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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: terra

Domani,venerdì 10 giugno, alle ore 17,00

Mostra di Pittura “Aria, Terre e Fuochi”

  del CDD (Centro Diurno Delocalizzato) di Nuoro

La mostra “Aria, Terre e Fuochi” è stata realizzata a conclusione del laboratorio di pittura del dell’ASL di Nuoro, che sarà inaugurata venerdì 10 giugno alle ore 17,00, presso la sala retrostante la fontana di Piazza Crispi, a Nuoro.

 “L’arte non riproduce ciò che è visibile,

ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.

Con questa efficace considerazione dell’artista Paul Klee si può ben rappresentare la filosofia che sottende la prassi del laboratorio di pittura del Centro Diurno Delocalizzato dell’ASL di Nuoro, tenuto dalla maestra Maria Perra, al quale partecipano 25 persone con le più varie caratteristiche psicologiche.

Tale attività è culminata nella mostra che sarà inaugurata il 10 giugno alle ore 17.00, presso i locali espositivi retrostanti la fontana di piazza Crispi, a Nuoro. L’esposizione proseguirà poi nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 giugno 2016.

«La pittura e le sue applicazioni nei percorsi della riabilitazione psichica – spiega il Dott. Franco Salvatore Delrio, Psicologo, Responsabile del Centro Diurno Delocalizzato di Nuoro – è un campo ricco e stimolante. Durante questi percorsi, infatti, nei partecipanti possono determinarsi significativi recuperi di diverse capacità residue. La pittura rappresenta una modalità di comunicazione che si pone a cavallo tra il canale comunicativo non verbale e quello verbale in quanto, pur affondando le sue radici nel primo, tale forma d’arte ben si presta all’espressione orale dei vissuti, così come vengono sperimentati durante le sessioni di laboratorio. Nel corso di tali sedute, anche grazie alla continua interazione fra i partecipanti, si facilita la rielaborazione cognitiva degli stessi vissuti e, di conseguenza, si determinano maggiori livelli di consapevolezza circa le esperienze effettuate in un permanente confronto dialettico e relazionale».

Le attività del laboratorio di pittura del Centro Diurno di Nuoro, si presentano, apparentemente, come giocose, ed è anche grazie a questo aspetto ludico che è possibile far passare contenuti e modalità espressivo/comunicative più consone e adattative alle diverse potenzialità dei partecipanti.

Ognuno di essi è portatore di una valenza estetica; l’opera realizzata deve soddisfare innanzitutto il soggetto che la esegue, pertanto non è necessario che il prodotto abbia connotazioni estetiche oggettive, poiché l’espressione è libera e non vincolata ai parametri artistici propri dell’arte intesa nella sua accezione più ampia.

«Di conseguenza – prosegue Dott. Delrio – nel laboratorio di pittura del Centro Diurno, ci si cura che siano assenti giudizi di valore e, con essi, le problematiche legate alla prestazione. In altri termini, poiché il soggetto è libero di esprimersi secondo i propri canoni, “il giusto e lo sbagliato” perdono di significato. Questo non vuol dire che le persone non debbano rispettare alcuna regola (gli operatori e la maestra di laboratorio, Maria Perra, hanno curato e tenuto sotto controllo questo aspetto), diversamente il percorso terapeutico – riabilitativo si impoverirebbe, trasformandosi in un’operazione di mero intrattenimento, o in un intervento di pura e semplice assistenza».

In sintesi, dentro alle specifiche regole del contesto laboratoriale e alla relazione e mediazione terapeutica con gli operatori, il soggetto può esprimere finalmente e liberamente ciò che gli deriva dal suo mondo interno.

Grazie a ciò le tecniche espressive possono essere un utile strumento per agire sulla sfera emotiva ed affettiva dell’individuo, rendendo possibile una maggiore modulazione e regolazione delle, stesse emozioni.

Si arriva a questo appuntamento attraverso un “viaggio” che ha visto il gruppo, nella sua globalità, presente e attento agli stimoli offerti. Al suo interno, sin dall’inizio, sono naturalmente emersi alcuni capaci di rappresentare contenuti emotivi sofisticati e di approfondire, sollecitati, le emozioni relative alla propria storia personale e relazionale.

