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NONSOLOBARONIA: Blog di Marco Camedda

LA NOSTRA "PIAZZETTA VIRTUALE" DOVE CI SI INCONTRA TRA BUONI AMICI

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Tag: tradizioni

(DA: Comune di Orosei: 22 Dicembre 2017)

 L’ISRE ALL’EXPO DI MILANO

Dal 22 maggio al 31 ottobre 2015

l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna è presente all’EXPO di Milano con due opere provenienti dal Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde di Nuoro.

Dipinto di Giuseppe Biasi: “La canzone del Pappagallo” (olio su tela del 1917)

Si tratta del dipinto di Giuseppe Biasi “La canzone del Pappagallo” (olio su tela del 1917) e di un copricassa proveniente da Morgongiori, risalente al XIX secolo, che saranno esposte nella mostra Il Tesoro d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi, nel padiglione Eataly nell’area Expo 2015.

L’obbiettivo della mostra è quello di segmentare una materia vasta e complessa come la “geografia artistica italiana” in episodi coerenti tali da far emergere lo spirito dei luoghi e le peculiarità della produzione artistica di ogni regione italiana”.

Le due opere del Museo di Nuoro, insieme alle altre provenienti dalla Sardegna saranno splendidi testimoni dello “ spirito dei luoghi “ che declina in mille forme diverse l’esperienza artistica isolana e la esalta nel confronto con le altre regioni d’Italia.

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 Nuoro-Tel. 0 784 242900 0784 / 242951

E- mail: promozione@isresardegna.org

Web: http://www.isresardegna.it/

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(DA: comunicato dell’ISRE Nuoro-25 Maggio 2015)

(DA: siti istituzionali di Orosei e Galtellì)

Istituto Superiore Regionale Etnografico

L’Istituto Superiore Regionale Etnografico, confermando una tradizione ormai consolidata, terrà aperti i suoi Musei anche in occasione della Santa Pasqua e Lunedì dell’Angelo.

A Nuoro potranno essere visitati il Museo Etnografico Sardo ed il Museo Deleddiano – Casa Natale di Grazia Deledda nei seguenti orari: 9.00/13.00 – 15.00/18.00.

A Cagliari il Museo Etnografico della Collezione Luigi Cocco sarà aperto dalle 9.00 alle 20.00

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 Nuoro – tel. 0784 242900

Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde

Via A. Mereu, 56 Nuoro 0784 1822922

Museo Deleddiano-Casa Natale di Grazia Deledda

Via G, Deledda, 42 Nuoro tel. 0784 258088

Inoltre:

Museo Etnografico della Collezione Luigi Cocco

Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale, 1 Cagliari

 (DA: comunicato ISRE Nuro-15 aprile 2014)

Apertura in occasione  del Seminario

“MUSEI E PAESAGGI CULTURALI”

Si comunica che lunedì 30 settembre 2013 il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde sarà aperto al pubblico dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, in concomitanza con il Seminario “Musei e Paesaggi culturali” organizzato dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico e dall’International Council of Museums- Italia – presso l’Auditorium dell’ISRE, a Nuoro, in Via Antonio Mereu, n. 56. 

Il Direttore Generale

Dr. Paolo Piquereddu

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 – NUORO

Tel. 0784 242951-Fax. 0784 208674

E-mail: segreteriadg@isresardegna.org

Sito web: http://www.isresardegna.it/

Museo della Vita e delle  Tradizioni Popolari Sarde

Via A. Mereu, 56-08100 Nuoro-Tel. 0784 257035

**DA: comunicato ISRE-26 set 2013**

La Direzione Generale dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico comunica che il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde e il Museo Deleddiano-Casa Natale di Grazia Deledda per tutto il mese di Giugno osserveranno il seguente orario di apertura:

9.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00

Chiuso il lunedì

INFO:

Istituto Superiore Regionale Etnografico

Via Papandrea, 6 Nuoro – tel. 0784 242900

Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde

Via A. Mereu, 56 Nuoro 0784 1822922

Museo Deleddiano-Casa Natale di Grazia Deledda

Via G, Deledda, 42 Nuoro tel. 0784 258088

**DA:comunicato ISRE-Nuoro-13 giu 2013**

La Halloween dei nonni

a San Pietro e nel museo deleddiano

Da Nuoro, da tantissimi paesi limitrofi, da tutta l’Isola: Cagliari e Sassari comprese. E non sono mancati gli stranieri: una famigliola spagnola e qualche francese. Un via vai continuo per la prima giornata di “Su mortu mortu” del museo Casa natale Grazia Deledda. L’evento di ieri, promosso dall’Isre, anche quest’anno registra un grande successo.

