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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: marco camedda

UN MIO ACQUERELLO DEL 1996:

“IN RICORDO E ONORE DEI CADUTI IN TUTTE LE GUERRE” di ogni tipo…passate e purtroppo ancora troppe e sempre più truci in corso! La speranza è che gli uomini rinsaviscano e, DIO lo vuole, non le proseguano nel futuro!

…”VIVA LA PACE, ABBASSO LA GUERRA!!!”

Marco Camedda

 

“OROSEI-VERSO CHIESA DI

S.RUGHE E S.GIACOMO”:

Un mio dipinto del 2006 con colori acrilici eseguito su pannello in medium-densit dim 50×70 dove rappresento la salita da Via S.Giacomo vero la Chiesa di S.Rughe e verso la Parrocchiale di S.Giacomo, Patrono di Orosei.

Cari saluti,

Marco Camedda

“L’AURORA DIPINGE DI ROSSO

IL PRIMO SOLE DEL MATTINO!”

Mi sveglio presto la mattina (intorno alle 6) anche oggi ho potuto ammirare e fotografare, se pur per pochi minuti, questo “Dono della Natura“.  Questo attimo rasserena e aiuta a positivizzare l’umore e iniziare bene la giornata!

……Buona Giornata!!!

Marco Camedda

“NEI PRESSI DELL’ANTICA FONTANA”

Un mio murale del 2005 eseguito in acrilico all’interno (zona ingresso) della bella casa del mio amico Andrea Secchi a Galtellí.

La foto è stata scattata dallo stesso Andrea alcuni giorni fa!

Cari saluti

Marco Camedda

“1997-MURALE AD OLIENA”

L’ho dipinto in acrilico sul muro frontale della sala di ingresso del palazzo comunale di questo popoloso paese della Barbagia.

Il dipinto misura 5.60×1,70 mt  e l’ho donato a Oliena dove ho avuto per quattro anni uno studio di progettazione e tanti clienti e cari amici!!!

Cari saluti,

Marco Camedda

Una mia barzelletta (non manchi mai l’ironia) in sintonia con il Tempo di Mare.

…E si sa che le barzellette attingono spesso alla realtà!

…FACCIAMOCI UNA RISATA!!!!!

Marco Camedda

Il libro è scritto da Maurizio Feo

  LA MALARIA IN SARDEGNA ED IN ITALIA,

COME EBBE ORIGINE E COME FU VINTA:

Ricevo dal mio fraterno amico Maurizio Feo, Medico Chirurgo e Urologo questa suo comunicato che presenta i motivi per cui ha scritto questo libro sull’origine della Malaria in Sardegna ed in Italia e come fu debellata.

Lascio che sia il suo commento, che pubblico integralmente,  a descrivere con grande professionalità e passione le seguenti motivazioni:

“Chi ha bisogno di ANCORA un ALTRO libro sulla Malaria? Nessuno, davvero… Ma questo NON è semplicemente UN ALTRO libro. Esso guarda alle cose (che già conosciamo, o dovremmo conoscere, sulla Malaria) in modo differente e da molti punti di vista: storico, antropologico, medico, genetico, persino archeologico…

Ti racconta, come se fosse una FAVOLA, quello che è il nostro comune vissuto, antico e recente: un passato comune su cui possiamo avere opinioni incerte e fermi pregiudizi, un passato che abbiamo tutti forse tentato di scordare, ma che – qualunque sia il nostro atteggiamento verso di esso – è realmente accaduto e fa indubitabilmente parte della nostra storia, ormai.

Già la copertina sussurra una storia: è stata realizzata in china sottile dal mio grande amico sardo di Galtellì, artista e genio del colore, il geometra Marco Camedda, che da 0ltre trent’anni vive ad Orosei e che – a ben guardare – è un genio anche nel bianco e nero… Quale storia? Vediamo insieme, più da vicino: il disegno è il ritratto fedele di un vero oroseino anziano, vestito del suo dignitoso e quotidiano costume tradizionale, che si allontana di spalle e quasi sbiadisce, lontano, nell’oblio di un tempo passato… Oggi non c’è più, ma il suo ricordo vive nel cuore degli amici e dei parenti. A simbolo prezioso di una Sardegna ormai trascorsa, oggi forse più difficile da trovare, ma ancora viva e vera e ancora capace d’insegnare il suo raro bagaglio di preziosa Cultura e di singolare, unico FolkLore!

