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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: miracoli

6-7-8 Ottobre “Galtellì,il Cammino del Cristo dei Miracoli”…Un importante evento che porta a valorizzare ulteriormente le Comunità che si identificano nel culto per un Santo. I Luoghi di Destinazione Religiosa,(Galtellì, Laconi, Gesturi, Orgosolo,Dorgali Luogosanto).

Una rete di comuni che rappresenta il comune denominatore degli itinerari di pellegrinaggio, cammini intrisi si di spiritualità, ma al contempo, anche percorsi di interesse storico, culturale e naturalistico, fonte di conoscenza del territorio per il pellegrino e per i viaggiatori.

Il Cristo Miracoloso, per noi racchiude queste potenzialità e di questo parleremo al convegno con illustri ospiti. A questo processo riteniamo non possa mancare una piena consapevolezza del valore inestimabile del canto liturgico.

Massima espressione di viva adorazione a Dio che coinvolge la totalità della persona in un frenetico trasporto di emozioni, frutto di una fede consapevole e matura. Profondamente radicato nelle Comunità a forte caratterizzazione religiosa, portato avanti da antiche confraternite e Associazioni, riteniamo meriti la giusta valorizzazione…..

Evento promosso grazie al contributo della Regione Sardegna Ass.Turismo, con la fattiva collaborazione dell’Associazione Milagros, Sos Cantores de Garteddi, la Parrocchia nella persona di Don Ruggero.

….Si invita a partecipare..

(Fonte: Facebook-Comune di Galtellì-29 Settembre 2017)

 

SAN VALENTINO

Perché il 14 febbraio

si festeggia San Valentino?

Ricorrenza dal sapore commerciale, ma dall’origine antichissima Tweet 13 febbraio 2016 Come spesso accade festa pagana e rito cristiano si incontrano.

E così il giorno di San Valentino, in cui il calendario ricorda il vescovo di Terni, è diventato, ormai da molti, ricorrenza degli innamorati e occasione commerciale in cui scambiarsi un dono.

Sostituisce un rito pagano.La festa di San Valentino – che cade ogni anno il 14 febbraio – sembra sia molto antica: non ci sono documenti ufficiali, ma solo tracce che ne testimoniano l’esistenza già dal V secolo per sostituire la festa pagana dei Lupercalia, in onore della fertilità della terra e degli uomini.

Chi era San Valentino. Incerte le origini del Santo nelle vesti di protettore degli innamorati. Ma sembra sia stato il primo ad unire in matrimonio un pagano e una cristiana. Valentino convertitosi al cristianesimo, è consacrato vescovo a soli 17 anni e perseguitato fino alla decapitazione – quasi centenario – nel 273, neanche a dirlo, il 14 febbraio. Così racconta la storia.

La leggenda invece narra miracoli in fatti di cuore. Episodi celebri Dicevamo del matrimonio tra un pagano e una cristiana, ma la tradizione testimonia che un giorno Valentino abbia fatto innamorare due giovani, provocando intorno a loro il volo di alcuni piccioni intenti a scambiarsi gesti affettuosi. Da qui deriverebbe anche l’espressione ‘piccioncini’.

Festa moderna. Ma la ricorrenza di San Valentino, come la conosciamo oggi, è più recente e fa riferimento a dei bigliettini d’amore che furono scritti da Carlo duca d’Orleans nel XV secolo mentre era prigioniero nella torre di Londra.

Il risvolto commerciale della festa è della metà dell’Ottocento e arriva dagli Stati Uniti: è da qui che ‘Valentine’ diventa business.

(DA: RaiNews-13 Febbraio 2016)-foto da internet

MEMORIALE SUI MIRACOLI

DEL CRISTO DI GALTELLI’

DEL 3 MAGGIO 1612

LA PREGHIERA

Il Comitato Los Milagros del Cristo di Galtellì, in un momento di particolare difficoltà del paese, delle famiglie dei giovani e non giovani in occasione della festa del 3 maggio 2014 intende richiamare all’attenzione della gente di Galtellì, della Sardegna e del mondo, il memoriale dei prodigi del sudore, del sangue, della trasformazione del corpo avvenuti il 3 maggio 1612.

Il memoriale vuole essere non momento di semplice conoscenza storica di un fatto straordinario e certificato, ma di meditazione e preghiera personale e comunitaria al Cristo miracoloso, i cui prodigi hanno riempito pagine di libri e la chiesa di ex voto nel corso dei secoli.