TRADIZIONI Oltre 700 persone tra bimbi e adulti si sono avvicendati nel mondo magico e misterioso di un’usanza che, a dispetto di zucche, maschere e mostri del celtico Halloween importato dagli Stati Uniti, resiste e si tramanda ancora di padre in figlio. Pioveva, ieri nel capoluogo barbaricino, ma il maltempo non ha scoraggiato la fiumana in giro per lo storico quartiere di San Pietro, nel cuore del quale sorge la casa natale del premio Nobel nuorese. Da una parte, drappelli di residenti in miniatura, di casa in casa armati di sacchetto o bustina di plastica; dall’altra, squadriglie di piccoli accompagnati dai genitori in quella che fu la dimora della scrittrice di cui forse ricordano qualche pagina letta a scuola dai maestri o dai professori. Un pianeta per certi versi sconosciuto, cartolina da un passato che continua a raccontare, nei suoi effetti.

CULTO DEGLI ANTENATI Su mortu mortu è antica tradizione che rievoca quadretti di ordinaria infanzia che costellano l’intera provincia di Nuoro, dalla Barbagia alla Baronia. In certi posti si chiama “peti coccone”, in altri “a sas animas”, ma la sostanza non cambia: alla base c’è il culto degli antenati, l’omaggio affettuoso a chi è passato ad altra dimensione. Così l’Istituto regionale etnografico (presidente Salvatore Liori, direttore Paolo Piquereddu) ormai da qualche anno ha deciso di accendere i riflettori su questa usanza, abbinando alla sua valorizzazione, il viaggio di conoscenza attraverso la Nuoro vista dal punto di osservazione della Deledda.

LA FAVOLA È REALTÀ Negli ambienti che ricostruiscono le movenze giornaliere di una famiglia d’altri tempi, i giovanissimi esploratori si perdono, seguono la loro immaginazione, fantasticano su una favola che in fin dei conti è invece realtà. Si informano dai loro accompagnatori, e dalla guida che illustra origini, natura e collocazione di tutto quel ben di Dio tra documenti, oggetti, arredi del passato. «Possiamo venire a vivere qui?», chiede una bimbetta dai capelli scuri raccolti in due codine. Perché per lei, come per tutti gli altri, quel letto, quel mestolo, quel cesto con il grano e il carro appoggiato al muro della corte, sono tutte cose vere: che cosa significa museo, o galleria espositiva? Come sono veri i cioccolati, papassini, caramelle, e tanti altri dolci che riempiono il sacchetto che l’Isre dona a ogni bambino che per Ognissanti va a visitare Casa Deledda.

A confermare un trionfo che va ben al di là dei numeri, le decine di «bellissimo, meraviglioso, mi è piaciuto davvero tanto» lasciati nella sezione Commenti del registro delle presenze.

/DA: L’Unione Sarda-Fr. Gu.-2 nov-2o12)

GALTELLI': BASILICA DI S. PIETRO

Pasquetta all’insegna di arte, storia, buon cibo e tradizioni a Galtellì:

visite guidate per le vie dell’antico borgo e ingresso gratuito al museo etnografico, al castello di Pontes, agli ambienti deleddiani e alle chiese medioevali, sede delle confraternite, oltre che all’antica Basilica di San Pietro.

All’Etnografico laboratori con degustazione.

(Da:L’Unione Sarda-fr.gu.- 8 apr 2012)-foto m.camedda

Nelle scuole dell’infanzia di Orosei si sta portando avanti già del settembre del 2007 un intervento didattico-educativo, progetto basato sul tema portante dell’educazione ambientale, la ricerca e la scoperta delle vecchie tradizioni, usi e costumi locali.
I docenti dei due plesssi di Su Remediu e di Gollai stanno tentando di fondare nei bambini, e quindi fin dalla prima infanzia, le basi della cultura a cui apparteniamo conducendo ognuno di loro alla scoperta della propria terra e radici, cercando di far sviluppare il senso di appartenenza alla comunità e arricchirli con la conoscenza e la valorizzazione del patrimoio culturale , linguistico e affettivo delle proprie origini.
In contemporanea si inserisce anche il potenziamento della lingua sarda, studiando in un percorso che stato intitolato PARAULAS, CONTOS E CANTOS, conl la ricerca delle tradizioni orali, della conoscenza delle vecchie parole (ormai quasi disuete) e delle canzoni e musiche. Ma a questo si aggiunge la ricerca sulle tradizionali feste come Su Petticoccone (ricerca già attuata nel novembre 2007) e de su Ocu de Sant’Antoni (appena concluso in Gennaio di quest’anno). Inoltre si studia anche il vocabolario sardo con il fine di potenziare la conoscenza della propria lingua di orgine.
Tutto questo le maestre lo fanno in modo trasversale all’insegnamento dei normali programmi scolastici previsti dalla legge!
Credo che questo progetto che durerà probabilmente un paio d’anni, sia un momento di grande cultura perchè consente al bambino di non perdere di vista le proprie arigni, le proprie radici di cui può andare certamente fiero!

continua…