Quel tempo passato fu, ad un tempo, più semplice, più felice e più tormentato e pieno d’angustie… La Sardegna era allora la più malarica regione del Mediterraneo e dell’Europa ed offriva in olocausto alla malattia una troppo grande quantità dei suoi figli: il 2,7 % della popolazione dell’Italia ospitava il 20% dei malati di Malaria. I Sardi, allora – sebbene sempre siano sempre stati descritti come “pocos, locos y mal unidos” – seppero cogliere al volo un’insperata occasione e davvero organizzarsi in una meravigliosa realizzazione comune: liberarono l’isola dalla Malaria, mettendo in atto il più grande “Fortza Paris” che si sia mai visto ad oggi …

Fu un’avventura entusiasmante! Ed erano sardi come chissu Tziu del disegno a china di Marco Camedda: semplici, genuini, come-mi-leggi-scrivimi (anche se molti non sapevano scrivere, né leggere), come se ciascuno pensasse: “farò fino in fondo quel che devo e regalerò ai miei figli e nipoti una terra migliore, più sana, in cui vivere orgogliosi. In cui vivere BENE”. Questo io vedo in quel disegno: una lezione proposta con la leggerezza e la sapienza di una penna sottile… È per questi motivi che ho chiesto a Marco di lasciarmi usare il suo disegno per la copertina del mio libro: e lui non ci ha pensato un attimo solo, perché un amico sardo è un amico vero.

Ma – attenzione! – in questo lascito generoso dei Sardi che fecero l’impresa impossibile di sbarazzarsi della Malaria è anche insita una precisa e grande responsabilità, per i Sardi di oggi. Quella di conservare e migliorare negli anni futuri il meraviglioso regalo dell’ambiente sardo risanato: ‘paradisola’, come i turisti la chiamano talvolta, con ragione… Perché l’ecologia insulare è fragile ed ha subito offese e danni fino dal più lontano passato e dalla preistoria. E infine: quelle bertule, le bisacce del disegno, non sono certo vuote!

C’è dentro il racconto, la fiaba, i miti, la Storia, l’Archeologia, la Genetica, la Biologia, i vari aneddoti e le curiosità: tutta la quotidiana saggezza di una vita che ogni individuo – per quanto semplice ed umile – porta sempre gelosamente con sé,“bonu pistoccu in bertula”, e sa trasmettere a chi sappia ascoltare con il cuore, mentre racconta a mezza voce, allontanandosi, per scomparire pian piano lontano in un tempo passato…

Il libro si compone di quattro parti.

La prima riguarda l’origine di tutto: come e quando il Plasmodio divenne il nostro predatore e noi la sua preda; qual è il ruolo della zanzara; quali sono le prime tracce storiche, archeologiche, mediche, che ci parlano di Malaria; come e perché questa malattia cambiò davvero la Storia dell’Uomo.La seconda parte descrive la grande,umana, fragile e meravigliosa azione corale, che – in un immenso, collettivo, non dichiarato “Fortza paris!” – portò uomini di lingua, provenienza ed estrazione diversa ad un’avventurosa ed insperata vittoria finale… Critiche e polemiche non mancarono ed aprono la discussione della terza parte del libro, che si chiude con un’articolata Appendice, in cui figura una breve raccolta delle biografie dei Malariologi che agirono in quell’epica impresa; un sintetico (ma lungo!) elenco delle insospettabili vittime illustri di questo male tremendo; un Glossario articolato sui termini specifici utilizzati nella trattazione. Alcune curiosità e aneddoti rendono più leggera la lettura dell’opera che è comunque scientifica. I riferimenti bibliografici sono correlati al testo, in modo che il lettore desideroso di approfondire l’argomento possa farlo direttamente alle fonti”.

UN MIO COMMENTO

L’Autore – Maurizio Feo si occupa ormai da alcuni decenni, con grande passione ed impegno personale, della Sardegna, della sua Cultura antica e del suo FolkLore, attraverso i suoi lunghi trascorsi archeologici e storici. Essendo egli un medico, parte naturalmente dai presupposti a lui più congeniali, correlati con la salute in genere e quindi con l’Antropologia, con la Genetica, di Popolazioni e con le malattie geneticamente indotte e Malaria-correlate.

Applica ai propri studi il rigore richiesto nelle pubblicazioni scientifiche mediche, inserendo nei propri articoli sistematici e precisi richiami bibliografici contestualizzati, a supporto di quanto va man mano descrivendo. Da sempre appassionato lettore del semestrale culturale “Sardegna Antica” (organo della Onlus: Centro Studi Culture Mediterranee, Nuoro), ne è divenuto collaboratore a partire dal numero 18, con una serie di articoli sulla genetica dei Sardi. Nel 2012 ha pubblicato il libro “”L’ira degli dei” (ed. CSCM), che costituisce a tutt’oggi la più aggiornata e completa revisione in italiano della “questione” riguardante i cosiddetti “popoli del Mare”.

Con questo libro divulgativo intende portare a conoscenza delle nuove generazioni di Sardi e d’Italiani una storia frettolosamente dimenticata, che però fa ineluttabilmente parte del nostro comune passato: come – finalmente – vincemmo la Malaria.

