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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: cappellacci

SARDI AL VOTO IL 16 FEBBRAIO

Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha firmato il decreto per l’indizione dei comizi elettorali.

I cittadini sardi voteranno per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del presidente della Regione il 16 Febbraio 2014.

(DA: Sito Regione Sarda-28 dic 2013)

Per salvare il salumificio Murru di Irgoli il presidente della Provincia Roberto Deriu scrive al presidente della Regione Ugo Cappellacci.

in una foto delle elezioni provinciali

«Le porto a conoscenza la grave situazione di disagio in cui versa una delle aziende più importanti della provincia di Nuoro nel settore dell’industria agroalimentare» scrive Deriu dopo l’audizione di  nella conferenza dei capigruppo due giorni fa.

«Nel corso della riunione sono state evidenziate le gravi conseguenze occupazionali che si determineranno dalla crisi che ha colpito un settore considerato strategico per il territorio.

Alla luce di tali premesse e sulla base della delega della conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari le chiedo la cortese disponibilità a un incontro, finalizzato ad affrontare e risolvere con urgenza le problematiche».

**DA: L’Unione Sarda-8 giu 2013**

Appuntamento di fede per la

conclusione dell’anno giubilare

Tra i presenti Cappellacci, Barracciu, Crisponi, Cucca, Pittalis e Arbau

Chissà se sia stata più influente l’opportunità di lucrare le indulgenze o l’attuale clima di larghe intese che abbraccia la nazione. Sta di fatto che mercoledì pomeriggio, a piedi del Cristo miracoloso di Galtellì, in concomitanza dalla giornata giubilare dedicata ai rappresentanti delle istituzioni e alle organizzazioni sociali, sindacali ed economiche del territorio, si sono incontrati un gran numero di politici isolani di primo piano miscelati in un cocktail assolutamente trasversale e bipartisan.

Tra loro, giusto per citare i più noti, il governatore Ugo Cappellacci, la neo europarlamentare Francesca Barracciu, il senatore Giuseppe Luigi Cucca, l’assessore regionale al Turismo Luigi Crisponi e i consiglieri regionali Pietro Pittalis e la new entry Efisio Arbau. Il tutto sotto gli occhi benedicenti dell’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio e del vescovo di Nuoro Mosè Marcia, e quelli rallegrati da un sorriso carico di soddisfazione degli organizzatori dell’evento: il parroco don Ruggero Bettarelli, il coordinatore del comitato Los Milagros l’ex presidente della Regione Angelino Rojck, il sindaco in carica Renzo Soro e l’ex primo cittadino Giovanni Cosseddu. L’appuntamento era inserito all’interno delle celebrazioni per la conclusione dell’anno giubilare, proclamato dal pontefice Benedetto XVI e decretato dal vescovo di Nuoro monsignor Mosé Marcìa l’aprile dello scorso anno in occasione del 400esimo anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì.

La giornata giubilare è stata celebrata dall’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio ed è stata caratterizzata dalla processione partita alle 17.30 dall’antica basilica di San Pietro e conclusasi nella chiesa parrocchiale del Santissimo Crocifisso, dove si è svolta la messa con indulgenze allegate. «È stato un momento profondo di unione, solidarietà e speranza – ha affermato il presidente Cappellacci, autore mercoledì di una vera maratona di fede avendo assistito in mattinata a Cagliari anche alla processione di sant’Efisio – un evento che raccoglie insieme idealmente tutte le comunità isolane attorno al Cristo di Galtellì».

Tutti insieme sotto il segno della Croce dunque, almeno sino ad avanti ieri. Perchè il clima ecumenico tra gli illustri ospiti potrebbe cambiare presto: a molti osservatori non è sfuggito infatti che due tra i partecipanti all’appuntamento galtellinese, nello specifico Ugo Cappellacci e Francesca Barracciu, potrebbero trovarsi a breve, “l’un contro l’altro armati”, impegnati in una sfida all’ultimo voto per la conquista della poltrona isolana più ambita: quella di Villa Devoto a Cagliari. E così, almeno ad indulgenze, i due partirebbero alla pari.

(DA: LA Nuova-Angelo Fontanesi-3 mag 2013)

Mille idee, pochi e aleatori i mezzi per realizzarle.

Tempi bui per il Man di Nuoro: questo appena iniziato potrebbe essere un altro anno zero della sperimentazione, delle scelte coraggiose, di inizio di nuove strade.

Ma l’incertezza sulle risorse inficia ogni più rosea prospettiva del museo nazionale d’arte che in tredici anni ha reso il capoluogo barbaricino celebre nel mondo. Così, tarpate le ali a ogni impulso creativo e progettuale, rischia di spezzarsi la scia dell’eccelso qualitativo già sperimentato con Werner Bischof e Marino Marini che insieme a “Post scriptum” in soli due mesi ha visto già passare circa quattromila visitatori.

A lanciare l’allarme, suonando l’ouverture di un requiem, il presidente Tonino Rocca. E il direttore Lorenzo Giusti, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto presentare il manifesto 2013: «Ci troviamo in un impasse», fa sapere, «con tutta la passione e il desiderio di crescere abbiamo elaborato un programma volto da una parte a tenere fede alla missione del museo e al piano culturale che vi è sotteso. Dall’altra a innalzare ancora di più il livello qualitativo, concentrando la nostra attenzione sui principali movimenti artistici del Novecento e della contemporaneità, pur riuscendo a rimanere bassi sui preventivi di spesa. Ma per ora è tutto solo sulla carta. Siamo carichi di energia positiva, ma al momento ci troviamo con pochi margini di manovra. Il non sapere se avremo i fondi ci taglia le gambe. Come possiamo pianificare a lungo termine se non sappiamo su quali finanziamenti possiamo fare affidamento?».

Rocca si spinge fino a un vero e proprio appello alla Regione: «Chiediamo che si dia seguito alla dichiarata volontà di intervento da parte del governatore Ugo Cappellacci, ribadita dall’assessore al Turismo Luigi Crisponi, di istituire una partecipazione diretta dell’ente regionale alla costituenda fondazione Man. L’anno scorso ha stanziato un contributo di 500 mila euro a favore dell’amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo, un intervento straordinario», sottolinea, «ma il 2013 ci pone purtroppo di fronte alle stesse gravi problematiche, nonostante abbiamo operato tagli importanti ai costi di amministrazione».

Se non ci saranno risposte che consentiranno di procedere con una programmazione almeno triennale, sarà dunque paralisi: in pericolo retrospettive come quella dedicata al mondo di Jean Arp, tra astrazione e concretismo, 50 opere tra rilievi, sculture e collages che portano la firma, tra gli altri, di Sonja Delaunnay, Alberto Magnelli, Kurt Schwitters. O, ancora, disegni transfrontalieri che vedono protagonista Nuoro, insieme a Grecia, Portogallo, Taiwan, Polonia e Francia.

(DA: L’Unione Sarda-Francesca Gungui-01 gen 2013)

 

Il Comune si candida a gestire, per i prossimi vent’anni, uno o due impianti a tecnologia solare termodinamica a concentrazione, che saranno finanziati dalla Regione attraverso un bando sostenuto da fondi Por.

L’iniziativa sarà mandata avanti insieme ai comuni di Bolotana e di Noragugume, con i quali verrà costituita un’associazione con capofila il comune di Ottana.

«Il progetto – spiega il sindaco Gian Paolo Marras – si inserisce nell’obiettivo di realizzare nell’area industriale del centro Sardegna, un polo di energia pulita a servizio non solo dell’industria, ma soprattutto degli usi civili, a sostegno della nascita di piccole imprese e dello sviluppo del settore agro-alimentare».

Un progetto condiviso anche dalla Regione che, nella piana di Ottana, realizzerà, per conto proprio, un impianto solare termodinamico destinato a soddisfare le esigenze energetiche dell’Enas: l’ente che gestisce le dighe della Sardegna, pagando bollette energetiche molto salate all’Enel. Il progetto pilota, presentato un mese fa a Cagliari dal presidente della Regione Ugo Cappellacci e dall’assessore all’Industria Alessandra Zedda, è immediatamente operativo e prevede una spesa, sempre finanziata con fondi Por, di 10 milioni di euro. Ora, con il nuovo bando della Regione, c’è la possibilità di realizzare un altro impianto solare termodinamico a esclusiva gestione dei tre comuni che si affacciano nell’area industriale. Se la manifestazione di interesse arriverà a buon fine, la media valle del Tirso diventerà il primo polo in Sardegna nella produzione di energia alternativa.

(DA: La Nuova-g.m.- 10 ott 2012)

In Aula bastano i voti della maggioranza

Il Consiglio regionale ha varato ieri pomeriggio il ddl con i soli voti della maggioranza di centrodestra, nonostante il maldipancia di Riformatori e Udc. Il centrosinistra ha votato contro.

La Regione Sardegna istituisce la Flotta sarda, una società per azioni a totale capitale pubblico che collegherà l’Isola al resto d’Italia con l’obiettivo dichiarato di contrastare il monopolio Tirrenia e di confrontarsi sul mercato con gli altri armatori già presenti sulle rotte da e per la Sardegna. Il varo ieri pomeriggio in Consiglio regionale con i soli voti della maggioranza di centrodestra, nonostante i maldipancia di Riformatori e Udc. Il centrosinistra si è ricompattato votando contro il ddl.

