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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Tag: mare

Una mia barzelletta (non manchi mai l’ironia) in sintonia con il Tempo di Mare.

…E si sa che le barzellette attingono spesso alla realtà!

…FACCIAMOCI UNA RISATA!!!!!

Marco Camedda

(DA: comunicato Comitato Festa Santa Maria ‘e Mare)

Sos Alinos- Viale del Mare verso Calaliberotto (foto di archivio)

ISOLA PEDONALE E MERCATINO

in Via del Mare a Cala Liberotto

E’ già partita lo scorso 28 Luglio l’isola pedonale e relativo mercatino nella parte terminale lato Calaliberotto di Viale del Mare.

FOTO DURANTE I GIORNI NON AUTORIZZATI PER L’ISOLA PEDONALE

L’autorizzazione alla chiusura, nelle sere di giovedì e sabato dalle ore 21 si è rivelata un’idea vincente viste la numerosissima folla di turisti e locali che ha potuto partecipare libera di muoversi, senza traffico di auto, fra le varie attività fisse e bancarelle formanti un mercatino variegato ed attraente come nella tradizione delle più riuscite feste patronali.

“L’Amministrazione Comunale- afferma Ilaria Rosu consigliera delegata della frazione Sos Alinos- dopo aver studiato con cura gli svincoli indispensabili per le auto, ha autorizzato quest’isola pedonale e relativo mercatino che ha riscosso un grande successo. Sono tanti infatti gli attestati verbali e gli SMS che ho ricevuto complimentandosi dell’iniziativa che durerà tutti i giovedì e i sabato del mese  fino a settembre. Sempre dalle ore 21″.

“Un altro piccolo risultato- conclude Ilaria Rosu- per dare risposte concrete ai fruitori del nostro centro turistico. Auspichiamo che gli imprenditori sfruttino tale opportunità per portare a conoscenza i propri prodotti! Ovviamente spettiamo numerosi cittadini e ospiti che facciano rivivere il percorso pedonale a due passi dal mare”

Marco Camedda

(DA:comunicato Comune di Orosei-27 Luglio 2016)

Evento per raccolta fondi in beneficenza pro

Giuseppe e Patrizio Loddo- La Caletta

Un mare di solidarietà

per il nobile lavoro dei pescatori.

Un peschereccio è affondato adagiandosi su un fondale di circa quaranta metri. I pescatori a bordo sono riusciti a mettersi in salvo.

La leva del 1974 toccata da questo evento si è messa subito al lavoro. Il 16 luglio raccoglierà fondi per questa giusta causa.

Intanto tutta Siniscola e La Caletta, ha iniziato a fare della beneficienza e a partecipare all’evento. Perciò si ringraziano tutti quelli che hanno partecipato e quelli che presenzieranno il 16 luglio.

Per gli eventi non perdetevi tutta la nostra tradizione con i Cori, i gruppi Folk, i Tenores, i musicisti i cantanti e il cabarettista, nonchè le buonissime pietanze.

(DA: un commento dal profilo  FB di Simonetta Bellu)

UNA MIA NOTA:

SOLIDARIETA’… in questo caso una parola messa in atto e che ricorda SA PARADURA nobili parola e gesto reale antichi e sardi e messi in atto sopratutto dai pastori per ripristinare un gregge distrutto da eventi calamitosi o comportamenti di certi umani dediti a malefatte.

La Sardegna generosa ha attuato Sa Paradura anche con i pastori dell’Abruzzo colpito dal disastoso terremoto di un decennio fa.

Plaudo a questa iniziativa “Un Mare di Solidarietà” perchè mi dimostra che in tantissimi alberga questo seme solidale che fa ben sperare per il futuro. Stasera sarei voluto esserci personalmente ma non potrò. Ma ci saranno alcuni miei familiari e ascolterò, vedrò e sentirò odori e profumi con la loro sensibilità.

Marco Camedda

(DA: Comunicato Servizi Sociali Galtellì-8 Giugno 2016)

-foto da internet-

ISRE Nuoro-”Il presagio del ragno”

in concorso a Cinemambiente

“Un’idea, un’avventura, un pensiero, una fissazione, un’ossessione.

Nodi, barche, tonnarotti, sveglie molto, molto prima dell’alba.

Un capo assoluto, il Ràis. Una ciurma di 21 tonnarotti, un po’ uomini e un po’ pirati.

Un lavoro da compiere.

Vento e sole, calma piatta e improvvise accelerazioni, fatiche e riposi.

Un lungo respiro, ascolto e profonda osservazione”

Il film Il presagio del ragno, di Giuseppe Casu, prodotto da Sitpuntocom e dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico, sarà proiettato il 7 ottobre a Torino in concorso nella sezione Documentari Italiani di CINEMAMBIENTE, il più importante festival cinematografico europeo dedicato all’ambiente.

Programma completo

Il film

Reti, zavorre, cavi e ancore. Sguardi, gesti, silenzi e risa. Attesa paziente e sforzo finale. Nel respiro di un tempo senza tempo…

Tra terra e mare un nucleo compatto di uomini configura la trama di un’avventura che perdura da sempre: la pesca del tonno rosso.

Ultimi interpreti di una millenaria tradizione, radicalmente estranei alle dominanti procedure di cattura industriale di questa pregiata risorsa, dischiudono con i toni e i timbri del loro sapiente lavoro un intenso squarcio sulla relazione insidiosa tra locale e globale. Parlando la lingua trasparente di un’autentica sostenibilità a fronte del cieco avanzare di un disegno di sviluppo sempre più intollerabilmente iniquo.

L’autore

Giuseppe Casu (Cagliari, 1968) si è laureato in fisica nel ’93, ha poi seguito la scuola di regia e montaggio Anna Magnani a Prato, lo stage di regia Arscipro a Parigi e si è diplomato in montaggio all’Istituto Rossellini di Roma. Ha realizzato diversi documentari, tra cui Arcobaleno (2002), Senza Ferro (2010), L’amore e la follia (2012).

Note di regia

“Tutto è partito dalla necessità di entrare in un mondo diverso dal mio, una dimensione diversa dalla mia, che procede con le sue regole e i suoi tempi. Avevo in mente le mattanze girate da Rossellini e da De Seta, pure icone.

Mi chiedevo: cosa resta oggi delle tonnare? Mi ci sono tuffato dentro, senza difese, come un corpo estraneo, con un forte rischio di rigetto.

Sulla banchina, un portale dà su un grande piazzale lastricato di pietra vulcanica. Sull’angolo a sinistra brilla uno specchio appeso al muro, sopra un lavello oblungo, mi immagino pescatori barbuti che si rasano con la pipa in bocca… Da lì dietro esce un uomo dal fisico massiccio, occhiali da sole scuri, che avanza verso di me. E’ il rais, Luigi, mi offre una stretta di mano vigorosa e un sorriso sicuro di sé. Mi dice, con l’aria divertita: “Ma per caso sei animalista?”. Gli rispondo: “Diciamo piuttosto che sono… animale!”. Ride: “Noi siamo sempre qui, fino a luglio, vieni quando vuoi”.

