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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Categoria: On the road

DUE BARCHE NEL MARE.

Il mare è piatto,

leggermente increspato

da una leggera brezza,

frastagliato di luce da un sole

che sta per tramontare

e vuole lasciare nell’acqua

i suoi cristalli splendenti.

Che man mano si spegneranno

cedendo spazio alla penombra

e poi al buio della notte.

Rotto dalle tenui luci di terra.

Nel mare due barche

si lasciano cullare

in un leggero rollio

dalla tenue brezza.

Sembra giochino tra loro

scostandosi ed incontrandosi,

pavoneggiandosi ,

mostrando le loro sponde,

quasi civettuole creature

consce di essere osservate.

Quardarle mi rasserena

e mi diverte fotografarle

come fossero modelle.

E mentre dondolano

sembrano appagate

di tanta ammirazione!

Marco Camedda

Regole di comportamento dei ciclisti

nella circolazione stradale

Il Codice della Strada, all’art 182 prevede, tra le altre disposizioni, che i ciclisti debbano:

- procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro;…

- transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento;…

**DA: sito ACI Novara (stralcio)**

UNA MIA NOTA:

Cari Amici cicloturisti,

Innanzitutto… Benvenuti sulle nostre strade e…ovviamente…nella nostra bella Sardegna che spero frequentiate sempre più numerosi e spesso!  Ma, mi permetto di riportare uno stralcio di alcune norme del Codice della Strada che… in diversi casi ( ma ad essere sinceri ho notato sempre più frequentemente) non viene rispettato da alcuni spensierati gruppi amatoriali (vedi foto sopra) creando disagio e potenziale pericolo a chi circola con l’auto e… credo francamente… anche a Voi stessi.

Mi sono permesso di ricordare queste regole  con evidente sincerità ma, amando il ciclismo, evidenzio che questa mia bonaria puntualizzazione non è rivolta a chi  le norme del Codice della strada le rispetta.

Con simpatia e augurandoVi …Buone vacanze,

Marco Camedda

Forma strana di roccia a due passi dalla strada.

Sembra un incrocio fra una conchiglia e un formichiere

(con qualche accenno di elefante).

Sicuramente un’opera d’arte della ineguagliabile natura.

(una mia foto del 2007 scattata nelle campagne di Benetutti).

Cari saluti

Marco Camedda

Castello-di-Pontes-magie-e-

Ogni estate, 7 milioni di oggetti persi in spiaggia

IN SPIAGGIA: (un mio quadro 2,80x2,80 dipinto su tela)

IN SPIAGGIA: (un mio dipinto dim. 2,80x2,80 acrilico su tela)

Portamonete (74%), occhiali (62%) e gioielli (57%), per un totale di 7 milioni di euro, ecco il valore degli oggetti che i bagnanti smarriscono piu’ spesso sulle spiagge di tutta Italia durante la vacanza al mare.

E’ quanto risulta da uno studio promosso dalla rivista Vdg Magazine, in uscita in questi giorni, che ha intervistato 200 bagnini e responsabili di lidi su cio’ che il popolo dei vacanzieri perde in spiaggia.

I periodi in cui si registrano maggiormente gli smarrimenti sono i mesi caldi dell’estate, a cavallo dei mesi di luglio e agosto (27%) e per tutto il mese di agosto (31%), quando cioe’ i lidi sono presi d’assalto da milioni di vacanzieri. Per 1 intervistato su 3 il momento piu’ a rischio e’ la mattina, e tra le categorie che piu’ denunciano smarrimenti, bagnini e gestori di stabilimenti indicano mamme (27%), anziani (24%) e anche i single dai trent’anni in su, sia maschi sia femmine (17%).

Non mancano neppure le richieste piu’ assurde che suscitano tra gli addetti ai lavori disorientamento, come la perdita di sandali (29%) e computer (21%), o di dentiere cadute fra i lettini (8%). Quotidianamente 4 intervistati su 10 dichiarano di ricevere almeno 4 segnalazioni da parte di bagnanti che a volte sono esasperati (24%), e altre fanno del vittimismo (21%) o scaricano la colpa sugli altri (28%). Cosi’ fra le giustificazioni il 39% da’ la colpa al partner o ai figli mentre per il 24% se la prende col personale, a loro dire poco attento a quello che accade in spiaggia. Tra le spiagge d’Italia che sono diventate miniere d’oro nascoste ci sono al primo posto quelle della Riviera Romagnola (34%), seguite dalla Versilia (19%) e dalla Costa Smeralda (17%).

Per 1 intervistato su 3 (31%) agosto e’ il periodo dell’estate in cui i vacanzieri smarriscono maggiormente gli effetti personali mentre percentuali piu’ basse si riscontrano a fine giugno (12%), luglio (19%) e fine agosto-inizi di settembre (10%).

Tra i momenti piu’ a rischio troviamo la mattina (31%), cioe’ quando si arriva in spiaggia e ci si spoglia, il classico temporale estivo (25%), cioe’ quando arriva un acquazzone improvviso per il quale tutti fuggono via e, ovviamente, la sera (24%), quando arriva il momento di raccogliere le cose e si raccatta tutto sotto l’ombrellone.

in spiaggia1Ma quali sono gli oggetti piu’ smarriti dai vacanzieri distratti? Al primo posto c’e’ il classico portafoglio (74%), seguono poi gli occhiali (62%), gioielli (57%), ma anche telefonini (42%) e chiavi di casa o della macchina (49%ni). In totale, la stima dei beni persi sfiora i 7 milioni di euro ogni estate.