INCENTIVI PER IL TURISMO – Con il varo della Flotta Sarda Spa arrivano anche gli incentivi per il turismo e gli scambi culturali per i giovani e per sostenere i flussi di vacanzieri che arrivano in Sardegna sulle navi nei mesi diversi da quelli di luglio e agosto. E’ quanto prevedono due distinti emendamenti approvati dal Consiglio regionale e presentati rispettivamente dal gruppo Udc-Fli e dal consigliere di Mpa, Franco Cuccureddu. Nel primo caso, vengono stanziati due milioni di euro dal 2013 per un programma annuale per i giovani dai 14 ai 27 anni che si recano in Sardegna per vacanze o per scambi culturali.

La proposta di modifica, osteggiata dal centrosinistra, ha ottenuto i voti della maggioranza di centrodestra che ha anche sostenuto gli interventi per favorire lo sviluppo turistico in Sardegna proposti da Mpa sotto forma di eventuali sconti o incentivi per le famiglie con minori, giovani fino ai 30 anni e pensionati, passeggeri sulle navi.

GLI INTERVENTI IN AULA – Tra gli interventi, il consigliere del Pd Chicco Porcu ha chiesto alla Giunta (il governatore Cappellacci è in Aula) di non creare “nuovi carrozzoni”. “Non ci si improvvisa armatori – ha sottolineato l’esponente dell’opposizione – Se c’è da fare una battaglia per la continuità siamo d’accordo, ma non sprechiamo soldi per domani e dopodomani”. Dubbi sul ruolo della Regione come armatore sono stati espressi anche dai Riformatori. Michele Cossa ha spiegato che “le perplessità già avanzate sono state aggravate dalle parole dell’assessore dei Trasporti Christian Solinas”. L’esponente della Giunta aveva ribadito l’urgenza, per la Regione, di avere “uno strumento di difesa per i trasporti marittimi. Abbiamo chiesto di poter modificare la convenzione e l’unico riscontro – ha sottolineato Solinas – è stato il decreto sulla Spending review che ha approvato le convenzioni”. Per l’esponente di Sel, Luciano Uras, che ha già annunciato l’astensione del suo partito sul ddl, “questa legge verrà impugnata e soccomberà davanti alla Corte Costituzionale”, mentre il capogruppo di Segd, Mario Diana, ha chiesto di poter conoscere “gli atti con i quali la Regione si è opposta alla gara per l’affidamento delle rotte e la cessione di Tirrenia ai privati”.

(Da:L’Unione Sarda- 27 set 2012)

Un anno di flotta sarda, 165 mila ticket per l’estate 2012

Oltre 165 mila biglietti venduti per l’estate 2012 e una nave in più. Saremar festeggia così un anno di attività nei collegamenti nazionali e annuncia battaglia alle compagnie private.

I NUMERI Il 15 giugno di un anno fa, il traghetto Scintu era partito da Olbia alla volta di Civitavecchia e una settimana dopo era stato affiancato da Dimonios per collegare Porto Torres con Vado Ligure. Così la Regione aveva lanciato la sfida alle compagnie private e ora stila un primo bilancio. Nei primi tre mesi di attività del 2011, da giugno a settembre, Scintu e Dimonios avevano trasportato in tutto oltre 134 mila persone. Quest’anno le cose sembrano andare meglio. Considerando solo la stagione estiva, sono stati già venduti 135 mila biglietti sull’Olbia-Civitavecchia, ma la stagione è lunga. A questi, poi, si aggiungono i 35.500 registrati su Vado Ligure. Tratta, quest’ultima, meno gettonata. Forse perché più lunga ma anche perché il collegamento e le prenotazioni sono partite più tardi rispetto al collegamento per Civitavecchia, dove, inoltre, i traghetti sono due. Le prospettive sono quindi buone anche perché ogni nave può trasportare sino a 850 persone.

Nei weekend estivi poi, i collegamenti con il Lazio saranno raddoppiati: le partenze saranno due da ogni porto e i potenziali passeggeri arrivano a 3.200 al giorno. Rimane però il dubbio sul bilancio che sarà approvato entro il mese: secondo i primi dati i tre mesi estivi avrebbero fruttato oltre un milione di utili.

TARIFFE L’idea della Regione era quella di rompere il presunto cartello messo in atto dalle compagnie private, tariffe alle stelle. «La flotta sarda è nata come azione di autodifesa della Sardegna da un sistema Tirrenia che per anni ha limitato il diritto alla mobilità dei Sardi le possibilità di crescita delle nostre imprese, che hanno bisogno di un libero e incondizionato accesso ai mercati extraregionali per potere essere competitive», ha ricordato ieri il presidente della Giunta, Ugo Cappellacci. Anche quest’anno quindi Saremar è riuscita a contenere i prezzi riuscendo a non aumentarli rispetto allo scorso anno, almeno per quelli di bassa stagione. Per l’estate, invece, le tariffe sono cresciute del 10% ma sulla tratta per la Liguria è compensato dallo sconto del 15% per i residenti.

MERCI Discorso diverso per il trasporto merci. Per gli autotrasportatori, anche con il pieno di passeggeri, sono disponibili su ogni nave, oltre 2.200 metri lineari, ovvero circa 200 automezzi. Eppure per ora, nel primo semestre dell’anno, sull’Olbia-Civitavecchia, sono stati occupati 100 mila metri lineari (circa 9 mila automezzi). Problema che dovrebbe essere superato con il varo della Flotta Sarda spa. La società, occupandosi solo dei collegamenti nazionali, potrà incrementare le rotte e offrire agli operatori nuove linee. Con più collegamenti gli autotrasportatori potrebbero lavorare interamente con Saremar, mentre oggi sono costrette a rivolgersi con le altre società marittime sulle rotte diverse da Genova e Civitavecchia.

L’INVITO Ora la sfida della Regione, ha assicurato Cappellacci, proseguirà «sia sul fronte politico che in tutte le altre sedi competenti fino a quando non sarà riconosciuta con piena effettività la nostra competenza primaria in materia di continuità marittima». La flotta sarda, anche per il leader sardo della Uilt, «potrebbe diventare nel breve periodo un’occasione vincente per l’Isola se diventasse un progetto legato alla continuità», ha detto, «ma la Regione deve mettere in campo un piano più organico di quello che per ora sembra solo embrionale».

(Da: L’Unione Sarda-Annalisa Bernardini-15 giu 2012)

Porte chiuse per gli imprenditori che hanno scambiato la Sardegna per terra di conquista, andando all’assalto delle bellezze paesaggistiche con i progetti legati ad eolico terrestre e off shore.

A ribadirlo, nel corso della riunione di ieri, è stata la Giunta regionale, che ha approvato una delibera attraverso la quale si è dato mandato all’area legale di adottare tutti gli atti più idonei per contrastare le richieste di realizzare impianti nel mare antistante le coste dell’Asinara.

LA DICHIARAZIONE «La nostra comunità non svende il suo patrimonio naturalistico e le sue bellezze paesaggistiche», ha detto, a fine riunione, il presidente della Regione Ugo Cappellacci, illustrando le implicazioni di natura giuridica del provvedimento. Il governatore ha anche ricordato che la Corte Costituzionale ha ribadito le «indeclinabili funzioni e attribuzioni della Regione in materia paesistico-ambientale e di gestione del territorio ai sensi dello Statuto speciale». A questo si aggiungono le disposizioni introdotte con la legge regionale 4 del 2009 (Piano casa), che vietano espressamente la realizzazione nelle fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, la realizzazione di linee elettriche diverse da quelle strettamente necessarie e funzionari agli insediamenti urbanistico-edilizi.

LA LINEA «Le energie rinnovabili devono essere uno strumento di salvaguardia dell’ambiente, idoneo a produrre benefici economico-sociali che migliorino la qualità della vita - ha concluso il presidente Cappellacci. «Quando, invece, dietro l’etichetta rinnovabili si nascondono progetti che non solo non rispettano tali finalità ma rappresentano un palese tradimento delle stesse, la Regione vi si opporrà in tutte le sedi».

IL PROGETTO In ballo c’è un piano si sfruttamento, con la richiesta di concessione per 50 anni, di circa 3 milioni di metri quadri di specchio acqueo nel golfo dell’Asinara. L’imprenditore genovese Stefano De Benedetti, ex campione di sci estremo, ha reiterato la presentazione di un progetto che prevede l’installazione di 26 torri eoliche da 3,6 Mw l’una, alte 95 metri sopra il livello del mare, con rotori del diametro medio di 125 metri.

Un progetto altamente impattante dal punto di vista paesaggistico, al quale la Regione si opporrà in ogni sede.

(Da:L’Unione Sarda-Anthony Muroni-30 maggio 2012)

Da ieri i collegamenti.