In tonnara c’è solo il presente: il passato è rimosso, le tensioni verso il futuro abolite. Un mondo rude, sensazioni semplici e pungenti – caldo, spossatezza, pericolo, fame, paura – che mi ripuliscono. Alla fine resta il bianco e nero, regna la luce, i contrasti, i riflessi; l’inquadratura si fissa sui gesti del lavoro; le parole sono rare, quasi assenti. Un cinema primitivo, in qualche modo.

Nodi per cucire le reti tra loro, altri nodi per fissarle alla catena rugginosa destinata al fondo del mare. A terra, il suolo è cosparso di vecchie cime, maglie di catene, frammenti di cavi che si contorcono in vecchi nodi sfilacciati, souvenir delle passate stagioni in tonnara.

Nodi che misurano la velocità in mare, ma anche la velocità della vita in tonnara, rallentata dall’inerzia della natura, dal peso del presente che a volte rende le giornate interminabili”

Il Festival

Il Festival CinemAmbiente nasce a Torino nel 1998 con l’obiettivo di presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale.

Fondato e diretto da Gaetano Capizzi, il Festival è organizzato dal 2006 dal Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo ed è membro fondatore del Green Film Network, associazione che riunisce i più importanti festival cinematografici internazionali a tematica ambientale

Il Festival presenta annualmente circa 100 film distribuiti nelle sezioni competitive nazionali e internazionali, nella sezione Panorama, nei focus tematici, nelle retrospettive e in Ecokids, sezione dedicata ai ragazzi. CinemAmbiente propone inoltre dibattiti, incontri con gli autori, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti ed eventi sul territorio.

Negli anni il Festival è costantemente cresciuto confermandosi come uno dei più importanti eventi cinematografici ambientali del panorama internazionale.

CinemAmbiente è il primo festival a «emissione zero»: le emissioni di CO2 prodotte durante il Festival sono compensate, i suoi prodotti sono realizzati con materiali riciclati e certificati Ecolabel e FSC. Il Festival aderisce inoltre al protocollo dell’Agenda 21 relativo all’acquisto di materiali ecosostenibili.

Al Festival si affiancano due importanti attività che completano il lavoro di promozione del cinema a tematica ambientale in Italia:

  • CinemAmbiente Tour: un progetto di distribuzione non commerciale dei film presentati al Festival. Con centinaia di proiezioni sul territorio nazionale l’Associazione CinemAmbiente è il principale punto di riferimento in Italia per il reperimento di film a tematica ambientale.
  • CinemAmbiente TV – Film per l’educazione ambientale: un’iniziativa dedicata alle scuole e unica nel suo genere a livello internazionale. Attraverso un apposito sito internet gli insegnanti possono proiettare in classe in alta qualità centinaia di film selezionati per argomento ed età degli studenti.

Il presagio del ragno

  • regia: Giuseppe Casu
  • montaggio: Aline Hervé
  • suono: Gianluca Stazi
  • fotografia: Giuseppe Casu e Nanni Pintori
  • color correction Ercole Cosmi
  • musica: Difondo e Iosonouncane
  • interpreti: Il Ràis e i tonnarotti della Punta
  • una produzione: Sitpuntocom e ISRE Istituto Etnografico della Sardegna

con il sostegno di:

  • Fondazione Sardegna Film Commission
  • Regione Autonoma della Sardegna
  • Fabbrica del Cinema – Carbonia
  • Celcam
  • produttore esecutivo: Tratti Documentari
  • durata: 65′
  • anno di produzione: 2015
  • formato: 16:9 PAL HD
  • formato riprese: HD
  • supporto master: DCP

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 Nuoro Tel. 0784 242900-0784 / 242951

E- mail: promozione@isresardegna.org

Web: http://www.isresardegna.it/

SERVIZIO DI TRASPORTO CON MEZZO OMOLOGATO

e animazione al mare per Anziani e Disabili

dal 15 Giugno

–tre volte alla settimana con orari personalizzati–

Per Info: 0784/997050-0784/998060

(DA: comunicato Cooperativa Progetto Sociale Orosei- 5 Giugno 2015)

1999-”FAR WEST”:

SCENARIO PER TEATRO

dimensioni di 2,80 x 2,80 mt. in acrilico su tela.

Questo dipinto fa parte di una serie di 6 scenari dipinti per l’Hotel Tirreno, situato a Calaliberotto una delle località turistiche sul mare di Orosei.

Introdurrò in seguito anche gli altri 5 dei 6 scenari che fanno parte di questa serie di opere di grandi dimensioni che mi hanno introdotto anche all’esecuzione di murales in parte già proposti in questo mio blog.

Cari saluti,

Marco Camedda

SANTA LUCIA,

frazione marittima di Siniscola

L’ amministrazione comunale ha predisposto il progetto preliminare per il restauro e il consolidamento della torre di Santa Lucia per partecipare al bando della Fondazione del Banco di Sardegna. È stato richiesto un finanziamento di circa 250mila euro.

«L’amministrazione – scrive il sindaco Rocco Celentano – si è rivolta alla Fondazione del Banco d Sardegna perché la Regione Sardegna, la Sovrintenda, l’Agenzia del Demanio e il Ministero dei Beni Culturali ad oggi non hanno dato alcuna risposta in merito al finanziamento, in una logica di scaricabarile delle competenze e di indisponibilità delle risorse. Come al solito – aggiunge – si carica tutto sui comuni. Si ritiene assolutamente indispensabile l’intervento proposto in quanto la torre di Santa Lucia di forma cilindrica su base tronco-conica appartiene alla catena delle torri storiche della Sardegna che ne caratterizza l’identità di Siniscola».

La torre, esposta com’è ai rigori del mare, della salsedine e dei venti, nonostante l’ultimo restauro che ne ha consolidato le parti più danneggiate, risulta essere alquanto provata nella struttura che la compone.

L’apparecchiatura muraria realizzata con pietra di scisto di piccolo taglio risulta in più parti fessurata, presentando lunghe lesioni e distacchi di mattoni dalla volta a cupola, tant’è che il sindaco ha disposto con apposita ordinanza la transenna tura del monumento per evitare ogni pericolo.

Gli interventi programmati riguardano : intervento di consolidamento e chiusura delle lesioni; arresto del processo di dissesto statico del monumento; intervento di restauro della muratura. La torre di Santa Lucia è un monumento di notevole importanza per la cultura e l’identità della Baronia. Sono quasi 500 anni che veglia su questo tratto di mare, e ha protetto per secoli le popolazioni dell’interno dalle incursioni dei pirati barbareschi.

«Tutto questo coacervo di storia e di memoria – chiude il sindaco Celentano – deve essere preservato».

(DA: La Nuova Sardegna-s.s.-25 Gennaio 2015)

DUE BARCHE NEL MARE.

Il mare è piatto,

leggermente increspato

da una leggera brezza,

frastagliato di luce da un sole

che sta per tramontare

e vuole lasciare nell’acqua

i suoi cristalli splendenti.

Che man mano si spegneranno

cedendo spazio alla penombra

e poi al buio della notte.

Rotto dalle tenui luci di terra.

Nel mare due barche

si lasciano cullare

in un leggero rollio

dalla tenue brezza.

Sembra giochino tra loro

scostandosi ed incontrandosi,

pavoneggiandosi ,

mostrando le loro sponde,

quasi civettuole creature

consce di essere osservate.

