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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: figli

CONVEGNO DEL GRUPPO “MAMAS”

sabato 28 maggio 2016 dalle ore 10 alle ore 13

con il patrocinio del Comune di Nuoro

presso la sede della Biblioteca Satta

Il gruppo Mamas nasce nel 2014 all’interno del Centro famiglia Consultorio Diocesano che da circa 40 anni opera nel territorio con professionisti volontari che vanno in aiuto alla famiglia e al singolo individuo.

Mamas è un gruppo di mutuo aiuto da mamma a mamma, un gruppo di mamme che credendo fermamente che l’allattamento al seno sia la forma migliore e naturale per nutrire e crescere i propri piccoli, sono riuscite a superare timori, paure, insicurezze e dubbi maturando nella loro esperienza genitoriale, tanto da poter essere un valido supporto a tutte le mamme che attraversano prima o dopo il parto quell’iter di paure che le porta a non sapere quale sia la cosa più giusta per se stesse e per il proprio bambino.

Mamas non vuole sostituirsi agli esperti operatori del settore, ma vuole mettersi al servizio di chi desidera conoscere l’arte dell’allattare. In questa prospettiva, Mamas consapevole che per una eccessiva medicalizzazione del parto e di una cattiva cultura della nascita diffusasi negli ultimi 40 anni l’allattamento al seno non sia più naturale e fisiologico, ritiene che sia un arte che vada appresa e coltivata.

Nelle società industrializzate come la nostra è molto comune la convinzione che “una buona nascita” sia quella in ospedale e continuamente monitorata da macchine tecnologiche sempre più evolute e da operatori con varie specializzazioni. Anche noi mamme eravamo convinte di questo fino a quando non abbiamo scoperto che le difficoltà sperimentate nell’allattamento avevano origine non da una nostra incapacità o patologia, ma dai nostri comportamenti conformisti alle regole sociali apprese per impregnazione che risultavano molto distanti dalla fisiologia, ossia dai bisogni di genitori e figli.

Questo creava un conflitto difficilmente esprimibile razionalmente. Man mano abbiamo scoperto che il nostro corpo e quello di nostro figlio è sapiente e competente.

È stato necessario fare un lavoro di “decontaminazione” dalle “credenze” e dalla “ritualità” socialmente approvate e prendersi del tempo e dello spazio per una riflessione critica prima di capire i nostri reali bisogni, quelli dei nostri figli e del loro padre, questo ha comportato un cambiamento nel nostro agire, nell’interpretazione delle dinamiche genitori-figli, coniugali e familiari.

Informare e sensibilizzare su nuove e differenti opportunità riguardo la nascita, è infatti uno tra gli obiettivi che il gruppo Mamas si prefigge di raggiungere col proprio contributo che indaga ad ampio spettro e li supporta, promuovendo soluzioni ed indicazioni personalizzate, i vari aspetti legati all’attesa e alla nascita e le successive sfide ad esse strettamente connesse.

La nascita è un’esperienza individuale sia per i genitori che per il nascituro e su questa base riteniamo importante che ciascuna famiglia abbia il diritto di trovare la condizione più appropriata e consapevole per essa, in condizioni di sicurezza, serenità e totale coinvolgimento.

Per perseguire ciò riteniamo occorrano conoscenze, collaborazione, comprensione dei propri bisogni e per far ciò è necessario attivare una rete sociale di divulgazione che coinvolga e motivi la comunità a riflettere sulle tematiche sopra elencate.

All’interno di questo nuovo paradigma il gruppo MAMAS ha voluto realizzare un Incontro Pubblico con l’ostetrica Ruth Ehrhardt e la consulente de La Leche Legue Hilda Garst per sabato 28 maggio 2016 dalle ore 10 alle ore 13 presso la sede della Biblioteca Satta, con il patrocinio del Comune di Nuoro e la collaborazione della Biblioteca S. Satta e l’associazione Viche Viche.

Chi sono Ruth Ehrhardt e Hilda Garst:

Ruth è una madre di 4 figli, ostetrica, doula e paramanadoula e facilitatrice – formatrice di corsi di rianimazione neonatale.

Vive e lavora a Città del Capo in Sud Africa. Accompagna donne con parto a domicilio, in case maternità e in strutture ospedaliere.

Dal 2010 gestisce con Lana Petersen, un sito internet dove raccoglie informazioni e consigli per donne che desiderano partorire a casa.

Ruth è parte del team che organizza “The Cape Town Midwifery and Birth Conference”, “La conferenza di Città del Capo di Ostetricia e Nascita” che si propone di creare collaborazione e condivisione tra i professionisti della nascita al fine di poter promuovere esiti di gravidanze e nascite positivi e sicuri. Ruth è l’autrice del libro “I bisogni di base di una donna in travaglio”, un libro basato sul lavoro del Dr Michel Odent, che riassume in concetti semplici e chiari i bisogni di base universali delle madri della specie homo sapiens durante gravidanza-parto-avvio allattamento e che esplora il ruolo cruciale dell’ormone ossitocina e le interferenze ambientali che ne inibiscono l’efficace rilascio.

Hilda Garst è madre di 3 figli, co-madre, facilitatrice di incontri “da mamma a mamma a comunità” per la nascita-allattamento-salute primale attivista per la comprensione e protezione dei bisogni di base del continuum madre/bambino durante l’allattamento e l’intero periodo primale.

(DA: comunicato del Gruppo Mamas-26 Maggio 2016)

I vantaggi pisco-fisici di un’abitudine

molto diffusa e, spesso, criticata

Co-sleeping significa dormire insieme.

Questa abitudine è oggetto di infinite controversie tra genitori di generazioni diverse. Infatti, persiste l’idea che il co-sleeping vizi in qualche modo il bambino, rendendolo più dipendente dai genitori e meno pronto ad affrontare il mondo.

Invece, il co-sleeping porta numerosi vantaggi e a confermarlo sono studi approfonditi. Innanzitutto, è comunque bene che il bebè dorma, sin dalle prime settimane di vita, nella stessa stanza dei genitori sia per facilitare l’allattamento al seno a richiesta, sia per sentire “la vicinanza” di mamma e papà. E se il bambino, non più neonato, desidera dormire nel lettone? Niente panico e nessun senso di colpa: gli studiosi confermano che il co-sleeping fa bene anche allo sviluppo psico-fisico dei più grandicelli.