Costoro, pertanto, sono riusciti a mettere sulla carta il proprio universo interiore con tocco morbido e sensibile gusto estetico; altri hanno rappresentato il loro universo così come via via andava emergendo, riuscendo comunque a rivelare i propri bisogni e la propria volontà di essere e relazionarsi dentro il gruppo.

In qualsiasi caso, al di là degli esiti diversi e variegati, si è trattato di un’esperienza emotiva unica e stimolante per tutti.

(DA: comunicato Asl3 Nuoro-8 Giugno 2016)

TRAMONTO NELL’ALTIPIANO 

“Quando guardo un tramonto e mi emoziono, non mi domando a che velocità gira la Terra o a che distanza è il Sole o quanto sono grandi… Amo quel momento. Punto. Non c’è da capire, c’è da amare”.

(Fabio Volo, È una vita che ti aspetto, 2003)

ISRE Nuoro-”Il presagio del ragno”

in concorso a Cinemambiente

“Un’idea, un’avventura, un pensiero, una fissazione, un’ossessione.

Nodi, barche, tonnarotti, sveglie molto, molto prima dell’alba.

Un capo assoluto, il Ràis. Una ciurma di 21 tonnarotti, un po’ uomini e un po’ pirati.

Un lavoro da compiere.

Vento e sole, calma piatta e improvvise accelerazioni, fatiche e riposi.

Un lungo respiro, ascolto e profonda osservazione”

Il film Il presagio del ragno, di Giuseppe Casu, prodotto da Sitpuntocom e dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico, sarà proiettato il 7 ottobre a Torino in concorso nella sezione Documentari Italiani di CINEMAMBIENTE, il più importante festival cinematografico europeo dedicato all’ambiente.

Programma completo

Il film

Reti, zavorre, cavi e ancore. Sguardi, gesti, silenzi e risa. Attesa paziente e sforzo finale. Nel respiro di un tempo senza tempo…

Tra terra e mare un nucleo compatto di uomini configura la trama di un’avventura che perdura da sempre: la pesca del tonno rosso.

Ultimi interpreti di una millenaria tradizione, radicalmente estranei alle dominanti procedure di cattura industriale di questa pregiata risorsa, dischiudono con i toni e i timbri del loro sapiente lavoro un intenso squarcio sulla relazione insidiosa tra locale e globale. Parlando la lingua trasparente di un’autentica sostenibilità a fronte del cieco avanzare di un disegno di sviluppo sempre più intollerabilmente iniquo.

L’autore

Giuseppe Casu (Cagliari, 1968) si è laureato in fisica nel ’93, ha poi seguito la scuola di regia e montaggio Anna Magnani a Prato, lo stage di regia Arscipro a Parigi e si è diplomato in montaggio all’Istituto Rossellini di Roma. Ha realizzato diversi documentari, tra cui Arcobaleno (2002), Senza Ferro (2010), L’amore e la follia (2012).

Note di regia

“Tutto è partito dalla necessità di entrare in un mondo diverso dal mio, una dimensione diversa dalla mia, che procede con le sue regole e i suoi tempi. Avevo in mente le mattanze girate da Rossellini e da De Seta, pure icone.

Mi chiedevo: cosa resta oggi delle tonnare? Mi ci sono tuffato dentro, senza difese, come un corpo estraneo, con un forte rischio di rigetto.

Sulla banchina, un portale dà su un grande piazzale lastricato di pietra vulcanica. Sull’angolo a sinistra brilla uno specchio appeso al muro, sopra un lavello oblungo, mi immagino pescatori barbuti che si rasano con la pipa in bocca… Da lì dietro esce un uomo dal fisico massiccio, occhiali da sole scuri, che avanza verso di me. E’ il rais, Luigi, mi offre una stretta di mano vigorosa e un sorriso sicuro di sé. Mi dice, con l’aria divertita: “Ma per caso sei animalista?”. Gli rispondo: “Diciamo piuttosto che sono… animale!”. Ride: “Noi siamo sempre qui, fino a luglio, vieni quando vuoi”.

