluppo, gli investimenti, le infrastrutture, i fondi europei vengono indirizzati prevalentemente verso poche aree regionali, lasciando agli altri territori solo le briciole. 

2) Le principali aree industriali e le aree PIP sono in un pietoso stato di degrado e incuria, prive spesso di infrastrutture e servizi essenziali. Manca il metano, a volte l’acqua e internet veloce. Strade, illuminazione, linee telefoniche e depuratori sono carenti.

Fatto 100 l’indice infrastrutture Italia, quello regionale vale 50, quello provinciale invece solo 20. 

3) Le imprese sono sole, stremate dalla recessione, paralizzate dalla burocrazia, tartassate dalle tasse, prive di infrastrutture e servizi, rese non competitive da elevati costi di energia e trasporti. Spesso nessuno le ascolta. Questa “solitudine delle imprese” incide fortemente sulla loro fiducia e sulla volontà di “resistere”. 

4) Nelle nostre zone interne, è in atto un costante processo di spopolamento, anche in termini di imprese: si stima che al 2020 il reddito delle famiglie calerà del 15% e già oggi il 70% delle imprese è insediato sulle coste. Nel 2013, in provincia di Nuoro il tasso di disoccupazione reale si attesta al 25%, quella giovanile supera il 50%. La crisi dunque non è solo economica ma anche demografica e sociale. 

5) Stato e Regione hanno in itinere pericolosi processi di riforma che comportano un irreversibile smantellamento della pubblica amministrazione e di servizi essenziali per imprese e cittadini. I tagli lineari colpiscono scuola, sanità, uffici pubblici e forze dell’ordine. A Nuoro, che perderà la Provincia, sono a rischio Prefettura, CCIAA, Questura, Tribunale e altri servizi.

Sono in forte pericolo molti presidi culturali, dall’Università all’Ailun, dal Man al museo Nivola all’ISRE, dal Trenino Verde alla Fiera del Libro a Macomer. 

6) Per effetto della crisi dell’apparato produttivo, dello smantellamento di quello pubblico e dell’effetto clessidra, i principali centri della Sardegna Centrale, Nuoro, Macomer e Siniscola, hanno perso centralità e sembrano avviati verso un inesorabile declino. 

In gioco c’è il futuro di questo Territorio che necessita di un immediato cambio di rotta e di interventi concreti. Come Confindustria, abbiamo predisposto – insieme ai Comuni, alla Provincia, ai sindacati e alle altre associazioni di categoria – un Progetto di rilancio. Perché non c’è più tempo: o si agisce subito o l’emergenza diventerà cronica.

Il Territorio unito attende la convocazione dell’incontro, chiesto ad agosto al presidente Pigliaru che abbiamo chiamato qui a Nuoro per aprire un Tavolo di confronto con la Regione.”

Il Presidente:

Roberto Bornioli

(DA: comunicato Presidente Confindustria Sardegna Centrale-30 settembre 2014)

L’amministrazione non farà pagare

l’Imu prima casa, la Tasi, l’Irpef e ridurrà la Tari

con i fondi a disposizione in cassa

«Nessun moto di piazza, nessuna rivolta nonostante la miriade di tasse imposte dal governo (Tasi, Tari, Imu) e nonostante i comuni vengano ormai delegati al compito ignobile di riscuoterle».

E’ l’amaro commento del sindaco Stefano Ruiu e degli amministratori comunali di Sedini che, vista la situazione, hanno deciso di adottare questo comportamento:

«Lo Stato e la Regione diminuiscono i trasferimenti? E noi allora diminuiamo le tasse e azzeriamo quelle nuove, perché i soldi delle tasse imposte dal governo servono di più ai nostri concittadini.

Prima delle poltrone di Roma vengono le nostre famiglie, i nostri imprenditori, i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i giovani».

E allora a Sedini zero Imu prima casa, zero Tasi, zero addizionale Irpef e in più 50.000 dalle casse comunali per diminuire la tassa dei rifiuti.

«Avremmo voluto fare di più – precisa Ruiu – ma la legge non ce lo consente. Intanto ci accontentiamo di essere uno dei paesi in cui si pagano meno tasse. La nostra amministrazione con un lavoro silenzioso e certosino è riuscita nonostante i tagli e il patto di stabilità ad evitare gli aumenti delle vecchie tasse e l’imposizione delle nuove, proprio in considerazione del momento di grave difficoltà economica che stiamo attraversando. Ci siamo chiesti – prosegue il sindaco – come avremmo potuto aiutare la nostra comunità e abbiamo studiato un metodo per far pagare meno tasse e per dare una risposta concreta alla triplice e “diabolica” tassazione Iuc (Imu, Tasi e Tari), salvaguardando l’economia delle nostre famiglie e dei nostri imprenditori e allo stesso tempo mantenendo inalterati tutti i servizi a disposizione della nostra comunità».

Nella seduta del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio si è stabilito che a Sedini non si pagherà l’Imu per la prima casa (c’e’ stato un lieve aumento per l’Imu seconde case ma nel contempo si è assimilata ad abitazione principale l’abitazione ceduta in comodato d’uso gratuito a parenti, per cui si è ampliato notevolmente il numero delle seconde case che non dovranno pagare), la Tasi è stata azzerata per un gettito complessivo di 53.000 euro aumentando il tributo alle categorie D1 e D7 (parco eolico, ripetitori Rai e telefonia mobile) e non è stata introdotta l’addizionale comunale Irpef.

Per quanto riguarda la Tari l’amministrazione anche quest’anno si è fatta carico di compartecipare con un fondo di 50.000 euro del bilancio comunale al servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.

«Solo così – ammette Ruiu – abbiamo la consapevolezza e la serenità di aver contribuito a migliorare la vita dei nostri concittadini, considerando che nella stragrande maggioranza dei comuni italiani sono costretti a pagare il salasso della Iuc».

