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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: italiani

 

IN ITALIA 1 MILIONE

A PRANZO IN AGRITURISMO

Con il giorno della Liberazione salgono a un milione e centomila le persone che hanno scelto di sedersi a tavola in agriturismo durante il ponte. 

Lo sostiene Coldiretti, che ha diffuso una stima basata sulle prenotazioni ricevute dalle aziende aderenti all’associazione agrituristica Terranostra.

Con il 25 aprile rientrano i 7,4 milioni di italiani che hanno scelto di fare un viaggio durante il lungo weekend.

(DA:  TelevideoRai.it-26 Aprile 2016)

Francia, scatta l’obbligo doggy bag

Coldiretti: 1 italiano su 5 è d’accordo

La normativa appena entrata in vigore si riferisce ai ristoranti con più di 180 coperti e intende dimezzare gli sprechi di cibo

Nel 2016 in Francia è scattato l’obbligo per i ristoranti con più di 180 coperti di fornire ai loro clienti la doggy bag, un box dove riporre gli avanzi del pasto da riportare a casa.

Secondo un sondaggio di Coldiretti, un italiano su cinque è d’accordo con l’iniziativa e afferma di aver sperimentato la pratica almeno una volta. L’iniziativa del governo francese intende dimezzare gli sprechi di cibo, che per la ristorazione transalpina raggiungono un milione di tonnellate di scarti alimentari all’anno.

Secondo l’indagine di Coldiretti, oltre il 25% degli italiani ritiene che usare una doggy bag sia “da maleducati, da poveracci e volgare” o si vergogna comunque a richiederla. Il 12% la richiede raramente, il 15% non saprebbe che farsene, mentre il 28% non lascia alcun avanzo quando va a mangiare fuori.

Italiani spreconi:

In media, rileva l’associazione, ogni italiano ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di prodotti alimentari durante l’anno. “Una situazione che sta migliorando tra le mura domestiche dove sei cittadini su dieci hanno contenuto o annullato gli sprechi domestici, facendo la spesa in modo più oculato, utilizzando gli avanzi nel pasto successivo, o guardando con più attenzione la data di scadenza”.

(DA: Tgcom24-4 Gennaio 2016)

Obesity day:

a dieta 17 milioni di italiani 

?Sono circa 16,9 milioni di italiani che seguono una dieta e di questi ben 7,7 milioni che dichiara di farlo regolarmente, nonostante i sacrifici economici dettati dalla crisi che si sono aggiunti a quelli delle rinunce alimentari.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’Obesity day dedicato al problema del sovrappeso e dell’obesità. Quasi la metà degli italiani (46 per cento) – sottolinea la Coldiretti – risultano sovrappeso (35,6 per cento) o addirittura obesi (10,4 per cento) con differenze tra gli uomini che sono fuori forma nel 55,5 per cento dei casi rispetto alle donne (37,1 per cento).

La situazione è comunque drammatica per tutti anche perché – precisa la Coldiretti – i segnali non sono incoraggianti neanche nelle giovani generazioni con il 26,9 per cento di ragazzi italiani tra i 6 e i 17 anni in eccesso di peso. A pesare è l’addio alla dieta mediterranea che, con pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, hanno consentito agli italiani – continua la Coldiretti – di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le piu’ elevate al mondo.

A preoccupare sono quindi gli effetti della crisi con gli acquisti familiari di frutta e verdura delle famiglie che sono crollati di oltre il 20 per cento negli anni dal 2007 per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura al di sotto dei 400 grammi per persona raccomandati dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo il rapporto Istat/Cnel sul benessere in Italia – continua la Coldiretti – solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante.

Il calo è ancora piu’ preoccupante per bambini e adolescenti con il numero di coloro che mangiano frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento nel 2013 e si registra anche un aumento di coloro che non l’assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento). La Coldiretti è impegnata nelle scuole con il progetto educazione alla Campagna Amica che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe.