Secondo gli intervistati, tra le categorie che piu’ “denunciano” il singolare smarrimento ci sono mamme (27%), alla prese con il recupero degli effetti personali di tutta la famiglia, gli anziani (24%) e anche i single dai trent’anni in su, sia maschi sia femmine (17%), che dimostrano di avere poca accortezza nel custodire e sistemare le proprie cose.

Il 42% degli intervistati dichiara di ricevere quotidianamente almeno 4 “denuncie di smarrimento”, mentre addirittura il 17% ha ammesso che si e’ trovato piu’ di 6 volte a fare i conti con vacanzieri stizziti per aver perso qualcosa. E non mancano richieste che rasentano l’assurdo.

Quasi 1 intervistato su 3 (29%) afferma di essersi sentito reclamare i sandali, il 21% il computer, il 17% ha dovuto improvvisare una caccia al materassino d’acqua, mentre addirittura il 14% ha dovuto fare i conti con mamme distratte che non riuscivano a trovare piu’ il figlio. Non mancano anche richieste di simpatici anziani che si lamentavano di aver smarrito la dentiera (8%), ipotizzando che fosse caduta tra i lettini.

Ma in quali casi i vacanzieri denunciano lo smarrimento? Per 8 intervistati su 10 (82%), la richiesta parte nel momento in cui si perdono oggetti di valore, dai 20 euro in su. Il 46% afferma invece che riceve lamentele quando l’oggetto in questione e’ strettamente necessario, e se nel 34% dei casi vengono denunciati oggetti che pur di poco valore economico hanno un alto valore affettivo, il 18% sottolinea che gli italiani denunciano solo quando non riescono a trovare da se’ quello che hanno perso, dovendo cosi’ ammettere la loro sbadataggine.

Cosi’ tra gli atteggiamenti e i comportamenti al momento della richiesta al bagnino, tra gli italiani a vincere sono lo “scarica-barile” sugli altri (28%) mentre il 24% afferma di rapportarsi con gente disperata o che fa del vittimismo (21%), e solo l’11% si ritrova di fronte a persone che ammettono la loro distrazione.

Ma quali sono invece le giustificazioni piu’ comuni? Quasi 4 intervistati su 10 (39%) afferma che il richiedente si giustifica dicendo che del raccattare le cose doveva occuparsene un’altra persona (marito/moglie/figli). E se il 24% sente addirittura lamentele nei confronti del personale, solo per il 21% i vacanzieri ammettono di non essersene effettivamente accorti.

E tra le zone d’Italia diventate autentiche miniere sepolte, al primo posto si trova la Riviera Romagnola (34%), seguita dalla Versilia (19%), dalla Costa Smeralda (17%), l’Isola d’Elba (14%) e infine le Cinque Terre (13%).

(Da:Televideo.Rai.it)-foto da internet

ferrari-testarossaIl Ferrari club Milano, organizza il “Tour Sardegna 2011” che farà tappa a Nuoro domenica 12 giugno. Le Ferrari partecipanti sono 65 e arriveranno in città intorno alle 19.30.

Il percorso della sfilata delle auto è il seguente: P.zza Sardegna, via Lucania, V.le del Lavoro, via Lamarmora e C.so Garibaldi. In alternativa le auto potranno transitare in via Manzoni, P.zza Vittorio Emanuele, via Tola e via Roma.  Le Ferrari verranno successivamente parcheggiate in Piazza Italia, dove potranno essere ammirate dai cittadini nuoresi.

FCMIl Ferrari club Milano, nasce nel 1977, subito dopo il mondiale vinto da Niky Lauda sulla “rossa”. I soci da sempre si muovono in tutta Italia per organizzare raduni e tour, nei quali si possono ammirare alcune fra le auto storiche della casa del Cavallino.

Si tratta di una occasione – ha detto l’Assessore allo sport Leonardo Moro – per poter ammirare una vera e propria collezione di Ferrari, auto che rappresentano una parte importante della storia del nostro paese.”

(Da:Sito Istituzionale Comune di Nuoro)

prejone-vetza“Sa Prejone Vetza”, in una mia foto di notte,

si affaccia nella Piazza Sas Animas

e verso l’omonima e  bella chiesa

illuminate dalle luci soffuse di appropriati lampioni

che valorizzano le forme architettoniche

della torre di un’antica fortezza

che fu adibita anche a vecchia prigione

Marco Camedda

Un cumulo di rifiuti all'incrocio di due strade in zona su Catreattu (foto camedda)

Un cumulo di rifiuti all'incrocio di due strade in zona su Catreattu (foto camedda)

Lo stesso schifoso cumulo della foto precedente (foto camedda)

Lo stesso schifoso cumulo (buttato dopo l'incendio) da un'altra "vista" (foto camedda)

ma questi rifiuti c'erano prima del fuoco (foto camedda)

Altri rifiuti a due passi dalle scogliere di Fuile (foto camedda)

Cumulo di Lastre di Eternit a due passi dal mare evidenziate dalla perduta vegetazione (foto camedda)

Piccolo cumulo di Lastre di Eternit a due passi dal mare di Fuile ed evidenziate dalla mancanza di vegetazione (foto camedda)

Maleducati no stop!

