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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: sindaci

Giovanni Santo Porcu, sindaco di Galtellì,

è il nuovo presidente dell’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino.

 Il passaggio di consegne è avvenuto martedì.

A comunicare la notizia il presidente uscente e sindaco di Loculi Vincenzo Secci, rimasto in carica per un anno, viste le imminenti elezioni amministrative che si terranno a Loculi a giugno. «Auguro al nuovo presidente buon lavoro consapevole che farà del suo meglio per la comunità», sono state le parole di Secci.

«Ringrazio Vincenzo Secci per il lavoro svolto sino ad ora – dice Porcu – mi aspetta un nuovo impegno di forte responsabilità considerato anche il difficile periodo di transizione e riorganizzazione che stanno attraversando attualmente gli Enti Locali. Le Unioni dei Comuni rappresentano il futuro, dobbiamo lavorare per organizzarle e renderle operative, pronte a rispondere alle esigenze dei singoli comuni e dei territori».

«Tra i vari temi – ha proseguito il neo presidente Porcu – ci sarà sicuramente quello legato all’acqua potabile, al settore lapideo e alle diverse progettualità che le risorse europee promuovono per creare sviluppo nei territori. Spero di riuscire a dare un valido contributo, con l’aiuto dei colleghi Sindaci e del personale della struttura».

UNA FOTO GIA' STORICA: FEBBRAIO 2007- NASCITA DELL'UNIONE DEI COMUNI VALLE DEL CEDRINO (composta dalle amministrazioni comunali di Orosei- Galtellì- Irgoli- Loculi- Onifai) nella Sala consiliare Comune di Orosei. Da destra verso sinistra i sindaci: Vincenzo Secci (Loculi), Michele Battacone (Irgoli), Gino Derosas (Orosei), Renzo Soro (Galtellì) e Giovanni Branchitta (Onifai). In primo piano Vincenzo Secci al suo primo mandato di sindaco di Loculi. Al centro Gino Derosas, primo presidente del nuovo Ente locale comunitario che ha sede amministrativa e operativa ad Orosei (foto m. camedda -©riproduzione riservata).

 (DA: La Nuova Sardegna-c.f.-17 Aprile 2016)

 COMUNICATO UFFICIALE

dei sindaci di Olbia, Oristano e Nuoro

su Università e Fondo Unico

Con la presente lettera che pubblico in allegato, i sindaci di Olbia, Oristano e Nuoro si rivolgono alle massime cariche politiche regionali esprimendo la proprie preoccupazioni sulla proposta di includere la facoltà di architettura di Alghero, nella ripartizione del fondo unico per le sedi universitarie decentrate.

Una decisione che rischia di penalizzare l’offerta formativa dei tre poli universitari, nati per supportare lo sviluppo dei territori.

COPIA COMUNICATO UFFICIALE

(DA: comunicato Comune di Nuoro-26 Febbraio 2015)

LA ASL3 PRESENTA IL PIANO

AI SINDACI DEL TERRITORIO

Si è svolta lunedì 30 marzo a Nuoro, nella sala Consiliare del Comune, la Conferenza territoriale Socio Sanitaria.

Il Commissario Straordinario, Dottor Mario Carmine Antonio Palermo, e il Direttore Sanitario, Dottoressa Pierina Grazia Fodde, così come previsto dalla normativa, hanno illustrato ai sindaci presenti i punti cardine della proposta del “Piano di riorganizzazione e di riqualificazione dei servizi sanitari della ASL di Nuoro”.

In particolare è stato presentato il progetto di scorporo e di riconversione al fine di individuare le attività da trasferire alle strutture territoriali, ai costituendi ospedali di comunità, alle case della salute e all’AREUS (Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Sardegna).

«Si è trattato – ha commentato il Commissario dell’ASL di Nuoro – di un primo momento di dialogo con gli amministratori, al quale seguiranno, così come richiesto dagli stessi sindaci, ulteriori momenti di confronto».

(DA: comunicato dell’Asl3 di Nuoro-31 Aprile 2015)

INCONTRO 

OTTANA POLIMERI

Si è riunito ieri mattina il Tavolo, convocato con urgenza dal Presidente della Provincia di Nuoro Costantino Tidu, per esaminare la grave situazione venutasi a creare nell’area industriale di Ottana, con particolare riferimento al paventato smantellamento della fabbrica di Ottana Polimeri.

Dall’incontro, al quale hanno partecipato gli Assessori Provinciali al Lavoro e all’Industria, il Presidente del Consiglio Provinciale, i Sindaci dei Comuni di Ottana e Bolotana, Confindustria Nuoro, Consorzio Industriale Provinciale, Ottana Energia, le Segreterie Provinciali Sindacali e una delegazione di lavoratori Rsu, è emersa la necessità e l’urgenza di riprendere un discorso unitario e di ragionare su un progetto che sia condiviso da tutti per rilanciare lo sviluppo dell’industria della provincia di Nuoro.

Tutti i soggetti presenti all’incontro, dopo un attento ed approfondito esame della situazione ed un confronto sui temi, hanno ritenuto infatti opportuno spostare la vertenza legata nello specifico ai rapporti tra l’azienda e i lavoratori su un tavolo sindacale e concentrare il ragionamento sull’ aspetto politico, cercando un punto di unione per ricominciare a lavorare insieme, in maniera sinergica tra istituzioni, politica ed impresa, con l’obiettivo comune di difendere l’esistente in termini di investimenti e di salvaguardia dei posti di lavoro e riaffermare così un’idea di industria della Sardegna Centrale.

Un rilancio che non si può fermare e che deve proseguire senza perdere tempo – hanno chiaramente dichiarato i soggetti presenti nel corso degli interventi – A tal proposito anche Paolo Clivati, Presidente di Ottana Polimeri, ha fatto emergere la chiara volontà di voler continuare la sua attività industriale nel sito di Ottana.

Le soluzioni sono evidentemente legate alle risposte che si attendono da parte della Regione e del Governo in ordine ad impegni che sono stati precedentemente assunti in materia di abbattimento dei costi di energia, trasporti, infrastrutture materiali ed immateriali e di produzione.

Il tavolo di ieri si è concluso con la volontà comune dei soggetti presenti di difendere l’industria nel Centro Sardegna.

A tal fine si chiede alla Regione e al Governo di dare attuazione agli Accordi di Programma per le Aree di Crisi del nuorese. Si ritiene urgente inoltre che, nel più breve tempo possibile, venga fatta chiarezza sul ruolo reale di Eni nella produzione della materia prima a Sarroch o che, viceversa, si trovi una soluzione alternativa e valida che consenta di scongiurare lo smantellamento dell’unica filiera chimica in Sardegna e nel resto dell’Italia.

(DA: comunicato della provincia di Nuoro-15 Dicembre 2014)

Si trasmette in allegato il documento promosso dal sindaco Alessandro Bianchi e firmato da moltissimi sindaci del territorio per chiedere un incontro al ministro Maurizio Lupi per discutere del rischio chiusura della motorizzazione civile di Nuoro.

-All’attenzione del Ministro Per le Infrastrutture

On.Le Maurizio Lupi

-Al presidente della Regione Sardegna

On.le Francesco Pigliaru.

-Agli Organi di Stampa

I sindaci della Provincia di Nuoro e dell’Ogliastra e il presidente della Provincia di Nuoro esprimono la loro forte preoccupazione per la situazione di grave disagio dell’Ufficio Motorizzazione Civile di Nuoro, da tempo al centro di un processo di forte ridimensionamento che appare come il preludio di una sua chiusura definitiva. Le diverse segnalazioni di amministratori e sindacati, compresa la lettera inviata al Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nell’aprile scorso rimasta inascoltata, non hanno sortito alcun intervento da parte del Governo.

Apprendiamo che la direzione generale territoriale Centro–Nord e Sardegna – Ufficio Motorizzazione Civile di Nuoro” ha sospeso il turno degli esami presso le sedi private e ha annullato le sedute di guida già programmate presso Nuoro e presso le sedi esterne a partire dal primo luglio, a seguito del periodo di assenza per malattia degli unici due esaminatori abilitati all’effettuazione degli esami. Siamo di fronte all’ennesimo taglio di un servizio importante per tutto il territorio, che segue quelli già effettuati in altri importante settori pubblici.

Gli amministratori del Nuorese non possono accettare di vedere i propri cittadini privati di servizi essenziali che, tra l’altro, caratterizzano fortemente la nostra economia. È chiaro quindi che i disagi di oggi vengono da una progressiva volontà di smantellare i presidi pubblici che, negli anni, hanno garantito occupazione al territorio: l’organico complessivo della motorizzazione di Nuoro è passato dalle 26 unità del 2006 alle 9 attuali, di cui due in procinto di essere collocate in quiescenza.

Auspichiamo con forza un intervento immediato per garantire il corretto svolgimento degli esami nei mesi estivi, e nel contempo, denunciamo l’evidente volontà di arrivare ad una chiusura della motorizzazione del Centro–Sardegna, infliggendo un ulteriore duro colpo alla fragile situazione economica dei nostri Comuni, confermando la volontà dello Stato di ritirarsi dalle zone interne.