In tonnara c’è solo il presente: il passato è rimosso, le tensioni verso il futuro abolite. Un mondo rude, sensazioni semplici e pungenti – caldo, spossatezza, pericolo, fame, paura – che mi ripuliscono. Alla fine resta il bianco e nero, regna la luce, i contrasti, i riflessi; l’inquadratura si fissa sui gesti del lavoro; le parole sono rare, quasi assenti. Un cinema primitivo, in qualche modo.

Nodi per cucire le reti tra loro, altri nodi per fissarle alla catena rugginosa destinata al fondo del mare. A terra, il suolo è cosparso di vecchie cime, maglie di catene, frammenti di cavi che si contorcono in vecchi nodi sfilacciati, souvenir delle passate stagioni in tonnara.

Nodi che misurano la velocità in mare, ma anche la velocità della vita in tonnara, rallentata dall’inerzia della natura, dal peso del presente che a volte rende le giornate interminabili”

Il Festival

Il Festival CinemAmbiente nasce a Torino nel 1998 con l’obiettivo di presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale.

Fondato e diretto da Gaetano Capizzi, il Festival è organizzato dal 2006 dal Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo ed è membro fondatore del Green Film Network, associazione che riunisce i più importanti festival cinematografici internazionali a tematica ambientale

Il Festival presenta annualmente circa 100 film distribuiti nelle sezioni competitive nazionali e internazionali, nella sezione Panorama, nei focus tematici, nelle retrospettive e in Ecokids, sezione dedicata ai ragazzi. CinemAmbiente propone inoltre dibattiti, incontri con gli autori, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti ed eventi sul territorio.

Negli anni il Festival è costantemente cresciuto confermandosi come uno dei più importanti eventi cinematografici ambientali del panorama internazionale.

CinemAmbiente è il primo festival a «emissione zero»: le emissioni di CO2 prodotte durante il Festival sono compensate, i suoi prodotti sono realizzati con materiali riciclati e certificati Ecolabel e FSC. Il Festival aderisce inoltre al protocollo dell’Agenda 21 relativo all’acquisto di materiali ecosostenibili.

Al Festival si affiancano due importanti attività che completano il lavoro di promozione del cinema a tematica ambientale in Italia:

  • CinemAmbiente Tour: un progetto di distribuzione non commerciale dei film presentati al Festival. Con centinaia di proiezioni sul territorio nazionale l’Associazione CinemAmbiente è il principale punto di riferimento in Italia per il reperimento di film a tematica ambientale.
  • CinemAmbiente TV – Film per l’educazione ambientale: un’iniziativa dedicata alle scuole e unica nel suo genere a livello internazionale. Attraverso un apposito sito internet gli insegnanti possono proiettare in classe in alta qualità centinaia di film selezionati per argomento ed età degli studenti.

Il presagio del ragno

  • regia: Giuseppe Casu
  • montaggio: Aline Hervé
  • suono: Gianluca Stazi
  • fotografia: Giuseppe Casu e Nanni Pintori
  • color correction Ercole Cosmi
  • musica: Difondo e Iosonouncane
  • interpreti: Il Ràis e i tonnarotti della Punta
  • una produzione: Sitpuntocom e ISRE Istituto Etnografico della Sardegna

con il sostegno di:

  • Fondazione Sardegna Film Commission
  • Regione Autonoma della Sardegna
  • Fabbrica del Cinema – Carbonia
  • Celcam
  • produttore esecutivo: Tratti Documentari
  • durata: 65′
  • anno di produzione: 2015
  • formato: 16:9 PAL HD
  • formato riprese: HD
  • supporto master: DCP

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 Nuoro Tel. 0784 242900-0784 / 242951

E- mail: promozione@isresardegna.org

Web: http://www.isresardegna.it/

Presentazione libro

“Terra e futuro”

di Sergio Cabras

incontro in cui si dibatte sui temi dell’agricoltura, del cibo, della salute e della sostenibilità.

SABATO 18 OTTOBRE 2014

Sedilo, via Carlo Alberto 33

A partire dalle ore 16,00, presso la reception e l’aula didattica del Centro di Educazione Ambientale di Sedilo: confronto e informazione sull’agricoltura sostenibile in Sardegna, con esposizione di materiale sull’attività di varie organizzazioni attive a livello regionale;

in parallelo, nella sala conferenze/proiezioni del Centro: proiezione del film/documentario “Genuino Clandestino“. 

