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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: partito

Potrà essere insegnato nelle scuole

Il Consiglio dei Ministri ha ratificato la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie.

La tutela delle lingue minoritarie – 12 in tutto: l’albanese, il catalano, il germanico, il greco, lo sloveno, il croato, il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo – prevede anche la possibilità di insegnamento nelle scuole, di utilizzo nelle circoscrizioni giudiziarie, oltre che la diffusione di programmi culturali e attraverso i principali mezzi di comunicazione.

“Il riconoscimento della lingua sarda tra le 12 lingue minoritarie da parte del Governo Monti, con la possibilità di insegnamento nelle scuole, di utilizzo nelle circoscrizioni giudiziarie, oltre che per la diffusione di programmi culturali attraverso i principali mezzi di comunicazione, rappresenta un traguardo importante per il quale il nostro Partito nella sua storia di oltre 90 anni si è sempre spesò.

E’ quanto dichiara il presidente del Partito Sardo D’Azione, Giacomo Sanna. “Il Governo italiano riconosce con questo provvedimento la possibilità per l’intero Popolo Sardo di studiare ed utilizzare la propria lingua – sottolinea Sanna – mettendo fine alla persecuzione della stessa.

La minoranza storica sarda, riconosciuta con la legge n. 482/99, da oggi godrà gode di una protezione uguale a quella di gruppi linguistici protetti da trattati internazionali, mettendo fine alle discriminazioni perpetrate per molti lunghi anni”.

(Da:L’Unione Sarda.it-9 mar 2012)

È Gianni Vardeu, 37 anni agente immobiliare, il primo segretario nella storia del Pd oroseino. Vardeu è stato eletto con i 17 voti della componente ex Margherita (suo partito di provenienza) durante la prima riunione dell’assemblea cittadina che si è svolta avant’ieri sera.

continua…

Niente da fare, non c’é posto per Beppe Grillo nel Partito Democratico e tanto meno nella corsa congressuale.
Il Pd fa muro, con una ruvidezza insolita,al comico http://www.ciclostile.it/images/Partito_Democratico_Simbolo.jpggenovese:
con le armi delle regole gli blocca il tentativo di iscrizione, primo passo per partecipare al congresso; con quelle della politica gli alza un muro sul refrain che "il Pd non è un tram, ma una cosa seria". Gli unici a schierarsi a suo sostegno sono gli outsider Mario Adinolfi e Ignazio Marino, che d’altra parte, come il comico genovese, fanno degli attacchi alla nomenklatura un ingrediente delle loro candidature. 
Dopo l’annuncio della discesa in campo, in tarda mattinata Grillo si presenta al circolo del Pd di Arzachena, dove è in vacanza. Determinato a non farsi fregare dalle regole, chiede la tessera del Pd.
"Poi se troveranno che il terzo comma, del quarto paragrafo bis… 
ne pagheranno le conseguenze", http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/politica/200907images/grillo01G.jpgscherza, minaccioso, alludendo agli ostacoli normativi che il Pd potrebbe opporgli. E, come previsto, il niet all’iscrizione arriva prima da Roma, poi dal segretario del circolo sardo, che rifiuta la tessera perché l’attore non è residente in Sardegna. E infine dalla Commissione di garanzia per la Sardegna. 
Ma lui, a sera, insiste: "Prendo atto che il Pd è un partito democratico… che io sono cattivo e non mi vogliono. Ma andremo avanti lo stesso, faremo qualcosa di diverso. Vediamo chi sono loro, chi rappresentano quelli che non mi vogliono".
Ma il Pd è pronto a impugnare le sue regole anche se il comico tornasse a Genova per iscriversi.
Lo Statuto, già croce per i Democratici al punto che Franco Marini lo ha definito scritto "da Stranamore", vieta l’iscrizione a chi fa già parte di un altro partito.
Ed è proprio a guida delle sue liste civiche che Grillo ha cavalcato nell’ultimo anno l’antipolitica ai danni del Pd, che ora fa reagire i big del partito per fermare la corsa di Grillo. Dario Franceschini e Pier Luigi Bersani, come era successo sabato dopo l’attacco di Ignazio Marino sulla questione morale aperta con l’arresto di Luca Bianchini, si ritrovano sulla stessa sponda contro il comico.
"Non siamo preoccupati dalla boutade di Grillo. http://risklover.files.wordpress.com/2009/05/beppe_grillo.jpg
La politica è una cosa seria e ad un partito ci si iscrive se ci si riconosce", picchia duro Piero Fassino negando rumors di timori secondo i quali, se Grillo riuscisse ad arrivare alle primarie, toglierebbe a Franceschini parte di quella platea della società civile sulla quale il segretario punta per vincere.
"Non siamo un autobus sul quale si sale per farsi un giretto.
Con grande rispetto per tutti sono per un partito che si faccia rispettare", è il no di Bersani. Anche se poi il coordinatore della sua mozione Filippo Penati coglie la vicenda per tornare a polemizzare "contro regole contraddittorie e confuse che lasciano il campo aperto a candidature ‘fai da te’". Nella sua sfida-provocazione, Grillo ha un alleato interno e uno esterno.
Il chirurgo-candidato Ignazio Marino, che oggi da Napoli ha ingaggiato uno scontro con il partito accusando di tesseramento gonfiato, sostiene che "a priori nessuno può essere escluso".
E da fuori lo incoraggia il leader Idv Antonio Di Pietro,
compagno di battaglie e manifestazioni. Un sostegno che nel Pd fa sospettare che l’ex pm sia "il mandante" del comico, armato per agitare le acque già poco tranquille del Pd.
(Fonte:Ansa.it-13.07.2009)

