Ho trovato interessante questo articolo di Carlo Brambilla sull’uso distorto dei sondaggi che vengono usati come armi di propaganda contro lo schieramento avverso. E’ un articolo che deve far riflettere e che consiglia di non farsi influenzare da sondaggi di parte che poi venono smentiti spessso dai risultati elettorali. Qualunque essi siano!
L’articolo
| Elezioni, allarme sondaggi "Invecchiano troppo presto" [Politica] |
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 Da Pagnoncell (foto a destra) a Mannheimer (foto a sinistra): così diventano oggetto di propaganda L’Assirm: "Uso strumentale". Il professore: "Non usarlo per stabilire chi vincerà"
MILANO – "Basta con l’uso strumentale dei sondaggi. I sondaggi hanno una funzione di studio e di analisi e non possono essere usati come armi di propaganda da scagliare contro lo schieramento avverso". Si arroventa la campagna elettorale e Nando Pagnoncelli, presidente dell’Assirm, l’Associazione dei maggiori istituti italiani di ricerce di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, lancia il monito a nome della categoria.
 "Si dà fiato alle trombe per dimostrare che il proprio avversario utilizza sondaggi di parte, con la conseguenza di gettare discredito su un’intera categoria e generare confusione tra gli elettori, cercando di influenzarne le scelte". Gli danno ragione i colleghi che non accettano di essere messi alla gogna il giorno dopo le elezioni, quando si scoprirà che molti dei sondaggi diffusi prima del voto erano assai lontani dalla realtà. Spiega Renato Mannheimer, docente di Metodologia delle Scienze Politiche a Milano Bicocca, quello che non si stanca mai di ripetere ai suoi studenti: "Il sondaggio fotografa un’intenzione di voto in un preciso momento.
E’ giusto utilizzarlo per capire cosa pensano gli elettori. Cosa vogliono. Ma non può essere usato per fare previsioni future e stabilire chi vincerà. Il 20% degli elettori, lo sappiamo benissimo, decide all’ultimo momento cosa votare. Ed è impossibile prevedere un mese prima come finirà la competizione. Oggi per esempio a noi risulta una differenza tra i 6 e i 10 punti tra i due schieramenti. Ma chi può dire come andrà poi veramente a finire?" D’accordo coi colleghi anche Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, che fornisce i sondaggi a Silvio Berlusconi: "E’ comprensibile che i politici tendano ad affermare che vinceranno. Esiste infatti tra gli elettori italiani una tendenza a saltare sul carro del vincitore. Un voler votare per il partito vincente. Ma stabilire chi vincerà è sempre più difficile, perché l’evoluzione del quadro politico è continua. Pensiamo solo all’Udc. La settimana scorsa andava da sola, come la Rosa bianca. Aveva un valore molto più basso di quello che effettivamente poteva registrare. Questa settimana, invece, si presenta insieme ai suoi ex dissidenti. E lo scenario si modifica sensibilmente. Quando un sondaggio è vecchio di una settimana può risultare privo di significato". (Carlo Brambilla)
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