Alle ore 17,30 presentazione del libro “Terra e Futuro” – L’agricoltura contadina ci salverà, di Sergio Cabras.

Intervista all’autore a cura di Luisa Carta (agronomo – Abbasanta), interventi di Fabio Parascandolo, Sergio Cossu, Renato Brotzu e Antonio Lupo.

Seguirà dibattito (anche tramite interventi via web). 

Presentazione del libro e dibattito:

saranno trasmetti in diretta streaming

sul sito  http://vaughnlive.tv

“Questo è link a cui connettersi verso le 17,15:Una volta sul sito bisogna entrare nella sezione Nature (menù orizzontale) e dopo qualche minuto comparirà (fra gli altri simboli di altri utenti) la foto del mio logo del Centro.Basta cliccare lì sopra e dopo pochissimo si assiste a quello che trasmettiamo.
(Alessandra Manca)”

(DA: comunicato “Centro! di Alessandra Manca”-14 Ottobre 2014)

DOMANI 26 AGOSTO 2014 ALLE 21:30

CON LO SPETTACOLO ‘SORICHITTA’

Casasoddu, informa che il 26 agosto 2014 la serata sarà dedicata ai bambini, con lo spettacolo ‘ SORICHITTA’ a cura della compagnia teatrale Bocheteatro di Nuoro,

  • con Monica Corimbi e Monica Farina

  • pupazzi e animazione Monica Corimbi

  • musiche originali Stefano Ferrari

  • Regia Giovanni Carroni

  • Scene Anto Umana.

Lo spettacolo è stato prodotto con il sostegno finanziario del GAL MARE E MONTI, agenzia di sviluppo rurale del nuorese, nell’ambito del Programma Leader Plus, in collaborazione con l’USL n.3 di Nuoro che ha svolto lo studio scientifico e pedagogico sui prodotti alimentari tradizionali della Sardegna indicati nel testo teatrale, scritto da Monica Corimbi e Giovanni Carroni , che ha curato anche la regia. Ha vinto il premio della Comunità Economica Europea, come uno dei primi migliori investimenti nell’ambito sociale e culturale.

E’ uno spettacolo che nasce per sensibilizzare i bambini al consumo dei prodotti tipici della nostra terra: sos culurjones, sos malloreddos, sos macarones de busa, su casu berbechinu , il miele e l’olio sardi ecc. , contro un sempre più crescente abuso di merendine, patatine e quant’ altro di industriale e poco sano che impera nei nostri supermercati e centri commerciali.

La storia dei sapori, dei profumi, dei colori degli alimenti sardi passa attraverso i personaggi della storia: la protagonista, una topolina massaia dal nome di Sorichitta interpretata dall’attrice Monica Corimbi, e dai suoi amici: il corvo Piticò, Zoseppeddu il porcospino e il gatto ladrone Fantagatto, insieme alle bellissime musiche originali di Stefano Ferrari.

Lo spettacolo non manca di dare ai bambini. messaggi di solidarietà e regole comportamentali generali.

Ingresso:biglietto unico €.5

per informazioni:

info.bocheteatro@gmail.com

(DA: comunicato Associazione Culturale CasaSoddu-19 Agosto 2014)

 

Domani martedì 4 febbraio

conferenza stampa alle 11:00 per

presentazione del Progetto nei locali

della Sala Giunta della Provincia.

 

il Presidente della Provincia Roberto Deriu, insieme al Presidente del Museo MAN Tonino Rocca e al Presidente dell’Associazione Strade del Vino Cannonau Andrea Soddu, presenta il nuovo Progetto di valorizzazione delle produzioni locali “VETRINE TERRA“.

“PASSAVAMO SULLA TERRA LEGGERI” 

Saggio teatrale degli utenti del Centro Diurno di Tonara

Dal mese di gennaio hanno partecipato con impegno e entusiasmo ad un progetto di laboratorio teatrale, nel quale la storia della Sardegna rivive attraverso la particolare visione che letterati e scrittori ne hanno fatto nei testi e nelle opere che li hanno resi famosi.