Miglior gestione dello stress – Sono numerose le pubblicazioni dedicate al sonno del bebé e alcune puntano proprio sulla presunta necessità di abituare il bambino a stare nella sua stanza, lasciandolo piangere anche fino allo sfinimento. Tralasciando la parte emotivamente straziante che riguarda direttamente mamma e papà, lasciar piangere un bambino per farlo dormire da solo non è una buona idea. Anzi il pianto prolungato, nella prima infanzia, fa sì che si sviluppino meno recettori dello stress. Ciò significa che il bambino in questione avrà più probabilità di diventare un adolescente, e poi un adulto, stressato.

Più fiducia nei genitori – Dormire insieme fa bene sia al bambino, sia ai genitori. Infatti, il contatto fisico aiuta a sviluppare un rapporto di fiducia genitori-figli. Inoltre, rassicurare il piccolo è benefico anche per la sua autostima presente e futura. Non è vero che il bambino che ha dormito con mamma e papà, sarà più insicuro. Anzi, gli studi a riguardo evidenziano una maggior sicurezza in se stessi. Sicurezza che deriverebbe proprio dal fatto di essere stato consolato e rassicurato nel momento del bisogno.

Più indipendenza – Questo vantaggio è, forse, il più inaspettato dai detrattori del co-sleeping. Infatti, una delle motivazioni per cui questa abitudine viene criticata, è che si possa crescere un bambino totalmente dipendente dai genitori e più introverso, se non addirittura asociale. Invece, la scienza e l’esperienza dimostrano che accade esattamente l’opposto. Ovvero, il co-sleeping aiuta i bambini a diventare più indipendenti ed estroversi, perché li fa sentire sicuri quando hanno bisogno di essere calmati. Mai abbandonati a se stessi e più fiduciosi nei confronti del mondo ma, soprattutto, meno dipendenti dall’approvazione altrui.

Vantaggi per l’allattamento al seno – Il co-sleeping favorisce la buona riuscita e la continuazione dell’allattamento al seno. Infatti, soprattutto all’inizio, il piccolo ha bisogno di frequenti poppate notturne. E, dormendo almeno nella stessa stanza, quest’ultime sono favorite sia perché la mamma fatica meno, sia perché si ha maggior sentore delle necessità del piccolo. La stimolazione frequente del seno, soprattutto se notturna, aumenta notevolmente la fisiologica produzione di latte materno e il benessere della neomamma

(DA: TGCom24-6 Aprile 2016)

ANNUALITA’ 2015

SETTORE SERVIZI ALLA PERSONA

Avviso pubblico per l’erogazione del sussidio economico a favore dei figli riconosciuti legalmente da un solo genitore.

Il Dirigente del Settore Servizi alla Persona del Comune di Nuoro, Dott.Francesco Rosu, rende noto che dal giorno 15 febbraio 2016 sono aperti i termini per la presentazione delle domande per l’erogazione del sussidio economico a favore dei figli riconosciuti da un solo genitore, già di competenza “ex O.N.M.I.” – Annualità 2015 .

E’ ammesso al beneficio il genitore, residente nel Comune di Nuoro, che da solo ha legalmente riconosciuto il figlio all’atto della nascita o con atto posteriore. Il beneficio sarà erogato fino al compimento del 18° anno di età del figlio legittimato. Il genitore e il minore devono essere iscritti nella stessa scheda anagrafica (stato di famiglia) e convivere insieme. La domanda di sussidio economico deve essere presentata ogni anno.

Tutti i requisiti richiesti sono indicati nel Disciplinare.

Il modulo di Domanda e il Disciplinare possono essere ritirati all’ingresso del Palazzo Civico in Via Dante n. 44 o scaricati direttamente dal sito istituzionale del Comune di Nuoro (www.comune.nuoro.it).

Le domande, con i relativi allegati, dovranno essere presentate improrogabilmente (a pena di esclusione) entro il 31 marzo 2016, all’Ufficio Protocollo del Comune di Nuoro.

Per informazioni: Settore Servizi alla Persona:

-Via Dante n. 44 – Tel. 0784/216867 – e-mail giovanna.musu@comune.nuoro.it;

-Centro Polifunzionale di Via Brigata Sassari – Tel. 0784/399091-

e-mail antonella.murru@comune.nuoro.it.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-12 Febbraio 2016)

 

Oggi Domenica 22 Novembre-ore 19,00.

“TAGLI DI TEATRO 2015″,

in scena “Il Giorno del Giudizio” dei Medas

 Spettacolo dei Figli d’Arte Medas a San Sperate (CA)

La produzione della compagnia guasilese tratta dal romanzo di Salvatore Satta è l’ultimo spettacolo della manifestazione organizzata dalla Cooperativa Teatro La Maschera.

Appuntamento oggi, domenica 22 novembre, alle 19 al Teatro La Maschera di San Sperate

Giunge al termine la rassegna “Tagli di Teatro 2015”. L’undicesima edizione della manifestazione organizzata dalla compagnia teatrale “La Maschera” di San Sperate si chiuderà domenica 19 novembre con lo spettacolo “Il Giorno del Giudizio”, narrazione targata Figli d’Arte Medas tratta dall’opera di Salvatore Satta.

Il racconto di Gianluca Medas sarà accompagnato dalle musiche dal vivo del fisarmonicista Massimo Perra.

L’apertura del sipario al Teatro La Maschera di via Is Spinargius 2 è prevista per le ore 19.

IL ROMANZO

Il Giorno del Giudizio” è l’opera letteraria più conosciuta del grande giurista Salvatore Satta. Pubblicato dopo la morte dell’autore, il romanzo deve la sua popolarità all’edizione curata dalla casa editrice Adelphi nel 1979. Nel racconto, l’anonima voce narrante, dietro cui si cela lo stesso Satta, di ritorno nella sua città natale in tarda età, decide di fare una visita al cimitero, scatenando il vortice dei ricordi.

Alle vicende familiari dei Satta si accompagnano quelle della città di Nuoro, tutto racchiuso in un periodo temporale che parte dalla fine del XIX secolo fino agli anni successivi alla Prima guerra mondiale. Sullo sfondo un’amarezza latente che mette in rilievo gli aspetti tragici o grotteschi della vita individuale e collettiva.

I chiari riferimenti, presenti nel testo originale, a fatti e persone realmente esistiti provocarono una netta ostilità dei nuoresi nei confronti dell’opera di Satta.

