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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: referendum

Il Servizio Elettorale del Comune di Nuoro informa che dal 16 maggio c.a. sono in pagamento, presso tutte le sedi del Banco di Sardegna, gli onorari ai componenti uffici elettorali di sezione (Presidenti, Scrutatori e Segretari), relativi ai Referendum Popolari Regionali del 6 maggio 2012.

(Da: comunicato del Comune di Nuoro- 15 maggio 2012)

Il futuro dell’Isola in mano ai sardi

Il 6 maggio, con un’unica convocazione degli elettori, si svolgeranno i 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali. I cittadini saranno protagonisti di importanti decisioni come la diminuzione del numero dei consiglieri regionali. L’obiettivo è di raggiungere il quorum del 33%.

Con Decreto n. 18 del 20.02.2012 il Presidente della Regione e successivo Decreto di revoca n. 9/E del 10.03.2012 ha fissato la data di svolgimento dei 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali con i seguenti quesiti:

Referendum n. 1:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.

Referendum n. 2:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 3:

Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.

Referendum n. 4:

Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.

Referendum n. 5:

Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.

Referendum n. 6:

Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.

Referendum n. 7:

Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.

Referendum n. 8:

Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.

Referendum n. 9:

Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.

Referendum n. 10:

Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”.

Documenti e normativa

- Pubblicazione n. 2 – Calendario delle operazioni elettorali [file.pdf]

- Decreto n. 18 del 20.02.2012

- Decreto di revoca n. 9/E del 10.03.2012

Elettori sardi residenti all’estero

Gli elettori sardi residenti all’estero iscritti all’Aire possono usufruire dei contributi per la partecipazione al voto. Occorre rivolgersi al comune presso il quale si è votato.

I comuni possono rivolgersi all’Assessorato degli Affari generali, personale e riforma della Regione – Direzione generale degli affari generali e della società dell’informazione – Servizio affari generali, bilancio e supporti direzionali – via Posada s.n. – 09122 Cagliari.

Agevolazioni per gli elettori sardi residenti all’estero

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONSULTARE IL

SITO  DELLA REGIONE SARDEGNA

(Da: L’Unione Sarda- 1 maggio 2012)

L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro in collaborazione con la cooperativa Progetto Uomo, in occasione dei Referendum Popolari Regionali del 06 maggio 2012 organizza in favore degli anziani e dei portatori di handicap, il servizio di trasporto disabili da e per i seggi elettorali con i seguenti orari:

DOMENICA 06 MAGGIO 2012 DALLE ORE 7.00 ALLE 22.00

Per poter usufruire del servizio occorre prenotare :

Fino a Sabato 05/05/ 2012 dalle ore 12.00 alle ore 20.00 al seguente numero telefonico 0784/30343.

Domenica 06/05/2012 dalle ore 7.00 alle 22.00 al seguente numero telefonico 3298108100.

Si precisa, inoltre, che gli elettori disabili possono votare in qualsiasi seggio della citta’ ad eccezione dei seggi n. 26 e 27 (scuola media di Via Tolmino).

Si comunica inoltre che i certificati medici, per gli elettori fisicamente impediti, verranno rilasciati negli ambulatorio del A.S.L. di Nuoro via Trieste 80 secondo i seguenti orari:

-Giovedì 03 maggio 2012 dalle ore 8.00 alle ore 11.00

-Venerdì 04 maggio 2012 dalle ore 8.00 alle ore 11.00

-Domenica 06 maggio 2012 dalle ore 9.00 alle ore 11.00

(Da: comunicato comune di Nuoro del 2 maggio 2012)

 

 

Al via da domani la campagna per i dieci referendum regionali che vedranno i sardi alle urne il 10 giugno prossimo.

Si riunisce infatti a Cagliari, al Caesar’s hotel, il Movimento referendario per organizzare il primo Comitato che si occuperà di coordinare la campagna elettorale in tutta l’Isola.

I quesiti proposti riguardano l’abolizione delle Province, la riscrittura dello Statuto sardo da parte di una Costituente, l’elezione diretta del Presidente della Regione, l’abolizione dei consigli di amministrazione degli Enti, la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali. Trasversale il Movimento che ha raccolto le firme a sostegno del referendum, con sindaci, amministratori locali, partiti, associazioni e semplici cittadini impegnati nei vari centri della Sardegna. Tra i più attivi i Riformatori. Ieri, in occasione del coordinamento regionale svoltosi a Oristano, il coordinatore Michele Cossa ha ribadito che il partito “si impegnerà a fondo nella campagna elettorale: si tratta di una grande occasione – ha spiegato – per cambiare davvero la Sardegna”.