Nulla pare fermare la protervia dei zozzoni e inquinatori nel reiterare le loro incivili azioni.  Siamo nella zona di Su Catreattu all’incrocio fra il rettilineo che porta alle scogliere di Fuile ‘e Mare e la strada per S.Maria. Il gigantesco incendio è stato spento solo il giorno prima e puntualmente, ancora più evidenti nel loro macabro (ma solo per questo uso) bianco e celeste sono apparsi i famigerati sacchetti di immondizia con aggiunta di ferraglia varia buttati la dai soliti maleducati e irrispettosi dell’ambiente e del proprio  (civile) prossimo. Ho reputato giusto inserire questo post corredato da foto anche se mi rendo conto che queste visioni sembrano,  purtroppo, moltiplicarsi!

E per finire guardate dove arriva…

NO COMMENT! (foto camedda)

NO COMMENT! (foto camedda)

…la fantasia macabra degli incivili!

(siamo a due passi dalle scogliere di Fuile)

Marco Camedda

sostaVia-nazionale-parcheggiSosta a tempo (massimo mezz’ora) lungo la via Nazionale, in Via S.Veronica e negli altri stalli delimitati dalle striscie blù prima adibiti a parcheggio a pagamento.

La nuova regolamentazione entrerà in vigore dalla prossima settimana

(fonte:La Nuova-a.f)

aereomeridiana_01
Positivi i primi segnali registrati con l’avvio della stagione estiva in Sardegna, partita ufficialmente con il ponte del 2 giugno. Il dato emerge dall’analisi del traffico passeggeri di Meridiana fly verso gli aeroporti sardi.

I NUMERI

Dal 28 maggio al 7 giugno Meridiana fly, informa una nota dell’ufficio stampa della compagnia aerea, ha trasportato 154 mila passeggeri su tutto il network, il 40% dei quali diretto in Sardegna (oltre 61 mila clienti). Il 35% ha scelto il Sud Italia (Sicilia, Puglia e Campania) e l’11% le città d’arte (Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo). Bene anche le principali capitali servite da Meridiana fly: Amsterdam, Barcellona, Londra, Madrid e Helsinki.

I VOLI

Da giugno, intanto, sono partiti gli altri voli che la compagnia garantisce ogni estate da Firenze, Napoli, Parigi, Torino, Venezia e Verona per Olbia e per i quali vengono offerti centinaia di posti a partire da 50 euro tutto compreso.

Non solo.

Meridiana fly inaugura domani i collegamenti per Tortolì, uno dei due capoluoghi della Provincia dell’Ogliastra. Tortolì, per tutto il periodo estivo, sarà infatti raggiungibile da Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Olbia e Verona con dei comodi voli settimanali. Meridiana infine garantisce anche collegamenti da Alghero verso Linate, Bari e Verona.

(Fonte:Unione Sarda)

Ricevo dal caro lettore  Mastro Gesualdo queste foto che rappresentano delle stupende rocce granitiche site nel territorio di Irgoli, le cui montagne e colline nascondono (per fortuna) autentici gioielli che Madre Natura con l’azione dei  suoi agenti atmosferici, piogge e vento, è riuscita e  in questo e tanti altri casi Superba Scultrice, a creare per la gioia di chi di noi ama questi fenomeni.

Scultura naturale. La chiamerò "La navicella nuragica"

Scultura naturale. La chiamerò "La navicella nuragica"

"Sa conca isteddata"- esterno

"Sa Conca Isteddata"-Esterno

"Sa Conca Isteddata"-Interno

"Sa Conca Isteddata"-Interno (sembra un ricamo)

Personalmente non so dove si trovino  ma chiederò, anzi chiedo gentilmente al nostro  Mastro Gesualdo, di  avere anche indicazioni via blog su dove si trovino queste pietre o a chi mi posso rivolgere perchè, appena possibile, vorrei fotografare queste meravigliose creazioni naturali.

Ciao, Marco

(foto inviatemi da: Mastro Gesualdo)

La sicurezza stradale in Baronia, sarà discussa in occasione del Consiglio provinciale che si riunirà a Nuoro, in seconda convocazione, martedì prossimo.
Una questione molto sentita dagli automobilisti della Baronia che quotidianamente si mettono in viaggio con il rischio di incorrere in gravi incidenti.
L’ultima tragedia risale a domenica scorsa, sulla strada provinciale che collega Irgoli a Capo Comino dove un allevatore di Galtellì ha perso la vita.