In questo momento di difficoltà l’obiettivo – precisa la Coldiretti – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

(DA. sito istituzionale Coldiretti-10 Ottobre 2014)-illustrazioni da internet

Il 6 per cento non arriva a fine mese

E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti. Per tagliare la spesa gli italiani son costretti a fare lo slalom tra le offerte dei supermercati.La crisi mette in difficoltà sei italiani su dieci (61 per cento) che non dispongono di un reddito adeguato ma c’è addirittura un 6 per cento che non riesce mai ad arrivare a fine mese.

E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Swg divulgata in occasione della diffusione dei dati sull’aumento delle spese per effetto di rincari e mutui che aggrava la situazione di difficoltà delle famiglie. Il risultato è – sottolinea la Coldiretti – un drastico calo nei consumi nel 2012 che riguarda anche l’alimentazione con una riduzione stimata tra l’uno e il due per cento negli acquisti in quantità.

Per tagliare sulla spesa – precisa la Coldiretti – sono costretti a fare lo slalom tra gli sconti ben il 62 per cento degli italiani che vanno a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati più che in passato mentre circa la metà dei consumatori (49 per cento) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti.

Tra le tendenze emergenti si evidenzia l’aumento di quanti acquistano prodotti locali (40 per cento) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50 per cento) magari senza intermediazione con un balzo record del 23 per cento nel primo semestre del 2012 degli acquisti fatti direttamente dal produttore, resi possibili dalla rete degli agricoltori di Campagna Amica dove hanno fatto la spesa oltre 9 milioni di italiani. Il risultato è che nonostante gli impegni della vita moderna per la prima volta rispetto al passato – conclude la Coldiretti – si inverte la tendenza con il 57 per cento degli italiani che dedica più tempo a fare la spesa secondo l’analisi Coldiretti/Swg.

(Da:L’Unione Sarda-18 ago 2012)

Sogno indipendenza svelato in Scozia

Non ci basta più. L’autonomia regionale è una camicia stretta, nove sardi su dieci vorrebbero un governo locale con più poteri.

Alcuni di loro si accontentano di una piena sovranità fiscale, altri (addirittura il 40%) si spingono a sognare l’indipendenza. Ma sembra ormai un patrimonio comune la richiesta di un vero autogoverno dell’Isola.

Lo dice una ricerca dell’Università di Cagliari, presentata nei giorni scorsi a Edimburgo (dove è in corso un lavoro parallelo). Un sondaggio che racconta cose interessanti su noi che viviamo in quest’Isola mediterranea: emerge, per esempio, che tendiamo a sentirci più sardi che italiani.

La terra è il richiamo più forte tra gli elementi della nostra identità: più del lavoro o delle idee politiche.

I risultati definitivi saranno resi noti a fine maggio, ma sono pronti i primi conteggi di una ricerca statistica che ha assunto proporzioni mastodontiche: circa 6mila risposte a un questionario con oltre 40 domande sull’identità, l’autonomia, le istituzioni regionali.

(Da: L’Unione Sarda.it- 1 maggio 2012)

Secondo la Coldiretti anche se gli italiani hanno speso il 18% in meno rispetto allo scorso anno, non hanno rinunciato all’appuntamento più tradizionale dell’anno privilegiando il made in Italy e prodotti del territorio. Per evitare sprechi il consiglio è ricorrere alle ricette della nonna con polpette, frittate, pizze farcite, macedonie e marmellate

Per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che 9 italiani su dieci hanno scelto di trascorrere a casa con parenti o amici, si è speso meno. Ma ci bi e bevande valgono in ogni caso 2,3 miliardi di euro. E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinuncino all’appuntamento più tradizionale dell’anno per il quale in ogni caso la spesa è stata più contenuta (-18%) rispetto allo scorso anno.

A prevalere è stato il Made in Italy con meno caviale, ostriche, salmone e champagne e – sottolinea la Coldiretti – più bollito e pizze rustiche. Dal Natale 2011 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si è espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato: dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone in Piemonte, dai canederli in Trentino alla minestra di cardi in Abruzzo, dalla brovada e muset con polenta in Friuli, alle scillatelle in Calabria, dal pandolce in Liguria al fristingo nelle Marche e le molte altre specialità presenti in tutte le Regioni italiane.

La maggioranza delle tavole sono state infatti imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova.

Ma circa un quarto delle portate preparate, per un valore di oltre mezzo miliardo, non è stato consumato.