(Da:L’Unione Sarda- 26 feb 2012)

Il presidente della Regione ha firmato il decreto. I sardi saranno chiamati alle urne il 10 giugno per esprimere il loro parere sui dieci quesiti referendari

 Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha firmato questa mattina il decreto per l’indizione dei 10 referendum regionali, fissando la data del voto per il prossimo 10 giugno.

I sardi si recheranno alle urne per i quesiti riguardanti: abolizione delle Province, la riscrittura dello Statuto sardo da parte di una Costituente, l’elezione diretta del presidente della Regione, abolizione consigli amministrazione enti, riduzione a 50 dei consiglieri regionali.

 Ecco i dieci quesiti referendari:

 1 – Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”-la nuova

 2 – Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?

 3 – Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul Buras n. 11 del 9 aprile 1999) contenente La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?

 4 – Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?

5 – Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?

6 – Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?

 7 – Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?

8 – Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della la legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?

9 – Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?

10-Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?

(Da:La Nuova-18 feb 2012)

Acqua, nucleare e legittimo impedimento:

48_referendumPercentuali pressoché identiche per tutti e quattro i quesiti: il 57% degli elettori italiani è andato alle urne. Torna il quorum dopo 16 anni.

Il quorum è stato raggiunto: il 57% degli elettori italiani è andato alle urne per rispondere ai quattro quesiti referendari. Quando lo scrutinio ha oramai superato i due terzi delle sezioni, inoltre, i sì si attestano attorno al 95% per tutti i quesiti.

Sul versante affluenza, i dati definitivi trasmessi dal Viminale indicano percentuali pressoché identiche per tutti i referendum: per i quesiti sull’acqua pubblica ha votato infatti il 57,02% mentre sull’energia nucleare i votanti sono stati il 56,99% e per il legittimo impedimento il 56,98%. Questi dati si riferiscono agli 8.092 comuni italiani mentre non è stata ancora comunicata la percentuale di affluenza alle urne relativa alle 1.279 sezioni per gli italiani residenti all’estero.

Ma il dato complessivo del 57% dei votanti rende comunque ininfluente il dato sull’affluenza alle urne all’estero, in quanto il quorum è ampiamente superato. L’ultimo che aveva superato il ’50%+1′ risaliva al 1995.

Entrando nel particolare dei dati, il quorum è stato superato in tutte le venti regioni italiane: il dato nazionale del 57% si articola infatti in percentuali di affluenza alle urne tutte comunque superiori alla metà degli elettori. Il dato più alto si è registrato in Trentino-Alto Adige con il 64,6% mentre il più basso si è avuto in Calabria con il 50,4.

Sul fronte delle città, sono otto le province italiane in cui non è stato raggiunto il quorum della metà più uno degli elettori per i quattro quesiti: sette si trovano al Sud e una sola al Nord. Il dato percentuale più basso di votanti si è registrato nella provincia di Crotone con il 45,1%. Seguono in ordine crescente Vibo Valentia con il 46,7%, Sondrio con il 48,6, Trapani con il 48,7, Reggio Calabria con il 49,3 e Catania e Caltanissetta con il 49,9%. Tutte città in cui il quorum è stato sfiorato ma non raggiunto.

Ed è Reggio Emilia la provincia dove gli elettori sono corsi in maggior numero alle urne facendo registrare il 68,5% di votanti.

(Da: Adnkronos/Ign-13 GIU 2011)-foto da internet

roberto-deriu-2-sì-per-l'acquaLe due schede su gestione e tariffe.

Deriu: «Deve restare pubblica»

Un voto per decidere la gestione del sistema idrico e la remunerazione del capitale investito nel sistema. Questi i due quesiti a cui i cittadini dovranno rispondere domenica e lunedì con il voto sul cosiddetto “referendum sull’acqua”.

QUESITI

Con un primo quesito, infatti, agli italiani si chiede l’abrogazione dell’intero articolo 23 bis della legge Ronchi (la numero 133 del 2008, relativo ai “Servizi pubblici locali di rilevanza economica”, poi modificato da successive normative). In poche parole viene messa in discussione la legge che sta per essere approvata, in linea con quanto stabilito dalle regole europee, che prevede la privatizzazione della gestione. L’eventuale vittoria del sì, però, non sarebbe un ritorno al sistema totalmente pubblico: farebbe decadere le Autorità d’ambito dall’obbligo di affidare i servizi idrici in concessione ad aziende pubbliche e private,cosa oggi prevista.Ciò che sarebbe pubblico, in caso di vittoria, è il soggetto titolare della gestione.