Come rappresentanti delle comunità localichiediamo al Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi un incontro urgente utile a far chiarezza sulle reali intenzioni del Governo in merito al presente e al futuro della Motorizzazione Civile di Nuoro.

Ft.o Alessandro Bianchi Sindaco di Nuoro
F.to Costantino Tidu Presidente della Provincia di Nuoro
Ft.o Tonino Ladu Sindaco di Olzai
Ft.o Giovanni Porcu Sindaco di Irgoli
Ft.o Rocco Celentano Sindaco di Siniscola
F.to Roberto Tola Sindaco di Posada
F.to Giuseppe Ciccolini Sindaco di Bitti
F.to Giovanni Porcu Sindaco di Galtellì
F.to Dionigi Deledda Sindaco di Orgosolo
F.to Luigi Morittu Sindaco di Silanus
F.to Tore Ghisu Sindaco di Borore
Ft. Gigi Littaru Sindaco di Desulo
F.to Antonella Dalu Sindaco di Torpè
F.to Francesco Caggiari Sindaco di Bortigali
F.to Nannino Marteddu Sindaco di Orotelli
F.to Giovanni Porcu Sindaco di Gavoi
F.to Daniela Satgia Sindaco di Onifai
F.to Michele Deserra Sindaco di Orune
F.to Francesco Manconi Sindaco di Bolotana
F.to Giovanni Mossa Sindaco di Osidda
F.to Stefano Coinu Sindaco di Fonni
F.to Antonio Onorato Succu Sindaco di Macomer
F.to Gianpaolo Marras Sindaco di Ottana
F.to Franco Mula Sindaco di Orosei
F.to Bruno Curreli Sindaco di Tiana
F.to Franco Pinna Sindaco di Orani
F.to Graziano Deiana Sindaco di Mamoiada
F.to Rinaldo Arangino Sindaco di Belvì
F.to Cristina Sedda Sindaco di Ovodda
F.to Angelo Carta Sindaco di Dorgali
F.to Marcella Chirra Sindaco di Lei
F.to Davide Ferreli Sindaco di Lanusei

(DA: comunicato Comune di Nuoro-19 Luglio 2014)

I sindaci di Nuoro, Ottana, Siniscola, Fonni e Macomer e il presidente della Provincia di Nuoro, nel ringraziare il Prefetto di Nuoro Giovanni Meloni per aver convocato in tempi rapidi l’incontro richiesto, ribadiscono la loro contrarietà all’ipotesi di chiusura del presidio di Polizia Postale di Nuoro, di Polizia Ferroviaria di Macomer e dei tre presidi di Polizia Stradale di Siniscola, Fonni, e Ottana.

Nuoro: sede della Prefettura

Al Prefetto Meloni, è stato rappresentato il disagio delle comunità per quello che considerano l’ennesimo segnale di disinteresse e arretramento dello Stato da un territorio le cui rilevanti problematicità legate alla sicurezza dei cittadini e al disagio economico sono aggravate dal progressivo smantellamento dei presidi pubblici di derivazione statale e regionale.

Il vice sindaco di Nuoro Leonardo Moro, il sindaco di Ottana Gian Paolo Marras, l’assessore di Macomer Giovanni Lai, il sindaco di Fonni Stefano Coinu, il vice sindaco di Siniscola Lucio Carta e il vicepresidente della Provincia di Nuoro Costantino Tidu al termine dell’incontro desiderano confermare la condivisione della posizione delle organizzazioni sindacali, nella consapevolezza delle difficoltà di gestione del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.

Rimane alta l’attenzione sul processo di riorganizzazione in corso, per verificare quale sarà la destinazione di coloro che attualmente lavorano nei presidi in discussione.

(DA: comunicato Comune di Nuoro-7  mar 2014)

 

Il vicepresidente della Provincia di Nuoro Costantino Tidu e l’assessore alle infrastrutture Franco Corosu hanno convocato, per venerdì prossimo 27 dicembre alle 10:00 nei locali della Provincia, un incontro con i sindaci di Oliena e Dorgali per l’esame della situazione della viabilità compromessa dall’alluvione.

Ora che la strada è stata dissequestrata – ha spiegato il vicepresidente Tidu – è intenzione della Provincia di attivare immediatamente tutte le procedure necessarie per alleviare i disagi causati dal non poter percorrere la provinciale fra Oliena e Dorgali. Insieme ai sindaci analizzeremo le ipotesi di soluzione predisposte per arrivare quanto prima ad un ripristino della viabilità per collegare nuovamente i due paesi e le aziende e le campagne servite da quell’importante arteria.La prossima settimana – ha proseguito Costantino Tidu – insieme al Genio Civile che ha dato la propria disponibilità faremo invece un sopralluogo sulla Bitti-Sologo così da intervenire anche su quella strada.”

(Da: comunicato Provincia di Nuoro-24 dic 2013)

(Nell’Isola eletti trentatrè nuovi sindaci)

A Decimo vince Marongiu, Barca a Sarule. Eletti i primi cittadini a Collinas, Boroneddu, Modolo, Simala e Villa Verde.

A distanza di oltre due ore dalla chiusura dei seggi, il primo sindaco eletto è stato Marco Atzei, della lista civica Arcobaleno, candidato primo cittadino di Pompu, in provincia di Oristano. Con il 55% delle preferenze ha superato l’avversario Pietro Pani con la lista Il paese che vogliamo, bloccatosi al 45%. Quasi un plebiscito a Cheremule (Sassari) per Salvatore Masia: con la lista Cheremule Bene Comune è stata eletto sindaco con il 78% sbaragliando l’avversario Antonio Chessa candidato della lista L’alternativa Cristiana. Stefano Ruiu (57,7%) è il primo cittadino di Sedini: battuto Giovanni Gavino Degortes (42,2%). Ad Aglientu successo di Antonio Tirotto (55,5%) su Pietro Giorgioni (44,4%). A Nugheddu Santa Vittoria è stato eletto Francesco Mura (61,43%). Il nuovo sindaco di Furtei è invece Nicola Cau (56,52%).

A Irgoli Giovanni Porcu (56,12%) supera Massimo Mele (43,87%). A Seui Marcello Cannas è stato eletto sindaco col 43,02%, sconfiggendo Giampaolo Desogus (31,08%) e Mario Deplano (25,17%). Luigi Demetrio Daga è il nuovo sindaco di Sindia con il 54,94%, mentre Domenico Scanu si è fermato al 45,05%. A Meana Sardo ha vinto Angelo Nocco (52,68%), mentre Giovanni Cogoni si è fermato al 47,31% dei voti.

Giovanni Santo Porcu è il nuovo sindaco di Galtellì con il 68,25% dei voti, davanti a Gesuino Beccari col 31,74%.   A Teulada è stato eletto Daniele Serra (40,49%), arrivato davanti a Marina Lai (38,27%)e Francesca Monni (21,23%). Elio Mameli è il nuovo sindaco di Villaspeciosa col (76,79%), mentre Antonio Secci si è fermato al 23,20%. A Senorbì Adalberto Sanna ha raccolto il 39,27% dei voti ed è stato eletto sindaco. Walter Carta si è fermato al 35,09%, Michele Schirru al 13,07% e Luigi Contu al 12,54%.

Lucia Meloni (col 64,99%) ha vinto la competizione elettorale a Donori, battendo Stefano Pes (34%). A Ortacesus Fabrizio Mereu è stato eletto sindaco col 50,72% dei voti, davanti a Maria Carmela Lecca (43,65%) e Salvatore Sestu (5,61%). Eletta a Narbolia Maria Giovanna Pisanu (36,13%), dopo un testat a testa con Pietro Fabrizio Fais (32,78%) e Giuseppina Scanu (31,07%). Roberto Congiu è il nuovo sindaco di Jerzu con il 36,06% dei voti, davanti a Gianni Carrus (32,65%) e Gianluigi Piras (31,27%). A Fluminimaggiore le elezioni sono state vinte da Ferdinando Pellegrini (38,99%) davanti a Antonio Congia (36,77%) e Liviana Licheri (24,22%).

A Budoni Giuseppe Porcheddu (51,97%) ha vinto contro Loredana Meloni (48,02%). A Palau vince Francesco Pala (64,73%), che batte Pietro Cuccu (35,26%). Ad Ales Simonetta Zedda (52.23%) ha vinto contro Lino Trudu (47,76%). Mario Fadda ha vinto a Maracalagonis con il 53,10% dei voti, davanti a Gianluca Mudu (31,06%) e Elisabetta Melis (15,82%). A Putifigari è stato eletto Giancarlo Carta che ha superato di un voto (285 a 284) Giovanni Piras. Mariangela Barca (col 59,55% dei voti) è il nuovo sindaco di Sarule: ha superato Francesco Bertocchi (40.44%). Cristiano Carrus viene riconfermato a Cabras col 46,46% dei voti, davanti a Andrea Abis (36,57%), Ivo Zoccheddu (12,44%) e Angelo Pulselli (4,51%).