La Giunta: «Rompiamo il monopolio delle compagnie»

Ha lasciato gli ormeggi ieri sera dal porto di Civitavecchia il traghetto della Saremar che collegherà la Penisola con il porto di Olbia. E oggi le due navi della flotta sarda, Scintu e Dimonios, si incroceranno nel Mar Tirreno per la seconda giornata della stagione invernale che entro marzo dovrebbe essere incrementata di una tratta, quella tra Porto Torres e Vado Ligure (o Genova).

Attualmente, con tariffe che vanno dai 21 euro a persona per il passaggio ponte sino ai 45 euro in cabina, le partenze vengono effettuate giornalmente escluso il sabato sino al 31 marzo, mentre dal 1 aprile le corse saranno operative tutti i giorni.

LE NAVI Nel frattempo la Regione, attraverso la controllata Saremar, ha avviato la ricerca, attraverso un avviso pubblicato la settimana scorsa sui quotidiani, di cinque navi, tre da 1.500 posti e 500 auto prevalentemente destinate alle persone (turisti e residenti) e due dedicate soprattutto alle merci. L’obiettivo per l’estate del 2012 è quello di potenziare il numero di posti passeggeri per rilanciare lo sviluppo turistico e le rotte, prevedendo la possibilità di collegare anche Cagliari con uno dei porti del centro-sud Italia (Civitavecchia o Napoli).

«La flotta con i quattro mori», ribadisce il governatore Ugo Cappellacci, «rappresenta la nostra sfida per tutelare il diritto alla mobilità dei sardi, per aprire nuove opportunità alle nostre imprese, per ripristinare le regole del libero mercato». Secondo il presidente, l’attuale aspetto dei collegamenti marittimi continua ad essere bloccato dal cosiddetto metodo “Tirrenia” che, sottolinea, va scardinato alla radice. Per l’assessore regionale dei Trasporti, Christian Solinas, la flotta sarda rompe di fatto il monopolio dei “signori del mare”. «Il nostro obiettivo», osserva, «è quello di potenziare il servizio con nuove tratte per garantire maggiore qualità e continuità nei collegamenti».

I PREZZI Per poter viaggiare con le navi Saremar basta collegarsi con il sito www.saremar.com. «L’avvio delle nuove corse della Flotta Sarda», aggiunge l’assessore Solinas, «rappresenta una risposta per i cittadini e le imprese, sia perché la Scintu e la Dimonios trasporteranno tutti i tipi di merci, accompagnate e non, per la durata del servizio, a prezzi competitivi, sia perché i prezzi calmierati costringeranno gli altri operatori a praticare tariffe che si avvicinino il più possibile a quelle proposte dalla compagnia regionale, come sta già accadendo, favorendo gli spostamenti verso la nostra isola».

(Da:L’Unione Sarda-17 gen 2012)

Già quando decise di resistere in giudizio – davanti ai magistrati amministrativi – contro il ricorso presentato dal gruppo di armatori che ha rilevato la Tirrenia, il presidente Cappellacci era stato chiaro:

«L’esperimento della flotta sarda non si conclude con l’estate 2011 e proseguirà con un potenziamento delle rotte». Detto fatto. Quando manca ancora parecchio all’inizio della stagione turistica, la Regione rompe gli indugi e annuncia che già dal prossimo 16 gennaio riprenderanno i collegamenti marittimi tra la Sardegna e la Penisola, gestiti dalla Saremar.

Ad annunciarlo è stato lo stesso governatore, poche ore dopo la ratifica da parte del Cda di Saremar. Tra meno di due settimane saranno ripristinati i collegamenti tra Olbia e Civitavecchia, con le stesse tariffe low cost della stagione 2011. Le prenotazioni potranno essere effettuate on line, già a partire da lunedì prossimo.

Ma la Regione non intende fermarsi qua, visto che c’è un piano per reperire sul mercato altre due imbarcazioni, che potrebbero andare ad aggiungersi a quelle già utilizzate lo scorso anno. Il tutto sarebbe suffragato da un business plan che dimostrerebbe la sostenibilità economica della proposta. Un capitolo sul quale Cappellacci e la sua Giunta si giocheranno molto.

«La nostra battaglia per tutelare il diritto alla mobilità dei sardi, per creare nuove opportunità per le nostre imprese e per ripristinare le regole del libero mercato prosegue come promesso – ha detto Cappellacci – la flotta sarda è nata come risposta della Regione all’aumento patologico dei prezzi praticati durante l’estate scorsa dalle compagnie di navigazione: un vero e proprio embargo».

Nel giugno 2011 la nave Scintu salpò dal porto di Civitavecchia per raggiungere quello di Golfo Aranci, seguita pochi giorni dopo dalla Dimonios, sulla tratta Porto Torres-Vado Ligure. «Il primo esperimento – commenta Cappellacci – ha consentito di trasportare oltre 130 mila passeggeri e più di 40 mila veicoli a costi contenuti. Lo abbiamo fatto utilizzando personale sardo e promuovendo a bordo i prodotti tipici della nostra terra. La flotta sarda – ha concluso il governatore – rappresenta una delle iniziative finalizzate a rivoluzionare il sistema della continuità territoriale marittima».

Da:L’Unione Sarda-a. mur.-6 gen 2012-foto da internet

Finanziamenti per società e impianti da costruire o migliorare

Ci sono 200 mila euro per la piscina di Irgoli, 140 mila per il rugby di Capoterra, altrettanti per l’equitazione a Nurri, 230 mila per il tennis a Oristano, 150 mila per il pattinaggio a Perdaxius, 140 mila per la palestra di Uri: sono alcune delle voci che fanno parte del programma triennale di investimenti (2010-2012) da 10 milioni di euro varato dalla Regione.

 LA NOVITÀ «Dopo dieci anni di buio finalmente si vede la luce», ha commentato il presidente della Giunta Ugo Cappellacci. «Lo sport, infatti, è l’elemento che più di altri favorisce la coesione sociale», ha aggiunto. In Sardegna ci sono oltre 200 mila tesserati per le varie discipline, circa 70 mila sono giovani di età compresa tra i 6 e i 18 anni. «Rappresentano una parte determinante della società, non potevamo sottrarci al nostro dovere che è quello di sostenere lo sviluppo investendo nuove risorse».

CENSIMENTO Per la prima volta in Italia, la Regione ha inoltre deciso di fare il censimento di tutti gli impianti sportivi. Su tremila strutture registrate quasi un terzo «avevano necessità di interventi urgenti», ha detto il presidente regionale del Coni Gianfranco Fara. Per questa motivo la Regione ha destinato il 70% degli investimenti alla realizzazione o alla ristrutturazione degli impianti; il restante 30% va alle società sportive.

L’ASSESSORE «Il progetto è davvero ambizioso», ha detto l’assessore allo Sport, Sergio Milia, «perché consente di razionalizzare le risorse». Una delle condizioni poste dalla Regione è «la reale cantierabilità degli interventi. Verranno monitorati costantemente i Comuni che hanno beneficiato dei finanziamenti, per verificare che tutti i lavori vengano eseguiti secondo i programmi. In caso di inadempienza, le risorse andranno inevitabilmente rimodulate», ha aggiunto l’assessore. «Questo intervento della Regione rappresenta un fatto straordinario», ha detto il presidente del Coni Fara che nel 2012 punta all’organizzazione dei «giochi delle Isole, un evento che porterebbe a Cagliari oltre 3 mila ragazzi».

(Da:L’Unione Sarda-Mauro Madeddu-24 dic 2011)

Sette donne di successo raccontano un mondo al maschile

 I tempi non sono quelli della Grecia di Sofocle, per il quale «il silenzio alla donna reca grazia». Il genere femminile è però ancora discriminato. Lo hanno ribadito le relatrici del convegno ‹‹Percorsi di donne››, promosso dalla Fidapa.

L’incontro alla ‹‹Satta›› ha inaugurato la sezione costituitasi da poco in città, presieduta dal medico Ninetta Busalla. L’obiettivo è ‹‹la parità dei diritti e la valorizzazione di capacità e professionalità femminili».

Il messaggio a Nuoro è stato fatto passare attraverso il racconto di vita di sette donne sarde, che operano in settori e mestieri di responsabilità e prestigio. Ognuna ha portato la sua soddisfazione per il ruolo, ma ancor prima ha voluto puntare il dito sulle difficoltà incontrate, in un mondo che ragiona ancora al ‹‹maschile››. Gli esempi: il primo lo porta la consigliera regionale di Sorgono Francesca Barracciu. La sua soddisfazione è aver contribuito (anche con Fidapa) a smontare la giunta Cappellacci, costretta a dare spazio ad alcune donne, dopo la sentenza del Tar. ‹‹La battaglia deve continuare, perché se si molla la presa si torna al punto di partenza››, ha arringato la Barracciu.