Durante i lavori l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Giuseppe Ledda risponderà all’interrogazione presentata dal consigliere provinciale dell’Udc di Galtellì Gesuino Beccari (foto a sinistra) sulla pericolosità della Provinciale 25 che collega, all’altezza del bivio di Lula, la 31 Dcn a Galtellì, Loculi e Onifai, per convergere con la Statale 129.
«Una strada poco sicura a causa delle diverse buche che costringono gli automobilisti a compiere una serie di pericolosi slalom per – scrive Beccari -. A causa delle recenti piogge inoltre, il fenomeno è aumentato notevolmente in quanto le buche si sono allargate e nel frattempo se ne sono formate delle nuove. Una vergognosa situazione di dissesto stradale si trova proprio all’incrocio con la Strada statale 129, nel territorio di Onifai. Le barriere di protezione laterali danneggiate da vari incidenti stradali, andrebbero urgentemente sostituite».
Il consigliere Beccari con l’interpellanza chiede all’assessore Ledda che in fase di redazione del Bilancio di previsione siano destinati dei fondi per la realizzazione di alcuni tratti di asfalto, che oramai non sono più recuperabili con semplici interventi di riparazione, e che si provveda nell’immediato alla messa in sicurezza di tutto il tratto stradale della Provinciale 25.
(Fonte:Unione Sarda-SONIA MELONI)

La strada provinciale 25 a scorrimento veloce che collega il bivio di Lula sulla statale 131 dcn ai paesi della bassa Baronia versa in precarie condizioni di sicurezza e necessita di urgenti lavori di manutenzione straordinaria.

A segnalare il disagio che si manifesta alle centinaia di utenti che percorrono quotidianamente questa arteria è il consigliere provinciale dell’Udc Gesuino Beccari che ha rivolto una interpellanza all’assessore provinciale ai Lavori Pubblici Giuseppe Ledda.(foto a destra)
«Da tempo la strada versa in situazione di precaria sicurezza a causa delle numerose buche che costringono i guidatori ad una serie di pericolosi slalom – scrive Beccari -, e a causa delle recenti piogge il fenomeno è aumentato notevolmente in quanto le buche preesistenti si sono allargate e se ne sono aperte delle nuove. Segnalo inoltre un annoso e vergognoso dissesto proprio all’incrocio con la SS 129, in territorio di Onifai e, per finire, il fatto che in diversi tratti della strada i guard-rail sono stati danneggiati dai diversi incidenti stradali accaduti negli ultimi anni e devono essere urgentemente sostituiti».
«Con la presente – conclude Beccari – le chiedo che in fase di redazione del bilancio di previsione, si attivi per inserire i fondi necessari alla realizzazione ex novo di alcuni tratti di asfalto oramai non più risanabili con interventi tampone, e si provveda nell’immediato alla messa in sicurezza di tutto il tratto senza attendere che si verifichino ulteriori gravi incidenti a causa dei problemi in precedenza elencati».
(Fonte:La Nuova-a.f.)
«In rettifica degli articoli apparsi su questo giornale  (La Nuova) nei giorni 15.9.2009 e 24.9.2009 si precisa che le Autorità competenti (Compartimento Anas della Sardegna) non hanno riscontrato cedimenti della struttura del ponte di Sa Minda a Orosei e che, quindi, detta opera non presenta alcun problema di natura strutturale e statica, come riconosciuto anche negli articoli dei giorni 16.9.2009, 26.6.2009 e 13.10.2009 di questo quotidiano».
È quanto precisa
in una lettera indirizzata alla Nuova Sardegna l’avvocato Luigi Bernabò Brea, che scrive in nome e per conto della Tensiter Sarda srl.
(Fonte:La Nuova)
Era ancora una delle tante strade rurali devastate dalle alluvioni del novembre 2008 ed era salita agli onori della cronaca soprattuto per una memorabile polemica in consiglio comunale a suon di "ragli d’asino" tra l’assessore Gino Nanni ed il consigliere di minoranza Manuel Delogu.
Ebbene: da ieri la strada di Iscala ‘e voes è nuovamente praticabile
grazie ad una iniziativa che ha visto il Comune mettere i soldi per cemento e rete elettrosaldata e i quindici frontisti della strada la mano d’opera necessaria e le pietanze per il canonico spuntino consumato al termine di una mattinata di lavoro. Puntuale e presente durante i lavori, l’assessore alla Viabilità Gino Nanni ha voluto così porre fine ad una polemica che lo aveva visto protagonista e ha colto l’occasione per assicurare che anche le altre strade rurali (e non solo) ancora dissestate dall’alluvione saranno quanto prima rimesse in sesto.
(fonte:La Nuova-a.fontanesi)

 

IL NURAGHE DI "GOLUNIE"(lato Sud)

  IL NURAGHE (lato Nord)

continua…

Non c’è solo l’interesse per le ville in Costa Smeralda, apprezzati anche i bilocali e i trilocali nei centri storici dei piccoli paesi – Gli stranieri scommettono sul mattone sardo:  in aumento  gli  investimenti  nelle case dell’Isola. In testa i tedeschi.