A Decimomannu ha vinto Anna Paola Marongiu, con il 31,69% dei voti, seguita da Luigi Porceddu (23,38%), Alberta Grudina (15,93%), Vincenza Maria Cristina Gai (14,51%), e Mario Grieco (14,47%). Antonio Succu è il nuovo sindaco di Macomer col 33,30% dei voti. Seguono Riccardo Uda (26,54%), Giuseppe Matteo Pirisi (18,80%), Giuseppe Ledda (13,91%) e Diego Russo (7,42%).

GLI ELETTI CON IL QUORUM -Sono cinque i sindaci di altrettanti Comuni sardi eletti ancora prima dello spoglio. In questi centri era stata infatti presentata una sola lista ed è stato raggiunto il quorum strutturale del 50% degli eventi diritto che si sono recati alle urne. Oltre a Francesco Paolo Cannas (Crescere Insieme) eletto ieri a Collinas (Medio Campidano), possono esultare anche Fabrizio Miscali (Dialogo e Continuità) a Boroneddu (Oristano), Omar Aly Kamel Hassan (Democrazia e trasparenza) a Modolo (Oristano), Giorgio Scano (Insieme per crescere) a Simala (Oristano) e Roberto Scema (Bannari Logo comune) a Villa Verde (Oristano).

**DA: L’Unione Sarda-28 mag 2013**

L’incontro con la Cancellieri non fa illudere i sindaci

Le questioni aperte:

dalla criminalità alla scuola, dal lavoro alla pressione fiscale

«Ci sentiamo soli», dice alla vigilia dell’incontro con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. E lo ripete anche dopo. Il sindaco di Orosei, Franco Mula, riassume così gli umori degli amministratori locali, bersagliati dagli attentatori e portavoce della disperazione dilagante nei piccoli paesi a rischio estinzione. Il giorno dopo il faccia a faccia nella prefettura di Nuoro, i sindaci esternano apprezzamento istituzionale per la visita, ma niente di più.

PROMESSE MANCATE «Non è cambiato nulla», commenta non a caso Graziano Deiana, primo cittadino di Mamoiada. «Abbiamo parlato di sicurezza e molto del lavoro che non c’è. Ma un ministro con la valigia in mano non può prendere impegni. Ha detto però che parlerà ai colleghi di Governo della grave crisi della Sardegna, tutto compatibilmente con le disponibilità finanziarie pubbliche che sappiamo quali sono», sottolinea Deiana che nella sua carriera di sindaco ha incontrato altri tre ministri dell’Interno: Claudio Scajola, Beppe Pisanu e Roberto Maroni. Una promessa onorata? «Maroni promise un tavolo permanente tra Regione, Governo, enti locali, il potenziamento dell’intelligence e un organismo ad hoc per indagare sugli attentatori agli amministratori. A parte che la sicurezza è per tutti i cittadini, non solo per i sindaci, non mi risulta che qualcosa sia stato realizzato».

PATTO DI STABILITÀ «Apprezzo che un ministro venga a Nuoro, ma non credo che la visita porti frutti vista la vicinanza delle elezioni», commenta Franco Scanu, sindaco di Sindia, che si accontenterebbe di vedere realizzato un auspicio: «Il patto di stabilità ora lega le mani anche ai Comuni con meno di mille abitanti. Blocca il bilancio, un cantiere o un’opera pubblica fondamentali per imprese e cittadini. Va rivisto, altrimenti è un ulteriore colpo».

PATRIMONIO PUBBLICO «Il ministro non poteva prendere impegni e non ne ha presi. Anche la mia presenza è stata di cortesia e ospitalità», dice Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli, che da sardista rivendica il principio di sovranità della Sardegna. E pone un altro problema: «Non c’è un’adeguata normativa e tutela nella gestione del patrimonio pubblico del Comune che spesso è causa di molte tensioni».

SPECIFICITÀ LOCALI «La visita del ministro non avrà effetti operativi. Ma mi auguro che lasci al suo successore le istanze poste, dal lavoro alla scuola, alla sicurezza», dice Franco Pinna, sindaco di Orani. «Non è pensabile che il centro Sardegna abbia gli stessi standard di riferimento di altre realtà su scuola, servizi sociali o altri. I cittadini pagano le tasse e devono avere i servizi primari, a iniziare dalla scuola».

ZONA FRANCA REGIONALE Franco Mula, di Orosei, rilancia le tre richieste fatte al ministro Cancellieri: «Le risorse riconosciute dalla Corte costituzionale non vanno date sulla carta, ma bisogna poterle spendere allentando i vincoli del patto di stabilità; per l’intero territorio regionale serve il riconoscimento della zona franca fiscale che farebbe della Sardegna un’area più appetibile per gli investimenti; il riconoscimento dell’insularità deve essere motivo di vantaggio, non di emarginazione come succede ora su energia e trasporti».

SENZA PROGETTO Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro, parte da lontano: «Più di 40 anni fa, nella commissione Medici, la classe dirigente aveva colto che le zone interne avrebbero potuto liberarsi dal fardello del banditismo grazie a un massiccio intervento infrastrutturale ed economico. L’industria a Ottana, il parco del Gennargentu, l’università barbaricina sono figlie di quella stagione. Figlie cresciute male, che hanno tradito le promesse, strumenti di sviluppo per i quali, in questi anni, si è dovuto lavorare non per farli crescere ma per tenerli faticosamente in vita. A fronte di questo, non si vede da parte delle istituzioni nazionali una attenzione lontanamente vicina a quella di quel periodo».

(DA: L’Unione Sarda-Marilena Orunesu-10 gen 2013)

(foto da internet)

INDUSTRIA. Mobilitazione

Il 26 settembre tutti a Roma, con i 52 sindaci in fascia tricolore, assieme al presidente della Provincia Roberto Deriu, i sindacati e tanti lavoratori.

La mobilitazione oltre Tirreno è stata decisa ieri in Provincia, durante il vertice al quale, oltre ai sindacati, hanno partecipato il patron di Ottana Energia Paolo Clivati, il presidente del Consorzio industriale Michele Corda e quello di Confindustria Roberto Bornioli. Una sola parola d’ordine: salvare Ottana. «La situazione è abbastanza grave – hanno esordito i sindacalisti Franco Mussoni per la Cgil, Ignazio Ganga della Cisl e Felicina Corda della Uil- c’è l’economia di questo territorio da difendere, partendo dal sistema industriale. Noi insistiamo ancora che ad Ottana si deve fare il terzo polo energetico. Costi quel che costi». Un messaggio ben chiaro indirizzato alla Regione, ma anche al ministero, perchè limitare la produzione al solo vapore per alimentare Ottana Polimeri è troppo poco. «Una sola caldaia per produrre Pet è condannare a morte sicura la centrale elettrica di Ottana», ha detto Roberto Bornioli.

NODO ENERGIA Tutti gli interventi, compreso quello di Paolo Clivati, hanno affrontato il problema dell’energia. «A Roma si è individuata una linea positiva – ha detto Clivati – ma siamo ben lontani da una soluzione». Chissà. «La situazione è abbastanza grave e questo ci impone di fare un’azione unitaria, per far sentire a Roma la voce della protesta di questo territorio», ha detto l’assessore provinciale all’Industria Ivo Carboni. «Questa mobilitazione deve partire dal Consiglio provinciale che si terrà ad Ottana la prossima settimana, aperto ai sindacati, ai parlamentari, ai consiglieri regionali, alle forze politiche e ai lavoratori, oltre che ai protagonisti del sistema industriale». Una corsa contro il tempo, per evitare la fermata degli impianti industriali e il licenziamento di 250 lavoratori, annunciato da Indorama e dal gruppo Clivati. Dal ministero dello sviluppo economico si attende ora la convocazione dell’incontro decisivo, previsto per il 21 settembre.

(Da:L’Unione Sarda-Francesco Oggianu-14 set 2012)

Il grave fenomeno della criminalità che turba i centri

della Baronia si può arginare unendo le forze.

Così la pensano gli amministratori comunali di Posada, Siniscola, Lula, Osidda e Galtellì, che stanno approntando un progetto territoriale per affrontare, attraverso azioni congiunte, il preoccupante problema.

LEGALITÀ Si tratta di un’iniziativa avviata dal comune di Galtellì (che è capofila). Punta a beneficiare delle risorse economiche messe a disposizione dal Por Sardegna a sostegno della cultura e della legalità. Proprio i questi giorni i consigli comunali si stanno riunendo per approvare la convenzione (a Posada la seduta è programmata per questo pomeriggio, alle 17.30, mentre l’assemblea civica di Siniscola è convocata per domani alle 18,30). Sullo sfondo c’è da risolvere uno degli argomenti più sentiti dalle comunità interessate. Vale a dire la questione legata alla sicurezza che troppe volte diventa tema di discussione per via di atti delinquenziali che spesso minano la quiete pubblica e fanno emergere tra la gente un senso di inquietudine e di paura. Un fenomeno che non risparmia nessuno, ma che negli ultimi anni ha avuto una forte recrudescenza soprattutto a Siniscola dove si è registrata un impennata di reati di una certa gravità come le rapine agli anziani.