MEMORIALE DEL 3 MAGGIO 1612

I prodigi del 3 maggio 1612, descritti minuziosamente dal can. Melchiorre Pirella nella sua deposizione, seguono quelli del 29 aprile, del 1° maggio, 2 maggio, miracoli certificati da ben 5 notai e da oltre 100 testimoni. Il can. Pirella, insieme ad altre 15 autorevoli persone di Galtellì e della Sardegna accorse nel paese, fece una ricognizione del simulacro per verificare i segni dei prodigi:” Stando accanto al SS. Crocifisso, scalzo e con la stola, aperte le cortine con le quali era velato, vide alcune gocce grosse sul costato sinistro che erano coagulate e quasi cominciate a dissecare, che volle detergere con un purificatoio e su di esso si impresse un segno, e scorse sopra il ginocchio sinistro altre gocce di sangue, minute, secche che non lasciarono tracce nel purificatoio. Invece sull’immagine di Nostra Signora ‘e Turre, trovò sul mento un’altra goccia grossa di sangue, la quale sembrava scesa dal volto che appariva umida e quasi fresca, che lasciò il segno nel purificatoio”.

Così pure “la statua di San Giovanni, nella mano destra con la quale regge il mantello c’era una goccia grossa di sangue, la quale rimase impressa nel purificatoio. Questa fu portata nel sacrario della chiesa”.

La testimonianza di padre Giovanni Maria Serra ripete le stesse cose.

Aggiunge: “si vide il Cristo sudare come nei due giorni precedenti”.

Aggiunge ancora che “le statua della Madonna e di San Giovanni sarebbero state viste coperte di sudore sanguigno già il giorno prima e che sarebbe continuato anche il 3 di maggio”.

La testimonianza del commissario del santo uffizio di Dorgali, reverendo Sebastiano Cuca, mentre conferma la deposizione del can. Pirella, rivelò il fatto più straordinario:

“...affermò di aver toccato con la punta del dito le cosce del SS Crocifisso, che gli sembravano di essere di carne palpabile e molle”.

Tutto ciò, affermò il curato Agostino Pisquedda è vero, perché è così puntualmente avvenuto, per averlo visto con i miei occhi, e aggiungo, che sono stato con quel sacerdote, che toccando una delle cosce del SS. Crocifisso s’accorse che essa era molle palpabile come se fosse di carne viva”.

Il Cristo continuò la serie dei prodigi, in forma più ridotta, nel 1624 e ancora il 29 maggio del 1667”.

il "SS.Crocifisso" di Galtellì in una foto degli anni 1955-1960

LA PREGHIERA AL CRISTO DE LOS MILAGROS

La preghiera al Santissimo Crocifisso è l’unica arma che può salvare l’umanità in crisi, in particolare Galtellì e la Sardegna.

Diceva San Paolo: “pregate incessantemente”; Origene: “chiedete le cose grandi e le piccole saranno aggiunte”; San Paolo a Timoteo: ”voglio che gli uomini preghino dovunque si trovino alzando al cielo le mani”. Cristo nel Getsemani, in un momento di tribolazione e angoscia: “pregate e vegliate con me”.

In questo momento di grandissima precarietà, di preoccupazioni, spesso di disperazione per le difficoltà di ogni giorno, il Comitato Los Milagros del Cristo di Galtellì, spinto dalla sua vocazione, invita se stesso e tutti gli uomini di buona volontà a invocare con forza il Cristo Miracoloso, singolarmente, in famiglia, in ogni momento della giornata, specialmente il mattino e la sera, possibilmente anche la notte.

Come pregare? Dopo una iniziale meditazione sui miracoli del 1612, sul sudore che si trasforma in sangue, come nel Getsemani, la trasfigurazione del volto e del corpo a somiglianza del monte Tabor, sul perché il Cristo si è voluto rivelare in Sardegna, a Galtellì nel mondo, cosa ha voluto dire alla gente di allora e di oggi?

Preghiamo il Cristo de Los Milagros di Galtellì perché:

illumini gli uomini di governo affinché trovino le giuste soluzioni per dare un futuro ai giovani, una risposta al dramma delle famiglie;

benedica i malati e i matrimoni in crisi ritrovino l’unità e l’amore, vengano superate le divisioni, le conflittualità, sino ad amare il prossimo;

benedica le nostre famiglie;

per i non credenti perché possano meditare nel profondo sui miracoli del Cristo, anche alla luce di quanto detto da grandi scienziati, Galileo Galilei, del Nobel Rubbia, da Einstain, da Zichichi, i quali affermano, che c’è un ordine nella natura, nella vita nel cosmo, che non può essere frutto del caos, ma presuppone una realtà superiore.

