Vai ai contenuti

NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

Archivio

Tag: scrittrice

Spettacolo Bocheteatro “Cosima quasi Grazia”

Con il contributo dell’ISRE

(Istituto Etnografico della Sardegna)

La Compagnia Bocheteatro di Nuoro

presenta

“Cosima quasi Grazia”

(Antologia Teatrale da opere di Grazia Deledda)

Adattamento drammaturgico e interpretazione di Giovanni Carroni

musiche in scena di Battista Giordano

Venerdì 02 Ottobre alle ore 21,00

Presso Auditorium ISRE sito in Via A. Mereu n. 56 a Nuoro.

Il recital è una piccola antologia di testi letterari della scrittrice nuorese Grazia Deledda, in particolare tratti dalla ricca produzione delle novelle.

Marco Camedda-1999- Grafica a china su cartoncino bianco: Ritratto di Grazia Deledda

Prendere dunque un romanzo e trarne un dramma autonomo anche se fedele all’originale. Ancora, scegliere alcuni stralci di romanzi e trasformarli in copioni teatrali, dando voce e aria alle battute, e dinamizzando le descrizioni e le parti narrative e didascaliche.

Ne escono così materiali che testimoniano come la scrittrice nuorese presenti singolari e sorprendenti virtualita´sceniche, un rapporto non risolto ma tutto da sviluppare col palcoscenico stesso.

Il tentativo inoltre è di dare alla scrittrice una collocazione e una lettura più moderna, sviluppando alcuni dei suoi temi più cari, in particolare quello relativo al ruolo della donna nella famiglia e nella società.

Grazia Deledda non è solo Sardegna, poiché non si limitò alla tematica e all’ambientazione sarda, nonostante la caparbia volontà di volere fare da sola “una grande letteratura sarda”.

Volontà dunque anche di uscire dal mondo troppo ristretto e piccolo del proprio territorio, dove ancora oggi si rischia di rimanere impigliati nelle maglie dell’eccessivo antropologico culturale e geografico, alla ricerca di un’identità spesso difficile da recuperare e ricostruire.

I testi dunque saranno offerti in una lettura suggestiva, dove la mise en espace si alterna a siparietti storico-critici e in cui emozione e consapevolezza risultino perfettamente compatibili.

Si tratta, insomma, di tracciare un percorso nell’immaginario ai bordi della scena, e soprattutto di inventare un luogo amico, fedele, facilmente accessibile alla platea, disposta attraverso un simile itinerario di rendersi attivamente disponibile agli affascinanti itinerari deleddiani e ai suoi personaggi.

Cordialmente

Associazione Culturale Bocheteatro

Telefono: +39 0784.203060 / +39 338.7529106 / +39 333.4983408

Email: info.bocheteatro@gmail.com

Sito web: www.bocheteatro.it

(DA: comunicato Bocheteatro Nuoro-1 ottobre 2015)

La Compagnia Bocheteatro di Nuoro presenta: 

Cosima quasi Grazia”

(Antologia Teatrale da opere di Grazia Deledda)

Adattamento drammaturgico e interpretazione di Giovanni Carroni

musiche in scena di Battista Giordano

Con il contributo dell’ISRE (Istituto Etnografico della Sardegna)

Presso Auditorium ISRE sito in Via A. Mereu n. 56 a Nuoro.

nei giorni: sabato 26 Settembre e venerdì 02 Ottobre alle ore 20:30

Il recital è una piccola antologia di testi letterari della scrittrice nuorese Grazia Deledda, in particolare tratti dalla ricca produzione delle novelle.

Prendere dunque un romanzo e trarne un dramma autonomo anche se fedele all’originale.

Ancora, scegliere alcuni stralci di romanzi e trasformarli in copioni teatrali, dando voce e aria alle battute, e dinamizzando le descrizioni e le parti narrative e didascaliche.

Ne escono cosi´ materiali che testimoniano come la scrittrice nuorese presenti singolari e sorprendenti virtualita´sceniche, un rapporto non risolto ma tutto da sviluppare col palcoscenico stesso.

Il tentativo inoltre è di dare alla scrittrice una collocazione e una lettura più moderna, sviluppando alcuni dei suoi temi più cari, in particolare quello relativo al ruolo della donna nella famiglia e nella società.

Grazia Deledda non è solo Sardegna, poiché non si limitò alla tematica e all’ambientazione sarda, nonostante la caparbia volontà di volere fare da sola “una grande letteratura sarda”.

Marco Camedda-1999- Grafica a china su cartoncino bianco: Ritratto di Grazia Deledda

Volontà dunque anche di uscire dal mondo troppo ristretto e piccolo del proprio territorio, dove ancora oggi si rischia di rimanere impigliati nelle maglie dell’eccessivo antropologico culturale e geografico, alla ricerca di un’identità spesso difficile da recuperare e ricostruire.