(DA: La Nuova Sardegna-Mauro Medde-3 Agosto 2014)-foto da internet

UNA MIA NOTA:

Notizie come queste aprono il cuore alla speranza e, se pur “una rondine non fa (purtroppo) primavera” è sempre un comportamento contro tendenza in questa Italia dove questi gesti si dovrebbero moltiplicare a livello di Enti Locali.

Visto che l’amministrazione comunale di Sedini lo ha fatto e non vedo perchè questo esempio da imitare non venga raccolto in massa dalle altre amministrazioni comunali con l’obiettivo di ” diminuire le tasse e azzerare quelle nuove, perché i soldi delle tasse imposte dal governo servono di più ai nostri concittadini” come giustissimamente commenta Stefano Ruiu, sindaco del bellissimo paese di Sedini in Provincia di Sassari.

Un pauso personale a questo Sindaco e alla sua Amministrazione per questa decisione di alto valore solidale che ci restituisce intimamente e, ai suoi concittadini realmente, un pò di sollievo per il futuro.

Grazie Sig. Sindaco Ruiu e spero che questa vicenda ottenga molti proseliti presso i Suoi Colleghi.

Marco Camedda

(DA: sito istituzionale Comune di Loculi)

Testo approvato con 143 sì e 3 no

Sì definitivo dell’Aula del Senato al decreto legge che contiene le misure per il contrasto del femminicidio. Il testo è stato approvato a Palazzo Madama con 143 sì e 3 no. Lega, M5S e Sel non hanno partecipato al voto

E’ legge il dl di contrasto al femminicidio dopo il sì del Senato alla conversione in legge del decreto licenziato il 14 agosto scorso dal governo. Con una votazione a tempi record, che ha destato diversi malumori nell’opposizione così come nella maggioranza, le nuove norme sono ora pronte per essere promulgate dal presidente della Repubblica e pubblicate in Gazzetta ufficiale. L’aula di Palazzo Madama si è espressa con 143 voti favorevoli e 3 contrari.

Il decreto sul femminicidio approvato in via definitiva oggi dal Senato è quello uscito dalla Camera e lì profondamente modificato dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia.

Il provvedimento spinge sul tasto della repressione arricchendo il codice di nuove aggravanti ma amplia al contempo le misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica. Il nuovo testo, inoltre, mette in campo risorse per finanziare un Piano d`azione antiviolenza e la rete di case-rifugio.

Relazione affettiva

E` il nuovo parametro su cui tarare aggravanti e misure di prevenzione. Rilevante sotto il profilo penale è da ora in poi la relazione tra due persone a prescindere da convivenza o vincolo matrimoniale (attuale o pregresso).

Violenza assistita

Il codice si arricchisce di una nuova aggravante comune applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte. Quanto all`aggravante allo stalking commesso dal coniuge, viene meno la condizione che vi sia separazione legale o divorzio. Aggravanti specifiche, inoltre, sono previste nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge (anche separato o divorziato) o da chi sia o sia stato legato da relazione affettiva.

Querela doppio binario

Il dilemma revocabilità/irrevocabilità della querela nel reato di stalking è sciolto fissando una soglia di rischio: se si è in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile. Resta revocabile invece negli altri casi, ma la remissione può essere fatta solo in sede processuale davanti all`autorità giudiziaria, e ciò al fine di garantire (non certo di comprimere) la libera determinazione e consapevolezza della vittima.

Ammonimento

Il questore in presenza di percosse o lesioni (considerati `reati sentinella`) può ammonire il responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente da parte del prefetto. Si estende cioè alla violenza domestica una misura preventiva già prevista per lo stalking. Non sono ammesse segnalazioni anonime, ma è garantita la segretezza delle generalità del segnalante. L`ammonito deve essere informato dal questore sui centri di recupero e servizi sociali disponibili sul territorio.

Arresto obbligatorio

In caso di flagranza, l arresto sarà obbligatorio anche nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking.

Allontanamento urgente da casa

Al di fuori dell arresto obbligatorio, la polizia giudiziaria se autorizzata dal pm e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze) può applicare la misura `precautelare dell`allontanamento d`urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Braccialetto elettronico

Chi è allontanato dalla casa familiare potrà essere controllato attraverso il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici. Nel caso di atti persecutori, inoltre, sarà possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche.

Obblighi di informazione

A tutela della persona offesa scatta in sede processuale una serie di obblighi di comunicazione in linea con la direttiva europea sulla protezione delle vittime di reato. La persona offesa, ad esempio, dovrà essere informata della facoltà di nomina di un difensore e di tutto ciò che attiene alla applicazione o modifica di misure cautelari o coercitive nei confronti dell’imputato in reati di violenza alla persona.

Immigrate

In analogia a quanto già accade in attuazione di direttive europee per le vittime di tratta, il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza, lesioni, percosse, maltrattamenti in ambito domestico. Sarà sempre però necessario un parere dell`autorità giudiziaria. I maltrattanti (anche in caso di condanna non definitiva) potranno essere espulsi.

Gratuito patrocinio

A prescindere dal reddito, le vittime di stalking, maltrattamenti in famiglia e mutilazioni genitali femminili potranno essere ammesse al gratuito patrocinio.

Processi più rapidi

Nella trattazione dei processi priorità assoluta ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori

**DA: TelevideoRai.it-11 ott 2013**

IN ITALIA SONO OLTRE 12 MILIONI

Veri e propri “angeli custodi”

Sono oltre 12 milioni i nonni italiani: over65 che ‘coprono’ circa il 20% della popolazione e che, oltre al loro bagaglio di esperienza e ai legami affettivi con figli e nipoti, offrono alla società e alla famiglia un sostegno fondamentale, ancor più in tempo di crisi economica.