Poiché la comunità di Galtellì ha ospitato il più grande incontro delle religioni del mondo riuniti ai piedi del Cristo di Galtellì, un fatto mai avvenuto prima e accettato dalle altre religioni, dopo tale evento sta diventando, Galtellì, punto di riferimento mondiale. La nostra preghiera vuole essere un ringraziamento a Dio concesso al Cristo de Los Milagros.

Tutti gli uomini di Galtellì, credenti e non credenti hanno il dovere spirituale e storico di valorizzare questo momento di straordinario rapporto col Cristo, non solo con la comunità di Galtellì ma del mondo.

La preghiera della comunità galtellinese e della Sardegna deve trovare un momento di grande intensità valoriale, in un incontro comune di preghiera e di riflessione, per accompagnare l’indizione del secondo incontro mondiale delle religioni ai piedi del Cristo de Los Milagros.

(DA: comunicato del “Comitato Los Milagros del Cristo di Galtellì”-2 maggio 2014)-foto m.camedda

Domenica 10 giugno alle 11, la Rai trasmetterà la messa dalla chiesa del Santissimo Crocifisso di Galtellì.

Si tratta di un evento straordinario a conferma del riconoscimento della Santa Sede, della Cei e della Segreteria di Stato del Vaticano dell’importanza storica e religiosa dei miracoli del Cristo di Galtellì.

Per onorare il 400° anniversario dei miracoli del Cristo, inoltre, Papa Benedetto XVI ha concesso, a partire dallo scorso 29 aprile fino al 3 maggio 2013, l’Anno Giubilare con le relative indulgenze per coloro che si recheranno in pellegrinaggio al santuario di Galtellì.

Nei giorni scorsi è stato a Galtellì per tre giorni con una troupe televisiva il responsabile e regista delle trasmissioni Rai delle messe patrocinate dalla Cei, don Ciro Sarnataro, per predisporre i luoghi e le modalità della trasmissione. Il sacerdote ha fatto una ricognizione delle antiche chiese del paese, della cattedrale di San Pietro con i suoi affreschi del 1200, dell’imponente statua bronzea del Cristo del Monte Tuttavista, del centro storico, per preparare un breve filmato sulla storia di Galtellì prima della santa messa.

(Da:L’Unione Sarda-m.b.d.g.-24 maggio 2012)

Traguardo raggiunto attraverso un percorso avviato in sordina alcuni anni fa e che ha trovato il suo naturale sbocco nel Centro Commerciale Naturale, ora in prima linea con le sue proposte, in questo 2012 dedicato ai 400 anni dai miracoli del Crocifisso.

Una trentina gli operatori economici coinvolti, sotto l’egida del Comune e il sostegno di Confcommercio e Confesercenti. Promozione a tutto tondo del territorio e della cultura, condotta da piccoli ristoratori che ogni giorno puntano sulle produzioni locali agroalimentari, compresi gli allevamenti. Settori che pur immersi in una crisi con pochi eguali cercano di creare valore anche dal poco.

«L’adesione di tutto il mondo della ricettività – si legge nell’atto costitutivo – e in più dell’artigianato sta a significare una presa di coscienza e un salto di qualità inquadrando il turismo in una visione integrata». Massima la collaborazione con le realtà marine dei dintorni. Sorta di task force in trincea nel valorizzare un vasto patrimonio tangibile e intangibile, che lega laicità e sentimento religioso.

(Da:L’Unione Sarda-fr.gu.-17 maggio 2012)

Domenica 12 Febbraio 2012 si celebra a Galtellì la Festa di Santa Maria e Turres.

L’“Antica Patrona”,  la cui preziosissima statua  lignea di scuola sardo-catalana del  1300 è stata recentemente restaurata, e a breve verrà riposizionata nell’altare  maggiore, a fianco di quella di S.Giovanni Battista,  ai piedi del simulacro ligneo del  SS. Crocifisso,  attuale patrono di Galtellì.

Festa particolarmente sentita quest’anno, in quanto la comunità di Galtellì celebra il 400° anniversario dei Miracoli del Cristo. La festa di Santa Maria ha alcune particolarità: è un momento di fede, di devozione, di partecipazione di tutto il paese, e di unità nelle famiglie. La gente di Galtellì sente nel cuore, nell’intimo delle coscienze, l’immagine sacra di Santa Maria. Così è da secoli. È un sentire profondo: essa era, e continua ad essere, la madre premurosa di tutti i “galtellinesi” . Per questo la Madonna e Turres veniva invocata nelle calamità, nelle pestilenze, nelle malattie.

