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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Categoria: Primo piano

fame_01Primo calo da 15 anni: sono meno di un miliardo ma il livello è ancora troppo alto

Gli affamati nel mondo sono in calo per la prima volta da quindici anni. Dopo aver oltrepassato quota un miliardo nel 2009 (1,023 mld) sono in calo quest’anno del 9,6% a 925 milioni, livello che comunque rimane “inaccettabilmente alto”.

La stima è stata illustrata oggi dalla Fao, assieme a Ifad e Pam.

Il calo – sottolinea l’organismo Onu – è dovuto alla discesa dei prezzi alimentari dopo i picchi 2008 e alla crescita economica registrata nell’area asiatica al traino di Cina e India. Secondo la Fao, tuttavia, nonostante il quadro migliori, la fame è ancora un problema lontano dall’essere risolto e mette a rischio gli obiettivi di contrasto fissati dalla comunità internazionale, come quello del World Food Summit del ’96 che punta a far scendere a 400 milioni gli affamati nel mondo entro il 2015.

Il direttore generale della Fao Jacques Diouf sottolinea come la Regione Asia-Pacifico sia quella che conta il maggior numero di persone sottonutrite ma, grazie al calo del 12% rispetto al 2009 che la porta ad attestarsi a 578 milioni di affamati contro i precedenti 658, “é artefice in larga parte del miglioramento registrato a livello globale”.

faoNell’Asia subsahariana - nota ancora la Fao – la proporzione di persone affamate rimane altissima al 30% attestandosi a 239 milioni. Sono 53 milioni gli affamati che si registrano nell’America Latina e Caraibi, 37 milioni quelli in Nord Africa e 19 milioni quelli nei Paesi sviluppati, economie rodate che comunque non riescono a debellare il problema. I Paesi in via di sviluppo rappresentano comunque il 98% della fame nel mondo. Due terzi di quanti soffrono la fame vivono in soli sette Paesi (Bangladesh, Cina, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia e Pakistan) e oltre il 40% vive in Cina e India. Secondo la Fao le ultime statistiche rilevano che sono stati fatti progressi verso il traguardo del ‘Millennium Goal’ stabilito dalla comunità internazionale di portare al 10% la percentuale dei sottonutriti entro il 2015. Ma la meta – rileva Diuof – è ancora difficile da raggiungere (attualmente la percentuale degli affamati è al 16% rispetto al 18% di un anno fa).

Il fatto è – notano Fao, Ifad e Pam - che i Paesi poveri dimostrano scarsa capacità di assorbire le crisi economiche e le impennate delle derrate alimentari. E il recente aumento dei prezzi, dovuto alle tensioni sui cereali dopo l’estate di incendi in Russia, “nel caso persistesse creerebbe ulteriori ostacoli nella lotta alla fame”. C’é ancora molto lavoro da fare per sradicare le radici profonde della fame – conclude la Fao - I governi dovrebbero incoraggiare gli investimenti in agricoltura, sviluppare le reti di sicurezza e i programmi di assistenza sociale, e rafforzare le attività che generano reddito per i gli agricoltori poveri.

(Fonte:ANSA.it-14.sett.2010)-foto da internet

MANIFESTAZIONE DEI PASTORI SARDI (foto da internet)

MANIFESTAZIONE DEI PASTORI SARDI (foto da internet)

Pastori sul piede di guerra in piazza a Porto Rotondo con gli operai della Vinyls . Felice Floris: “Consorzio e Coldiretti devono capire che senza il Movimento ogni trattativa andrà in fumo”

Quinta missione dei pastori sardi.

Stavolta la protesta del Movimento di Felice Floris si ferma a due passi dalla residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E a combattere sullo stesso terreno di gioco ci sarà anche una delegazione degli operai della Vinyls fatti «evadere» dall’Asinara proprio da Floris che li ha voluti al suo fianco nellaisola_dei_cassintegrati mobilitazione di oggi a Porto Rotondo.

Una nuova manifestazione, una nuova disperata richiesta di aiuto ai vertici istituzionali organizzata simbolicamente vicino a Villa Certosa. Le migliaia di pastori continuano la lotta per quella che il leader del Movimento ha più volte definito senza esitazioni «una battaglia per la sopravvivenza».

Una crisi che deriva dal passato, da quando cioè i pastori investirono importanti risorse per la crescita delle proprie aziende, così come prevedeva la Comunità Europea. Fatto, questo, che significò, per gli allevatori, un onere economico di non poco conto e il conseguente indebitamento del comparto. Investire per migliorare, era la filosofia di quel progetto. Così non è stato. E alla fine, alla resa dei conti, e soprattutto con le banche e il loro fiato sul collo, la situazione è precipitata. «E ora ci ritroviamo nella crisi più nera» dicono i pastori.

Non si arrendono però.

Vanno avanti e ribadiscono, così come ha fatto Floris ieri, che la trattativa la faranno in prima persona senza mediatori. Il riferimento è alle associazioni di categoria e al Consorzio del pecorino romano: «Tutto le iniziative che stanno portando avanti in questi giorni – attacca il leader dell’Mps – fanno parte di una politica vecchia che noi rifiutiamo». Oggi Felice Floris lo dirà chiaramente ai suoi stessi pastori durante l’assemblea che precederà il corteo per le vie di Porto Rotondo: «Hanno organizzato incontri e continuano a fissare date senza averci minimamente coinvolto. Ma non hanno ancora capito che se non ci saremo noi nessuna trattativa sarà accettata e se qualcuno si tirerà indietro sarà considerato un traditore».

Floris ha voluto sottolineare che anche quella in programma oggi sarà una manifestazione pacifica e che Villa Certosa non sarà l’obiettivo del corteo.

(Fonte:La Nuova-Nadia Cossu-da rass.stampa Prov.NU)

UNA MIA NOTA:

LA MUNGITURA:foto dal sito della Regione Sardegna

LA MUNGITURA:foto dal sito della Regione Sardegna

Parlavo proprio ieri sera su questa  protesta con un mio amico pastore di un paese vicino  e mi ha citato il prezzo medio del latte a loro attualmente riconosciuto. Non vorrei aver capito male perchè la cosa mi è sembrata assurda! Ma mi è parso di capire che nel 1980 il latte veniva pagato 800 lire al litro portato poi nel 1982 a 1200 dopo una protesta collettiva. Oggi, e  ripeto che spero di aver capito male, lo si paga  a circa 0,60 centesimi di euro al litro  ovvero una cifra praticamente simile a quella del 1982. Se così fosse (ma poco fa ho telefonato all’amico che mi ha confermato tutto) solo questo basterebbe per giustificare una protesta come quella che sta attuando il Movimento Pastori di Felice Floris.

Marco Camedda

OROSEI:un incendio nel 2009 nelle campagne del paese

OROSEI:un incendio nel 2009 nelle campagne del paese (foto camedda)

Devastante incendio partito dalle scintille di una saldatrice. In pericolo migliaia di turisti

A tarda notte le braci erano ancora accese su un’area di cinquecento ettari: l’incendio scoppiato verso le 14.30 a Orgoi, a pochi metri dalla statale 125 tra Orosei e Cala Liberotto, aveva distrutto tutto nella sua corsa verso il mare, alimentata da un maestrale furioso.

Quattro Canadair, due elicotteri, decine di autobotti del Corpo forestale, dell’Ente foreste e dei vigili del fuoco provenienti da tutta la Provincia hanno cercato di limitare i danni, salvando decine di costruzioni in uno dei territori più edificati della costa oroseina. Bruciati non solo macchia mediterranea e pascoli, ma anche ginepri secolari e pini, devastate le località di su Katreathu e S’Abba Druche, lambite la pineta e le case di Fuile e Mare.

Uno scenario dantesco per migliaia di turisti residenti o in transito, impotenti, tenuti a distanza di sicurezza da un cordone di carabinieri, polizia e vigili urbani che hanno faticato non poco a regolare il traffico, a tranquillizzare chi scappava dai litorali affollati e a far sgomberare decine di case a rischio. Alcune bombole del gas custodite negli appositi ricoveri esterni sono scoppiate per il calore, ma solo questa mattina, alla luce del sole, sarà possibile fare una esatta conta dei danni.Centinaia i capi ovini e bovini salvati grazie all’intervento degli allevatori, dei barracelli e di tanti volontari.