I testi dunque saranno offerti in una lettura suggestiva, dove la mise en espace si alterna a siparietti storico-critici e in cui emozione e consapevolezza risultino perfettamente compatibili.

Si tratta, insomma, di tracciare un percorso nell’immaginario ai bordi della scena, e soprattutto di inventare un luogo amico, fedele, facilmente accessibile alla platea, disposta attraverso un simile itinerario di rendersi attivamente disponibile agli affascinanti itinerari deleddiani e ai suoi personaggi.

Le due serate conterranno novelle differenti.

Cordialmente

Associazione Culturale Bocheteatro

Telefono: +39 0784.203060 / +39 338.7529106 / +39 333.4983408

Email: info.bocheteatro@gmail.com / Sito web: www.bocheteatro.it

(DA: comunicato  e foto Bocheteatro Nuoro-23 Settembre 2015)

Associazione Culturale

“Bocheteatro”

in collaborazione con la Pro Loco

e con il contributo del Comune di Galtellì

presentano

“Viaggi Emozionali, da testi di Grazia Deledda”

  • il 07 Agosto 2014 – Prima Replica,

  • il 21 Agosto 2014 – Seconda Replica

  • il 28 Agosto 2014 – Terza e Ultima Replica

Si apre il 07 Agosto alle ore 20:30 in Galtellì,

GALTELLI’: Chiesa di S.Pietro

con partenza dal cortile della chiesa di S. Pietro, la Quindicesima Edizione di “Viaggi Emozionali”, teatro itinerante da opere di Grazia Deledda, curata dalla Compagnia Bocheteatro di Nuoro, con il contributo dell’Amministrazione Comunale e la collaborazione della Pro Loco.

I protagonisti dei Viaggi emozionali: bambini e adolescenti di Galtellì, diretti dall’attrice e regista Monica Corimbi,

Ancora una volta i protagonisti saranno i bambini e gli adolescenti di Galtellì, diretti dall’attrice e regista Monica Corimbi, responsabile della sezione bambini e ragazzi di Bocheteatro, alle prese con i personaggi deleddiani e con alcune ricostruzioni storiche della vita sociale dell’epoca.

La recitazione come sempre è bilingue, ed è proprio la lingua sarda garteddesa che fa di questo itinerario teatrale un percorso originale ed unico, in un’ambientazione privilegiata per uno dei viaggi emozionali più esclusivi, attraverso il tempo e le sensazioni rievocate dai luoghi descritti in “Canne al Vento” e altre opere della scrittrice nuorese.

Momenti di particolare magia sono dati dalla riproposizione delle atmosfere lunari descritte nell’opera, quando “il popolo misterioso dei folletti, delle fate e degli spiriti erranti” anima il trascorrere della notte al sospiro delle canne” del Cedrino.

E’ uno spettacolo itinerante di teatro, musica e canto tradizionale, che si snoda lungo i luoghi più suggestivi del centro storico di Galtelli, Frutto di un Laboratorio teatrale durato circa 15 giorni, a cui hanno partecipato n. 37 elementi tra bambini e adolescenti

Grazia Deledda in un mio ritratto a china e colore del 1999

Un progetto di teatro itinerante che attraversa tutto il centro storico di Galtellì, a partire proprio dalla bellissima chiesa Romanico/Pisana di San Pietro.

L’ obiettivo primario naturalmente è di far conoscere la scrittrice nuorese Grazia Deledda, nei confronti della quale noi sardi abbiamo più di un debito

Una scrittrice, che nasce a Nuoro nel 1871, in una famiglia benestante, e che frequenta solo fino alla 4 elementare, ed arriva al Nobel per la letteratura nel 1926, studiando praticamente da sola.

La maggior parte dei quadri che formano il nucleo dello spettacolo “Viaggi Emozionali” sono tratti dal romanzo “Canne al vento”, per il quale la Deledda ha tratto ispirazione proprio da Galtelli, Galte nel romanzo, dopo un suo soggiorno ai primi del secolo con la sorella Nicolina.

Il progetto è frutto di una volontà politica, sociale e culturale, dell’Amministrazione Comunale di Galtellì che, insieme alla Pro Loco e a Bocheteatro, ha gestito la manifestazione in tutti questi anni. Il teatro dunque come ulteriore strumento per difendere quel patrimonio culturale, identitario e sociale che contraddistingue questo bellissimo paese della Baronia, valorizzando e recuperando al contempo il patrimonio inestimabile e unico del centro storico.