INFO E CONTATTI:

Associazione Figli d’Arte Medas

Direzione artistica: Gianluca Medas - 335.5324232 – gianluca.medas@gmail.com

Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi - 347.2145374 - ufficiostampa@figlidartemedas.org

(DA: comunicato Associazione Figli d’Arte Medas-19 Novembre 2015)

Parte la rassegna “Storytelling”,

tra storia e teatro

La compagnia teatrale Figli d’Arte Medas e il corso di laurea in Scienze della comunicazione presentano il cartellone della rassegna in programma dal 7 ottobre al 4 novembre alla discoteca Il Lido di Cagliari. Quattro appuntamenti per raccontare le storie della nostra contemporaneità

Quattro appuntamenti per raccontare altrettanti fatti di cronaca della recente storia nazionale e regionale. È questo, in sintesi, il fulcro di Storytelling, la manifestazione che la compagnia teatrale Figli d’Arte Medas porterà in scena dal 7 ottobre al 4 novembre nei locali della discoteca Il Lido di viale Poetto 41, con la collaborazione degli studenti del corso di laurea in Scienze della comunicazione della Facoltà di studi umanistici dell’Università di Cagliari. L’idea portante della rassegna è quella di riunire in un unico cartellone una serie di storie incentrate su fatti della contemporaneità, presentate al pubblico anche con l’utilizzo di strumenti multimediali e con l’apporto organizzativo e artistico di un gruppo di studenti universitari coinvolti nei diversi passaggi che trasformano un progetto culturale in un prodotto per gli spettatori.

IL PROGRAMMA

Gli eventi di Storytelling si terranno sempre di mercoledì alle ore 21.

GIANLUCA MEDAS-foto di Giorgio Russo 2014

Si parte il 7 ottobre con Canale 16 (La tragedia di Moby Prince), spettacolo incentrato sul racconto del drammatico incidente avvenuto tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo nel porto di Livorno la sera del 10 aprile 1991, costato la vita a 140 persone. Sul palco l’autore del testo, Gianluca Medas e gli attori Mattia Murgia, Filippo Salaris e Alessandro Pani. Musiche dal vivo di Alberto Sanna, immagini e video a cura di Fabio Costantino Macis.

Secondo appuntamento mercoledì 14 ottobre con I fatti di Pratobello, narrazione della rivolta popolare antimilitarista e non violenta messa in atto dai cittadini di Orgosolo nel giugno del 1969. In questo caso, la testimonianza raccontata da Medas sarà accompagnata dalle voci del Coro Tenore Murales di Orgosolo e dalle immagini curate da Fabio Costantino Macis.

Meglio sottoterra che in un’Italia di m… è invece il titolo dello spettacolo del 21 ottobre, incentrato sul racconto dell’occupazione di una miniera nel Sulcis nei primi anni Novanta da parte di un gruppo di minatori per protestare contro l’annunciata chiusura di tutte le miniere metallifere. La performance di Gianluca Medas e Mattia Murgia, con i brani dal vivo di Joe Perrino, sarà accompagnata dalle testimonianza video (curate da Fabio Costantino Macis) dei protagonisti della vicenda, per ricostruire quello che è considerato uno degli ultimi grandi scioperi dei minatori.

Mercoledì 4 novembre è la data dell’ultimo spettacolo, Pagina Bianca (Il caso Feltrinelli). Il racconto della storia di Giangiacomo Feltrinelli, fondatore dell’omonima casa editrice, e del progetto di trasformare la Sardegna in una Cuba del Mediterraneo, è affidato a Gianluca Medas con l’accompagnamento musicale di Mauro Palmas e i contributi audio-video di Fabio Costantino Macis.

Per prenotazioni è possibile contattare il numero 3341107807 dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, o inviare una mail all’indirizzo storytelling.figlidartemedas@gmail.com. Il costo del biglietto per ogni spettacolo è 10 euro.

–– Info e contatti ––

Associazione Figli d’Arte Medas

Direzione artistica: Gianluca Medas - 335.5324232gianluca.medas@gmail.com

Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi – 347.2145374ufficiostampa@figlidartemedas.org

www.figlidartemedas.org

 ” Processo a Emilio Lussu- Un volto alle carte”

2 ottobre nell’aula magna

della Corte d’appello di Cagliari.

La compagnia teatrale Figli d’Arte Medas, con l’associazione Nonsoloavvocati onlus e il patrocinio dell’ordine degli avvocati, presenta l’allestimento che ripercorre gli atti del procedimento contro Lussu, finito alla sbarra per l’omicidio di uno degli squadristi che stava assalendo la sua casa.

Appuntamento venerdì 2 ottobre alle 16:30 nell’aula magna della Corte d’appello di Cagliari in piazza Repubblica 18.

Dai libri di storia alle aule del tribunale.

1999-Ritratto di Emilio Lussu (una mia grafica 30x42 cm.)

Grazie a uno spettacolo teatrale, il processo a Emilio Lussupadre costituente sardo, ufficiale della Brigata Sassari, parlamentare, antifascista e fondatore del Partito Sardo d’Azione – verrà nuovamente celebrato nelle aule del palazzo di Giustizia di Cagliari. Ideato, scritto e diretto da Gianluca Medas, direttore artistico della compagnia Figli d’Arte Medas, una dei più noti gruppi teatrali isolani, che da anni si interessa ai principali fatti della storia sarda, l’allestimento, intitolato “Processo a Emilio Lussu – Un volto alle carte”, ha l’obiettivo di riportare in vita gli atti del procedimento contro Lussu, processato per aver ucciso un ragazzo che, assieme a una squadra di fascisti, stava assalendo la sua casa sulla scia dei disordini scatenati in Italia nel 1926, dopo un attentato a Mussolini.

Lo spettacolo, previsto per venerdì 2 ottobre alle ore 16:30 nell’aula magna della Corte d’appello in piazza Repubblica 18, vedrà in scena gli avvocati-artisti dell’associazione Nonsoloavvocati onlus, impegnati a dare voce e volto ai protagonisti della vicenda storico-giuridica di Lussu. La rappresentazione ha inoltre il patrocinio dell’ordine degli avvocati e vanta l’apporto costumistico del Teatro Lirico di Cagliari, che ha preparato gli abiti d’epoca.

L’evento è valido ai fini della formazione e aggiornamento professionale forense e la partecipazione da diritto a 3 crediti formativi.