UN CANADAIR (in unaltro incendio del 2009)  riempie l'acqua dal mare (foto Bainzu)

UN CANADAIR (in un altro incendio in Sardegna del 2009) riempie l'acqua dal mare (foto Bainzu)

Assurde, in questo contesto, appaiono le cause di tanto danno: a far partire le fiamme sono state le scintille scaturite dalla saldatrice di un fabbro che fissava una grata alla finestra di una casa di campagna. Sembrava un focherello da niente, tanto che lo stesso artigiano e alcune persone presenti in quel momento hanno pensato di poterlo spegnere con le frasche e un paio di estintori.

Ma non avevano fatto i conti con il maestrale. Quando, dietro loro stessa segnalazione, è giunto il primo elicottero dalla base di Farcana, il fronte del fuoco era già ampio diversi chilometri.

Fonte:La Nuova-a.fontanesi (da Rass.Stampa Prov.NU)

Mario Medde-segretario CISL sarda

Mario Medde-segretario CISL sarda

La denuncia della Cisl: il 46% delle donne è disoccupata«La disoccupazione giovanile in Sardegna assume connotati ben più drammatici non solo della media europea, di quella italiana ma anche rispetto a quella spagnola, che rappresenta uno dei picchi più alti con il suo 40,3%. Infatti nell’isola nella fascia di età 15/24 anni il tasso di disoccupazione giovanile supera il 42% (era al 41,94% nel 2008)». Lo sottolinea il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, nel rimarcare come «la disoccupazione femminile sia ancora più consistente superando il 46% (era al 45,83% nel 2008)».

«In Sardegna – dice Medde – il disagio giovanile e l’assenza di lavoro rappresentano la prima emergenza da affrontare con strumenti e risorse straordinari». Medde invita istituzioni e forze sociali ed economiche «a mettere in campo uno sforzo unitario in grado di contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile». Un primo segnale, afferma, «deve venire dall’assestamento di bilancio della Regione per il 2010, e in termini più consistenti dalla manovra finanziaria per il 2011 e dall’accelerazione della spesa da parte di tutte le istituzioni».

(Fonte:La Nuova)

Le forze dell’ordine: in Baronia aumenteremo i controlli e le indagini.

continua…

Dopo il record sulla Finanziaria, anche quello per la correzione più veloce a una legge appena approvata.

A due mesi esatti dal voto in Consiglio, il piano casa ritorna domattina (10.30) in commissione Urbanistica, come un’auto richiamata dalla concessionaria: serve una modifica, che è stata predisposta con un disegno di legge della Giunta, per armonizzare il provvedimento con la normativa nazionale.
IL NODO.
Dai colloqui col Governo, successivi all’approvazione del piano, sarebbero emersi alcuni punti di attrito col codice Urbani in materia paesaggistica, e con altre disposizioni.
Stanno per scadere i due mesi entro cui il Consiglio dei ministri può impugnare la legge (votata il 23 ottobre, ma pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione il 31), e non è escluso che alcuni dei nodi siano tali da determinare un ricorso alla Corte costituzionale.
Se anche si approvassero subito in commissione, le correzioni non diventeranno comunque legge prima di gennaio, quindi oltre i due mesi.
Ma di fronte all’avvio di una tempestiva revisione, il Governo potrebbe convincersi a non fare ricorso. E se anche l’impugnazione ci fosse, verrebbe facilmente revocata in caso di correzione conforme ai rilievi.
Non si tratta, del resto, di modifiche clamorose: una delle principali subordina i vari ampliamenti edilizi, previsti dal piano, «al reperimento degli spazi per parcheggi» secondo le regole generali. Un’altra riguarda invece la disciplina delle zone agricole.
BOTTA E RISPOSTA.
«È la dimostrazione di quel che dicevamo: sul piano casa la maggioranza ha fatto delle forzature inutili», osserva Gavino Manca (Pd), relatore di minoranza all’epoca dell’esame in aula della legge:«Ora la Giunta fa un passo indietro».
 
«Macché», replica il capogruppo del Pdl Mario Diana, «se ci sono aspetti che a detta del Governo creano rischi di impugnativa, è giusto correggerli.
Non abbiamo la prepotenza di Soru, che sfidava il Governo e la Corte costituzionale». In ogni caso, assicura Diana, «non ci saranno novità di sostanza al piano casa».
  (Fonte:L’Unione Sarda:GIUSEPPE MELONI)

La Regione deve modificare il «Piano casa»

approvato solo un mese e mezzo fa con l’intento di mettere in campo misure straordinarie per il sostegno dell’economia attraverso il rilancio dell’edilizia.
Una legge da modificare – ha sostenuto il Ministero per i Beni culturali – perché, così come è stata approvata è incostituzionale e il Governo Berlusconi dovrebbe impugnarla. L’essenza del problema sta nell’aggiornamento al Piano paesaggistico.
Il Piano casa, infatti, per quanto riguarda il Ppr
scalvalca il Codice Urbani sul paesaggio.
All’avviso «di errore» fatto dal ministero, la Regione ha risposto subito con una delibera della Giunta con cui si propongono modifiche e integrazioni alla legge varata il 23 ottobre scorso. http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/229936.jpg
Una correzione che, a giudizio del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e dell’assessore Gabriele Asunis, riguarderebbe aspetti puramente marginali della legge.
Una tesi, peraltro, assai contestata dall’opposizione:
«Altro che marginali, il Piano casa di Cappellacci e Asunis per ora è come se non esistesse mentre restano impregiudicati tutti i restanti aspetti di legittimità giuridica e costituzionale sollevati con responsabilità dal Procuratore della Repubblica di Oristano».
Il presidente Cappellacci sostiene, nella deliberazione, che «è stata avviata un’intensa attività di cooperazione tra amministrazione regionale e Ministero per i beni e le attività culturali per arrivare alla sottoscrizione di un protocollo di intesa istituzionale».
E spiega: «Si rende opportuno una modifica di carattere integrativo all’interno dell’articolato legislativo recentemente approvato dal Consiglio. L’integrazione da apportare all’articolo 11 consiste nel richiamo alle modalità di copianificazione tra ministero e Regione, iter procedurale da seguire nei casi di revisione e di adeguamento del piano paesaggistico».
Il presidente – è scritto nella delibera –
ritiene conveniente «per dare certezza sia agli Enti locali, sia agli operatori del settore di proporre al Consiglio regionale alcune modifiche allo scopo di definire taluni aspetti o profili delle disposizioni normative emerse a seguito della prima fase di applicazione della legge».
Dal Pd, che aveva dato battagliain Consiglio regionale con un lungo ostruzionismo, è arrivata subito la reazione: «Noi l’avevamo detto. È la prima censura al finto Piano casa».
Il capogruppo Mario Bruno accusa:
http://www.pdsardoportotorres.it/wp-content/uploads/2008/10/gian-valerio-sanna.jpg«Visto che questa Giunta e la sua maggioranza rappresentano la sintesi dell’arroganza e dell’incompetenza, ecco che si è costretti urgentemente a correre ai ripari e a correggere gli errori che sin dai lavori della commissione consiliare e poi in aula avevamo denunciato».
L’ex assessore all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che in aula si era scontrato più volte con l’assessore in carica, Asunis, spiega la portata delle correzioni da fare:
«Il testo della Giunta, nel suo primo articolo, introduce un nuovo comma all’articolo 11. Dice che le revisioni ai Piani paesaggistici avvengono in applicazione del Codice Urbani sul paesaggio.
Ma dire questo significa ammettere che, senza la preventiva intesa con il Ministero, non può essere modificato il Ppr.
Ne consegue che anche gli articoli successivi, nonchè ogni altra disposizione che modifica il Piano paesaggistico e le sue norme di salvaguardia non può essere considerata applicabile prima di una revisione legittima del Ppr».
A giudizio di Bruno e Sanna, quindi,
non ci può essere il via libera a nuove lottizzazioni, modifiche dei Piani particolareggiati dei Centri storici, superamento dei vincoli di inedificabilità totale nei trecento metri, modifica delle norme di salvaguardia nell’agro.
Ma c’è un’altra «correzione» che ha suscitato l’interesse del Centrosinistra:
«Il disegno di legge non dimentica gli incarichi e le poltrone e così all’articolo 2 viene definito lo stipendio degli esperti della non meglio identificata commissione per il paesaggio», afferma Gian Valerio Sanna, «tali esperti saranno pagati il trenta per cento di quello che percepiscono i presidenti degli enti regionali di primo livello (Sfirs, Arst, ad esempio), e inoltre, senza assumersi alcuna responsabilità, avranno diritto dalla data del loro insediamento anche del trattamento di missione e rimborso spese viaggio».
(Fonte:La Nuova-alfredo franchini)

 
L’antichissima statua del SS.Crocifisso nella Chiesa Parrocchiale di Galtellì
-nella foto piccola in alto a sinistra: Galtellì:Il Cristo del Monte Tuttavista-

E’ scontro tra governo italiano e la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sul Crocifisso in classe. La presenza del simbolo religioso nelle aule scolastiche, ha stabilito oggi la Corte nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana, costituisce «una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».