Gli stranieri scelgono la Sardegna non solo per passare le vacanze.
In tanti, ormai, decidono di mettere mano al portafoglio e di investire nel mattone. Sono attratti dai prezzi abbordabili (soprattutto in alcuni centri poco popolati), ma anche dal paesaggio e dalla potenziale rivalutazione dell’immobile.
Gli acquirenti non sono tutti uguali. E tanto meno provengono dagli stessi paesi. La prevalenza – conferma uno studio di Immobiliare.it, portale leader del mercato immobiliare online italiano – è tedesca.
I NUMERI
Dalla Germania sbarca il 31% degli investitori, seguiti dagli austriaci (17%), dai russi (17%) e dagli inglesi (11%). Il 55% degli stranieri opta per una villa, mentre il 23% si orienta su un trilocale. Sul fronte dei prezzi, il 39% è disposto a spendere una cifra compresa fra i 300 e i 500 mila euro, mentre il 28% non va oltre i 200 e i 300 mila euro.
E se il 21% degli stranieri paga somme superiori ai 500 mila euro, il record va ai russi.
«Fra le richieste provenienti dall’estero»,
spiega Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it, «è davvero interessante il caso della Russia che detiene lo scettro di regina del lusso.Predilige mete esclusive, ama la città di Roma e sceglie la Sardegna come destinazione turistica. La ricerca più frequente fatta dai russi», aggiunge Giordano, «è quella di una villa nell’Isola, specialmente in Costa Smeralda, con un prezzo a partire dai 900 mila euro».
LE PREFERENZE
Ma a parte le cifre astronomiche che spendono gli investitori provenienti dall’Est, in Sardegna c’è chi punta su immobili di taglio minore, per passare le vacanze assieme agli amici o per ricavare un reddito da affitto. Di solito, si tratta di tedeschi, inglesi e francesi.
«Da noi arrivano anche gli olandesi», dice Francesco Angioni, sindaco di Sennariolo, paesino di 187 anime in provincia di Oristano e uno dei Comuni più piccoli dell’Isola. «Comprano case da ristrutturare, sfruttando prezzi bassi e la tranquillità del posto.
Sono persone che vengono anche in inverno e che contribuiscono, attraverso il passaparola, a tenere in vita il paese: d’estate fra stranieri e turisti italiani si superano i 600 abitanti». Beneficia della moneta straniera pure Baunei, paese dell’Ogliastra. «Da ormai dieci anni tedeschi, francesi e svizzeri acquistano le nostre case storiche», commenta il primo cittadino, Salvatore Lai.«In centro abbiamo cinquecento immobili: almeno cento sono stati già acquistati e ristrutturati da stranieri e italiani».
Gli investitori, sostiene Lai, «sono attratti dalla vicinanza di Baunei a spiagge come Cala Mariolu e Cala Luna. Ma anche dalla possibilità di apprezzare 20 mila ettari di Supramonte. C’è poi un discorso economico da non sottovalutare», incalza Lai.
«Le case hanno prezzi accessibili: dai 700 euro al metro quadro fino a un massimo di duemila euro». Negli anni scorsi hanno comprato molto nel Sud dell’Isola, per esempio a Pula, gli inglesi e i tedeschi. «Ultimamente», spiega il sindaco del Comune vicino a Cagliari, Walter Gabassino, «il mercato si è un po’ fermato, anche per colpa dei paletti imposti alla nuova edilizia dalla vecchia giunta Soru».
LE REGIONI
Tornando in Italia, Immobiliare.it segnala che la maggior parte delle ricerche internazionali arriva dal Regno Unito e dalla Germania: rispettivamente il 24% e il 21% del totale. E se gli inglesi sognano un casale in Toscana (29% dei casi) e cercano soprattutto immobili tra i 300 mila e 500 mila euro (il 76% dei casi), i tedeschi sono più parsimoniosi: il loro obiettivo è un bilocale (35% delle preferenze) in Emilia Romagna per una cifra compresa tra i 200 mila ai 300 mila euro (il 47% dei casi).
«Storicamente», osserva Giordano, «è stata la Toscana ad attirare l’interesse degli acquirenti stranieri, ma negli ultimi anni abbiamo visto un’attenzione sempre maggiore anche per altre zone del nostro Paese, soprattutto Puglia (+31%), Sicilia (+16%) e Umbria (+8%)».
A mostrare interesse per l’Italia sono stati anche i francesi con il 17% delle richieste di immobili, perlopiù bilocali (il 55% dei casi) in Liguria.
Fonte:L’Unione Sarda-LANFRANCO OLIVIERI)
Venticinque centrali per una potenza complessiva di 453,28 megawatt.
È questa la situazione dell’energia eolica in Sardegna secondo il più recente aggiornamento del Gse (Gestore dei servizi elettrici). Altre centrali – compresa quella della Falck a Buddusò e Alà dei Sardi, sulla carta la più grande d’Europa – sono in costruzione. Altre ancora hanno già le autorizzazioni necessarie.
Ci sono poi gli impianti in disuso, precoci reperti di archeologia industriale (sul Monte Arci l’Enel pensa alla sostituzione di 34 torri con sedici pale di ultima generazione da 850 chilowatt).
Ci sono casi come quello di Balascia (Oschiri), dove i lavori si sono fermati per l’intervento del Tar. E infine c’è la partita delle centrali eoliche offshore, con il boom di richieste di concessioni demaniali marittime.
Un quadro complesso che abbiamo provato a ricostruire, grazie anche a una ricerca condotta dagli ambientalisti del Gruppo d’intervento giuridico.
Fino al 2004, quando una legge regionale mise un freno ai parchi eolici in Sardegna,
erano state presentate 88 istanze per la costruzione di 2814 generatori con una potenza teorica di 3765 megawatt: in pratica, l’equivalente dell’energia prodotta oggi da tutte le 242 centrali eoliche italiane (fonte Gse, 2008) e che rappresenta l’1,4 per cento del fabbisogno nazionale annuo. Le centrali isolane forniscono una quota rispettabile dell’elettricità prodotta dal vento in Italia: quasi il 13 per cento della potenza disponibile.
http://www.kaeufer.de/images/windkraft/k_wka_u_1w2.jpg 
Questa foto da la proporzione e dimensione di queste enormi  torri eoliche
Il bel sole della Sardegna sarà presto oscurato da un’impenetrabile foresta di pale?
Calma: i numeri dell’eolico italiano fanno ridere rispetto a quelli della Germania (24mila megawatt di potenza installata) o della Danimarca, dove un quinto della produzione totale di energia viene dal vento.
Paesi molto più avanti del nostro nella transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili e nella lotta ai gas a «effetto serra».
Nel frattempo una legge regionale del 2009 ha stabilito che nuove centrali potranno essere costruite «nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe» o in zone «già compromesse dal punto di vista ambientale». Inoltre, gli impianti che non superano i 60 chilowatt sono considerati «minieolici» e non sono assoggettati alla valutazione di impatto ambientale.
(Fonte:La Nuova-p.l.rubattu)
 