L’iscrizione avverrà all’ingresso dell’aula della corte mediante esibizione e registrazione del badge. È esclusa la prenotazione on-line. Per ragioni di sicurezza l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti a sedere. A processo iniziato non sarà più possibile entrare in Aula.

–– Info e contatti ––

Associazione Figli d’Arte Medas

Direzione artistica: Gianluca Medas – 335.5324232gianluca.medas@gmail.com

Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi – 347.2145374ufficiostampa@figlidartemedas.org

facebook.com/figlidartemedas – youtube.com/figlidartemedas

www.figlidartemedas.org

(DA: comunicato Figli d’Arte Medas-25 Settembre 2015)

PAPA: NO SCOMUNICA

DIVORZIATI RISPOSATI

“Le persone che hanno cominciato una nuova unione dopo lo scacco del loro matrimonio sacramentale non sono assolutamente scomunicate, e non devono essere trattate come tali: fanno sempre parte della Chiesa”.

Così il Papa nella prima udienza generale dopo la pausa estiva. Toccando uno dei temi più controversi del sinodo il Pontefice ha sottolineato come “non esistono semplici ricette, nella Chiesa non ci devono essere porte chiuse”.

Poi: “Non aggiungiamo altri pesi ai figli dei divorziati che sono tanti”.

(DA: Televideo Rai.it-5 Agosto 2015)

 

 

“Trincea”, la guerra raccontata dai Medas

La compagnia guasilese presenta lo spettacolo tratto

dallo sceneggiato televisivo di Giuseppe Dessì.

Appuntamento giovedì 4 giugno alle 21

sul palco del Teatro Fratelli Medas. Un pezzo della storia televisiva sarda e italiana diventa teatro 

È prevista per giovedì 4 giugno alle ore 21, sul palco del Teatro Fratelli Medas di Guasila, la messa in scena dello spettacolo “Trincea”, adattamento teatrale dei Figli d’Arte Medas dello sceneggiato televisivo ideato da Giuseppe Dessì nei primi anni Sessanta, incentrato sulla conquista della Trincea dei Razzi da parte della Brigata Sassari durante la Prima guerra mondiale. Proposto sotto forma di reading, “Trincea” vedrà in scena il narratore Gianluca Medas, il videomaker Fabio Costantino Macis, che proietterà una successione immagini di guerra rielaborate con un linguaggio che punta all’introspezione, e Filippo Medas, figlio d’arte, che accompagnerà la rappresentazione con musiche di scena. L’apertura del sipario sarà preceduta dal saluto di Anna Scintu, nipote di Raimondo Scintu, eroe guasilese della Prima guerra mondiale

Con questa nuova produzione, i Figli d’Arte Medas forniscono il loro personale apporto di conoscenza in occasione del centenario dallo scoppio del primo conflitto mondiale. Un contributo conoscitivo ma anche fortemente idealizzato, contro ogni guerra e nel rispetto di ogni essere umano.

L’evento è inserito all’interno del “Festival di Cultura Popolare”, la rassegna organizzata dai Figli d’Arte Medas per indagare sulle nostre radici identitarie e costruire un itinerario per dare spazio alle diverse espressioni della cultura popolare. Al termine dello spettacolo si terrà come di consueto il buffet a cura dell’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente di Senorbì.

Giuseppe Dessì (Cagliari 1909 – Roma 1977)

Narratore e drammaturgo, trascorre la sua inquieta adolescenza a Villacidro, suo paese d’origine. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla Facoltà di Lettere presso l’Università di Pisa trovandosi in un fervido ambiente culturale. Nominato Ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione, Giuseppe Dessì insegna in varie città d’Italia. Dal 1939, anno del suo felice esordio da scrittore, con opere di saggistica, narrativa, teatro e televisione, conferma nel tempo una presenza letteraria e culturale costante, coerente e coraggiosa.

–– Info e contatti ––

Associazione Figli d’Arte Medas

Direzione artistica: Gianluca Medas – 335.5324232 – gianluca.medas@gmail.com

Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi – 347.2145374 – ufficiostampa@figlidartemedas.org

www.figlidartemedas.org

(DA: comunicato e foto dei Figli d’arte Medas- 3 Giugno 2015)

PAPA: DONNE RETRIBUITE

MENO UOMINI SCANDALOSO

“Perché si dà per scontato che le donne  devono guadagnare meno degli uomini?”, domanda il Papa, nell’udienza generale a San Pietro. “La disparità” di retribuzione,dice “é un puro scandalo“, serve uguale retribuzione per uguale lavoro”.

Parlando della famiglia, Bergoglio sottolinea che ci si sposa sempre meno, che aumentano le separazioni,diminuiscono i figli e attribuisce la paura di legami stabili alla “cultura del provvisorio“.

Critica invece chi sostiene che dipenda dall’emancipazione della donna:”è una ingiuria-dice-una forma di maschilismo”

(DA: TelevideoRai.it-29 Aprile 2015)

IN ITALIA SONO OLTRE 12 MILIONI

Veri e propri “angeli custodi”

Sono oltre 12 milioni i nonni italiani: over65 che ‘coprono’ circa il 20% della popolazione e che, oltre al loro bagaglio di esperienza e ai legami affettivi con figli e nipoti, offrono alla società e alla famiglia un sostegno fondamentale, ancor più in tempo di crisi economica.

Recenti dati Istat parlano di anziani italiani che contribuiscono ogni anno con circa 4 miliardi di euro dalle loro pensioni per sostenere figli e nipoti. Somma alla quale bisogna aggiungere le ore di spese nell’attività’ di baby sitter. Considerando una tariffa di 7 euro all’ora, si può stimare che questo lavoro non retribuito valga circa 24 miliardi di euro.

Dati raccolti a livello nazionale, dicono infatti che il 55% delle donne che lavorano affidano i figli ai propri genitori o ai suoceri. Nella prima infanzia i nonni sono quindi di gran lunga la prima “istituzione”: l’asilo nido accoglie soltanto il 22,4 % dei bimbi.

Il successo dei nonni, secondo l’indagine è legato soltanto marginalmente a ragioni opportunistiche: le mamme affidano i figli ai nonni in primo luogo per la fiducia (50%). La comodita’ (22%) viene molto dopo, così come la convenienza economica (8,4%) o la mancanza di alternative (7,9%).