Secondo la Coldiretti a rischiare di finire nella spazzatura sono soprattutto i prodotti già cucinati e quelli più deperibili come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati. In aiuto arrivano – secondo la maggiore organizzazione agricola – sono le preziose ricette della nonna come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono una ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare – continua la Coldiretti – un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme mentre lo spumante avanzato può essere utilizzato per fare un buon risotto o per rendere più saporito il pollo alla cacciatora.

Recuperare il cibo è una scelta che – conclude la Coldiretti – fa bene all’economia e all’ambiente con una minore produzione di rifiuti in un momento come le festività di Natale in cui peraltro c’è una maggiore disponibilità di tempo libero e sono in molti a cogliere l’occasione per dedicare un po’ più di tempo ai fornelli.

(Da: IGN-Adnkronos-26 dic 2011)

Telethon vince nonostante la crisi:

la XXI edizione della Maratona televisiva si chiude con il Numeratore fermo sulla cifra di 30.040.000.

“Grazie, grazie a tutti per il vostro piccolo o grande gesto di eroismo a favore di chi ne ha veramente bisogno“: così il presidente della Fondazione ha ringraziato quanti hanno raccolto l’appello di Telethon per finanziare la ricerca sulle malattie genetiche.

Ho sempre creduto -ha proseguito Montezemolo nell’intelligenza e nella generosità degli italiani. Di fronte alle immagini di bambini malati che abbiamo visto durante la Maratona ogni altra considerazione viene messa da parte ed emerge il grande cuore dei nostri concittadini”.

(Da:TelevideoRAI.it-18 dic 2011)

Turismo ecologico, Sardegna meta preferita

workshop carloforteCARLOFORTE. Il turismo “green” funziona. Lo dice un sondaggio nazionale, curato dall’Ispo per il workshop di Carloforte, esposto ieri al pubblico della Mutua dall’esperto Renato Mannheimer.

Secondo quanto emerso, ambienti salubri, natura incontaminata, sistemi di riciclo dei rifiuti, pulizia di spiagge e mare, possono fare la differenza nelle scelte turistiche dell’83 per cento degli italiani. La Sardegna, come “meta green”, è al primo posto nelle citazioni del sondaggio, secondo cui «l’ecocompatibilità è una prospettiva di business soprattutto per le isole». In sei casi su dieci, si è disposti a spendere anche il 10 per cento in più, per raggiungere località dove si riciclano rifiuti in modo efficiente, si incentiva l’utilizzo di energie rinnovabili e mezzi di trasporto ecologici. Caratteristiche potenzialmente in grado di indurre uno sviluppo turistico nazionale ed un indotto da 150 miliardi di euro l’anno.

Tra le località più ecocompatibili per gli italiani, il sondaggio Ispo mette in testa le località marittime (55%), poi la montagna e le città d’arte. Tra le regioni, primeggiano Sardegna e Sicilia (circa il 19 % a testa), poi Toscana (12%), Campania (11%) e Trentino (6%). L’ ecoturista ha in maggioranza tra i 45 ed i 54 anni di età, residente nelle grandi città e con un titolo di studio alto. Sono imprenditori, liberi professionisti e impiegati. L’ecoturista giovane, ha invece un’età compresa fra i 18 ed i 34 anni, è studente e abita del nord est della penisola.

(Da:La Nuova-s.r.-10 ott 2011)

Acqua, nucleare e legittimo impedimento:

48_referendumPercentuali pressoché identiche per tutti e quattro i quesiti: il 57% degli elettori italiani è andato alle urne. Torna il quorum dopo 16 anni.

Il quorum è stato raggiunto: il 57% degli elettori italiani è andato alle urne per rispondere ai quattro quesiti referendari. Quando lo scrutinio ha oramai superato i due terzi delle sezioni, inoltre, i sì si attestano attorno al 95% per tutti i quesiti.

Sul versante affluenza, i dati definitivi trasmessi dal Viminale indicano percentuali pressoché identiche per tutti i referendum: per i quesiti sull’acqua pubblica ha votato infatti il 57,02% mentre sull’energia nucleare i votanti sono stati il 56,99% e per il legittimo impedimento il 56,98%. Questi dati si riferiscono agli 8.092 comuni italiani mentre non è stata ancora comunicata la percentuale di affluenza alle urne relativa alle 1.279 sezioni per gli italiani residenti all’estero.