L’ESCALATION A queste si aggiungono altri colpi, gli attentati intimidatori, i furti e varie forme delinquenziali come lo spaccio di stupefacenti che di tanto in tanto alimentano le cronache anche degli altri centri. Basti pensare che negli ultimi dodici mesi, solo per quanto riguarda i centri costieri della Baronia sono circa un centinaio le denunce presentate alle forze dell’ordine, da cittadini vittime di atti criminosi di vario genere.

I SINDACI «Non si può nascondere che il problema non esista – dice il sindaco di Galtellì, Renzo Soro – le casistiche evidenziano anche qui una situazione di emergenza a cui bisogna porre rimedio con azioni efficaci». Idea che accomuna i sindaci di Lula, Gavino Porcu, e di Osidda, Giovanni Mossa, e anche quello di Posada. «Purtroppo su questo fronte non esistono dei paradisi», afferma Roberto Tola di Posada che di recente ha condannato con fermezza il doppio attentato intimidatorio messo a segno in paese contro il geometra del Comune, Flavio Zirottu. «È ormai diventato necessario pensare – aggiunge – a qualcosa di concreto per contrastare ogni forma di illegalità». Anche per il sindaco di Siniscola l’argomento è di quelli scottanti. A far riemergere l’allarme i recenti attentati intimidatori messi a segno contro alcune attività commerciali, culminate con il devastante incendio doloso che il 14 dicembre ha completamente distrutto la falegnameria di Aldo Pau, ex cassintegrato della Legler, che si era inventato un nuovo lavoro per superare le difficoltà economiche legate al fallimento della fabbrica tessile. «Da diversi anni la nostra città si trova a dover lottare contro i violenti – dice il sindaco Rocco Celentano -. Riteniamo che il problema dell’illegalità non solo desti insicurezza tra la popolazione, ma mina dalle fondamenta le opportunità di rilancio economico di cui l’intera Baronia ha fortemente bisogno».

Da:L’Unione Sarda-Fabrizio Ungredda-4 gen 2012

scontro-sindaci-su-depuratoOrosei. Derosas: «Mula non dice il vero»

Gino Derosas suona la campanella di fine ricreazione e inaugura l’autunno caldo contro il sindaco Franco Mula.

Lo fa rispondendo con una nota alle dichiarazioni di quest’ultimo che commentando la recente approvazione da parte del Comitato tecnico regionale delle varianti urbanistiche necessarie per la realizzazione dei nuovi depuratori di Orosei (centro e Sos Alinos) aveva affermato che la sua giunta aveva sbloccato l’iter della progettazione fermo da tempo per la mancanza di documentazioni tecniche lasciate in sospeso dalle precedenti amministrazioni.

«Quanto dichiarato dal sindaco non corrisponde a verità». Così ribatte in premessa l’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza: «Sin dal suo insediamento (2001 ndc), l’amministrazione Vardeu di cui Mula era vice sindaco disponeva in cassa di circa otto milioni di euro per la realizzazione dei nuovi depuratori di Orosei. Interventi mai realizzati dal Comune, presumibilmente, almeno nel caso del depuratore di Orosei, per evitare espropri «scomodi» «scomodi»del terreno circostante. Quella stessa amministrazione decise infatti di spostare la sede del depuratore centrale verso il mare, ma quel progetto venne bocciato dal Comitato tecnico regionale perché l’opera ricadeva in piena area Sic». Nel 2006 poi quei fondi che Orosei non era riuscito a spendere furono revocati al Comune e assegnati per legge regionale al fondo indistinto di Abbanoa.

«A quel punto – precisa Derosas – in seguito alle pressioni della mia amministrazione e dell’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino quei finanziamenti furono riassegnati per la realizzazione dei depuratori di Orosei e con l’ente gestore (che ha in capo l’opera ndc) convenimmo di confermare l’attuale sede del depuratore potenziandolo in misura alle attuali esigenze. La progettazione dell’intervento e relativa proposta di variante urbanistica venne rapidamente approvate e inoltrate agli organi regionali per i passaggi di rito. Nessun adempimento burocratico è stato dunque mai omesso o ritardato – precisa Derosas – e il recente via libera del Ctru conferma la correttezza della scelta della mia amministrazione e apre, finalmente, una concreta prospettiva di soluzione a breve del gravoso problema».

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-18 ottobre 2011)

transitoLa polemica sui divieti di transito che stanno mettendo in crisi gli autotrasportatori della bassa Baronia è deflagrata avantieri in apertura del consiglio comunale.

Una riunione è stata convocata per discutere il progetto della circonvallazione nord ovest di Orosei, ma le scintille sono incominciate prima e su un’altra circonvallazione: quella di Galtellì. Che non esiste.

OROSEI-Franco MulaLa notizia dell’imminente ordinanza che vieterà il transito dei mezzi con carico superiore alle 7 tonnellate sul ponte del Sologo, attualmente percorso dai camion carichi di blocchi di marmo diretto verso i porti dell’isola già penalizzati dalla perdurante interdizione della circonvallazione di Irgoli, ha fatto sbottare il sindaco Franco Mula che ha parlato senza perifrasi di operazioni poco chiare, di problematica creata ad arte per meri fini politici e giocata sulla pelle degli autotrasportatori e dei cavatori. «Qualcuno pensa che la Regione sia un bancomat e che basti montare un caso per ottenere finanziamenti pronta cassa. Ma ora basta: non posso tollerare che un comparto di estrema importanza non solo per l’economia di Orosei ma di mezza provincia venga messo a rischio da ordinanze pretestuose».

renzo soro-sindaco-galtellìCe l’ha con il sindaco di Galtellì Renzo Soro che l’altro ieri ha annunciato di dover vietare il transito di camion e articolati con carico superiore alle 7 tonnellate sul ponte del Sologo per espressa indicazione del Consorzio di bonifica che ha realizzato e collaudato il manufatto. «Non mi risulta che su quel ponte ci siano problemi particolari e che qualcuno abbia chiesto la sua interdizione al traffico pesante – ha dicaetto Mula davanti al consiglio – se il sindaco di Galtellì intende forzare la Regione per il finanziamento della circonvallazione del paese non è questa la strada da intraprendere. Piuttosto prepari un progetto cantierabile dell’opera come gli è stato chiesto da tempo dalla stessa Unione dei Comuni». Di fatto lo scorso 29 settembre è stato proprio il Consorzio di Bonifica, con nota protocollata, ad informare il Comune di Galtellì (dove sorge il ponte) che il limite massimo autorizzabile al transito sul manufatto è di 7 tonnellate sull’asse più caricato, e che tale limitazione dovrà essere indicata con appositi cartelli all’ingresso del ponte. Una comunicazione che sembra dare pochi margini di autonomia al Comune di Galtellì. Il caso sarà comunque dibattuto venerdì durante una riunione dal Cda dell’Unione dei Comuni.

«Come sindaco di Orosei e consigliere regionale sono pronto a fare la mia parte per risolvere in maniera definitiva la problematica – dice Franco Mula – ma non sono più disposto a subire in silenzio atteggiamenti ricattatori che non giovano a nessuno ma creano solo danni al territorio».

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-5 ott 2011)

Unione comuni valle del cedrinoOrosei, non sono mancate le polemiche tra i sindaci baroniesi. Alleanza per la carica tra i piccoli Comuni della zona, mentre Franco Mula si è astenuto

Giovanni Porcu sindaco di IrgoliL’Unione dei Comuni Valle del Cedrino ha un nuovo presidente: è Giovanni Porcu, sindaco di Irgoli, che ieri mattina è stato eletto grazie ai voti dei suoi colleghi Renzo Soro di Galtellì, Vincenzo Secci di Loculi e Daniela Satgia di Onifai.

Franco Mula

Franco Mula invece, primo cittadino di Orosei si è astenuto dopo aver chiesto di lasciare per altri due anni la presidenza in carico a Orosei. I suoi colleghi hanno invece optato per l’alternanza di carica con durata biennale. Ma questo non è stato l’unico punto di disaccordo: Orosei ha infatti deciso per quest’anno di non avvalersi del servizio stagionale di polizia locale, così quest’estate le vigilesse dell’Unione (in numero di quattro e non più di sei) faranno servizio solo nei territori di Irgoli, Galtellì, Onifai e Loculi che, ovviamente, si caricheranno l’intero costo del servizio. Unico punto votato all’unanimità la proroga sino al 31 agosto dell’incarico al tecnico delegato per le autorizzazioni paesaggistiche.

Quello che si paventava insomma è accaduto e se ancora non si può parlare di rottura è chiaro che all’interno dell’Unione dei Comuni il clima di unanimità di vedute e di intenti che aveva caratterizzato i primi tre anni di attività non esiste più e sulla Valle del Cedrino tornano ad allungarsi le ombre dei campanili. «Da parte nostra non c’è nessuna intenzione di rompere il giocattolo – dice Giovanni Porcu -, Orosei rimane il paese di riferimento della Valle del Cedrino e la figura del presidente è solo una carica di rappresentanza (peraltro senza gettone ndc) che non ha nessun potere decisionale che spetta invece al Cda e all’assemblea dei sindaci. Nostra intenzione – aggiunge – è invece quella di aumentare i servizi intercomunali gestiti dall’Unione dei Comuni».

