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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: governo

INCONTRO 

OTTANA POLIMERI

Si è riunito ieri mattina il Tavolo, convocato con urgenza dal Presidente della Provincia di Nuoro Costantino Tidu, per esaminare la grave situazione venutasi a creare nell’area industriale di Ottana, con particolare riferimento al paventato smantellamento della fabbrica di Ottana Polimeri.

Dall’incontro, al quale hanno partecipato gli Assessori Provinciali al Lavoro e all’Industria, il Presidente del Consiglio Provinciale, i Sindaci dei Comuni di Ottana e Bolotana, Confindustria Nuoro, Consorzio Industriale Provinciale, Ottana Energia, le Segreterie Provinciali Sindacali e una delegazione di lavoratori Rsu, è emersa la necessità e l’urgenza di riprendere un discorso unitario e di ragionare su un progetto che sia condiviso da tutti per rilanciare lo sviluppo dell’industria della provincia di Nuoro.

Tutti i soggetti presenti all’incontro, dopo un attento ed approfondito esame della situazione ed un confronto sui temi, hanno ritenuto infatti opportuno spostare la vertenza legata nello specifico ai rapporti tra l’azienda e i lavoratori su un tavolo sindacale e concentrare il ragionamento sull’ aspetto politico, cercando un punto di unione per ricominciare a lavorare insieme, in maniera sinergica tra istituzioni, politica ed impresa, con l’obiettivo comune di difendere l’esistente in termini di investimenti e di salvaguardia dei posti di lavoro e riaffermare così un’idea di industria della Sardegna Centrale.

Un rilancio che non si può fermare e che deve proseguire senza perdere tempo – hanno chiaramente dichiarato i soggetti presenti nel corso degli interventi – A tal proposito anche Paolo Clivati, Presidente di Ottana Polimeri, ha fatto emergere la chiara volontà di voler continuare la sua attività industriale nel sito di Ottana.

Le soluzioni sono evidentemente legate alle risposte che si attendono da parte della Regione e del Governo in ordine ad impegni che sono stati precedentemente assunti in materia di abbattimento dei costi di energia, trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali e di produzione.

Il tavolo di ieri si è concluso con la volontà comune dei soggetti presenti di difendere l’industria nel Centro Sardegna.

A tal fine si chiede alla Regione e al Governo di dare attuazione agli Accordi di Programma per le Aree di Crisi del nuorese. Si ritiene urgente inoltre che, nel più breve tempo possibile, venga fatta chiarezza sul ruolo reale di Eni nella produzione della materia prima a Sarroch o che, viceversa, si trovi una soluzione alternativa e valida che consenta di scongiurare lo smantellamento dell’unica filiera chimica in Sardegna e nel resto dell’Italia.

(DA: comunicato della provincia di Nuoro-15 Dicembre 2014)

L’amministrazione non farà pagare

l’Imu prima casa, la Tasi, l’Irpef e ridurrà la Tari

con i fondi a disposizione in cassa

«Nessun moto di piazza, nessuna rivolta nonostante la miriade di tasse imposte dal governo (Tasi, Tari, Imu) e nonostante i comuni vengano ormai delegati al compito ignobile di riscuoterle».

E’ l’amaro commento del sindaco Stefano Ruiu e degli amministratori comunali di Sedini che, vista la situazione, hanno deciso di adottare questo comportamento:

«Lo Stato e la Regione diminuiscono i trasferimenti? E noi allora diminuiamo le tasse e azzeriamo quelle nuove, perché i soldi delle tasse imposte dal governo servono di più ai nostri concittadini.

Prima delle poltrone di Roma vengono le nostre famiglie, i nostri imprenditori, i lavoratori, i disoccupati, i pensionati, i giovani».

E allora a Sedini zero Imu prima casa, zero Tasi, zero addizionale Irpef e in più 50.000 dalle casse comunali per diminuire la tassa dei rifiuti.