Recenti dati Istat parlano di anziani italiani che contribuiscono ogni anno con circa 4 miliardi di euro dalle loro pensioni per sostenere figli e nipoti. Somma alla quale bisogna aggiungere le ore di spese nell’attività’ di baby sitter. Considerando una tariffa di 7 euro all’ora, si può stimare che questo lavoro non retribuito valga circa 24 miliardi di euro.

Dati raccolti a livello nazionale, dicono infatti che il 55% delle donne che lavorano affidano i figli ai propri genitori o ai suoceri. Nella prima infanzia i nonni sono quindi di gran lunga la prima “istituzione”: l’asilo nido accoglie soltanto il 22,4 % dei bimbi.

Il successo dei nonni, secondo l’indagine è legato soltanto marginalmente a ragioni opportunistiche: le mamme affidano i figli ai nonni in primo luogo per la fiducia (50%). La comodita’ (22%) viene molto dopo, così come la convenienza economica (8,4%) o la mancanza di alternative (7,9%).

Nonni ‘angeli custodi ma troppo spesso vittime di disagio e solitudine. I dati sulla condizione sociale ed economica degli anziani raccontano queste realtà per una fetta sempre piu’ consistente di cittadini over 65. Anche a causa della crisi, il potere d’acquisto delle loro pensioni si è infatti ridotto del 30% negli ultimi anni con la conseguenza di una drastica riduzione dei consumi, difficolta’ se non impossibilità ad affrontare le spese impreviste, e tante rinunce purtroppo spesso legate alla tutela della propria salute ed alla prevenzione.

Dunque siamo il Paese europeo dove si vive più a lungo, ma di contro la qualità della vita di chi è più in là con gli anni non sembra migliorare: gli anziani sono sempre più poveri, ignorati e umiliati, ma continuano loro malgrado ad essere i maggiori finanziatori dello Stato con 37 miliardi di euro.

**DA:TelevideoRai.it-30 set 2013**

GINECOLOGI A CONGRESSO

Calano aborti e cesarei

In Italia si fanno figli sempre più tardi. L’età media delle donne al primo parto è di 32,6 anni (31,8 nel 2004). La mortalità neonatale è 2,5 per mille quella infantile 3,4 per mille, mentre nell’Unione Europa si attesta al 4,3. Diminuisce del 4,9% il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, ma nel 2011 abbiamo comunque avuto oltre 9.000 baby mamme con meno di 19 anni (erano 10.000 nel 2010).

Si riduce lievemente il ricorso al parto cesareo che passa dal 38% all’attuale 37,5%. Però ancora 38mila bambini su 540mila nascono in strutture che eseguono meno di 500 parti l’anno. E in più i ginecologi sono assillati dal contenzioso medico-legale che aumenta il ricorso alla medicina difensiva. Con la conseguenza di troppi esami prescritti spesso superflui che incrementano di 12 miliardi le spese a carico dell’interno servizio sanitario nazionale. E che porta invece a 33.700 denunce contro i camici bianchi che, nel 98,8% dei casi, finiscono in una bolla di sapone. Da ultimo, il ginecologo è una specie in via d’estinzione e nei prossimi 10 anni si rischia di avere le corsie sguarnite.

‘Di fronte a questo quadro di luci e ombre, lanciamo un appello alle Istituzioni perché sia tutelata la ginecologia italiana, un’eccellenza del nostro sistema sanitario. Dopo tanti tagli si torni a investire nella formazione di giovani medici, si dia seguito alla riorganizzazione dei punti nascita del 2010 e si giunga finalmente a una riforma del contenzioso medico-legale. L’Italia è il solo Paese dove gli errori clinici sono perseguibili penalmente”.

Con queste richieste si apre oggi a Napoli il congresso nazionale dei ginecologi italiani SIGO-AGOI-AGUI intitolato ‘L’Universo Femminile: un Infinito da Esplorare’ che riunisce fino al 9 oltre 2.000 specialisti. ”La riforma dei punti nascita del 2010 – sottolinea il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (SIGO), Nicola Surico – è rimasta in gran parte sulla carta e ancora troppi bimbi nascono in reparti materno-infantili non adeguati. La SIGO aveva applaudito a quella giusta e utile riorganizzazione. Dopo tre anni però solo una minima parte di queste strutture sanitarie è stata effettivamente chiusa. Manca (ed è mancata) la volontà politica di andare contro piccoli interessi locali. Per questo lo scorso 12 febbraio, per la prima volta nella storia, i ginecologi hanno scioperato”.

”Il 10% delle denunce contro i camici bianchi è a carico di noi ginecologi – afferma Vito Trojano, presidente dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) -. Nella stragrande maggioranza delle volte i casi di presunta malasanità si risolvono con un’archiviazione e il 62,7% delle strutture sanitarie sono prive di assicurazione per colpa grave. Una possibile soluzione è stabilire un tetto massimo dei risarcimenti come già avviene per esempio negli Stati Uniti. L’Italia è l’unico Paese al mondo (insieme, solo per certi versi, a Polonia e Messico) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente. Un’anomalia che rende sempre più difficile svolgere in tranquillità il nostro lavoro”.

E il futuro non si presenta roseo. ”Secondo le nostre previsioni nel prossimo decennio mancheranno all’appello oltre 500 specialisti – avverte Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) – è necessario che il Ministero dell’Istruzione preveda già dal prossimo anno accademico un aumento del numero di specializzandi in ginecologia ed ostetricia che, nell’aprile 2013, è stato solo di 211 nuovi studenti”.

**DA:TelevideoRai.it-6 ott 2013**

 

Quinto giorno di ricerche e

attese purtroppo vane a Orosei.

Ma nessuna resa dopo la scomparsa di Irene Cristinzio, l’ex insegnante di 64 anni, che giovedì mattina ha fatto perdere le sue tracce.

Continua il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi con volontari e forze dell’ordine ancora impegnati a battere palmo a palmo il territorio dell’intera Baronia alla ricerca anche di un minimo dettaglio utile.