Il governo italiano ha annunciato il ricorso, il Vaticano considera «sbagliata e miope» la decisione.

Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.

continua…

È stata bocciata ieri alla Camera la mozione presentata da Antonello Soro (Pd) con la quale si chiedeva che il governo impugnasse la legge regionale sarda numero 4 sull’urbanistica. Per il deputato Salvatore Cicu del Pdl è stata ribadita così la «piena legittimità della legge regionale nel settore edilizio e per il rilancio del programma di sviluppo».
http://www.uonna.it/cicu-salvatore.jpghttp://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=729«Nessuna violazione di norme né con riferimento al codice Urbani (codice dei beni culturali del paesaggio) né rispetto ai principi costituzionali», sostiene Cicu. «La sentenza n.51 del 2006 della Corte, ha infatti previsto, richiamando l’articolo 8 del codice citato, che restano ferme i poteri attribuiti alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme di attuazione».
È evidente, ha sostenuto Cicu nel suo intervento in Aula
in risposta alla dura mozione di Soro che sosteneva l’illegittimità del piano casa, «che la Regione Sardegna dispone, nell’esercizio delle proprie competenze statutarie, in tema di edilizia e urbanistica anche del potere d’intervenire in relazione ai profili di tutela paesistico-ambientale».
Cicu ha pertanto ribadito che il legislatore regionale
si è mosso nel solco tracciato dalla Corte costituzionale.
 Il deputato Pdl ha sottolineato «che con la legge citata la Sardegna valorizza e tutela e rafforza le norme di salvaguardia del nostro territorio, delle coste, dell’ambiente in generale e nello stesso tempo punta a rilanciare un settore importante per l’economia dell’isola, da tempo sofferente, nell’ottica di un programma di sviluppo socio economico del territorio».

(Fonte:Unione Sarda)

continua…

E’ Silvio Lai il nuovo segretario regionale del Partito democratico. E’ andato oltre la metà dei voti validi: il dato provvisorio ma ormai stabile lo dava ieri sera al 52,3 per cento. I bersaniani sardi hanno così fatto l’en plein: il loro leader nazionale ha avuto nell’isola una percentuale più alta della sua media già invidiabile media.

continua…

E’ Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009.

La commissione di Oslo ha deciso di assegnare il riconoscimento al presidente
degli Stati Uniti,insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno.
La motivazione è legata agli sforzi per il dialogo mostrati dal presidente nel corso dei primi mesi del suo mandato: «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale http://blog.norway.com/wp-content/uploads/2009/03/jagland.jpg
LA MOTIVAZIONE
Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall’inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente. Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

DECISIONE ALL’UNANIMITA’

continua…

Il Palazzo della Consulta (sede della Corte Costituzionale)
Il lodo Alfano è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. E’ questa la sentenza emessa dai 15 giudici costituzionali riuniti dal pomeriggio di ieri in camera di consiglio segreta a Palazzo della Consulta per decidere sulla costituzionalità della legge che sospende i processi per le quattro alte cariche dello Stato: i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio.
La decisione della Consulta è arrivata con
nove voti a favore e sei contrari.

http://rebstein.files.wordpress.com/2009/02/costituzione-della-repubblica-italiana.jpgLa Corte Costituzionale, spiega la Consulta in una nota,

continua…

Alluvione:Marina di Orosei
Si chiamano Giampilieri, Scaletta, Briga, Santo Stefano le stazioni di questa nuova Via Crucis tutta italiana. Paesetti a sud di Messina cresciuti nel disordine urbanistico, nell’arraffa-arraffa di ogni metro quadro utile a tirar su casermoni con vista sul mare.
http://www.ecodisicilia.com/data/ecodisicilia/falcone.jpg
Alluvione a Messina
Terreni sottratti a quelle che, in gergo tecnico, si chiamano "aree di rispetto"
che poi altro non sono se non alvei di antichi torrenti. E, quando la pioggia cade giù abbondante, il fiume si riprende il suo corso distruggendo le fragili barriere create dall’uomo.
Ora, mentre vigili del fuoco, volontari e protezione civile scavano ancora nel mare di pietre e fango che ha seminato lutti e rovine, cresce la rabbia per questo ennesimo prevedibile disastro, per questo Bel Paese che si riscopre fragile e indifeso di fronte a ogni scroscio di pioggia. 
Quelle immagini che scorrono sugli schermi delle tv sono ferite che bruciano.
Perché ripetono strazi già visti e lacrime già versate. Perché nessuno crede più ai fiumi assassini e alla natura ingrata. E sempre più cresce la consapevolezza che questi lutti abbiano un solo colpevole: l’uomo. Oggi in Sicilia, ieri nelle fiumare calabresi come nelle valli del Cadore. E in Sardegna.http://www.meteoman.it/ilmeteo/editoriali/alluvione/Alluvione2.png
Nell’Isola, secondo i dati contenuti nel Pai regionale,
il  Piano per il riassetto idrogeologico, (PAI) vi sono 130 comuni sul cui territorio possono avvenire tragedie simili a quelle che hanno sconvolto il Messinese.
Si va da Capoterra, già pesantemente coinvolta nell’alluvione del 22 ottobre scorso, dove il pericolo è rappresentato da una serie di piccoli torrenti che scendono dai monti vicini, a Villagrande Strisaili che ha vissuto la stessa tragedia nel dicembre del 2004, a Muravera, Bosa, Oristano, Orosei, Assemini, dove sono i fiumi più grandi a generare allarme.
E, se l’indagine si estende ai rischi meno gravi, il numero cresce ulteriormente comprendendo i due terzi dei 377 comuni, compresi tutti i capoluoghi di provincia. Ma, se si prendono in considerazione anche i rischi di frana, si arriva all’amara considerazione che, praticamente, l’intera Isola vive sotto la spada di Damocle di una tragedia incombente.
La Sardegna, che ha conosciuto un secolo e mezzo di intensa attività mineraria 
e ha potuto contare su professionalità di altissimo livello nel campo della geologia, non ha saputo sfruttare al meglio questa risorsa indirizzandola verso il consumo del territorio piuttosto che nella prevenzione. Gli anni del grande sviluppo urbanistico e degli interventi a pioggia nel campo delle infrastrutture pubbliche sono stati caratterizzati da una grave carenza normativa che ha consentito l’occupazione massiccia delle piane alluvionali.
Orosei:Piana del Cedrino con vista di S.Maria
È chiaro che,
se si costruisce negli alvei dei fiumi e se si realizzano ponti che strozzano il corso dei torrenti, ogni acquazzone diventa un potenziale evento distruttivo.
Le piene dei fiumi non le hanno certo inventate gli uomini,
ma lungo il loro cammino, dalla montagna alla linea di costa, sono ben evidenti i terrazzamenti alluvionali che segnano in maniera indelebile questo genere di eventi e consentono di individuare le aree a rischio. Questi segnali, in passato, venivano tenuti nella debita considerazione e nessun pastore, nessun agricoltore, si azzardava a costruire il suo rifugio in un luogo che poteva essere spazzato via dopo una notte di pioggia.
Da più di cinquant’anni si è persa la memoria storica di questi eventi
che oggi vengono immancabilmente classificati come "imprevedibili" e ci si illude di prevenire l’eccezionalità innalzando muri e scavando fossati. Che, immancabilmente, vengono spazzati via.
Queste cose i geologi le spiegano da decenni ma hanno sempre incontrato scarsa attenzione tra progettisti e amministratori pubblici. Segno di un sostanziale disinteresse determinato da uno sconsolante dato di fatto: la tutela ambientale non paga in termini di voti.
Ma non bisogna pensare che la causa del dissesto idrogeologico risieda esclusivamente
nell’abusivismo e nel permissimismo urbanistico.
Per decenni si è intervenuti sul corso dei fiumi con opere mal progettate e peggio eseguite, con una micidiale perseveranza che ricorda l’accanimento terapeutico.
Il PAI si dilunga sul rischio alluvioni e, nell’indicarne le cause, colloca, al primo posto, con 337 casi accertati, l’inadeguatezza dei ponti stradali realizzati su fiumi e torrenti. Seguono la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua (198 casi), l’insufficiente sezione dell’alveo dei canali (148) e, solo al quarto posto (128 casi), l’urbanizzazione di aree di pertinenza fluviale.
È chiaro che, in caso di alluvione, sono le zone edificate quelle che pagano il tributo maggiore in termini di danni e di vite umane.
Porre rimedio a questo disastro si può.
Basta investire in prevenzione eliminando le cause del rischio. Conti alla mano, servono un miliardo e 200 milioni di euro.
Una cifra che difficilmente troverà posto nelle finanziarie prossime venture. Rassegnamoci allora a stanziare i fondi volta per volta, dopo ogni disastro.
Spendendo molto di più!
(Fonte:Unione Sarda-angelo pani)