La denominazione Santa Maria e Turres, cioè Santa Maria delle Torri, secondo alcuni studiosi, è derivata dal fatto che in questa chiesa si erigesse una serie di torri in sua difesa. Secondo altri, ai lati della Madonna, si veneravano delle torri. Oggi questi riferimenti sono, purtroppo, scomparsi. Quando, alla fine del 1300, arrivò il simulacro del Cristo, Galtellì era una diocesi fiorente, e la chiesetta era dedicata alla patrona, Santa Maria e Turres, ma la chiesa più importante era la cattedrale di San Pietro. La nuova Chiesa, quella attuale, è stata costruita ampliando quella originaria di Santa Maria, per accogliere il Cristo, che anche durante il suo arrivo dava segni straordinari. La chiesa originaria era in stile gotico-aragonese, stile scomparso dopo i restauri.

Nella ricorrenza dei 400 anni dei miracoli del SS. Crocifisso, tale festa assume un significato particolare. È per tale motivo che la Parrocchia, e la prioressa Giovanna Itria Pirisi, invitano la comunità, le associazioni, il mondo dei gruppi ecclesiali della Baronia a trascorrere una giornata particolare con la manifestazione di fede, in nome di Santa Maria e Turres.

Programma della Festa di Santa Maria e Turres:

ore 10.00 Processione con il simulacro della Madonna, con le Confraternite di Galtellì lungo le vie del centro storico.

ore 10.45 Santa Messa nella Chiesa del SS. Crocifisso, celebrata dal Vescovo Mons. Mosè Marcia e da Don Giampiero Fronteddu.

ore 13.30 Pranzo comunitario per un momento di incontro e socializzazione.

(Da:Comunicato di Vincenzo Gallus per PARROCCHIA di Galtellì e Comitato “Los Milagros del Cristo di Galtellì”)-foto camedda-

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Il Priorato di Santa Maria e Turres, con il contributo del Comitato “de los Milagros”, che vivamente ringrazia, ha voluto ricordare, in occasione del 400° anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì, la straordinaria storia di Santa Maria e Turres, sia nel momento dell’arrivo del Cristo, alla fine del 1300, sia nel momento dei miracoli del SS. Crocifisso nel corso del 1600.

La festa di Santa Maria ‘e Turres ha alcune particolarità: è un momento di fede, di devozione, di partecipazione e di unità nelle famiglie. La gente di Galtellì sente nel cuore, nell’intimo delle coscienze, l’immagine sacra di Santa Maria. Così è da secoli. È un sentire profondo: essa era e continua ad essere la madre premurosa di noi tutti. Per questo la Madonna e Turres veniva invocata nelle calamità, nelle pestilenze, nelle malattie. Nella ricorrenza dei 400° anni dei miracoli del SS. Crocifisso, non credo sia inutile richiamare alla mente ed al cuore di tutti noi la storia della Madonna e Turres.

Ci limitiamo a brevi cenni. La denominazione Santa Maria e Turres, cioè Santa Maria delle Torri, secondo alcuni studiosi, è derivata dal fatto che in questa chiesa si erigesse una serie di torri in sua difesa. Secondo altri, ai lati della Madonna, si veneravano delle torri. Oggi questi riferimenti, purtroppo, sono scomparsi. Quando, alla fine del 1300, arrivò il simulacro del Cristo, Galtellì era una diocesi fiorente, la chiesetta era dedicata alla patrona, Santa Maria e Turres, ma la chiesa più importante era la cattedrale di San Pietro. La nuova Chiesa, quella attuale, è stata costruita ampliando quella originaria di Santa Maria, per accogliere il Cristo, che anche durante il suo arrivo dava segni straordinari. La chiesa originaria era in stile gotico-aragonese, stile scomparso dopo i restauri.

La chiesa nel tempo si è arricchita di preziose statue, argenti e paramenti. Negli archivi del castello e dei baroni Guiso erano conservati i documenti dell’arrivo del Cristo. È da ricordare che nel 1585 l’arcivescovo di Cagliari, Don Gaspare Vincenzo Novella, diede il permesso al canonico di Galtellì Perotto Prompto di accrescere la sacrestia, e di erigere la cappella del santissimo Rosario, per la confraternita del Rosario, allora esistente. Nella chiesa troneggiava il simulacro del Cristo, che aveva ai lati le statue della Madonna e di San Giovanni Evangelista. Nello sfondo una tela rappresentava la discesa dello Spirito Santo sopra gli apostoli, oggi scomparso. La figura di Santa Maria e Turres, e la chiesa ad essa dedicata, fanno parte della storia del Cristo. Tutte le testimonianze concordano. Il Reverendo Sebastiano Cuca, di Dorgali, commissario del Sant’Uffizio, afferma, negli atti dei notai, di aver saputo dalla madre, « che secondo quanto scritto in certi atti che si trovavano nell’archivio del nobile Salvatore Guiso, che volendo portare il simulacro del Cristo alla chiesa cattedrale di San Pietro, arrivati ad un certo punto, i buoi si fermarono, “benché lo tirassero molti buoi”, per cui furono costretti a rifare la stessa strada e a portare il Cristo nella chiesa di Santa Maria e Turres, dove, con grande facilità, lo fecero entrare, e ivi lo fermarono»