Intanto i familiari, dal marito della donna ai suoi tre figli, continuano a rinnovare l’appello a chiunque possa avere notizie a mettersi in contatto con loro.

La famiglia vive comprensibilmente una situazione di angoscia confortata solo in parte dal grande affetto e dalla gigantesca mobilitazione che l’intera comunità sta mettendo in campo.

In Comune è sempre attiva l’unità di crisi coordinata dai vigili del fuoco di Nuoro che continuano, assieme ai tanti volontari, a lavorare senza sosta.

**DA: L’Unione Sarda-L.U.-16 lug 2013**

 

Non rientra a casa dopo una passeggiata

I carabinieri sono alla ricerca di Irene Cristinzio, insegnante in pensione.

È uscita ieri alle 7 meno venti, come d’abitudine, per la passeggiata mattutina. Ma ieri Irene Cristinzio, 64 anni, insegnante in pensione di Orosei, non è rientrata a casa.

Il marito Tonino Nanni e i tre figli hanno atteso inutilmente fino al pomeriggio, poi la decisione di presentare la denuncia di scomparsa alla stazione dei carabinieri. Le ricerche sono state avviate immediatamente. Fino alla tarda serata, centinaia di volontari del paese hanno setacciato la periferia e le campagne, assieme ai carabinieri, ai barracelli e ai vigili del fuoco.

Per tutta la giornata sono arrivate ai familiari diverse segnalazioni, chi aveva visto la donna all’ingresso di Orosei e chi invece sosteneva di averla incontrata in centro, alle 11. Ma fino a tarda sera, di lei nessuna traccia.

L’articolo completo su L’Unione Sarda.

 **DA: L’Unione Sarda.it-12 lug 2013**

 

Irene Cristinzio, 64 anni, moglie di un commercialista, era uscita per fare una passeggiata.

In molti l’hanno vista vicino a casa: ogni giorno faceva lo stesso percorso. Isolati i suoi due cellulari

Scomparsa nel nulla a duecento metri da casa, sì, perchè più di una persona l’ha vista a un passo dal cancello della sua villa per almeno due volte.

Ma Irene Cristinzio, 64 anni, docente di lettere in pensione, sposata con il commercialista Tonino Nanni e madre di tre figli, origini campane da anni residente ad Orosei, dalle 13 di ieri mattina è introvabile e non da notizie di sè. Tutto il paese è mobilitato nelle ricerche: a mezzanotte nove squadre hanno setacciato palmo a palmo la costa, le spiagge e le scogliere chiamandola con i megafoni, temendo il peggio.

Verso le 7 del mattino, come sua consuetudine da tempo, esce dall’abitazione in via Nuraghe 33 a due passi dal campo sportivo di Foiai, per una passeggiata nelle stradine di campagna che attraversano l’immediata periferia del paese. Indossa una maglietta bianca, pantaloni in tela dello stesso colore stretti al polpaccio, scarpe da tennis e ha due telefonini in tasca. Quelli che poi per tutta la giornata risulteranno spenti o non raggiungibili.

A Orosei tutti conoscono la “professoressa Nanni”, e infatti durante la sua passeggiata quotidiana mattutina, anche ieri viene vista, e poi la circostanza sarà confermata, da tanti testimoni. Alle 8.30 uno di questi la incontra a pochi metri da casa sua mentre sembra essere in procinto di rientrare dalla camminata. Ma Irene Cristinzio va oltre.

Alle nove il marito preoccupato del ritardo fa le prima chiamata al suo cellulare. La segreteria telefonica comunica che il numero non è raggiungibile. Poi il primo buco di quasi due ore, sino alle 11.10 quando un amico di famiglia la vede in via Muggianu non distante dalla zona periferica del Rimedio diretta nuovamente verso il centro. Segue un altro buco di circa due ore sino alle 13 quando altri due testimoni affermano con certezza di averla vista in piazza Sant’Antonio, vicino a una rivendita di frutta e verdura. Dove però Irene Cristinzio non compra niente e sembra avviarsi nuovamente a casa che da qui dista poche centinaia di metri. Ma anche stavolta la donna non rientra e questo rimane l’ultimo suo avvistamento che avviene peraltro quando già è scatta la mobilitazione di amici e parenti. Un gruppo che presto si infoltisce di tanti nuovi volontari. Sulle sue tracce si mettono infatti i carabinieri del paese i vigili del fuoco di Nuoro poi supportati anche dalle loro unità cinofile, e ancora la protezione civile, i barracelli e tantissimo cittadini. Il paese è passato a setaccio così come tutto il circondario, le pinete e le spiagge. Decine di telecamere di sorveglianza di numerosi esercizi commerciali vengono prese in visione mentre tutte le sue amiche e i conoscenti sono stati contattati. Ma la donna sembra essere stata inghiottita nel nulla.

I due cellulari continuano a suonare a vuoto e più passano le ore e più aumenta l’angoscia. «Irene avvisava anche quando faceva solo cinque minuti di ritardo» – dice il marito sconvolto sull’uscio della sua casa dove si affollano decine di persone mentre in Comune viene allestita una sorta di unità di crisi per coordinare le ricerche. Che però non danno nessun esito. I cani si dimostrano non adatti a seguire le trace nel centro abitato e fanno rientro alla base mentre invece si intensificano le ricerche porta a porta in tutte le vie le case le piazze le chiese del paese ed in ogni angolo dove la donna possa essersi smarrita. Nessuna ipotesi viene scartata a priori, da quelle più atroci a quelle più ottimistiche.

Escluso sola quella di un rapimento a scopo di estorsione: la famiglia pur benestante non sembra poter essere obiettivo dei banditi. Rimangono in piedi tutte le altre: un malore, una improvvisa amnesia o un allontanamento volontario dettato chissà da che cosa. «Mia moglie stava bene – assicura il marito – e non aveva motivo per allontanarsi senza avvisare nessuno della famiglia». Una tesi confermata da molti suoi conoscenti e soprattutto dai figli ai quali la donna è legatissima. Le indagini scattate con grande tempismo non tralasciano comunque nessuna pista. Tutte le testimonianze vengono accuratamente controllate e sembrano assolutamente attendibili.