«Avremmo voluto fare di più – precisa Ruiu – ma la legge non ce lo consente. Intanto ci accontentiamo di essere uno dei paesi in cui si pagano meno tasse. La nostra amministrazione con un lavoro silenzioso e certosino è riuscita nonostante i tagli e il patto di stabilità ad evitare gli aumenti delle vecchie tasse e l’imposizione delle nuove, proprio in considerazione del momento di grave difficoltà economica che stiamo attraversando. Ci siamo chiesti – prosegue il sindaco – come avremmo potuto aiutare la nostra comunità e abbiamo studiato un metodo per far pagare meno tasse e per dare una risposta concreta alla triplice e “diabolica” tassazione Iuc (Imu, Tasi e Tari), salvaguardando l’economia delle nostre famiglie e dei nostri imprenditori e allo stesso tempo mantenendo inalterati tutti i servizi a disposizione della nostra comunità».

Nella seduta del consiglio comunale per l’approvazione del bilancio si è stabilito che a Sedini non si pagherà l’Imu per la prima casa (c’e’ stato un lieve aumento per l’Imu seconde case ma nel contempo si è assimilata ad abitazione principale l’abitazione ceduta in comodato d’uso gratuito a parenti, per cui si è ampliato notevolmente il numero delle seconde case che non dovranno pagare), la Tasi è stata azzerata per un gettito complessivo di 53.000 euro aumentando il tributo alle categorie D1 e D7 (parco eolico, ripetitori Rai e telefonia mobile) e non è stata introdotta l’addizionale comunale Irpef.

Per quanto riguarda la Tari l’amministrazione anche quest’anno si è fatta carico di compartecipare con un fondo di 50.000 euro del bilancio comunale al servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.

«Solo così – ammette Ruiu – abbiamo la consapevolezza e la serenità di aver contribuito a migliorare la vita dei nostri concittadini, considerando che nella stragrande maggioranza dei comuni italiani sono costretti a pagare il salasso della Iuc».

(DA: La Nuova Sardegna-Mauro Medde-3 Agosto 2014)-foto da internet

UNA MIA NOTA:

Notizie come queste aprono il cuore alla speranza e, se pur “una rondine non fa (purtroppo) primavera” è sempre un comportamento contro tendenza in questa Italia dove questi gesti si dovrebbero moltiplicare a livello di Enti Locali.

Visto che l’amministrazione comunale di Sedini lo ha fatto e non vedo perchè questo esempio da imitare non venga raccolto in massa dalle altre amministrazioni comunali con l’obiettivo di ” diminuire le tasse e azzerare quelle nuove, perché i soldi delle tasse imposte dal governo servono di più ai nostri concittadini” come giustissimamente commenta Stefano Ruiu, sindaco del bellissimo paese di Sedini in Provincia di Sassari.

Un pauso personale a questo Sindaco e alla sua Amministrazione per questa decisione di alto valore solidale che ci restituisce intimamente e, ai suoi concittadini realmente, un pò di sollievo per il futuro.

Grazie Sig. Sindaco Ruiu e spero che questa vicenda ottenga molti proseliti presso i Suoi Colleghi.

Marco Camedda

L’assessorato alla Cultura del Comune di Bitti

propone, a cura dell’Associazione Ilos di Lula, un laboratorio-spettacolo dal titolo “Labirinti Sensibili” condotto da Patricia Savastano Ambasciatrice Cultura Governo Argentina.

(DA: comunicato Comune di Bitti-16 luglio 2014)

Per il sindaco di Ottana Gian Paolo Marras è il secondo incontro con un ministro dell’Interno in poco più di un anno: prima di ieri con Anna Maria Cancellieri era accaduto con Roberto Maroni nel 2011.

Il motivo è sempre lo stesso, l’emergenza attentati, dopo che la vita sua e dei familiari era stata messa in pericolo.

È cambiato qualcosa a Ottana dopo la prima visita? «La situazione è molto migliorata – dice sarcasticamente Marras – ma solo perché abbiamo installato a nostre spese una serie di telecamere nelle strade principali del paese. Lo abbiamo fatto attingendo da fondi comunali che sarebbero potuti servire per i servizi scolastici o per creare qualche opportunità di lavoro. Dal ministero non abbiamo ricevuto nessun aiuto in questo senso. Se non altro, il ministro Cancellieri ha avuto l’accortezza di venire di persona a incontrarci, al contrario del suo predecessore che mi aveva convocato a Cagliari e a Ottana non c’era neppure passato».