Dopo la tempesta!
La mattina dopo le abbondanti piogge di alcuni giorni fa
sono apparse queste  cascate nel costone nord della salita
che porta alle curve di "Muriè"!
Certo, appaiono solo dopo i diluvi ormai sempre più frequenti
e, se non fosse che esse sono generate da questi ultimi
che purtroppo ormai ci fanno temere sempre il peggio, 
mi verrebbe voglia di dire che,
se non fosse ormai  per questa paura dei diluvi
che ormai si è radicata  in noi e non ci abbandona,

sarebbero persino suggestive!
Ciao, Marco
foto di marco camedda

Un metro cubo di inerti e alcune robuste iniezioni di cemento liquido sono state sufficienti per mettere una pezza alla ferita che si è aperta domenica scorsa, di pomeriggio sul ponte di Sa Minda provocando qualche preoccupazione.

Le maestranze della Delussu Costruzioni,
che si erano distinte per la velocità di realizzazione dell’opera, sono state altrettanto solerti alle sollecitazioni dell’Anas e in meno di quarantottore hanno rimediato all’offesa creata al nuovo ponte dai primi torrenziali temporali caduti con violenza su Orosei dopo una lunga estate di siccità.
Il danno causato dall’acqua che si sono infiltrate tra la carreggiata stradale e il muro di contenimento del rilevato è risultato marginale e non ha assolutamente intaccato la staticità dell’opera.
«Nessun problema per il ponte – conferma anche l’ingegnere Giovanni Carboni capo compartimento Anas della Sardegna – si è trattato di un modesto avvallamento dell’asfalto dovuto all’assestamento degli inerti sottostanti il manto stradale che non ha creato nessun problema di sicurezza alla struttura».
Paura scampata, ma vedere danneggiata dopo appena due mesi
un opera nuova di zecca realizzata peraltro tra tante apprensioni e non poche polemiche, ha fatto comunque una brutta impressione e ha creato non poche preoccupazioni alle popolazioni che per otto lunghi mesi, dal 28 novembre scorso quando il ponte fu travolto dall’alluvione sino al 24 di luglio quando

l’opera fu consegnata, hanno patito enormi disagi e pagato alti costi.

Rimane ora da vedere se il "cerotto" di magrone e boiacca sistemato ieri sul ponte durerà o se al prossimo temporale altri avvallamenti compariranno sulla sua carreggiata.
 Non è infatti ancora certa la causa di tanta infiltrazione anche se gli imputati maggiori sono quei tre tubi di scolo di soli 15 centimetri di diametro messi a mò di grondaia sul lato a monte del ponte per far scendere sul fiume sottostante le acque piovane.
Vista l’ampiezza della nuova carreggiata sembrano davvero insufficienti e il ristagno prolungato dell’acqua sulla strada può creare seri pericoli non solo al manto di asfalto ma anche ai mezzi in transito come avevano segnalato i vigili urbani di Orosei e l’ufficio tecnico del Comune.
Ma per ora l’Anas ha ritenuto di ripristinare lo stesso sistema di scarico.
(fonte:La Nuova- a.fontanesi)

continua…

Per curiosità anche professionale son voluto passare al Ponte di Sa Minda per verificare quanto avevo letto sui giornali su quel che è successo.
Intanto premetto che il ponte è aperto e le auto transitano normalmente.
Da un primo sguardo da breve distanza si vedeva nella corsia lato a monte e fuori carreggiata alcuni cartelli segnalatori che proteggevano un paio di metri quadri di ripristino di asfalto che ha ceduto in concomitanza di un tubo (mi è parso di circa 12-15 cm, di diametro) per l’evacuazione dell’acqua piovana con scarico diretto vero il Rio sa Minda e collocato nella quota

più bassa dell’asfalto.