Quardarle mi rasserena

e mi diverte fotografarle

come fossero modelle.

E mentre dondolano

sembrano appagate

di tanta ammirazione!

Marco Camedda

Prima della tempesta

Fu una strana giornata di novembre!

Nel cielo decisi ma lontani nuvoloni

osservavano la quiete di una spiaggia,

illuminata da un incerto e timido sole.

E il mare  rifletteva i suoi tiepidi raggi,

in un  autunno comparso all’improvviso,

creando sereni riflessi in un’acqua ancora cheta.

Ma il vento cominciò a soffiare da tramontana

spostando verso il mare i lontani nuvoloni

che minacciosi  occuparono il cielo ormai plumbeo

opacizzando lo specchio fino ad allora limpido

e oscurando i riflessi di un sole ormai vinto.

E  fu , ma solo per un istante, sereno.

  Prima della tempesta!

Marco Camedda

Gli inquirenti sentono i familiari mentre le speranze di trovare l’ex insegnante in buone condizioni sembrano affievolirsi

OROSEI. Si cerca in mare e nello stagno. Altre 24 ore frenetiche per l’esercito di soccorritori che ieri si è infoltito di nuove forze come il servizio alpino e speleologico regionale e il Corpo forestale. Ma di Irene Cristinzio, l’ex insegnate di 64 anni di cui non si hanno più notizie da giovedì mattina, ancora nessuna traccia. Ricerche ripetute a tappeto su tutto il territorio oroseino, con l’ausilio di elicotteri, fuoristrada e imbarcazioni, centinaia di volontari della Protezione civile di mezza provincia e semplici cittadini.

Dal pomeriggio il gruppo fluviale dei vigili del fuoco ha iniziato a scandagliare meticolosamente i fondali dello stagno di Avalè – Su Petrosu, operazione che proseguirà questa mattina alla foce e lungo il tratto finale del Cedrino.

Ma le ricerche della donna sono state estese anche molto al di fuori dei confini oroseini, da Nuoro ad Alghero sino a Santa Teresa di Gallura, per vagliare i tanti avvistamenti di Irene Cristinzio giunti al tavolo del Centro operativo allestito negli uffici del Comune e coordinato dal vice dirigente dei vigili del fuoco di Nuoro, Antonio Giordano, e dal sindaco dei Orosei, Franco Mula. Segnalazioni che sino a ieri a tarda notte non hanno dato nessun risultato alimentando la preoccupazione che possa essere accaduto l’irreparabile .

Gli ultimi avvistamenti ritenuti attendibili rimangono quindi quelli fatti da tre diversi testimoni la mattina di giovedì alle 13 in piazza Sant’Antonio a Orosei, luogo in cui la donna avrebbe acquistato alcune pesche e confidato ad una testimone di sentirsi stanca e di avere desiderio di andare al mare. Meta questa che a quanto pare non rientrava tra quelle abituali di Irene Cristinzio. Niente viene comunque tralasciato, nessuna ipotesi scartata e ogni traccia vagliata con la massima attenzione.

Ma l’ex professoressa sembra essere stata letteralmente inghiottita dal nulla. E così mentre proseguono le ricerche sul campo con l’ausilio di sofisticate attrezzature satellitari per essere certi di non lasciare scoperto neanche un metro quadrato di territorio, prende quota anche l’inchiesta condotta dai carabinieri coordinati dal comandante di Siniscola il capitano Andrea Senes. A loro spetta inoltre il compito di restringere quanto più possibile il raggio d’azione delle ricerche per ottimizzare le imponenti risorse di uomini e mezzi dislocate da ormai 72 ore ad Orosei.

Ieri pomeriggio sono stati ancora sentiti familiari e amici della donna e in particolare il marito Antonio Nanni e i figli Toto, Nicoletta e Gabriele, anche loro attivi partecipi alle ricerche.

L’obiettivo degli inquirenti è naturalmente quello di capire il motivo che l’ha spinta a allontanarsi. I suoi cari continuano a coltivare la tesi di un’improvvisa perdita della memoria o di un malore che avrebbe offuscato le capacità cognitive della donna.

Ma questa ipotesi non convince del tutto gli investigatori che invece intravedono nell’atteggiamento dell’ex docente di Lettere una precisa volontà di far perdere le proprie tracce staccando il telefono. Il perché di questa eventuale decisione e il suo scopo rimangono indecifrabili, gli inquirenti perciò cercano di cogliere qualche sfumatura che potrebbe essere importante e che solo il marito o i figli potrebbero fornire.

**DA: La Nuova-Angelo Fontanesi-15 lug 2013**

Le ricerche di Irene Cristinzio si sono spostate verso la costa dopo la testimonianza di una fruttivendola.

Tutto il paese è mobilitato.

Centinaia di volontari in campo.

IRENE CRISTINZIO IN UNA FOTO NELLA SPIAGGIA DELLA MARINA DI OROSEI

Scompare una ex insegnante, giallo a Orosei

OROSEI. E’ un esercito formato da decine e decine di militari di vari corpi e da centinaia di volontari quello che ormai da quarantotto ore cerca instancabilmente Irene Cristinzio in ogni angolo del territorio di Orosei. Una mobilitazione senza precedenti che però sino ieri notte non ha prodotto alcun risultato.

La donna di 64 anni, a lungo professoressa di lettere alle medie di Orosei, sembra essere stata inghiottita dal nulla e l’ultimo suo avvistamento ritenuto attendibile dagli investigatori rimane quello segnalato avantieri mattina alle 13 poco lontano da piazza Sant’Antonio. Non uno, ma tre sono i testimoni che dicono di averla incontrata.

Dalle loro testimonianze arriva anche la soluzione di uno dei tanti misteri che ancora circondano il caso della sparizione . Sarebbe stata infatti uno di loro ad aver venduto ad Irene Cristinzio alcune pesche del suo podere. E gli ultimi testimoni affermano di aver visto nelle mani della donna una busta. Mentre acquistava la frutta, la testimone avrebbe anche scambiato poche parole con la donna scomparsa che le avrebbe confidato di sentirsi un po’ stanca e di aver voglia di andare al mare per riposarsi.

Una confidenza che poi a tarda sera la fruttivendola avrebbe rivelato al sindaco Franco Mula che da due giorni praticamente non abbandona il municipio di Orosei dove insieme all’ingegnere Antonio Giordano vice dirigente e direttore dei vigili del fuoco di Nuoro, coordina le attività di ricerca.

E’ stato proprio questo particolare, questa testimonianza,a far scattare nella notte di avantieri la mobilitazione di centinaia di volontari che hanno setacciato, purtroppo senza esito, alla luce di fari e torce elettriche tutto il litorale che va dal molo di Osala a quello di Marina. Ricerche che ieri mattina a 24 ore dalla denuncia di scomparsa presentata dal marito e dai figli della donna sono riprese con l’apporto di altri uomini e mezzi. A tre squadre di vigili del fuoco di Nuoro e Siniscola si sono aggiunte due unità cinofile di Cagliari.