Nonni ‘angeli custodi ma troppo spesso vittime di disagio e solitudine. I dati sulla condizione sociale ed economica degli anziani raccontano queste realtà per una fetta sempre piu’ consistente di cittadini over 65. Anche a causa della crisi, il potere d’acquisto delle loro pensioni si è infatti ridotto del 30% negli ultimi anni con la conseguenza di una drastica riduzione dei consumi, difficolta’ se non impossibilità ad affrontare le spese impreviste, e tante rinunce purtroppo spesso legate alla tutela della propria salute ed alla prevenzione.

Dunque siamo il Paese europeo dove si vive più a lungo, ma di contro la qualità della vita di chi è più in là con gli anni non sembra migliorare: gli anziani sono sempre più poveri, ignorati e umiliati, ma continuano loro malgrado ad essere i maggiori finanziatori dello Stato con 37 miliardi di euro.

**DA:TelevideoRai.it-30 set 2013**

GINECOLOGI A CONGRESSO

Calano aborti e cesarei

In Italia si fanno figli sempre più tardi. L’età media delle donne al primo parto è di 32,6 anni (31,8 nel 2004). La mortalità neonatale è 2,5 per mille quella infantile 3,4 per mille, mentre nell’Unione Europa si attesta al 4,3. Diminuisce del 4,9% il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza, ma nel 2011 abbiamo comunque avuto oltre 9.000 baby mamme con meno di 19 anni (erano 10.000 nel 2010).

Si riduce lievemente il ricorso al parto cesareo che passa dal 38% all’attuale 37,5%. Però ancora 38mila bambini su 540mila nascono in strutture che eseguono meno di 500 parti l’anno. E in più i ginecologi sono assillati dal contenzioso medico-legale che aumenta il ricorso alla medicina difensiva. Con la conseguenza di troppi esami prescritti spesso superflui che incrementano di 12 miliardi le spese a carico dell’interno servizio sanitario nazionale. E che porta invece a 33.700 denunce contro i camici bianchi che, nel 98,8% dei casi, finiscono in una bolla di sapone. Da ultimo, il ginecologo è una specie in via d’estinzione e nei prossimi 10 anni si rischia di avere le corsie sguarnite.

‘Di fronte a questo quadro di luci e ombre, lanciamo un appello alle Istituzioni perché sia tutelata la ginecologia italiana, un’eccellenza del nostro sistema sanitario. Dopo tanti tagli si torni a investire nella formazione di giovani medici, si dia seguito alla riorganizzazione dei punti nascita del 2010 e si giunga finalmente a una riforma del contenzioso medico-legale. L’Italia è il solo Paese dove gli errori clinici sono perseguibili penalmente”.

Con queste richieste si apre oggi a Napoli il congresso nazionale dei ginecologi italiani SIGO-AGOI-AGUI intitolato ‘L’Universo Femminile: un Infinito da Esplorare’ che riunisce fino al 9 oltre 2.000 specialisti. ”La riforma dei punti nascita del 2010 – sottolinea il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (SIGO), Nicola Surico – è rimasta in gran parte sulla carta e ancora troppi bimbi nascono in reparti materno-infantili non adeguati. La SIGO aveva applaudito a quella giusta e utile riorganizzazione. Dopo tre anni però solo una minima parte di queste strutture sanitarie è stata effettivamente chiusa. Manca (ed è mancata) la volontà politica di andare contro piccoli interessi locali. Per questo lo scorso 12 febbraio, per la prima volta nella storia, i ginecologi hanno scioperato”.

”Il 10% delle denunce contro i camici bianchi è a carico di noi ginecologi – afferma Vito Trojano, presidente dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) -. Nella stragrande maggioranza delle volte i casi di presunta malasanità si risolvono con un’archiviazione e il 62,7% delle strutture sanitarie sono prive di assicurazione per colpa grave. Una possibile soluzione è stabilire un tetto massimo dei risarcimenti come già avviene per esempio negli Stati Uniti. L’Italia è l’unico Paese al mondo (insieme, solo per certi versi, a Polonia e Messico) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente. Un’anomalia che rende sempre più difficile svolgere in tranquillità il nostro lavoro”.

E il futuro non si presenta roseo. ”Secondo le nostre previsioni nel prossimo decennio mancheranno all’appello oltre 500 specialisti – avverte Massimo Moscarini, presidente dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) – è necessario che il Ministero dell’Istruzione preveda già dal prossimo anno accademico un aumento del numero di specializzandi in ginecologia ed ostetricia che, nell’aprile 2013, è stato solo di 211 nuovi studenti”.

**DA:TelevideoRai.it-6 ott 2013**

UNA MIA VIGNETTA DEL 2011 PURTROPPO...SEMPRE (PIU') VALIDA

Non sono solo giovani e laureati i sardi che abitano all’estero (105.375 in totale, secondo i dati ufficiali Aire al 2012).

Tanti sono padri di famiglia, con figli a carico, che hanno perso il lavoro e che oggi si ritrovano a fare i conti con ammortizzatori sociali e disoccupazione. Provengono soprattutto da Sulcis Iglesiente, Oristanese e Nuorese. Tra loro operai, saldatori, carpentieri e tecnici specializzati.

Per oltre l’80% dei casi la principale destinazione è l’Europa e, in particolare, la Germania, seguita da Francia, Belgio, Svizzera e Paesi Bassi. Altri si dirigono in Sud America, soprattutto Argentina e Brasile, e negli Stati Uniti. Pochi per ora quelli che si spingono in Australia o nei Paesi asiatici. I giovani possiedono alti livelli d’istruzione, master e sperano di realizzarsi in grandi gruppi aziendali.

Il quadro che emerge dal rapporto effettuato dalle Acli traccia la fotografia su un fenomeno che la crisi sta accentuando. «Nel caso di mete estere», spiega Mauro Carta, presidente provinciale delle Acli di Cagliari, «chi decide di emigrare sceglie luoghi dove risiedono parenti, amici o dove ci sono circoli dei sardi. In questo modo è più facile integrarsi e avere un aiuto per la ricerca dell’abitazione».

**DA: L’Unione Sarda-e.b.-18 ago 2013**

 

 ”Canne al Vento” di Grazia Deledda

Spettacolo di Narrazione con Musiche di Scena

Mercoledì 24 Luglio 2013 ore 21:00

Castello di Pontes in Località Pontes - Galtellì (NU)

Gianluca Medas – voce narrante

Andrea Congia – chitarra classica

L’Associazione Figli d’Arte Medas e l’Amministrazione Comunale di Galtellì vi aspettano gli ultimi due Mercoledì del mese di Luglio a Galtellì (NU) per un doppio appuntamento con le Storie della nostra Isola, raccontate presso il caratteristico scorcio del Castello di Pontes.