È questo un segno chiaro e straordinario: il SS. Crocifisso voleva essere collocato in questa chiesa, al fianco della madre, Santa Maria e Turres, dove si trova da 600 anni. Questo segno acquista una significativa importanza di fede nei galtellinesi verso il Cristo e la Madonna. Un grande vescovo, nel decreto delle indulgenze scrive che i galtellinesi sono un popolo privilegiato dal Cristo, cioè da Dio. La Madonna partecipa al miracolo del sangue del Cristo. È stato nel 1612 che Santa Maria e Turres è stata testimone del sangue del figlio, versato a Galtellì, memoriale del Golgota quando Cristo fu flagellato, coronato di spine e crocifisso.

Infatti il giorno 3 maggio 1612, il canonico Melchiorre Pirella, insieme al commissario del Sant’uffizio Sebastiano Cuca, e di altre dodici persone, sacerdoti e fedeli, videro non solo nel corpo del Cristo sudore e sangue, ma anche nell’immagine di Nostra Signora Santa Maria e Turres. Trovò sul mento un’altra grossa goccia di sangue, la quale sembrava scesa dal volto, che appariva umido e quasi fosco, tale avvicinatagli il purificatoio lasciò un segno, così pure osservando la statua di San Giovanni, trovò che nella mano destra, con la quale regge il mantello, c’era un’altra goccia di sangue, alla quale accosta il purificatoio, sul quale restò impressa la goccia di sangue uguale alle altre. Il canonico Pirella fece tutto questo non da solo, ma in presenza delle persone, le quali si avvicinarono per vedere Gocce e purificatoio con i segni, che pose nel sacrario della chiesa, alla presenza di tutte e tredici le persone. Tutti i purificatoi che servirono per detergere il Cristo rimasero nella parrocchia sino alla fine del 1800.

Il sangue sul volto della Madonna e di San Giovanni viene testimoniato da numerosi curati di Galtellì (Pirella, Noly, Virdis). È significativo quello del mercedario Padre Serra, come descrive Mons. Alberti nel suo libro, quando precisa che “quando furono sollevate cartine, si vide il sudore come nei giorni precedenti”. E aggiunge un altro particolare: “che le statue della Vergine [Santa Maria e Turres] sarebbero state viste coperte di sudore sanguigno, già il giorno avanti, quello della vigilia, e che il fenomeno sarebbe continuato anche il 3 maggio”.

Il prodigio del sangue sul volto della Madonna e di San Giovanni viene testimoniato da tutti coloro che avevano visto il Cristo. Lo stesso Mons. Alberti, anche nella sua intervista qui a Galtellì, ha fatto due affermazioni fortemente impegnative: il sudore e il sangue sul volto del Cristo, le sue trasfigurazioni, tutte certificate dai testimoni, quasi tutti oculari, si pone come un episodio unico nella storia della chiesa universale. Anche il sangue sul volto della Nostra Madre Sante Maria e Turres, si colloca in questa grande dimensione universale della chiesa. Per questo, nel corso dei secoli, la devozione verso la Madonna, le richieste di grazia, l’affetto della gente di Galtellì, nella Baronia, è stato un motivo continuo e ricorrente. A noi donne e uomini della modernità tocca riprendere, con l’antico spirito e devozione, a pregare e invocare in questi momenti di grave crisi economica e sociale, le grazie di Sante Maria e Turres.

(Da: comunicato del “Comitato 400° anniversario “de los Milagros”- 10 feb 2012)- foto camedda

SS.CrocifissoI panni di lino con cui, in quei giorni, le pie donne asciugarono il volto del Crocifisso che sanguinava, furono trafugati uno a uno. Venne cancellata così, nei secoli, la memoria del miracolo di Galtellì.

Un evento straordinario rievocato l’altro ieri nel piccolo centro della Baronia.