Anche Franco Mula per ora mantiene bassi i toni della polemica: «Avevo chiesto che come in tutti gli enti anche nell’Unione dei Comuni la carica di presidenza durasse cinque anni. I miei colleghi però hanno deciso diversamente. In merito ai vigili dell’Unione voglio precisare che la passata amministrazione comunale di Orosei non ha previsto in bilancio nessun impegno finanziario specifico e quindi di soldi per questo servizio non ce ne sono. Quelli che abbiamo li useremo per assumere alcuni vigili stagionali che servono qui ad Orosei».

(Da:La Nuova -angelo fontanesi-21 giu 2011)

Unione comuni valle del cedrinoNel Cda entra il nuovo sindaco, ma il consiglio non sostituisce quello uscente Gino Derosas

Fumata grigia avantieri nella sede dell’Unione dei Comuni Valle del Cedrino dove il consiglio di amministrazione dell’ente avrebbe dovuto eleggere il nuovo presidente in sostituzione dell’ex sindaco di Orosei Gino Derosas.

La decisione è stata rinviata a lunedì prossimo, mentre l’assemblea si è limitata a prendere atto dell’ingresso nel Cda del nuovo sindaco di Orosei Franco Mula. I cinque sindaci dell’Unione dei Comuni, oltre a Mula, Giovanni Porcu di Irgoli, Renzo Soro di Galtellì, Daniela Satgia di Onifai e il riconfermato Vincenzo Secci di Loculi, hanno cominciato a prendere visione delle problematiche più urgenti e avviato la discussione sul nuovo presidente anche in virtù dei rinnovati assetti politici creatisi nella Valle del Cedrino dopo le amministrative. Discussione dai toni soft, raccontano i protagonisti, ma dai contenuti e dalle prospettive assolutamente non scontate.

Franco Mula,sindaco di Orosei

Franco Mula,sindaco di Orosei

Il nuovo sindaco di Orosei ha ribadito la necessità di rivedere alcune specifiche competenze dell’ente anche alla luce dell’esperienza di questi primi quattro anni dove non tutto, ha detto, è andato per il meglio. «Occorre valutare con attenzione gli obiettivi e la valenza dell’ente – è stato il sunto del suo ragionamento – e soprattutto capire ruoli e competenze di ogni Comune al suo interno».

Orosei, almeno nelle dichiarazioni di intenti, sarebbe comunque intenzionata a proseguire sulla falsariga di quanto fatto negli anni passati ma a una condizione imprescindibile: mantenere la presidenza dell’ente, magari non con il sindaco in carica ma con un suo assessore di fiducia.giovanni-porcu

Una condizione però che gli altri sindaci non vogliono subire come una imposizione.

«Io sono fiducioso che lunedì si arriverà ad una sintesi delle diverse vedute – dice Giovanni Porcu – ma è indispensabile che gli steccati di campanile vengano abbattuti una volta per sempre e una alternanza alla presidenza dell’ente mi sembra oltre che logica anche auspicabile».

Intanto lo stallo politico ha già provocato il primo intoppo: l’avvio del servizio dei vigili del Cedrino previsto per oggi è slittato, e comincerà, finanze permettendo (la giunta di Orosei deve ancora deliberare) non prima dell’inizio del prossimo mese.

(Da:La Nuova-angelo fontanesi-15 giu 2011)

BARONIA-VALLE DEL CEDRINO: nela foto si nota il percorso del Fiume Cedrino

BARONIA-VALLE DEL CEDRINO: nella foto si notano le anse del percorso del Fiume Cedrino

Galtellì, per il sindaco Renzo Soro la Provincia punta a sfruttare una opportunità per la valorizzazione turistica del territorio

In Regioni come Piemonte e Lombardia è uno strumento già attivo da anni e ha prodotto il risanamento di bacini fluviali fortemente compromessi dall’inquinamento. In Sardegna invece il Contratto di fiume per il Cedrino potrebbe diventare il primo esperimento del genere. La prima pietra è stata posata avantieri con l’approvazione da parte della giunta provinciale del protocollo di intesa.Il progetto era stato proposto l’aprile scorso dall’Unione dei Comuni Valle del Cedrino durante una assemblea svoltasi nel Comune di Orosei alla quale oltre ai cinque sindaci della Valle del Cedrino (Orosei, Irgoli, Galtellì, Loculi e Onifai) avevano partecipato tutti i soggetti giuridici che comparteciperanno a uno strumento di programmazione negoziata per la riqualificazione del bacino fluviale.sindaci valle del cedrino

Tra questi gli amministratori di Nuoro, Dorgali, Mamoiada, Orgosolo e Oliena, gli esperti dell’Università di Sassari, appunto la Provincia di Nuoro e tutti gli enti regionali e consortili coinvolti nel progetto. Ora sarà compito della Provincia dare corso «ad uno strumento di programmazione negoziata – spiega l’assessore provinciale all’ambiente Franco Corosu – che ci porterà alla definizione e alla concreta attuazione di un sistema di interventi integrati, finalizzati al risanamento delle acque». Il processo, basato sulla co-pianificazione e su un percorso di condivisione tra tutti i soggetti sottoscrittori del protocollo di intesa, vedrà la Provincia di Nuoro impegnata nella ddi Galtellìefinizione dell’iter burocratico, amministrativo e gestionale per la sottoscrizione dello stesso protocollo.

Sindaco di Galtellì

«Il Contratto di Fiume – tiene a sottolineare il sindaco di Galtellì nonchè consigliere provinciale del Pd Renzo Soro – rappresenta un’opportunità importante, sia per promuovere politiche di risanamento ambientale che per la valorizzazione dell’asse fluviale, dalla sorgente alla foce.

Oltre alla riqualificazione ambientale – si augura Soro – potremo puntare sulla valorizzazione del territorio in chiave turistica con la creazione di itinerari e percorsi faunistici lungo il fiume».

(Da:La Nuova-A.Fontanesi- 1 apr 2011)

sindaci baronia“la Asl potenzi il servizio di Salute mentale”

L’assemblea dell’Unione dei comuni “Valle del Cedrino” ha approvato all’unanimità una delibera per chiedere alla Asl di potenziare il servizio di Salute mentale nei comuni di Orosei, Galtelli, Irgoli, Loculi e Onifai.

asl_nuoro

«Considerato che il territorio per quanto riguarda il servizio di Salute mentale dipende dal Distretto di Siniscola», si legge nel documento, «e che nonostante il numero dei pazienti residenti nei cinque Comuni dell’Unione, che utilizzano il servizio, sia pari a quello che gravita su Siniscola e dintorni, non esiste nella zona una postazione stabile con personale qualificato che consenta le visite ambulatoriali e l’assistenza domiciliare». Una criticità evidente per i primi cittadini, che occorrerebbe rimuovere in tempi rapidi. «Il personale medico e infermieristico è costretto a spostarsi da Siniscola per le visite ambulatoriali e le cure a domicilio», spiegano i sindaci Gino Derosas (Orosei), Renzo Soro (Galtellì), Daniela Satgia (Onifai), Giovanni Porcu (Irgoli) e Vincenzo Secci (Loculi). «Perfino le emergenze – aggiungono – vengono gestite con dei trasferimenti dalla sede del Distretto».

Così, viste anche le precedenti richieste dei singoli sindaci, mirate a risolvere il problema anche con la messa a disposizione di locali comunali per la creazione di un ambulatorio di pronto intervento, ma considerato allo stesso tempo che la situazione tende a diventare sempre più grave per l’alto numero di persone che necessitano di assistenza e cure, gli amministratori richiedono alla Asl di potenziare senza indugi il servizio di Salute mentale. Un passaggio auspicato che favorisca contemporaneamente la creazione di una postazione stabile, da realizzarsi, eventualmente, con l’utilizzo dei locali di proprietà del comune di Orosei già a disposizione della Asl e con l’assegnazione di personale medico e infermieristico.

(Fonte: Unione Sarda-Luca Urgu-24 feb 2011)

Cumulo rifiuti: foto generica tratta  da internet

Cumulo rifiuti: foto generica tratta da internet

Dura protesta dei sindaci di Irgoli, Galtellì, Loculi e Onifai pronti a rescindere il contratto stipulato con la società Egea

IRGOLI. Una settimana per avere garanzie di una rapida ripresa del servizio. Diversamente ai sindaci di Irgoli, Galtellì, Loculi e Onifai non rimarrà che rescindere il contratto della differenziata.

Contratto che da alcuni anni lega tutti alla Egea Srl. Questo l’aut aut posto avantieri dai primi cittadini al rappresentate della ditta durante l’incontro svoltosi nel Municipio di Irgoli. Sul tavolo la pesante situazione di degrado che è venuta a crearsi negli ultimi tempi nei paesi consorziati per le gravi inadempienze contrattuali manifestate a più riprese (e verbalizzate dagli agenti di polizia municipale) dalla ditta convenzionata. Mezzi obsoleti e inadeguati alla raccolta porta a porta nelle strette vie dei centri storici, impennata nei costi di smaltimento e mancato guadagno per il non raggiungimento delle premialità previste da una buona raccolta sono le cause che stanno mettendo in ginocchio la ditta e a serio rischio il proseguo di una collaborazione che nei primi anni aveva raggiungendo buoni risultati con ottime percentuali nella raccolta differenziata.