Un risultato della guerra alla giunta ‹‹maschilista›› è l’assessore Simona De Francisci, presente in sala. Flavia Corda, nuorese, giornalista Rai, torna indietro di oltre 20 anni: ‹‹Quando sono entrata in redazione ero l’unica donna su 31 giornalisti. Oggi, in tutta l’azienda, siamo appena un terzo. La discriminazione è soprattutto nei ruoli: facciamo le cronache di tutti gli avvenimenti, anche in aree di guerra, mai però i commenti››. A soffrire anche chi è riuscita a rompere schemi e barriere. Maria Pina Dore, medico Logudorese, ha raggiunto il Texas Medical Centre imponendosi come una delle maggiori studiose del batterio Helicobacter pylori, colpevole della gastrite sino al cancro gastrico. Il richiamo della terra qualche anno fa l’ha riportata a Sassari, all’inizio con uno stipendio di un milione di lire». È andata bene anche per Eugenia Tognotti, docente a Medicina e Chirurgia, a cui si debbono ricerche prima sul colera e poi sulla malaria, con la storia dell’interevento di lotta della fondazione Rockefeller, nel 1946. ‹‹Per noi è sempre difficile conquistare spazi pubblici››.

Francesca Ticca, segretario regionale Uil, ha ricordato Pierina Falchi (la prima ‹‹consigliera›› in Regione), Nerina Fiori e Margherita Sanna, amministratrici comunali a Nuoro: tre pioniere delle conquiste dell’emancipazione femminile. La stessa inseguita a da Vannina Mulas, oggi commissario del Consorzio ‹‹Satta››, prima alla Regione e alla guida del Comune di Dorgali, con un terzo del Consiglio fatto di rappresentanti del gentil sesso: ‹‹Un caso raro, sul quale si è spesso incentrata la curiosità».

(Da:La Nova-Francesco Pirisi-10 dic 2011)

La Giunta regionale ha stanziato un milione e mezzo di euro per interventi urgenti relativi all’«emergenza idrica nel territorio della Bassa Baronia».

Franco Mula

FRANCO MULA,sindaco di Orosei

La somma, proveniente dai ribassi d’asta, consentirà la sostituzione della condotta adduttrice Galtellì-Orosei.

Un intervento che dovrebbe essere attuato nel breve periodo che consentirà di risolvere il problema delle prolungate interruzioni nell’erogazione dell’acqua potabile. L’attuale condotta, infatti, presenta uno stato di degrado diffuso con frequenti rotture dovute al fenomeno della corrosicone.

La Giunta Cappellacci ha affidato la realizzazione ad Abbanoa. Franco Mula, sindaco di Orosei e congliere regionale dei Riformatori, esprimendo comunque per lo stanziamento, è già intervenuto per chiedere che l’affidamento della progettazione e gestione dell’intervento passi all’Unione dei Comuni “Valle del Cedrino”, perché – sostiene il primo cittadino – il gestore unico ha un carico di lavoro tale da non poter seguire in tempi rapidi l’iter procedurale di un’opera che presenta carattere di urgenza.

(Da:L’Unione Sarda-6 dic 2011)

 

L’Assessore provinciale alla Cultura Gianfranca Logias e il Presidente del Museo Man Tonino Rocca hanno inviato questa mattina alla Regione Sardegna (Assessorato ai Beni Culturali) una lettera per richiedere un incontro urgente volto ad esaminare al più presto la situazione del Museo MAN di Nuoro.

 TESTO DELLA LETTERA:

“Al fine di definire le modalità di intervento necessarie per garantire al Museo MAN di Nuoro una stabilità finanziaria che consenta la prosecuzione del suo percorso virtuoso, così come dichiarato dal Presidente Cappellacci nella sua recente visita a Nuoro, si chiede la convocazione di un incontro per concordare le azioni da intraprendere.

Tale iniziativa riveste carattere di urgenza posto che l’attuale situazione finanziaria non consente una adeguata programmazione degli eventi in modo da assicurare all’istituzione museale quel ruolo di eccellenza nel panorama regionale e nazionale ampiamente riconosciuto.

Fiduciosi in un esito positivo della richiesta si porgono distinti saluti”.

 L’Assessore alla Cultura della Provincia di Nuoro      Il Presidente del Museo MAN di Nuoro              

                          Gianfranca Logias                              Tonino Rocca

“Il Man rappresenta un’eccellenza della Sardegna e la Regione intende sostenerlo come merita”. 

Lo ha dichiarato a Nuoro il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, in merito alla paventata ipotesi di chiusura del Museo d’Arte della Provincia di Nuoro in conseguenza dei tagli ai finanziamento nazionali e regionali alla Provincia stessa.

 ”Le modalita’ di intervento – ha aggiunto – sono molteplici: anzitutto occorre rivedere la legge regionale 14 del 2006 che nella sua formulazione originaria non contempla un’istituzione come il Man. Nelle more di tale revisione, prevediamo di intervenire con un emendamento alla Legge Finanziaria che assicuri risorse adeguate. Il nostro obiettivo – ha concluso Cappellacci – e’ quello di consentire al Man di proseguire il suo percorso virtuoso nel migliore dei modi”.

 Da: Adnkrons-26 nov 2011

flotta sardaParte la rotta Vado Ligure-Porto Torres

Partirà questa sera alle 19,30 da Vado Ligure e farà rotta verso Porto Torres la Dimonios: la seconda nave della flotta sarda, che assicurerà i collegamenti tra l’Isola e la Liguria. Ad annunciarlo, una settimana dopo la partenza dei collegamenti tra Olbia-Golfo Aranci e Civitavecchia, è il governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci.

Questa è un’iniziativa in difesa del diritto alla mobilità dei sardi – sottolinea il presidente – della nostra libertà di impresa e contro la violazione delle regole del mercato”. Quasi 18 mila i biglietti venduti sinora dalla Saremar, la compagnia di navigazione controllata dalla Regione. Cappellacci ricorda i passaggi fondamentali che hanno portato al varo della flotta dei Quattro Mori.

ugo cappellacciNel mese di gennaio la Giunta regionale ha inviato una prima segnalazione all’Antitrust contro il caro traghetti. Poiché ogni tentativo di dialogo si è rivelato inutile, nel mese di aprile abbiamo inviato un ricorso all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, che ora sta svolgendo l’istruttoria, e abbiamo deciso di assicurare i collegamenti con la Saremar, società di proprietà della Regione. Un cittadino di Roma, di Milano o Torino si ribellerebbe, se chiudessero un’autostrada o se vi fosse un aumento spropositato dei prezzi. A maggior ragione – chiarisce Cappellacci - noi sardi non possiamo tollerare che qualcuno possa interdire al nostro popolo il mare e il cielo”.

(Da:L’Unione Sarda-22 giu 2011)

patto-dei-sindaciCon la firma del “Patto dei sindaci” la Regione investe sulle fonti rinnovabili

La  Sardegna fa rotta sull’ambiente e lo fa a vele spiegate.

Con la firma tra la Regione e l’Unione europea del “Patto dei sindaci”, alla presenza del direttore generale della Commissione europea, Pedro Ballesteros, prende forma il progetto “SardegnaCo2.0” che vuole produrre energia da fonti rinnovabili per almeno il 20% entro il 2020 e il 35% entro il 2030, riducendo anche le emissioni nocive. Durante un affollato convegno, ieri a Cagliari, la Regione ha illustrato il progetto agli enti locali. I veri protagonisti saranno infatti i Comuni che potranno aderire al progetto “Smart City – Comuni in classe A” e presentare progetti innovativi per candidarsi a diventare enti efficienti dal punto di vista energetico.

ugo cappellacciSFIDA: La Sardegna crede molto nella green economy tanto da far nascere nell’Isola il primo polo di chimica verde con l’obiettivo di passare da un sistema industriale energivoro ad uno più virtuoso. «La Regione ha grandissime potenzialità in questo settore che può risolvere il problema del futuro in termini di sviluppo sostenibile e può essere una vera chance per il lavoro delle nuove generazioni», ha spiegato il presidente della Regione Ugo Cappellacci. «Il nostro obiettivo è di avere un mix di produzione: 10% dal carbone pulito, 20% da carbone tradizionale, 30% dal metano e il resto dalle rinnovabili». Tra queste si intende soprattutto il fotovoltaico e il termodinamico, ma anche l’eolico «solo però salvaguardando il paesaggio». Per l’assessore regionale all’Industria, Oscar Cherchi, «con questo progetto la Sardegna può innescare il cambiamento del sistema industriale vecchio».

andrea pratoLEADER: Andrea Prato, coordinatore del progetto, ha poi sottolineato come «per la prima volta la Sardegna non è indietro rispetto agli altri Paesi, anzi è pioniera in questo settore». Il progetto è il primo in Italia. «Quando nel ’64 arrivò la chimica producemmo già prodotti desueti. Quello che invece produrremo ora con la chimica verde è il futuro, è un prodotto che sarà richiesto da qui ai prossimi 30 anni, e noi, arrivando per primi, potremo orientare il mercato». Per la riuscita del progetto (che prevede investimenti di circa 37 milioni di euro) per Prato occorrono scelte dal basso, in modo che la popolazione sia coinvolta e convinta. Servono nuove norme snelle e «la coesione e condivisione politica, sociale e sindacale. Se non saremo uniti non otterremo alcun risultato».