Ed è aumentata anche la presenza dei carabinieri: oltre ai locali sono scesi in campo quelli di Dorgali, Sos Alinos e Siniscola, le squadriglie di Nuoro, Monte Pitzinnu e Iloghe e la motovedetta proveniente dalla base di Arbatax che ha fatto coppia nel controllo delle coste con quella della Guardia costiera salpata da Olbia. Massiccia anche la presenza di uomini e mezzi della Protezione civile giunti da mezza provincia così come quella delle compagnie barracellari.

Ieri pomeriggio inoltre per alcune ore l’intero territorio oroseino è stato esplorato dal cielo grazie all’intervento di un elicottero dell’Aeronautica militare. Un esercito di soccorritori al quale con medesimo entusiasmo e senza risparmio di energie si sono affiancati per tutto il giorno centinaia di volontari, tanti anche giovanissimi, molti ex allievi della docente, che con le mappe fornite dai coordinatori hanno esplorato passo dopo passo tutte le 28 zone nelle quali è stato suddiviso il territorio oroseino.

Più passa il tempo e più però cresce l’angoscia e il timore per la sorte della donna che da due giorni non da segnali di sè. Le ricerche comunque andranno avanti anche per tutta la giornata odierna con la speranza di ritrovare Irene Cristinzio sana e salva.

Ieri tutti i negozianti di Orosei hanno appeso alle vetrine la foto di Irene Cristinzio nella speranza che un turista, o qualcuno di passaggio, possa averla incontrata, o possa incontrarla nelle prossime ore e ne dia comunicazione ai familiari.

**DA: La Nuova-Angelo Fontanesi-13 lug 2013**

**DA: comunicato Asl3 di Nuoro-3 lug 2013**

Cooperativa Progetto Sociale-Orosei

organizza

“SPIAGGIA DAY”

servizio di trasporto e animazione

 al mare per anziani e disabili.

Il trasporto a domicilio avverrà con

automezzo omologato per trasporto disabili

 

PER INFO CHIAMA:

 

0784 998060 - 0784 997050

 

CENTRO ESTIVO CON PERSONALE QUALIFICATO

Un mare di attività che comprendono:

Escursioni al Mare,

Laboratori Creatività e arte,

Laboratori ambientali,

“Giocando si impara”

Per informazioni  e ritiro delle domande rivolgersi a:

COOPERATIVA PROGETTO SOCIALE

Via Gramsci 45-Orosei-Tel 0784 997050

mail: progettosociale@tiscali.it

Il mare di Siniscola gode di ottima salute.

I risultati dell’ultima campagna di prelievi effettuati dall’Arpas nello scorso mese di agosto, nei tratti di acqua antistanti le spiagge del capoluogo baroniese, promuovono infatti a pieni voti l’intero sistema marino del litorale, confermando quelli che erano stati gli esiti dei controlli fatti nell’estate del 2009.

Tralasciando le oasi protette come quella di Berchida e il tratto delle dune di Capo Comino, particolarmente significativi in tal senso sono stati gli esiti degli esami fatti alla foce del canale Vivarelli e del rio Siniscola, a La Caletta e del tratto di mare adiacente allo stagno di S’Ena ‘e sa Chitta, due aree che in passato, proprio per via della loro particolare ubicazione, erano state indicate come a rischio di contaminazione da elementi inquinanti.

Anche in questi casi i test di laboratorio hanno dato esito negativo, facendo cosi emergere una situazione generale ottimale per la promozione del territorio ai fini turistici.

(Da: L’Unione Sarda-Fabrizio Ungredda-30 set 2012)

1998-IN SPIAGGIA: un mio dipinto su tela dim mt. 2,80 x 2,80 per scenario teatro di un noto albergo oroseino

Complice il caldo oppure il fatto di essere finalmente in vacanza sono molti i turisti che dimenticano i propri effetti personali in spiaggia, appesi all’ombrellone o sotto il lettino.

«Ai circa 15 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze al mare privilegiando le belle località del nostro Paese – spiega Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio – si devono aggiungere gli oltre 5 milioni di turisti stranieri: sono di loro proprietà le migliaia di oggetti che ritroviamo al momento della chiusura dello stabilimento balneare, non sono stati abbandonati, però, molto più semplicemente scordati al momento di tornare a casa dopo una giornata trascorsa in spiaggia».

Se si dovesse descrivere l’identikit del tipo da spiaggia distrattò il Sib non ha dubbi: i clienti stranieri sono molto più attenti di quelli italiani; le famiglie con bambini, forse complici la grande quantità di oggetti che si trovano nella borsa da mare (giocattoli, merendine, succhi di frutta, acqua e pannolini non devono e non possono mai mancare), risultano essere i più colpiti da questo fenomeno.

Quanto alla classifica degli oggetti dimenticati, al primo posto si trovano gli occhiali da sole o da vista, al 2° le ciabatte da mare, al 3° la crema solare, al 4° il costumino del bambino, al 5° le chiavi. Alla lista bisogna poi aggiungere telefonini, asciugamani, borse, collanine, bracciali e portafogli.

Il più delle volte il giorno successivo si ritorna in possesso del proprio oggetto, i ritrovamenti sono all’ordine del giorno e le restituzioni sfiorano il 98%. Per quanto riguarda il quotidiano o la rivista, ma anche il classico libro sotto l’ombrellone, sono lasciati di proposito e non saranno mai più reclamati.

Tra i bagnini più anziani, poi, circolano diverse leggende: dal Rolex d’oro ritrovato, rastrello alla mano, dopo che l’affannosa e confusa ricerca lo aveva fatto inabissare, ai 10 bikini ancora con il cartellino del prezzo in una borsa sotto l’ombrellone, dalla pancera lasciata nello spogliatoio, fino alla dentiera – ritrovata e mai reclamata – nel bagno delle signore.

«I bagnini vigilano sull’incolumità dei clienti degli stabilimenti balneari sia in acqua che sulla spiaggia – conclude Borgo – dispensano consigli su dove trascorrere la serata o quale ristorante prenotare, sono i più affidabili per le previsioni meteorologiche, e si accontentano di un sorriso ed una stretta di mano quando ti restituiscono quell’oggetto che consideravi perduto per sempre. Motivo in più per studiare una soluzione affinché gli stabilimenti balneari non vadano all’asta dal primo gennaio 2016».

(Da:L’Unione Sarda- 15 ago 2012)

La Provincia di Nuoro, nell’ambito delle proprie competenze in materia di Protezione Civile, ha predisposto, anche per la stagione estiva 2012, un servizio di vigilanza e soccorso nelle spiagge libere dei Comuni costieri per garantire assistenza, sicurezza e soccorso a turisti e bagnanti presenti nei litorali della costa orientale.

Il progetto di Piano per la prevenzione e soccorso balneare sarà attuato dal 6 luglio al 7 settembre, dalle 10:00 alle 19:00 nei giorni feriali e dalle 9:00 alle 19:00 nei giorni pre-festivi e festivi nelle spiagge dei Comuni di Posada, Siniscola e Dorgali che hanno condiviso ed approvato il Piano individuando i tratti di costa interessati al servizio e mettendo a disposizione una somma di compartecipazione alla spesa per l’erogazione del servizio.