Il giocattolo però ora sembra essersi rotto e l’altro ieri i sindaci sono stati perentori:

«Siamo pronti nelle more delle possibilità a venire incontro alle esigenze della ditta è il loro commento ma le negligenze rilevate sinora sono tutte ascrivibili ad una cattiva gestione del servizio e noi non siamo più disposti a tollerare che le strade dei nostri paesi si trasformino in discariche a cielo aperto». L’Egea Srl dovrà dimostrare di onorare il contratto, sennò sarà rottura.

(Fonte:La Nuova-a.fontanesi-da rass.stampa prov,NU)

“DOVE SONO FINITI I FONDI”?

L’odore della beffa si fa sempre più forte ma i sindaci della Valle del Cedrino si prendono ancora un paio di giorni prima di sbottare.

valle del cedrinoOROSEI: «Attendiamo una convocazione a Cagliari per avere ragguagli ufficiali e certi dall’Ato, da Abbanoa e dalla Regione sullo stato dei lavori per l’interconnessione delle condotte di Olai e di Su Gologone – dicono i primi cittadini dell’Unione dei Comuni – e se avremo conferme delle notizie negative che circolano sull’iter dell’opera chiederemo conto politicamente a chi di dovere di questa ennesima beffa ai danni delle nostre popolazioni». Sembrano infatti essere saltati tutti i presupposti annunciati a marzo che parlavano di fondi pronta cassa (2 milioni di euro anticipati da Abbanoa) per un’opera “politicamente protetta” per procedere velocemente.

Il progetto globale dell’intervento è infatti ancora lontano dall’essere approvato dal Ministero che dovrebbe finanziarlo (circa 7 milioni di euro) perchè alcune schede tecniche vanno nuovamente rimodulate. E in mancanza di un progetto approvato e finanziato dallo Stato, Abbanoa non potrebbe anticipare un bel niente.

Tutto questo quando l’Autorità d’ambito, che sopravvede a qualsiasi opera idrica regionale, è attualmente priva di organismi direttivi dopo le tumultuose dimissioni presentate il 15 maggio scorso dal commissario Franco Piga coinvolto nelle indagini sul cosiddetto “comitato d’affari dell’eolico”. Soffiano venti di guerra dunque sul fronte acqua potabile nei cinque paesi della bassa Baronia che da oltre 15 anni attendono acqua buona nei loro rubinetti.

(Fonte:La Nuova-a.fontanesi-23 giu 2010)

sindaci baroniaI primi cittadini della bassa Baronia: «Troppi ritardi nell’avvio dei lavori»

«I lavori per la realizzazione della condotta che dovrebbe risolvere l’emergenza idrica della Baronia non sono neanche iniziati. La Regione deve intervenire subito con un forte impegno finanziario». Il sindaco di Galtellì Renzo Soro parla a nome dei primi cittadini dei centri della bassa Baronia, durante la conferenza di servizi SINISCOLA: Internet, l'Adsl resta un sogno. Rocco Celentano  "Mi occuperò  della questione"convocata ieri mattina a Nuoro sul tema dell’emergenza idrica e sanitaria legata all’inquinamento del Cedrino. Durante l’incontro, l’assessore provinciale all’Ambiente Rocco Celentano la illustrato il progetto della Provincia: un nuovo letto lungo 600 metri per il fiume Cedrino in prossimità della sorgente di Su Gologone. Obiettivo: far sì che l’acqua del corso inquinato non confluisca più nella sorgente pura e garantire, con un intervento più a valle, un ulteriore apporto idrico per la Baronia. Nella sede della Comunità montana, Celentano ha illustrato nel dettaglio il nuovo progetto che andrà a completare la soluzione già avanzata tempo fa dai sindaci di Orosei, Galtellì, Loculi, Irgoli, Onifai e dal primo cittadino di Oliena Francesco Capelli, con la quale si ipotizzava l’interconnessione tra il potabilizzatore di Janna ‘e Ferru con la sorgente di Su Gologone (di cui è già stato approvato il progetto definitivo dalla Regione). Ieri mattina la Provincia ha avanzato un’ipotesi di deviazione del corso del Cedrino di circa 50 metri rispetto alla situazione http://www.mediasavio.it/vari/tiscali12.jpgattuale, in prossimità della sorgente di Su Gologone, affinché le acque inquinate del fiume non confluiscano più in quelle sorgive di Oliena.

«Con questo intervento che prevede un finanziamento complessivo di circa 500 mila euro – ha affermato l’architetto Paolo Maylander – si recupererebbero 250 litri d’acqua al secondo provenienti dalla sorgente di Su Gologone, che attualmente, mescolandosi con quelle contaminate del Cedrino, vengono sprecati». Non sono mancate, tuttavia, le perplessità sulla proposta avanzata dalla Provincia. A mostrare il proprio disappunto è stato il sindaco di Oliena Francesco Capelli. «Pur essendo la nostra comunità solidale con i paesi della Baronia, la Provincia – ha sottolineato – avrebbe dovuto parlarne con gli amministratori di Oliena, in modo che il progetto venisse discusso innanzitutto in consiglio comunale, possibilità che bisogna rinviare a dopo maggio a causa delle elezioni amministrative».

Il primo cittadino di Galtellì Renzo Soro condivide il parere di Capelli:

Renzo Soro.sindaco di Galtellì

Renzo Soro.sindaco di Galtellì

«Come sindaci coinvolti direttamente dal problema accogliamo favorevolmente il progetto della Provincia che si sposa peraltro con il protocollo d’intesa “Contratto Fiume” previsto dalla Comunità Europea, che il nostro territorio con altri enti si sta avviando a siglare per il risanamento del Cedrino. Ma non c’è dubbio – ha concluso – che tale proposta dovesse essere discussa prima con Oliena che ha portato avanti tante battaglie per la tutela e la salvaguardia del monumento naturale rappresentato dalla sorgente di Su Gologone».

(Fonte:Unione Sarda-SONIA MELONI)

Tore Cherchi:(anci) “la Regione deve intervenire”!

Anche in Sardegna l’acqua sarà privatizzata e i sindaci non solo sono preoccupati ma sono decisi a dare battaglia. I primi cittadini ne hanno parlato nei lavori dell’ultima seduta del Consiglio regionale dell’Anci e hanno deciso di convocarsi per giovedì 25 marzo in assemblea generale.

«L’acqua è un bene di tutti e non deve essere gestita come una merce qualsiasi», è stata la tesi sostenuta dal sindaco di Suelli, Roberto Aru, che ha svolto all’Anci una relazione sullo «stato» del settore idrico. Una situazione che, come tutti gli utenti di Abbanoa sanno, è delicata per una serie di fattori e naturalmente per il rincaro delle tariffe che il commissario dell’Autorità d’ambito ha aumentato del sei per cento, come ha denunciato il presidente dell’Anci, Tore Cherchi.

Il no alla privatizzazione dell’acqua, da parte dei sindaci, è netto. E la data che dovrebbe segnare la svolta è già scritta: il 31 dicembre di quest’anno, giorno in cui, secondo un decreto del governo, cesserà l’affidamento in house del servizio idrico a favore di una gestione totalmente privatizzata o affidata a una società mista pubblico-privata con il socio partecipante almeno al quaranta per cento.

«Tutto questo avviene mentre in Francia stanno tornando indietro dalla privatizzazione»,

http://www.sardegnaindustriale.it/images/articoli/1361_15.jpg

afferma Tore Cherchi, «su un bene primario non devono essere fatti profitti e la privatizzazione all’esterno ha dimostrato di non creare efficienza ma solo maggiori costi per i cittadini». L’Anci si rivolge alla Regione: «Deve rompere il silenzio e battersi per ottenere la deroga prevista dalla legge. La gestione deve restare pubblica». Ma non è tutto. L’associazione dei Comuni è indignata per «il persistere del commissariamento dell’Ato, il Consorzio obbligatorio dei comuni per il servizio idrico integrato. «Il commissario», ricorda Cherchi, «deve limitarsi all’ordinaria amministrazione e indire le elezioni degli organi del consorzio. Invece fa l’esatto contrario: ha aumentato le tariffe e prepara il nuovo Piano d’ambito».

Giovedì 25 i sindaci daranno l’ultimatum alla Regione.

Se la Giunta Cappellacci non dovesse intervenire potrebbero essere avviata un’azione legale. Infine il ruolo di Abbanoa contro cui i cittadini sono sempre più inferociti: «A ragione», sostiene l’Anci in un documento, «perché la carte dei servizi è spesso disattesa». Una gestione che risente della situazione finanziaria sull’orlo del baratro per la sottocapitalizzazione e per le difficoltà nella riscossione delle bollette. E che porta a gravi disfunzioni come risulta, ad esempio, dagli impianti di depurazione: circa la metà ha problemi strutturali e gestionali.

In alcune aree a forte vocazione turistica, dove d’estate la popolazione è moltiplicata, gli impianti non reggono. «Servono azioni urgenti per rendere efficiente il servizio integrato». E servono investimenti.