Con il secondo quesito, invece, si interviene sulla composizione della tariffa, chiedendo l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo 152 del 2006 nella parte in cui prevede l’adeguata remunerazione del capitale investito dal gestore. Fatto che per i promotori del referendum farebbe lievitare la tariffa. In pratica, si chiede di non premiare con un rendimento, chi investe denaro nelle infrastrutture idriche.

IL MOVIMENTO SARDO

Da sempre contraria alla privatizzazione della gestione del sistema idrico è stata l’associazione sarda “Liberiamo l’acqua”. Il presidente onorario, nonché presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, ribadisce il suo no al cambio di gestione e quindi voterà “sì.

roberto deriu«Il servizio pubblico è migliore perché il gestore privato deve fare profitto e lo può fare solo con tariffe alte e servizi poco costosi, e quindi con una qualità inferiore rispetto a quanto richiede questo tipo di servizio». Per Deriu, solo il pubblico può dare una garanzia al diritto dei cittadini ad avere l’acqua e ad averla a un prezzo equo. «Ma noi andiamo oltre», aggiunge, «Chiediamo che la gestione dell’acqua rimanga totalmente pubblica e anche che sia il più vicino possibile al cittadino e quindi in mano degli enti locali e non della Regione». Altra questione è l’ambito, oggi unico per tutta la Sardegna. «Dev’essere adeguato alle esigenze del territorio e dei cittadini, è necessario un ragionamento scientifico su quale sia il migliore in termini di grandezza».

(Da:L’Unione Sarda-Annalisa Bernardini-8 giu 2011)

adesivo--si-per-fermare-il-L’appello per il “sì” contro il nucleare

di partiti e associazioni: alle urne il 12 e 13 giugno

Un appello ai sardi per confermare nel referendum del 12 e 13 giugno la propria contrarietà al nucleare.

Lo ha lanciato il comitato regionale sardo “Vota sì per fermare il nucleare” che ieri ha diffuso il suo programma di mobilitazione, al centro una campagna informativa sul referendum con postazioni e manifestazioni in numerosi centri dell’Isola.

Al comitato sardo, emanazione di quello nazionale, hanno aderito ottanta sigle fra partiti, associazioni e sindacati tra i quali Idv, Pd, Irs, Verdi, Cgil, Acli, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf e Comitato “Si No Nucle”.

VERSO IL QUORUM «Dopo il risultato del referendum contro il nucleare», ha detto la portavoce del comitato Carla Maria Migoni, «è necessario rafforzare la scelta condivisa da circa il 97 per cento degli elettori sardi votando sì al referendum nazionale e contribuendo al raggiungimento del quorum dei votanti. Da questo voto dipenderanno le scelte energetiche del governo e il blocco del nucleare per i prossimi anni». «Il Governo finge la ritirata – sostengono gli antinuclearisti – e prepara il ritorno all’atomo. Non facciamoci fregare, loro vogliono solo sospenderlo mentre noi vogliamo cancellarlo». «L’Italia dei valori ha raccolto le firme per tre referendum, tra cui quello per il nucleare», hanno detto i dirigenti del partito, «ma oggi il referendum è di tutti e dei diversi comitati e questo deve essere un impulso alla partecipazione al voto». Dai partiti l’invito ad andare a votare «qualunque sia l’opinione anche se noi consigliamo di votare sì».

GLI AMBIENTALISTI Stefano Ciafani (Legambiente) pensa che «sia necessario informare I cittadini che possono dare all’Italia un futuro energetico senza il nucleare». Il comitato contro il nucleare ha messo in piedi un fitto programma d’informazione in molti Comuni dell’Isola.La campagna referendaria si chiuderà con una manifestazione il 10 giugno a Sassari, Olbia, Nuoro e Cagliari.

(Da:L’Unione Sarda-4 giu 2011)-manifesto da internet

roberto-deriu-2-sì-per-l'acqua

Il presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, promotore del movimento che ha portato alla nascita della associazione «Liberiamo l’Acqua», ha inviato un appello perché si vada a votare per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua.

Dobbiamo votare due volte Sì – scrive Deriu – perché attraverso i referendum, grazie all’Acqua pubblica, cioè con il mantenimento della gestione dell’acqua in mano pubblica, compiremo la prima tappa verso un sistema di gestione dei servizi idrici più vantaggioso per tutti. Continueremo poi la nostra battaglia perché si arrivi in tempi brevi alla legge regionale che permetta agli enti locali di tornare protagonisti nelle politiche di indirizzo per la gestione dell’acqua, realizzando così l’Acqua vicina, e perché si arrivi finalmente ad una gestione ottimale, cioè – conclude il presidente della Provincia di Nuoro – assolutamente meno costosa”.