“Il nostro obiettivo è quello di assicurare un presidio di personale abilitato e personale sanitario in grado di garantire, attraverso un’adeguata dotazione di mezzi, la sorveglianza e l’intervento in caso di necessità – ha spiegato l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Franco Corosu – I risultati positivi ottenuti nelle ultime stagioni estive hanno spinto la Provincia di Nuoro e i Comuni aderenti a riproporre il servizio di salvamento con l’installazione di nove postazioni e l’impiego di 36 addetti al salvamento e 9 addetti al primo soccorso. La Provincia – ha sottolineato l’assessore Corosu – ha il compito di predisporre il Piano Operativo di prevenzione e soccorso e deve garantire, tramite l’ufficio di Protezione Civile, l’efficacia e l’efficienza di tutte le azioni vigilando sulla corretta attuazione del piano stesso”.

Il progetto, per una spesa complessiva di quasi 132 mila euro, nello specifico, prevede l’installazione di nove moduli di soccorso balneare composti da una torretta centrale di sorveglianza del litorale, dotata di attrezzature di soccorso e sanitarie per il primo intervento, nella quale sarà presente un assistente bagnante per la valutazione della situazione, la segnalazione agli Assistenti Bagnanti a terra e agli altri operatori e il coordinamento degli interventi.

Saranno previste poi diverse Colonnine di soccorso dislocate lungo il litorale, (a circa 250 metri di distanza) che servono a segnalare situazioni di pericolo o emergenza direttamente alla torretta. Nel tratto del litorale saranno disponibili inoltre due pattini per gli interventi di salvataggio a breve distanza e una moto d’acqua per interventi rapidi.

Il servizio di soccorso balneare sarà gestito da minimo tre Assistenti bagnanti, in possesso del brevetto di salvataggio e da un soccorritore esperto in primo soccorso. L’attuazione del servizio verrà affidata alle organizzazioni di volontariato ONLUS alle quali verrà affidato il coordinamento delle azioni.

La Provincia coprirà direttamente le spese vive che le Organizzazioni sosterranno per l’acquisto di attrezzature mancanti, per le assicurazioni delle attrezzature e per il reintegro dei materiali sanitari utilizzati.

Nel piano è prevista inoltre una campagna di informazione e sensibilizzazione destinata agli utenti per la descrizione del Piano stesso, lo svolgimento e l’utilizzo del servizio e le norme di comportamento.

(Da: comunicato della Provincia di Nuoro- 7 lug 2012)

 

Videosorveglianza nelle zone marine a rischio

e isole ecologiche in spiaggia

In arrivo ad Orosei le mini isole ecologiche da collocare direttamente sull’arenile che unitamente a un apparato di video sorveglianza e di telecamere mobili preserveranno il litorale.

Queste le innovazioni proposte e adottate dall’assessore comunale all’Ambiente Giacomo Masala per tutelare spiagge, pinete e strade extraurbane non coperte dal servizio ordinario di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

INTERVENTI AL RISPARMIO L’iniziativa è stata resa possibile nonostante i tagli all’assessorato competente. Per il settore, infatti, nel 2011 sono stati investiti 90 mila euro, contro i 30 mila programmati per la stagione in corso: 12 mila destinati alla raccolta del materiale differenziato e secco nelle spiagge e 18 mila per i rifiuti abbandonati in località extraurbane. Proprio l’insufficiente disponibilità dei fondi ha impedito quest’anno il noleggio delle isole ecologiche che, per un costo di 56 mila euro, l’estate scorsa avevano permesso di ottimizzare il servizio anche d’estate concorrendo a far raggiungere a Orosei una percentuale di differenziazione del 72-73 per cento.

DIFFERENZIATA IN SPIAGGIA Si è dovuto così, facendo di necessità virtù, ricorrere in spiaggia all’istituzione di dieci mini isole ecologiche composte da un palo in alluminio verniciato che termina con una bandierina con tre bracci di sostegno su ognuno dei quali viene posizionato un contenitore di diverso colore corrispondente al tipo di rifiuto da smaltire. Entro i primi dieci giorni di luglio, con l’inizio del cantiere comunale per la pulizia delle spiagge, le dieci mini isole ecologiche acquistate saranno montate e posizionate sugli arenili non compresi nelle aree di pagamento del ticket: due sono destinate tra l’area di Osalla e quella di Su Petrosu, cinque a Marina e le restanti in tre diverse cale di Cala Liberotto.

VIDEO SORVEGLIANZA Il sistema di controllo con le telecamere sarà allestito la prossima settimana e servirà a monitorare aree considerate a maggior rischio di inquinamento come gli ingressi alle varie spiagge e le strade percorse per raggiungere il mare come quella di Santa Maria che porta fino allle varie zone del litorale e al nuraghe di Osalla e l’incrocio di Nauseli.

Saranno una ventina le telecamere mobili a infrarossi (per permettere un monitoraggio anche notturno) dislocate in modo da sorvegliare non solo sull’area a rischio ma anche azioni di vandalismo contro l’impianto. Come prescritto dalla legge, il Comune segnalerà la presenza delle telecamere posizionando ad ogni ingresso del paese un cartello che annuncia che Orosei è sottoposto a video sorveglianza. Una supervisione intensa per tentare di ovviare al problema delle numerose discariche abusive al fine di preservare la natura e arginare gli elevati costi dovuti alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti.

MULTE SALATE Chi abbandonerà la spazzatura abusivamente sarà punito sarà con una sanzione amministrativa di 800 euro che il sindaco potrà ridurre a patto che i contravventori si adoperino nel ripristino stato dei luoghi: una vera e propria opera di rieducazione al rispetto dell’ambiente e degli altri.

(Da: L’Unione Sarda-Agostina Dessena-28 giu 2012)

Sanno integrare natura, arte, tradizione ed enogastronomia con forme di accoglienza sostenibili a basso impatto sul territorio, dando impulso all’economia legata ai flussi turistici.

E’ per questo che quattro località turistiche sarde (Posada, Villasimius, Bosa e Baunei) hanno saputo regalare all’Isola il gradino del podio più alto nella Guida Blu 2012, quella attraverso la quale Legambiente e Touring club italiano assegnano le prestigiose “Cinque vele“.

IL SUCCESSO Piazzarsi in testa a un graduatoria che certifica il miglior compromesso tra qualità e ambiente consente alla Sardegna di porsi come potenziale meta per almeno un 35 per cento di turisti europei che, secondo le più avanzate ricerche, scelgono la loro vacanza tenendo conto delle condizioni ambientali e dei servizi che vengono offerti dalle località di villeggiatura.

LE LOCALITÀ SARDE Nella speciale classifica, che comprende 13 località turistiche, il primo posto della Sardegna è determinato dalla media migliore (3,5) tra le regioni valutate. La palma della località migliore è andata a Santa Marina Salina, in provincia di Messina, nell’arcipelago delle Eolie. Terzo posto assoluto per Posada, sesto per Villasimius, ottavo per Bosa e dodicesimo per Baunei.