Matteo Mureddu, a maggio, emozionato, con un filo di voce, aveva confidato alla madre: «Stai tranquilla, questa è la mia ultima missione in Afghanistan. Eppoi, tutti insieme, pensiamo al matrimonio. Con Alessandra, abbiamo deciso la data: il 13 giugno».
Alle 12.40, ora di Kabul, tutti i sogni sono stati spazzati via. Quelli del parà Matteo Mureddu, 26 anni, compiuti il 7 agosto, della madre Greca, del padre Augusto e anche di Alessandra Fiori, la fidanzata del caporalmaggiore della Folgore. Sogni dilaniati, fatti a pezzi dall’autobomba esplosa in mezzo ai due gipponi "Lince" sulla strada per l’aeroporto.
Molto lontano, troppo, dalla casa in fondo alla strada intitolata a Papa Giovanni,
ultima via di Solarussa, paese della provincia di Oristano, duemila abitanti e sulle guide turistiche conosciuta per una Vernaccia che profuma di ginepro.
Qui è nato Matteo Mureddu, in una villetta tirata su dal padre allevatore, con il soldi del latte e della lana del suo piccolo gregge.
Ma anche con gli ingaggi all’estero dei due figli militari di carriera nella Folgore, Stefano, il primogenito, e Matteo, l’ultimo nato.

«I miei due gioielli», ha detto in cucina la madre al comandante generale dell’Esercito,

continua…

Verrà collegato alla rete domani, giovedì, il più grande

parco solare fotovoltaico della Germania e il secondo al mondo.
Si tratta del progetto Lieberose,
una struttura da centosessanta milioni di euro, alle porte di Turnow-Preilack, un comune a Sud del Brandeburgo, a pochi chilometri dal confine con la Polonia.
Una volta a regime, entro la fine dell’anno, il grande parco, che si estende su un’area pari a duecentodieci campi di calcio, genererà cinquantatré megawatt di potenza attraverso i suoi cinquecentosessantamila moduli solari. Un’energia, questa, che verrà immessa direttamente nella rete elettrica del Brandeburgo per contribuire a soddisfare il fabbisogno dei circa 2,5 milioni di abitanti della regione.
Realizzato dalla tedesca Juwi e dall’americana First Solar,
il nuovo parco si trova all’interno di quello che fino all’inizio degli anni Novanta era il più grande campo di addestramento militare dell’ex Germania dell’Est (denominato appunto Lieberose), oggi di proprietà della regione.
L’intera aerea è di circa ventisettemila ettari,
di cui circa trecento sono stati concessi in leasing alla Juwi.
L’impianto, spiega la società, permetterà di risparmiare circa trentacinquemila tonnellate all’anno di emissioni di biossido di carbonio.
   (L’Osservatore Romano)   

BEIRUT – E’ una vacca la responsabile dell’ incidente che sta creando nuove polemiche fra Libano e Israele: nessuno vuole farsi carico della carcassa dell’animale precipitato qualche giorno fa in un ‘wadi’ (una piccola depressione del terreno) nei pressi di Kfar Chouba, dopo aver ‘sconfinato’ in territorio libanese alla ricerca di acqua.
La carcassa dell’animale, scrive oggi il quotidiano libanese L’Orient le jour, è ormai divenuta preda di uccelli ed animali selvatici, ma nessuno nei due Paesi ha intenzione di rimuoverla. http://incursori.files.wordpress.com/2007/06/unifil_soldier.jpg
Un problema anche per i soldati indiani dell’ Unifil , la missione Onu
schierata nel Sud del Libano, cui è affidata la responsabilità della zona: per loro, quasi tutti di religione indù, la vacca è un animale sacro che andrebbe sepolto con tutti gli onori.
Non è la prima volta che lo sconfinamento di animali da Israele è motivo di tensione fra i due Paesi.
Il Libano accusa infatti gli agricoltori israeliani di spingere deliberatamente loro animali ad abbeverarsi in territorio libanese.
Per evitare nuovi incidenti, ieri i soldati dell’Unifil hanno iniziato a erigere un recinto di filo spinato a protezione del bacino di Baathail, la principale riserva idrica delle contese colline di Kfar Shuba, territorio che Israele occupa parzialmente dal 1967.
  (fonte:ansa.it-17.08.2009)  

  OLBIA – Finora era un’ipotesi, ora c’é la certezza!  

Uno degli incendi più devastanti di giovedì scorso, in Sardegna, quello di Berchideddu, in Gallura, è stato appiccato con unhttp://www.regione.sicilia.it/Agricolturaeforeste/corpoforestale/Icone%20sebio/logo%20aquila.jpg innesco diretto sulla stradina di ingresso ad un agriturismo. Lo si apprende da fonti investigative del Corpo forestale regionale. Già nelle prossime ore ci potrebbe essere una svolta: sarebbero stati infatti raccolti "elementi indiziari determinanti a carico di alcuni soggetti" sui quali si sono concentrate le indagini. Il rapporto alla Procura di Tempio Pausania con queste prime risultanze è atteso in giornata.
Secondo quanto si è appreso ,
gli incendiari avrebbero agito in località Villa Contu, nelle campagne di Berchiddeddu, a ridosso di un’azienda di agriturismo. La tecnica usata sarebbe stata quella dell’innesco diretto: un semplice accendino per bruciare anche un solo ciuffo di sterpaglia e provocare l’inferno. Quello di giovedì in Gallura, infatti, è stato il primo di una catena di incendi che in due giorni hanno seminato morti e distruzione in gran parte della Sardegna.
Decine i paesi della provincia di Olbia-Tempio attraversati dal fuoco, turisti e residenti costretti a lasciare case, alberghi, stazzi e aziende agricole divorate dalle fiamme.http://files.splinder.com/4df2217cf9e177abb526d355db83ef6d.jpeg
Dietro tutto questo – ormai è certo –
c’é la mano dell’uomo.
Forse già in giornata si conosceranno i presunti responsabili. Gli investigatori della Forestale stanno completando gli accertamenti. Da una prima ricostruzione sembra escluso che gli incendiari – almeno in Gallura – abbiano agito disseminado la zona di inneschi a tempo: dai sopralluoghi nessun elemento sarebbe stato raccolto a supporto di questa tesi. Sembra ormai acquisita, invece, l’ipotesi dell’accensione diretta.
TREGUA NUOVI FOCOLAI, ORA BONIFICHE

Ihttp://lnx.cesvob.it/cesvob/inclusioni/salvataggi/image/protezione_civile.jpgl fuoco concede una tregua in Sardegna, mentre tutto l’apparato antincendi è impegnato nelle bonifiche dei roghi che in due giorni hanno distrutto almeno 15 mila ettari di vegetazione in tutta l’isola, provocando danni – secondo una prima stima – per 80 milioni di euro. Squadre a terra – più di 1.500 uomini tra corpo forestale, vigili del fuoco, ente foreste e volontari – stanno compiendo un lavoro certosino, battendo il territorio palmo a palmo per ‘soffocare’ ogni possibile tentativo di ripresa delle fiamme. In azione da stamane anche 8 canadair della Protezione civile, che danno un aiuto prezioso dall’alto sganciando ‘bombe’ d’acqua sulle zone oggetto di bonificare. "E’ una corsa contro il tempo – dicono dalla sala operativa del Corpo Forestale regionale - Ci sono ancora fiamme attive sparse a macchia di leopardo nel Sassarese, in Gallura e nel Logudoro". Se non si bloccano ora, c’é il rischio che il fuoco riprenda vigore favorito dal maestrale che ha sì rinfrescato l’aria, ma se rinforza diventa il nemico numero uno nella battaglia antincendi.