(Da:La Nuova- 4 giu 2011)

no-nucleareESITO A SORPRESA

Forse neppure i promotori si

aspettavano numeri così elevati

A Oristano il record dei Sì. Valanga di voti contro le centrali atomiche e i depositi di scorie nell’Isola.

Affluenza a livelli record: sfiorato il 60 per cento Meglio del previsto. Il referendum sul nucleare doveva essere un voto netto contro le centrali in Sardegna: è diventato un plebiscito, oltre 800mila Sì alla richiesta di bandire per sempre dalla Sardegna l’energia atomica. Un’ondata di voti, uno tsunami senza vittime: a differenza di quello giapponese, che ha mandato in crisi la centrale di Fukushima rinfocolando nel mondo l’incubo nucleare.

I NUMERI Una sorpresa persino per i promotori del referendum. Il quorum del 33 per cento, soglia minima per la validità formale della consultazione, era stato centrato già domenica sera. Ma il dato finale dell’affluenza sfiora addirittura il 60% (59,49). Mai visto nei referendum regionali, spesso fermi sotto il 30 se non sotto il 20. L’abbinamento con le elezioni amministrative ha aiutato, ma i dati rivelano che il quorum sarebbe stato centrato comunque: nei Comuni in cui non si è votato per il sindaco (circa i tre quarti del totale) l’affluenza non scende mai sotto il 33% e nel complesso supera il 45.

Più prevedibile il trionfo dei Sì tra i voti espressi: il 97,14%, contro appena il 2,86 dei No (per come era formulato il quesito era necessario barrare il Sì per esprimersi contro il nucleare). Quando restavano da scrutinare appena 8 delle 1.820 sezioni elettorali dell’Isola, il conteggio dei Sì aveva già toccato quota 843.103: più di un sardo su due, contando anche i neonati. Per dare un’idea del peso politico di una simile cifra, basti pensare che Ugo Cappellacci, nel 2009, è stato eletto con 502mila voti. Renato Soru, cinque anni prima, con 487mila.

IL SENSO POLITICO Numeri così schiaccianti danno molta più forza a un pronunciamento che, va ricordato, ha un valore puramente politico. Si trattava di un referendum consultivo: i sardi hanno espresso solo un parere, privo di effetti giuridici. Neppure lo tsunami dei Sì venuto fuori dalle urne può impedire, in linea di principio, che il governo nazionale decida un domani di collocare in Sardegna una centrale nucleare o un deposito di scorie. Ma la portata dell’esito referendario rende molto più difficile, per qualsiasi governo, un simile atto di forza.

Che vincessero i Sì era scontato: ma una partecipazione tiepida, magari appena oltre il quorum del 33%, avrebbe tolto molto peso al voto. Invece questi 850mila Sì rappresentano una vera e propria ribellione popolare contro il nucleare nell’Isola.

I RECORD Tra le otto Province, quella più antinuclearista è Oristano (98,17% di Sì), forse perché si diceva che proprio lì il governo meditasse di collocare una centrale. All’altro estremo c’è il Sulcis: 95,89. Sempre nell’Oristanese, in alcuni piccoli centri non è stato registrato neppure un No: Mogorella, Simala, Soddì.

L’affluenza più alta in assoluto è a Barrali (87,3%), dove però si votava anche per le Comunali. Tra i centri che non andavano al voto il record è a Lodine (65,8), ottimi risultati tra gli altri anche a San Gavino Monreale (62), Gavoi (63,7), Thiesi (61,8). Bassa invece l’affluenza a Orune (33,5), Sindia (33,6), Semestene (34,1). Oristano è anche il capoluogo con la partecipazione più alta (58,8) tra quelli che non votavano per le Comunali, seguita da Nuoro (58,5).

(Da:Unione Sarda-Giuseppe Meloni- 17 mag 2011)

referendum sul nucleareConsultazione su nucleare e elezioni in 97 Comuni

Sono 1.479.570 i sardi chiamati al voto per il referendum consultivo regionale sul nucleare domani e lunedi’ 16 maggio.

referendum_nucleare_votasiPer per dire no alle centrali e allo stoccaggio delle scorie radioattive nell’Isola, i sardi dovranno rispondere si al quesito ”Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate e preesistenti?.

Si vota anche per l’elezione del sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale in 97 Comuni, tra cui cinque capoluoghi di provincia: Cagliari, Iglesias, Carbonia, Olbia e Villacidro.

(Da:ANSA.it- 14 mag 2011)