La pressione dell’acqua che ha fomato probabilemnte una pozza evrebbe fatto cedere piccole porzioni di asfalto (sempre nella zona fuori carreggiata).
Poi mi sono avvicinato sul "luogo del delitto" e ho visto visto l’esecuzione del piccolo ripristino in calcestruzzo della piccola porzione d’asfalto che ha ceduto. e del quale ho scattato  le foto dei particolari
A mio modestissimo parere, da modesto tecnico e grande ficcanaso quale sono,  ne avrei dedotto che , pare che dopo un violentissimo ma breve acquazzone, tale tubo non abbia supportato la portata improvvisa dell’acqua che infiltrandosi in una zona labile dell’incontro asfalto-tubo abbia causato questo modesto cedimento.
Credo comunque che al di là dei miei modesti e ipotetici pareri parlino le foto del ponte scattate alle ore 15,30 di oggi che sono abbastanza esaustive sulla reale situazione venutasi a creare e ne danno l’esatta dimensione.
testo e foto di marco camedda
 
 

Rottamazione pratica ed economica. La Polizia Stradale ha trovato in mare aperto, a circa un chilometro e mezzo dalla costa di Cala Liberotto, una decina di autoveicoli, alcuni dei quali rubati e riciclati. Cinque denunce, le indagini proseguono.

continua…

L’amministrazione comunale lo aveva annunciato a chiare lettere sin dall’inizio dell’estate: tolleranza zero contro il commercio abusivo lungo le coste.

continua…

" IL PONTE DEI CENTO GIORNI"
 (dalla data di inizio lavori al giorno del collaudo statico)
 Così lo ha definito Sandro Delussu (socio e figlio di Giovanni fondatore della Delussu Costruzioni di Irgoli) con un frase che può essere usata come slogan felice e identificativo di questo miracolo una volta tanto fatto dagli uomini onesti e laboriosi nonchè capaci di avere un cuore che essere  solidali con le vicende terribili della notte  del 29  Novembre 2008 che ha rivoltato Orosei e hinterland mettendolo a nudo come mai gli era capitato.
E giorno in cui crollò il vecchio ponte a due archi di Sa Minda creò sconquassi psicologici e reali nelle abitudioni quotidiane di un paese come Orosei che improvvisamente vide la sua frazione, Sos Alinos, distante anni luce dal paese madre dove ci sono scuole, servizi e luoghi di lavoro. 
Furono eseguite due bretelle provvisorie, quella di Fuile e Mare (verso mare) e quella di "Sa e Grecu" sull’altipiano che dipartiva da Sas Mancas (zona industriale) e  arrivava appena dopo il sito del ponte di Sa minda.
Cento giorni, sono passati cento giorni!
da quando la Delusssu Costruzioni il 7 Aprile 2009 vincendo l’appalto ANAS per la costruzione del nuovo ponte, ne diede inizio come lavori effettivi. La chiusura degli stessi e  il loro collaudo era previsto per il 5 Agosto 2009.
"Impossibile dissero in molti, ci vuole un miracolo, vedrai che la stagione turistica sarà compromessa perchè  il ponte, ma scherziamo, chissà quando sarà pronto".
Questo è quanto si diceva in giro con sfiducia verso la tempistica dei lavori pubblici che nella sua normalità effettivamente porta quasi sempre a ritardi talvolta ai limiti dalla indecenza.
Il sopralluogo dell’assessore regionale ai LL.PP.Angelo Carta
"Vedrai che anche stavolta sarà così, mi gioco quello che vuoi".
Lo sconforto in buona fede o altre affermazioni che non lo erano gettarono nello sconforto una popolazione  (ovviamente me compreso) che giustamente voleva vedere rispristinata, nel più breve tempo possibile la normalità.
"Al ponte Bailey, al ponte militare" (vedi fotoa destra)
si gridava prima dell’inizio lavori e molti seguirono chi in buona fede o no invocava questo ponte militare che in altri posti, installato provvisoriamente, ci rimase in alcuni casi dal tempo appena dopo l’ultima gurra mondiale.
Suggerisco di notare la differenza estetica e l’impatto ambientale fra questo PONTE BAILEY e il "NOSTRO "PONTE DEFINITIVO!
Lo ammetto, anche io all’inizio pensai a quesa possibilità se l’andazzo della burocrazia si fosse dimostrato nelle sua normalità: cioè lungo come la fame! 
Ma, vinse il buon senso o forse una buona dose di incoscienza mista a speranza ben riposta
fidandoci, ben ripagati, di persone che hanno effettivamente lavorato perchè il ponte definitivo partisse in fretta. 
E queste persone , prima di tutto Carlo Mannoni, allora vicepresidente dell Regione  Sarda e poi responsabile della Protezione Civile , risposero in modo che definisco semplicemente brillante per la tempistica messa in atto e il cuore dimostrato.
 Il 16 luglio scorso la Delussu Costruzioni finì i lavori edili del ponte pronto per l’asfaltatura e successiva posa dei guard-rail. 
Il 21 Luglio-ore 10,00 il ponte di Sa Minda
viene sottoposto a collaudo statico