(Da:Unione Sarda-Annalisa Bernardini-14 giu 2011)

Cappellacci: 1500 prenotazioni

flotta sarda

Dopo proiezioni e ipotesi, ecco il primo dato ufficiale: la flotta sarda vale 1500 prenotazioni. Sono quelle effettuate sabato e domenica per la Civitavecchia-Golfo Aranci, l’unica linea per la quale in questo momento è possibile prenotare un posto. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Ugo Cappellacci: «I dati sugli accessi al sito – ha detto – sono una conferma del fatto che l’operazione flotta sarda va al di là della mera operazione economica. I Sardi e gli amici della Penisola hanno già un’idea compiuta di quanto sia accaduto prima e dopo l’entrata in campo di Saremar. Noi andiamo avanti con un’azione in difesa dei diritti dei cittadini e del nostro sistema economico». Le 1500 prenotazioni sono una piccola fetta dei contatti sul portale della compagnia, sino alle 16 di sabato erano 67mila.

(Da:La Nuova- 24 mag 2011)

Saremar, viaggi da 90 euro. Online le prime prenotazioni Le navi noleggiate da Saremar si chiameranno Dimonios e Scintu

flotta sardaLa flotta sarda è realtà. Il 15 giugno alle 23 partirà da Civitavecchia la prima nave diretta a Golfo Aranci con i vessilli dei Quattro Mori.

Lo ha annunciato il governatore Ugo Cappellacci, aprendo di fatto il sito per l’avvio delle prenotazioni. Ma le compagnie che hanno presentato l’unica offerta per l’aggiudicazione della Tirrenia chiedono lo stop della flotta sarda.

La flotta sarda Saremar-Regione è pronta a salpare. Il 15 giugno sarà operativo il collegamento Golfo Aranci-Civitavecchia: dalle 12 di ieri, sul sito Internet della Saremar, si possono prenotare i biglietti. Dal 20 giugno sarà attiva anche la seconda rotta, Porto Torres-Vado Ligure. Due i traghetti, battezzati Dimonios e Scintu , noleggiati al costo di 30 mila euro al giorno. Navi in grado di trasportare ognuna circa 840 passeggeri e 300 auto. Le tariffe? Inferiori anche del 50% rispetto a quelle proposte, sulle stesse rotte, dalle altre compagnie.

Cappellacci«Non stiamo dichiarando guerra a nessuno», ha precisato il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, «ma si tratta di legittima difesa. Prezzi fissi e chiari per residenti e non. Intanto aspettiamo che venga aperto un tavolo di confronto tra Stato, Regione e armatori per una vera continuità territoriale».

saremarPRIME PRENOTAZIONI – Sono già 100 le prenotazioni e 16 mila i contatti unici (singoli utenti) sulle pagine internet del portale della Saremar per le nuove tratte tra Olbia e Civitavecchia con la nuova flotta sarda che entrerà in servizio, a prezzi concorrenziali, dal 15 giugno prossimo. I dati sui primi click sono stati annunciati dalla Regione. Una risposta indiretta agli attacchi dell’europarlamentare dell’Idv Giommaria Uggias, secondo il quale la flotta targata Quattro Mori è solo “un grande bluff”. “La Saremar – spiega l’esponente dell’opposizione – incontra già numerose difficoltà per coprire i collegamenti con La Maddalena, per questo nutro dei seri dubbi sulla sua capacità nel gestire i traffici da e per la penisola”.

flotta-sardaIl viaggio inaugurale per la flotta sarda è fissato per il 15 giugno alle 23, quando la nave con il vessillo dei Quattro Mori partirà da Civitavecchia diretta a Golfo Aranci (Olbia). Le navi noleggiate dalla Saremar sono due e dal 20 giugno sarà anche operativa la tratta Porto Torres-Vado Ligure (Savona). Ancora in fase di valutazione altre due rotte, da Olbia a Livorno e da Cagliari a Civitavecchia.

Per i collegamenti il governatore Ugo Cappellacci ha annunciato prezzi decisamente alla portata di tutti: da 21 euro per la tratta Civitavecchia-Golfo Aranci per un posto ponte, 45 euro in cabina e 50 euro per l’auto.

(Da: Unione Sarda.it-21 mag 2011)-foto da internet

no-nucleare“La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E’ una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone”.

Cosi’ il presidente della Regione Ugo Cappellacci replica alle dichiarazioni dell’astrofisica, Margherita Hack, che in un’intervista al “Giornale”, si dice favorevole al nucleare e suggerisce che le nuove centrali, dato che l’Italia e’ un paese sismico, siano costruite in zone sicure, come la Sardegna.

I fautori del nucleare propongono sempre che le centrali siano realizzate molto lontano da casa loro. Nessuno di loro chiede di farlo a pochi chilometri dal proprio cortile. Questo e’ un fatto sintomatico e rivelatore, che ci convince ancora di piu’ della nostra contrarieta‘”, commenta Cappellacci. “La nostra Isola ha imboccato con decisione un’altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico. Inoltre, la Sardegna ha gia’ pagato un forte tributo alla ragion di Stato, sacrificando ad essa alcuni dei suoi angoli piu’ suggestivi. Abbiamo gia’ dato e non intendiamo sopportare ulteriori privazioni. Anzi, poiche’ sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di far aggravare sulla nostra terra servitu’ militari e pesi di altro tipo, la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse“. margherita hack

In terzo luogo non e’ accettabile che col pretesto di una presunta maggiore sicurezza, si pensi di rifilare ad altri le centrali nucleari“, conclude il presidente della Regione sarda.

L’unica sicurezza che verrebbe maggiormente garantita in questo modo, infatti, sarebbe quella di chi si trova dall’altra parte del mare. La professoressa Hack potra’ spendere le sue argomentazioni scientifiche con i suoi vicini di casa. In Sardegna abbiamo gia’ scelto“.

(Fonte: AGI – 18 mar 2011)

LEGGI ANCHE: http://marcocamedda.blog.tiscali.it/2010/02/27/cappellacci-in-sardegna-non-ce-posto-per-le-centrali-nucleari/

"DDL. Sviluppo": Torna il nucleare in Italia. Che smantella le vecchie centraliCappellacci: «Il nostro no è assoluto».

Il Pd: «Contrarissimi»

hackL’astrofisica Margherita Hack accende una luce sinistra sulla Sardegna, indicando l’Isola come luogo ideale per ospitare le centrali nucleari italiane.

Serve «una zona sicuramente non sismica», l’affermazione riportata in un’intervista al Giornale , «e come la Sardegna ce ne sono poche altre».

Parole che rischiano di pesare come macigni e nell’Isola si è subito acceso il dibattito politico. Il muro è compatto, tutti dalla stessa parte: «Il no al nucleare è assoluto».

L’INTERVENTO DELLA REGIONE

ELEZIONI regionali: Soru riparte il 6 gennaio come nel 2004--Cappellacci, aspettando BerlusconiNon si fa attendere il commento del presidente della Regione Ugo Cappellacci, appena le agenzie di stampa diffondono le dichiarazioni della Hack: «I fautori del nucleare propongono sempre che le centrali siano realizzate molto lontano da casa loro». E puntualmente «nessuno chiede di farlo a pochi chilometri dal proprio cortile. Questo è un fatto sintomatico che ci convince ancora di più della nostra contrarietà» all’energia nucleare. Il governatore resta fermo sulla linea iniziale: «La Sardegna non vuole le centrali. È una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull’emozione suscitata dagli eventi avvenuti in Giappone».

Cappellacci ribadisce che «la nostra Isola ha imboccato la strada della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico». Il presidente della Regione va oltre: «Sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di portare sulla nostra terra servitù militari e pesi di altro tipo», e ora «la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse».

L’APPELLO DEL PD

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Il Pd ribadisce «il no nettissimo al nucleare» nell’Isola e lancia un appello ai parlamentari sardi: «In questa fase devono far valere il loro peso, innanzitutto chiedendo che diventi vincolante il parere delle regioni», sottolinea Mario Bruno, capogruppo in Consiglio regionale. Di più: quelli del centrodestra «devono anche minacciare di far cadere il Governo» perché «la proposta delle centrali in Sardegna sia una volta per tutte messa da parte». L’esponente del Pd invita poi Cappellacci a far sentire «formalmente» la sua voce a Roma, «anche perché ha il sostegno di tutto il Consiglio regionale, che ha approvato un ordine del giorno unitario, ribadendo il no della Sardegna al nucleare».

IL NO DEL PDL

Diana Mario

Sarcastico il commento del capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Mario Diana: «Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, dice la saggezza popolare». E forse per questo Margherita Hack «ha pensato di proporre la soluzione a suo avviso più saggia per produrre energia nucleare in Italia, garantendo la sicurezza della Penisola». Diana ricorda che nell’Isola «i cittadini si sono già espressi in modo chiaro e univoco, in più occasioni, contro il nucleare e contro la realizzazione di centrali in Sardegna». Peraltro «si apprestano a farlo nuovamente in occasione del referendum». Interviene anche il deputato Bruno Murgia: «Ciò che sostiene Margherita Hack è in aperta contraddizione con la nostra idea di sviluppo per la Sardegna, un paradiso terrestre ideale che tale deve rimanere. E che non si può permettere di ospitare centrali nucleari». Il senatore Piergiorgio Massidda ritorna alle parole di Romani: «Il ministro giustamente congela la questione del ritorno al nucleare in Italia» perché «dobbiamo fermarci e capire cosa sta succedendo». In ogni caso resta «il no al nucleare in Sardegna».

