L’incontro con la Cancellieri non fa illudere i sindaci

Le questioni aperte:

dalla criminalità alla scuola, dal lavoro alla pressione fiscale

«Ci sentiamo soli», dice alla vigilia dell’incontro con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. E lo ripete anche dopo. Il sindaco di Orosei, Franco Mula, riassume così gli umori degli amministratori locali, bersagliati dagli attentatori e portavoce della disperazione dilagante nei piccoli paesi a rischio estinzione. Il giorno dopo il faccia a faccia nella prefettura di Nuoro, i sindaci esternano apprezzamento istituzionale per la visita, ma niente di più.

PROMESSE MANCATE «Non è cambiato nulla», commenta non a caso Graziano Deiana, primo cittadino di Mamoiada. «Abbiamo parlato di sicurezza e molto del lavoro che non c’è. Ma un ministro con la valigia in mano non può prendere impegni. Ha detto però che parlerà ai colleghi di Governo della grave crisi della Sardegna, tutto compatibilmente con le disponibilità finanziarie pubbliche che sappiamo quali sono», sottolinea Deiana che nella sua carriera di sindaco ha incontrato altri tre ministri dell’Interno: Claudio Scajola, Beppe Pisanu e Roberto Maroni. Una promessa onorata? «Maroni promise un tavolo permanente tra Regione, Governo, enti locali, il potenziamento dell’intelligence e un organismo ad hoc per indagare sugli attentatori agli amministratori. A parte che la sicurezza è per tutti i cittadini, non solo per i sindaci, non mi risulta che qualcosa sia stato realizzato».

PATTO DI STABILITÀ «Apprezzo che un ministro venga a Nuoro, ma non credo che la visita porti frutti vista la vicinanza delle elezioni», commenta Franco Scanu, sindaco di Sindia, che si accontenterebbe di vedere realizzato un auspicio: «Il patto di stabilità ora lega le mani anche ai Comuni con meno di mille abitanti. Blocca il bilancio, un cantiere o un’opera pubblica fondamentali per imprese e cittadini. Va rivisto, altrimenti è un ulteriore colpo».

PATRIMONIO PUBBLICO «Il ministro non poteva prendere impegni e non ne ha presi. Anche la mia presenza è stata di cortesia e ospitalità», dice Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli, che da sardista rivendica il principio di sovranità della Sardegna. E pone un altro problema: «Non c’è un’adeguata normativa e tutela nella gestione del patrimonio pubblico del Comune che spesso è causa di molte tensioni».

SPECIFICITÀ LOCALI «La visita del ministro non avrà effetti operativi. Ma mi auguro che lasci al suo successore le istanze poste, dal lavoro alla scuola, alla sicurezza», dice Franco Pinna, sindaco di Orani. «Non è pensabile che il centro Sardegna abbia gli stessi standard di riferimento di altre realtà su scuola, servizi sociali o altri. I cittadini pagano le tasse e devono avere i servizi primari, a iniziare dalla scuola».

ZONA FRANCA REGIONALE Franco Mula, di Orosei, rilancia le tre richieste fatte al ministro Cancellieri: «Le risorse riconosciute dalla Corte costituzionale non vanno date sulla carta, ma bisogna poterle spendere allentando i vincoli del patto di stabilità; per l’intero territorio regionale serve il riconoscimento della zona franca fiscale che farebbe della Sardegna un’area più appetibile per gli investimenti; il riconoscimento dell’insularità deve essere motivo di vantaggio, non di emarginazione come succede ora su energia e trasporti».

SENZA PROGETTO Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro, parte da lontano: «Più di 40 anni fa, nella commissione Medici, la classe dirigente aveva colto che le zone interne avrebbero potuto liberarsi dal fardello del banditismo grazie a un massiccio intervento infrastrutturale ed economico. L’industria a Ottana, il parco del Gennargentu, l’università barbaricina sono figlie di quella stagione. Figlie cresciute male, che hanno tradito le promesse, strumenti di sviluppo per i quali, in questi anni, si è dovuto lavorare non per farli crescere ma per tenerli faticosamente in vita. A fronte di questo, non si vede da parte delle istituzioni nazionali una attenzione lontanamente vicina a quella di quel periodo».

(DA: L’Unione Sarda-Marilena Orunesu-10 gen 2013)

(foto da internet)