Verità e mistero sui miracoli del Cristo di Galtellì” era il tema dell’incontro-intervista con monsignor Ottorino Alberti, arcivescovo emerito di Cagliari. Un appuntamento che il Comitato 400° Anniversario de I Miracoli del Cristo di Galtellì (1612-2012) ha inserito tra le celebrazioni dedicate alla commemorazione dell’evento religioso. Si deve infatti a monsignor Ottorino Alberti, storico raffinato, la divulgazione della storia dei Miracoli – per secoli rimasta chiusa negli archivi dell’Arcivescovado di Cagliari, in Vaticano e in Catalogna – attraverso il libro “Il Cristo di Galtellì”, pubblicato nel 1967, che richiama i fatti più significativi legati al Crocifisso Miracoloso, nel rispetto rigoroso delle testimonianze verificate e autenticate da atti formali e ufficiali di cinque notai dell’epoca, scritti in catalano-aragonese antico, con testimonianze dirette e oculari.

interno chiesa SS.Crocifisso

L’intervista a monsignor Alberti, venerdì scorso ha richiamato nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Galtellì una grande folla. L’incontro è stato introdotto dal presidente del Comitato don Salvatorangelo Nieddu e dal coordinatore Angelo Rojch, presente anche il sindaco del paese Renzo Soro.

Mons.Ottorino Alberti Alle ventidue domande rivolte dal giornalista Francesco Birocchi e dal pubblico, monsignor Alberti ha risposto chiarendo l’importanza dei miracoli avvenuti a Galtellì per il mondo cristiano con il rigore delle ricerche storiche condotte su un volume cartaceo di 140 pagine scritto in catalano-aragonese antico.

«Nel mondo - ha detto – ci sono tanti simulacri del Cristo che hanno manifestato segni prodigiosi, ma il Cristo di Galtellì gode di una documentazione oculare di testimoni, di notai, estremamente ricca e preziosa, senza eguali. I miracoli del Cristo sono reali, certificati».
francesco birocchiLa solenne apertura dell’anno di preparazione al Grande Centenario è stata proclamata lo scorso 3 maggio, festa liturgica del Crocifisso Miracoloso, dal vescovo della diocesi nuorese e culminerà nei giorni 29 aprile e 3 maggio 2012, giorni in cui quattrocento anni fa si manifestarono i miracoli.
Nei prossimi due anni gli aspetti storici e religiosi di Galtellì tra il 1300 e il 1600 saranno approfonditi in convegni e ricerche cui saranno chiamati a partecipare studiosi credenti e non con l’obiettivo di ridare alla civitas galtellina quella centralità di culto e di fede in Cristo, che nel passato ne fecero meta di continui pellegrinaggi.

Galtellì-Chiesa del SS.Crocifisso:riunione del 3 maggio 2011 del Comitato.Da sinistra: Angelo Rojch,Don Francescangelo Nieddu,Mons. Pietro Meloni,Renzo Soro

Galtellì-Chiesa del SS.Crocifisso:riunione del 3 maggio 2011 del Comitato.Da sinistra: Angelo Rojch,Don Francescangelo Nieddu,Mons. Pietro Meloni,Renzo Soro

L’arrivo del Cristo a Galtellì alla fine del 1300 non fu un fatto casuale: è il secolo del massimo splendore di Galtellì e ovunque si avverte la spiritualità cosmica di San Francesco. Come si spiega il miracolo avvenuto nel 1612? Il Cristo che effonde sudore umano, gocce che si trasformano in sangue. L’ipotesi che si possa trattare dell’effetto di condensa, è stato spiegato, non regge in quanto non si può immaginare che una goccia di sudore umano si trasformi all’istante in sangue. Il corpo che si fa carne viva, un miracolo unico del Cristo di Galtellì.


(Da:L’Unione Sarda-Maria Bonaria Di Gaetano-3 lug 2011)

cristo-di-galttellì-miracolIntervista di Francesco Birocchi (Rai3)

a Monsignor Alberti sui miracoli del Cristo

«Verità e mistero sui miracoli del Cristo di Galtellì». Questo il tema dell’intervista a Monsignor Ottorino Alberti, Arcivescovo emerito di Cagliari, che il comitato per il quattrocentesimo anniversario de “Los Milagros del Cristo di Galtellì (1612-2012)” ha organizzato per domani alle 19, nella chiesa Santissimo Crocifisso. L’alto prelato darà risposte sui prodigi del Cristo di Galtellì, alla luce di nuove ricerche storiche che lo studioso ha svolto in questi anni. I fatti miracolosi, riportati per la prima volta nel libro di Monsignor Alberti, sono frutto di testimonianze verificate e autenticate da atti formali dei notai. Esisterebbero testimonianze storiche di segni prodigiosi e di effusioni di sangue e sudore umano già nel 1550, nel 1580, nel 1601 e nel 1611, ma è dal 1612 che i fatti miracolosi furono documentati da atti ufficiali.