Mercoledì 24 Luglio 2013 Galtellì si riempirà delle storie, delle vite, delle rinunce, dei desideri e pentimenti custoditi negli animi delle tre sorelle Pintor, protagoniste del romanzo Canne al Vento e del racconto che di esso proporrà Gianluca Medas, accompagnato dalla Musica dal vivo di Andrea Congia. Alle ore 21:00 inizierà così un viaggio attraverso la fragilità umana nel quale saremo guidati dalla sapiente penna di Grazia Deledda (Premio Nobel per la Letteratura), chiamati a riscoprire credenze e tabù della nostra terra attraverso le righe di un romanzo che, pubblicato nel 1913, compie quest’anno cent’anni di vita.

I ruderi del Castello rinforzati e ristrutturati da recenti lavori di restauro

Il Castello di Pontes (Località Pontes - Galtellì, NU) accoglierà quanti vorranno avvicinarsi a questo mondo in cui religione, superstizione e favola si mescolano e rincorrono, in un articolato groviglio di passioni e convenzioni che pulsa per il desiderio d’essere raccontato. Un’occasione per trascorrere il proprio tempo assieme, lasciandosi carezzare dalla gentile prosa di Grazia Deledda: un invito a cogliere l’opportunità di riscoprirsi e confrontarsi con uno dei testi più delicati della letteratura sarda, cullati dalle parole di Gianluca Medas e ammaliati dalle note della Chitarra di Andrea Congia.

Grazia Deledda (in ua mia china del 1999 )

L’incontro con i grandi e piccoli avvenimenti della nostra Terra si rinnoverà Mercoledì 31 Luglio 2013, quando ad essere rievocate presso il Castello di Pontes saranno le gesta (eroiche e non!) del Popolo sardo: un viaggio tra verità e fantasia per raccontare la Storia Improbabile di un’Isola che non c’è (ore 21:00).

L’Autrice

Grazia Deledda (Nuoro 1871 – Roma 1936)

Proveniente da una famiglia benestante, dopo la scuola elementare, Grazia Deledda prosegue gli studi da autodidatta. Proprio a causa della breve educazione regolare e della giovanile propensione per la letteratura d’appendice, durante tutta la sua precoce e fortunata carriera, la Scrittrice e Traduttrice sarda è da molti giudicata rozza ed illetterata. La vasta produzione letteraria la conduce nel 1926 a ricevere il Premio Nobel per la letteratura, per aver compreso e ben rappresentato gli umani problemi della sua Isola natia.

Gli Artisti

Gianluca Medas

Regista, narratore, scrittore, attore e autore, ha esplorato le molte possibilità della comunicazione portando avanti una ricerca che spazia dall’ambito teatrale fino a quello televisivo, senza trascurare il settore editoriale e quello cinematografico. Proveniente dall’unica Famiglia d’Arte Sarda, quella dei Medas, fin dal 1985 Gianluca Medas si adopera attivamente per tenere in vita la tradizione artistica di famiglia approfondendo un percorso dedicato al Teatro di Narrazione e impegnandosi anche nella realizzazione di nuovi progetti ispirati alla Cultura Popolare.

Andrea Congia

Laureato in Filosofia e laureando in Etnomusicologia presso il Conservatorio di Cagliari. Chitarrista (chitarra classica, baritono e fretless), autore e interprete nelle formazioni musicali sperimentali Nigro Minstrel, Mascherada, Antagonista Quintet, Crais Trio, Baska, Hellequin, Orchestrina dei Miracoli, Gastropod, Skull Cowboys. Da anni prosegue sulla strada della coniugazione tra Parola e Musica in collaborazione con numerosi artisti provenienti da ambienti musicali e teatrali sardi in particolar modo attraverso la direzione artistica della Rassegna di Spettacolo Significante.

**DA: comunicato dei Figli d’Arte Medas-21 lug 2013**

UNA BREVE NOTA DEL SINDACO DI GALTELLI’

“Mi preme evidenziare la prima serata del 24/07 con appuntamento al Castello di Pontes pensata e voluta in occasione del centenario della pubblicazione del romanzo Canne al Vento di Grazia Deledda che Gianluca Medas narrerà nella cornice dei resti restaurati.

Evidenzio la partecipazione del Centro Commerciale Naturale (Ccn), che a fine serata nel piazzale sottostante di ingresso preparerà dei piatti e del Coro Voches e Ammentos che ci allieteranno con le loro voci  in un contesto magico in notturna…

Giovanni Santo Porcu”

IL CORO "VOCHES E AMMENTOS di GALTELLI' (foto da internet)

Irene Cristinzio, 64 anni, moglie di un commercialista, era uscita per fare una passeggiata.

In molti l’hanno vista vicino a casa: ogni giorno faceva lo stesso percorso. Isolati i suoi due cellulari

Scomparsa nel nulla a duecento metri da casa, sì, perchè più di una persona l’ha vista a un passo dal cancello della sua villa per almeno due volte.

Ma Irene Cristinzio, 64 anni, docente di lettere in pensione, sposata con il commercialista Tonino Nanni e madre di tre figli, origini campane da anni residente ad Orosei, dalle 13 di ieri mattina è introvabile e non da notizie di sè. Tutto il paese è mobilitato nelle ricerche: a mezzanotte nove squadre hanno setacciato palmo a palmo la costa, le spiagge e le scogliere chiamandola con i megafoni, temendo il peggio.

Verso le 7 del mattino, come sua consuetudine da tempo, esce dall’abitazione in via Nuraghe 33 a due passi dal campo sportivo di Foiai, per una passeggiata nelle stradine di campagna che attraversano l’immediata periferia del paese. Indossa una maglietta bianca, pantaloni in tela dello stesso colore stretti al polpaccio, scarpe da tennis e ha due telefonini in tasca. Quelli che poi per tutta la giornata risulteranno spenti o non raggiungibili.

A Orosei tutti conoscono la “professoressa Nanni”, e infatti durante la sua passeggiata quotidiana mattutina, anche ieri viene vista, e poi la circostanza sarà confermata, da tanti testimoni. Alle 8.30 uno di questi la incontra a pochi metri da casa sua mentre sembra essere in procinto di rientrare dalla camminata. Ma Irene Cristinzio va oltre.