SEL E IL REFERENDUM

 uras luciano

Sinistra, ecologia e libertà si sfila dal dibattito sulle parole della Hack, ma Luciano Uras conferma «il no deciso al nucleare» che «dev’essere ribadito senza alcuna titubanza nel prossimo referendum regionale promosso dal Comitato Sì contro il nucleare ».Il consigliere regionale allarga il discorso, chiedendo «la costituzione in Sardegna di un’autorità autonoma sulla sicurezza ambientale, una sorta di coordinamento permanente delle competenze pubbliche in materia di tutela, bonifica e ripristino ambientale promosso dalla Regione». Uras torna agli «incidenti capitati di recente nell’area di Porto Torres» e alla «forte e negativa incidenza sull’ambiente delle esercitazioni e delle attività militari, soprattutto nelle aree interessate dai poligoni», fino «all’attività mineraria e di cava e quella industriale di base» che «hanno segnato profondamente il nostro territorio».

Salis_Adriano«NON C’È NUCLEARE SICURO»

Nel dibattito interviene anche il capogruppo dell’Italia dei valori Adriano Salis: «Non c’è nucleare sicuro e le forze politiche sarde, soprattutto quelle di opposizione, combattono ormai da anni una battaglia per evitare che la Sardegna possa essere gravata, tra le altre, dalla peggiore delle servitù: quella nucleare». Per questo, «il nostro obiettivo è lo sfruttamento delle nostre principali e quasi uniche materie prime. Il sole, il vento e il nostro splendido territorio».

(Fonte:Unione Sarda-GIULIO ZASSO-19 mar 2011)

Ci risiamo! Puglia, Sardegna e Piemonte.... Ecco i siti delle centrali nucleari?


EOLICO IN MARE: IL NO DI CAPPELLACCI!

EOLICO IN MARE; il NO della Giunta Regionale!

La giunta regionale risponde con una nota del suo ufficio stampa all’articolo pubblicato ieri dalla Nuova in cui si ricostruiva la strategia della giunta Cappellacci sull’eolico.

Nella nota si afferma che «con la Finanziaria 2009» la giunta ha passato «alla dirigenza la competenza al rilascio delle autorizzazioni». Poi, ad agosto, «con il Collegato alla Finanziaria è sorta l’esigenza di uno snellimento delle procedure legato a una delle tante emergenze industriali: quella della Portovesme Srl», com espiegò allora l’assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa: «La Regione sta facendo la propria parte, abbiamo approvato una legge utile ad avviare le procedure per l’autorizzazione di un parco eolico finalizzato all’autoproduzione e all’abbattimento del costo energetico».

Quanto agli impianti eolici, «tre delibere approvate il 12 marzo 2010 hanno confermato in modo inconfutabile che la Regione non ha ceduto ad alcuna speculazione o assalto dei “signori del vento”». Tra queste delibere la nota sottolinea la decisione di far nascere un’agenzia, Sardegna Energia, a cui tutti i progetti relativi alle energie rinnovabili faranno capo.

(Fonte:La Nuova)

Eolico, nuovo assalto nell’Oristanese Cappellacci: la Regione è contraria!

EOLICO IN MARE: IL NO DI CAPPELLACCI!

EOLICO IN MARE: IL "NO" NETTO DI CAPPELLACCI!

Si pensava che dopo la netta presa di posizione della Regione del marzo scorso, le società avessero rinunciato definitivamente a realizzare impianti eolici off-shore. Invece una società bergamasca ha ripresentato gli atti per una zona dell’Oristanese

REGIONE :Cappellacci annuncia "Il nuovo assessore all'industria  sarà Sandro Angioni" ! “Ribadiamo la nostra contrarietà assoluta alla realizzazione di impianti eolici off-shore”. Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha commentato la notizia secondo la quale non si sarebbe fermato l’iter relativo ai progetti per due parchi eolici off-shore nelle coste dell’ Oristanese. “Daremo immediatamente mandato ai nostri uffici affinché vengano intraprese tutte le iniziative che il caso richiede“.

IL NO DELLA REGIONE

Il Presidente ha ribadito le linee adottate dalla Giunta con le delibere dello scorso marzo che vietano espressamente la realizzazione di impianti eolici off-shore e anche quella di impianti “a terra” da parte di privati. Quest’ultima ipotesi è consentita solo alla Regione Sardegna affinché le ricadute in termini economici e occupazionali ricadano sul territorio.

LE ECCEZIONI

Le uniche eccezioni, come avvenuto nel caso della Portovesme Srl, sono rappresentate dai progetti proposti da aziende energivore e finalizzati all’autoproduzione e all’autoconsumo.

(Fonte:Unione Sarda-24 aprile 2010)

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una mia considerazione

Gli assalti reiterati da parte di società che “propongono” queste installazioni  nel mare sardo è un argomento che, a mio modesto avviso, debba essere risolto definitivamente (nel senso ovvio del “no” ) e se non dovessero bastare le decisioni del Consiglio regionale, richiedere l’intervento del Governo centrale.

Nonostante le delibere contrarie alla realizzazione di questi impianti, adottate   dalla Giunta Regionale ,  questo nuovo  protervo “ripresentare gli atti” da parte di questa società bergamasca risolleva la paura che sembrava ormai  passata  per cui confidiamo nel Presidente Cappellacci affinchè ci rassicuri in modo definitivo.

Sono convinto che i sardi sono tutti con Lui nella lotta alla realizzazione  questi  “impianti off-shore” che andrebbero a deturpare quella che senza alcun dubbio è la ” più bella e preziosa risorsa naturale”  che è il nostro meraviglioso mare  e che fa della Sardegna un’isola invidiata e ambita  nel mondo.

E  TUTTI noi sardi su questo punto dobbiamo mantenere alta ,con i mezzi che la civiltà e quindi la legalità ci consente, la tensione e l’unità  affinchè questi “progetti non s’abbian da fare”!

marco camedda

no-nucleare«Il nostro no al nucleare non si basa su pregiudizi di natura ideologica, né su valutazioni di carattere emotivo. Abbiamo una posizione diversa, ragionata, basata sulla specificità della nostra Regione»

. Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha commentato l’ipotesi di un referendum consultivo sul nucleare, avanzata ieri mattina a Cagliari dal viceministro Adolfo Urso. «In Sardegna – ha aggiunto il governatore- non c’è posto per le centrali perché intendiamo imboccare con decisione un’altra strada: quella delle energie rinnovabili e della green economy». http://maviserra.files.wordpress.com/2008/05/nucleare.jpgPer questa ragione, ha detto ancora Cappellacci – «la realizzazione di impianti nucleari rappresenterebbe un inaccettabile danno, anche dal punto di vista simbolico, per una terra che affida le sue speranze di sviluppo all’ambiente, al paesaggio e alla propria identità. Siamo contrari ad una simile ipotesi e un referendum non farebbe altro che confermare questa volontà».

In mattinata Urso aveva illustrato la sua proposta a margine di un convegno a Cagliari: un referendum consultivo in tutte le Regioni per conoscere il parere dei cittadini e degli enti locali su un’eventuale presenza di centrali nucleari sul loro territorio.

«Sono pronto a dare la mia disponibilità per effettuare una campagna informativa che susciti un dibattito sull’argomento – ha spiegato il viceministro – mi dispiace che ci sia una preclusione ideologica rispetto a una forma di produzione di energia sulla quale stanno puntando altri Paesi non solo europei. È paradossale che l’Enelno nucleare produca energia nucleare a poche centinaia di chilometri dalle frontiere italiane mentre il nostro Paese importa il 18% di questo tipo di energia. Credo – ha aggiunto Urso – che serva trasparenza sull’argomento e non preclusioni ideologiche frutto delle emozioni del momento». Il viceministro, sottolineando che l’investimento per una centrale si aggira sui 4,5 miliardi di euro, ha ricordato che l’obiettivo del Governo è quello di arrivare ad un «mix energetico con il 25% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e un altro 25% prodotto dalle centrali nucleari».

Urso ha anche parlato dei criteri di scelta dei siti dove sorgeranno le nuove centrali nucleari in Italia.

«Non deve essere la politica a dire dove andranno le centrali nucleari, il Parlamento ha previsto i criteri per individuare i siti. Poi saranno le imprese, sulla base di pareri di scienziati, a chiedere alle autorità locali e alla popolazione se siano o meno disponibili all’insediamento delle centrali. In caso di diniego si cercheranno altri siti».

Infine un cenno sul dibattito interno al Pdl sardo. In sardegna, dice Urso, «il Pdl deve affrontare con trasparenza all’interno degli organismi del partito le problematiche che riguardano governo della Regione per trovare con il confronto delle idee quelle soluzioni condivise che permettano di realizzare un modello di successo in Sardegna anche per segnare un discontinuità con la precedente amministrazione».