Galtellì-Chiesa del SS.Crocifisso: Una riunione del Comitato.Da sinistra: Angelo Rojch,Don Francescangelo Nieddu,Mons. Pietro Meloni,Renzo Soro

Galtellì-Chiesa del SS.Crocifisso: Una riunione di un mese fa del Comitato. Da sinistra: Angelo Rojch, Don Francescangelo Nieddu, Mons. Pietro Meloni, Renzo Soro

L’intervista a monsignor Ottorino Alberti sarà condotta dal giornalista della Rai Francesco Birocchi, presidente dell’associazione della stampa sarda. All’incontro parteciperà il nuovo Vescovo Monsignor Mosè Marcia. Introdurranno l’incontro il presidente del comitato don Salvatorangelo Nieddu e il coordinatore Angelo Rojch. Interverrà il sindaco Renzo Soro.

(Da:L’Unione Sarda-luca urgu-30 giu 2011)

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Da: un comunicato inviatomi dal “Comitato 400° anniversario dei miracoli del Cristo di Galtellì 1612-2012″

E’ miracoloso il Cristo di Galtellì” ha detto il Vescovo di Nuoro Pietro Meloni proclamando la “Solenne Apertura” delle celebrazioni per il 400° anniversario de “Los Milagros” del Cristo di Galtellì, da quel giorno mirabile del 29 aprile del 1612 nel quale il Crocifisso iniziò a sudare sangue. Un evento sicuramente unico nella Chiesa universale.

Mons.Ottorino AlbertiI fatti miracolosi, riportati per la prima volta nel libro di Mons. Ottorino Alberti “il Cristo di Galtellì”, non sono prodigi tramandati da una mera tradizione orale, ma testimonianze verificate e autenticate da atti formali di ben cinque Notai.

Esistono testimonianze storiche di segni prodigiosi e di effusioni di sangue e sudore umano già nel 1550, nel 1580, nel 1601 e nel 1611, ma è dal 1612 che i fatti miracolosi furono documentati dagli atti ufficiali di ben cinque Notai, con testimonianze dirette e oculari di centinaia di persone che assistettero agli eventi.

Gli studi effettuati dall’Arcivescovo emerito di Cagliari Ottorino Alberti, in Vaticano, in Catalogna e in Sardegna hanno riportato alla luce “los milagros” del Cristo di Galtellì documentati negli atti dei cinque Notai, contenuti in un volume cartaceo di 146 pagine dell’anno 1612 scritto in catalano-aragonese antico.

I prodigi del Cristo non sono avvenuti in una unica occasione o nello spazio di un giorno, ma ripetuti, verificati e certificati dai cinque Notai secondo un processo autentico celebrato con i poteri, si direbbe oggi, della magistratura, e dal controllo popolare effettuato dalla gente di Galtellì e da quella accorsa da tutta la Sardegna.

Nel panorama della storia della Chiesa il prodigio del sudore umano, del sangue visto uscire con gli occhi dei Notai, ha una straordinaria unicità.

Statua lignea del SS Crocifisso (foto diel 1978  di marco camedda)

Statua lignea del SS Crocifisso (1978- foto camedda)

La particolarità del Cristo di Galtellì è data dalle testimonianze oculari, con il volto del Cristo che si trasfigura, assume di fatto le sembianze umane nei diversi momenti muta l’aspetto del volto, a tutti appare triste, afflitto, talvolta affaticato, o irritato, come una persona viva.

Le testimonianze sono precise, inequivocabili: “il sudore come una persona viva”. Il teste che afferma “di aver toccato con la punta del dito le cosce del SS. Crocifisso e gli sembrava di essere carne palpabile”. Il libro di Mons. Ottorino Alberti riporta una lunga serie di miracoli contenuti negli Atti dei Notai.

Il libro di Martino Saba di Bitti, nell’anno 1613, autorizzato dall’Arcivescovo di Cagliari, a dimostrazione dell’attenzione della Chiesa sul Cristo, riporta i miracoli del SS. Crocifisso.

Anche Salvatore Vitale, nel 1645 conferma la venerazione: “tre sono i Crocifissi famosi in Sardegna, il Nicodemo di Oristano, quello di Cagliari e quello di Galtellì. Quello di Galtellì opera straordinari miracoli… Lo abbiamo visto con profonda commozione e quasi svenimmo… L’aspetto doloroso dell’immagine che riprende a perfezione il Cristo”.

La sacralità della Chiesa, la forma del Cristo, i suoi riconosciuti prodigi, hanno indotto i Vescovi, lungo i secoli, a concedere l’indulgenza a coloro che visitano il Cristo.