E per tutta la giornata di ieri le fiamme non hanno dato tregua.
La macchina dei soccorsi, 1.500 uomini sul campo, 10 canadair e gli 11 elicotteri della flotta regionale, ha dovuto lottare contro una decina di roghi contemporaneamente. Uno stillicidio continuo, con le fiamme che hanno aggirato lo schieramento in campo, in Planargia e Logudoro, dove dopo l’incendio di giovedi’ in cui hanno perso la vita due persone, la terra ha continuato a bruciare ed i diversi incendi hanno formato quasi un unico fronte di fuoco.
Situazione difficile anche nell’Oristanese:
a Monte Arci hanno operato quattro aerei della Protezione civile nazionale che stanno tentando di avere la meglio sui roghi che hanno lambito il centro abitato di Usellus, dove sono state fatte evacuare alcune abitazioni. Nuovi focolai sono sorti nel sud Sardegna, alle porte del capoluogo, ed in particolare a Dolianova, (impegnati due canadair in un grande rogo che viene ora tenuto a freno) ed a Decimomannu, dove l’incendio è stato domato. Nella mattinata e primo pomeriggio gli uomini del Corpo Forestale regionale, dell’ente Foreste, dei Vigili del Fuoco ed i volontari hanno dovuto, invece, lottare contro le fiamme che da ieri devastavano la Gallura, a Loiri, Porto San Paolo ed alle porte di Olbia.
Complessivamente secondo una prima stima dei danni l
a superficie percorsa dal fuoco supera i 15 mila ettari, mentre la Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria per chiedere al Governo lo stato di calamità, ha quantificato sommariamente i primi danni in 80 milioni di euro. Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che domani sarà a Pozzomaggiore e Mores per i funerali delle due vittime, ha rivolto un pensiero ai familiari dei due allevatori morti ed ai proprietari delle aziende che hanno subito ingenti danni, "perdendo tutto quello che avevano costruito in una vita di lavoro".
 Per i primi interventi sulle emergenze agricole e zootecniche
(sul campo sta già operando l’unità di crisi coordinata dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato) la Giunta ha previsto un emendamento al collegato alla Finanziaria, in discussione in Consiglio regionale, per stanziare 3 milioni di euro per fornire mangimi e foraggi che consentano alle aziende agrozootecniche non distrutte di proseguire subito l’attività.
Anche il presidente del Consiglio dei Ministri,
Silvio Berlusconi si è detto "preoccupato"
della situazione in Sardegna e per alcune ore è circolata la voce che il premier avrebbe potuto giungere nell’Isola per partecipare alle esequie di domani. Intanto, mentre da più parti si chiedono interventi eccezionali (come l’ergastolo per i piromani) per sconfiggere questa "piaga – come l’ha definita Cappellacci - che la Sardegna si trascina dietro da tempo immemorabile", scoppia l’ennesima polemica sui soccorsi. Il Capo Dipartimento della protezione Civile Nazionale, Guido Bertolaso, ha denunciato la mancanza di coordinamento nelle attività di spegnimento degli incendi nell’Isola ed il ritardo nella richiesta di soccorso aereo da parte della sala operativa regionale. Un’accusa respinta con fermezza dallo stesso presidente Cappellacci: "lotta impari contro condizioni meteo proibitive".
(Fonte parziale:Ansa.it)

Niente da fare, non c’é posto per Beppe Grillo nel Partito Democratico e tanto meno nella corsa congressuale.
Il Pd fa muro, con una ruvidezza insolita,al comico http://www.ciclostile.it/images/Partito_Democratico_Simbolo.jpggenovese:
con le armi delle regole gli blocca il tentativo di iscrizione, primo passo per partecipare al congresso; con quelle della politica gli alza un muro sul refrain che "il Pd non è un tram, ma una cosa seria". Gli unici a schierarsi a suo sostegno sono gli outsider Mario Adinolfi e Ignazio Marino, che d’altra parte, come il comico genovese, fanno degli attacchi alla nomenklatura un ingrediente delle loro candidature. 
Dopo l’annuncio della discesa in campo, in tarda mattinata Grillo si presenta al circolo del Pd di Arzachena, dove è in vacanza. Determinato a non farsi fregare dalle regole, chiede la tessera del Pd.
"Poi se troveranno che il terzo comma, del quarto paragrafo bis… 
ne pagheranno le conseguenze", http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200907images/grillo01G.jpgscherza, minaccioso, alludendo agli ostacoli normativi che il Pd potrebbe opporgli. E, come previsto, il niet all’iscrizione arriva prima da Roma, poi dal segretario del circolo sardo, che rifiuta la tessera perché l’attore non è residente in Sardegna. E infine dalla Commissione di garanzia per la Sardegna. 
Ma lui, a sera, insiste: "Prendo atto che il Pd è un partito democratico… che io sono cattivo e non mi vogliono. Ma andremo avanti lo stesso, faremo qualcosa di diverso. Vediamo chi sono loro, chi rappresentano quelli che non mi vogliono".
Ma il Pd è pronto a impugnare le sue regole anche se il comico tornasse a Genova per iscriversi.
Lo Statuto, già croce per i Democratici al punto che Franco Marini lo ha definito scritto "da Stranamore", vieta l’iscrizione a chi fa già parte di un altro partito.
Ed è proprio a guida delle sue liste civiche che Grillo ha cavalcato nell’ultimo anno l’antipolitica ai danni del Pd, che ora fa reagire i big del partito per fermare la corsa di Grillo. Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, come era successo sabato dopo l’attacco di Ignazio Marino sulla questione morale aperta con l’arresto di Luca Bianchini, si ritrovano sulla stessa sponda contro il comico.
"Non siamo preoccupati dalla boutade di Grillo. http://risklover.files.wordpress.com/2009/05/beppe_grillo.jpg
La politica è una cosa seria e ad un partito ci si iscrive se ci si riconosce", picchia duro Piero Fassino negando rumors di timori secondo i quali, se Grillo riuscisse ad arrivare alle primarie, toglierebbe a Franceschini parte di quella platea della società civile sulla quale il segretario punta per vincere.
"Non siamo un autobus sul quale si sale per farsi un giretto.
Con grande rispetto per tutti sono per un partito che si faccia rispettare", è il no di Bersani. Anche se poi il coordinatore della sua mozione Filippo Penati coglie la vicenda per tornare a polemizzare "contro regole contraddittorie e confuse che lasciano il campo aperto a candidature ‘fai da te’". Nella sua sfida-provocazione, Grillo ha un alleato interno e uno esterno.
Il chirurgo-candidato Ignazio Marino, che oggi da Napoli ha ingaggiato uno scontro con il partito accusando di tesseramento gonfiato, sostiene che "a priori nessuno può essere escluso".
E da fuori lo incoraggia il leader Idv Antonio Di Pietro,
compagno di battaglie e manifestazioni. Un sostegno che nel Pd fa sospettare che l’ex pm sia "il mandante" del comico, armato per agitare le acque già poco tranquille del Pd.
(Fonte:Ansa.it-13.07.2009)

Nucleare e non solo. Il ddl sviluppo approvato questa mattina alla Camera in terza lettura contiene le regole per tornare a costruire in Italia centrali nucleari ma anche numerose riforme che vanno dalla class action alle assicurazioni, dai contributi all’editoria alla lotta alla contraffazione.