Arrivarono i tecnici dell’ ANAS, della Delusssu Costruzioni e della Tensiter, ditta che esegui il prefabbricato del ponte. 
Esso venne  sovraccaricato con 170 tonnellate (quattro autoarticolati), fu effettuato il collaudo statico del manufatto che dette risultati eccezionali perchè, come dice Sandro Delussu, la tolleranza minima entro cui si aveva la buona esecuzione  era di 5,3 mm di flessione.
Gli strumenti ne registrano 4 mm. Straordinario! 
E siamo a ieri 23 Luglio 2009:Il ponte è stato aperto al traffico
come si vede dalle foto e con ben 13 giorni di anticipo sui tempi previsiti
Un miracolo?
…NO! semplicemente  una condotta esemplare di tutte le componeneti,
gli ATTORI di questo lavoro, che non hanno interpretato un dramma , ma una commedia reale  a lieto…anzi lietissimo fine e con l’applauso di tutti indistintamente.
Tutti, a partire dagli Amministrratori Regionali passati e in carica, a gli Amministratori Oroseini (in particolare Gino Nanni assessore alla viabilità) autentici pungoli e spina nel fianco di tutte le istituzioni preposte, l‘ANAS che ha seguito con un suo tecnico quasi giornalmente la fase della cosruzione della struttura del ponte  e la Tensiter che ha eseguito questo prfabbricato molto bello che si inserisce in modo naturale e armonico nel contesto. E la Delussu Costruzioni, semplicemente perfetta!
Spero di non aver dimenticato nessuno! 
Sandro Delussu ci tiene a evidenziare che " tutto ciò si è ottento, almeno per la parte che ci competeva, grazie all’impegno, di tutte le nostre maestranze (circa 8-10) persone che hanno lavorato 12 ore al giorno (su due turni) con laboriosità e con grande disponibilità e…con qualcosa di più"!
Grazie a tutti gli autori di questo Miracolo,
 come lo definisce il mio amico
Angelo Fontanesi!
(che Santu Jacu ne sappia qualcosa, visto che il ponte è stato aperto due giorni prima della festa patronale a Orosei?)
testo e foto di Marco Camedda
È durata otto mesi meno quattro giorni
l’interruzione della statale 125 causata dal crollo del ponte di Sa Minda.
Ieri mattina gli operai della ditta Delussu Costruzioni di Irgoli che ha realizzato il nuovo ponte, hanno rimosso le barriere e le prime macchine hanno potuto transitare sulla nuova struttura. Un’opera completata a tempo di record e consegnata con circa venti giorni di anticipo.
Unanime la soddisfazione sull’esito dei lavori
accompagnati sin dal principio da polemiche e preoccupazioni. Il crollo del ponte di Sa Minda avvenuto il 28 novembre scorso, era assurto a immagine simbolo dall’evento alluvionale che aveva sconvolto tutto il territorio.

L’interruzione della viabilità della SS 125 tra il paese e la frazione costiera di Sos Alinos con tutto il comprato turistico di Cala Liberotto e Cala Ginepro, aveva paventato grossi rischi per l’evolversi della stagione della vacanze.
Sulla sua ricostruzione si era pertanto scatenata una sorta di dicontesa politica: da un parte il “partito del ponte militare” che chiedeva l’intervento dell’esercito per la posa di un ponte provvisorio, dall’altra chi invece spingeva per la realizzazione con criteri di massima urgenza di una struttura definitiva.

Alla fine aveva prevalso il buon senso
e con l’impegno della Regione (prima Soru-Mannoni e successivamente Cappellacci), dell’amministrazione comunale, dell’Anas e grazie soprattutto alla solerzia e alla professionalità della ditta appaltatrice, l’orientale strada è stata riaperta in coincidenza con l’arrivo in massa del turismo agostano.
Un plauso a tutti gli attori, a dimostrazione che quando gli intenti coincidono e le maestranze sono all’altezza, anche nei lavori pubblici i “miracoli” sono possibili.
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)
testo e foto di Marco Camedda 

Ieri mattina alla presenza dei titolari dell’impresa Delussu Costruzioni di Irgoli che ha eseguito l’opera, dei responsabili della Tensiter di Villacidro che ha fornito gli elementi prefabbricati della struttura e di una discreta rappresentanza bipartisan di amministratori e politici locali, i tecnici dell’Anas hanno eseguito il collaudo statico del nuovo ponte di Sa Minda.

Quattro autoarticolati carichi per un peso complessivo di circa 160 tonnellate sono stati posizionati al centro della campata per verificarne la flessibilità .

Il test è stato brillantemente superato
confermando la bontà dell’esecuzione dell’opera realizzata in tempi record, con venti giorni di anticipo sui tempi previsti dal capitolato.Ora non rimangono che da sistemare gli ultimi metri del guard rail e già da venerdì mattina il tratto della SS 125 tra Orosei e Sos Alinos interrotto dal 28 novembre scorso verrà definitivamente riaperto al traffico.
  (Fonte:La Nuova-a.fontanesi)  
Foto per gentile concesione di Gino Nanni

 

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La notizia è di quelle che scatenano polemiche: sarebbero «spariti» i 4 milioni e 800 mila euro che con una delibera di intenti la giunta regionale Soru aveva destinato alla realizzazione della variante della statale 125 vicino al comparto cave del Monte Tuttavista.

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Lasciati sull’arenile dai turisti anche di notte, per riaverli bisogna pagare 200 euro di multa. E’ stato un vero e proprio blitz contro «ombrellone selvaggio» quello compiuto all’alba di ieri dagli agenti della base logistica operativa navale della Guardia Forestale della Caletta nelle spiaggette di Martzellinu e Sas Linnas Siccas.

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