(Fonte:La Nuova-ALFREDO FRANCHINI)

sindaci-baronia-vertenza cedrinoOrosei: consiglio regionale approva mozione procedura d'urgenza a favore paesi della Baronia.Con una lettera al presidente della Regione Ugo Cappellacci, al commissario dell’Ato Franco Piga e al presidente di Abbanoa Pietro Cadau, i cinque sindaci dell’Unione dei Comuni rilanciano la vertenza Cedrino. «A conclusione degli incontri con le vostre istituzioni si era convenuto sulla gravità della situazione eAcqua da Su Gologone:i sindaci dei comuni della Valle del Cedrino  chiedono tempi certi sui lavori! sulla necessità di ovviarvi con lo stanziamento di adeguate risorse e procedure rapide per la realizzazione delle opere necessarie».

«Da ultimo poi – scrivono i sindaci Gino Derosas di Orosei, Renzo Soro di Galtellì, Giovanni Porcu di Irgoli, Giovanni Branchitta di Onifai e Vincenzo Secci di Loculi – lo stesso consiglio regionale si è unanimemente pronunciato approvando una risoluzione che riconosce la fondatezza delle nostre istanze e impegnando la giunta regionale, e in particolare il suo Presidente, ad attivarsi immediatamente per reperire le risorse e dar corso alle opere necessarie ricorrendo nel caso anche alle procedure d’urgenza». «Ad oggi - si lamentano i sindaci – ancora non si conosce con certezza né se si dispone di risorse ed in quale misura, né le soluzioni individuate, la tipologia e relativi elaborati progettuali delle opere da realizzare, né lo stato delle procedure eventualmente attivate».

Insomma dopo tanto rumore il silenzio,

e questo, dicono i sindaci, sebbene in occasione dell’ultimo incontro tra gli enti coinvolti si fosse preso l’impegno di dare risposte certe nel tempo massimo di due settimane convocando un’apposita riunione. «Da quella data – puntualizzano ora i primi cittadini dell’Unione dei Comuni della Valle del Cedrino – sono passati quasi due mesi e per tali ragioni, persistendo tutte le condizioni che determinano la gravità della situazione, esprimiamo seria preoccupazione e chiediamo con forza l’immediata convocazione di un incontro, affinché la vertenza possa essere affrontata responsabilmente e con urgenza nei modi e nei tempi più volte richiesti».

L’intento dei sindaci insomma è quello di mantenere alta l’attenzione su una problematica esplosa a metà novembre quando la presenza in forti concentrazioni di un alga potenzialmente tossica nel bacino di Pedra ’e Othoni che approvvigiona la rete idrico potabile dei cinque paesi a valle, per circa venticinque giorni aveva causato la decretazione cautelativa di non potabilità dell’acqua immessa in rete.

L’intervento per risolvere lo stato di perenne crisi è stato individuato collegialmente nella realizzazione di una interconnessione tra il potabilizzatore di Janna ’e ferru e la sorgente di Su Gologone baipassando così le acque inquinate della diga sul Cedrino. Il progetto costerebbe circa due milioni di euro che Abbanoa ha garantito di avere in cassa.

Sinora però tutto è rimasto sulla parola e

i sindaci adesso chiedono di vedere le carte!

(fonte:La Nuova-a.fontanesi)

Un bel gruppo compatto, quello dei nostri SINDACI della Baronia-Valle del Cedrino che stanno interpretando, a mio parere, in modo positivo e fattivo  lo spirito che ha animato il legislatore nel creare l’UNIONE DEI COMUNI.
E in questo periodo contro il "mal comune"
che è linquinamento del Cedrino, l’acqua imbevibile di nostri rubinetti, le alluvioni, le tensioni sociali causate dall’affievolirsi del lavoro e i malesseri della società, i nostri SINDACI, Amministratori Comunali Regionali (Franco Mula) e  Provinciali (Gesuino Beccari) hanno dimostrato  univocità di intenti  con una collaborazione  che  ovviamente deve continuare e anzi  aumentare nel 2010 perchè si possano risolvere in tempi rapidissimi almeno questi problemi (dell’acqua) che sono assolutamente prioritari e che dipendono solo dalle volontà di noi uomini  .
Con questo spirito mando a "TUTTI LORO"
questo mio piccolo manifesto di auguri  per un sempre più alacre lavoro ma ricordando però che la loro forza  dipende e deriva anche anche dai comportamenti e da come ci muoviamo noi cittadini della Piccola Città che sta per diventare la Valle del Cedrino, patria tutti i baroniesi.
In passato siamo stati abbastanza conflittuali ma ora dobbiamo, diventare nel rispetto delle diverse identità tradizioni e costumi assolutamente da salvaguardare, un unico soggetto in cui i cinque paesi di Orosei, Galtellì, Irgoli, Onifai e Loculi  imparino  ad avere, sempre più un solo CUORE, formare una sola SOCIETA’ pronta a vivere insieme gioie e spero sempre meno dolori.
Perchè sono tantissimi i punti da risolvere e che abbiamo in comune, a cominciare del Nostro Riu Mannu (il Cedrino) fiume madre e padre della Nostra pianura, società e economia che sta subendo l’inquinamento che tutti noi conosciamo, un’acqua potabile che nessuno vuole più usare perchè le ultime e alterne vicende igienico-sanitarie del suo status ci obbliga a pensarla nel senso del suo non uso.
Tutti mali che possiamo debellare solo se saremo UNITI!
Perchè  "UNITI SI VINCE", o si ha tante possibilità in più di vincere. Questa è una frase-proverbio che non è mai stata retorica ma molto realistica e che dovremo seguire nei "MALI COMUNI "…..SEMPRE!
marco camedda

Oggi i sindaci della valle del Cedrino revocheranno ufficialmente le ordinanze di divieto di utilizzare per scopi umani e alimentari l’acqua distribuita nella rete potabile.

Questo dopo che l’Istituto Superiore della Sanità
nei giorni scorsi ha accertato l’assenza di tossine dannose alla salute umana nella condotta in uscita dal potabilizzatore di Taddore. Ma se l’emergenza idrico potabile dopo oltre venti giorni volge al termine, rimane altissima l’attenzione sullo stato di inquinamento del fume Cedrino.
L’ultimo allarme arriva dal Comune di Galtellì dove da tre mesi i reflui fognari del paese vengono sversati in gran quantità senza nessun trattamento nel Rio Taddore e quindi dentro il Cedrino.Tutto ciò accade per l’ostruzione del collettore situato in adiacenza della pompa di sollevamento  (che si trova nelle vicinanze dell’argine del fiume alla periferia del paese) che dovrebbe spingere i reflui fognari verso il depuratore consortile del Sologo.
«Questa amministrazione comunale – scrive ora il sindaco Renzo Soro ad Abbanoa (ente gestore dell’impianto), ma anche alla Provincia, alla Prefettura e all’Arpas – già nello scorso mese di settembre aveva segnalato telefonicamente questa perdita.In risposta lo scorso 9 ottobre il responsabile del Distretto 5 di Abbanoa ci aveva comunicato che a seguito delle piogge del 24 settembre si era ostruito il collettore, e la struttura tecnica era impegnata per la risoluzione del problema. Sinora però non abbiamo avuto nessun riscontro positivo al disagio nonostante questa amministrazione abbia più volte sollecitato un intervento risolutivo. A distanza di quasi tre mesi dalla segnalazione – conclude il sindaco galtellinese – i liquami fognari continuano a riversarsi nel Rio Taddore per confluire poi nel fiume Cedrino, creando un gravissimo inconveniente di natura igienico-sanitaria per la salute pubblica ma anche evidenziando una ennesima inadempienza da parte di Abbanoa che non può avere alcuna giustificazione».
Ora si attendono risposte a questa nuova emergenza.
(Fonte:La Nuova-a.fontenesi)

Le alghe non saranno tossiche ma l’emergenza continua.

Ha sortito i risultati attesi l’incontro svoltosi ieri a Cagliari
nella sede dell’Ato tra i vertici dell’Autorità d’ambito, i sindaci della Valle del Cedrino e i rappresentanti della Provincia e della Regione per trovare una soluzione all’emergenza acqua potabile che da anni assilla Orosei, Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai approvvigionati dal bacino di Pedra ’e Othoni.
Nonostante i dati confortanti delle analisi rese note l’altro ieri dall’Enas che escludono la presenza di tossine dannose alla salute nell’acqua dell’invaso, ieri l’Ato ha dato assicurazione che i 7 milioni di euro necessari alla realizzazione della interconnessione tra la sorgente di Su Gologone, la condotta di Janna ’e Ferru e il potabilizzatore di Galtellì e alla messa in efficienza di tutta la rete dei comuni interessati, sono a disposizione e saranno resi spendibili con il criterio d’urgenza previsto nei casi di competenza della Protezione civile.
Nella stessa riunione si è anche deciso
di effettuare delle prove tecniche per capire di quanto possa immediatamente aumentato il prelievo di acqua dalle sorgenti di Su Gologone verso la bassa Baronia senza compromettere la fonte olianese.
Ulteriori passaggi saranno messi a punto il 28 dicembre durante una conferenza di servizi convocata dalla Provincia di Nuoro.
Unanime soddisfazione per l’esito dell’incontro è stata espressa dai sindaci della Valle del Cedrino, dal consigliere provinciale Gesuino Beccari e dal consigliere regionale Franco Mula.
(Fonte:La Nuova-a.fontanesi)

Le alghe che proliferano nell’invaso di Pedra ‘e Othoni non rilasciano tossine dannose alla salute e dunque l’acqua immessa in rete nei cinque paesi della Valle del Cedrino sarebbe potabile. Lo avrebbe appurato l’Istituto superiore della Sanità su incarico dell’ENAS.