Sono gli utenti del Centro Diurno di Tonara, diretti e coordinati dal maestro Enzo Liborio Vacca di Ovodda e seguiti dagli operatori dello stesso Centro Diurno e del Centro di Salute Mentale di Sorgono. “Passavamo sulla terra leggeri” è il titolo dello spettacolo ispirato all’opera di Sergio Atzeni, ma che vedrà anche una libera rivisitazione di vari autori: da David Herbert Lawrence a Grazia Deledda, al giornalista e scrittore Giacomo Mameli, per citarne solo alcuni.

Il saggio finale sarà presentato mercoledì 5 giugno 2013 alle 17.30 presso il Centro Polifunzionale di Tonara, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’ASL di Nuoro. Si tratta della seconda esperienza teatrale degli utenti, dopo il grande successo di partecipazione e di pubblico che aveva avuto nel dicembre 2010 un analogo laboratorio, intitolato “.. e sospira il ritorno”, coordinato sempre da Liborio Vacca.

Nella stessa struttura riabilitativa diretta dal Centro di Salute Mentale di Sorgono sono stati realizzati i pannelli scenografici, grazie soprattutto al lavoro e al coordinamento dell’attività laboratoriale e artistica del maestro Manuel Puddu, che – anche in questa occasione – ha mostrato una grande capacità nel motivare e sostenere gli utenti.

La rappresentazione della storia della Sardegna è stata motivo di interesse e coinvolgimento, e non sono mancati i collegamenti e le connessioni con il vissuto personale degli stessi attori, protagonisti di storie di emigrazione, sradicamento e spesso della perdita di equilibri psicologici e relazionali.

La piece teatrale sarà replicata presso il teatro Comunale di Sorgono mercoledì 12 giugno, sempre alle ore 17.30.

Il Comune di Siniscola delibera lo stato di calamità naturale

SINISCOLA. La pioggia di qualche giorno fa non ha risolto il problema. Le campagne di Siniscola sono allo stremo.

Tutta colpa della siccità, che ha reso la terra arida, danneggiando pascoli e coltivazioni. Il Comune è corso ai ripari, deliberando lo stato di calamità naturale.

La siccità mostra gli effetti negativi sulla tenuta di un intero comparto: quello di chi lavora la terra. Un settore trainante dell’economia locale, dal quale traggono sostentamento centinaia di famiglie. L’allarme siccità è stato lanciato da contadini, allevatori, imprenditori agricoli e associazioni di categoria.

Vita sempre più dura, insomma, per le persone che vivono del lavoro nei campi e dell’allevamento. Ai problemi storici (come il basso prezzo del latte) se ne aggiungono di nuovi e inattesi. Con i terreni secchi, andare avanti è un brutto guaio. La giunta comunale ha decretato lo stato di calamità naturale, unendosi alle iniziative prese da altri centri dell’isola. In Sardegna, insomma, ultimamente o piove troppo – causando disastri ambientali – o non piove affatto. Gli agricoltori sperano in una via di mezzo.

Anche la giunta comunale ha rilevato che l’assenza di precipitazioni e le temperature stagionali più alte della media hanno influito negativamente sulle produzioni agricole. Con lo stato di calamità naturale, il sindaco Celentano ha dato mandato per attivare la procedura per accertare i danni subiti dalle aziende agricole. La Regione non ha ancora risposto.

«Quest’anno ci sono problemi nell’aratura e nella semina dei terreni – spiega un anziano pastore – e molte culture sono andate a male. C’è stato un crollo nella produzione, causando notevoli danni economici». Secondo altri agricoltori «Non si vedeva una situazione simile da anni. Non ci resta che sperare nell’arrivo della pioggia, sperando che cada abbondante ma tenue. Se capitassero forti temporali, infatti, si rischia di passare da un’emergenza all’altra».

(Da:La Nuova-salvatore martini-12 nov 2011)

La preoccupazione per l’invasione di torri eoliche nel mare sardo cresce. Insieme alla mobilitazione al di là degli schieramenti politici. Una circostanza inedita e apprezzabile che però rimarca incoerenze e sorprendenti parzialità nel dibattito.