(DA:La Nuova-p.me.-9 gen 2013)

Potrà essere insegnato nelle scuole

Il Consiglio dei Ministri ha ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie.

La tutela delle lingue minoritarie – 12 in tutto: l’albanese, il catalano, il germanico, il greco, lo sloveno, il croato, il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo – prevede anche la possibilità di insegnamento nelle scuole, di utilizzo nelle circoscrizioni giudiziarie, oltre che la diffusione di programmi culturali e attraverso i principali mezzi di comunicazione.

“Il riconoscimento della lingua sarda tra le 12 lingue minoritarie da parte del Governo Monti, con la possibilità di insegnamento nelle scuole, di utilizzo nelle circoscrizioni giudiziarie, oltre che per la diffusione di programmi culturali attraverso i principali mezzi di comunicazione, rappresenta un traguardo importante per il quale il nostro Partito nella sua storia di oltre 90 anni si è sempre spesò.

E’ quanto dichiara il presidente del Partito Sardo D’Azione, Giacomo Sanna. “Il Governo italiano riconosce con questo provvedimento la possibilità per l’intero Popolo Sardo di studiare ed utilizzare la propria lingua – sottolinea Sanna – mettendo fine alla persecuzione della stessa.

La minoranza storica sarda, riconosciuta con la legge n. 482/99, da oggi godrà gode di una protezione uguale a quella di gruppi linguistici protetti da trattati internazionali, mettendo fine alle discriminazioni perpetrate per molti lunghi anni”.

(Da:L’Unione Sarda.it-9 mar 2012)

Il Governo rispetti gli accordi sottoscritti

 Massima fiducia nelle forze dell’ordine

Una lettera, al ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e per conoscenza al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, per chiedere che il Governo intervenga per “dare immediata attuazione agli accordi sottoscritti e per valutare tutte le misure necessarie a beneficio dell’economia del territorio”.

Il Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu, l’ha inviata subito dopo la riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza Pubblica convocato per analizzare la situazione dopo gli attentati agli amministratori locali. “Nel ribadire la nostra massima fiducia nei confronti dei responsabili dell’ordine pubblico – si legge – voglio rinnovare il sentimento di impotenza e disagio delle Istituzioni locali rispetto alla situazione di grave crisi economica e sociale attraversata dal Paese ed in modo particolare da questa provincia” nella quale “la situazione è aggravata dal fatto che i numerosi impegni assunti a suo tempo dal Governo della Repubblica sono stati, nel corso degli anni, disattesi o solo parzialmente attuati.”

Al di là di ogni considerazione sulle speciali capacità dimostrate dalle forze dell’ordine sul nostro territorio e dei loro ragguardevoli successi,- si legge ancora – fa riscontro la particolare difficoltà delle Istituzioni locali nel governo dell’economia poiché esse sono prive di strumenti adeguati ad incidere sul fragile tessuto economico e produttivo. “Rimane la preoccupazione – aggiunge Deriu – pur nella consapevolezza che le brillanti capacità delle Autorità competenti sapranno garantire sicurezza alla nostra popolazione.”Resta la necessità –conclude Deriu – che il Governo ed in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico, che legge per conoscenza, intervenga per dare immediata attuazione agli accordi già sottoscritti e per valutare tutte le misure necessarie a beneficio dell’economia del territorio.

Testo integrale della lettera

Il Presidente

 Prot. N. 39 /Pres. del 06 marzo 2012

Gent.mo

 Ministro dell’Interno

Dott.ssa Anna Maria Cancellieri

Piazza del Viminale, 1

00184 ROMA

 e P.C 

-Ministro Sviluppo Economico

Dott. Corrado Passera

Via Molise, 2

00187 ROMA

-Prefetto di Nuoro

Dott. Pietro Lisi

Via Deffenu, 60

08100 NUORO

Signor Ministro,

a seguito degli ennesimi episodi di violenza a danno degli amministratori locali del nostro territorio, si è tenuto il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, nel corso del quale la situazione è stata analizzata con precisione e perfetta chiarezza.