Ma il dato complessivo del 57% dei votanti rende comunque ininfluente il dato sull’affluenza alle urne all’estero, in quanto il quorum è ampiamente superato. L’ultimo che aveva superato il ’50%+1′ risaliva al 1995.

Entrando nel particolare dei dati, il quorum è stato superato in tutte le venti regioni italiane: il dato nazionale del 57% si articola infatti in percentuali di affluenza alle urne tutte comunque superiori alla metà degli elettori. Il dato più alto si è registrato in Trentino-Alto Adige con il 64,6% mentre il più basso si è avuto in Calabria con il 50,4.

Sul fronte delle città, sono otto le province italiane in cui non è stato raggiunto il quorum della metà più uno degli elettori per i quattro quesiti: sette si trovano al Sud e una sola al Nord. Il dato percentuale più basso di votanti si è registrato nella provincia di Crotone con il 45,1%. Seguono in ordine crescente Vibo Valentia con il 46,7%, Sondrio con il 48,6, Trapani con il 48,7, Reggio Calabria con il 49,3 e Catania e Caltanissetta con il 49,9%. Tutte città in cui il quorum è stato sfiorato ma non raggiunto.

Ed è Reggio Emilia la provincia dove gli elettori sono corsi in maggior numero alle urne facendo registrare il 68,5% di votanti.

(Da: Adnkronos/Ign-13 GIU 2011)-foto da internet

bimbo alla tvIl 59% passa il tempo libero al chiuso, il 38% mangia sempre davanti alla tv e 7 su 10 camminano solo mezz’ora al giorno:

e’ una generazione sedentaria, poco incoraggiata alla socialità per mancanza di tempo, di opportunità o di risorse in famiglia, quella che fotografa l’Ipsos in una ricerca su bambini ed adolescenti tra i 6 e i 17 anni e i loro genitori per conto di Save the Children.

save-the-children

Quasi un quinto dei bambini e adolescenti italiani non pratica attività fisica: tra le cause, assenza sul territorio (20%), costo (25%), malfunzionamenti delle strutture pubbliche e private, insieme al fatto che i genitori non possono accompagnarli (12%).

Per questo, sebbene la televisione sembri ridimensionata rispetto al passato (in media affermano di guardarla per circa un’ora al giorno, specie a pranzo), c’è ancora un 10% di bambini che la guarda per più di 3 ore al giorno, mentre nel weekend diventa l’amica del cuore di 1 su 5.

E ancora, quando si sposta per qualunque esigenza, come andare a scuola, più di un terzo lo fa accompagnato in auto (38%), il 67% cammina meno di 30 minuti al giorno (di questi il 26% lo fa per meno di 15 minuti). Anche le scale pesano: un terzo prende sempre l’ascensore. Essere un tipo sportivo poi non basta più ad essere considerato nel gruppo, almeno non quanto lo e’ essere bravi nei videogiochi o saperne di calcio: più della metà dei ragazzini pensa che sia fondamentale (soprattutto a Napoli, il 64%, e in provincia di Roma). E’ confortante che il 54% si dedichi alla lettura o il 60% all’ascolto di musica, ma secondo l’Ipsos emerge negli adolescenti la domanda di socialità: il 41% dei bambini deciderebbe stare con i coetanei e il 26% giocare con loro all’aperto.

Anche l’alimentazione presenta zone d’ombra. Più di un ragazzo su 4 mangia la frutta solo un paio di volte la settimana o meno; 2 su 10 non fanno colazione correttamente, a volte fanno pranzo (14%) e cena (13%) da soli o con amici. Ben il 38% dei bambini dichiara di mangiare sempre davanti alla TV, percentuale che sale al 49% al Sud e nelle isole, e il 53% dei genitori non contesta il fatto o non c’e', mentre il restante 47% borbotta ma accetta la situazione.

