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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: Argomenti vari

Nel mio archivio fotografico, che in questo periodo di convalescenza  a casa stavo riordinando, ho ritrovato queste foto in bianco e nero che avevo scattato nel 1981 a Loculi e che pensavo fossero andate smarrite. Rappresentano antichi edifici allora in degrado e oggi sapientemente restaurati e recuperati di cui le prime due foto si riferiscono a una casa privata  e la terza, come descritto nella didascalia della quarta foto, destinata oggi a un museo comunale ” Sa domo de sas artes e de sos mestieris” che è vanto, non solo del paese di Loculi, ma di tutta la cultura della Baronia-Valle del Cedrino.loculi-3

loculi-2

loculi-1

Loculi.-Sa-domo-de-sas-arte

Loculi:Il fabbricato della foto precedente è diventato la bella sede del Museo "Sa-domo de sas artes e de sos mestieris" dove sono esposte le foto in bianco e nero di Carlo Bavagnoli (noto fotografo negli anni sessanta del giornale l'Espresso) sull'antica Loculi

Marco Camedda

 ARTE E PROFUMOS
DE SAPORE ANTICU

In Orosei,in sa minor’edade,
haia in donni gurg’una pastura
uve,pàsculos varios de cultura,
chin rajchinas in s’antichidade,
mustrain chimas de rara calidade
in s’arte e in sos sapores de natura.

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1997:Acrilico su cartoncino  dim. 70x 50
 carboncino e pennerello acrilico su c artoncino: dim 21×30.
Feci questo ritratto
a questo anziano sardo, che non so chi sia,
 da una foto che mi capitò fra le mani
 data mi da non mi ricordo chi .
 Dovrebbe essere uno di Orosei.
Una bella figura, altera, dal sorriso accattivante
 se pur accennato, lo sguardo fiero e attento
 come tutti i nostri vecchi sardi
abituati una vita a lottare coltivando i campi,
allevano gli animali nel pascolo
partendo presto tutte le mattine con nella bisaccia
su "pane carasatu"e un pezzo di formaggio
che sarebbe bastato per tutto il giorno
 fino al ritorno in paese  a sera inoltrata 
quasi notte nelle sere d’inverno
dove lo attendeva la moglie
con la cena già pronta e i figli già grandetti
che lo adoravano.
"Curre, curre, este torratu babbu dae su quile"
e gli saltavano addosso felici di abbracciarlo
e ad ognuno di loro regalava uno zufolo
(su pippiolu)  fatto con la canna.
E loro rimanevano tutta la sera suonandolo
 come se fossero al settimo cielo.
E lui sorrideva orgoglioso e felice.
marco camedda

 

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IL COMITATO DI QUARTIERE DI GOLLAI

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IL COMITATO DI QUARTIERE DI GOLLAI

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 Antonello Cosseddu  nella sua ultima arrampicata:

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