Nel ribadire la nostra massima fiducia nei confronti dei responsabili dell’ordine pubblico voglio rinnovare il sentimento di impotenza e disagio delle Istituzioni locali rispetto alla situazione di grave crisi economica e sociale attraversata dal Paese ed in modo particolare da questa provincia.

La situazione è aggravata dal fatto che i numerosi impegni assunti a suo tempo dal Governo della Repubblica sono stati, nel corso degli anni, disattesi o solo parzialmente attuati.

A di là di ogni considerazione sulle speciali capacità dimostrate dalle forze dell’ordine sul nostro territorio e dei loro ragguardevoli successi, fa riscontro la particolare difficoltà delle Istituzioni locali nel governo dell’economia poichè esse sono prive di strumenti adeguati ad incidere sul fragile tessuto economico e produttivo.

In riferimento alle tematiche di natura economica e sociale rimane immutata la preoccupazione già espressa nella precedente nota che ho avuto modo di rivolgere alla Sua cortese attenzione, pur nella consapevolezza che le brillanti capacità delle Autorità competenti sapranno garantire sicurezza alla nostra popolazione.

Resta la necessità che il Governo ed in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico, che legge per conoscenza, intervenga per dare immediata attuazione agli accordi già sottoscritti e per valutare tutte le misure necessarie a beneficio dell’economia del territorio.

 Ringraziando per l’attenzione che ha voluto cortesemente dedicarmi, colgo l’occasione per porgere i miei più deferenti saluti.

 Roberto Deriu

Presidente della Provincia di Nuoro

 (Da:due comunicati della Provincia di Nuoro del 7 mar 2012)-foto da internet

ROMA-Via libera alla privatizzazione dell’acqua. Il governo, per la 28esima volta, pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua.
E scatena l’ennesima bagarre con l’opposizione. A cui le motivazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ("scelta per velocizzare i tempi") non bastano. Anche perché di tempo per l’esame della Camera ce n’era: il decreto, che l’esecutivo considera blindato, scade fra una settimana.
Tema del contendere è il cosidetto ‘decreto Ronchi’
che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, prevedendo tra le altre cose che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%, lasciando spazio ai privati.
Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario.
A partire dal 31 dicembre 2010 quindi, le concessioni frutto di una assegnazione diretta cessano.
La liberalizzazione, inoltre, riguarda tutti i servizi pubblici locali, escluso il gas, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali. Prevedendo tempi ‘piu’ dilatati per quanto riguarda i rifiuti.
Durissima la reazione dell’opposizione.
Angelo Bonelli dei Verdi lancia l’idea di un "referendum" per dire no all’acqua in mano ai privati.

"Pochi grandi gruppi faranno affari d’oro a discapito dei cittadini che subiranno l’aumento delle tariffe dell’acqua" spiega Marina Sereni del Pd.
Per Massimo Donadi dell’Idv quella attuale è una maggioranza "appecoronata felice di non lavorare per un giorno". Mentre Michele Vietti (Udc) ricorda come il testo sia stato per troppo all’esame del Senato.
Una circostanza condivisa anche da Simone Baldelli del Pdl, secondo cui "servono regole certe sui tempi certi per l’esame dei provvedimenti".
Ma anche la Lega non nasconde le perplessità.
"Voteremo la fiducia – dice il vicepresidente deideputati del Carroccio, Marco Reguzzoni – ma avremmo voluto migliorare il testo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica".
Ora il Carroccio preannuncia la presentazione di un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di modifiche già in finanziaria.

Il voto di fiducia ci sarà domani alle ore 15, mentre quello finale è previsto per le ore 13 di giovedì, dopo le dichiarazioni di voto in diretta tv.