Alle nove il marito preoccupato del ritardo fa le prima chiamata al suo cellulare. La segreteria telefonica comunica che il numero non è raggiungibile. Poi il primo buco di quasi due ore, sino alle 11.10 quando un amico di famiglia la vede in via Muggianu non distante dalla zona periferica del Rimedio diretta nuovamente verso il centro. Segue un altro buco di circa due ore sino alle 13 quando altri due testimoni affermano con certezza di averla vista in piazza Sant’Antonio, vicino a una rivendita di frutta e verdura. Dove però Irene Cristinzio non compra niente e sembra avviarsi nuovamente a casa che da qui dista poche centinaia di metri. Ma anche stavolta la donna non rientra e questo rimane l’ultimo suo avvistamento che avviene peraltro quando già è scatta la mobilitazione di amici e parenti. Un gruppo che presto si infoltisce di tanti nuovi volontari. Sulle sue tracce si mettono infatti i carabinieri del paese i vigili del fuoco di Nuoro poi supportati anche dalle loro unità cinofile, e ancora la protezione civile, i barracelli e tantissimo cittadini. Il paese è passato a setaccio così come tutto il circondario, le pinete e le spiagge. Decine di telecamere di sorveglianza di numerosi esercizi commerciali vengono prese in visione mentre tutte le sue amiche e i conoscenti sono stati contattati. Ma la donna sembra essere stata inghiottita nel nulla.

I due cellulari continuano a suonare a vuoto e più passano le ore e più aumenta l’angoscia. «Irene avvisava anche quando faceva solo cinque minuti di ritardo» – dice il marito sconvolto sull’uscio della sua casa dove si affollano decine di persone mentre in Comune viene allestita una sorta di unità di crisi per coordinare le ricerche. Che però non danno nessun esito. I cani si dimostrano non adatti a seguire le trace nel centro abitato e fanno rientro alla base mentre invece si intensificano le ricerche porta a porta in tutte le vie le case le piazze le chiese del paese ed in ogni angolo dove la donna possa essersi smarrita. Nessuna ipotesi viene scartata a priori, da quelle più atroci a quelle più ottimistiche.

Escluso sola quella di un rapimento a scopo di estorsione: la famiglia pur benestante non sembra poter essere obiettivo dei banditi. Rimangono in piedi tutte le altre: un malore, una improvvisa amnesia o un allontanamento volontario dettato chissà da che cosa. «Mia moglie stava bene – assicura il marito – e non aveva motivo per allontanarsi senza avvisare nessuno della famiglia». Una tesi confermata da molti suoi conoscenti e soprattutto dai figli ai quali la donna è legatissima. Le indagini scattate con grande tempismo non tralasciano comunque nessuna pista. Tutte le testimonianze vengono accuratamente controllate e sembrano assolutamente attendibili.

Per due volte insomma la donna sarebbe arrivata a pochi metri da casa sua e per due volte avrebbe preso un’altra direzione. Un mistero che con il passare delle ore diventa sempre più angosciante.

Ancora a notte inoltrata gruppi di volontari e tutte le associazioni del paese continuavano a battere ogni angolo e bandire con megafoni la scomparsa della professoressa mentre davanti alla casa della scomparsa la folla continua a crescere.

Che fine ha fatto quella donna elegante e gentile con tutti? Possibile che qualcuno l’abbia prelevata contro la sua volontà e fatta sparire per chissà quale oscuro motivo? Nessuno a Orosei vuole pensare a questa ipotesi, tutti sperano in un momentaneo smarrimento della memoria, ma allo stesso tempo tutti si chiedono dove e come possa essere sparita una persona in un paese che è stato rivoltato da centinaia di controlli. Intanto cala la notte.

Orosei è andato a letto tardissimo con la speranza di risvegliarsi questa mattina con la buona notizia del ritrovamento della professoressa dal volto solare che tutti conoscono, sana e salva, e che il buco delle ore trascorse lontano da casa diventi un ricordo che puo essere cancellato in fretta.

**DA: La Nuova-Angelo Fontanesi-12 lug 2013**

(foto da internet)

Istat: solo 2500 abitanti in più nel 2012

(In Italia 59,6 mln di residenti)

I residenti sardi sono aumentati dello 0,2% (contro una media nazionale del +0,5%) portandosi al 31 dicembre dell’anno appena trascorso a 1.640.379 residenti, distribuiti in 710.828 famiglie e 844 residenze.

VECCHIO SARDO:una mia grafica (china su cartoncino) del 1983

Sono i dati contenuti nel bilancio demografico regionale pubblicato dall’Istat e relativo al 2012, da gennaio a dicembre. Rielaborato per noi dal Centro Studi L’Unione Sarda, che in un report dedicato fotografa la situazione provincia per provincia.

I DATI – Il saldo positivo è legato esclusivamente ai movimenti migratori internazionali considerato che il saldo naturale è negativo mentre è positivo il saldo migratorio estero. Questo dato indica, spiega il Centro Studi, che la nostra terra non è molto attrattiva: il tasso migratorio totale è di 3,5 nuovi iscritti nelle anagrafi comunali ogni mille abitanti, poco più della metà del valore rilevato mediamente in Italia (6,2) e se si considerano solo i movimenti migratori interni (tra regioni italiane) si osserva un tasso negativo, il che significa che sono più i sardi che si trasferiscono fuori regione degli italiani che scelgono di risiedere nell’Isola.

Anche il tasso migratorio estero seppur positivo è decisamente inferiore a quello medio nazionale, rispettivamente 1,7 per la Sardegna e 4,1 per l’Italia, mentre nel Lazio si arriva a 8,1.

I TASSI DEMOGRAFICI – I tassi demografici riferiscono, per la Sardegna, di una limitata propensione a fare figli, il tasso di natalità è infatti di 7,6 nascite ogni 1000 residenti contro una media nazionale di 9. Solo la Liguria e il Molise hanno dei tassi di natalità inferiori al nostro (7,4 nati ogni mille residenti per entrambi).

MA NELL’ISOLA SI MUORE MENO – Anche il tasso di mortalità è inferiore alla media nazionale, indice di longevità della popolazione: 9,5 decessi ogni mille abitanti, a fronte di una media italiana di 10,3.

In Trentino, Campania e Puglia il tasso di mortalità è inferiore al nostro.