Stupisce infatti che l’ apprensione sia tanto circoscritta.
Infatti l’allarme riguarda i guasti nell’orizzonte sul mare e non considera che su molte alture della Sardegna senza mare è in atto da qualche tempo una analoga temibile incursione, mentre si annunciano nuove corse all’oro-vento.
Così i crinali della Sardegna meno visitata sarebbero destinati
ad accogliere ciò che altrove scandalizza? Perchè?
Le ragioni di questa distrazione dovrebbero essere indagate con attenzione. Per quanto si capisca il senso della predilezione per il valore superiore (?) attribuito ai luoghi delle vacanze al mare.
D’altra parte le preoccupazioni espresse dalla Regione per il panorama ferito guardano solo qui e al potenziale danno per il turismo.
Si assume il punto di vista selettivo del turista balnearehttp://giolitti.myblog.it/media/01/02/248902250.jpg
(che difficilmente andrà a Buddusò) dalla spiaggia verso l’acqua, e che si immagina indifferente al paesaggio che gli sta alle spalle aggredito soprattutto da brutte case purtroppo destinate a crescere.
E la politica, con poche eccezioni, non corregge lo sviamento ma assume quest’ottica in maniera elusiva. Fa benissimo però l’on. Mauro Pili a indagare sul mondo degli affari eolici, a guardarne con cura i retroscena.
Ma, si converrà, è un’ottica parziale.
Servirebbe uno sguardo ampio, dal mare alle terre sul mare e non solo.

Per due ragioni. La prima è che il paesaggio della Sardegna ha un senso unitario, come si è detto spesso. La seconda è che non da oggi si parla di investimenti sporchi specie nell’edilizia balneare.
Da molto tempo gli inquirenti raccontano di movimenti di denaro sospetti nelle coste; “ ma sinora non siamo riusciti a capire – ha spiegato un magistrato ai giornali – da dove arrivano i capitali.
E siccome il presupposto fondamentale è che si individui la fonte, e la fonte è all’estero, per ora non abbiamo chiuso il cerchio”.
Ecco, allungando la vista, si potrebbe dargli una mano?
(Fonte: La nuova-. SANDRO ROGGIO)

Come ogni tanto faccio trasformo un commento in post. Questa volta ho scelto quello di Bainzu, nostro amatissimo lettore e  presona sensibile e amante "vero" della nostra-sua  Sardegna. Il commento è particolarmente toccante  ma….con ciliegina-shock finale!

COMMENTO INTEGRALE di "BAINZU"
Che strano destino accompagna questa mia Terra, a cicli più o meno frequenti ma sempre con una costante :
Cosa ne facciamo di questa Sardegna?
Chi in passato l’ha disboscata per farne le traversine dei treni,
Chi ne ha fatto il suo paradiso di vacanze,
Chi ne vuole fare una discarica, chi metterci le centrali,
qualcuno vuole l’autodromo e qualcun’altra crearci casini, pardon casinò,
c’è chi l’ha spremuta come un limone saccheggiandone persino l’identità,
e chi continua a cannibalizzare quel che resta, comunque in ogni caso, terra di conquista.
Pochi ormai la vedono per quello che è realmente
una Terra splendida con una sua cultura,
non importa se bella o brutta, ma è una cultura vecchia di millenni e andrebbe rispettata e valorizzata a iniziare da noi che ci siamo nati, perché è la nostra cultura.
E allora!
smettiamola di scimmiottare chi antepone a certi valori il dio denaro,
smettiamola di fare i giullari per i signori d’oltre mare,
togliamoci dagli occhi questi finti occhiali da sole e guardiamoci dentro, siamo più ricchi di loro e noi non lo sappiamo ma loro si!
Riappropriamoci di quei valori che sono i nostri prodotti, diamo il "giusto valore" a quello che i nostri avi e madre Natura ci hanno lasciato senza dimenticare quelli che ci succederanno e soprattutto lasciamo perdere le stravaganze di chi arriva e crede di portare progresso (guarda caso utile a gonfiare le loro tasche) ma prendiamone spunto per elaborare e adattarle alle nostre esigenze, quello si!Non di solo turismo si vive.
Visto che siamo in tema avanzo una mia proposta:
Spianiamo la Sardegna e facciamone una pista di atterraggio per gli UFO così avremo turisti anche da altri mondi.

(Bainzu)

La qualità delle acque del Cedrino è diventata ormai una priorità delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico.

continua…

continua…

Parte il progetto“ Sardegna Fatti Bella “.

continua…