(Fonte:Repubblica.it)
Una gigantesca catena umana manifesta a Piazza Venezia, a pochi metri da Palazzo Grazioli, la residenza di Berlusconi: sono i terremotati abruzzesi che, al grido di «Gli sfollati vi aspettano al G8», «Buffoni – buffoni», «Vergogna – vergogna», hanno portato la protesta nel cuore. Caschi gialli in testa, ctrelli sarcastici («Yes we camp»), le tende, simobolo della precarietà in cuil a gente d’Abruzzo vive dalla notte del 6 aprile scorso.
Iniziata con un corteo a via del Corso e poi un lungo presidio sotto Montecitorio,
poi nuovi cortei e sit-in in direzione del Quirinale, l’inizativa organizzata da comitati di cittadini, studenti e amministratori, si rivolge contro le politiche del governo per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma, dopo le voci che davano per approvato il decreto del governo sull’Abruzzo.
Dopo il presidio a Montecitorio i manifestanti hanno attraversato via del Corso bloccando il traffico e si sono diretti a Piazza Venezia sotto il controllo della polizia. La mobilitazione «non è che un primo momento di una lunga mobilitazione», dice Stefano di Epicentro solidale, uno dei comitati di cittadini che ha organizzato la manifestazione di oggi.
«Nonostante ci impediscano di fare le assemblee nelle tendopoli e perfino di distribuire volantini – ha detto – pian piano sta crescendo la consapevolezza degli aquilani su quello che non sta facendo questo governo. Quello di oggi è già un primo risultato positivo».
Un applauso ha concluso la catena umana, gli abruzzesi si sono dati appuntamento il 27 giugno prossimo a L’Aquila per un corteo che partirà dalla sede della guardia di finanza «senza bandiere o colori politici». Come del resto accaduto oggi durante la lunga mobilitazione dove a sventolare erano soltanto gli striscioni dei comitati dei cittadini.
LA MANIFESTAZIONE

 Oggetto della protesta, il cosiddetto decreto legge «salva Abruzzo» in discussione a Montecitorio. In piazza c’erano diversi sindaci di paesi colpiti dal terremoto e diversi precari dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con dei vistosi caschetti gialli di sicurezza in testa. I manifestanti hanno anche portato, oltre a diversi striscioni, delle tende da campeggio per manifestare le difficoltà dei terremotati. <!–


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«Ho tentato fino all’ultimo di ottenere la separazione della circoscrizione Isole per garantire alla Sardegna la separazione dalla Sicilia, ma i tempi del nostro parlamento, su cui ho avanzato delle critiche proprio in questi giorni, non l’hanno consentito».
È uno dei temi affrontati da Silvio Berlusconi
in una intervista a una emittente sarda.

Nel corso dell’intervista il premier si è impegnato per le opere inizialemente previste per il G8:
«Garantisco – ha detto - che le opere in corso saranno completate entro giugno. Quelle in programma, come l’Olbia Sassari e l’Olbia-Santa Teresa saranno appaltate quanto prima».
Infine ha smentito qulasiasi ruolo
della Sardegna rispetto al nucleare:
«Non c’è mai stato – ha affermato - né ci sarà un progetto del governo per ubicare in Sardegna una centrale nucleare. L’ipotesi ventilata nei giorni scorsi è la solita strumentalizzazione della sinistra riproposta puntualmente in campagna elettorale».
«È l’ennesima retromarcia del premier sul nucleare in Sardegna – ha replicato Gianluca Lioni del Pd – ci piacerebbe credergli ma l’esperienza di questi anni non aiuta affatto…
…Temo sia la solita promessa elettorale».
(Fonte: La Nuova)

Dopo il  via libera dei governatori, l’accordo è stato approvato dalla Conferenza Unificata e poi illustrato in Cdm. Entro 10 giorni l’esecutivo emanerà un decreto legge contenente norme sulla semplificzione delle procedure amministrative per quanto riguarda le competenze dello stato.

continua…


 PREMESSA: Berlusconi: "necessario piano con Regioni per aiutare giovani – Il Piano Casa cui sta lavorando il Governo riguarda solo un certo target di abitazioni e riguarda l’allargamento, la demolizione e la ricostruzione".  Ma il Premier, Silvio Berlusconi, conferma anche di "essere sensibile al problema di molte famiglie che non possiedono una casa, specie i giovani". Lo ha precisato il Presidente del Consiglio al termine dell’incontro unificato con le Regioni per discutere del Piano Casa.