**DA: L’Unione Sarda.it-25 giu 2013**

RUNA BREVISSIMA BIOGRAFIA DI Totore Cherchi

Ricevo da Totore Cherchi e pubblico volentieri questa sua delicata poesia in sardo dedicata al l’imminente Natale e scritta pochi giorni fa.  Salvatore Cherchi (Totore per la famiglia e per gli amici) pur essendo nato a Galtellì il 21 Agosto del 1933, si considera di Orosei, dove ha vissuto dall’età di tre anni.  Ha frequentato l’Istituto Geometri prima a Nuoro poi all’Istituto Civico “Bertano” di Torino.  Trasferitosi in Germania studia lingue straniere e si impiega subito dopo con una società di navigazione norvegese. Dal 1968 lavora nel settore alberghiero all’estero e in Italia. Nel 1978 rientra definitivamente in Sardegna , a Orosei, dove vive con la moglie Pina nell’attesa nostalgica dei figli lontani per studio e per lavoro. Ha pubblicato un libro di racconti e poesie  dal titolo “In Bratzos de sa sorte”.

Marco Camedda

Salvatore-SattaFarà il proprio debutto oggi l’associazione culturale “Salvatore Satta”costituitasi in memoria del giurista e scrittore nuorese, ufficializzata ieri mattina al caffè Tettamanzi, luogo simbolo de “Il giorno del giudizio”, dal presidente Salvatore Soru. Accanto a lui gli altri membri del direttivo: Maria Boi, Marco Moledda e Francesco Fadda, Gonaria Delogu, Francesca Beccu e Cristiano Poddighe. Start up in medias res, con gli eventi in programma da questo pomeriggio in biblioteca: alle 17,30 con i figli dell’autore nato nel 1902, di cui nel 2012 ricorrono quindi i 110 anni, Filippo e Luigi, che leggeranno alcuni inediti del padre.

Domani alle 11 in cimitero viaggio letterario curato da Gavino Poddighe. Nel pomeriggio alle 16,30 passeggiata emozionale a Seuna. «Vogliamo – spiega Soru – raccogliere l’eredità culturale ed etica di Satta e consegnarla alle nuove generazioni». Angela Guiso, presidente del comitato scientifico: «Porteremo alla ribalta il mondo degli scrittori sardi». In più, aggiunge Maria Boi «attiveremo un dialogo e uno scambio costante con le istituzioni».

(Da:L’Unione Sarda- fr. gu.-21 ott 2011)-foto da internet

lgabriele vuole la lunaL’autismo, la famiglia, la scuola. Un libro fresco, vero, da leggere in compagnia di se stessi!

”Il libro “Gabriele vuole la Luna” è cresciuto a poco a poco, dopo mesi ed anni, a contatto con l’autismo di mio figlio Gabriele -

Così ci parla dell’opera la sua autrice, Giovanna Peddio, nuorese e desulese d’adozione.

“Tanti fogli sparsi su vari quaderni sui quali ho dato sfogo al mio dolore, alle mie preoccupazioni nei quali ho espresso il mio amore di madre e l’immensa gioia di un sorriso. Sono venute fuori pagine di rabbia e protesta, pagine a volte dure, dettate dalla consapevolezza di quanti falsi miti ruotino intorno all’autismo, di quanta freddezza e incomprensione si possano incontrare in questo percorso accidentato. Nel tempo, alcune circostanze fortuite, hanno favorito la trasformazione dei tanti appunti in un vero e proprio libro che spero non rimanga una voce che urla nel deserto dell’indifferenza, ma venga ascoltata da tutti coloro che vivono a contatto con questi nostri ragazzi, con questi nostri fratelli e figli che non sanno parlare, ma hanno tanto da dirci e tanto bisogno del nostro aiuto”.

La finalità del libro e’ appunto quella di sensibilizzare il lettore verso le difficoltà quotidiane che devono affrontare le migliaia di famiglie alle prese con un familiare autistico. Famiglie che troppo spesso vivono i loro problemi in grande solitudine, tra mille difficoltà, che conducono una vita ai limiti della sopravvivenza, che rinunciano ad avere una vita sociale, genitori che devono fare i salti mortali per conciliare le esigenze di assistenza del proprio figlio con il lavoro e gli altri impegni della vita quotidiana. Fratelli e sorelle segnati da una vita diversa, una vita difficile.

Sono tante le persone autistiche che non hanno voce.

Attraverso Gabriele, l’autrice, ha voluto dar voce a chi non sa parlare, a chi non sa chiedere, ma ha bisogno dell’affetto di tutti. Un autistico ha bisogno innanzitutto di rispetto. Di non essere considerato un cittadino di serie “B”, ma un cittadino con dei diritti che la Legge prevede e che devono essere rispettati da tutti: scuola, medici, istituzioni.

Per questo i genitori devono saper alzare la voce: per dar voce ai propri figli. Niente pietismi ne piagnistei, ma dignità. Le famiglie non chiedono favori ne compassione, ma diritti per queste persone disagiate, affinché nessuno possa permettersi di danneggiarle ulteriormente, privandole del sostegno e dell’assistenza scolastica, dell’abilitazione per ottenere il massimo recupero delle loro potenzialità. Sono persone che col loro comportamento bizzarro ci chiedono aiuto.

La prefazione, è stata curata da un luminare della psichiatria, il prof Francesco Barale, dell’Università di Pavia, nonchè Presidente dell’Associazione ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) padre di un ragazzo autistico e soprattutto il fondatore della “Cascina Rossago”, la prima “farm community” italiana per autistici adulti.

testo e foto dell’amico

GIANNETTO-LAPIA-1


Anche le donne in pensione a 65 anni? Idea infame: quando i lavori domestici saranno divisi per legge con gli uomini!

Si potrebbe anche essere d’accordo sulla decisione europea di parificare a 65 anni l’età della pensione per uomini e donne, se tra i lavoratori statali dei due sessi ci fosse una qualche parità.

continua…

Una "banda" di bambini gioca negli scogli

felici solo come solo loro sanno essere
mentre il mare leggeremente mosso dai loro passi
riflette le loro immagini
…e mentre i bimbi giocano negli scogli alcuni loro genitori
in veste di praticanti canoisti
scorrazzano nel mare azzurro e cristallino
gareggiando fra loro pazzi di gioia!
E per un pò si sentono bambini come i loro figli
…Due barche sonnacchiose aspettano
dondolandosi nel mare calmo della sera
che qualcuno le porti a spasso!