Bocheteatro

(DA: comunicato Associazione culturale Bocheteatro-6 Agosto 2014)

Il pino di Grazia Deledda

L’albero sotto il quale la scrittrice premio Nobel si rifugiava per meditare è stato abbandonato: secco e con poche fronde

Secco, annerito, con pochissime fronde e il tronco che sembra cercare acqua in modo disperato. Del pino che ha dato il nome a una delle periferie di Nuoro – “Su pinu” – dell’albero che tutti i nuoresi indicano come la pianta sotto la quale Grazia Deledda amava scrivere, riflettere e meditare, è rimasto solo un mucchio di rami nodosi e ritorti e un senso generale di abbandono.

Grazia Deledda in un mio ritratto a china del 1999 colorato al computer

Che sia frutto di incuria, di vandali o che sia, come ipotizza il docente universitario Pietro Luciano, l’ultimo atto del ciclo vitale della pianta – un ciclo che non è stato però allungato dall’uomo – in fondo, poco cambia: per alcuni nuoresi, anche d’adozione, che sono legati al nome di Grazia Deledda, ciò che sta succedendo al celebre pino, resta un fatto che lascia una profonda amarezza in bocca.

«Cercheremo di capire cosa è successodice il sindaco Sandro Bianchichiederò subito una relazione tecnica per capire le cause, ma quel che è certo è che faremo di tutto per salvare il pino e trasformare l’area intorno in un monumento».

(DA: La Nuova Sardegna-Valeria Gianoglio- 15 Giugno 2014- vecchia foto da internet)

Davanti a 400 studenti la scrittrice ripercorre

la storia del genitore fervente antifascista

Un padre fervente antifascista, una madre di prinzipales di Santu Predu pronti a proteggere con il proprio affetto quella famiglia messa su da due intellettuali disoccupati perché disobbedienti al regime. Ieri all’Eliseo, i dietro le quinte privati che si intrecciano con la grande Storia, nel dialogo tra la scrittrice Maria Giacobbe e gli studenti delle scuole superiori della città, iniziativa promossa dall’associazione nazionale partigiani.

Diario di una maestrina che senza mai salire in cattedra ripercorre la delicata trama delle scelte importanti e difficili di suo padre Dino, costretto all’esilio perché in aperto contrasto con la dittatura, combattente in Spagna contro le forze nazionaliste di Francisco Franco, tornò in Sardegna nel 1945. Al tavolo dei relatori, lo scrittore Natalino Piras, Marco Manotta e Aldo Maria Morace, dell’Università di Sassari.

Ad aiutare l’immaginazione, tangibile come solo la verità sa essere, sullo schermo scorre il documentario del giornalista Antonio Rojch proprio sull’ingegner Giacobbe, illuminato ricercatore della giustizia, studioso, e anche speleologo tra i fondatori del Gruppo grotte nuorese.

Protagonisti all’Eliseo i circa 400 ragazzi ascoltano in silenzio analisi, illustrazioni e rievocazioni storiche, fanno domande, applaudono fuor di etichetta. Scappa loro un sorriso quando la proiezione materializza l’immagine dell’archeologo Giovanni Lilliu mentre, già anziano e debilitato, in un’intervista a Rojch rievoca l’esortazione di Dino Giacobbe: «Giovani sardi, prendete le armi e liberatevi delle servitù militari». Sorridono, gli adolescenti nuoresi, davanti a quel vecchio saggio e l’evidente e inevitabile divario tra il corpo martoriato dall’età e una mente mai vinta dal tempo. Subito dopo però l’ilarità si fa riflessione.

Ma a rapire ancor di più il loro cuore, al di là di ogni elucubrazione, esegesi e controdeduzione, sono le parole della minuta artista sardo-danese, simbolo di un’emigrazione con la valigia vuota, che, libera dal fardello di malinconiche nostalgie, arricchisce il proprio bagaglio culturale a ogni approdo. Sebbene i luoghi da cui arriviamo non riusciremo mai a metterli in un cantuccio. Perciò il primo imprescindibile assioma è: «Non si può costruire il proprio futuro senza aver ricostruito il passato», dice Maria Giacobbe. «Badate bene ragazzi – avverte – la privazione della libertà ha mille travestimenti e non dobbiamo dimenticare ciò che questo Paese ha dovuto subire durante il fascismo».

Una ragazza le domanda se dopo tanti anni di lontananza riesce a sentire ancora amore per la sua terra: «Conserviamo in noi le radici, le fronde, i fusti, ma anche i semi», risponde Giacobbe che vive in Danimarca, ma nell’Isola torna spesso, pur combattuta: «Nel mio profondo rimarrà sempre una bellissima prigione. Tutti ci portiamo dentro il bambino che siamo stati, e per me questa terra che ho tanto amato è stata anche teatro di grande sofferenza, da quando un giorno mi dissero che mio padre non c’era più e non sarebbe tornato indietro, non perché morto, ma in quanto costretto all’esilio».