Connesso a tutto questo c’è il problema dell’obesità. ”Di solito – spiega la ricerca – riguarda famiglie che denunciano difficoltà relazionale o famiglie mono-reddito, in cui le madri sono casalinghe”. ”Emergono criticità legate a contesti socio-economici disagiati – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – spesso l’ostacolo per fare attivita’ motoria è l’eccessivo costo”.

L’associazione e Kraft Foods Foundation, in partnership con il Centro sportivo italiano (CSI) e l’Unione italiana sport per tutti (UISP) e con il patrocinio del ministro della Gioventù, lanciano ”Pronti, partenza, via!”, un progetto triennale per sostenere la pratica motoria e l’educazione alimentare attraverso il recupero di strutture o semplicemente informazioni sugli stili di vita corretti cui parteciperanno 66.400 persone (bambini e loro familiari, educatori, insegnanti e nutrizionisti) in 10 città pilota, tra le quali Torino, Genova, Milano, Napoli e Palermo.

(Da:Televideo.Rai.it)

sei italiani su dieci la fanno una volta alla settimana

spesa alimentariE’ quanto emerge dall’analisi dal rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani. L’abitudine di acquistare ogni giorno resiste soprattutto al Sud e al Centro

Addio al rito della spesa quotidiana. Oggi più di sei italiani su dieci (60,7%) fanno la spesa con frequenza settimanale mentre solo il 27% delle famiglie effettua acquisti giornalieri e il 10% circa si reca nel negozio addirittura una volta al mese. E’ quanto emerge dall’analisi dal rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani.

Il Rapporto evidenzia che la spesa quotidiana resiste soprattutto al Sud con il 35% e al centro Italia con il 29,6% mentre cede nel nord-est (22,8%) e soprattutto nel nel nord ovest (17,4%). Al contrario, la frequenza settimanale riguarda quote progressivamente decrescenti di famiglie dal Nord al Sud. “A cambiare all’interno dell’organizzazione della vita familiare è anche chi – sottolinea la Coldiretti – prende le decisioni relativamente alla spesa con un crescita della presenza maschile che raggiunge il 39% anche se a prevalere restano le donne con il 61%”.

“L’orientamento verso la spesa settimanale se da un lato consente di risparmiare tempo dall’altro – sottolinea la Coldiretti – ha sicuramente effetti sulla conservazione dei prodotti e sugli sprechi alimentari per effetto della deperibilita’ e del mancato rispetto delle scadenze dei prodotti”. “Si stima -prosegue Coldiretti- che il 30% del cibo acquistato dagli italiani nel 2010 è finito nella spazzatura e che sul piano economico complessivo dal campo alla tavola in Italia a causa degli sprechi viene perso cibo sufficiente a nutrire 44 milioni di persone (l’intera popolazione della Spagna) per un valore che ammonta a circa 37 miliardi di euro, ben il 3% del Pil, secondo una indagine di ‘Last Minute Market’ dell’Universita’ di Bologna”.

Roma, 19 feb. (Adnkronos)

foto da internet

bollette careGli italiani pagano il doppio, rispetto agli altri cittadini europei, le tariffe dei servizi pubblici locali di acqua potabile, raccolta rifiuti e trasporto pubblico.

L’ufficio studi della Confartigianato ha calcolato che negli ultimi cinque anni in Italia le tariffe dei servizi locali (esclusi gas ed elettricita’), sono rincarate del 28,4%, quasi tre volte il tasso di inflazione del periodo (10,8%) e il doppio rispetto alla crescita registrata nell’area euro pari al 15,5%. A correre di piu’ e’ stata la tariffa idrica: tra giugno 2005 e giugno 2010, dice la Confartigianato, l’acqua potabile e’ cresciuta in Italia del 37,1% contro il 15,8% della media europea, i servizi di raccolta rifiuti del 27,3% contro il 15,8% della media europea e i trasporti pubblici del 14,1%; solo in quest’ultimo caso la crescita dei prezzi in Italia e’ in linea con la media europea (14,6%)

(fonte ANSA.it-31.07.2010)

Beh!,credo che questa notizia si commenti, PURTROPPO, da sola. Avrei e avremmo tutti preferito non avere questo triste primato in Europa. Ma, a quanto pare, in questo campo  siamo proprio bravi, NON C’E’ CHE DIRE!

Marco Camedda

 

continua…