 
L’Enas è l’ente che di fatto vende l’acqua grezza ad Abbanoa che poi la distribuisce attraverso il potabilizzatore di Galtellì.
 
È stato lo stesso Enas a darne comunicazione alla Prefettura di Nuoro
e alla direzione della Asl di Nuoro che il 27 novembre scorso aveva dichiarato la non potabilità delle acque. Una misura precauzionale dopo che l’Università di Sassari aveva riscontrato la presenza in quantità rilevante dell’alga nell’invaso della diga sul Cedrino.
Alghe potenzialmente tossiche, si era detto sin dall’inizio, nel senso che l’aphanizomenon flos-aque prolifera normalmente in tutti i bacini idrici del mondo e solo in determinate condizioni può rilasciare tossine dannose.
Occorrevano pertanto analisi specifiche che però nè Abbanoa nè l’Arpas si erano dette in grado di poter effettuare in Sardegna.
Una situazione paradossale che in questi giorni ha dato vita ad una forte presa di posizione delle amministrazioni locali, della Provincia di Nuoro, di diversi consiglieri regionali e delle varie.
A monte di tutto l’acclarato inquinamento dell’invaso della diga sul Cedrino (che raccoglie i reflui fognari mal depurati di ben undici comuni) da cui viene attinta l’acqua che serve per scopi potabili e irrigui tutta la Valle del Cerdino e che periodicamente suscita allarmi sanitari.
Allarmi che con grande disinvoltura vengono prima sollevati e poi rimossi
suscitando forti dubbi sull’attendibilità dei protocolli di analisi. Possibile per esempio che stavolta ci siano voluti ben 20 giorni per avere un verdetto sulla potabilità delle acque?
O forse si è atteso che, abbassando il livello di prelievo dalla diga e confidando sulle temperature invernali, la quantità di alghe scendesse sotto i parametri di sicurezza?
Dubbi che i sindaci non sono più disposti a sopportare
e che domani verranno esposti durante la conferenza di servizi convocata presso la sede cagliaritana dell’Ato dove, analisi confortanti o meno, la loro richiesta rimarrà immutata:
avere l’acqua da bere dalle fonti di Su Gologone e dalla condotta di Janna ‘e Ferru e dare il via al risanamento dell’intero bacino del Cedrino.
(fonte:La Nuova-a.fontanesi)

OROSEI. Per risolvere in tempi rapidi e soprattutto in maniera definitiva l’emergenza acqua potabile che da 15 giorni assilla i comuni della bassa Baronia è necessario investire del caso la Protezione Civile e nominare un commissario ad acta.

Tutto ciò per reperire e spendere immediatamente i circa 2 milioni di euro 
necessari per mettere a regime l’interconnessione idrica tra le fonti di Su Gologone, l’acquedotto Janna ’ e Ferru e la condotta che serve i comuni di Galtellì, Irgoli, Orosei, Loculi e Onifai. Questa la posizione che i sindaci della Valle del Cedrino hanno assunto all’indomani dell’infruttoso incontro di avantieri a Cagliari con i vertici di Abbanoa.
«L’unica certezza è che ci troviamo davanti ad un problema di salute pubblica che interessa oltre dodicimila cittadini – spiega il sindaco di Orosei Gino Derosas -. Una condizione che va affrontata con criteri di emergenza e la Regione ha i poteri per farlo, così come accade nelle calamità naturali».
Su questo obiettivo dunque saranno orientate le “eclatanti azioni” preannunciate dai sindaci dei cinque paesi della Valle del Cedrino senza escludere di interessare la Procura della Repubblica.
Intanto monta il dibattito politico. 
«La soluzione del caso va cercata in ambito regionale – è il parere del consigliere regionale dei Riformatori Franco Mula – per questo mi sono attivato per convocare per il prossimo 18 dicembre una conferenza di servizi tra Comuni, Ato e Regione».
Anche dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Angelo Carta arrivano segnali di massima disponibilità sull’emergenza.
Sull’emergenza interviene anche la sezione del PD oroseino
che esprime approvazione sulla vertenza aperta con Abbanoa e con la Regione.
«Si ripete per l’ennesima volta uno spettacolo già visto – si legge in una nota -, adesso è arrivato il momento per trovare una soluzione condivisa dal comune di Oliena e dalla Regione che ha il compito di stanziare le risorse».
L’argomento sarà discusso questa sera alle 18 in una riunione del direttivo allargata al sindaco e ai consiglieri e assessori comunali del Pd.
Fonte:La Nuova-a.fontanesi)

Non è stata certo una trasferta positiva quella compiuta ieri dai sindaci della Valle del Cedrino a Cagliari per incontrare il consiglio di amministrazione di Abbanoa.

Nelle loro speranze l’incontro avrebbe dovuto dare risposte certe in merito
all’emergenza delle alghe tossiche presenti nel bacino di Pedra ’e Othoni che da oltre due settimane li costringe a mantenere in vigore l’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua di rete per scopi umani e alimentari.
Invece niente: Abbanoa ancora non ha provveduto alla ricerca delle eventuali tossine dannose alla salute umana che le alghe in putrefazione potrebbero rilasciare nelle acque così come richiesto dal Sian della Asl e dunque Orosei, Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai rimangono senza acqua potabile. Ma non solo!
Anche per le soluzioni fortemente sollecitate dai sindaci della Baronia
di alimentare la rete direttamente dalle sorgenti di Su Gologone o dalla condotta di Janna ’e Ferru, Abbanoa si è detta “impotente”, nel senso che ora non ha né i soldi per fare i lavori né le autorizzazioni necessarie.
I sindaci avrebbero sbagliato indirizzo, perchè le competenze del caso sono dell’autorità d’ambito e della Regione.
Oltre ai sindaci di Orosei Gino Derosas, di Galtelli Renzo Soro, di Irgoli Giovanni Porcu, di Onifai Giovanni Brachitta e di Loculi Vincenzo Secci, presenti a Cagliari anche il sindaco di Oliena Francesco Capelli, che ha confermato la disponibilità della sua comunità ad assecondare le richieste della bassa Baronia, e il consigliere regionale dei Riformatori l’oroseino Franco Mula.
Dure le considerazioni espresse al termine
della riunione dai primi cittadini della Valle del Cedrino:
«È una presa in giro – è stato il commento di Renzo Soro -. Assurdo che dopo quindici giorni le nostre popolazioni ancora non sappiano che acqua gli sta arrivando a casa». Ancora più chiaro Giovanni Porcu: «Siamo al limite della sopportazione e nei prossimi giorni come sindaci metteremo in atto forme di protese eclatanti». Intanto le autobotti della Protezione civile continueranno a fare la spola tra i cinque paesi.
(Fonte:la Nuova-a.fontanesi)
 
Nessuna nuova sul fronte dell’acqua potabile
per i paesi della Valle del Cedrino.

Da dodici giorni ad Orosei, Galtellì, Irgoli, Loculi e Onifai vige il divieto di usare l’acqua dei rubinetti per bere e per cucinare perchè in tutto questo tempo l’Arpas, per conto di Abbanoa, non ha ancora appurato se l’alga incriminata, rinvenuta in grande quantità nel bacino di Pedra ’e Othoni, abbia o meno rilasciato nelle condotte tossine dannose alla salute umana.
el mentre le autobotti della Protezione Civile fanno la spola per rifornire di acqua potabile esercizi pubblici e commerciali.
Uno stato di fatto che sta facendo montare
l’indignazione delle popolazioni
che i rispettivi sindaci domani porteranno sui tavoli degli enti e degli uffici regionali che hanno competenza sul caso.
Il sindaco di Irgoli Giovanni Porcu:
«Domani alle l2.30 incontreremo a Cagliari il Cda di Abbanoa per avere ragguagli sulle soluzioni per sanare una situazione non più sostenibile.
Questa ennesima emergenza dimostra come il grado di inquinamento e di eutrofizzazione del bacino di Pedra ’e Othoni non sia più compatibile con nessun processo di potabilizzazione e dunque è necessario individuare altri siti di adduzione.
Domani Abbanoa dovrà spiegarci le cause che ancora ostano al prelievo dalla sorgente di Su Gologone e cosa manca per il collegamento con l’acquedotto di Janna ’e Ferru».
Sempre nella giornata di domani
i sindaci della bassa Baronia contano di incontrare anche i funzionari dell’Ato e l’assessore ai lavori pubblici Angelo Carta.
(FONTE:La Nuova-a.fontanesi)