Renato Soru non si arrende. Dopo la sconfitta elettorale riparte con una nuova associazione politica, Sardegna democratica, e lavorerà per un «Pd davvero sardo». Novità anche nel centrodestra: il Pdl ha eletto all’unanimità capogruppo Mario Diana, area An.
In una lettera pubblicata nel suo sito
Renato Soru ha ribadito la sua scelta di restare in politica e ha annunciato per sabato poeriggio a Sanluri la nascita della sua nuova associazione. In poche ore centinaia di email di adesione.
Soru ha innanzitutto confermato il ritorno nel consiglio di amministrazione di Tiscali: «Per dare il mio contributo al rilancio e alla messa in sicurezza della società». http://3.bp.blogspot.com/_zuw0PPoVExE/SW0f48EEunI/AAAAAAAABio/Lswk_c3BqSQ/s400/Renato+Soru.jpg
Proprio ieri, assieme all’amministratore delegato Mario Rosso, Soru ha fatto visita a Intesa Sanpaolo, a Milano. Tiscali ha in corso con le banche finanziatrici, e in particolare con Intesa Sanpaolo, trattative per rinegoziare il debito. Nessun commento sullo stato delle trattative.
Con la sua lettera nel suo sito Renato Soru ha quindi fugato il dubbio, che stando alle email era diffuso, che potesse decidere di ritirarsi dalla politica.
«Sardegna democratica», ha scritto nel sito, «sarà la testimonianza che negli uomini e nelle donne del centrosinistra c’è una profonda e irriducibile volontà di non perdersi nel momento di difficoltà e di superare questa fase di smarrimento a partire dalle migliori energie e intelligenze della nostra isola».
A scanso di equivoci,
l’ex governatore ha scritto che «continuerò l’impegno nella costruzione di un vero Partito democratico sardo», un partito che come prima istanza ha «la difesa del suo irripetibile ambiente, da noi tutelato perché unica ricchezza di cui disponiamo per costruire opportunità di lavoro e di benessere».
Nel sottolineare la conferma dell’impegno istituzionale in Consiglio regionale, Soru ha indicato anche la linea da seguire: «E’ necessario radicare nella società sarda e in tutti i territori il progetto di cambiamento avviato in questi ultimi cinque anni, per un rinnovamento della politica nelle diverse forme di partecipazione, discussione, formazione e selezione della futura classe dirigente».
Quanto all’iniziativa di sabato, l’ex presidente della Regione rileva che nella recente campagna elettorale è emersa («in maniera persino sorprendente») la volontà di partecipare di tanti giovani, di tante persone «finora distanti dalla politica perché non motivati dagli attuali modelli e assetti dei partiti, ma assolutamente disponibili a impegnarsi nel dibattito, nella necessità di difendere l’idea di una Sardegna dei diritti e delle responsabilità, totalmente alternativa a quella di Berlusconi e della sua maggioranza nella nostra regione.
E’ il momento – ha concluso - di organizzare queste energie e questa appassionata volontà di partecipazione. Con diversi amici abbiamo deciso di proporvi la costituzione di un’associazione che chiameremo Sardegna democratica, attraverso la quale organizzare i nostri incontri, la discussione, il lavoro di approfondimento delle nostre proposte, la vigilanza attiva e il controllo democratico dell’attività di governo della destra».
Intanto ieri sera il neonato gruppo del Pdl
(la fusione di Forza Italia, An e Fortza Paris) ha eletto presidente Mario Diana, di area An. Il voto, nonostante i contrasti e le tensioni politiche interne, è stato unanime.
Nell’ufficio di presidenza del gruppo, Diana sarà affiancato da Pietro Pittalis (vicepresidente vicario), Simona De Francisci (vicepresidente) e Angelo Stochino (segretario).

La sconfitta elettorale fa riporta il Partito democratico sardo all’estate scorsa, con scambi di accuse neanche troppo velate tra le diverse componenti democratiche.

Chi ne resta fuori è Renato Soru!http://www.rassegna.it/userdata/immagini/foto/130x130/2009/02/franceschini2209img_39420.jpg

continua…