Il testo torna ora al Senato per la quarta e, auspicano in molti, ultima lettura.
NUCLEARE:
Il governo avrà la delega per decidere quali tecnologie scegliere, i criteri per l’individuazione dei siti delle future centrali e le compensazioni alle popolazioni che ospiteranno sul loro territorio gli impianti.
AGENZIA PER LA SICUREZZA NUCLEARE:
Sarà costituita l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Dovrà dettare le regole tecniche, controllare e autorizzare tutto il ciclo, compreso lo smaltimento delle scorie.
GAS: Eliminata la proroga dei tetti antitrust alla vendita di gas dal 2010 al 2015. Resta il tetto del 61% fino a tutto il prossimo anno.
PETROLIO:Aumentate le royalties dal 7% al 10%, a partire dal primo gennaio 2009, sull’estrazione di idrocarburi in Italia. I maggiori introiti saranno finalizzati alla riduzione del prezzo dei carburanti nelle regioni interessate. Previste anche norme autorizzative più snelle per i giacimenti italiani, compresa l’area dell’Alto Adriatico. Confermato l’obbligo per i gestori delle stazioni di servizio che riforniscono gli autotrasportatori di comunicare i prezzi dei carburanti al Mse.
EDITORIA E ROBIN TAX:L’addizionale Ires sulle compagnie petrolifere aumenta dal 5,5% al 6,5%. Le risorse saranno destinate per coprire il ripristino del fondo per l’editoria con 140 milioni divisi nel biennio 2009-2010.
CLASS ACTION: Introdotta una nuova disciplina che varrà solo dal momento dell’entrata in vigore della legge. Nessuna possibilità dunque per i risparmiatori coinvolti nei crac finanziari degli ultimi anni di ricorrere all’azione risarcitoria collettiva, poichè è stata esclusa la retroattività. L’entrata in vigore della prima normativa in materia, targata governo Prodi, è stata fatta slittare continuamente in attesa del via libera definitivo del ddl sviluppo. Il decreto legge varato dall’esecutivo la settimana scorsa ne sposta ulteriormente l’applicazione al primo gennaio 2010.
CONTRAFFAZIONE:Sarà sanzionato (sia pecuniariamente con una multa massima di 50mila euro e una pena fino a 6 mesi di carcere) chi trae profitto dalla violazione delle norme sul diritto d’autore.
ASSICURAZIONI POLIENNALI:Sono in arrivo polizze poliennali per l’Rca auto. In cambio di uno sconto, l’assicurato dovrà restare fedele alla compagnia per 5 anni o pagherà una penalità.
FERROVIE PRIVATE: Le licenze per il servizio ferroviario passeggeri saranno rilasciate solo a imprese italiane o con sede in un Paese legato da vincolo di reciprocità.
RETI D’IMPRESA:Le imprese che si metteranno in rete potranno godere delle stesse agevolazioni dei distretti industriali.
IN PENSIONE VECCHIE LAMPADINE E FRIGORIFERI:Grazie a due emendamenti del Pd, spariranno progressivamente dal mercato le lampadine a incandescenza e i frigoriferi di classe inferiore alla A.
     (fonte: Il SecoloXIX.it)     

Il Piano Casa sardo vedrà la luce entro la prossima settimana. Ma la sorpresa arriva dagli aggiornamenti al PPR: Cappellacci: "Intendiamo ripristinare la certezza del diritto dove norme scorrette hanno creato grossi problemi di interpretazione"
Sono parole del presidente Cappellacci
che fa riferimento a decine di cantieri bloccati dalla precedente Giunta nelle città e lungo le coste e al conseguente grave danno causato al sistema economico. «Meccanismi come l’intesa di programma, che la Regione utilizzava per autorizzare interventi anche nelle zone off limits , saranno eliminati».
IL GOVERNATORE

Per il presidente Ugo Cappellacci servono «regole chiare che garantiscano equità e certezza di diritto», perché «il sistema non ha bisogno di valutazioni di principio». Quindi svela le strategie sulla pianificazione generale: «In prospettiva», aggiunge il governatore, «va rivisitata la legge quadro urbanistica».http://foto.officecasa.com/12402/immobili/50956251.jpg
Le scadenze più immediate sono gli adeguamenti per abbattere le criticità del Piano paesaggistico, con la garanzia che «non ci saranno più problemi di interpretazione su ciò che si può fare e su ciò che è vietato, situazione che ha creato un grave danno al sistema economico», e il Piano casa. 
Su questo fronte, la Regione ha deciso di chiudere la partita: «La prossima settimana il piano strategico di riqualificazione della Sardegna sarà portato al confronto delle forze politiche di maggioranza». La presentazione in Consiglio «potrebbe avvenire entro luglio».
Ieri sera, durante l’assemblea provinciale della Confindustria, Cappellacci ha ribadito che «il disegno di legge regionale ha le stesse potenzialità del Piano casa proposto dal presidente Berlusconi e sarà formulato sulla base del contributo che abbiamo fornito durante i lavori della conferenza Stato-Regioni». La filosofia portante «sarà il rilancio economico nel rispetto dell’ambiente».
IL CONFRONTO

Il timore che il Piano casa potesse essere condizionato dall’eventuale conferma dei vincoli nel Piano paesaggistico nei giorni scorsi ha scatenato le reazioni un po’ di tutti i settori economici.
Proprio ieri i vertici di Confindustria sarda hanno chiesto «l’immediata attuazione del Piano casa».
E la filosofia deve ricalcare quella della proposta di legge nazionale,
presentata dal deputato Mauro Pili e sottoscritta da 140 parlamentari del Pdl, soprattutto sul versante del risparmio energetico e sulla qualità degli interventi.
Da Massimo Putzu, leader degli industriali, arriva un invito alla Giunta regionale: «Serve un atto di coraggio, una decisione forte da assumere immediatamente: il programma di riqualificazione deve essere recepito nel collegato alla Finanziaria».
L’INCONTROhttp://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=647

In mattinata, a Cagliari, Mauro Pili ha esposto le linee generali del programma ai vertici degli industriali, ricevendo attestazioni di sostanziale accoglimento. «L’interesse di Confindustria sarda per il piano strategico nazionale è fondamentale», ha detto l’ex presidente della Regione.
«Dobbiamo mettere a punto anche in Sardegna una proposta moderna e innovativa che possa realizzare un vero e proprio piano di rinascita fondato sullo sviluppo economico e sull’efficienza energetica e ambientale, che consenta di riqualificare l’intero patrimonio edilizio sardo.
Dopo cinque anni di carestia occorre volare alto
per recuperare il tempo perso». Al vertice era presente anche il deputato del Pdl Settimo Nizzi, che ha ribadito agli industriali il suo pensiero sul programma strategico di riqualificazione: «È un’opportunità unica, che la Sardegna non può farsi sfuggire».
Sulle novità del Ppr, ha aggiunto,
«bisogna scardinare le intese di programma, non era il massimo che la Giunta regionale decidesse su tutto, saltando i Comuni. Dobbiamo fare in modo che, nella nuova filosofia, non ci siano più distinzioni tra bianchi e neri».
   (Fonte:L’Unione Sarda)   
…Cosa ne pensate?

Fini: «Immorale respingere i clandestini senza controlli». «È assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino.
La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana»,
ha poi affermato il presidente della Camera in un forum a El Mundo.Per Fini, «un rigoroso controllo nazionale deve esserci per la sussistenza dei requisiti per chiedere asilo.
Tuttavia sarebbe immorale dire subito:“sei clandestino, ti rimando al tuo Paese”. Sarebbe in alcuni casi come condannare quella persona a morte».
Il presidente della Camera osserva inoltre che anche per i clandestini «vale il principio base della nostra cultura occidentale: sono prima uomini e poi immigrati».
Parlando di immigrazione, il presidente della Camera spiega: «In Italia nelle nostre case è impensabile trovare una italiana che assista gli anziani o che lavori come cameriera.
Questo fatto oggettivo rende indispensabile una politica di immigrazione che si basi si due pilastri: aiutare i Paesi di partenza a progredire da una parte, e dall’altra cercare di assorbire con parità di diritti e doveri tutti quegli stranieri disponibili o costretti a lasciare le proprie patrie e di cui abbiamo drammaticamente bisogno. È anche nel nostro interesse».
Fini poi sottolinea: «È necessario distinguere tra l’immigrazione regolare e quella clandestina;
tuttavia, anche per gli irregolari vale il principio base della nostra cultura occidentale. Sono prima uomini e poi immigrati». A tal proposito cita la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza.
«Non è accettabile – puntualizza – che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. Investire oggi sulle politiche per l’immigrazione significa avere un vantaggio domani rispetto a quella che si annuncia come una invasione biblica».
   (Fonte:Il Messaggero.it)   

Lo chiamano EFFETTO VERONICA. Il vento ha cominciato a soffiare forte la sera di martedì, nel rush finale di chiusura delle liste del Pdl, ancora prima che fosse resa pubblica la dura protesta della signora Lario contro il "ciarpame senza pudore" di alcune candidature femminili.