(fonte:Unione Sarda-SERGIO ATZENI)

sindaci-baronia-vertenza cedrinoOrosei: consiglio regionale approva mozione procedura d'urgenza a favore paesi della Baronia.Con una lettera al presidente della Regione Ugo Cappellacci, al commissario dell’Ato Franco Piga e al presidente di Abbanoa Pietro Cadau, i cinque sindaci dell’Unione dei Comuni rilanciano la vertenza Cedrino. «A conclusione degli incontri con le vostre istituzioni si era convenuto sulla gravità della situazione eAcqua da Su Gologone:i sindaci dei comuni della Valle del Cedrino  chiedono tempi certi sui lavori! sulla necessità di ovviarvi con lo stanziamento di adeguate risorse e procedure rapide per la realizzazione delle opere necessarie».

«Da ultimo poi – scrivono i sindaci Gino Derosas di Orosei, Renzo Soro di Galtellì, Giovanni Porcu di Irgoli, Giovanni Branchitta di Onifai e Vincenzo Secci di Loculi – lo stesso consiglio regionale si è unanimemente pronunciato approvando una risoluzione che riconosce la fondatezza delle nostre istanze e impegnando la giunta regionale, e in particolare il suo Presidente, ad attivarsi immediatamente per reperire le risorse e dar corso alle opere necessarie ricorrendo nel caso anche alle procedure d’urgenza». «Ad oggi - si lamentano i sindaci – ancora non si conosce con certezza né se si dispone di risorse ed in quale misura, né le soluzioni individuate, la tipologia e relativi elaborati progettuali delle opere da realizzare, né lo stato delle procedure eventualmente attivate».

Insomma dopo tanto rumore il silenzio,

e questo, dicono i sindaci, sebbene in occasione dell’ultimo incontro tra gli enti coinvolti si fosse preso l’impegno di dare risposte certe nel tempo massimo di due settimane convocando un’apposita riunione. «Da quella data – puntualizzano ora i primi cittadini dell’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino – sono passati quasi due mesi e per tali ragioni, persistendo tutte le condizioni che determinano la gravità della situazione, esprimiamo seria preoccupazione e chiediamo con forza l’immediata convocazione di un incontro, affinché la vertenza possa essere affrontata responsabilmente e con urgenza nei modi e nei tempi più volte richiesti».

L’intento dei sindaci insomma è quello di mantenere alta l’attenzione su una problematica esplosa a metà novembre quando la presenza in forti concentrazioni di un alga potenzialmente tossica nel bacino di Pedra ’e Othoni che approvvigiona la rete idrico potabile dei cinque paesi a valle, per circa venticinque giorni aveva causato la decretazione cautelativa di non potabilità dell’acqua immessa in rete.

L’intervento per risolvere lo stato di perenne crisi è stato individuato collegialmente nella realizzazione di una interconnessione tra il potabilizzatore di Janna ’e ferru e la sorgente di Su Gologone baipassando così le acque inquinate della diga sul Cedrino. Il progetto costerebbe circa due milioni di euro che Abbanoa ha garantito di avere in cassa.

Sinora però tutto è rimasto sulla parola e

i sindaci adesso chiedono di vedere le carte!

(fonte:La Nuova-a.fontanesi)

Ieri pomeriggio al termine di un articolato scambio di interventi bipartisan, il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione relativa all’emergenza idrico sanitaria che assilla i Comuni della Valle del Cedrino costretti ad approvvigionarsi di acqua potabile dal bacino inquinato di Pedra ’e Othoni sul fiume Cedrino.

La mozione, primo firmatario il consigliere dei Riformatori Sardi Franco Mula, era stata sottoscritta trasversalmente da 37 consiglieri in rappresentanza di tutti i partiti e i gruppi politici presenti nell’assise.
Nella rimodulazione finale approvata ieri,  i consiglieri firmatari chiedono
al presidente della Regione Ugo Cappellacci di convocare urgentemente tutti i rappresentanti delle istituzioni e degli enti interessati per adottare le iniziative urgenti indispensabili per avviare a soluzione il problema anche con una richiesta di delega alla presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione delle opere indispensabili con le procedure d’urgenza previste dalla normativa della Protezione civile oppure, in ogni caso, di verificare l’applicazione dei suoi specifici poteri commissariali per accorciare i tempi e snellire le procedure tecnico burocratiche necessarie alla realizzazione dell’interconnessione tra la diga di Olai e la sorgente di Su Gologone che risolverebbe il problema.
Procedure che la mozione chiede vengano adottate in ogni altra situazioni di emergenza idrico sanitaria presente in Sardegna.
A Cappellacci viene chiesto anche il suo diretto impegno per il reperimento dei fondi necessari per il totale risanamento del Cedrino. 
Piena soddisfazione per la condivisione unanime della mozione è stata espressa dal consigliere Franco Mula mentre durante la replica della Giunta. 
L’assessore ai Lavori pubblici Angelo Carta ha assicurato massima collaborazione e rassicurazioni relative alla messa in campo di tutte le azioni utili a verificare se la richiesta di procedura d’urgenza sia percorribile, oppure, come descritto nella mozione, sia già in capo ai poteri commissariali del presidente della Regione.
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)

«L’emergenza idrico sanitaria del bacino idrografico del Cedrino necessita del diretto coinvolgimento del presidente della Regione affinchè convochi tutti i rappresentanti delle istituzioni e degli enti interessati alla gestione delle risorse idriche».
«Questo per adottare tutte le iniziative urgenti indispensabili per avviare a soluzione il problema. Anche con una richiesta di delega alla presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione delle opere indispensabili con le procedure d’urgenza previste dalla normativa della Protezione civile e con l’impegno a reperire i fondi necessari per il risanamento del fiume».

Questo è quanto sottoscrivono in una mozione presentata avantieri
al governatore Ugo Cappellacci 37 consiglieri regionali in formazione assolutamente trasversale che vede uniti nella stessa richiesta esponenti di tutti i gruppi consiliari. Dai Riformatori (primo firmatario Franco Mula) ai sardisti, dai consiglieri del Pdl a quelli del Pd sino agli esponenti del gruppo Comunisti – La Sinistra Sarda – Rossomori.
I firmatari della mozione chiedono inoltre la convocazione straordinaria
di un consiglio regionale per approfondire la problematica che da mesi vede coinvolti i comuni della Valle del Cedrino, Orosei, Onifai, Irgoli, Loculi e Galtellì, che con delibere adottate dalle giunte municipali, hanno dichiarato lo stato di emergenza idrica, sanitaria, sociale ed economica a causa della non idoneità ai fini potabili delle acque di rete provenienti dall’invaso di Pedra ’e Othoni.
Stessa posizione adottata il 22 dicembre scorso anche dalla giunta della Provincia di Nuoro.
I consiglieri regionali sottolineano come la problematica sia legata alla pessima qualità dei reflui provenienti dagli impianti di depurazione dei Comuni che scaricano sul Cedrino creando pesanti ripercussioni sui processi di potabilizzazione degli impianti di distribuzione dell’acqua e come tale situazione pregiudica qualsiasi utilizzo della risorsa idrica, in particolar modo dell’acqua potabile, ponendo seri problemi per la salute pubblica.
Identica richiesta è stata reiterata ieri mattina durante la riunione del consiglio provinciale dai consiglieri Gesuino Beccari, Antonio Pala e Michele Frau che hanno rimarcato come il riconoscimento dello stato di emergenza idrico-sanitaria del territorio, con l’assegnazione del canale di protezione civile, consentirebbe di attivare le procedure d’urgenza in tempi sicuramente più veloci garantendo la possibilità di valutare e ipotesi risolutive di questo problema.
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)

 