Per due volte insomma la donna sarebbe arrivata a pochi metri da casa sua e per due volte avrebbe preso un’altra direzione. Un mistero che con il passare delle ore diventa sempre più angosciante.

Ancora a notte inoltrata gruppi di volontari e tutte le associazioni del paese continuavano a battere ogni angolo e bandire con megafoni la scomparsa della professoressa mentre davanti alla casa della scomparsa la folla continua a crescere.

Che fine ha fatto quella donna elegante e gentile con tutti? Possibile che qualcuno l’abbia prelevata contro la sua volontà e fatta sparire per chissà quale oscuro motivo? Nessuno a Orosei vuole pensare a questa ipotesi, tutti sperano in un momentaneo smarrimento della memoria, ma allo stesso tempo tutti si chiedono dove e come possa essere sparita una persona in un paese che è stato rivoltato da centinaia di controlli. Intanto cala la notte.

Orosei è andato a letto tardissimo con la speranza di risvegliarsi questa mattina con la buona notizia del ritrovamento della professoressa dal volto solare che tutti conoscono, sana e salva, e che il buco delle ore trascorse lontano da casa diventi un ricordo che puo essere cancellato in fretta.

**DA: La Nuova-Angelo Fontanesi-12 lug 2013**

(foto da internet)

Istat: solo 2500 abitanti in più nel 2012

(In Italia 59,6 mln di residenti)

I residenti sardi sono aumentati dello 0,2% (contro una media nazionale del +0,5%) portandosi al 31 dicembre dell’anno appena trascorso a 1.640.379 residenti, distribuiti in 710.828 famiglie e 844 residenze.

VECCHIO SARDO:una mia grafica (china su cartoncino) del 1983

Sono i dati contenuti nel bilancio demografico regionale pubblicato dall’Istat e relativo al 2012, da gennaio a dicembre. Rielaborato per noi dal Centro Studi L’Unione Sarda, che in un report dedicato fotografa la situazione provincia per provincia.

I DATI – Il saldo positivo è legato esclusivamente ai movimenti migratori internazionali considerato che il saldo naturale è negativo mentre è positivo il saldo migratorio estero. Questo dato indica, spiega il Centro Studi, che la nostra terra non è molto attrattiva: il tasso migratorio totale è di 3,5 nuovi iscritti nelle anagrafi comunali ogni mille abitanti, poco più della metà del valore rilevato mediamente in Italia (6,2) e se si considerano solo i movimenti migratori interni (tra regioni italiane) si osserva un tasso negativo, il che significa che sono più i sardi che si trasferiscono fuori regione degli italiani che scelgono di risiedere nell’Isola.

Anche il tasso migratorio estero seppur positivo è decisamente inferiore a quello medio nazionale, rispettivamente 1,7 per la Sardegna e 4,1 per l’Italia, mentre nel Lazio si arriva a 8,1.

I TASSI DEMOGRAFICI – I tassi demografici riferiscono, per la Sardegna, di una limitata propensione a fare figli, il tasso di natalità è infatti di 7,6 nascite ogni 1000 residenti contro una media nazionale di 9. Solo la Liguria e il Molise hanno dei tassi di natalità inferiori al nostro (7,4 nati ogni mille residenti per entrambi).

MA NELL’ISOLA SI MUORE MENO – Anche il tasso di mortalità è inferiore alla media nazionale, indice di longevità della popolazione: 9,5 decessi ogni mille abitanti, a fronte di una media italiana di 10,3.

In Trentino, Campania e Puglia il tasso di mortalità è inferiore al nostro.

**DA: L’Unione Sarda.it-25 giu 2013**

Come ho promesso ogni tanto introduco come post un commento ricevuto da parte di cari lettrici o  lettori e , in questo caso da  Annamaria  (da poco  lettrice affezionata del blog) che scrive una sua considerazione, che ho letto e riletto con piacere, sul fenomeno-piaga sociale del bullismo alimentato da  un uso negativo che ” i bulli” fanno della rete internet e…nonsolo!

Annamaria ha descritto in modo sintetico ed esaustivo come lei vede le radici e radicamento del bullismo in una analisi realistica in cui non mancano i riferimenti a dotti filosofi e scrittori del passato come Socrate, Seneca. Voltaire e De Amicis. Ma non mancano i “consigli” su come evitare che nasca o si propaghi questa piaga deleteria menzionando i ruoli di famiglia, scuola e società.

Marco Camedda

Testo integrale del Commento

“Dedico questo breve commento all’owner, Marco Camedda, che con tanto amore e dedizione, si interessa al sociale ed alla sua terra.

A proposito di bullismo e dintorni…

Bullismo “…generalizzato, frutto di una società malata alle radici, una sorta di male di vivere! Pesante eredità di…famiglia, scuola, realtà sociali, spesso dai contorni indefiniti, figlie dell’era computerizzata…Internet, il grande fratello!

In un’analisi…antropologica, psicologica, genetica e religiosa e mi piace insistere su una…distinzione tra imbecilli superficiali e imbecilli profondi: scelta ineluttabile, non esistono gli uni senza gli altri! Aggiungo pure che…la più pericolosa sorta di stupidità è spesso un’acuta intelligenza, che esce dagli schemi…difficile dunque distinguere quindi… la follia dalla pseudo pazzia, sinderesi, ovvero controllo di sé o coscienza e distinzione tra Bene e Male.