Berlusconi ha anche precisato che

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Tutti attorno al tavolo, simulazione di una riunione tipo. Il clima è da primo giorno di scuola, quando la classe è nuova e l’emozione contrae i sorrisi. Ugo Cappellacci esordisce «Questa è una squadra giovane, seria e agguerrita», mentre flash e telecamere bersagliano la sala Giunta di viale Trento.
Undici assessori per un’azione di governo da inventare in fretta,
«perché la Sardegna ha bisogno di noi».

VICEPRESIDENTE(?)-PROGRAMMAZIONE-INDUSTRIA-BILANCIO-: Giorgio La Spisa – anima di Forza Italia – sembra a suo agio nei panni da superassessore: avrà la delega alla Programmazione, all’Industria e al Bilancio e sarà con tutta probabilità il vicepresidente della Regione («chissà», glissa sorridendo Cappellacci).

SANITA: L’altro politico in pista – sempre del Pdl ma versante An – è Antonello Liori : cardiologo, lascia il posto in Consiglio (è alla quarta legislatura consecutiva) per arrivare sulla poltrona della Sanità dopo gli anni dei contrasti con Nerina Dirindin. «Il mio obiettivo? Cancellare le liste d’attesa. Ci sarà da rimboccarsi le maniche».
URBANISTICA E ENTI LOCALI: Il fronte dei tecnici è guidato da Gabriele Asunis , assessore all’Urbanistica, agli Enti locali e alla Finanze. Non è la sua prima volta: nel 2003, negli ultimi mesi della Giunta Masala aveva avuto quasi le stesse deleghe (Urbanistica e Enti locali), quando al Bilancio c’era Cappellacci. «Non sono né di destra né di sinistra, la tutela del paesaggio non ha colore».
AFFARI GENERALI:Il poker rosa vede in prima fila Ketty Corona agli Affari generali, proprio sulla stessa poltrona che fu trent’anni fa (dal ’77 al 79′) del padre Armandino: «Ma questa è una storia completamente diversa, la Sardegna è diversa. Non posso fare paragoni con mio padre. Di sicuro nell’Isola il tema delle riforme è primario. Poi sarà fondamentale valorizzare le professionalità della Regione».
CULTURA:c’è Maria Lucia Baire . Ingegnere, nel suo curriculum c’è l’organizzazione della visita a Cagliari di Benedetto XVI. «Mi occuperò di istruzione, credo di avere un occhio privilegiato. Svolgo la libera professione ma sono anche un’insegnante precaria».
LAVORO:La terza donna in Giunta è Maria Valeria Serra , direttore amministrativo dell’autorità portuale di Cagliari. Suo l’assessorato al Lavoro: «Sarà un impegno gravoso, non ci vuole molto per capirlo. La crisi nell’Isola è drammatica».
TRASPORTI:Chiude il quartetto femminile Liliana Lorettu , docente universitario, vicina all’Udc. Si occuperà di Trasporti: «Questa è una bella squadra, c’è grande determinazione».
AGRICOLTURA: è Andrea Prato , manager del polo caprino di Villagrande. Tra i suoi piani c’è quello di preparare una base operativa a Oristano «per una linea di decentramento nel territorio.
Angelo Carta , ex sindaco di Dorgali (espressione del Psd’Az), guiderà i Lavori Pubblici («Sono un amministratore, è una sfida importante»).
TURISMO: Sebastiano Sannitu. Sindaco di Berchidda con i Riformatori, non lascerà il posto da primo cittadino: «Il turismo sardo ha bisogno di una grande campagna di immagine e del confronto con gli operatori che conoscono il mercato».
AMBIENTE: Emilio Simeone , ex manager dell’Asl 7, area Udc: «So di guidare un assessorato importante, voglio calarmi subito nel mio nuovo ruolo».
(fonte: Unione Sarda)

 

continua…