LE PAGELLE Per le perle di Sardegna i giudizi sono assolutamente confortanti. Anzitutto per Posada: «Il grande progetto di salvaguardia ambientale di tutto il sistema costiero – è scritto nelle motivazioni della giuria – ha permesso la rinaturalizzazione delle dune, ha previsto la demolizione del ponte di accesso alla spiaggia di “Su Tiriarzu“, la sostituzione di un ponte di minori dimensioni e la realizzazione di un nuovo accesso alla spiaggia, per consentire un minor carico antropico sulle spiagge esistenti. Prosegue, inoltre, la custodia e la vigilanza della pineta di Orvile e dei parcheggi a mare con il ticket che dà diritto a una visita guidata gratuita all’interno del centro storico di Posada».

VILLASIMIUS Per la località del sud Sardegna i riconoscimenti arrivano grazie a «una gestione efficace del ciclo dei rifiuti, con elevate percentuali di differenziazione» e a «un sistema di recupero e rinaturalizzazione del sistema dunale e l’accessibilità alle spiagge con una rete di passerelle che ne consente, facilita e disciplina la fruizione, oltre a un sistema di gestione integrata ad accesso controllato e protetto».

BOSA E BAUNEI Al centro costiero della Planargia la giuria delle Cinque Vele ha riconosciuto un’alta capacità nel gestiore la raccolta differenziata dei rifiuti (60%) e una vocazione nel campo delle energie pulite, con i piani di intervento per l’efficienza energetica e il posizionamento dei pannelli fotovoltaici negli edifici comunali. Punti sono arrivati anche dalla salvaguardia del grifone e dalla creazione di tutele in alcuni tratti di mare e sul fiume Temo. Per quel che riguarda Baunei nelle motivazioni si fa riferimento al litorale esteso per 30 chilometri («di straordinaria valenza naturalistica») e dal fatto che «in spiagge come Cala Luna, Cala Goloritzé e Cala Sisine» il Comune stia adottando una politica di gestione controllata degli accessi.

( Da:L’Unione Sarda-a. mur.-15 giu 2012)

La Guida Blu 2012 premia con le 5 vele quattro località sarde:

Posada, Villasimius, Bosa e Baunei

È Santa Marina Salina, nell’arcipelago delle Eolie, la meta balneare migliore per trascorrere le vacanze estive. A incoronarla la “Guida Blu” 2012 di Legambiente e Touring Club, che per il 2012 premia 13 località costiere con le “5 vele” e dà la medaglia d’oro regionale, anche quest’anno, alla Sardegna, con quattro località al top: Posada, Villasimius, Bosa e Baunei.

Goletta Verde di Legambiente

Presentata stamani a Roma, la “Guida Blu” comprende 378 località tra mari e laghi, destinazioni perfette per una vacanza all’insegna della tutela del territorio ed esempio di come il turismo sostenibile porti vantaggi economici.

«Secondo un sondaggio Ipr il 56% degli italiani sono disponibili a pagare qualcosa in più se c’è garanzia per l’ambiente», ha spiegato il responsabile mare di Legambiente Sebastiano Venneri, che ha sottolineato come «un’analisi dei Comuni con le “5 vele” mostri un costante trend di crescita della domanda turistica, più ampio rispetto alla crescita della media delle località balneari».

Tra le prime mete in classifica, dopo Santa Marina Salina, spicca Pollica, la perla del Cilento vincitrice delle due scorse edizioni, seguita dalla sarda Posada e da due mete grossetane, Castiglione della Pescaia e Capalbio. Per le Regioni la medaglia d’argento va alla Basilicata con Maratea, mentre chiude il podio la Toscana. Sul fronte dei laghi le vele sventolano copiose in Trentino Alto Adige, che domina sul podio con Appiano (lago di Monticolo), Fiè allo Sciliar (lago di Fiè) e Molveno (lago di Molveno).

(Da: La Nuova- 14 giu 2012)

Sfoglia la “Guida Blù 2012″

La Regione può garantire anche per la stagione balneare 2012 l’eccellenza della qualità del mare e la salute dei bagnanti in attuazione della Direttiva europea in materia di acque di balneazione e delle norme nazionali attuative della stessa.

In base al monitoraggio della qualità delle acque di balneazione realizzato dall’Arpas e dai Servizi di Igiene Pubblica delle Asl – spiega una nota della Regione – la Direzione generale della Agenzia regionale del Distretto Idrografico della Sardegna ha elaborato la classificazione dalla quale emerge che 647 acque di balneazione su 660 hanno ottenuto un giudizio «eccellente», 9 un giudizio «buono», una «sufficiente» e solo 2 acque di balneazione sono risultate di qualità «scarsa» e quindi vietate alla balneazione per il 2012, a causa di inquinamento microbiologico data la loro vicinanza alle foci di importanti fiumi.

Particolare attenzione è stata dedicata agli obblighi della Direttiva europea in materia di acque di balneazione, che dettano i profili delle acque, una sorta di carta d’identità.

(Da:L’Unione Sarda- 14 maggio 2012)

Da ieri i collegamenti.

La Giunta: «Rompiamo il monopolio delle compagnie»

Ha lasciato gli ormeggi ieri sera dal porto di Civitavecchia il traghetto della Saremar che collegherà la Penisola con il porto di Olbia. E oggi le due navi della flotta sarda, Scintu e Dimonios, si incroceranno nel Mar Tirreno per la seconda giornata della stagione invernale che entro marzo dovrebbe essere incrementata di una tratta, quella tra Porto Torres e Vado Ligure (o Genova).

Attualmente, con tariffe che vanno dai 21 euro a persona per il passaggio ponte sino ai 45 euro in cabina, le partenze vengono effettuate giornalmente escluso il sabato sino al 31 marzo, mentre dal 1 aprile le corse saranno operative tutti i giorni.

LE NAVI Nel frattempo la Regione, attraverso la controllata Saremar, ha avviato la ricerca, attraverso un avviso pubblicato la settimana scorsa sui quotidiani, di cinque navi, tre da 1.500 posti e 500 auto prevalentemente destinate alle persone (turisti e residenti) e due dedicate soprattutto alle merci. L’obiettivo per l’estate del 2012 è quello di potenziare il numero di posti passeggeri per rilanciare lo sviluppo turistico e le rotte, prevedendo la possibilità di collegare anche Cagliari con uno dei porti del centro-sud Italia (Civitavecchia o Napoli).

«La flotta con i quattro mori», ribadisce il governatore Ugo Cappellacci, «rappresenta la nostra sfida per tutelare il diritto alla mobilità dei sardi, per aprire nuove opportunità alle nostre imprese, per ripristinare le regole del libero mercato». Secondo il presidente, l’attuale aspetto dei collegamenti marittimi continua ad essere bloccato dal cosiddetto metodo “Tirrenia” che, sottolinea, va scardinato alla radice. Per l’assessore regionale dei Trasporti, Christian Solinas, la flotta sarda rompe di fatto il monopolio dei “signori del mare”. «Il nostro obiettivo», osserva, «è quello di potenziare il servizio con nuove tratte per garantire maggiore qualità e continuità nei collegamenti».

I PREZZI Per poter viaggiare con le navi Saremar basta collegarsi con il sito www.saremar.com. «L’avvio delle nuove corse della Flotta Sarda», aggiunge l’assessore Solinas, «rappresenta una risposta per i cittadini e le imprese, sia perché la Scintu e la Dimonios trasporteranno tutti i tipi di merci, accompagnate e non, per la durata del servizio, a prezzi competitivi, sia perché i prezzi calmierati costringeranno gli altri operatori a praticare tariffe che si avvicinino il più possibile a quelle proposte dalla compagnia regionale, come sta già accadendo, favorendo gli spostamenti verso la nostra isola».