E’ dimostrato che in molti, non ne percepiscono la differenza, Bene e Male si compenetrano, diventano banalità…infatti si parla di…banalità del male! Labirinto psicologico, metamorfosi kafkiana di difficile soluzione! E si diventa vittime sacrificali…di ogni tipo di intolleranza: religiosa, politica, sociale…semplicemente umana! Nota vittima dell’intolleranza, nell’antichità, fu Socrate, accusato di educare i giovani, con massime contrarie al governo e alla religione, tanto che si diede la morte con la cicuta. Fu poi rivalutato e gli si dedicò un tempio, a ricordo di ogni forma di intolleranza! Oggi, impera la cultura della violenza verbale, politica, quotidiana…sulla strada come nella scuola, in famiglia come in televisione! Con Internet che diventa per eccellenza , se mal usato, il Cattivo Maestro!

Diventa impellente “ri-costruire” una Persona, nell’essenza e nei “fondamentali” morali, libera fisicamente, psicologicamente ed intellettualmente ed allo stesso tempo guidata da mani sagge, autorevoli, che sono…i pilastri della società: famiglia, scuola che permetteranno di entrare in una…società civile .Le pagelle di 70anni fa, non secoli, portavano una voce di valutazione.” Educazione morale, civile e fisica”. Dai fondamentali…al “senso” morale, religioso, al “senso” dell’ambiente e rispetto per la natura…che se mancano decretano il vuoto dell’anima e fallimento! Sono altresì necessari…esempi costruttivi…senza i quali si avranno solo cattivi cittadini! Riassumendo: la prima educazione avviene in famiglia con amore, rispetto, dialogo, qualche salutare ceffone e qualche castigo…persuasione e carisma…anche solo di un genitore…di questi tempi…troppi sono i figli di separati!

Stesso modus operandi prosegue nella scuola, sulle basi create in famiglia: non si può addebitare alla scuola, ciò che manca nella famiglia! Il docente deve partire, in primis, dall’amore per l’insegnamento…e per i ragazzi, un insegnante capace, saprà trasferire la sua …umanità, nel rispetto delle regole… diversamente non ci sarà nessun percorso di crescita! Semplice regola della psicologia. Altra chiave di volta…incentivare la creatività, l’ingegnosità, il talento. Non importa quale, non importa se sarà…un buon muratore o un buon chirurgo, ma avrà scelto la sua strada…secondo il suo istinto. Insegnare la tolleranza…oggi in particolare…gli allievi sono in contatto, come mai, con diverse culture, religioni …quindi possono diversificarsi, confrontarsi, farsi opinioni personali.

Anche se…Voltaire, pur avendo scritto un “Trattato sulla tolleranza”…e sono d’accordo con lui, si chiede se…la tolleranza…sia sempre cosa giusta! e, vengo alle battute finali ( finalmente…) riprendiamoci il senso….del pudore perduto e il “senso” della religiosità perduta, il senso del Bello, del Brutto…tutte queste mancanze…portano a…devianze! De Amicis scriveva… l’educazione di un popolo si giudica anche dal comportamento che un popolo usa per la strada…GRANDE…..Esopo scriveva….” Non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando a renderli tali è l’educazione dei genitori.”

E…finisco con una frase a me cara….rivolta ai docenti, di Seneca: “ Gli uomini mentre insegnano, imparano.” Ergo…insegnano al meglio!

…Annamaria

In tempo reale la percezione del movimento del feto

Anche i futuri papa’ potranno provare le sensazioni legate al ‘pancione’ e sentire il piccolo muoversi e scalciare proprio come se fosse nel loro grembo.

A renderlo possibile e’ una singolare ‘doppia cintura’ messa a punto dall’azienda produttrice di pannolini Huggies con un team di ricercatori statunitensi: la prima cintura e’ posta sulla pancia della donna ed e’ collegata alla seconda collocata, invece, sul grembo dell’uomo.

Il sistema permette di trasmettere ‘in diretta’ la percezione dei movimento del feto anche al papa’, che in questo modo puo’ immedesimarsi a pieno titolo nel ruolo di ‘mammo’.

Le cinture, spiegano gli esperti, vengono dunque indossate da entrambi i futuri genitori, permettendo all’uomo di ‘sentire’ i movimenti del bambino nel momento stesso in cui avvengono e sono percepiti dalla madre. Un video realizzato dalla stessa azienda mostra le cinture in azione: una donna incinta indossa la cintura bianca a forma di pancione ed una cintura simile e’ posta intorno alla vita dell’uomo. Le due cinture sono quindi connesse. Immediata la reazione dei papa’ ‘col pancione’: un futuro papa’ si commuove mentre sente il bambino muoversi come se fosse nel suo grembo. Un altro esclama: ”La sento muoversi, sento i suoi calci!”. Al momento, pero’, non e’ noto se le cinture saranno messe a breve in produzione.

”Sicuramente e’ uno strumento che desta molta curiosita‘ – commenta il ginecologo Claudio Giorlandino, segretario generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine – una curiosita’ che molti padri potrebbero avere. Oggi i futuri genitori hanno gia’ una forte compartecipazione di emozioni perche’ possono vedere il loro bambino attraverso l’ecografia, possono sentire il suo cuore che batte. Attraverso la visione ecografica di ultima generazione il papa’ e la mamma vedono il feto crescere, osservano le somiglianze, possono intuire l’aspetto dopo la nascita. Possono sapere molto sulla sua salute.

Questa compartecipazione di emozioni con lo strumento americano diventerebbe piu’ profonda”. Tuttavia, conclude l’esperto, ”non bisogna dimenticare che l’idea della maternita’ e’ un’idea legata alla sessualita’. E molti uomini, per un discorso di virilita’ e di paternita’, non accetterebbero di sentirsi ‘mamma’ nel termine fisico del concetto”.

**DA: Televideo.Rai.it-13 giu 2013**

SONO STATI 124 I FEMMINICIDI NEL 2012

Sempre più un “bollettino di guerra“, con donne, spesso giovani ragazze, vittime della violenza degli uomini, marito, convivente, fidanzato, amante.