Il presidente del Consiglio,
a Varsavia per il congresso del Ppe, informato preventivamente della tempesta in arrivo ha chiesto subito di essere messo in contatto con Gianni Letta e Nicolò Ghedini.
In quei drammatici minuti,
sul filo tra Roma e Varsavia, un rapido consulto ha prodotto la decisione inevitabile: rinunciare alle euroveline. La telefonata decisiva alle 22.20 a via dell’Umiltà, il premier in viva voce con i tre coordinatori La Russa, Bondi e Verdini:
"E va bene, bloccate tutto. Togliete quei nomi,
sostituitele e poi mandatemi le liste per l’ok definitivo".
http://www.sdamy.com/images/silvio-e-veronica.jpg
Liste sbianchettate dunque? Denis Verdini, lasciando Montecitorio, nega tutto: "Il bianchetto – scherza – me lo metto sulle unghie, anche dei piedi. Ma sulle liste non l’abbiamo usato perché non ce n’era bisogno".
Oggi comunque Silvio Berlusconi sarà a Milano (è saltato dunque, fa sapere l’entourage di Gianfranco Fini, il consueto pranzo con il premier) e forse, dopo due giorni di comunicazioni interrotte, e potrebbe avere un chiarimento faccia a faccia con la moglie.
Eppure, al di fuori del refrain ufficiale contro la stampa gossippara, dentro in Pdl sono in molti a confessare che le veline c’erano eccome. E a ringraziare Veronica per lo scampato pericolo.
In fondo erano giorni che dal territorio salivano fino a via dell’Umiltà i mugugni dalla base, dalle varie regioni, soprattutto gente di An, peones, per quei nomi catapultati senza alcuna esperienza dal mondo dello spettacolo alla rappresentanza europea.
"Quando ho visto la lettera di Veronica
- confida una deputata in vista del Pdl – ho capito che ce l’avevamo fatta". Insomma, non tutto il male viene per nuocere. Ridendo sotto i baffi, Ignazio La Russa non resiste alla tentazione della battuta, non sapendo di essere ascoltato da un giornalista: "Noi tre coordinatori abbiamo lavorato bene, ma c’è una che ha lavorato meglio di noi". Chi se non Veronica?

 

Non sapeva ancora che Veronica Lario era pronta a lanciare il suo secondo grande attacco.

(Fonte: Repubblica.it del 29 aprile)

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 IL RETROSCENA 
(29.04.2009)
Veronica Lario: "Le veline candidate? "Ciarpame senza pudore per il potere"http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/04/29/VERO--140x180.JPG
La moglie del premier attacca dopo l’articolo su "Fare Futuro""Io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione"
 "Ciarpame senza pudore".
Il vaso si è colmato di nuovo e Veronica Lario esplode come già fece alla fine di gennaio di due anni fa con la famosa lettera a Repubblica. Questa volta, la moglie del premier attacca sull’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee.
Questa volta, Veronica Lario ha deciso di mettere per iscritto in una mail – in risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo – il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee.
"Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire".
Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica,
alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: "Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile".
"In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio

- la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito.
Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti".
"Qualcuno – osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere".
La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni:
"Che cosa ne penso? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato".
Berlusconi: "Candidature inventate".http://www.ilgiornalista.unisa.it/sezioni/IIbiennio_Economia/Febbraio2009/Berlusconi1.jpg
E proprio poche ore prima, lo stesso premier era intervenuto da Varsavia sul tema sollevato da "Fare Futuro". Berlusconi definisce "deludenti" le polemiche sulle "soubrette" nelle liste del Pdl: "Le candidature che ho letto sui giornali sono quasi tutte inventate.
E’ veramente assurdo - continua – che se una persona ha una o due lauree e conosce due o tre lingue, per il solo motivo che sia stato in tv o abbia fatto cose nell’informazione o nello spettacolo sia da considerarsi preclusa per quanto riguarda la politica".
Il premier si lamenta delle critiche:
"Si dice sempre che si vuole il 50 per cento di donne. Poi quando vai a prendere candidate, che non ho scelto io, e che vengono a fare un corso, per il semplice motivo che hanno un aspetto gradevole si polemizza.È Una delusione totale. Escludo comunque che ci sia qualche candidata che non sia stata attiva in An o in Forza Italia". Berlusconi ‘sponsorizza’ però uno dei nomi usciti sulla stampa. "Sono supporter di Lara Comi, è bravissima".
Non sapeva ancora che Veronica Lario era pronta a lanciare il suo secondo grande attacco.
(Fonte: La Repubblica.it)

Le parole che fanno più male: «Un terremo­to così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto». Le pronuncia Franco Barberi, presidente della Commissione grandi ri­schi.
Poco prima il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialen­te, ha lanciato il suo allarme:
«Qui sono cadute anche le ca­se nuove».
E allora Barberi passa all’attacco: «Se è vero che anche edifici che avrebbe­ro dovuto essere costruiti in base alle normative antisismi­che hanno subito danni irra­gionevoli — spiega —, allora si pone il problema del con­trollo della qualità delle co­struzioni.
In particolare per le strutture pubbliche e strategi­che: ospedali, scuole, edifici del governo». E invece: l’ospe­dale, un presidio che non do­vrebbe solo restare in piedi ma anche funzionare in emer­genza, è stato evacuato e di­chiarato inagibile.
La Casa del­lo Studente, costruita a metà degli anni Sessanta è crollata. Come l’hotel «Duca degli Abruzzi», che non era in un palazzo di pietra antica ed è collassato, si è accartocciato su se stesso. O la chiesa di Tempera, a sette chilometri dall’Aquila, che era un edifi­cio moderno.
E i tanti palazzi dei quartieri periferici, case da edilizia popolare, non abi­tazioni vecchie di secoli: con i muri crepati, gli androni in marmo sventrati.

Insomma, a L’Aquila non sono crollate sol­tanto

continua…

 

continua…

Il bilancio ufficioso delle vittime del sisma della scorsa notte è ancora fermo a 27; la macchina dei soccorsi si sta faticosamente mettendo in moto, anche per le particolari caratteristiche del territorio.

continua…

Ma poi lo definisce "simpatico, allegro e gioviale". ll siparietto ripreso dalle telecamere. Il Cavaliere, finiti gli scatti di gruppo, chiama a voce alta il presidente usa Barack Obama. La regina si volta e allarga le braccia per nulla divertita.

continua…

Dopo il  via libera dei governatori, l’accordo è stato approvato dalla Conferenza Unificata e poi illustrato in Cdm. Entro 10 giorni l’esecutivo emanerà un decreto legge contenente norme sulla semplificzione delle procedure amministrative per quanto riguarda le competenze dello stato.

