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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: frau

(DA: comunicato Biblioteca Satta Nuoro: 24 Novembre 2017)

MUORE A MILANO IGNAZIO FRAU,

IL RE DEL CAPPUCCINO 

SARDO-MENEGHINO

Dopo una breve e grave malattia, muore a Bucinasco (Mi) , a 60 anni Ignazio Frau  imprenditore oroseino, sardo trapiantato da  quando aveva vent’anni a Milano  e punto di riferimento di centinaia di giovani oroseini, nuoresi e sardi in cerca di lavoro.

Viveva da olre quarant’anni nella città meneghina, iniseme alla sua numerosa famiglia di origine comprendenti sorelle, nipoti e cognati, tutti impegnati nel campo della ristorazione nei numerosi locali disseminati nei punti nevralgici di Milano tra cui l’Ospedale San Raffaele.

Ignazio era il settimo di tredici figli di babbo Francesco (Tziu Zizzeddhu) e mamma Rimedia di Orosei. La sua casa a Milano era sempre aperta per gli amici sardi per bisogno, e non solo lavoro.

Grande organizzatore autodidatta e lavoratore instancabile, ha creato, con le sue imprese gastronomiche e non solo, centinaia di posti di lavoro e ha aiutato a crescere professionalmente tanti suoi bravi collaboratori, molti dei quali diventati suoi soci nelle numerose attività nella ristorazione ma anche nel settore turistico e immobiliare.

Oltre che a Milano e hinterland  anche, ovviamente , in terra di Sardegna, Orosei per prima.

La scomparsa di Ignazio lascia un grande vuoto, oltre che nella sua famiglia composta dalla moglie Enza e i figli Danilo e Rimedia, anche dai fratelli  e sorelle trapiantati a Milano, e fra i numerosissimi soci e collaboratori oltre che nella comunità sarda di Milano e  parenti di Orosei  e tanti amici in Sardegna.

Ignazio Frau, uomo deciso nella sua imprenditorialità , partito dal niente, era un padre e marito esemplare  e un  altruista anche se attento e grandissimo lavoratore, vista la dimensione  aziendale delle varie attività.

Partito dal niente ha creato a Milano un piccolo impero dove però  la conduzione familiare era ed è basilare  per il successo dell’impresa e dove oggi  lavorano  centinaia di collaboratori  che  lo ricorderanno come uomo forte ed educato  con un cuore molto grande che si evidenziava anche quando si trattava di esserci da amico anche nel momento del bisogno.

Ignazio lascia un grande segnale di capacità di integrazione dimostrando che l’immigrazione,, che nasce per bisogno indiscutibile di ricerca di un lavoro che in loco non si trova, può far germogliare il seme dell’integrazione e del successo professionale e umano.

 Grazie Ignazio per il tuo grande esempio, sei sempre tra di noi!

Tommaso Esca e Marco Camedda