Lo chiamano ”femminicidio, ma è soltanto la punta dell’iceberg: secondo i dati di Telefono Rosa, nel 2012 sono state 124, nei primi mesi del 2013 già ben oltre 10, le donne ferocemente uccise in nome di un ”amore” malato e assassino. Morti che spesso sono solo l’ultimo atto dopo anni, talvolta decenni di violenze e maltrattamenti.

I dati delle violenze sulle donne denunciate alle volontarie dell’associazione Telefono Rosa nel corso del 2012, resi noti a marzo, sono gli unici numeri che abbiamo in Italia sul fenomeno e confermano che la violenza si scatena quasi sempre tra le mura domestiche, all’interno di un rapporto affettivo o sentimentale.

L’autore è dunque il marito (48%), il convivente (12%) o l’ex (23%), un uomo tra il 35 e i 54 anni (61%), impiegato (21%), istruito (il 46% ha la licenza media superiore e il 19% la laurea). Non fa uso particolare di alcol o di droghe (63%). Insomma, un uomo ”normale’‘.

Così come normale è la vittima: una donna di età compresa fra 35 e 54 anni, con la licenza media superiore (53%) o la laurea (22%); impiegata (20%) o disoccupata (19%) o casalinga (16%), con figli (82%). La maggior parte delle violenze continuano ad avvenire in casa, all’interno di una relazione sentimentale (84%), in una famiglia ”normale”.

L’atto violento non e’ mai isolato ma è costante e continuo (81%) e non finisce con la chiusura del rapporto ma si protrae anche dopo, spesso con un atteggiamento persecutorio (stalking). La violenza fisica aumenta dal 18% al 22%, ma si accompagna sempre a violenza psicologica, minacce, violenza economica.

Sale, dal 13% al 18%, la percentuale di donne che ammettono che la debolezza le ha spinte per anni a sopportare la situazione (il 35% da uno a 5 anni, il 34% da 5 a 20 anni e il 12% per oltre 20 anni), mentre diminuisce dal 14% all’11% la convinzione di tollerare la violenza per amore.

(DA: TelvideoRai.it-4 mag 2013)

Niente di nuovo sul fronte “familiare”.

I dati annuali dell’Osservatorio del Telefono Rosa mostrano che la violenza sulle donne non diminuisce e si connota sempre più come violenza fisica. 124 le donne uccise nel 2012, vittime del femminicidio, non uccise per un raptus ma con specifiche motivazioni sostenute da una cultura di prepotenza e violenza.

Nel Rapporto “Le voci segrete della violenza”, l’associazione che da oltre 25 anni è impegnata a sostegno delle donne vittime di violenza, traccia un bilancio degli accadimenti dell’ultimo anno trascorso senza poter rilevare cambiamenti. Lo studio analizza i dati di 1562 vittime di violenza che si sono rivolte al Telefono Rosa e lo spaccato generale che emerge resta piuttosto immutato nei modi, nei luoghi e nel tempo.

E’ quasi sempre tra le mura domestiche che si consuma la violenza contro le donne e quasi sempre l’autore è considerato “un uomo normale”. E’ il marito nel 48% dei casi,il convivente per il 12%, l’ex partner per il 23%., Quest’uomo “normale “ ha tra i 35 e i 54 anni(61%), è anche istruito, diplomato(46%) o laureato(19%),, non fa uso particolare di droghe o di alcol; in genere,nel 55% dei casi, i maltrattamenti che riserva alla “sua” donna restano sconosciuti al mondo esterno(amici,parenti,colleghi), ma un dato su cui focalizzare l’attenzione è senz’altro quello relativo ai figli che, nell’82% dei casi, assistono alla violenza.

E’ la violenza assistita che, rileva Telefono Rosa, è un fenomeno ampiamente sottovalutato, perché i minori “possono avviarsi alla vita adulta con un bagaglio di problematiche comportamentali e psicologiche fino allo sviluppo di disturbi dissociativi e di personalità”.

Quando la violenza diventa espressione del quotidiano è impossibile restarne immuni. In questa “normalità” dell’orrore rientra anche la donna: è normale pure lei, ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, istruita con licenza media superiore(53%) o laurea(22%), impiegata(20%),disoccupata (19%) o casalinga (16%),con figli (82%). E proprio i figli, sottolinea lo studio, sono la principale ragione(27%) per la mancata denuncia delle violenze subite, un tentativo della madre di proteggerli, la paura di non poterli sostenere economicamente o di perderli. Gli altri motivi per cui le donne non denunciano le violenze subite, rileva il Rapporto, sono la debolezza(18%), la paura di subire altre violenze(13%), problemi economici(12%).

L’abuso si configura quindi come “fatto privato”:solo il 2% avviene per mano sconosciuta. Il paradosso è che per una donna il luogo meno sicuro è la propria casa.

E’ drammaticamente necessario attuare politiche di pre- venzione,educazione, sensibilizzazione.” Un ministero ad hoc o almeno un sottosegretariato con dedica piena alle Pari Opportunità”: è quanto chiede la presidente di Telefono Rosa Gabriella Moscatelli all’esecutivo che andrà a costituirsi sottolineando “la necessità di non abbandonare le vittime di violenza” e di attuare”politiche di tutela e di sostegno ai servizi di assistenza e presa in carico”.

DA: TelvideoRai.it-Gabriella Ramoni-(g.ramoni@rai.it)-4 mar 2013

Il Consiglio provinciale di Nuoro, riunitosi questa mattina, ha approvato all’unanimità il PLUS ( Piano Locale dei Servizi alla persona) dei distretti di Nuoro, Sorgono, Macomer e Siniscola, per il Triennio 2012 – 2014.

Dichiarazioni del Presidente della Provincia Roberto Deriu e audizione Presidente Ordine degli Avvocati Priamo Siotto.

I Plus e l’Accordo di Programma già approvati dai sindaci dei Comuni del territorio, riguardano in particolare i servizi di assistenza domiciliare (SAD) ed il servizio educativo territoriale (SET).