continua…

Renato Soru non si arrende. Dopo la sconfitta elettorale riparte con una nuova associazione politica, Sardegna democratica, e lavorerà per un «Pd davvero sardo». Novità anche nel centrodestra: il Pdl ha eletto all’unanimità capogruppo Mario Diana, area An.
In una lettera pubblicata nel suo sito
Renato Soru ha ribadito la sua scelta di restare in politica e ha annunciato per sabato poeriggio a Sanluri la nascita della sua nuova associazione. In poche ore centinaia di email di adesione.
Soru ha innanzitutto confermato il ritorno nel consiglio di amministrazione di Tiscali: «Per dare il mio contributo al rilancio e alla messa in sicurezza della società». http://3.bp.blogspot.com/_zuw0PPoVExE/SW0f48EEunI/AAAAAAAABio/Lswk_c3BqSQ/s400/Renato+Soru.jpg
Proprio ieri, assieme all’amministratore delegato Mario Rosso, Soru ha fatto visita a Intesa Sanpaolo, a Milano. Tiscali ha in corso con le banche finanziatrici, e in particolare con Intesa Sanpaolo, trattative per rinegoziare il debito. Nessun commento sullo stato delle trattative.
Con la sua lettera nel suo sito Renato Soru ha quindi fugato il dubbio, che stando alle email era diffuso, che potesse decidere di ritirarsi dalla politica.
«Sardegna democratica», ha scritto nel sito, «sarà la testimonianza che negli uomini e nelle donne del centrosinistra c’è una profonda e irriducibile volontà di non perdersi nel momento di difficoltà e di superare questa fase di smarrimento a partire dalle migliori energie e intelligenze della nostra isola».
A scanso di equivoci,
l’ex governatore ha scritto che «continuerò l’impegno nella costruzione di un vero Partito democratico sardo», un partito che come prima istanza ha «la difesa del suo irripetibile ambiente, da noi tutelato perché unica ricchezza di cui disponiamo per costruire opportunità di lavoro e di benessere».
Nel sottolineare la conferma dell’impegno istituzionale in Consiglio regionale, Soru ha indicato anche la linea da seguire: «E’ necessario radicare nella società sarda e in tutti i territori il progetto di cambiamento avviato in questi ultimi cinque anni, per un rinnovamento della politica nelle diverse forme di partecipazione, discussione, formazione e selezione della futura classe dirigente».
Quanto all’iniziativa di sabato, l’ex presidente della Regione rileva che nella recente campagna elettorale è emersa («in maniera persino sorprendente») la volontà di partecipare di tanti giovani, di tante persone «finora distanti dalla politica perché non motivati dagli attuali modelli e assetti dei partiti, ma assolutamente disponibili a impegnarsi nel dibattito, nella necessità di difendere l’idea di una Sardegna dei diritti e delle responsabilità, totalmente alternativa a quella di Berlusconi e della sua maggioranza nella nostra regione.
E’ il momento – ha concluso - di organizzare queste energie e questa appassionata volontà di partecipazione. Con diversi amici abbiamo deciso di proporvi la costituzione di un’associazione che chiameremo Sardegna democratica, attraverso la quale organizzare i nostri incontri, la discussione, il lavoro di approfondimento delle nostre proposte, la vigilanza attiva e il controllo democratico dell’attività di governo della destra».
Intanto ieri sera il neonato gruppo del Pdl
(la fusione di Forza Italia, An e Fortza Paris) ha eletto presidente Mario Diana, di area An. Il voto, nonostante i contrasti e le tensioni politiche interne, è stato unanime.
Nell’ufficio di presidenza del gruppo, Diana sarà affiancato da Pietro Pittalis (vicepresidente vicario), Simona De Francisci (vicepresidente) e Angelo Stochino (segretario).

Tutti attorno al tavolo, simulazione di una riunione tipo. Il clima è da primo giorno di scuola, quando la classe è nuova e l’emozione contrae i sorrisi. Ugo Cappellacci esordisce «Questa è una squadra giovane, seria e agguerrita», mentre flash e telecamere bersagliano la sala Giunta di viale Trento.
Undici assessori per un’azione di governo da inventare in fretta,
«perché la Sardegna ha bisogno di noi».

VICEPRESIDENTE(?)-PROGRAMMAZIONE-INDUSTRIA-BILANCIO-: Giorgio La Spisa – anima di Forza Italia – sembra a suo agio nei panni da superassessore: avrà la delega alla Programmazione, all’Industria e al Bilancio e sarà con tutta probabilità il vicepresidente della Regione («chissà», glissa sorridendo Cappellacci).

SANITA: L’altro politico in pista – sempre del Pdl ma versante An – è Antonello Liori : cardiologo, lascia il posto in Consiglio (è alla quarta legislatura consecutiva) per arrivare sulla poltrona della Sanità dopo gli anni dei contrasti con Nerina Dirindin. «Il mio obiettivo? Cancellare le liste d’attesa. Ci sarà da rimboccarsi le maniche».
URBANISTICA E ENTI LOCALI: Il fronte dei tecnici è guidato da Gabriele Asunis , assessore all’Urbanistica, agli Enti locali e alla Finanze. Non è la sua prima volta: nel 2003, negli ultimi mesi della Giunta Masala aveva avuto quasi le stesse deleghe (Urbanistica e Enti locali), quando al Bilancio c’era Cappellacci. «Non sono né di destra né di sinistra, la tutela del paesaggio non ha colore».
AFFARI GENERALI:Il poker rosa vede in prima fila Ketty Corona agli Affari generali, proprio sulla stessa poltrona che fu trent’anni fa (dal ’77 al 79′) del padre Armandino: «Ma questa è una storia completamente diversa, la Sardegna è diversa. Non posso fare paragoni con mio padre. Di sicuro nell’Isola il tema delle riforme è primario. Poi sarà fondamentale valorizzare le professionalità della Regione».
CULTURA:c’è Maria Lucia Baire . Ingegnere, nel suo curriculum c’è l’organizzazione della visita a Cagliari di Benedetto XVI. «Mi occuperò di istruzione, credo di avere un occhio privilegiato. Svolgo la libera professione ma sono anche un’insegnante precaria».
LAVORO:La terza donna in Giunta è Maria Valeria Serra , direttore amministrativo dell’autorità portuale di Cagliari. Suo l’assessorato al Lavoro: «Sarà un impegno gravoso, non ci vuole molto per capirlo. La crisi nell’Isola è drammatica».
TRASPORTI:Chiude il quartetto femminile Liliana Lorettu , docente universitario, vicina all’Udc. Si occuperà di Trasporti: «Questa è una bella squadra, c’è grande determinazione».
AGRICOLTURA: è Andrea Prato , manager del polo caprino di Villagrande. Tra i suoi piani c’è quello di preparare una base operativa a Oristano «per una linea di decentramento nel territorio.
Angelo Carta , ex sindaco di Dorgali (espressione del Psd’Az), guiderà i Lavori Pubblici («Sono un amministratore, è una sfida importante»).
TURISMO: Sebastiano Sannitu. Sindaco di Berchidda con i Riformatori, non lascerà il posto da primo cittadino: «Il turismo sardo ha bisogno di una grande campagna di immagine e del confronto con gli operatori che conoscono il mercato».
AMBIENTE: Emilio Simeone , ex manager dell’Asl 7, area Udc: «So di guidare un assessorato importante, voglio calarmi subito nel mio nuovo ruolo».
(fonte: Unione Sarda)

Bilancio positivo del vertice che si è tenuto nel Municipio cui hanno preso parte il sindaco Gino Derosas, il comitato cittadino capeggiato dal presidente Florido Saba, Gian Mario Meloni, presidente e Antonio Madau direttore del Consorzio bonifiche Sardegna centrale e l’assessore provinciale all’Agricoltura Franca Carroni. Diversi gli argomenti affrontati, quali la pulizia dei canali, la viabilità rurale e l’assetto idrogeologico. 

Per quanto concerne i lavori di pulizia e manutenzione dei corsi d’acqua dovrebbero essere eseguiti appena questi si svuoteranno naturalmente.
Principalmente sono tre i canali su cui si effettuerà l’opera di depurazione e mantenimento: quello che attraversa il paese fino alla Marina di Orosei, quello che si trova in località Foiai e giunge fino a Su Petrosu e infine quello che parte dalla statale 125 e arriva fino alla Chiesa Santa Maria del Mare.
Per quanto concerne altri canali, come quello che si trova nella zona di Conculas che attualmente non rientra negli imminenti piani di pulizia e manutenzione provinciale a causa di carenze nei finanziamenti, verrà ripulito ugualmente grazie alla disponibilità garantita dal Consorzio bonifica della Sardegna centrale i cui lavori dovrebbero cominciare da lunedì prossimo.
Si è parlato anche dell’inefficienza di alcune strutture realizzate sempre dal Consorzio per regolare il regime dell’acqua.
Il problema riguarda in particolare la camera di manovra creata sotto il ponte Santa Maria che attraversa Ala Noa, anche per questa si assumeranno iniziative per rendere funzionale il sistema.
(fonte:Unione Sarda-Foto mie)