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Ne approfitto per  ringrazio il mio fraterno amico Maurizio Feo per l’uso della mia grafica che rappresenta un vecchio sardo di Orosei. Lo ringrazio per il “genio” con cui mi ha definito anche se io penso di essere, nonostante tutto,  una persona normale, attiva ed entusiasta della vita.

Io gli rispondo che il “Genio” è lui perchè ha una vastissima cultura su tutti i campi , nonsolo medico-scientifici, ma anche per il suo grandissimo entusiasmo e professionalità con cui si presenta e scrive…IN BOCCA AL LUPO, CARO AMICO!

Marco Camedda

“LA DONNA E IL SUO GUERRIERO”:

una mia grafica acquerellata del 2002 eseguita su foglio bianco da disegno dim. 35×50 cm.

Cari saluti,

Marco Camedda

Carissimi Lettori,

Ne approfitto per informarVi che riprenderò a introdurre come prima i miei post. Il rallentamento era dovuto a miei impegni imprescindibili  ed a una pausa di riflessione legata a valutazioni sul modo di procedere in e per questa piccola ma consolidata realtà web che, anche senza le mie “nuove notizie”, ha proceduto a crescere solo con un modesto e “comprensibile ” rallentamento.

Grazie di cuore e continuate a seguirmi!

Marco Camedda

UNA MIA GRAFICA DEL 1999

(Ritratto di Grazia Deledda)

Marco Camedda-1999- Grafica a china su cartoncino bianco: Ritratto di Grazia Deledda (Riproduzione riservata)

Questa sera, dalle 21,30, “Iscrittos di Grazia Deledda” evento organizzato dall’Associazione culturale ARCA con la collaborazione del Comune di Orosei. letture degli scritti (sos iscrittos) di Grazia Deledda, letti da Gina Carta, si fonderanno con la musica etnica di Gian Giacomo Rosu e Pier Paolo Piredda.
L’evento si terrà nello spazio della Vecchia Prigione (Sa Prejone Vetza) in Piazza Sas Animas.
Un momento culturale da non perdere per la valenza degli scritti della Deledda (Premio Nobel nel 1926), dello spazio suggestivo dell’antico maniero e dell’atmsfera che lettura e suoni etnici sapranno creare in questa che si prospetta una serata ricca di fascino emozionale.

Marco Camedda

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(Da: comunicato Associazione Culturale ARCA-18 Luglio 2016)

1996- Donna sarda fila la lana

Pennarello acrilico su cartoncino ruvido marron dim. 35×50 cm.

collezione privata

Cari saluti,

Marco Camedda

2006: GALTELLI’-SCORCIO DEL PAESE

Tecnica: acrilico su compensato dim.40×50 cm.Fa pasrolorite di una serie di quattro quadri dipintii a tre colori: il rosso, l’ocra e il bianco con ritocco finale con marron scuro.

Collezione Privata

Cari Saluti,

Marco Camedda

2004- TITOLO: “ATTOPPU IN CAMPANNA”

“Incontro in campagna” di due vecchi pastori

Tecnica: Acrilico su compensato dim. 30×40

Marco Camedda

2013-BOZZA PER RITRATTO DI FRANCESCO CIUSA

china su cartoncino dim 21×30

Cari saluti,

Marco Camedda

2005: COMARES IN CUNTIERRA

(chiacchericcio fra comari)

pastello su cartoncino dim.cm 15×24

-disegno di mia proprietà-

Cari saluti,

Marco Camedda

1963 – MASANIELLO E I MOTI NAPOLETANI

Dipinto a tempera su compensato  dim 40×40 cm.

Quadro di mia proprietà che ho dipinto quando avevo 15 anni

copiandolo da una illustrazione di un libro di storia.

E’ uno degli ultimi quadri eseguiti firmandomi

Camedda Costanzo, nome con cui mi conoscono e 

qualcuno ancora mi chiama a Galtellì,mio pese natio.

Un saluto a tutti i lettori

Marco Camedda

1998-IN SPIAGGIA: un mio dipinto su tela dim mt. 2,80 x 2,80 per scenario teatro di un noto albergo oroseino

Complice il caldo oppure il fatto di essere finalmente in vacanza sono molti i turisti che dimenticano i propri effetti personali in spiaggia, appesi all’ombrellone o sotto il lettino.

«Ai circa 15 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze al mare privilegiando le belle località del nostro Paese – spiega Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio – si devono aggiungere gli oltre 5 milioni di turisti stranieri: sono di loro proprietà le migliaia di oggetti che ritroviamo al momento della chiusura dello stabilimento balneare, non sono stati abbandonati, però, molto più semplicemente scordati al momento di tornare a casa dopo una giornata trascorsa in spiaggia».