continua…

L’insieme di norme approvate con l’obiettivo di rilanciare l’economia è ancora all’esame del Consiglio regionale.
Il rilancio dell’economia sarda deve passare (anche) per il Piano casa.
Lo strumento che, negli obiettivi della maggioranza al governo della Regione, può e deve produrre un balzo in avanti per il tessuto economico isolano.
La legge, però, è ferma in Consiglio regionale, nonostante la velocissima approvazione di ottobre.
Una sosta "tecnica" per evitare che da Palazzo Chigi
arrivi la richiesta alla Corte Costituzionale di un clamoroso stop.
Insomma, i tempi non sono quelli che la Giunta e la maggioranza avevano previsto e non sono pochi gli imprenditori (edilizia, turismo, servizi) che manifestano la loro delusione per questa partenza ritardata.
Le richieste ai Comuni per avviare i lavori non mancano, l’attesa è forte ma dagli uffici delle amministrazioni comunali non arrivano risposte ai quesiti dei cittadini o delle imprese: ora più che mai, con la legge che tecnicamente non è in vigore.
IL PIANO CASA
Le abitazioni che possono aumentare di volume fino al 35 per cento, gli alberghi che migliorano i servizi attraverso la crescita dell’offerta, soprattutto le imprese edili che riprendono a correre, con tutto l’enorme indotto che ruota attorno all’edilizia: queste le chiavi che, nelle intenzioni dell’assessorato regionale all’Urbanistica che ha partorito i 17 articoli della legge, possono produrre risultati veloci e tangibili, con un’economia in agonia che riprenderebbe a correre.
Economia a pezzi dopo anni di crisi profonda, ancorata sul fondo anche per la negativa congiuntura internazionale.
Ma il Piano sardo, secondo Palazzo Chigi «il migliore fra quelli approvati nelle Regioni»,è fermo, prigioniero della fretta con cui è stato elaborato e delle programmate vacanze di fine anno del Consiglio regionale. Qualcosa non ha funzionato, soprattutto nei tempi.
Perché la legge regionale – approvata dal Consiglio regionale il 17 ottobre – è tornata in commissione Urbanistica per un primo tagliando , correzioni obbligate dopo i rilievi mossi dal governo nazionale su alcuni passaggi che – in estrema sintesi - andrebbero in contrasto con il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", divenuto legge nel 2004, aggiornato nel 2008 e oggi in vigore.
IN COMMISSIONE
La legge regionale "per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi strategici per lo sviluppo" – questa la dicitura originale - riparte dalla commissione Urbanistica, dove il confronto – leggi scontro – fra centrodestra e centrosinistra si riproporrà, seppure con diversi toni.
Il Piano casa resterà dentro il palazzo di viahttp://static.panoramio.com/photos/original/22293807.jpg Roma almeno per un altro mese. 
La discussione dovrà portare a correzioni non sostanziali, ma fondamentali sul piano politico. Nella prima riunione utile dopo la ripresa dei lavori in Consiglio (nella seconda metà di gennaio) la Commissione esaminerà una serie di emendamenti al testo che interessa quattro articoli.
Si discuterà ancora sulla dotazione di posti auto per ogni progetto di ampliamento e sulla loro localizzazione, ma anche sulla possibilità che le imprese turistiche – bar, ristoranti, esercizi pubblici – e non solo le strutture ricettive, possano beneficiare degli ampliamenti previsti nella legge.
Il testo è da modificare, come abbiamo ricordato,
soprattutto per evitare conflitti istituzionali col governo.
Sugli articoli che metterebbero a rischio-impugnazione la legge, stanno lavorando i professionisti dell’assessorato di Gabriele Asunis. Il presidente della Quarta commissione, Matteo Sanna (Pdl), è sicuro che la questione si risolverà in fretta e bene: «Non esiste alcun rischio che da Roma possano arrivare osservazioni sul nostro testo».
L’opposizione, anche dopo la discussione sugli emendamenti, non voterà a favore, ipotesi prevedibile dopo il durissimo confronto in Aula.
«L’associazione dei costruttori, nel corso di una audizione, ci chiese di approvare la legge entro lo scorso settembre», ricorda Cesare Moriconi (Pd), «ma noi dell’opposizione avevamo messo tutti al corrente dei rischi che avremmo corso, se avessimo lavorato in fretta».
La legge «oggi è inapplicabile perché va in contrasto con alcune norme nazionali di pianificazione paesaggistica».
GIUNTA E CONSIGLIO
Intanto, martedì la Giunta regionale riprende a lavorare. La riunione è fissata per le ore 16 in viale Trento, mentre non è ancora stato comunicato l’ordine del giorno.
Poche ore prima, il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, terrà la sua prima conferenza stampa di fine anno, occasione per un primo bilancio del lavoro del suo esecutivo.
Mentre il palazzo del Consiglio riaprirà domani mattina, ma solo per l’incontro con la stampa del presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, anche lei al suo primo consuntivo da capo dell’assemblea.
(Fonte:L’Unione Sarda-ENRICO PILIA)

La Regione deve modificare il «Piano casa»

approvato solo un mese e mezzo fa con l’intento di mettere in campo misure straordinarie per il sostegno dell’economia attraverso il rilancio dell’edilizia.
Una legge da modificare – ha sostenuto il Ministero per i Beni culturali – perché, così come è stata approvata è incostituzionale e il Governo Berlusconi dovrebbe impugnarla. L’essenza del problema sta nell’aggiornamento al Piano paesaggistico.
Il Piano casa, infatti, per quanto riguarda il Ppr
scalvalca il Codice Urbani sul paesaggio.
All’avviso «di errore» fatto dal ministero, la Regione ha risposto subito con una delibera della Giunta con cui si propongono modifiche e integrazioni alla legge varata il 23 ottobre scorso. http://unionesarda.ilsole24ore.com/foto/ArticoloSezione/229936.jpg
Una correzione che, a giudizio del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e dell’assessore Gabriele Asunis, riguarderebbe aspetti puramente marginali della legge.
Una tesi, peraltro, assai contestata dall’opposizione:
«Altro che marginali, il Piano casa di Cappellacci e Asunis per ora è come se non esistesse mentre restano impregiudicati tutti i restanti aspetti di legittimità giuridica e costituzionale sollevati con responsabilità dal Procuratore della Repubblica di Oristano».
Il presidente Cappellacci sostiene, nella deliberazione, che «è stata avviata un’intensa attività di cooperazione tra amministrazione regionale e Ministero per i beni e le attività culturali per arrivare alla sottoscrizione di un protocollo di intesa istituzionale».
E spiega: «Si rende opportuno una modifica di carattere integrativo all’interno dell’articolato legislativo recentemente approvato dal Consiglio. L’integrazione da apportare all’articolo 11 consiste nel richiamo alle modalità di copianificazione tra ministero e Regione, iter procedurale da seguire nei casi di revisione e di adeguamento del piano paesaggistico».
Il presidente – è scritto nella delibera –
ritiene conveniente «per dare certezza sia agli Enti locali, sia agli operatori del settore di proporre al Consiglio regionale alcune modifiche allo scopo di definire taluni aspetti o profili delle disposizioni normative emerse a seguito della prima fase di applicazione della legge».
Dal Pd, che aveva dato battagliain Consiglio regionale con un lungo ostruzionismo, è arrivata subito la reazione: «Noi l’avevamo detto. È la prima censura al finto Piano casa».
Il capogruppo Mario Bruno accusa:
http://www.pdsardoportotorres.it/wp-content/uploads/2008/10/gian-valerio-sanna.jpg«Visto che questa Giunta e la sua maggioranza rappresentano la sintesi dell’arroganza e dell’incompetenza, ecco che si è costretti urgentemente a correre ai ripari e a correggere gli errori che sin dai lavori della commissione consiliare e poi in aula avevamo denunciato».
L’ex assessore all’Urbanistica, Gian Valerio Sanna, che in aula si era scontrato più volte con l’assessore in carica, Asunis, spiega la portata delle correzioni da fare:
«Il testo della Giunta, nel suo primo articolo, introduce un nuovo comma all’articolo 11. Dice che le revisioni ai Piani paesaggistici avvengono in applicazione del Codice Urbani sul paesaggio.
Ma dire questo significa ammettere che, senza la preventiva intesa con il Ministero, non può essere modificato il Ppr.
Ne consegue che anche gli articoli successivi, nonchè ogni altra disposizione che modifica il Piano paesaggistico e le sue norme di salvaguardia non può essere considerata applicabile prima di una revisione legittima del Ppr».
A giudizio di Bruno e Sanna, quindi,
non ci può essere il via libera a nuove lottizzazioni, modifiche dei Piani particolareggiati dei Centri storici, superamento dei vincoli di inedificabilità totale nei trecento metri, modifica delle norme di salvaguardia nell’agro.
Ma c’è un’altra «correzione» che ha suscitato l’interesse del Centrosinistra:
«Il disegno di legge non dimentica gli incarichi e le poltrone e così all’articolo 2 viene definito lo stipendio degli esperti della non meglio identificata commissione per il paesaggio», afferma Gian Valerio Sanna, «tali esperti saranno pagati il trenta per cento di quello che percepiscono i presidenti degli enti regionali di primo livello (Sfirs, Arst, ad esempio), e inoltre, senza assumersi alcuna responsabilità, avranno diritto dalla data del loro insediamento anche del trattamento di missione e rimborso spese viaggio».
(Fonte:La Nuova-alfredo franchini)

Il nuovo assessore regionale all’industria,al posto di Andreina Farris, è Sandro Angioni, giornalista televisivo.
 
http://3.bp.blogspot.com/_RFXE_0D1vRo/ScOakoxnNWI/AAAAAAAAAGI/IT63eevWthg/s320/foto-andreina-farris.jpgLo ha annunciato il presidente della giunta, Ugo Cappellacci, in una conferenza stampa prima della partenza per Fiumicino.
Cappellacci ha voluto ringraziare pubblicamente Andreina Farris (si parla di una nomina a prefetto) «per il contributo di contenuti tecnici che ha fornito sino a ieri e per la passione e dedizione con cui ha portato avanti il suo lavoro.
Con le dimissioni dell’assessore Farris si realizza la prima fase dell’avvicendamento all’Industria».
Rispondendo, poi, alle domante dei giornalisti, il presidente ha annunciato che «nelle prossime ore» sarebbe stato ufficializzata la nomina del nuovo assessore.
(Fonte:La Nuova)