(Da:L’Unione Sarda-17 gen 2012)

Ingresso all'oasi di Biderrosa.Sullo sfondo la csermetta del Corpo Forestale di Sa Petra Bianca da cui partirà la corsa degli atleti

Ingresso all'oasi di Biderrosa.Sullo sfondo la csermetta del Corpo Forestale di Sa Petra Bianca da cui partirà la corsa degli atleti

Domenica la gara nell’oasi naturalistica

La suggestione creata dalla magia di una natura incontaminata fa dimenticare la fatica accumulata sulle gambe.

una foto tratta dal sito della Atletica Amatori Nuoro

una foto della corsa

È questa la formula vincente del trofeo “Di Corsa nelle Oasi di Biderosa”, manifestazione podistica di corsa campestre organizzata dal Circolo sportivo dilettantistico Atletica Amatori di Nuoro in collaborazione con la Federatletica provinciale di Nuoro, l‘Ente Foreste di Nuoro, l’Aics provinciale di Nuoro, giunta quest’anno alla sua settima edizione.Quella che si correrà domenica a Biderosa, a Orosei, avrà come sempre primo protagonista lo splendido e suggestivo scenario della riserva naturalistica. Sono quasi duecento gli atleti iscritti alla gara che domenica mattina alle undici si affronteranno su un percorso con scenari incantevoli e mozzafiato tra pinete, stagni e arenili bianchissimi.

Una gara che partendo dalla caserma della forestale di Sa Petra Bianca, seguendo una stradina sterrata, attraversa una pineta della lunghezza di circa quattro chilometri e costeggia l’incantevole stagno di Sa Curcurica, zona di rilevante interesse botanico e avifaunistico, e porta sino alle oasi protette.

OROSEI. LAGO-STAGNO DI BIDDEROSA

OROSEI. STAGNO DI SA CURCURICA A BIDDEROSA

I podisti entreranno nell’oasi 3 costeggiando il mare nel bordo spiaggia per circa quattrocento metri, poi attraverso l’oasi 4, al sesto chilometro, rientreranno all’interno della pineta per raggiungere il traguardo. Un percorso che avrà una lunghezza totale di circa dodici chilometri, che anno dopo anno si conferma tecnicamente impegnativo. Non solo per via dei continui saliscendi, ma soprattutto per il difficile passaggio di poco più di quattrocento metri sulla sabbia che nelle precedenti edizioni si è rivelato sempre decisivo, visto che gli ultimi due chilometri di corsa, tra la salita, l’impegnativo passaggio sull’arenile con già nove chilometri sulle gambe, la fatica si fa sentire.

L’anno scorso tra la finissima e candida sabbia della spiaggia a vincere la gara sono stati Pasqualino Carta dell’Atletica Goceano e Paola Sogos dell’Amsicora. Anche in questa edizione atleti al via e accompagnatori parteciperanno a una vera e propria festa finale con un pranzo preparato per oltre quattrocento persone.

(Da:L’Unione Sarda-Fabio Ledda-30 set 2011)-foto Camedda. Quella della corsa:Atletica amatori Nuoro

no eolico in sardegnaCappellacci alza un muro: no all’off-shore all’Asinara

«Respingiamo l’idea che qualcuno possa impadronirsi di alcuni degli scorci di pregio delle coste della Sardegna per portare avanti progetti totalmente incompatibili con un’Isola».

È la presa di posizione del presidente della Regione Ugo Cappellacci dopo la notizia del piano per la realizzazione di un parco eolico off -shore nel Golfo dell’Asinara presentato dalla società valdostana Seva. «La Sardegna vuole determinare il proprio futuro e non è disposta a sacrificare il proprio ambiente e il proprio paesaggio per operazioni che nulla hanno a che fare con gli interessi del popolo sardo».

NO ALLE PALE IN MARE Il governatore assicura che «l’installazione di impianti eolici off-shore nei pressi delle coste sarde è vietato». Poi va avanti col suo ragionamento: «L’articolo 13 del Piano casa approvato nel 2009 vieta il posizionamento di linee elettriche come quelle che dovrebbero essere realizzate per i parchi eolici in questione. Il nostro orientamento è stato inoltre ribadito anche con la delibera del marzo 2010 che vieta espressamente la realizzazione di tale tipo di impianti. Cappellacci sostiene che «le energie rinnovabili devono essere uno strumento per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e devono essere foriere di benefici in termini economici e di qualità della vita». Da qui la linea di indirizzo: «Ogni volta che dietro l’etichetta delle energie rinnovabili si celeranno progetti – come quelli per gli impianti off-shore – che non solo non rispettano tali finalità, ma rappresentano un palese tradimento delle stesse, la Regione si opporrà con tutte le forze, accanto ai rappresentanti delle comunità interessate».

IL PROGETTO DELL’ASINARA La società Seva, che ha sede ad Aosta, ha presentato la richiesta di autorizzazione (rivolgendosi al ministero delle Infrastrutture) per poter realizzare al largo del Golfo dell’Asinara, tra l’isola e Portotorres, un parco eolico off-shore (in mare) con 36 generatori a tre pale capaci di produrre complessivamente 36 megawatt di energia elettrica. Ogni torre è alta (rispetto al livello del mare) 90 metri. Il tentativo della società valdostana (amministrata da Stefano De Benedetti) arriva dopo quello della Trevi Energy che, in seguito a una serie di polemiche, aveva dovuto abbandonare il progetto di un parco eolico off-shore nel mare del Golfo degli angeli.

L’EOLICO IN SARDEGNA Attualmente nell’Isola sono presenti 27 parchi eolici on-shore, a terra, con un sistema complessivo di circa 300 torri, capaci di produrre 453 megawatt di energia elettrica. Ma sono già state depositate 34 richieste per la realizzazione di altri 34 impianti eolici, che porterebbero la produzione complessiva di energia a 1265 megawatt.

PROTESTA ANCHE PILI Una interrogazione urgente in Parlamento è stata presentata dal deputato Mauro Pili (Pdl) secondo il quale «l’ennesimo tentativo di speculazione sulle coste della Sardegna va rispedito al mittente». Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli «deve rigettare il progetto eolico dell’Asinara, perché è improponibile sul piano paesaggistico ambientale e autonomistico-costituzionale». Il parlamentare sottolinea che la proposta «rappresenta un assalto paesaggistico allo straordinario Golfo di Porto Torres-Asinara, con un gravissimo pregiudizio ambientale dell’intera costa».

(Da:L’Unione Sarda- 27 giu 2011)

isole di plasticaAllarme delle Nazioni Unite: Appello per un’azione comune contro fenomeno oceano-spazzatura

Danneggia la fauna selvatica, il turismo e provoca un inquinamento potenzialmente cancerogeno alla catena alimentare: è l’immondizia, che oramai è arrivata in tutti i mari del Pianeta, fino agli abissi più profondi.