Se si dovesse descrivere l’identikit del tipo da spiaggia distrattò il Sib non ha dubbi: i clienti stranieri sono molto più attenti di quelli italiani; le famiglie con bambini, forse complici la grande quantità di oggetti che si trovano nella borsa da mare (giocattoli, merendine, succhi di frutta, acqua e pannolini non devono e non possono mai mancare), risultano essere i più colpiti da questo fenomeno.

Quanto alla classifica degli oggetti dimenticati, al primo posto si trovano gli occhiali da sole o da vista, al 2° le ciabatte da mare, al 3° la crema solare, al 4° il costumino del bambino, al 5° le chiavi. Alla lista bisogna poi aggiungere telefonini, asciugamani, borse, collanine, bracciali e portafogli.

Il più delle volte il giorno successivo si ritorna in possesso del proprio oggetto, i ritrovamenti sono all’ordine del giorno e le restituzioni sfiorano il 98%. Per quanto riguarda il quotidiano o la rivista, ma anche il classico libro sotto l’ombrellone, sono lasciati di proposito e non saranno mai più reclamati.

Tra i bagnini più anziani, poi, circolano diverse leggende: dal Rolex d’oro ritrovato, rastrello alla mano, dopo che l’affannosa e confusa ricerca lo aveva fatto inabissare, ai 10 bikini ancora con il cartellino del prezzo in una borsa sotto l’ombrellone, dalla pancera lasciata nello spogliatoio, fino alla dentiera – ritrovata e mai reclamata – nel bagno delle signore.

«I bagnini vigilano sull’incolumità dei clienti degli stabilimenti balneari sia in acqua che sulla spiaggia – conclude Borgo – dispensano consigli su dove trascorrere la serata o quale ristorante prenotare, sono i più affidabili per le previsioni meteorologiche, e si accontentano di un sorriso ed una stretta di mano quando ti restituiscono quell’oggetto che consideravi perduto per sempre. Motivo in più per studiare una soluzione affinché gli stabilimenti balneari non vadano all’asta dal primo gennaio 2016».

(Da:L’Unione Sarda- 15 ago 2012)

1968-PASTORI IN CAMPAGNA

Tempera su cartoncino dim. 35 x 50

Opera di mia proprietà

Marco Camedda

 

In questa mia verosimile composizione grafica su una Orosei di tantissimi anni fa immagino questo vecchio pastore in costume e“zippone”(giaccone) mentre rientra a casa dalla campagna in una giornata di inverno aiutato dal chiarore della luna.

Portico e personaggio sono elementi realmente esistiti ma da tempo scomparsi.

Mi resta solo la fortuna di aver conosciuto e fotografato,da ragazzo, questo vecchio portico di Via S.Gavino a due passi dalla Via Nazionale. Mentre non ho potuto conoscere il vecchio pastore se non da una foto da cui ho tratto la grafica della sua figura.

Cari saluti,

Marco Camedda

Titolo: ARATURA AL TEMPO DEI NURAGICI?

Tecnica: Acrilico su medium-densit dim. cm. 70 x50

Opera della mia collezione privata.

Anno: 2004

Un caro saluto,

Marco Camedda

e che il 2012 ci porti la serenità che desideriamo,

Affettuosamente

Marco Camedda

vecchio-sardo1996-VECCHIO IN COSTUME SARDO

(ma quello che oggi chiamiamo costume era tanto tempo fa il loro abito giornaliero)

quadro eseguito con colori alla tempera

su cartoncino fondo panna dim. 35×50 cm

Marco Camedda

Cara-500Ciao,

Marco Camedda

barzelletta-92

BUONA PESCA A TUTTI,

mannos e minores!

Ciao,

Marco Camedda

tomba-dei-gigantijpg1998- TOMBA DEI GIGANTI

Grafica su supporto precolorato con l’aerografo

e rifinita con pennarello acrilico, su cartoncino dim 35 x 50 cm.

(collezione privata)

Marco Camedda

visioni-marine2000-VISIONI MARINE

Acquerello su cartoncino dim. cm.50×35

(collezione personale)

Marco Camedda

sardità1996-VISIONI DI SARDITA’

Acrilico su cartoncino nero dim. 35×50

Marco Camedda

95-1-11995-CASE AL MARE

Acrilico su multistrato dim. 75×125

(quadro della mia collezione personale)

Marco Camedda

vecchio sardo2010- Vecchio con la barba

Litografia acquerellata a mano dim.15×25

eseguita su  cartoncino beige formato A4.

Marco Camedda

case-al-mare1995: Case al mare

acrilico su pannello in multistrato dim. 80×140

(mia collezione privata)

Marco Camedda