In occasione del 400° anniversario dei miracoli (1612-2012), il Vescovo di Nuoro, sull’esempio dei suoi predecessori, chiederà le indulgenze in perpetuum e di riconoscere lo status di Basilica alla Chiesa del SS. Crocifisso di Galtellì.

Nell’anno 1000 Galtellì è già sede vescovile, una delle più importanti dell’isola e alle dirette dipendenze del Vaticano, per trasformarsi dal diciottesimo secolo in Diocesi di Galtellì-Nuoro sino al 1926.

Per il Comitato:Vincenzo Gallus

GALTELLI': -Chiesa del SS.CrocifissoMartedì 3, festa liturgica del Crocifisso Miracoloso, nella chiesa parrocchiale il vescovo monsignor Pietro Meloni proclamerà la solenne apertura dei festeggiamenti per i 400 anni de “I miracoli del Cristo di Galtellì”, che culmineranno nei giorni 29 aprile e 3 maggio 2012.

Le iniziative storico-culturali e religiose per celebrare il Quadricentenario saranno portate avanti, con la collaborazione del Comune, dal Comitato 400° anniversario de “Los Milagros” del Cristo di Galtellì insediatosi il primo aprile nella chiesa del SS. Crocifisso alla presenza del vescovo Meloni, del parroco e presidente del comitato don Salvatorangelo Nieddu e del coordinatore del comitato Angelo Rojch. Il programma di martedì 3 Maggio prevede alle ore 10 la processione con le Confraternite.

(Da:Unione Sarda-m. b. d.g.-1 mag 2011)

SS.CrocifissoOggi venerdì 1° aprile alle ore 18, nella Chiesa SS. Crocifisso di Galtellì, si svolgerà la manifestazione per l’avvio delle celebrazioni per i 400 anni de “I miracoli (los milagros)  del Cristo di Galtellì”.

Verrà insediato il comitato preposto a promuovere le iniziative storico-culturali e religiose finalizzate all’approfondimento di tutti gli aspetti che investono la storia del Cristo, della Civitas galtellina, della Baronia e della Sardegna dal 1100 al 1600, alla presenza del Vescovo di Nuoro Mons. Pietro Meloni, del Parroco e Presidente del Comitato Don Salvatorangelo Nieddu, del Sindaco Renzo Soro e del Coordinatore del Comitato Angelo Rojch.

interno chiesa SS.Crocifisso

Il 2012 ricorrerà è 400° anniversario dei miracoli del Cristo, che nel 1612 ha effuso sangue e sudore umano, con la trasfigurazione del volto e del suo simulacro in sembianze umane.

Si tratta di un evento universale, documentato dagli Atti di ben cinque Notai che hanno certificato le dichiarazioni di decine di testimoni oculari dei miracoli.

Si deve agli studi di Mons. Ottorino Alberti la scoperta degli Atti originali dei Notai del 1612, un volume cartaceo di 140 pagine scritto in catalano-aragonese antico.

“E’ miracoloso il Crocifisso di Galtellì – ha detto il Vescovo di Nuoro Pietro Meloni- con i sacerdoti e i fedeli della Chiesa Diocesana di Nuoro, vogliamo onorare nel vivo riconoscente ricordo il “nostro” Cristo di Galtellì.

Il SS.Crocifisso in una foto del 1955 con parroco Don Giovanni (nonnu) Cosseddu

Il SS.Crocifisso: foto del 1955 con parroco Don Giovanni (nonnu) Cosseddu

Quattrocento anni saranno trascorsi nel prossimo anno 2012 – ha detto il Vescovo – e oggi nasce un “Comitato” di persone generose e devote, al quale possono aderire tutti i cittadini di Galtellì, gli emigrati lontani, i simpatizzanti della Sardegna e del mondo.

Il Vescovo Pietro Meloni e il Parroco don Salvatorangelo Nieddu invitano tutti alla prima Grande Assemblea del Comitato per il 400° anniversario de “Los milagros del Cristo di Galtellì”.

(Il Comitato per le celebrazioni)

UNA MIA NOTA

Non potendo esserci di persona, per cause di salute, all’avvio delle celebrazioni per  i 400 anni dei miracoli del Cristo di  Galtellì, introduco questo post che in qualche modo mi fa sentire vicino a tutti quelli che saranno presenti a questa importantissima manifestazione di avvio di dette celebrazioni  durante la quale verrà insediato il Comitato  organizzatore (di cui faccio parte) preposto a promuovere le iniziative storico-culturali legate   ai miracoli del Cristo avvenuti nel 1612 e in preparazione  del 400° anniversario che ricorrerà  nel 2012. Un grande augurio   di cuore a tutti i promotori e i presenti  in questo grandissimo appuntamento religioso e di popolo.

Marco Camedda