Di qui l’appello del Programma Onu per l’Ambiente (Unep) per un’azione comune per combattere il fenomeno, anche alla luce degli ultimi dati: 270 specie rischiano di ingerire i rifiuti negli oceani, incluso l’86% di tutte le specie di tartarughe marine, il 44% di tutti gli uccelli marini e il 43% dei mammiferi marini.

”La spazzatura in mare – afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep – colpisce ogni paese e tutti i mari, e mostra in maniera molto chiara l’urgenza di passare ad un’economia verde, a basso contenuto di carbonio e più efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse. Una comunità o un paese che agisce in maniera isolata non sono la risposta. Dobbiamo occuparci del problema al di la’ dei confini nazionali e insieme al settore privato, che ha un ruolo critico da giocare sia nel ridurre i tipi di rifiuti che finiscono in mare, sia nella ricerca di nuovi materiali. E’ raccogliendo insieme tutti i soggetti interessati che potremo fare la differenza”.

Nel Mediterraneo, secondo dati Unep, nella top ten della spazzatura marina oltre il 40% è costituito da mozziconi di sigarette, avanzi di sigari e confezioni di tabacco. Sul podio ci sono si piazzano anche bottiglie di plastica (9,8%) e buste di plastica (8,5%), seguite da lattine di alluminio (7,6%), coperchi (7,3%), bottiglie di vetro (5,8%), il set completo del picnic usa e getta (bicchieri, piatti e posate) con il 3,8%, imballaggi e contenitori di cibo (2,5%), cannucce (2,1%) e linguette di apertura di lattine o altro (1,9%).

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L’isola di immondizia in mare più nota è quella del Pacifico centrale, una sorta di ‘grande pattumiera’ tra California e Hawaii, di dimensioni pari a due volte il Texas.

Una preoccupazione crescente è quella della contaminazione delle specie marine e quindi della catena alimentare, con sostanze tossiche per la salute umana, rilasciate dalla plastica che abbonda negli oceani. Inoltre, i rifiuti arenati sulle spiagge e sulle coste possono avere un impatto economico serio sulle comunità che sono dipendenti dal turismo. Oggetti pesanti possono anche danneggiare habitat come le barriere coralline e avere un impatto le abitudini alimentari degli animali marini.

(Da:TelevideoRai.it)

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Marco Camedda

salvamento-mareBagnini della Provincia in quattro comuni costieri. Postazioni a Posada, Dorgali, Siniscola e Orosei Il costo è stato calcolato in 186mila euro.

POSADA. Varato dall’ufficio della protezione civile della provincia di Nuoro il nuovo programma operativo di prevenzione e soccorso balneare nel mare della Baronia.

Le spiagge dei quattro comuni che si affacciano sul mar Tirreno, da Posada sino a Dorgali, saranno quindi più sicure grazie alla presenza delle postazioni di avvistamento con bagnini e attrezzature di soccorso.

Negli ultimi sei anni, nelle spiagge dei quattro comuni, sono morte per annegamento ben tredici persone: sei a Orosei, tre a Posada, due a Dorgali e Siniscola. Numerosi sono stati anche i salvataggi spesso occasionali con situazioni di pericolo. Comuni e Provincia già dalla scorsa stagione hanno attivato postazioni di allerta e soccorso con orari che vanno dalle 10 alle 19 con bagnini professionisti. Il costo è stato calcolato in 186mila euro di cui circa cinquantamila a carico della Provincia e dei Comuni.

BagninoOltre all’assunzione dei bagnini, si prevede un servizio informativo sui pericoli del mare con la stampa di dodicimila opuscoli che saranno distribuiti in spiaggia. Le postazioni anche nel 2011 saranno nove, Due nel comune di Posada a Su Tiriarzu e San Giovanni. Altrettante a Siniscola e Orosei rispettivamente A Sa Petra Ruia e Peschiera e a Su Barone e Biderosa. Tre invece le torrette da installare a Dorgali, una nella spiaggia di Cartoe, le altre a Palmasera e cala di Osala. Dislocati trentasei bagnini e due coordinatori, nove torrette e nove pattini. In ogni torretta di avvistamento, sarà presente un assistente per la valutazione dei pericoli munito di binocolo e altri assistenti per le operazioni di soccorso a mare.

Ogni modulo è dotato di attrezzatura di primo soccorso mentre saranno dislocate anche colonnine per la segnalazione di situazioni di pericolo da parte degli stessi bagnanti. Pur con lo spiegamento dei mezzi di soccorso, si ricorda che in mare occorre comunque tenere sempre le regole di sicurezza, ovvero non fare il bagno quando viene issata la bandiera rossa di pericolo, fare attenzione alle correnti, e non perdere mai di vista i bambini, bagnandosi se possibile in acque controllate dal personale di salvataggio.

(Da: La Nuova-3 mag 2011)-foto da internet

isole di plastica: una discarica in fondo al mare (foto da internet)

isole di plastica: una discarica in fondo al mare (foto da internet)

Secondo uno studio raccolti 64 mila pezzi in 22 anni

Un mare di plastica invade anche l’Oceano Atlantico del Nord: uno studio durato 22 anni, infatti, ha contato qualcosa come 64.000 pezzi di plastica raccolti annualmente in 6100 stazioni di campionamento nel corso dello studio.

Ma è mistero: molta della plastica da noi consumata manca ancora all’appello e secondo gli scienziati è affondata o ‘si nasconde’ in altre pattumiere oceaniche ancora da trovare.

Lo studio è stato condotto dal gruppo Sea Education Association (SEA), Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) e della University of Hawaii, coordinato da Kara Lavender Law, e pubblicato sulla rivista Science.

L’aspetto più sorprendente, sottolineano i ricercatori, è che in 22 anni (dal 1986 al 2008) il contenuto di questa enorme pattumiera fluttuante nell’Atlantico del Nord non è aumentato, nonostante sia cresciuto invece lo smaltimento di plastica, che quindi forse si trova chissà dove in altri ”lidi”, oppure è affondata nelle profondità oceaniche.

Gli esperti hanno anche compreso perché la plastica forma delle ‘isole’, si concentra cioè in alcuni punti: sono le correnti che la fanno convergere inesorabilmente in quelle aree.

(Fonte: TelevideoRai.it)

rifiuti

Anche noi purtroppo abbiamo  in terra ferma e concentrato nel periodo delle vacanze estive questo tipo di emersioni sotto forma di cumuli maleodoranti!

Non v’è dubbio che andare a cercare nello sconfinato oceano non è opera semplice e difficile risoluzione sopratutto per i rifiuti che mancano all’appello certamente non formatisi spontaneamente ma sprofondati con eswecrabile maestria da tante imbarcazioni.

Ma in fatto di “emersioni” anche noi (purtroppo),  ogni giorno scopriamo non in mare ma in terra ferma isole di sozzi rifiuti sparsi per le campagne dove  da tante quattroruote condotte da incivili proprietari volano rifiuti ormai a ritmi sempre più serrati e ….i cumuli di immondezza crescono, crescono, crescono… alla pari della maleducazione di chi li crea!

Lo stesso schifoso cumulo della foto precedente (foto camedda)

UNO SCHIFOSO CUMULO DI RIFIUTI (foto camedda)

Marco Camedda