(DA: L’Unione Sarda-Fr. Gu.-19 ott 2012)

Il Comune di Orosei conferirà, con immenso piacere, la cittadinanza onoraria alla scrittrice nuorese Maria Giacobbe.

La cerimonia si terrà sabato alle 11 presso il teatro Cine Pitagora di Orosei. Onore al merito per la scrittrice nuorese che sceglie di trascorrere alcuni periodi dell’anno nella sua casa sul litorale della cittadina baroniese.

Un riconoscimento importante per Orosei e per la stessa Giacobbe che con i suoi racconti, romanzi, poesie e memorie ha contribuito notevolmente alla conoscenza della cultura sarda e italiana in Danimarca e danese in Italia. La scrittrice ha portato con sé le sue radici, ha saputo adattarle alla nuova terra e nutrirle copiosamente tanto che oggi le sue opere vantano una fama che va ben oltre i confini nazionali.

(Da: L’Unione Sarda-agostina dessena-16 maggio 2012)

 

incontro-con-maria-giacobbe

Settantuno anni fa (15.agosto 1936) moriva a Roma la scrittrice nuorese Grazia Deledda, interprete appassionata dei miti e dei simboli del mondo barbaricino e della Sardegna arcaica, fantastica e moderna. Pietra miliare della nostra tradizione letteraria, fu insignita del premio Nobel nel 1927.Grazia Deledda
In occasione dell’ottantesimo anniversario del prestigioso riconoscimento, il mondo accademico e intellettuale sardo ha deciso di renderle omaggio con un nuovo ciclo di appuntamenti convegnistici che vedono insieme le Facoltà di Lettere e Filosofia delle Università di Cagliari e Sassari e l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.
CAGLIARI: "Dalla quercia del Monte al Cedro del Libano. Le novelle di Grazia Deledda": questo il titolo del convegno in programma a Cagliari, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia , dall’8 al 10 novembre. Il titolo suggerisce che ad essere preso in esame sarà tutto l’arco della produzione deleddiana: dalla fase di formazione nuorese al momento più maturo del periodo romano. Dalle prove d’esordio, dunque, dove la sua Nuoro col suo luogo simbolo, il Monte Ortobene, la "selvaggia e pittoresca montagna sovrastante il paese natìo", appare come sfondo per racconti e luogo di un’adolescenza idealizzata: "Racconti sardi" (1894), "L’ospite" (1897), "Le tentazioni" (1899).
Da qui al trasferimento nel 1900 nella capitale dove la attende una febbrile attività letteraria che darà vita a una trentina di romanzi e numerosissime novelle, la cui ultima raccolta, "Il Cedro del Libano", è uscita postuma nel 1939. Opere in cui la Sardegna è ancora riferimento per ricordi, memorie, descrizione di spazi e luoghi che esulano da un contesto geografico per assumere connotati universali e aprirsi, per linguaggio, stile e composizione, alla modernità.
Galtellì: Chiesa di S.Pietro
Quella di Cagliari è la seconda tappa di un percorso culturale sulle tracce dell’autrice di "Canne al Vento"ambientato a Galtellì , "Elias Portolu" e "L’Incendio nell’oliveto". Un itinerario partito con il convegno a Sassari di metà ottobre e che culminerà a dicembre (dal 7 al 10) a Nuoro, patria della poetessa, con una quattro giorni fitta di appuntamenti. Nel capoluogo barbaricino i maggiori scrittori sardi contemporanei si confronteranno con le tematiche e il linguaggio di Grazia Deledda: fra gli altri Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Salvatore Niffoi, Giorgio Todde e Milena Agus.
Il convegno cagliaritano pone invece come perno centrale il mondo della novellistica, da esplorare in tutte le sue forme, contenuti e ambientazioni: il carattere antropologico, l’immagine dell’isola raccontata ai non sardi, i paesaggi metropolitani, i miti e i simboli della Sardegna più arcaica, fino alle intuizioni più moderne. Temi e aspetti utili a sottolineare come le novelle siano parte importante e non trascurabile della produzione della scrittrice.
La tre giorni di Cagliari chiama a raccolta prestigiosi studiosi nostrani e internazionali: fra questi Giovanna Cerina (che ha raccolto tutte le novelle deleddiane in sei volumi usciti nel 1996 per la Ilisso), Sandro Maxia, Gonaria Floris e Giovanni Pirodda dell’Università di Cagliari, Birgit Wagner dell’Università di Vienna, Nicolò Mineo dell’Università di Catania, Maria Teresa Navarro dell’Università di Madrid, Margherita Heyer-Caput dell’Università della California, Margherita Marras dell’Università di Avignone. Si comincia giovedì 8 alle 15:30 con i saluti delle autorità e gli interventi dei primi relatori. I lavori proseguiranno per tutta la giornata di venerdì 9 per chiudersi nella mattinata di sabato 10. <!– –> <!– –>