Tra i progetti principali nei Distretti del territorio sono previsti inoltre interventi destinati al Punto unico di accesso (PUA) e all’Unità di valutazione territoriale (UVT), ai servizi antiviolenza, ai servizi di mediazione familiare, ai progetti domotica e a quelli di inclusione sociale, oltre ai progetti e ai percorsi di miglioramento delle procedure e di ottimizzazione dell’integrazione socio sanitaria dei servizi nelle diverse aree.

La Provincia, come ente intermedio ha concorso alla programmazione locale del sistema integrato dei servizi alla persona svolgendo un ruolo di coordinamento mediante la funzione di accompagnamento, di promozione ed attivazione dei Tavoli di confronto, con interventi di formazione mirata e con il rapporto annuale sullo stato di attuazione dei Plus.

“La Provincia di Nuoro è stata la prima ad approvare questo decisivo strumento – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu – a questo proposito ringrazio tutti i Comuni dei Distretti, coordinati dall’Assessore provinciale ai Servizi Sociali Giuseppe Dessena, che hanno contribuito all’attuazione e alla programmazione condivisa del Piano”.

Durante la seduta odierna il Consiglio provinciale ha inoltre sentito in audizione il Presidente del Consiglio Ordine degli Avvocati di Nuoro, Priamo Siotto, ed ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sull’organizzazione degli uffici Giudiziari con il quale manifesta la propria contrarietà alle misure che ridisegnano la geografia giudiziaria del territorio, piena solidarietà e sostegno alle azioni di protesta portate avanti dal consiglio dell’Ordine degli avvocati del Foro di Nuoro e chiede ai candidati delle politiche 2013 del territorio di farsi carico della necessità di modificare la proposta di Riforma della re-distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari a maggiore tutela del nostro territorio provinciale.

(DA: comunicato della Provincia di Nuoro-30 gen 2013)

In Italia 8,2 milioni di poveri

Giovani disoccupati: è record

Nel 2011 le famiglie in condizioni di povertà relativa sono state l’11,1%: si tratta di 8,2 milioni di individui poveri, il 13,6% della popolazione residente. È quanto ricorda l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, aggiungendo che la povertà assoluta coinvolge il 5,2% delle famiglie, per un totale di 3,4 milioni di individui.

Guardando al 2010, fa sapere sempre l’Istat, circa il 57% delle famiglie residenti in Italia ha acquisito un reddito netto inferiore a quello medio annuo (29.786 euro, circa 2.482 euro al mese). In Sicilia si osserva la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito e il reddito medio annuo più basso (il 28,6% in meno del dato medio italiano). La disoccupazione di lunga durata, da oltre 12 mesi, ha riguardato, nel 2011, il 51,3% dei disoccupati, il livello più alto nell’ultimo decennio.

Nel 2011 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) era al 29,1%, in aumento per il quarto anno consecutivo e superiore a quello medio dell’Unione europea (21,4%).

(DA:L’Unione Sarda-23 gen 2012)

Sposi: un delicato e noto disegno di Peynet.

Rischio morte precoce raddoppiato per i single. Se state sempre a battibeccare col vostro amato consorte e lo criticate per ogni cosa che fa, vi sentirete di certo un po’ in colpa sapendo che, forse, è proprio grazie a lui o lei che giungerete alla vecchiaia.

Infatti essere single è associato a un rischio più che doppio di morire precocemente, o meglio di non superare la mezza età e non raggiungere gli anni della saggezza. Lo rivela uno studio statunitense condotto da Ilene Siegler della Duke University Medical Center presso Durham i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Behavioral Medicine.

La differenza tra single e coniugati è rilevante, tanto che secondo gli esperti lo stato civile o la ‘situazione sentimentale’ di una persona potrebbero essere presi in considerazione nel valutare i fattori di rischio di un individuo di mezza età e stimare il pericolo che muoia prematuramente. Che la vita di coppia sia un toccasana per la salute sembra testimoniato da svariati studi: per esempio una ricerca pubblicata sul Journal of Health and Social Behavior svela che divorziare fa male lasciando sugli ex coniugi effetti negativi a lungo termine, soprattutto malattie croniche come problemi di cuore o diabete.

Una ricerca condotta da Linda Gallo e Wendy Troxel presso la San Diego State University e l’Università di Pittsburgh e pubblicata sulla rivista Health Psychology mostra che le donne stanno fisicamente meglio quando vivono un matrimonio felice, hanno meno fattori di rischio cardiovascolari come colesterolo alto, sovrappeso e pressione alta.

E non è finita, una ricerca condotta dall’italiano Dario Maestripieri che lavora all’Università di Chicago, pubblicata sulla rivista Stress, svela che il matrimonio o la convivenza riducono lo stress per lui e lei; le persone in coppia producono meno ormone dello stress, il cortisolo, rispetto ai single.

Il cortisolo, specie se prodotto in quantità eccesive come in caso di stress cronico, ha molteplici effetti negativi sull’organismo. Il nuovo studio mostra qualcosa in più: la vita da single potrebbe minare la salute al punto da aumentare il rischio di non superare la mezza eta’ e morire precocemente. Gli esperti hanno tenuto sotto osservazione oltre 4800 individui per moltissimi anni vedendo quali di loro raggiungevano la vecchiaia e quali invece morivano precocemente, quando erano adulti di mezza età.

E’ emerso che i single o coloro che non erano più sposati avevano un rischio più che raddoppiato di morire precocemente, senza raggiungere la vecchiaia. Il matrimonio evidentemente garantisce un sostegno fisico e psicologico e fa guadagnare in salute. ”I nostri risultati suggeriscono che è importante porre attenzione allo stato civile di un individuo di mezza età”. I legami sociali e il grado di supporto emotivo in questa fase della vita possono, infatti, suggerire qualcosa sul suo rischio di morte prematura.

(DA: TelevideoRai.it-12 gen 2013)